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Il centro storico di Alfano è una meravigliosa scoperta

di Luigi Martino

Di origine medievale, è documentato per la prima volta nel 1309, Alfano è un piccolo centro del Cilento popolato da un migliaio di abitanti. Qualcosa in più e non in meno. Dopo essere stato feudo dei Sanseverino e in seguito proprietà del demanio regio, nel 1588 Alfano fu acquistata da Paolo Brancaccio. Dal 1619 il feudo passò ai Bernalla che lo possedettero quasi ininterrottamente fino al XVIII secolo. Poi la svolta: dal 1811 al 1860 ha fatto parte del circondario di Laurito, appartenente al Distretto di Vallo del Regno delle Due Sicilie, e dal 1860 al 1927, durante il Regno d’Italia ha fatto parte del mandamento di Laurito, appartenente al Circondario di Vallo della Lucania. Oggi è un piccolo borgo arroccato lungo le propaggini meridionali del monte Gelbison. Piccolo ma ricco di storia e di sorprese belle. C’è chi ama scoprirlo in un freddo mattino d’inverno, quando l’alba sa’ di brina e la neve colora la cornice di questo quadro fiabesco. C’è chi invece, come noi, si fa accompagnare per mano tra le stradine di questo scrigno magico, con l’aiuto di Fabiana Gerardo, una studentessa che possiede un dono fantastico: sa’ raccontare storie attraverso immagini bellissime. Ci ha regalato questa galleria. A dire il vero ce ne ha regalate anche altre, che pubblicheremo a breve. Intanto vi conviene godervi questa e, perchè no, vi converrebbe, ancor di più, raggiungere Alfano e scoprire l’essenza che l’avvolge.

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Nel 2019 Tortorella punta al rilancio del borgo, tra i progetti spicca un ponte tibetano sul little canyon

di Marianna Vallone

Riqualificazione, sostenibilità e turismo. Sono le parole chiave dei nuovi progetti che il Comune di Tortorella intende realizzare nei prossimi mesi. Con queste parole il sindaco Nicola Tancredi informa su ciò che la sua amministrazione ha messo in cantiere per il 2019. Più volte premiato per la raccolta differenziata, primo in Campania nel 2018, il borgo di Tortorella, a 600 metri d’altezza, da cui è possibile godere di una vista mozzafiato, è un piccolo gioiello che vuole rappresentare una potente attrattiva turistica e culturale, e al tempo stesso un luogo di sviluppo artigianale e imprenditoriale nel Basso Cilento. Nel centro storico sorgono importanti edifici, come il palazzo marchesale, la porta suctana, risalente al periodo medievale, il pozzo di San Vito e le chiese di origini antiche, ma anche strutture comunali – come la piscina all’interno di una pineta- e private di grande pregio. Da qui la decisione di lanciare un piano di sviluppo del borgo attraverso il progetto (con partenariato tra pubblico e privato) di riqualificazione del patrimonio rurale architettonico dei borghi rurali della Regione Campania, approvato e finanziato. Il Comune di Tortorella, infatti, è risultato il secondo in graduatoria per la Provincia di Salerno. Il progetto prevede la nascita di sei strutture ricettive, la ristrutturazione delle facciate e gli infissi delle abitazioni nel centro storico, ma anche la riqualificazione  di piazza Dante e il ripristino dall’abside e dell’affresco, oltre alla ricostruzione in pietra dell’antico viale che giunge al palazzo marchesale. Un lavoro che finalmente vede la luce dopo anni di pianificazione e progettazione. Nell’ampio progetto di valorizzazione turistica al quale sta lavorando il Comune di Tortorella, forte anche della particolare bellezza e suggestione del terrazzo panoramico, spicca fra tutte l’idea di un ponte tibetano che collegherà Tortorella e Casaletto Spartano, attraverso quello che gli indigeni chiamano Little Canyon, un suggestivo paesaggio dal quale si gode di una vista incredibile: le vette più alte del territorio, fino al Cervati e Monte Gelbison; mentre dall’altro lato, dalle pendici della montagna del Cocuzzo, è possibile avvistare il mare del Golfo di Policastro sullo sfondo, illuminato dalla splendente luce del sole. Proprio di fronte lo Stromboli. Una passerella pedonale a fune sospesa sul torrente Bussentino, affluente del Bussento, per collegare Tortorella a Casaletto Spartano, con un’altezza che lascerà senza fiato, senza tralasciare la sentieristica. «Un progetto ambizioso», afferma il Sindaco Tancredi, lanciato dall’amministrazione e subito accolto dal Sindaco di Casaletto Spartano Giacomo Scannelli che vanta, nel suo Comune, una delle cascate più suggestive del territorio, riconosciuta tra le dieci più belle d‘Italia per il The Guardian. L’amministrazione Tancredi crede in questa coraggiosa iniziativa e ha intenzione di puntare sul turismo perché lo stesso porti un sicuro e importante beneficio economico all’intero territorio, sappia attrarre in un contesto strategico importante come quello dei borghi, chiave di sviluppo del turismo lento ed esperienziale, sempre più in voga per grandi segmenti turistici italiani ed esteri. Il ponte non sarà l’unica iniziativa promossa dal comune di Tortorella. Ne seguiranno altre affinché l’attrazione della passerella possa essere un richiamo anche verso i paesi dell’Oasi wwf di Morigerati, dei Capelli di Venere di Casaletto Spartano e delle località del golfo di Policastro. Dunque, non solo turismo: a breve partiranno a Tortorella anche i lavori per la metanizzazione del borgo e il ripristino della strada “Piani” che collega il borgo al Golfo di policastro. Inoltre il Comue presto sarà dotato di una compostiera di comunità per lo smaltimento dell’umido e partiranno a breve i lavori di efficientamento energetico sulla pubblica illuminazione. In cantiere anche la fibra ottica e la strada che collega il borgo al MUN, il Museo dell’uomo e della Natura nella vecchia cava dismessa ora diventata museo e anfiteatro. In sintesi: «Servizi essenziali che proiettano Tortorella verso vette più elevate», ha concluso Tancredi.

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San Severino di Centola, borgo abbandonato rivive con presepe vivente

di Luigi Martino

Il comune di Ceraso è volato in Sicilia per ritirare il premio di ‘Presepe vivente più bello d’Italia’. Un riconoscimento meritato, frutto di un lavoro di squadra pazzesco che negli anni ha portato migliaia di visitatori. Ma nel Cilento esistono altre realtà altrettanto belle che catapultano i visitatori in un mondo magico. E’ il caso di San Severino di Centola e della 13esima edizione del presepe vivente nel paese abbandonato, organizzata dall’associazione Il Borgo onlus. Il paese fantasma si trova abbarbicato su uno sperone roccioso ed è uno dei borghi non abitati più belli d’Italia. Si affaccia a picco su una rupe a ridosso del fiume Mingardo, di fianco a quella che è denominata la gola del Diavolo. Risale al X secolo e si riscontrano tracce di presenza e costruzioni la cui fondazione risale anche al XX secolo, ma alcune tracce d’insediamenti abitativi sullo sperone roccioso sono conosciute sin dal VII secolo; inoltre, negli ultimi anni, è stata restaurata la chiesa e la piazzetta antistante a quest’ultima è spesso usata per rappresentazioni canore e teatrali oltre che per il presepe natalizio che quest’anno si terrà il sabato 29 dicembre.

Una edizione del presepe vivente

Un borgo che torna a vivere nel suo massimo splendore, illuminato da tantissime torce che gli restituiscono un fascino particolare, dal «retrogusto» natalizio. Tra le stradine di San Severino Vecchia si potranno incontrare gli artigiani con i mestieri di un tempo. Ce’è il pescivendolo, la lavandaia, il pastore, il fruttivendolo e poi le cantine, le botteghe e la piazza, il centro storico del paese pieno di attività di ogni genere. «Anche quest’anno si riaccendono le luci del Natale sul Borgo di San Severino, per una manifestazione che rievoca la natività e porta avanti la nostra tradizione – dichiara Ester Giannilivigni, membro del direttivo dell’associazione Il Borgo onlus – Nessun attore, solo gli abitanti del luogo, che per un giorno vi faranno vivere un’esperienza spirituale e culturale, vestendo i panni degli antichi artigiani e dei personaggi del Vangelo. Il 29 dicembre non prendete impegni: venite a vivere la magia del Natale insieme a noi».

Oltre ai componenti dell’associazione e agli abitanti di San Severino, si aggregheranno altri figuranti provenienti da paesi limitrofi per prendere parte alla rappresentazione. Il presepe è aperto a tutti. Dalle 11 del mattino andranno in scena altre iniziative, «per dare un senso ancora più profondo all’evento» specificano gli organizzatori. Poi con il calare del sole ci penseranno le fiaccole ad illuminare il percorso inerpicato che dal paese nuovo condurrà i visitatori al borgo fantasma.

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