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Arresto funzionario Camerota, procuratore Ricci: «Ha funzionato controllo interno»

di Luigi Martino

«C’è stato un sindaco che ha sentito il dovere di dover indicare un comportamento assolutamente illegale posto in essere da un suo collaboratore. C’è un controllo orizzontale, della stessa amministrazione di competenza che, ancor prima che noi potessimo avere questa notizia di reato, ha segnalato ai carabinieri questa situazione veramente complessa e veramente da reprimere». E’ quanto ha dichiarato stamane Antonio Ricci, capo procuratore di Vallo della Lucania, all’indomani dell’arresto in flagranza di reato di Giuseppe Occhiati, un funzionario del Comune di Camerota che è finito in manette con l’accusa di concussione. Il dipendente ieri pomeriggio, mercoledì, intorno alle 18.20, ha incontrato una donna straniera all’interno di un bar per intascare una mazzetta di mille euro in cambio di una carta d’identità. Le indagini sono scattate grazie alla collaborazione del sindaco di Camerota, Mario Salvatore Scarpitta. «Su questo dobbiamo giocare – ha continuato il procuratore – anche questo è importante, dobbiamo avere degli amministratori che si accorgono di queste debolezze. Ha funzionato questo, ha funzionato il controllo interno».

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Abusivismo edilizio nel Cilento, accordo Parco-Procura: sì ad abbattimenti

di Luigi Martino

Firmato questa mattina un accordo di programma tra la procura di Vallo della Lucania e l’ente Parco nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni che prevede soluzioni in materia di acquisizione e demolizione di manufatti abusivi. «Non è il primo caso in Italia, – ha spiegato in conferenza stampa il procuratore capo Antonio Ricci – seguiamo l’esempio virtuoso di altre Procure con altri Parchi nazionali in zone vincolate da aree protette. Un protocollo importante come ufficio giudiziario e per il Parco, come ente preposto alla tutela ambientale. Prevede la possibilità – aggiunge Ricci – che la procura si avvalga di fondi del Parco, che arrivano dal ministero dell’Ambiente, per procedere a quelle che sono le più gravi violazioni edilizie che incidono sul piano territoriale». Chiaro dunque l’impegno contro l’abusivismo edilizio nel Cilento. «Oggi è una data particolare, la strage di Capaci. Presentare e firmare un atto concreto oggi con un Procuratore di grande spessore, nominato tra i massimi esperti dal Ministero dell’Ambiente, sull’abusivismo, mi rende la giornata emozionante, nel ricordo di un grande magistrato, quale era Giovanni Falcone. – ha detto Tommaso Pellegrino, presidente del Parco – E’ un accordo di programma che tutela un territorio di grande pregio, un territorio con ben quattro siti Unesco, e che soprattutto mette in campo un’azione concreta di grande incisività a tutela di un tema quello dell’abbattimento delle strutture abusive, in cui c’è ancora troppa burocrazia». «Abbiamo già individuato una serie di siti, alcuni dei quali già stanno seguendo un iter giudiziario che il tribunale sta seguendo. Come Parco abbiamo fatto 118 ordinanze ma già nelle prossime ore metteremo in campo una ulteriore azione incisiva. I territori maggiormente coinvolti sono quelli della costiera, il dato positivo è che 13 manufatti sono stati acquisiti dall’Ente e quindi potranno essere abbattuti. Ridiamo quel territorio alla bellezza del Parco e alle famiglie che vivono qui. Questo è il nostro obiettivo».
Il video della conferenza stampa

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Arresti Camerota, dall’alba alla procura: il fotoracconto

di Luigi Martino

Era ancora buio quando le gazzelle dei carabinieri della compagnia di Sapri, diretta dal capitano Matteo Calcagnile, e i carabinieri della stazione di Camerota, diretti dal comandante Francesco Carelli, hanno attraversato il porto di Marina di Camerota. Sono scattate molto presto, alle 4.30 circa, le perquisizioni domiciliari e le notifiche degli avvisi firmate dal gip del tribunale di Vallo della Lucania e indirizzate alle 12 persone raggiunte da misure cautelari. I nomi di ex politici, ex funzionari, dipendenti e imprenditori, perlopiù di Camerota, ma anche di Vallo della Lucania e Torre Orsaia, sono finiti nelle trecento pagine dell’ordinanza firmata dal giudice per le indagini preliminari Sergio Marotta. La procura ha smascherato un sistema «fitto», fatto di «favori» e «ritocchi». Le automobili dei carabinieri hanno lasciato Camerota intorno alle 6 del mattino. E’ stato in quel momento che i cittadini si sono accorti che il buongiorno, oggi, sarebbe stato diverso. Le sirene hanno accompagnato per un breve tratto la carovana che si è diretta verso Sapri. Le persone coinvolte sono arrivate in via Kennedy, negli uffici della compagnia dei carabinieri, intorno alle 6.30. Da lì un lungo via vai di auto, avvocati, forze dell’ordine e curiosi. Tre ore e mezza dopo, ultimata la procedura di rito e completata la documentazione, tre persone sono state accompagnate in cella a sirene spiegate insieme ad altre tre finite ai domiciliari. La metà delle persone raggiunte da misure cautelari, invece, ha il divieto di dimora a Camerota. Sono le 10. Solo due ore più tardi, negli uffici della procura della Repubblica di Vallo della Lucania, il comandante provinciale dell’Arma, Antonino Neosi, il procuratore capo Antonio Ricci e il capitano Matteo Calcagnile, hanno incontrato i giornalisti per una conferenza stampa rapida ma ricca di retroscena. Termina così questa giornata «difficile» per Camerota. Con queste immagini che affollano i tg nazionali e i nomi di ex sindaci che campeggiano in grassetto sulle testate di ogni regione.

I carabinieri della compagnia di Sapri – FOTO ARCHIVIO
La caserma dei carabinieri della compagnia di Sapri

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