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Sperona auto dell’ex moglie e la picchia, Centro antiviolenza Atena Lucana «Ennesimo tentato femminicidio»

di Pasquale Sorrentino

«Giovedì 7 ottobre abbiamo assistito all’ennesimo tentato femminicidio». La denuncia arriva dal centro anti violenza Aretusa di Atena Lucana in merito all’episodio che si è registrato a Sala Consilina che ha visto una donna picchiata dall’ex marito, arrestato dai carabinieri della Compagnia di Sala Consilina guidati dal capitano Paolo Cristinziano.

«Dopo un lungo inseguimento in automobile, un uomo ha speronato la macchina dell’ex moglie e l’ha costretta a fermarsi. La donna terrorizzata è scappata fuori dall’abitacolo per poi essere raggiunta dall’uomo e subire una brutale aggressione fisica. La violenza è terminata solo grazie all’arrivo di una passante che, accorsa per le urla atroci della donna, è intervenuta in suo aiuto e ha prontamente chiamato il 118», ricostruiscono la vicenda dal centro Anti Violenza valdianese. «La donna, viva per miracolo, è ricoverata ad oggi in Ospedale, traumatizzata per ciò che è accaduto e consapevole che l’esito di tale aggressione sarebbe potuto essere fatale qualora non ci fosse stato il tempestivo e fortuito intervento. La donna è vittima di maltrattamenti da anni da parte dell’ex marito e da qualche tempo si era rivolta al nostro Centro gestito dall’Associazione Differenza Donna».

Il centro diretto da Caterina Pafundi raccoglie decine di richieste di aiuto all’anno nel Vallo di Diano. «Siamo felici che la signora sia viva, ma sappiamo bene il rischio che ha corso. Il Centro infatti aveva sollecitato una misura tempestiva per la tutela psico-fisica della signora, tramite una valutazione di elevato rischio di femminicidio. Il risultato di una misura cautelare è dovuto a un lavoro di sinergia che abbiamo portato avanti con le Forze dell’Ordine e con la Procura. E’ necessario, per la tutela e protezione delle donne vittime di violenza, che si lavori in rete e con tempestività», ha dichiarato la responsabile del Centro Antiviolenza Aretusa Caterina Pafundi.

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