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Il Piano Casa della Regione Campania e il Piano del Parco in un seminario di studio a S. Giovanni a Piro

di Maria Antonia Coppola

Il Piano Casa della Regione Campania e il Piano del Parco, saranno oggetto di un seminario di studio organizzato dal Comune di San Giovanni a Piro, sabato 16 gennaio, con inizio alle ore 18.00 presso la sala conferenze dell’Ente. Queste le due grosse novità del nuovo anno nell’ambito del panorama normativo del settore Urbanistico, riguardanti il territorio della Regione Campania. Il seminario, dopo l’ intervento del Sindaco del Comune, Maria Stella Giannì, e le relazioni introduttive dell’ Assessore alle Attività Produttive, Alberto Astone e dell’Assessore all’Urbanistica  Flavio Beati, prevede la relazione tecnica di Nicola Greco, urbanista e consulente tecnico di spicco del territorio cilentano, seguita dall’intervento dell’On. Franco Brusco, uno dei Consiglieri Regionali che più si è speso per l’approvazione degli strumenti urbanistici oggetto della conferenza e che maggiormente conosce i meccanismi del nuovo impianto normativo. Presidente del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Il momento di incontro sarà concluso dal Amilcare Troiano.

L’iniziativa, mette in evidenza la necessità di un confronto, di un chiarimento e di un’attenzione che amministratori e tecnici e istituzioni devono porre all’attività pianificatoria che in questo momento vede tutt’insieme  Piano Casa, Piano territoriale regionale, Piano territoriale provinciale e Piano del Parco, confluire sul territorio cilentano.

Ecco il parere, in breve, di Nicola Greco in anteprima.

Come si concilia il Piano del Parco con il Piano casa in zone come Camerota?

Dopo vent’anni di inattività dal punto di vista della pianificazione territoriale d’un colpo c’è tutta una serie d’iniziative che ci mettono in difficoltà, sopratutto quando ci sono delle incongruenze fra queste.

Ora c’è una situazione di questo tipo: alla fine del 2008 è stato approvato il Piano territoriale regionale,  con allegate le linee guida del paesaggio, che detta una serie di indirizzi generali per la Regione Campania, di conseguenza la Provincia di Salerno ha adottato il suo Piano territoriale Provinciale, che con delibera di Giunta ha indicato ai suoi dipendenti di utilizzarlo per tutti gli indirizzi degli atti che loro devono fare quando approvano i piani regolatori o le varianti ai piani regolatori. Poi è stato approvato il Piano del Parco che è stato fatto dieci anni fa quando ancora non c’era il Piano Territoriale Provinciale. In molte cose non sono convergenti e quindi determineranno una serie di difficoltà. Sopratutto c’è la questione relativa alla normativa del Piano del Parco che ha generato dei dubbi su alcune norme di tipo transitorio che potrebbero creare dei problemi. Adesso sta veramente alla gestione dell’Ente Parco e dei comuni a gestire e ad interpretare bene queste norme e a fare gli adempimenti di conseguenza, e mi riferisco alla questione dei programmi di intervento unitari, a cui sono assoggettati ambiti molto vasti di territorio. Ad esempio: Marina di Camerota, tutta Marina di Camerota è assogettata a questo Progetto d’Intervento Unitario (P.I.U.)

Che significa tutta Marina di Camerota?
Significa che ampie zone del Parco, sopratutto le zone urbanizzate e per quanto riguarda Camerota, tutta la frazione Marina, da Arconte a Lentiscella ai Previteri, è assogettata a questo strumento. Ora se il Parco e i comuni, o gruppi di privati, si danno da fare per farli, perchè è previsto che molti enti possono promuovere i P.I.U., eviterebbero la norma transitoria che è rigidissima e che significa "manutenzione ordinaria e straordinaria", cioè significa che se non si attuano questi strumenti ( i P.I.U.) si ferma tutto, significa avere una fase di buio per quel che riguarda tutte le attività di recupero, di ristrutturazione edilizia, che non sono riconducibili al concetto di manutenzione ordinaria e straordinaria, ma sono tutta un’altra serie di interventi su cui potrebbe vivere il settore edile, senza consumare nuovo suolo.

Da un lato c’è poca fiducia nella capacità di produrre questo tipo di pianificazione, da parte degli esperti.  Per esempio, un piano di lottizzazione, un piano particolareggiato non si è mai fatto al comune di Camerota. Che fiducia si può avere di fare in due mesi il P.I.U.? – Magari riusciamo a farlo, ma un legittimo timore c’è – Se non si fa, questo provoca l’entrata in vigore di una normativa di salvaguardia rigida che significa che il comparto dell’edilizia si blocca completamente.

Quello che è successo a Camerota in passato, dove non c’è stata una pianificazione degli interventi, ha visto  aumentare di colpo il lavoro dell’edilizia, ha fatto venire tante imprese da fuori, ha fatto prendere degli impegni di spesa agli imprenditori che hanno investito più del dovuto, ha drogato un pò le attese.  La normativa di salvaguardia sarebbe un colpo mortale per il comparto. – Anche per il bilancio comunale, in questo fermento folle, avevano previsto, per il 2008: 170mila euro di entrate, 500mila euro per il 2009, perchè c’era una media di cento permessi a costruire all’anno…negli ultimi sei mesi i permessi sono arrivati a quattro –
Questo problema bisogna affrontarlo con l’amministrazione del comune di Camerota.

Possiamo già dire che Camerota, Lentiscosa e Licusati, esclusi i centri storici (zone A), possono già presentare i progetti, domani, relativi al Piano Casa con ampliamento del 20%, con demolizione e ricostruzione, del 35%, perchè non ci sono problemi interpretativi. Invece nel caso del Piano paesistico la norma contraria c’è, bisogna capire se si può derogare. A Marina di camerota c’è la norma del Piano del Parco, che dice che non puoi fare oltre la manutenzione ordinaria e straordinaria delle zone P.I.U. La discussione ora è se il Piano Casa va in deroga alle norme del Piano del Parco, diversamente, dovremmo fare entro i 18 mesi il P.I.U. per andare ad applicare il Piano Casa.

Bisogna però sapere se è stato chiesto, da qualcuno, agli amministratori di Camerota, che risposta danno ai cittadini, il Piano Casa, insomma, risponde solo all’edilizia residenziale. Sarebbe opportuno che l’amministrazione si attivasse da subito a fare i P.I.U., indipendentemente dal Piano Casa perchè l’intervento di riqualificazione delle strutture turistiche o degli edifici commerciali rimarrebbe escluso.

Il gruppo d’opposizione "Insieme cambierà", che già ha manifestato in consiglio comunale preoccupazione per l’instabilità dell’attività edilizia, per la grande crisi che l’attraversa, si aggancia a questi temi che tratterà il convegno e vi parteciperà. "Noi siamo tra quelli", dice Mario Scarpitta, "in questo momento così delicato ed importante per il nostro territorio, che vogliono comprendere quali possono essere le risposte più adeguate da dare al settore edile. Per questo motivo, è necessario fare le cose per bene per evitare un  pauroso meccanismo d’instabilità lavorativa. Chiederemo ad un prossimo Consiglio Comunale, urgentemente, di invitare a presenziare ad un tavolo di discussione, per un confronto serio, tutti i cittadini che ruotano intorno a questo settore".




    

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