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Sentiti tre testimoni della difesa, a breve la sentenza di primo grado

di Redazione

Un neuropsichiatra infantile, un ingegnere informatico e una allieva: sono questi i testi della difesa ascoltati durante l’ultima udienza fiume che si è celebrata giovedì scorso al tribunale di Sala Consilina. Alla sbarra è il professore di musica di Teggiano, Angelo Giuliano, accusato di violenza sessuale aggravata e continuata su tre piccole allieve di età compresa tra sei e dieci anni. Rigorosamente a porte chiuse, dinanzi al collegio giudicante presieduto dal Presidente del Tribunale Luciano Santoro, minuziose e specifiche sono state le deposizioni del neuropsichiatra che ha confutato l’attendibilità dei racconti delle bambine così come il perito la consulenza del tecnico della locale Procura, invece l’ex allieva oggi maggiorenne ha dichiarato che tutti i sabato Giuliano si trovava a San Rufo per tenere altre lezioni, pertanto non poteva trovarsi a Teggiano come sostiene invece l’accusa. Dopo diverse comparazioni e innumerevoli accertamenti, altri testi della difesa verranno sentiti il prossimo 10 dicembre alle 11 e cresce l’attesa per la requisitoria del pubblico ministero a gennaio unita alla discussione delle parti civili. E a breve giungerà la sentenza di I grado. La vicenda che ha suscitato scalpore e ha diviso comprensibilmente l’opinione pubblica del Vallo di Diano si sarebbe consumata presumibilmente in una scuola privata della piccola frazione di Prato Perillo di Teggiano tra il 2004 e il 2008, dove Giuliano era solito tenere lezione di musica a un gruppo di giovanissimi allievi. Nel retro di quella stanzetta, dai racconti formulati alla presenza di psicologi ed esperti del settore, si sarebbero consumate le attenzioni morbose e gesti dall’evidente spessore sessuale nei confronti delle tre bimbe. Cose che sarebbero state successivamente riferite ai genitori che immediatamente hanno fatto sospendere la frequenza delle lezioni private di musica. In sostanza, dalla denuncia di una mamma sporta ai carabinieri della Compagnia di Sala Consilina, sono scattate indagini attente e circostanziate che hanno condotto alla pesante ordinanza di custodia cautelare firmata dal Giudice per le Indagini Preliminari, dott. Luciano Di Transo, culminata con l’applicazione immediata della misura cautelare in carcere per Angelo Giuliano. In un processo, questo, molto sentito data la delicatezza dell’argomento trattato, tocca adesso alla Magistratura e al suo lungo e necessario iter accertare e far piena luce sui punti ancora poco chiari a partire dai racconti delle tre giovanissime allieve che contengono pesantissime accuse rivolte al loro docente di musica. Il fine del percorso giudiziario è di scovare la verità celata dietro quei racconti ed attribuire eventualmente colpe e responsabilità. Restano al momento gravissime le accuse su Giuliano che ancora chiuso nel carcere di Vallo della Lucania si dice innocente e assolutamente estraneo ai fatti contestati mentre la difesa, sostenuta dagli avvocati Francesco Di Paola e Agostino De Caro, si dice fiduciosa negli accertamenti e negli esiti della Giustizia.

FONTE: valloweb

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