Camerota: depuratori da realizzare, uno da sistemare, condotte fognarie da completare. Qualcosa si sta muovendo

In questi giorni è tornata alla ribalta una delle questioni che con più forza si impongono- o si dovrebbero imporre- all’attenzione di tutti i cittadini del Comune di Camerota. Si parla della situazione riguardante lo smaltimento degli scarichi fognari, situazione più volte descritta dal giornaledelcilento.it, in particolar modo nell’ambito dell’inchiesta portata avanti lo scorso agosto e concernente lo stato di salute del mare che bagna le nostre coste. in quell’ambito, si era partiti dalla descrizione delle evidenze empiriche di sporcizia in numerosi casi osservata in mare, per poi cercare di delineare un quadro delle cause da cui scaturiva quella situazione. Tale percorso era giunto, anche, a mettere in evidenza la mancanza di un impianto di depurazione del comune di Camerota e l’assoluta insufficienza del sistema delle condotte sottomarine riguardanti la frazione di Marina di Camerota, che risultano troppo corte, malandate e non in grado di sopportare il sovraccarico a cui vengono sottoposte durante il periodo estivo.

In questo periodo lo stato delle cose sembra essere caratterizzato dall’inizio di un’evoluzione; si parla dello sviluppo di alcuni progetti in relazione alle diverse contingenze delle quattro frazioni del comune di Camerota e in rapporto a ciò che è accaduto negli anni scorsi.

A Marina di Camerota alla fine degli anni ’80, durante l’amministrazione ’85/’89 targata Antonio Troccoli, fu costruito un depuratore nel Vallone delle Fornaci. Mai entrato in funzione. Pare che in quel caso si fosse effettuato uno "strano" collaudo senza che vi fossero stati montati tutti i macchinari indispensabili per il suo normale funzionamento. Dopo poco tempo, eletto sindaco Giosuè Mazzeo, fu smantellato l’unico depuratore presente e attivo, situato in zona Calanca; si trattava di un impianto gestito male, quasi mai messo nelle condizioni di assolvere in maniera adeguata alle funzioni di depurazione. Si rimase dunque con le sole condotte sottomarine, orfane di depuratore. Come già descritto e come dimostrato da clamorosi guasti accaduti in passato, sono assolutamente insufficienti. Ora, con l’amministrazione Bortone, pare si stia valutando la possibilità di realizzare un impianto di depurazione da collocare nel Vallone delle Fornaci, nella stessa zona in cui sono presenti le vasche di quell’impianto mai entrato in funzione. Secondo fonti ufficiose, la scelta del sito avrebbe tenuto conto della necessità di non andare ad intaccare l’integrità ambientale di un altro luogo; si è scelta perciò una zona già in passato concepita e "quasi utilizzata" per tale scopo. A riguardo, su un giornale locale si legge che il vicesindaco Orlando Laino ha dichiarato: "E’ in atto un protocollo d’intesa con la Consac per la realizzazione del depuratore. I tecnici della Consac e del Comune stanno mettendo a punto il progetto. Contiamo di iniziare i lavori il prima possibile, in questo modo affronteremo la stagione turistica con più serenità. La costruzione del depuratore ci permetterà di essere autosufficienti e migliorare la qualità delle acque, che ad onor del vero sono già limpidissime".

A onor del vero e per amore dell’approfondimento, si rimanda all’inchiesta articolata dal giornaledelcilento.it Ma il nostro mare è realmente così pulito?(vedi sezione INCHIESTE).

Per quanto riguarda la situazione dei paesi interni, lo snodo centrale da tenere presente è quel progetto, concepito nella seconda metà degli anni novanta dall’amministrazione Iannuzzi, che comprendeva la costruzione di un depuratore per ogni frazione interna. Tale progetto fu delineato e concepito in relazione all’assegnazione di appalti-concorso; la base economica per eseguire quanto previsto fu individuata e ottenuta con dei finanziamenti provenienti dalla Cassa depositi e prestiti, negli stessi anni. Soldi comunali, dunque.

A Lentiscosa, assegnato l’appalto-concorso, ci si accorse che non c’era una strada decente che portava al sito scelto per la collocazione del depuratore. Nel settembre del 2002 fu approvato il progetto esecutivo per i lavori di sistemazione della strada di accesso alla zona in questione. La strada fu sistemata. I lavori di realizzazione del depuratore non sono mai iniziati e non si conosco realmente i motivi di ciò. Lo stato attuale del sito è stato descritto, anche fotograficamente, ad agosto, nell’inchiesta sopra citata. Scarichi fognari versati direttamente nel terreno, ovviamente. Nel vallone delle Fornaci, semplicemente. Ora si parla di un’ interruzione del rapporto con la ditta che aveva vinto all’epoca la gara d’appalto, che sembra avesse poi avanzato delle insostenibili pretese economiche. Pare che si abbia intenzione di realizzare un nuovo progetto, più moderno e sostenibile, e metterlo a gara, riaffidando dunque l’opera. Logicamente, quando gli anni passano, i prezzi salgono e i progetti rimasti nel limbo diventano superati e tecnologicamente obsoleti. Il nuovo progetto sarà per forza di cose più costoso, comprendendo la costruzione di macchinari più sofisticati.

A Licusati, una volta assegnato l’appalto-concorso relativo alla costruzione del depuratore, si è proceduto alla costruzione dell’opera. Piccolo particolare: nella zona dell’impianto non arrivavano le condotte fognarie. E questo fino a pochissimo tempo fa. Dunque: da anni a Licusati c’è un depuratore che era stato praticamente ultimato, con tanto di macchinari, vasche e cabina elettrica. Ma non c’era il collettore che portava gli scarichi fognari all’impianto. Ripensandoci, forse si poteva ovviare al piccolo inconveniente assumendo qualcuno che, dotato di secchi capienti, buona volontà e mollette da apporre alle narici, portasse i reflui fognari al caro depuratore. L’impianto non è mai entrato in funzione, per la precisione. Anche lo stato di questo luogo è stato descritto nella nostra inchiesta di agosto. Impianto abbandonato, macchinari arrugginiti; a distanza di qualche metro, la condotta fognaria, da poco realizzata, che sversava i liquami direttamente nel terreno. Scarichi che finiscono nel vicino Vallone delle Fornaci, semplicemente. Situazione attuale e immediata prospettiva ufficiosa, per Licusati: pare si stiano effettuando i lavori di sistemazione dell’impianto, che dovrebbe entrare in funzione fra un paio di mesi.

A Camerota la vicenda non ha mai superato uno stato embrionale. Il progetto di costruzione del depuratore non è arrivato mai ad una fase esecutiva, pare anche per problemi e impedimenti relativi ad autorizzazioni non rilasciate da alcuni degli enti preposti a dare il via libera ad opere del genere. Si è deciso perciò di far confluire i reflui di Camerota all’impianto di Licusati, attraverso la costruzione di un collettore che unisse i destini fognari delle due frazioni confinanti. Per completezza: anche i liquami di Camerota, allo stato attuale dei fatti, finiscono nel Vallone delle Fornaci. Lo stesso Vallone che scende fino a Marina di Camerota. L’intenzione attuale dell’amministrazione pare essere quella di concretizzare il collegamento con il depuratore di Licusati, intenzione rafforzata dal parere positivo del Consac.

Il costo relativo al nuovo progetto da realizzare per Lentiscosa, al collettore Camerota- Licusati e alla sistemazione dell’impianto di Licusati, dovrebbe essere coperto in parte dal finanziamento ottenuto dalla Cassa depositi e prestiti durante l’amministrazione Iannuzzi e in parte da un’integrazione relativa ad un finanziamento regionale.

Per fornire ai lettori dati ufficiali e più precisi, nella convinzione che approfondire la tematica e diffondere elementi certi sia un nostro dovere professionale e morale, il giornaledelcilento.it inoltrerà una richiesta protocollata all’ufficio tecnico del comune di Camerota, in attesa di avere l’opportunità di intervistare Orlando Laino, assessore ai lavori pubblici, più volte contattato dalla nostra redazione.

Precisazione: il giornaledelcilento.it si è recato all’ufficio tecnico, per la prima volta, il 6 ottobre scorso, per chiedere informazioni e dati economici in relazione alla questione di quel progetto riguardante la costruzione dei depuratori nei paesi interni. Inoltre, si sono chieste notizie sulla situazione attuale, dei progetti in via di sviluppo. Il responsabile dell’ufficio, in un breve incontro, ha dato delle notizie ufficiose- notizie riportate in quest’articolo-soprattutto sulla situazione attuale. Ha dato poi appuntamento alla settimana successiva per un colloquio più approfondito, anche per quanto riguardava i dati e le documentazioni. Tale incontro è poi slittato un paio di volte, a causa di impegni relativi ai lavori che l’ufficio sta svolgendo in questo periodo, come riferito dal responsabile dell’ufficio. Giovedì scorso un redattore ha incontrato il funzionario, il quale ha subito premesso che quello era un colloquio “ufficioso”. Alle prime richieste avanzate in relazione ai ritardi e alle non-realizzazioni degli impianti- in particolar modo per quanto riguarda Lentiscosa- il responsabile dell’ufficio ha affermato che non poteva rispondere subito a quelle questioni, che è necessario depositare una richiesta ufficiale in cui si specificano tutti i punti per cui si richiedono informazioni e dati documentati, in modo da avere risposte precise e ufficiali, con la possibilità di ricevere una relazione su tali argomenti. Il funzionario ha poi fornito, sempre “ufficiosamente”, alcune notizie sulle intenzioni attuali, riportate nell’articolo. La redazione, sottolineando il fatto che già dal 6 ottobre aveva fatto richiesta a voce di notizie e dati economici riguardanti l’argomento in questione, conferma che inoltrerà una richiesta protocollata all’ufficio tecnico per ricevere le dovute informazioni.