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Cilento, agriturismi con cucina contadina e camino acceso sono preferiti

di Luigi Martino

«Cucina contadina e un camino acceso, come da tradizione. Si conferma anche nelle feste natalizie il successo dell’offerta agrituristica in Campania». Lo comunica Coldiretti a seguito della rilevazione di Terranostra Campania – l’associazione che promuove gli agriturismi a marchio Campagna Amica – tra i propri soci: «Sui circa 100 agriturismi certificati, presenti su tutto il territorio regionale, si va verso il sold out anche per Capodanno. L’offerta è ricca e all’insegna del cibo autentico tra Santo Stefano e il primo dell’anno. Per il giorno di Natale prevalgono le chiusure per poter festeggiare in famiglia. La rete degli agriturismi Campagna Amica della Campania conta circa 6.000 coperti e 800 posti letto, con una diffusione capillare che va dal Matese all’Alta Irpinia, dal Taburno al Cilento, dalla Costiera all’isola d’Ischia, dai Campi Flegrei al Partenio, dai Monti Lattari agli Alburni, dall’Alto Casertano al Fortore. L’accoglienza sarà arricchita dalla presenza degli agrichef, i cuochi contadini, che racconteranno agli ospiti l’origine dei prodotti serviti a tavola, con consigli utili su come valorizzarli».

La tipica cucina contadina

Nelle festività natalizie si conferma anche il trend dei regali enogastronomici, con pranzi e cenoni che diventano la voce più importante del budget che le famiglie italiane destinano alle feste di fine anno, con una spesa complessiva per imbandire le tavole del Natale e del Capodanno di 4,5 miliardi di euro, il 5% in meno dello scorso anno. È quanto emerge dall’analisi Coldiretti/Ixè ‘Il Natale nel piatto‘ presentata oggi a Roma. «La maggior parte della spesa alimentare delle feste e’ dedicata al pranzo di Natale che il 91% degli italiani, secondo l’indagine Coldiretti/Ixè, consumerà nelle case con effetti anche sul contenimento della spesa. Ad aumentare- continua la Coldiretti – è però l’impegno ai fornelli con una media di 3,6 ore per cucinare le pietanze da servire. In particolare la maggioranza del 55% resterà in cucina meno di tre ore, il 26% da tre a cinque ore e il 19% oltre cinque ore. Il ritorno in cucina – sottolinea la Coldiretti – è accompagnato anche dalla tendenza verso una scelta attenta degli ingredienti, con una predisposizione elevata alla ricerca di materie prime fresche e genuine».

Ancora, continua Coldiretti, «quest’anno si registra una spinta verso regali utili e all’interno della famiglia, tra i parenti e gli amici a partire dall’enogastronomia, per l’affermarsi di uno stile di vita attento alla riscoperta della tradizione a tavola, che si esprime con la preparazione fai da te di ricette personali per serate speciali o con omaggi per gli amici che ricordano i sapori e i profumi della tradizione del territorio. Il regalo di prodotti dell’enogastronomia è quello meno riciclato e non è un caso che quasi un italiano su quattro (24%) ha scelto proprio di donare per le festività di fine anno prodotti alimentari tipici». «Il menu – aggiunge Coldiretti – resta fortemente legato alla tradizione Made in Italy come dimostra il fatto che è immancabile sull’87% delle tavole della festa lo spumante italiano. Se in Italia lo spumante si classifica al primo posto negli acquisti irrinunciabili per le feste, all’estero non sono mai state richieste cosi’ tante bollicine italiane con un balzo del 13% del valore delle esportazioni, sulla base delle spedizioni registrate dall’Istat nei primi nove mesi».

Camino e cucina contadina: connubio ricercato

«Se per molte aziende agricole e agroalimentari italiane le feste di fine anno sono un momento economicamente rilevante, alle istituzioni offrono un importante segnale con la volontà dei cittadini di sostenere nelle scelte di acquisto il vero Made in Italy per aiutare l’economia, il lavoro e il paesaggio dei diversi territori”, ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini. Sottolineando che «si tratta di una domanda di trasparenza alla quale occorre dare una risposta con l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza di tutti gli alimenti per impedire che venga spacciato come Made in Italy il prodotto importato con l’inganno nei confronti dei consumatori». «Per questo – ha concluso Prandini – la Coldiretti ha promosso a Bruxelles insieme ad altre nove organizzazioni l’iniziativa europea dei cittadini EatORIGINal – Unmask your food al fine di garantire la trasparenza in tutta la catena alimentare» che si può sottoscrivere nei mercati degli agricoltori e negli agriturismi di Campagna Amica, e sul sito: www.eatoriginal.eu.

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Agrichef Academy, diplomati 21 cuochi contadini: 3 sono cilentani

di Luigi Martino

La consegna dei diplomi
Sono 21 i nuovi agrichef diplomati dall’Academy regionale fondata due anni fa da Coldiretti e Terranostra Campania a Montoro (Avellino). Tre giorni di approfondimento, spaziando dalle tecniche di cucina al marketing aziendale, insieme ai corsi di degustazione di vino, olio extravergine di oliva, formaggi e birra artigianale agricola. «È la quarta edizione del nostro corso di formazione – spiega Manuel Lombardi, presidente di Terranostra Campania – che ha l’obiettivo di far crescere la professionalità e l’accoglienza degli agriturismi della rete Campagna Amica». «Un progetto nazionale che punta a qualificare il vero agriturismo italiano, capace di distinguersi per autenticità, rispetto delle regole e attitudine a raccontare la storia delle aziende agricole che sono alle spalle delle nostre strutture. Il programma di formazione sarà sempre più fitto e ricco nel prossimo anno, puntando a rafforzare una rete di circa 100 agriturismi diffusi su tutto il territorio regionale: dall’Appennino sannita e irpino al Cilento, dall’Alto Casertano ai Campi Flegrei, dall’agro nocerino-sarnese all’isola d’Ischia» sottolinea. Gli agrichef cilentani diplomati sono: Martina Cusati (agriturismo Tenuta Vaimonte degli Infreschi di Marina di Camerota), Giuseppina Tortora (agriturismo Il Falco del Cilento di Torchiara) e Paola Passaro (agriturismo Terra Nostra di Corleto, Salerno). Per le altre province, invece, gli agrichef diplomati sono: Renata Lisena (agriturismo Giannasca di Grottaminarda, Avellino); Chiara Romano, Stefania Cannavacciuolo e Raffaele Filarmonico (agriturismo Casa Barbato di Montoro, Avellino); Maria Vittoria Ragnoni (agriturismo La Torretta Baronale di San Giorgio del Sannio, Benevento); Teofilo Mastrocola (agriturismo Fattoria Grande di Circello, Benevento); Marilena Di Filippo (agriturismo Corte Ciervo di San Salvatore Telesino, Benevento); Marialibera Piacquadio (agriturismo Lisoni di Colle Sannita Benevento); Marcella Manganiello (agriturismo Pietre di Fiume di San Giorgio del Sannio, Benevento); Alessandro Della Rocca (agriturismo Le Peonie di Sant’Angelo a Cupolo, Benevento); Antonia Ciabrelli (agriturismo Fattoria Ciabrelli di Castelvenere, Benevento); Giuseppe Esposito (agriturismo La Forcina di Sant’Agata de’ Goti, Benevento); Paolo Puma (agriturismo La Rocca San Giovanni di Apice, Benevento); Elisabetta Zaino (agriturismo Il Melograno di Durazzano, Benevento); Maria Colangelo (agriturismo Cantina Morone di Guardia Sanframondi Benevento), Gianluca Scognamiglio (agriturismo Villa Mazza al Vesuvio di Torre del Greco, Napoli); Alessandro Verde (agriturismo Il Quarto Miglio di Quarto Napoli), Raffaele Caccioppoli (agriturismo Nonno Luigino di Vico Equense, Napoli). Hanno partecipato come docenti Piero Mastroberardino, docente di Economia all’Università di Foggia; Maria Luisa Ambrosino, capopanel Cciaa Napoli e tecnico Aprol Campania (olio extravergine); Emilio Ferrara, direttore della OP ortofrutticola Terra Orti; Francesco Savoia, allevatore e maestro assaggiatore formaggi Onaf, lo chef scrittore Antonio Papale, l’agrichef Stefania Grandinetti, Vito Pagnotta, produttore ed esperto di birre da filiera agricola. Hanno portato il loro saluto ai corsisti il presidente nazionale di Terranostra, Diego Scaramuzza, il direttore di Coldiretti Campania Salvatore Loffreda, e la delegata regionale di Coldiretti Giovani Impresa, Veronica Barbati.

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