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Un aiuto per l’Arco naturale di Palinuro. Esperti americani rispondono all’appello per salvare il monumento emblema dell’Unesco

di Maria Antonia Coppola

Si può salvare l’arco naturale di Palinuro? Probabilmente. Se arriva un aiuto concreto dalla prestigiosa The Natural Arch anf Bridge Society. Dall’America, questa società no-profit che sostiene da molti anni studi appropriati per la valorizzazione e la conservazione di archi naturali e ponti, ha dato una risposta di grande sensibilità e si è offerta di collaborare con l’amministrazione di Centola-Palinuro per salvare il monumento-emblema dell’Unesco. A contattare la società americana è stato un gruppo di cittadini che avendo a cuore la sorte del loro inestimabile tesoro naturale, curiosando su internet, alla ricerca di qualcuno o qualcosa che potesse risolvere un empasse che dura da troppo tempo, hanno trovato il sito naturalarches.org che include "qualsiasi persona con un desiderio entusiasta di visitare, studiare, scrivere, fotografare, archi naturali e che ne sostiene la conservazione delle caratteristiche". Lo stupore è stato grande quando guardando le pagine dedicate agli archi, si sono viste le location di film, all’interno delle quali compare l’Arco di Palinuro, citato con cinque foto di scena, tratte dal film mitologico " Giasone e gli Argonauti" girato nel 1963. La e-mail che è stata inviata alla società statunitense ha manifestato la preoccupazione per lo stato di pericolo in cui versa attualmente L’Arco Naturale, la immediata risposta che è stata ricevuta, chiedeva ulteriore documetazione per capire, fra le varie ipotesi, se fosse causa di fenomeni di erosione, il degrado in cui versa il monumento naturale, o causa derivante dell’intervento dell’uomo. Il sindaco, Romano Speranza, è apparso alquanto ottimista sulla chiara volontà dell’aiuto che verrà dato dalla società di studi americana: «Per salvare l’Arco – dice -ormai non sappiamo più a chi rivolgerci. Siamo arrivati a settembre e non è stato fatto niente. Siamo fermi allo studio di fattibilità della Regione Campania pagato un milione e mezzo di euro. Tra l’incuria di tutti l’Arco naturale sta crollando. Il Genio civile sull’ipotesi avanzata tempo addietro di creare un tunnel ricoperto di sabbia per bypassare l’ostacolo frana, ha risposto  che era troppo invasivo – riprende il primo cittadino – eppure c’eravamo rivolti ad una società specializzata ». Mentre il gruppo di cittadini che ha lavorato per cercare di porre fine all’immobilismo a discapito di uno degli scorci più belli del territorio risponde: "In ogni caso è chiara la volontà di questi studiosi d’oltreoceano a volerci aiutare, a darci dei consigli su come intervenire».

  

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