Sorrentino lascia Pyros: «La fine è il mio inizio». Pronto a nuova sfida

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Ha scelto il giorno di Natale per annunciarlo ai lettori. Alberico Sorrentino, avvocato e direttore di Pyros, ha lasciato la direzione del giornale di cui era a capo dal 2016. All’orizzonte nuovi impegni. Lo ha comunicato con una nota stampa.

“La fine è il mio inizio”. Mi regalarono questo libro più di dieci anni fa. Era uscito da poco, avevo sentito parlare di un tale Tiziano Terzani, ma non sapevo chi fosse. L’ho regalato a mia volta quel libro. Un vangelo.

Sì, cari Lettori, è la fine di questo percorso. Almeno nel ruolo che, formalmente e non, ricopro.

Mi è stato insegnato che per essere imparziali bisogna anche apparire tali. Bisogna avere rispetto dei ruoli, a maggior ragione di quelli che occupiamo pro-tempore.

Le vicende degli ultimi giorni avrebbero meritato di essere trattate anche qui, ma per spegnere, sul nascere, qualsiasi chiacchiericcio e strumentalizzazione del giornale ad un uso politico-personale ho preferito da “Direttore” non pubblicare nulla. I ruoli appunto. Ma non è giusto, non è corretto nei confronti dell’anima di Pyros: i nostri Lettori.

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Scrissi il mio primo pezzo esattamente dieci anni fa. Sembra ieri. Pyros, come oggi, era una creatura radiosa e al tempo stesso famelica, in cerca di penne, collaboratori ed energie nuove. Grazie ad essa ho superato un muro che neanche i duri ed amorevoli insegnamenti della “nostra” Prof. Paradiso erano riusciti a farmi abbattere: l’asperità alle parole. Quando le metti in ordine l’una dietro l’altra, come un fiume in piena, senti scorrere nelle vene la metamorfosi del pensiero che prende forma.

È il momento di congedarmi almeno da questo ruolo, perché tutto ha un suo tempo. Mi auguro di poter collaborare, in altre vesti, attraverso i contributi che non farò mancare al giornale, a far risorgere una sana dialettica politica. Il confronto è il sale della democrazia e come ci ha insegnato il Procuratore Nicola Gratteri in questi giorni, sferrando un duro colpo alla “Ndrangheta”, dobbiamo riappropriaci di pezzi di Stato. E il mio Comune oggi è manchevole di un pezzo.

Non voglio tediarvi oltre, è Natale ed il mio pensiero va a chi in questo momento vive nella sofferenza, augurando ad ognuno di noi di ritrovare l’essenziale.

Una strada c’è. La cosa buffa è che te ne accorgi solo quando è finita. Ti volti indietro e dici: “’Oh, guarda, c’è un filo.” Non spezzerò questo filo. È un pezzo di cuore.

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