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Montecorice: saranno abbattutti gli “ecomostri” delle Ripe Rosse

di Redazione

Dopo 20 anni di battaglie giudiziarie, ricorsi e sentenze, saranno abbattuti i quattro scheletri – ecomostri del Parco del Cilento sulle colline delle Ripe Rosse di Montecorice. A sancirlo è una sentenza finale del Tar. «È il miglior regalo per una primavera sotto la bandiera della legalità, della bellezza e della tutela del territorio» ha commentato in una nota Michele Buonomo, presidente Legambiente della Campania.

La conclusione della vicenda è arrivata il 25 marzo scorso con il respingimento dei cinque dei sette ricorsi presentati da Angelo Russo in contesa da oltre venti anni con il Comune di Montecorice e con la Soprintendenza ai Baas di Salerno, per l’abbattimento delle costruzioni incriminate. Gli ecomostri erano situati nella pineta Ripe Rosse, sul pendio della collina che si affaccia sulla insenatura della Baia Arena della Frazione di Case del Conte.
"Una risultato che si deve alla tenacia dell’ex Sindaco e Presidente del Parco Giuseppe Tarallo- ha detto Buonomo-. La sentenza e i prossimi abbattimenti dei 4 ecomostri delle Ripe Rosse devono rappresentare un modo chiaro e netto per dire che l’abusivismo, la speculazione non paga più e che il futuro della costiera cilentana, come di tante perle del Bel paese, è legato inestricabilmente alla valorizzazione dell’ambiente ed alla difesa della legalità".

Soddisfatta della sentenza anche l’associazione ambientalista Italia Nostra, che insieme a Legambiente in questi anni si è battuta per riportare la legalità in questo luogo deturpato dal cemento selvaggio.

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