Strage di Sassano, difesa punta su macchia d’olio sull’asfalto ma è acqua dei vigili del fuoco

Non era una macchia di olio bensì dell’acqua fuoriuscita dall’autobotte dei vigili del fuoco. E’ quanto emerso dall’ultima udienza del processo contro Gianni Paciello, il 22enne di Sassano, arrestato e accusato di omicidio plurimo colposo nei confronti di Giovanni e Nicola Femminella, Daniele e Luigi Paciello morti il 28 settembre dello scorso anno a Silla. Lo rende noto il quotidiano La città di Salerno. Paciello piombò alla guida della Bmw sui tavolini del locale dove erano sedute le vittime, uccidendole. Ora la difesa sosteneva che sull’asfalto, nei pressi del luogo della tragedia, ci fosse una macchia d’olio. Ma è risultata essere una macchia d’acqua fuoriuscita dall’autobotte dei vigili del fuoco, intervenuti sul posto della tragedia. Durante l’udienza di ieri al tribunale di Lagonegro sono stati ascoltati dal giudice Salvatore Bloise, gli esperti della Scientifica di Salerno e il maresciallo della Stazione carabinieri di Sassano Francesco Nasti. In aula non era presente Paciello che è ai domiciliari in una struttura protetta nel Vallo di Diano.

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