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	<title>auto abbandonate | Giornale del Cilento</title>
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	<description>Notizie dal Cilento. News, Cronaca, Turismo e Territorio</description>
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		<title>Le auto dimenticate che aspettano ancora qualcuno: il tempo sospeso dei motori italiani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 18:51:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Motori e Nautica]]></category>
		<category><![CDATA[auto abbandonate]]></category>
		<category><![CDATA[motori]]></category>
		<category><![CDATA[nardiello]]></category>
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					<description><![CDATA[Ci sono paesi in Italia dove il tempo non passa davvero. Rallenta. Si deposita sulle persiane chiuse e sulle insegne sbiadite delle vecchie officine, ma soprattutto sulle automobili ferme nei [...]]]></description>
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<p>Ci sono paesi in Italia dove il tempo non passa davvero. Rallenta. Si deposita sulle persiane chiuse e sulle insegne sbiadite delle vecchie officine, ma soprattutto sulle automobili ferme nei cortili e nei garage di provincia, rimaste immobili per decenni.</p>



<p>A raccontare questo universo sospeso è Dino Nardiello, che descrive un’Italia parallela fatta di vetture abbandonate: “Ci sono paesi in Italia dove il tempo non passa davvero. Rallenta. Si deposita sulle persiane chiuse, sulle insegne sbiadite delle vecchie officine e sulle automobili ferme nei cortili”.</p>



<p>“Non sono relitti. Sono frammenti d’Italia”, scrive ancora Nardiello, osservando Fiat 128, Autobianchi A112 e Alfa Romeo Alfasud rimaste ferme per anni, coperte di polvere, foglie e ricordi, in attesa silenziosa.</p>



<p>Negli anni Settanta e Ottanta, ricorda l’autore, l’automobile rappresentava molto più di un mezzo di trasporto. Era il simbolo di un riscatto personale e familiare, arrivato dopo sacrifici e lavoro: “C’era chi partiva per la Svizzera o la Germania con una valigia di cartone e tornava anni dopo con abbastanza soldi per comprare finalmente un’auto nuova”.</p>



<p>E ancora: “Per molte famiglie quella macchina rappresentava il riscatto. La domenica si lavava con cura davanti casa”.</p>



<p>Quelle vetture accompagnavano la quotidianità: “Portavano i bambini a scuola. I fidanzati al cinema. Le famiglie al mare ad agosto con il portapacchi pieno fino all’impossibile”.</p>



<p>Poi il tempo ha cambiato tutto. I figli sono cresciuti, molte famiglie si sono divise, i paesi si sono svuotati. E le auto sono rimaste lì: “Silenziose. Come se aspettassero ancora qualcuno che torni a girare la chiave”.</p>



<p>Aprire oggi una vettura rimasta chiusa per decenni significa entrare in un’altra epoca. “L’odore arriva subito: benzina vecchia, vinile, moquette umida, olio motore. È un profumo che appartiene a un’Italia scomparsa”, scrive Nardiello.</p>



<p>Tra gli oggetti ritrovati: cassette musicali, cartine stradali, monete in lire, vecchi bolli scoloriti. “Piccoli oggetti senza valore economico, ma capaci di raccontare intere esistenze”.</p>



<p>Per l’autore, il fascino di queste auto non sta nel valore collezionistico: “Ed è forse questo il vero fascino delle auto dimenticate: non la rarità, non il prezzo, non il prestigio”.</p>



<p>A volte, scrive, “emoziona più una Fiat Panda 30 consumata dal sole che una supercar perfettamente restaurata”.</p>



<p>Un approccio che oggi trova spazio anche nel mondo del motorismo storico, dove cresce l’interesse per il cosiddetto “conservato”, cioè per i veicoli mantenuti nello stato originale, con i segni del tempo ancora visibili.</p>



<p>In questo contesto, realtà come il Club Salerno Autostoriche contribuiscono alla tutela non solo dei veicoli, ma anche della memoria che custodiscono.</p>



<p>“Perché dietro ogni vettura dimenticata esiste sempre una famiglia, una strada, un’estate, una canzone, un ritorno a casa”, scrive Nardiello.</p>



<p>E forse è proprio questo il punto: “La sensazione che non sia stata dimenticata davvero. Che stia ancora aspettando. Non necessariamente un restauro. Non necessariamente un collezionista. Forse soltanto qualcuno disposto ad ascoltare la sua storia&#8221;</p>
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		<title>Da Sapri a Padula e Buccino, auto in totale abbandono nei boschi</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/da-sapri-a-padula-e-buccino-auto-in-totale-abbandono-nei-boschi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Apr 2019 11:35:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Sapri]]></category>
		<category><![CDATA[auto abbandonate]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-76884 alignleft" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2019/04/auto-300x192.jpg" alt="" width="300" height="192" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2019/04/auto-300x192.jpg 300w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2019/04/auto-696x445.jpg 696w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2019/04/auto-657x420.jpg 657w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2019/04/auto.jpg 720w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />I militari delle Stazioni Carabinieri Forestale di Sapri, Padula e Buccino durante servizi di pattugliamento mirati alla salvaguardia del territorio in zone fuori dai centri abitati hanno riscontrato l’abbandono di autoveicoli in aree boscate.</p>
<p>In particolare hanno rinvenuto automezzi, tra cui anche un camion, in totale stato di abbandono e in condizioni di rischio per l’ambiente in quanto da alcuni di essi potevano fuoriuscire liquidi di motore e/o batterie.</p>
<p>I mezzi ritrovati in zone non frequentate e lungo la viabilità secondaria, erano invasi da piante ed arbusti con pneumatici sgonfi e privi di molte parti della carrozzeria (sportelli e simili), segni che le carcasse erano state abbandonate da tempo. In una delle auto sono stati addirittura trovati pezzi di ricambio e batterie esauste.</p>
<p>I militari sono riusciti, comunque, a rilevare i numeri di telaio degli automezzi privi di targa e da essi, a seguito di indagini effettuate, si è potuto risalire ai proprietari.</p>
<p>Agli stessi si è provveduto a notificare la violazione degli articoli 5 e 13 del D.L.vo n. 209/2003 e ad elevare contestuale sanzione amministrativa pari ad euro 1666.67 per ciascuno dei proprietari per il mancato invio del veicolo a regolare smaltimento.</p>
<p>Ai proprietari è stata poi imposta la rimozione dei mezzi per l’invio ai centri di smaltimento autorizzati.</p>
<p><strong></strong></p>
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