Senzatetto a Sapri, la lettera al vescovo: «Non lasciamoli soli»

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In una lettera inviata al vescovo della diocesi di Teggiano-Policastro Cittadinanzattiva chiede che i senza tetto non vengano lasciati soli. Lo fa attraverso una missiva in cui descrive «la grave situazione che interessa anche il territorio del golfo di Policastro». Un gruppo di persone vive in estreme condizioni d’indigenza e si fa poco o niente per aiutarli. Tempo fa Cittadinanzattiva aveva proposto di creare una piccola struttura per garantire almeno un  pasto caldo e un posto per dormire; un’idea da portare avanti con il supporto delle istituzioni interessate e il contributo dei volontari locali. Ma non c’è stato alcun intervento. «Cerchiamo di smuovere le coscienze attraverso l’unico mezzo che abbiamo: l’informazione», spiega il referente Mario Fortunato

Pubblichiamo la lettera integralmente

Egregio Monsignore, gentilissimi Signori.

Tempo fa di ritorno dal Nord Italia sono rimasto profondamente colpito dall’immagine che rappresentava una famiglia: padre, mamma e due bambini che dormivano sul marciapiede di stazione, sotto la pensilina, a pochi passi dalla porta d’ingresso. Dai visi che si scorgevano dalla coperta (in pratica un cencio!) ho pensato si trattasse di una famiglia rumena o di migranti stranieri. Soffermando per qualche attimo l’attenzione, ho potuto incontrare gli occhi della donna: lo sguardo di una mamma disperata!
E’ un’immagine nitida che conservo nella mente e nel cuore. 
A quelle tristi immagini di disperazione e di povertà ne sono seguite altre, e altre ancora nei giorni a seguire, e non solo nelle stazioni di Napoli, Roma e Salerno, ma,  purtroppo, anche a Sapri nella città in cui vivo da quasi quarant’anni. Insieme con altre persone del gruppo di Cittadinanzattiva di cui faccio parte (Assemblea Territoriale Sapri – Golfo di Policastro) abbiamo cercato di portare  dei momenti di sollievo a queste persone, ma sono tantissimi i bisogni ed è impossibile poterli aiutare tutti, e in modo continuo. 
Sono persone (italiani e stranieri) che vivono alla giornata, ben disposti a svolgere qualsiasi attività, se gliene è data occasione; vivono di stenti e dormono sui cartoni, in stazione, sulla spiaggia, nei giardini pubblici, secondo la clemenza del tempo. Alcuni non sono barboni per scelta: sono semplicemente brave persone che non riescono a procurarsi i giusti compensi per vivere dignitosamente; e, non di rado, parte di quel poco che riescono a guadagnare, lo spediscono alle loro famiglie che abitano lontano. Purtroppo, qualcuno ha pure il coraggio di sfruttarli! 
Eminenza, Signori, così non si può continuare. Non possiamo chiudere gli occhi, chinare la testa e continuare a camminare con indifferenza, lasciandoci alle spalle un poveretto che alle dieci di mattino (la foto è stata scattata qualche giorno fa sul lungomare di Sapri) resta appoggiato a un albero, in stato di abbandono, senza che alcuno muova un dito o faccia qualcosa. Non possiamo far finta di niente sapendo che un gruppo di persone dorme per strada, anche gente che durante il giorno lavoro. Che cosa fanno le Reti sociali e della solidarietà territoriale, dalla Caritas alle istituzioni locali? Occorre intervenire, al più presto. Sono esseri umani come noi, e non possiamo far finta che non esistono. Un grazie di cuore e carissimi saluti. 

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