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Sfruttamento del lavoro nel Cilento, le indagini si allargano a macchia d’olio

di Redazione

Smantellata nel Cilento una organizzazione sull’asse Italia-Moldavia dedita allo sfruttamento del lavoro di ragazze straniere nell’area del Cilento. I carabinieri della Compagnia di Vallo della Lucania, in collaborazione con il reparto territoriale di Aprilia e con le Compagnie di Agropoli, Castrovillari e Scalea, hanno eseguito 9 misure cautelari personali emesse dal gip del tribunale di Vallo della Lucania.

Il giro In particolare sono stati eseguiti 2 provvedimenti di custodia cautelare in carcere, 1 di custodia cautelare domiciliare e 6 obblighi di dimora. Le donne venivano intercettate in Romania ed in Moldavia e convinte a trasferirsi illegalmente in Italia con la promessa di posti di lavoro dignitosi e con ottima retribuzione. Una volta giunte in Italia, però, le ragazze, secondo gli investigatori, venivano costrette a lavorare a nero per pochi soldi e con turni massacranti in aziende agricole, strutture di ristorazione, in bar ed anche come badanti. Nell’organizzazione svolgevano il ruolo principale quattro persone, due italiani residenti tra Pollica e Agropoli e due moldavi, reclutando e smistando nel Cilento al lavoro le vittime. Gli altri cinque componenti il sodalizio criminoso sono originari di Agropoli, Casal Velino, Laureana Cilento, Albanella e Altomonte. 

L’operazione A carico degli indagati, secondo le indagini partite qualche anno fa con l’allora maresciallo della stazione di Pollica Lorenzo Brogna, ci sono pesanti accuse, dall’associazione a delinquere allo sfruttamento del lavoro e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. In carcere sono finiti Mariano Vassallo, di Pollica e la compagna moldava Tatiana Marticiuc. Agli arresti domiciliari il 91enne Carmine Gorrasio residente ad Agropoli. Obbligo di dimora per Carmine Mirarchi di Agropoli, Crescenzo Mastalia di Laureana Cilento e per Alessandro Stasi di Albanella, Manuela Enea romena ma residente a Cisterna di Latina, Francesco Provenzale di Altomonte, in provincia di Cosenza, per Maikol Vassallo, residente a Pomezia.

I dettagli I malviventi devono rispondere anche di estorsione. Secondo l’accusa avrebbero costretto badanti moldave a consegnare loro del denaro minacciando di abbandonarle per strada e farle arrestare. Il lavoro investigativo ha fatto emergere aspetti agghiaccianti. Arrivate nel Cilento le donne moldave facevano tappa nella città di Agropoli per poi essere sistemate in un alloggio provvisorio nella frazione Schito di Pollica. Qui avveniva lo smistamento delle lavoratrici in diverse località del Cilento. L’organizzazione era pronta a sostituire immediatamente la singola impiegata in caso di insorgenza di problematiche lavorative. Per ogni occupazione riscuoteva la commissioni. A guidare l’associazione due italiani e due moldavi, residenti a Pollica e Agropoli, promotori e organizzatori del sodalizio criminoso.

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