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Si indaga a Scampia, dietro l’omicidio storie di droga

di Luca De Martino

Un gruppo di giovani sbandati. Composto non solo da cilentani o salernitani. Ma anche da napoletani dei quartieri Scampia e Chiaiano. Ragazzi uniti da un interesse comune: la droga. E tutti sospettati, adesso, di aver preso parte all’omicidio di Angelo Vassallo, il “sindaco pescatore” di Pollica, assassinato a colpi di pistola il 5 settembre scorso mentre, in auto, faceva ritorno nella sua abitazione di Acciaroli, la località del Cilento che proprio grazie all’impegno dell’amministratore ha conosciuto uno straordinario sviluppo turistico. Le indagini dei carabinieri coordinate dalla Procura di Salerno diretta da Franco Roberti sono dunque arrivate a una svolta che potrebbe rivelarsi decisiva.

Sullo scenario investigativo si delinea una pista napoletana che incrocia e integra quella battuta sin dalle prime ore. L’ordine di uccidere Vassallo, ipotizzano gli investigatori, sarebbe partito da personaggi che, nel Cilento, odiavano il sindaco che si opponeva a traffici loschi. Come lo smercio di sostanze stupefacenti, che proprio nell’estate appena trascorsa aveva conosciuto ad Acciaroli un boom così allarmante da spingere Vassallo a sfidare personalmente gli spacciatori presenti sul molo della località turistica o in alcuni locali del porto. Ma il sindaco rappresentava anche un ostacolo per speculazioni edilizie e affari immobiliari che avrebbero potuto nascondere l’impiego di capitali illeciti in un’area divenuta sempre più appetibile agli occhi della malavita. In questo quadro, dopo l’omicidio, i primi sospetti si erano concentrati su uno spacciatore cilentano residente in Brasile e rientrato in Sudamerica tre giorni dopo il delitto. Nei suoi confronti, come degli altri soggetti successivamente finiti nel raggio di attenzione dell’inchiesta, non sono emersi elementi utili a contestare formalmente alcuna accusa.

Le indagini però stanno andando avanti. I pm Valleverdina Cassaniello e Rosa Volpe, insieme con il procuratore capo Roberti, hanno sentito numerosi testimoni e disposto anche una decina di perquisizioni ad Acciaroli. Agli atti è allegata anche la relazione di servizio firmata dal colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo, attualmente in servizio a Roma, fino a pochi giorni or sono comandante del Nucleo operativo a Castello di Cisterna. L’ufficiale, che conosce il territorio della località cilentana, ha fornito indicazioni ritenute dagli inquirenti utili alle indagini e aveva provveduto a smontare, mettendole subito a disposizione della Procura, le telecamere sistemate sul porto allo scopo di evitare che immagini potenzialmente significative potessero deteriorarsi.

Negli ultimi giorni, alla luce di altri accertamenti disposti dai magistrati, è emerso il possibile coinvolgimento di un gruppo più ampio di ragazzi, tutti gravitanti nel mondo del consumo e dello spaccio di stupefacenti e non solo di origine cilentana. Così, con grande riserbo, le indagini si sono allargate: e adesso la caccia agli assassini di Vassallo è arrivata anche a Napoli, tra Chiaiano e Scampia, i quartieri dove la droga alimenta il motore degli affari illeciti.

 

 

 

 

Fonte:repubblica.it

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