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Monta la polemica. Il comandante Ciociano: “E’ l’ennesimo flop propagandistico di Bortone”

di Maria Antonia Coppola

sindacalisti SULPM

Riceviamo e integralmente pubblichiamo il seguente comunicato stampa:

Indebita amministrazione a Camerota
Questo comunicato vuole avere una funzione strettamente conoscitiva della condizione sin qui sofferta. L’anelante desiderio di rappresaglia condotta per motivi di ordine politico e di conquista di  spazi di potere, hanno spinto l’intera amministrazione Bortone a porre in essere l’ennesimo flop propangandistico di natura persecutoria, nei confronti dei soliti dipendenti comunali; vieppiu’ incurante della condizione di chi versa in un momento di forte dolore. Venendo ai fatti,oggi,i suddetti impiegati del Comune di
Camerota, vengono accusati di “indebiti arricchimenti” dovuti alla ”elargizione”,nei loro confronti, da parte di “”avventati amministratori”” di somme di denaro superiori rispetto a quelle ad essi spettanti per legge. E’ importante, in primis, considerare che si tratta di funzionari con mansioni di carattere dirigenziale in riferimento alle rispettive aree di competenza, quindi, destinati a percepire ex lege , oltre allo stipendio, una indennità di funzione relativa alla professionalità acquisita ed alla responsabilità  derivante dalla
posizione.Questo, lascia facilmente intuire, che non esiste nessuna indebita acquisizione  ma solamente un diritto riconosciuto da una norma contrattuale ed esercitato secondo il rispetto dei parametri normativamente stabiliti. Ne deriva che la corresponsione di indennità viene, appunto, elargita in virtù
della condizione di funzionario di una determinata area e mai richiesta da parte di quest’ultimo. Così come è, giusto sapere che il suddetto trattamento remunerativo veniva accordato  non gia’ ai  “”soliti tre”” ma a piu’ di un dipendente, nell’ordine  di sei funzionari, suscettibili di diventare qualcuno in piu’ se consideriamo la medesima posizione riconosciuta anche ad  altri impiegati a vario titolo. Quindi, mi chiedo e soprattutto chiedo a coloro che si definiscono baluardo della legalità, il motivo di tanto clamore proprio nei confronti di alcuni… non era, forse, più corretto e vicino ai principi della legalità e del buon governo, considerare la cosa alla stregua di un ordinario intervento di politica riferito all’assetto organizzativo – impiegatizio di natura squisitamente interna, in quanto tale da analizzare ed eventualmente appurare secondo quest’ottica e le regole che la governano, nei confronti di tutti  coloro che a vario titolo hanno percepito e percepiscono indennita’.
Ma, sicuramente, questo vuol dire chiedere troppo…chiedere, infatti, di rispettare i principi di legalità e buona amministrazione, a chi?
A chi, indebitamente, non ha dato esecuzione a ben due ordinanze emesse dal tribunale di Vallo della Lucana, in ordine all’allontanamento indebito dei due dipendenti Ciociano;
A chi, ha indebitamente avviato, la ricostruzione pensionistica dei due dipendenti Ciociano in un momento dove è ancora centrale il dibattito giudiziario tra le parti ( vertenza merito – comune di camerota – Ciociano/ Ciociano);
A chi, indebitamente, disattende ogni dispositivo emesso  dall’autorita’ giudiziaria  e contrario agli interessi di palazzo.
A chi indebitamente disattende il rispetto dei principi di legalità, pubblicità e trasparenza senza l’osservanza degli obblighi di correttezza ed imparzialità e quindi non adotta specifiche procedure comparative ed assume un architetto con incarico esterno ignorando le regole del dpr n. 487 del 1994, al quale corrisponde la somma di euro 40.000,00 (quarantamila) annui, per un servizio di due volte la settimana.
A chi indebitamente disattende il rispetto dei principi di legalità, pubblicità e trasparenza senza l’osservanza degli obblighi di correttezza ed imparzialità e quindi non adotta specifiche procedure comparative ed assume un ragioniere con incarico esterno ignorando le regole del dpr n. 487 del 1994 al
quale corrisponde la somma di euro 2000,00 ( duemila) mensili, al mese piu’ spese per un servizio di due giorni la settimana.
A chi indebitamente disattende il rispetto dei principi di legalità, pubblicità e trasparenza senza l’osservanza degli obblighi di correttezza ed imparzialità e quindi non adotta specifiche procedure comparative ed assume un secondo ragioniere con incarico esterno ignorando le regole del dpr n. 487 del
1994 al quale corrisponde la somma di euro 1000,00 mensili ( mille) al mese piu’ spese per un servizio di due giorni la settimana.
Non elenchiamo le altre assunzioni – temporanee ed a lungo contratto in dispregio di tutte le regole e norme che le disciplinano.  Il  S. u. l. p. m  (sindacato di categoria polizia locale)  ha gia’ avuto modo di esprimersi in ordine  all’attivita’ anti-sindacale posta in essere dal sindaco Bortone  “per non aver rispettato le regole”, condannato con sentenza n.481/2010 del 4.6.2010 dal giudice del lavoro del tribunale di Vallo della Lucania. Accadimento alquanto  grave, essere condannato perche’ incurante dei diritti dei lavoratori, per un sindaco che, continuamente, si autoproclama garante della legalita’. Ne consegue, in ordine all’attuale situazione costituita, che sara’ ancora una volta investito il Sulpm e tutte le sigle sindacali che rappresentano l’intero corpo impiegatizio del comune di camerota, al fine di un effettivo ripristino dei principi che stanno alla base dei singoli contratti di lavoro e, quindi, di una tutela reale dei lavoratori stessi.
Un quesito c’e’ lo poniamo?   – chi ha stipulato i contratti a questi nuovi assunti? Il funzionario tuttofare !
La cosa peggiore è quando viene a mancare il senso del ridicolo, trascinando con sè le istituzioni e l’intera popolazione per motivi meramente personali e di rivalsa. Non si vuole guardare in faccia alla realtà e ci si ostina a porre in essere un braccio di ferro dinanzi alla palese evidenza dei fatti, quindi dei torti. Il trattamento che, da un anno, l’amministrazione Bortone sta riservando ai dipendenti Ciociano A. e Ciociano S. configura tutti i presupposti della fattispecie che prende il nome di mobbing. Tutto cio’ a
dispetto delle ordinanze dei magistrati.
Vi invito ad una riflessione: colui che, sindaco Bortone, si erige a baluardo di legalità può comportarsi come l’ultimo dei fuorilegge, irrispettoso di precise disposizioni impartite da un  presidio di legalità qual è il tribunale di Vallo della Lucania? Ed ancora, colui che si ritiene unto da Dio, in quanto l’unico uomo del comune di Camerota capace di ridare un volto di credibilità e trasparenza alla macchina comunale, può compiere atti e fatti finalizzati alla ossessiva ricerca di fonti di incriminazione nei confronti di rispettabili
cittadini causando nel contempo focolai di malumore e veleni tra la popolazione e le stesse mura della casa municipale?
Con la presente si è voluto, principalmente, esporre le motivazioni sin qui addotte e fare chiarezza su una faccenda fortemente strumentalizzata, contemporaneamente vuole essere l’occasione per diffidare quanti,
professionisti e sedicenti tali della comunicazione, hanno speculato sulla questione, andando oltre il diritto di cronaca e la deontologia professionale, non avendo proceduto ad un riscontro e paventando la creazione di fattispecie
giammai realizzabili e, rasentando, loro malgrado i presupposti per un’azione giudiziaria.

n.b. La mia sottoscrizione, al presente, ha valenza giuridica e amministrativa, in quanto “ricordo” che:
1) non ho mai chiesto, né firmato nessun atto di pensionamento;
2) come già detto, la magistratura ha emesso 2 ordinanze (a favore dello scrivente) volutamente ignorate dal sindaco Bortone;
3) il contenzioso Ciociano A./comune di Camerota continua, in attesa del merito e delle conseguenze, che lo stesso, comporterà in termini civili e penali.


Cap. Antonio Ciociano    

comandante del corpo di polizia municipale



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