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Bonus famiglia, opposizione di Camerota chiede più fondi

di Redazione

«Sin dall’inizio dell’emergenza sanitaria l’opposizione ha mostrato grande senso di responsabilità, tenendo un atteggiamento collaborativo e propositivo perchè per noi, al primo posto non ci sono le beghe politiche, soprattuto in un momento come quello attuale, ma l’interesse dei cittadini di Camerota». E’ quanto affermano i consiglieri di minoranza del gruppo “Camerota Riparte” Pierpaolo Guzzo, Enzo Del Gaudio e Domenico Spiniello.

«Purtroppo – prosegue il comunicato – la stessa cosa non possiamo dire del sindaco Scarpitta il quale non ha inteso aprire un momento di confronto con tutta l’opposizione come peraltro sta avvenendo a tutti i livelli istituzionali visto il momento di emergenza nazionale che il Paese sta attraversando, cioè un’emergenza mondiale senza precedenti dal punto di vista sanitario, economico e sociale. Nonostante i suoi appelli all’unita di intenti, quando il nostro gruppo consiliare ha offerto la propria disponibilità a collaborare per la gestione dei presidi di controllo del territorio e su tutte le altre emergenze, non abbiamo avuto nessuna risposta. Nonostante ciò – scrivono i consiglieri di “Camerota Riparte” – noi non rinunciamo al nostro ruolo di rappresentanti del popolo. Ecco perché ribadiamo la nostra disponibilità a collaborare con tutti i soggetti in campo ad iniziare dal sindaco. Allo stesso tempo non possiamo sottacere la nostra insoddisfazione per il bando buoni pasti che a Camerota non assicurerà una copertura idonea a garantire aiuto alle persone in difficoltà. Troppo complesso dal punto di vista burocratico e troppo restrittivo dal punto di vista dei requisiti. Per questo noi chiediamo,in linea con gli indirizzi del governo nazionale una semplificazione della procedura,e allo stesso tempo con spirito costruttivo proponiamo di aumentare i fondi per le famiglie di Camerota utilizzando le risorse liberate dalla cassa depositi e prestiti, per la rata di giugno, di cui chiediamo che 150.000,00 euro possono essere destinati ai 70.600,00  euro già stanziati dal governo. Facciamo rilevare al Sindaco, particolare che gli è  sfuggito, o forse, più probabilmente un cattivo suggerimento di qualche funzionario, che l’aver considerato un unico livello di reddito (euro 300,00) con i piccoli aggiustamenti, a secondo del numero dei componenti il nucleo familiare, determinerà una ingiusta attribuzione del bonus spesa. È evidente a tutti che la condizione economica di una famiglia con 300,00 euro e 2 componenti è diversa da una con lo stesso reddito ma con 4 componenti. Il Sindaco avrebbe dovuto uniformarsi ai prìncipi ispiratori dell’Isee per eliminare anomalìe come quella denunciata. L’Indicatore di Situazione Economica Equivalente è un indice funzionale a stabilire la situazione economica di una famiglia in ragione anche della composizione del nucleo familiare  ed ha la funzione di un’equa distribuzione dei bonus e delle agevolazioni previste dalla legge. Invitiamo pertanto l’amministrazione a rivedere il secondo criterio di attribuzione del bonus che, così come formulato, è assolutamente penalizzante, ed attenersi alla tabella sottostante che, crediamo, garantirà maggiore equità e giustizia sociale», aggiungono.

Secondo i consiglieri: «Calcolo Reddito Equivalente: 1 Componente = euro 300,00 ; 2 Componenti = 471,00 : 1,57= euro 300,00; 3 Componenti = 612,00 : 2.04= euro 300,00; 4 Componenti = 738,00 : 2,46= euro 300,00; 5 Componenti = 855,00 : 2,85= euro 300,00 Per eventuale ulteriore componente familiare, va applicata una maggiorazione dello 0,35. (Un esempio: nucleo familiare di 4 persone, padre, madre figlio maggiorenne, figlio minorenne. Criterio Autocertificazione: 300,00 +25 00+25,00+50,00= Euro 400,00 limite che da diritto al bonus.  Metodo proposto: Euro 738,00 limite che da diritto al bonus.) Ci auguriamo – concludono Guzzo, Del Gaudio e Spiniello – che il sindaco ascolti le nostre proposte e abbandoni l’idea di voler fare tutto da solo per mere manie di protagonismo».

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Centola-Camerota, controlli separati: salta condivisione tra i due gruppi

di Redazione

di Ma. Va.

Ieri pomeriggio un comunicato stampa annunciava di una riunione avvenuta tra le task force dei Comuni di Centola e Camerota per concordare un’azione condivisa di presidio del territorio e un rafforzamento ulteriore dei controlli per il contenimento dell’emergenza sanitaria Covid-19 in vista dei giorni di festa pasquale. Una condivisione, però, saltata fin da subito, già nella prima mattinata di sabato. Sui motivi argomentazioni contrastanti.

A sollevare il caso è stato il capogruppo di minoranza di Centola, Marco Sansiviero. «Proprio questa mattina avevo inviato un whatsapp al Sindaco Stanziola nel quale gli manifestavo il mio apprezzamento per la decisione di collaborare con il Comune di Camerota. Direi una scelta obbligata per gestire al meglio i controlli sul territorio. Già il 10 marzo avevo suggerito al Sindaco di Centola che era opportuno gestire quest’emergenza a livello comprensoriale, coordinando le attività con i comuni di Camerota e Pisciotta. Non ho avuto neanche il tempo di rallegrarmi, e scopro che è saltato tutto», spiega e aggiunge: «Mi è stato detto che ci sono state incomprensioni. Voglio sapere incomprensioni tra chi? E di che natura?
Il territorio, in questo momento drammatico, ha innanzitutto bisogno di essere protetto. Siamo alla vigilia di un periodo molto difficile in cui è prevedibile un aumento della mobilità in spregio alle ordinanze. Non ci possono e non ci devono essere incomprensioni adesso, non ce lo possiamo permettere. Questo è il momento di assumersi le proprie responsabilità. Auspico, a tutela della salute dei cittadini, che vengano superate le incomprensioni e si attivi immediatamente il coordinamento comprensoriale a cui, secondo me, deve prendere parte anche il Comune di Pisciotta».

«C’era una condivisione nel rafforzare in questi periodi pasquali le postazioni. – ha spiegato il sindaco di Centola, Carmelo Stanziola – Ma stamattina alle 6 i due gruppi si sono incontrati e resi conti che vi erano modalità diverse di approccio nei confronti dei passeggeri. Per cui si è ritenuto opportuno, pur mantenendo rafforzati ancora di più, anche di notte, le postazioni, dividendosi nei rispettivi territori. I controlli si faranno lo stesso, è un approccio diverso nei confronti di coloro i quali arrivano. Per evitare che vi fossero due interpretazioni delle norme giustamente si è condiviso di rimanere nei rispettivi territori pur rafforzando i varchi».

«L’opposizione faccia un’interrogazione al sindaco di Centola, per sapere quali sono i motivi, noi non li sappiamo. – commenta il sindaco di Camerota, Mario Scarpitta – Ieri c’era stato un incontro ma Camerota continua a presidiare il suo territorio con forza e determinazione, consci delle difficoltà. Ma e qualcuno pensa che siamo fuori dal tunnel, credo che il Covid adesso stia entrando nei nostri comuni». E conclude: Questo non è il momento della polemica, ci sarà modo poi di chiarire».

 

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La violenza sulle donne ai tempi del Coronavirus, l’intervista ad Alessandra Ruocco

di Redazione

di Giangaetano Petrillo

Restare a casa non è solo un obbligo ma anche una responsabilità per combattere l’emergenza Coronavirus. Eppure la convivenza forzata tra le mura domestiche può trasformarsi in una trappola per le tante donne che subiscono maltrattamenti da parte dei loro partner. Ne abbiamo parlato con Alessandra Ruocco, psicologa, coordinatrice dello Sprar di Torre Orsaia e centro antiviolenza Iris del Piano di zona s9.

Se una donna è in pericolo ed esce di casa e incontra le forze dell’ordine, cosa succede?
Succede che può contare sulla collaborazione delle forze dell’ordine perché le donne vittime di violenza possono uscire e recarsi ai centri antiviolenza dichiarando che lo fanno per stato di necessità, mantenendo la riservatezza sulla causa specifica senza dichiarare altro motivo. Inoltre non è necessario avere un documento di autocertificazione in casa,  la donna può compilarlo all’atto del controllo, come precisato dalla ministra delle Pari Opportunità e della Famiglia Elena Bonetti qualche giorno fa.

Lei è coordinatrice operative del centro antiviolenza attivato dal piano S9. Come state gestendo quest’emergenza?
Il Centro Antiviolenza Iris-Sportello Pierangela, in collaborazione con l’Ambito sociale S9 ha riorganizzato modalità di intervento adeguate all’emergenza sanitaria Covid-19. Al momento sono attivi h 24 due linee telefoniche, il numero di emergenza 3488143197 e il numero fisso, sono garantiti i colloqui – ascolto, sostegno, consulenza legale – sono effettuati in modalità chiamata o videochiamata – whatsapp, skype, ecc. – e a  scopo di preservare il benessere psicologico delle donne è disponibile anche un supporto genitoriale specifico in questo periodo in cui è obbligatoria per tutti la permanenza forzata nelle abitazioni. Per eventuali richieste di informazioni, appuntamenti è possibile interagire con le operatrici del centro antiviolenza anche attraverso l’invio di sms, oppure utilizzando la messaggistica whatsapp, skype, facebook. Gli orari di apertura al pubblico per le attività ordinarie sono le stesse previste per la precedente apertura della sede: dal lunedi al venerdi 10:00 – 13:00, 15:00 – 18:00. Invece in caso di emergenza, le operatrici interverranno prontamente per aiutare le donne vittime di violenza, indossando i dispositivi di protezione individuale – mascherina, guanti – e nel rispetto delle indicazioni nel rispetto delle disposizioni del Governo e della Regione – distanza di un metro, lavaggio mani, controllo temperatura, domande di monitoraggio sullo stato salute e contatti con soggetti a rischio -.

Crede che questa situazione emergenziale stia facendo emergere delle gravi criticità sul sistema dei centri antiviolenza in Italia?
Una delle gravi criticità che ravvisiamo in questa situazione di emergenza da covid-19 è la mancanza di una chiara prassi sanitaria da seguire in tutta Italia prima di poter collocare le donne nelle case rifugio e le operatrici dovrebbero essere munite di mascherine e guanti da parte della protezione civile per garantire anche la propria sicurezza sanitaria. Per il nostro Centro Antiviolenza, al momento il problema non si pone poiché il Consorzio La Rada che gestisce il servizio ha provveduto tempestivamente all’acquisto di dispositivi di sicurezza individuali, sperando che la quantità degli stessi sia sufficiente per tutto il periodo dell’emergenza, essendo ormai questi dispositivi introvabili.

Una delle ultime iniziative promosse per il contrasto e la lotta alla violenza sulle donne è stato il codice rosso che introduce una serie di modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere. Perché nonostante tutto sono ancora molte le vittime?
Finalmente c’è una legge e una presa di coscienza culturale per la tutela delle vittime di violenza domestica e di genere, ma oltre al Codice Rosso c’è bisogno di più sostegno economico ai Centri Antiviolenza e al contempo un maggior potenziamento della pianta organica dei magistrati per offrire maggiori servizi di ascolto e sostegno alle donne e velocizzare le procedure giudiziarie.

Si è registrata una diminuzione a livello nazionale delle telefonate, utili a fornire una consulenza legale, civile e penale e soprattutto un primo sostegno psicologico. Ora che i centri sono chiusi su disposizione del Consiglio dei Ministri, e l’unica opzione sarebbe, appunto, quella di telefonare, cosa si rischia?
La donna che chiede aiuto telefonicamente è accompagnata e supportata dal Centro Antiviolenza Iris-Sportello Pierangela e può richiedere aiuto anche tramite un messaggio al numero delle emergenze se lo ritenesse più opportuno per tutelarsi dal maltrattante. Il Centro potrà ospitare la donna ed eventuali figli minori fino a un massimo di 36 h, trascorse le quali si attueranno le misure di protezione più adeguate a ogni singolo caso

Si sente di dare un consiglio.
Rammento alle donne di non aver paura di chiedere aiuto, neanche in questo delicato periodo, impiegando anche modalità diverse, ad esempio facendo scattare l’intervento delle forze dell’ordine utilizzando il nome in codice #mascherina1522, seguendo l’esempio spagnolo, recandosi nelle farmacie o in qualsiasi presidio sanitario in modo da denunciare l’abuso senza neanche dover fare una telefonata.

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Coronavirus e fede, l’intervista a don Gianni Citro

di Redazione

di Giangaetano Petrillo

Don Gianni, in questi giorni molte delle nostre abitudini ci vengono negate a causa dell’emergenza. Potremmo cogliere l’occasione di occupare il nostro tempo scoprendone delle altre. Lei come sta impegnando il suo tempo?

Per grazia di Dio ho uno spirito marcatamente dialettico. Ho sempre creduto che le negazioni siano passaggi fondamentali per riconoscere l’essenza vera delle cose. Molte nostre abitudini erano solo meccaniche e inutili. Questo tempo ce lo sta rivelando. Io di mattina cura l’orto e il giardino di casa. Mi stanco molto fisicamente. Durante il pomeriggio leggo e rispondo a tutti i messaggi delle persone che mi hanno contattato. Cerco di essere utile alla gente spaventata e sfiduciata.

Sembra che il mondo si sia ridotto drasticamente in un istante, rinchiuso nelle sole mura delle nostre case. Questo può farci riscoprire l’importanza delle relazioni?
Francamente non credevo di ritrovare tante energie in questo momento per concentrarmi sul mondo complesso e anche conflittuale delle mie relazioni. Ho capito che certi problemi non si erano risolti, solo perché non avevo avuto il tempo. Sto trovando soluzioni. Poi c’è il grande valore di stare di più con quelli di casa tua, che spesso ti perdono di vista per quanto vai sempre di corsa. La solitudine ci impone di cercare relazioni, di ricomprenderle, di recuperarle, di valorizzarle.

Solitamente non viviamo così.
Solitamente no. Questo tempo ci sta dicendo che dobbiamo smetterla di presumere di prevedere e programmare tutto. Nel corso della vita c’è il brivido dell’imprevedibile e la nostra umanità deve imparare a farci i conti. La vita è mistero, non consuetudine.

Come si possono vivere questi giorni affinché non siano sprecati?
Sprecare il tempo non è mai una cosa salutare. Secondo me però non facciamoci assalire dall’ossessione di essere produttivi ad ogni costo. Un po’ di tregua, di silenzio e di ozio ci farà bene. Porterà consiglio.

Lei è uno di quei parroci che hanno accolto il messaggio del Papa continuando a celebrare. Che effetto le ha fatto vedere le Chiese completamente vuote?
Sto celebrando solo nelle feste e la Domenica e così continuerò a fare. La Chiesa vuota è una scena raggelante, ma so che da casa migliaia di persone sono collegate e in comunione di preghiera. Anche tanti che non partecipavano alla messa da anni. Mi scrivono e mi ringraziano. Questo è molto bello.

In questi momenti di prova, per chi crede, quanto è importante la fede?
La fede è fonte di energia, di speranza, di entusiasmo. Serve per farci vincere le prove della vita, non per conservare usanze. Secondo me molti la stanno cercando e nutrendo in questi giorni.

La ricaduta psicologica sulle persone è uno degli effetti più temuti che si possa verificate dopo un lungo tempo di isolamento e di distanziamento sociale.
La ripresa sarà molto vigorosa e vivace. Secondo me smaltiremo presto il peso di questa snervante fatica. Poi penso che non sia positivo alimentare anche le paure riguardo a come ci ridurrà questa stagione. Ogni tempo ha la sua fatica. Oggi pensiamo a uscirne.

La fascia di età più colpita dalla letalità di questo virus è quella degli ottantenni. Quale messaggio si sente di dare ai tanti nostri anziani che temono, come giusto che sia, per la propria vita?
I nostri anziani non temono. Sono uomini e donne di grande sacrificio e coraggio. Pensano molto a quelli che sono a lavoro. A me arrivano telefonate commoventi, che mi raccomandano di essere attento e di non ammalarmi. Pensano tanto ai medici e agli infermieri. Si addolorano soprattutto per i più giovani che ritengono non attrezzati a tanti stenti. Gli anziani sono fantastici.

Una delle prime conseguenze è stata la forte riduzione dell’inquinamento atmosferico nelle grandi città, oltre alle immagini apparse su Venezia dove le acque sono ritornare ad essere pulite. Cosa possono insegnarci questi dati?
Molti di noi credono che l’allarme sul clima sia una bufala. Addirittura qualche capo di stato. Questa vicenda ci sta dimostrando che il rispetto dell’ambiente cambia volto alle nostre città e migliora la vita di tutti. Vedi, fermarsi porta sempre beneficio agli argomenti importanti.

Quanto, secondo lei, possono incidere questi giorni sulle responsabilità dei governanti e dei semplici cittadini?
Credo sia chiaro a tutti come la via d’uscita dall’incubo del virus sia quella della responsabilità dei singoli. Ogni uomo è custode dell’altro. I governanti sono molto provati e vivono pressioni assurde. Non credo ci siano stati eventi paragonabili in termini di responsabilità. Dobbiamo sostenerli. Non è il momento di alimentare polemiche. Nessuno era preparato a questa tragedia.

Mentre la ricerca scientifica è allo studio di un vaccino vediamo il Pontefice in pellegrinaggio per le Chiese di Roma a chiedere a Dio di fermare l’epidemia con la Sua mano. Sono due immagini contrapponibili?
I percorsi della scienza e le vie verso Dio non sono mai contrapponibili. Io credo che la mano di Dio indirizzi l’uomo verso la ricerca e le scoperte, ne disegni l’evoluzione e ne favorisca le conquiste.

Qual è l’insegnamento che possiamo trarne da questa crisi sanitaria, sociale e sicuramente economica?
La crisi sanitaria ci imporrà di verificare che le politiche che l’hanno aggredita considerandola una fonte di sprechi sono fallimentari e oggi ne stiamo pagando le conseguenza. La crisi economica ci vedrà tutti impegnati in un grande concorso di forze. Nessuno può essere lasciato solo. L’economia deve avvalersi del principio vitale della sussidiarietà e della solidarietà. Non potremo più giustificare nessuna corsa ai profitti egoistici e devianti.

Mi conceda un’ultima domanda. A chi sono rivolte le sue preghiere in questi giorni?
Il Vangelo ci chiede di pregare nel segreto, perché Dio vede nel segreto. Ho sempre fatto molto affidamento ai Santi Patroni e questo lo condivido volentieri con tutte le mie popolazioni. In modo particolare invoco la protezione di Santa Rosalia. Il suo culto è rinato ed esploso in una Palermo assediata da una delle più violente pestilenze della storia. Il morbo si diffuse in tutta Europa. Sicuramente la sua immagine è arrivata da noi come icona di una liberatrice esperta dal nemico malefico. Oggi torni a dare forza e coraggio a chi è nella lotta e fatica a vedere la luce.

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Rapporto Dia: «Nel Cilento e Diano infiltrazioni criminali attive»

di Marianna Vallone

E’ stata pubblicata la relazione del Ministro dell’Interno al Parlamento sull’attività svolta e i risultati conseguiti dalla DIA nel primo semestre 2019. Nelle quasi 700 pagine del documento non mancano riferimenti alla provincia di Salerno e più nello specifico al Cilento e Vallo di Diano in merito alla presenza della criminalità organizzata e le infiltrazioni mafiose nel tessuto economico e sociale di stampo camorristico e ndranghetista. Emerge che la provincia di Salerno presenta una situazione generale riferita alla criminalità organizzata particolarmente disomogenea, con aspetti e peculiarità che variano in ragione della sensibile diversità geografica, storica, culturale, economica e sociale che connota le diverse zone della provincia (Agro Nocerino-Sarnese, Valle dell’Irno, Costiera Amalfitana, capoluogo, Piana del Sele, Cilento, Vallo di Diano). Nel capoluogo, nell’Agro Nocerino-Sarnese, nella Costiera Amalfitana, nella Piana del Sele e nel Cilento si inserisce la perdurante pratica dell’usura e dell’esercizio abusivo del credito, nonché il traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti approvvigionati da fornitori provenienti prevalentemente da province di Napoli. Il traffico e lo spaccio di stupefacenti sono tra le attività delinquenziali maggiormente diffuse in tutta la Provincia, nonché il prioritario canale di finanziamento e arricchimento. Le attività di contrasto al fenomeno hanno documentato anche l’esistenza di coltivazioni, sebbene non particolarmente estese, di droghe leggere (marijuana) destinate al mercato locale. Altri reati in grado di assicurare profitti soddisfacenti sono le rapine, anche ai danni di furgoni portavalori, e le truffe ai danni dello Stato e delle assicurazioni. Anche l’infiltrazione negli appalti – prevalentemente per la realizzazione di opere pubbliche, ma anche per la fornitura di servizi (particolare delicatezza riveste quello di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani) o per la manutenzione di infrastrutture e di beni del demanio – continua a rappresentare un settore molto esposto. Al riguardo, il 14 maggio 2019, militari dell’Arma dei carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emesse dal Tribunale di Vallo della Lucania, nei confronti di 4 persone, ritenute responsabili, a vario titolo ed in concorso, del reato di istigazione alla corruzione. Le investigazioni hanno disvelato la promessa di una somma di denaro al responsabile di un ufficio del Comune Pollica, al fine di ottenere l’aggiudicazione della gara relativa all’affidamento dei lavori per il rifacimento della rete fognaria. Il 16 maggio successivo, i carabinieri hanno eseguito un provvedimento cautelare, a conclusione di un’altra indagine (operazione “Kamaraton”) condotta della Procura della Repubblica di Salerno, che ha riguardato l’operatività in seno al comune di Camerota di un’associazione per delinquere, operante dal 2012 al 2016, finalizzata alla commissione di un numero indefinito di reati contro la pubblica amministrazione e la fede pubblica, tra i quali l’illecita gestione di concessioni, autorizzazioni, appalti e pubblici servizi, assegnati a imprenditori amici o a società a parziale partecipazione pubblica, in cambio di denaro o altre utilità. Per quanto attiene alla dislocazione territoriale delle consorterie, possono individuarsi tre macro-aree. Quella che comprende la Costiera Amalfitana, il Cilento e il Vallo di Diano, zone molto estese e contraddistinte da rinomate località turistiche marittime e montane, caratterizzate da una presenza di organizzazioni criminali attive, in modo particolare, nel settore delle costruzioni. In particolar modo il Cilento e il Vallo di Diano – oltreché essere luoghi prescelti per la latitanza da parte di camorristi napoletani e casertani – negli ultimi anni stanno emergendo per attività di riciclaggio e reimpiego di capitali di provenienza illecita, investiti in loco da sodalizi provenienti dall’area napoletana nonché per la presenza, nella gestione di attività commerciali e del traffico di sostanze stupefacenti, di soggetti legati a consorterie ‘ndranghetiste, che hanno qui esteso la loro influenza tramite pregiudicati locali. Entrando nel dettaglio Nel contesto territoriale dell’Alto Cilento, il centro più importante è il comune di Agropoli dove si registra la presenza della famiglia di nomadi stanziali Marotta, dedita a reati di tipo predatorio, all’usura, al traffico di stupefacenti e al riciclaggio, colpita, nel tempo, da diversi provvedimenti cautelari e di sequestro di beni. Rilevante è il fenomeno dei reati predatori, consumati anche da soggetti dell’hinterland partenopeo, che investe l’area dell’agropolese in modo particolarmente significativo, essendo la stessa caratterizzata da un’elevata vocazione, ma anche da un importante indotto costituito da aziende agricole e da insediamenti zootecnici. Sul territorio sono presenti anche elementi del clan napoletano Fabbrocino. Nell’area di Capaccio-Paestum si segnala l’operatività del gruppo Marandino, il cui fondatore, in passato, è stato legato alla nuova camorra organizzata. Il sodalizio risulta attivo e dotato di risorse economiche consistenti, frutto di attività illecite, come emerso dall’esecuzione, a marzo, da parte di personale della DIA di Salerno, di un provvedimento di confisca di beni – due società, un vasto complesso immobiliare, auto di lusso, rapporti bancari, per un valore di circa 3 milioni di euro – nei confronti di un soggetto contiguo al citato clan. Nei piccoli centri del medio e basso Cilento non si rileva la presenza di organizzazioni criminali ma la vocazione turistico-ricettiva, soprattutto della fascia costiera, rende il territorio appetibile per reinvestimenti di capitali illeciti. Il comprensorio, per la scarsa incidenza demografica e per la natura del territorio, è stato utilizzato, in passato, per la latitanza di esponenti della criminalità organizzata. Inoltre, pur non emergendo ingerenze e tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata in seno alle locali pubbliche amministrazioni, nel periodo in esame sono stati rilevati episodi legati alla corruzione di pubblici funzionari, come accertato dalla già citata indagine dei Carabinieri che, il 16 maggio 2019, hanno eseguito, nell’ambito dell’operazione “Kamaraton”, coordinata dalla Procura di Vallo della Lucania, una misura cautelare nei confronti di 11 soggetti, amministratori locali pubblici, responsabili a vario titolo di corruzione, peculato, abuso d’ufficio, falso in atto pubblico, appalti truccati e distrazione di denaro pubblico. Altro episodio legato al fenomeno della corruzione, è quello interessato da un’altra indagine dei Carabinieri, coordinata dalla Procura di Vallo della Lucania, che, il 14 maggio 2019, ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 4 soggetti – un imprenditore e tre funzionari dei Comuni cilentani di Cannalonga, Castellabate e Torchiara – ritenuti responsabili, a vario titolo ed in concorso, del reato di istigazione alla corruzione, finalizzata all’aggiudicazione di un appalto per il rifacimento della rete fognaria. Per la sua posizione geografica, il Vallo di Diano è direttamente collegato verso il potentino con la Val d’Agri ed, in generale, con l’entroterra lucano, influenzato da pericolose ‘ndrine, il cui potere criminale incide fortemente anche nel comprensorio in disamina. Nel recente passato, sono state accertate relazioni tra esponenti della criminalità locale e sodalizi più strutturati della Calabria e dell’area napoletana, soprattutto nel traffico di stupefacenti e negli investimenti immobiliari ed imprenditoriali. Le attività investigative condotte dalle Forze di polizia hanno, tra l’altro, delineato uno scenario criminale che vede operativi sul territorio due gruppi criminali, Gallo  e Balsamo, originari di Sala Consilina, dediti al traffico di stupefacenti, alle estorsioni e all’usura.

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Camerota, Valter Ciociano è il nuovo presidente della Cilento Emergenza onlus

di Marianna Vallone

Valter Ciociano, 60 anni, di professione tipografo, è il nuovo presidente dell’associazione di protezione civile P.A. Cilento Emergenza Onlus di Marina di Camerota. È stato eletto ad unanimità nel corso dell’assemblea dei soci convocata per il rinnovo del direttivo. Ciociano, da sempre impegnato nel sociale e con alle spalle anche un brevetto di istruttore subacqueo, è uno dei soci fondatori della “Cilento Emergenza” e l’ha già diretta come presidente dal 2013 al 2016. Il 60enne è stato anche volontario ed ispettore della Croce Rossa Italiana, oltre che componente per diversi anni del Centro Operativo Comunale di Protezione Civile. «Ringrazio tutti i volontari per la fiducia che hanno riposto nella mia persona – ha dichiarato Ciociano – insieme al direttivo metterò a disposizione le mie competenze per far crescere l’associazione e per effettuare sul territorio servizi sempre più di qualità nel campo della protezione civile, dell’emergenza sanitaria e dell’assistenza delle fasce deboli. A breve – annuncia il presidente – avvieremo un corso di formazione aperto a tutte le persone che vogliono fare del volontariato».

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Camerota, la Casa del Meeting come un hub creativo con “Stanze di Musica”

di Giangaetano Petrillo

Per una serata la sede della fondazione Meeting del Mare si è trasformata in un hub creativo, dove impulsi, sensazioni ed emozioni di diverso genere e di differente provenienza si sono incontrati e mescolati tra loro. Esserci, immergerti in quelle onde di musica e di luci, in quei fasci riflessi sugli specchi significava fare un viaggio introspettivo. D’altronde la musica cos’è se non un immersione dentro ai sogni e ai bisogni dell’essere umano. Ne avevamo bisogno. Avevamo e continuiamo ad avere bisogno di semplici mura e sale che diventano luoghi d’incontro con gli altri e con se stesso. L’evento promosso dalla Fondazione Meeting del Mare C.R.E.A presieduta da Don Gianni Citro, “Stanze di Musica. Suoni e parole che disegnano spazi”, si è svolto nella serata di sabato 28 dicembre presso la Casa della Cultura e delle Arti a Camerota. Ogni piano della sede è stato trasformato in un palco, piccoli concerti di musica che riuscivano ad accompagnarci tra suoni, parole e sensazioni differenti. «Le avanguardie artistiche sono la materia di indagine della Fondazione, anche perché hanno sempre avuto vista lunga sul sentimento di un certo tempo della storia. Spesso sono incomprese ma risultano sempre lucide e profonde», ha commentato Don Gianni Citro, ideatore dell’evento e promotore di luoghi d’incontro sempre più difficili da trovare in anni in cui gli incontri sono diventati un’esclusiva dei social.

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Il pescato del Parco del Cilento a Sky Tg24: «E’ colonna dieta mediterranea»

di Marianna Vallone

Il presidente Tommaso Pellegrino porta a Sky Tg 24 il pescato del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Ad ospitare Pellegrino negli studi di Milano è Tonia Cartolano, giornalista originaria del Vallo di Diano. Sotto i riflettori del tg l’alimentazione sana su cui si basa la Dieta Mediterranea e l’iniziativa realizzata dall’Ente Parco a Castellabate e Marina di Camerota che si è svolta con i pescatori locali e gli studenti delle scuole medie e degli Istituti alberghieri. «Vogliamo far capire cosa significhi realmente la Dieta Mediterranea. – ha spiegato Pellegrino – Non è un concetto astratto o una medaglietta. Il pescato è una colonna importante della Dieta Mediterranea. Si pensi al valore del pesce che viene pescato nel nostro mare, tra i più puliti e premiati d’Italia.  Ci sono sali minerali, acidi grassi omega3, complessi di vitamine A, C ed E». All’iniziativa sono stati coinvolti i bambini delle scuole locali: «Alcuni di loro non avevano mai toccato il pesce. – ha aggiunto – E’ importante che il messaggio arrivi ai bambini e ai genitori, perché nella regione dove c’è il tasso di obesità infantile maggiore, dobbiamo fare una corretta alimentazione». Poi il riferimento all’importanza della Dieta Mediterranea, nata nel Cilento, riconosciuta dall?Unesco Patrimonio mondiale dell’Umanità. «E’ uno stile di vita ma corretta e sana alimentazione. – ha aggiunto – D’altra parte Ancel Keys ad 80 anni scelse di venire nel Cilento e visse fino a 101 anni. La Dieta Mediterranea rappresenta un importante baluardo per la nostra salute. – e poi aggiunge – E’ la risposta che vogliamo dare a quei cialtroni che anche nei talk show televisivi mettono in discussione la dieta mediterranea». Pellegrino, anche medico oncologo, ha anche sottolineato ai microfoni di Sky Tg 24 la connessione tra dieta mediterranea e salute. Guarda il video 

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Cilento, grosso incendio sulla strada: tutta la notte per spegnere le fiamme

di Redazione

Vasto incendio nella notte nel territorio comunale di Camerota: poco dopo le 22,30 è scattato l’allarme per le fiamme che hanno iniziato a divorare l’area intorno alla strada provinciale Ciglioto che dalla Mingardina conduce alla frazione di Licusati. Si tratta di un rogo piuttosto importante. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco del distaccamento di Policastro Bussentino, che sono riusciti a domare le fiamme prima che si propagassero ulteriormente. Le operazioni di spegnimento si sono protratte per tutta la notte. Le foto

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Desaparecidos, processo Condor: ergastolo per torturatore Camerota

di Luigi Martino

Marzo 2016, la marcia del silenzio in Uruguay per commemorare le vittime del Plan Condor

Una sentenza che scrive una parte di storia dei cittadini di origine italiana che furono vittime della violenta repressione in Sudamerica. Una sentenza che consegna 24 ergastoli nei confronti di ex capi di Stato ed esponenti delle giunte militari e dei servizi di sicurezza di Bolivia, Cile, Perù e Uruguay; e che certifica a livello giudiziario che tra gli anni ’70 e ’80 in quei Paesi c’era un unico obiettivo, ovvero eliminare i nemici dei governi. Sei ore di camera di consiglio e, dopo, più di mezz’ora per la lettura di un lungo e complesso dispositivo, il presidente della prima Corte d’assise d’appello bis del tribunale di Roma, Agatella Giuffrida, ha pronunciato la fatidica formula del ‘carcere a vita’ per tutti gli imputati, anche per quelli che in primo grado erano stati assolti (solo uno ha avuto l’assoluzione per solo uno dei capi d’imputazione contestati). E, tra questi, alcuni nomi illustri: l’ex ministro dell’Interno della Bolivia, Luis Arce Gomez, l’ex presidente del Perù, Francisco Morales Bermudes, l’ex ministro degli Esteri dell’Uruguay, Juan Carlos Blanco (assolto per solo uno dei capi d’imputazione), e il tenente di vascello originario di Camerota, nel Cilento, Jorge Nestor Fernandez Troccoli (nella foto in basso), già a capo del sistema di repressione della Marina militare uruguaiana, unico a vivere in Italia dopo essere scappato dal suo Paese (in primo grado per lui era stata sentenziata l’assoluzione). Le accuse? Le più terribili: omicidio volontario pluriaggravato continuato.

Jorge Nestor Troccoli

E tra lacrime e un timido applauso dei presenti, hanno risuonato ancora le parole pronunciate dai rappresentanti della pubblica accusa nella loro requisitoria. «Dobbiamo rendere giustizia alle vittime», aveva detto il pm Tiziana Cugini. «In questo processo abbiamo la distruzione con l’annientamento delle persone umane. Quello che si realizzava non era solo allo scopo di estorcere informazioni, ma era uccidere in maniera atroce. Tutti gli imputati sono stati affidabili esecutori di morte». E il pg Francesco Mollace aveva aggiunto: «Il Piano Condor non è stata un’attività di criminalità spicciola; nei documenti c’è scritto che l’attività era quella di eliminare i nemici del governo, siamo in presenza di un imponente sterminio dei nemici del governo». Oggi i giudici hanno ‘certificato’ in sentenza la ricostruzione accusatoria, disponendo anche il risarcimento danni nei confronti delle 47 parti civili costituite, e stabilendo una provvisionale immediatamente esecutiva di un milione di euro per la Presidenza del Consiglio dei ministri e di cifre comprese tra i 250mila euro e i 100mila euro per le altre parti civili. E oltre a loro, costituite c’erano anche le associazioni AFDD e Asofamd, il Frente Amplio-Partito Politico Uruguaiano del Centro Sinistra e la Repubblica Orientale dell’Uruguay.

Per quanto riguarda la posizione di Jorge Troccoli la sentenza di condanna lo pone, ora, nella scomoda posizione di rischiare anche il carcere. Come più volte pubblicato Troccoli risiederebbe in Italia dopo diversi anni a Camerota si è spostato a Battipaglia dove ancora potrebbe avere casa. Se la procura dovesse avanzare richiesta al giudice di arresto a seguito della condanna, motivandola ad esempio con un rischio di fuga, c’è il rischio che possa essergli accordata. Tenuto conto anche del fatto che il suo trasferimento in Italia possa essere interpretato come un tentativo per sfuggire alla giustizia uruguaiana.

«È il coronamento di anni d’indagine, di lavoro difensivo, della procura e delle forze dell’ordine per arrivare alla giustizia contro le immunità dietro le quali per anni si sono nascosti gli imputati, in modo particolare Troccoli – commentano gli avvocati Mario Angelelli e Arturo Salerni, che hanno assistito molti familiari dei Desaparecidos -. La speranza è che la sentenza di oggi diventi definitiva in Cassazione. Un ciclo giuridico si è chiuso perché il collegio ha riconosciuto il reato di omicidio ed è questo risultato che ha dato una svolta al processo».

Fra tre mesi le motivazioni della sentenza.

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Camerota, abuso al Pozzallo: pronta la demolizione

di Redazione

Il raggruppamento carabinieri parchi, del comando stazione di San Giovanni a Piro, ha accertato la realizzazione di abusi edilizi in località Pozzallo, a Camerota. Le opere abusive sono: uno scavo di circa 15 metri per 17 metri e altezza variabile; un manufatto, all’interno dello scavo summenzionato, non ancora ultimato, di dimensioni pari a 5,70 metri per 6,70 metri; un manufatto di dimensioni complessive pari a 19,60 metri per 3,80 metri, costruito in tre corpi di fabbrica. Gli interventi non risultano autorizzati o realizzati a seguito del nulla osta previsto per legge e sono stati realizzati all’interno del perimetro del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Il diretto del Parco, con delibera pubblicata sull’albo pretorio dell’ente guidato da Tommaso Pellegrino, ha ordinato la demolizione delle opere abusive e il ripristino dello stato dei luoghi.

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Territorio culla del Bulgheria: comunicazione d’identità

di Luigi Martino

Il progetto del territorio del Cilento è stato svolto durante l’anno accademico 2017/18, grazie all’interesse, partecipazione e lungimiranza del sindaco Mario Salvatore Scarpitta, dell’assessore alla Cultura Teresa Esposito, del consigliere al Turismo Domingo Ciccarino e dell’amministrazione comunale di Camerota. Tanti i docenti del Politecnico di Milano, i coordinatori e i collaboratori che hanno condiviso il programma del progetto e dal quale si è assunto il metodo teorico/progettuale per il percorso didattico/progettuale degli studenti coinvolti: Massimiliano Maini, Raffaele Gagliardi, Massimo Hachen e Luigi Brenna. L’elaborazione del progetto è stata effettuata da 70 studenti del Politecnico-Scuola del Design nei corsi e nei laboratori attinenti lo studio della materia. Ha prodotto un insieme di documentazione che è stato raccolto in otto “faldoni” per un totale di 560 pagine archiviate in files sorgente Adobe Illustrator e Adobe Acrobat. Inoltre, è anche stata sviluppata e conclusa una seconda fase progettuale.

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Camerota, gip convalida arresto Occhiati: è ai domiciliari

di Luigi Martino

La decisione del gip è arrivata attorno alle 18.20 quando, al tribunale di Vallo della Lucania, ha convalidato il fermo di Giuseppe Occhiati, il 62enne di Camerota che, esattamente 48 ore prima, mercoledì pomeriggio, è stata acciuffato in flagranza di reato dai carabinieri della stazione di Marina di Camerota, agli ordini del comandante Francesco Carelli, mentre, all’interno di un bar di via Bolivar, stava intascando una mazzetta di mille euro in cambio di un documento d’identità. La vittima, una donna straniera, ha collaborato con la giustizia su spinta del sindaco di Camerota, Mario Salvatore Scarpitta, che l’ha accompagnata in caserma a denunciare la prima richiesta di denaro da parte dell’Occhiati, funzionario dell’ufficio anagrafe del Comune di Camerota. Il funzionario ha dunque lasciato il carcere di Vallo della Lucania, dove ha trascorso due notti, per tornare a casa, agli arresti domiciliari. La prima udienza, per Occhiati, accusato di concussione, è prevista per il prossimo mese di settembre. Il suo legale ha avanzato una richiesta di termine per la difesa, in pratica del tempo ulteriore per studiare le carte.

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Inchiesta Camerota: tutti interrogati, manca solo Cammarano

di Luigi Martino

Il giudice del tribunale di Vallo della Lucania ha terminato a tarda serata gli interrogatori delle sei persone raggiunte dalla misura cautelare del divieto di dimora a Camerota nell’ambito dell’inchiesta Kamaraton che ha scosso il borgo costiero cilentano giovedì 16 maggio quando, all’alba, i carabinieri della compagnia di Sapri e quelli della stazione di Marina di Camerota, hanno arrestato sei persone e altrettante sono state raggiunte da misure cautelari più leggere. Nell’inchiesta sono finiti ex politici, funzionari e professionisti del Comune di Camerota o che a palazzo città hanno prestato comunque servizio. L’altro giorno gli interrogatori di Antonio Romano e Rosario Abbate, rispettivamente ex sindaco ed ex assessore all’epoca dei fatti contestati dalla procura. I loro nomi compaiono più volte nell’ordinanza di 354 pagine firmata dal gip Sergio Marotta. Per Romano, difeso dall’avvocato Marco Fimiani, si sono riaperte le porte di casa. L’ex primo cittadino ha lasciato infatti il carcere ed è tornato a Marina di Camerota. Abbate, invece, difeso dall’avvocato Carmine Caputo, è rimasto in cella. Insieme a loro, raggiunto anch’esso dalla misura cautelare del carcere, figura anche Fernando Cammarano. Il commercialista è a Fuorni ed è l’unico dei 12 coinvolti nell’inchiesta a non essere stato ancora ascoltato.

INTERCETTAZIONI: «I SOLDI SO STATI JETTATI PA FINESTRA»

Ieri mattina, invece, giovedì, si sono tenuti gli interrogatori di Antonio Troccoli (ex sindaco ed ex capo di gabinetto all’epoca dei fatti), Ciro Troccoli (ex consigliere prima e poi ex assessore nell’amministrazione Romano) e Michele Del Duca (vicesindaco all’epoca dei fatti contestati). Tutti e tre si sarebbero avvalsi della facoltà di non rispondere. Antonio Troccoli è passato, scortato dai carabinieri, tra i corridoi del tribunale vallese, dinanzi ai giornalisti recatisi lì per prendere parte ad una conferenza stampa indetta dalla procura e dal Parco del Cilento. Antonio e Ciro Troccoli sono difesi dall’avvocato Giuliano Scalzo di Salerno. Michele Del Duca, invece, è difeso dall’avvocato Pasquale Del Duca.

INTERCETTAZIONI: SERVONO SPONSOR PER DENTI «SCUGNATI» ASSESSORE

Nel pomeriggio, invece, sempre di giovedì, sono arrivati in tribunale Mauro Esposito e Lorenzo Calicchio (difesi dall’avvocato Vincenzo Speranza), Antonietta Coraggio (difesa dagli avvocati Celestino Sansone e Franco Maldonato), Giancarlo Saggiomo (difeso dall’avvocato Rino Napolitano), Vincenzo De Luca (difeso dall’avvocato Flavio Beati) e Vincenzo Bovi (difeso dall’avvocato Antonio Calicchio). Hanno tutti e sei il divieto di dimora a Camerota. Sui primi tre, però, c’è anche l’interdizione dai pubblici uffici. Il primo ad entrare in aula è stato Mauro Esposito, per l’ex responsabile dell’ufficio Finanziario dell’ente, uno degli interrogatori più lunghi, durato oltre due ore. Per il vice sindaco di Vallo della Lucania, Antonietta Coraggio, dopo l’interrogatorio e l’intervento degli avvocati Maldonato Sansone, il pm Vincenzo Palumbo avrebbe chiesto la revoca della misura cautelare di interdizione di un anno dai pubblici uffici. Per la Coraggio si sarebbe ridimensionato l’impianto accusatorio. Alla fine la richiesta avanzata dei legali è stata su per giù univoca: revisione della misura cautelare con revoca dell’interdizione dai pubblici uffici per i primi tre. Il gip si è riservato di decidere. Restano tutti in attesa.

LA STORIA DEL RAGIONIERE CHE AVEVA PREVISTO GLI ARRESTI

Sono 56 i capi di imputazione contestati a vario titolo agli indagati. Nel faldone dell’inchiesta rientrano tanti nomi di professionisti, altri ex politici e altri ex funzionari. Tutti hanno avuto a che fare con il Comune di Camerota almeno nel periodo che va dagli anni 2012 e 2017. Intanto a buona parte di questi indagati, non raggiunti da misure cautelari, è arrivato l’avviso a comparire dinanzi al gip. La «chiacchierata» con gli inquirenti, per loro, avrà inizio da lunedì prossimo.

IL BUCO DEI PARCHEGGI – LE FOTO DELL’OPERAZIONE

Gravi problemi si ripercuotono attualmente sulla macchina amministrativa del Comune di Camerota con l’attuale amministrazione guidata dal sindaco Mario Salvatore Scarpitta che deve correre ai ripari vista la scarsa presenza di personale all’interno degli uffici. I due più colpiti sono quello Tecnico e quello dell’Anagrafe che ha visto, due giorni fa, l’arresto del responsabile per concussione.

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Arresto funzionario Camerota, procuratore Ricci: «Ha funzionato controllo interno»

di Luigi Martino

«C’è stato un sindaco che ha sentito il dovere di dover indicare un comportamento assolutamente illegale posto in essere da un suo collaboratore. C’è un controllo orizzontale, della stessa amministrazione di competenza che, ancor prima che noi potessimo avere questa notizia di reato, ha segnalato ai carabinieri questa situazione veramente complessa e veramente da reprimere». E’ quanto ha dichiarato stamane Antonio Ricci, capo procuratore di Vallo della Lucania, all’indomani dell’arresto in flagranza di reato di Giuseppe Occhiati, un funzionario del Comune di Camerota che è finito in manette con l’accusa di concussione. Il dipendente ieri pomeriggio, mercoledì, intorno alle 18.20, ha incontrato una donna straniera all’interno di un bar per intascare una mazzetta di mille euro in cambio di una carta d’identità. Le indagini sono scattate grazie alla collaborazione del sindaco di Camerota, Mario Salvatore Scarpitta. «Su questo dobbiamo giocare – ha continuato il procuratore – anche questo è importante, dobbiamo avere degli amministratori che si accorgono di queste debolezze. Ha funzionato questo, ha funzionato il controllo interno».

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Sindaco Camerota fa arrestare funzionario mentre intasca mazzetta

di Luigi Martino

E’ stato arrestato in flagranza di reato un funzionario del Comune di Camerota pronto ad intascare una ‘mazzetta’ di mille euro all’interno di un bar del centro di Marina di Camerota. L’operazione è scattata quando mancavano pochi minuti alle 18.30 di oggi, mercoledì. In azione sono entrati i carabinieri della stazione locale comandati dal maresciallo Francesco Carelli e coordinati a livello territoriale dal capitano Matteo Calcagnile della compagnia di Sapri. La «cricca» di Camerota Il fatto è avvenuto a pochi giorni dal terremoto giudiziario che ha sconvolto un’intera comunità. Giovedì mattina, infatti, Camerota è stata svegliata dalle sirene dei carabinieri che hanno arrestato sei persone e altre sei sono state raggiunte dalla misura cautelare del divieto di dimora nel comune cilentano. In carcere, tra gli altri, è finito Antonio Romano, ex sindaco di Camerota. Ai domiciliari, insieme all’ex assessore Ciro Troccoli e all’ex vicesindaco Michele Del Duca, è finito Antonio Troccoli, papà di Ciro ed ex sindaco che, all’epoca dei fatti contestati dalla procura, ricopriva il ruolo di capo di gabinetto. Tra gli indagati figurava il nome di Giuseppe Occhiati, funzionario del Comune di Camerota, responsabile dell’ufficio Anagrafe. A casa sua, nella casella della posta, nel giorno dell’operazione Kamaraton, è arrivata una busta verde che conteneva un avviso di conclusione delle indagini. E’ stato probabilmente ascoltato dagli inquirenti nelle ore successive o comunque era pronto a comparire dinanzi ai giudici o ai carabinieri. Ma se così fosse, non ha fatto in tempo. L’altro lato della medaglia Se nell’inchiesta su presunti episodi di corruzione, appalti truccati e distrazione di danaro pubblico in favore di terzi, sono ritenute dagli inquirenti figure cardini della presunta «associazione per delinquere» due ex sindaci, questa volta, l’attuale sindaco di Camerota, Mario Salvatore Scarpitta, fa arrestare un funzionario dell’ente. Un taglio netto con il passato che in questa operazione trova solo la conferma della trasparenza e della volontà di totale legalità espressa a più riprese dal primo cittadino e dimostrata dalla sua squadra di governo con i fatti. Ma per capire cosa è successo occorre fare un passo indietro. I giorni precedenti all’arresto di Occhiati Una ragazza straniera, nei giorni che precedono l’arresto avvenuto oggi, si è recata presso l’ufficio di Giuseppe Occhiati per chiedere la preparazione di alcuni documenti. Il funzionario avrebbe invitato la donna ad un incontro fuori dalla Casa Comunale nel corso del quale, lo stesso Occhiati, avrebbe chiesto un compenso in danaro in cambio dei documenti. La malcapitata ha telefonato subito il sindaco per raccontare l’accaduto. Scarpitta, senza pensarci nemmeno un secondo, ha convinto la ragazza a denunciare tutto ai carabinieri e ha concordato un incontro con le forze dell’ordine, Qui sono entrati in campo i militari che hanno ascoltato le telefonate tra dipendente comunale e la donna e, al momento della consegna della ‘mazzetta’, lo hanno arrestato in flagranza di reato per concussione. Gli sviluppi Giuseppe Occhiati è stato accompagnato dapprima in caserma a Marina di Camerota e poi presso il carcere di Vallo della Lucania. Sarà giudicato con rito direttissimo probabilmente già domani mattina, giovedì, presso il tribunale di Vallo della Lucania, proprio nel giorno degli interrogatori di garanzia di Michele Del DucaAntonio e Ciro Troccoli. I carabinieri hanno inoltre acquisito i filmati delle telecamere di video sorveglianza del bar dove è stato arrestato il funzionario.
Il momento dell’arresto di Giuseppe Occhiati, avvenuto mercoledì scorso
L’arresto di Giuseppe Occhiati, funzionario del Comune di Camerota (foto L. Martino)

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Camerota, non differenziano rifiuti: sindaco invia vigili per controlli

di Redazione

A Marina di Camerota, in via Bolivar, qualcuno non conferisce i rifiuti in modo corretto. Accade così che i vicini contattano il sindaco Mario Salvatore Scarpitta e lo portano a conoscenza della situazione. Immediatamente il primo cittadino si è messo in contatto con il comando locale dei vigili urbani e ha sollecitato i controlli. Questa mattina, al momento del ritiro della differenziata da parte degli operatori ecologici della Sarim, i caschi bianchi hanno fatto visita alla famiglia. I due sono stati redarguiti verbalmente e sono stati invitati ad osservare con attenzione le norme in materia di rifiuti e il calendario della raccolta differenziata. «Nei prossimi giorni i controlli aumenteranno con l’avvicinarsi della stagione estiva – sottolinea il sindaco Scarpitta – i cittadini di Camerota devono dare il buon esempio e i nostri ospiti devono sapere che sul nostro territorio le regole vanno rispettate. In una prima fase i vigili urbani ammoniranno verbalmente i trasgressori, subito dopo si passerà alla comminazione di verbali con importi che lieviteranno in base alla gravità degli illeciti commessi».

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Incidente Camerota, sub e palloni sollevamento per recupero barca

di Luigi Martino

E’ stata recuperata questa mattina, mercoledì, l’imbarcazione del pescatore salvato dalla guardia costiera nelle acque di Marina di Camerota martedì scorso. L’uomo, infatti, 55 anni la sua età, aveva fatto perdere notizie. Partito alle ore 16.00 circa dal porto di Marina di Camerota con la sua piccola unità da pesca ‘U’ Saragone’, di circa 8 metrinon aveva fatto rientro in porto. Alle ore 21.00, la moglie del pescatore, non vedendolo tornare, ha allertato la capitaneria di porto. Intanto in mare cosa stava succedendo: Carmelo, questo il nome del pescatore, era caduto accidentalmente in mare. La sua barca, con marcia ingranata, aveva proseguito la navigazione andando a schiantarsi sugli scogli più a sud, all’altezza di punta Iscoletti, nell’area marina protetta degli Infreschi e della Masseta. Carmelo, sangue freddo e una massiccia dose di esperienza, ha nuotato per oltre 3 ore mentre il sole spariva all’orizzonte. E’ riuscito a raggiungere la costa e ha pensato per un attimo di andare a recuperare i razzi di segnalazione e i documenti dell’imbarcazione che ormai stava affondando. Per fortuna ha desistito, per paura che restasse incastrato in quella che da lì a poco sarebbe diventata una trappola.

Dopo poco sul posto sono giunti gli uomini della guardia costiera, comandati dal tenente di vascello Sandro Desiderio e dal maresciallo Gerardo Ruocco, esperto conoscitore della zona, supportati da un pescatore locale amico dello scomparso, con la sua unità da pesca ‘San Domenico’. Alle 21.30 Carmelo è stato avvistato a circa due miglia dal porto di Marina di Camerota. E’ stato soccorso e trasportato a terra. Una brutta vicenda finita bene senza nemmeno il bisogno di sottoporsi a cure mediche.

A distanza di una settimana circa è stata anche recuperata la sua imbarcazione. Lui, in prima persona, ha partecipato alle operazioni coordinate da Rito Cusati con il supporto dei suoi due figli, Fabrizio e Matteo, e di un amico, Raffaele. Sul posto anche un pescatore, amico di Carmelo, e i marinai della guardia costiera di Marina di Camerota. L’imbarcazione, ormai completamente sommersa dal mare, è stata tirata a galla grazie al lavoro dei sub e al supporto di cinque palloni di sollevamento. La barca, trasportata nel porto dopo due ore di viaggio a ritmi molto bassi, è stata issata dalla gru della Nautica Bagnato, di Domingo e Salvatore Bagnato.

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Meeting del Mare, Motta: «Sarà tour bellissimo e faremo tanto rumore»

di Luigi Martino

Parte il 25 maggio, da Milano, il nuovo tour di Motta, che torna dal vivo con un nuovo spettacolo che prende il nome da una frase contenuta in “Dov’è l’Italia”, brano presentato alla 69/a edizione del Festival di Sanremo. Con il nuovo Tour Motta suonerà quest’estate nei più importanti festival musicali della penisola e in scaletta alternerà le canzoni di “Vivere o Morire” (Sugar), Targa Tenco 2018 per la categoria “Disco in assoluto”, a quelle di “La fine dei vent’anni”, Targa Tenco 2016 per la miglior Opera Prima. «Saranno le ultime date di un tour che non si è mai fermato da almeno tre anni, come non si è mai fermata la mia voglia di cambiare idea sulle cose – racconta Motta -. Da quando sono partito è cambiato quasi tutto e un po’ come la vita una persona passa il tempo a viaggiare per tornare al punto di partenza. Per questo dopo questo tour mi fermerò per un po’. Per tornare bambino consapevole di tutto quello che è successo». «L’esperienza di questi anni mi ha aiutato a capire questo, a cercare di essere adulto, forte e fragile nello stesso tempo e a capire quando il silenzio si fa musica. Ci vediamo in giro, sarà un tour bellissimo e faremo tanto rumore. Se no che gusto c’è», ha aggiunto. Queste le prime date: 25 maggio Milano, 2 giugno Marina di Camerota per il Meeting del Mare, 6 giugno Cagliari, 28 giugno Padova, 6 luglio Perugia, 7 luglio Cremona, 12 luglio Arezzo, 17 luglio Torino, 1 agosto Livorno, 3 agosto Siracusa, 4 agosto Platania (CZ), 17 agosto Brescia, 28 agosto Senigallia.

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Camerota, «ngoppa a chillo Comune i soldi su stati jettati pa finestra»

di Redazione

«Si ma si soldi qua non ci sono…cioè…ne abbiamo parlato stamattina. Allora…allora oggi ci sono 100 mila euro di anticipazione. Cioè ripetimmo sembe i stesse cose allora…se…». Questa volta a parlare è Mauro Esposito, il responsabile dell’ufficio Ragioneria che è subentrato a Pasquale Cetrola, quest’ultimo «non era buono» perchè ritenuto da Antonio Troccoli (all’epoca capo di gabinetto) e da Antonio Romano (all’epoca sindaco), una persona «non corruttibile», e fu quindi cacciato via. L’intercettazione di Esposito è solo l’antipasto, servito prima della «veemente reazione di Michele Del Duca (all’epoca vice sindaco) rispetto alle perplessità manifestate dagli altri sodali in ordine ai pagamenti da effettuarsi in favore del fratello», Mattia, a capo della società cooperativa San Marco, gestrice del servizio di refezione scolastica.

«A me nu ripetimm niente pecchè io song venuto pà prima vota. Io sono il vice sindaco, nun so Mattia». Michele Del Duca risponde in modo deciso al ragioniere Esposito. La conversazione è stata intercettata proprio nell’ufficio di quest’ultimo, all’interno della Casa Comunale, l’8 novembre 2016. Ci sono le cimici, i microfoni ambientali posizionati dagli investigatori della procura della Repubblica di Vallo della Lucania, ma i politici parlano di ogni cosa con i funzionari e con i dipendenti comunali. «Stavo cercando di sistemare la San Marco e lui lo sa insomma» aggiunge Esposito. «No ma io faccio natu discorso semplice e veloce allora…allora…pagando levammo pure gli stipendi tutto il resto nun me ne fotte…andiamo in dissesto nun me ne fotte…perchè altrimenti…se non paghiamo io dopodomani io nun vengo au consiglio…bello chiaro chiaro». Del Duca è arrabbiato, il vicesindaco continua a minacciare con la diserzione al prossimo consiglio, anzi, ai prossimi consigli: «Ma va in dissesto u comune perchè io non vengo al consiglio…e non ci vengo pure a natu consiglio…è finita a canzone».

SERVONO SPONSOR PER I DENTI «SCUGNATI» DELL’ASSESSORE

«No a Yele nun me ne fotte nu cazzo ra Yele na diffida e nun se paga proprio niente – grida Michele Del Duca mentre in stanza ci sono, oltre al ragioniere Esposito, anche il fratello Mattia, l’assessore Ciro Troccoli e l’economo Lorenzo Calicchio -. A Yele nun se paga manco na lira pecchè se se pagate un euro a Yele ve porto annant au procuratore ra Repubblica a tutti quanti. A tutti. A tutti. Nessuno escluso! No l’unico escluso sono io…tutti quanti ll’ati su tutti mischiati a inda per cui…su stato chiarissimo! Io voglio sapere quanto ci potete dare per questa cooperativa…perchè io mi sono impegnato con questi ragazzi, m’aggio assettato…una sola volta mi sono seduto sulla sedia del sindaco…una sola volta in vita mia mi sono seduto…e presi impegni con questi ragazzi». «Nun v’arrabbiate ne dottò» esclama Calicchio preoccupato.

Poi il vice sindaco rincara la dose e si rivolge al figlio del capo di gabinetto Troccoli: «Allora…io voglio sapere Ciro quando ce stanno in cassa di quanto…di quanto possiamo disporre tra stasera e dumani matina. Chist voglio sapè, e niente cchiù! Ci stanno zero lire? Arrivederci! E’ finito u consiglio comunale…vu facit ra suli perchè vuol dire che avete fatto un…ehmmm…uno sperpero di denaro che nun s’è capito nu cazzo e allora…siccome…il bilancio chi ha gestito? Tuo padre o sindaco? A me non m’interessa…avete gestito male…vuol dire ca vanna mannà a tutti quanti a casa…pecchè io nun ce vengo au consiglio e nun ce vene mancu Rosario insieme a me (Rosario Abbate ndr). A parte che abbasta sulamente io ca nun ce vengo…è finita a storia pecchè sta canzone dura da tempo…mi so scocciato! E nun pozz passà pe pe pe cretino pe e pe mariuolo pecchè a gente chisto rice mmiezzo a via!». Poi continua: «Pecchè ngoppa a chillo Comune i soldi su stati jettati pa finestra! Guaragnamm 100 mila? Ne spennimo 200 mila…basta…a storia è finita. Vi farete la prossima campagna elettorale senza u sottoscritto».

E tra i candidati della campagna elettorale successiva, però, quella della primavera 2017, al contrario di quanto promette lui stesso, il nome di Michele Del Duca figura accanto a quelli di Ciro Troccoli e Orlando Laino, due tra i compagni d’avventura di quella amministrazione guidata da Antonio Romano e Antonio Troccoli finita, giovedì scorso, nella tempesta giudiziaria che ha travolto il Comune di Camerota. Ieri mattina, martedì, in carcere sono stati interrogati Romano e Abbate. Per il primo il gip ha deciso il trasferimento agli arresti domiciliari. L’altro, invece, l’ex assessore, si è avvalso della facoltà di non rispondere ed è rimasto rinchiuso nella casa circondariale vallese. Insieme a loro era stato raggiunto dalla misura cautelare del carcere, anche Fernando Cammarano, che non è stato ancora ascoltato dai giudici. Oggi, invece, mercoledì, tocca a Michele Del Duca, Antonio e Ciro Troccoli sedersi dinanzi al gip. Arriveranno scortati dalle loro abitazioni, dove sono ai domiciliari da giovedì, per giungere al tribunale di Vallo della Lucania in mattinata. Saranno senza manette e non potranno parlare tra di loro, almeno prima dell’interrogatorio di garanzia. Giovedì sarà invece la volta delle sei persone raggiunte dal divieto di dimora (tre delle quali sono state anche interdette per un mese dai pubblici uffici).

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Camerota, fuori dal carcere: Romano è ai domiciliari

di Redazione

Dopo 5 giorni trascorsi in carcere a Vallo della Lucania, Antonio Romano torna a casa. Il gip del tribunale di Vallo della Lucania, questa mattina, dopo gli interrogatori di garanzia, ha concesso i domiciliari all’ex sindaco di Camerota arrestato il 16 maggio all’alba con l’accusa di presunti episodi di corruzione, peculato, abuso d’ufficio, falso in atto pubblico, appalti truccati e distrazione di denaro. Coinvolti nell’indagine denominata Kamaraton, anche un altro ex sindaco, Antonio Troccoli, ex assessori, ex consiglieri, ex dirigenti e funzionari del Comune di Camerota per un totale di 12 persone. Il gip ha accolto la richiesta presentata da parte del legale di Romano, l’avvocato Marco Fimiani. Gli interrogati di garanzia si sono svolti questa mattina presso le aule della casa circondariale vallese. Si è avvalso invece della facoltà di non rispondere Rosario Abbate, all’epoca dei fatti assessore, che resta in carcere insieme a Fernando Cammarano ancora non sottoposto ad interrogatorio di garanzia. Domani mattina, mercoledì, toccherà agli ex politici raggiunti dalla misura cautelare degli arresti domiciliari; giovedì, invece, ai sei raggiunti dal divieto di dimora a Camerota (tre dei quali, raggiunti anche da interdizione, sempre per un mese, dai pubblici uffici). Domattina, dunque, Michele Del Duca, all’epoca dei fatti vicesindaco, Antonio Troccoli, ex sindaco e capogabinetto all’epoca dei fatti contestati, e suo figlio Ciro, prima consigliere di quell’amministrazione e poi assessore, verranno ascoltati dai magistrati. I legali proveranno a stracciare la misura dei domiciliari chiedendo l’alleggerimento della misura cautelare. Lo stesso giovedì dove, soprattutto per Vincenzo Bovi e Giancarlo Saggiomo, residenti a Camerota, i legali della difesa tenteranno di far sospendere il divieto di dimora nel comune di Camerota.
Al fine di non confondere le attuali condizioni degli imputati con le eventuali responsabilità da accertare è bene sottolineare che intanto continua la fase preliminare di quello che si annuncia essere uno dei processi più clamorosi per il numero di componenti della stessa amministrazione coinvolti. Proprio perchè si tratta di fasi preliminari le difese affinano le strategie difensive per tenere più liberi possibile i propri assistiti fino alle eventuali sentenze. Le attuali misure cautelari infatti sono tese a garantire che le attività investigative possano continuare senza che nessuno tra gli indagati, possa inquinare le prove o continuare a ripetere i reati che vengono contestati, o persino fuggire. I legali stanno quindi provando a dimostrare che questi rischi non sussistano con la speranza di vedersi alleggerite le misure restrittive della libertà per i loro assistiti, prima che un processo li dichiari innocenti o colpevoli. Per raggiungere il quale tuttavia è necessario che il giudice stabilisca i gravi indizi di colpevolezza, emersi dall’inchiesta della procura, decidendo per l’eventuale rinvio a giudizio.

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Meeting del Mare: i collegamenti per raggiungere Camerota

di Luigi Martino

Il Meeting del Mare, ideato e organizzato da don Gianni Citro, trasforma Marina di Camerota nella capitale dei giovani d’Italia. L’amministrazione comunale si è mossa con largo anticipo per garantire la sicurezza e il piano necessario per salvaguardare gli ospiti che invaderanno le strade del borgo costiero cilentano. La kermesse, giunta ormai alla 23esima edizione, parte il 31 maggio, con il concerto di Franco126. Poi l’1 giugno i Planet Funk e il 2 giugno Motta. I collegamenti Tutti i treni in arrivo presso la stazione di Pisciotta – Palinuro saranno collegati mediante autobus di linea Infante Viaggi dalle ore 8.30 alle ore 20.30 in data 31 maggio, dall’1 al 3 giugno 2019, il biglietto si acquista a bordo e lo emette l’autista. L’orario sarà pubblicato sul sito dell’azienda e sulla pagina Facebook ufficiale entro il 31 maggio 2019. In alternativa è possibile prenotare servizio taxi: Calicchio Viaggi 3281558809; Erranti tours 3398082267; Infante Viaggi 0974932026.

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Inchiesta Camerota, Cetrola: il ragioniere che aveva previsto gli arresti

di Redazione

Pasquale Cetrola è il ragioniere a capo dell’ufficio Finanziario del Comune di Camerota che Antonio Troccoli e Antonio Romano, ritenuti dagli inquirenti «i capi dell’associazione per delinquere» smantellata nell’operazione Kamaraton giovedì mattina, volevano mandare via perchè «non corruttibile». Dalle 354 pagine dell’ordinanza firmata dal gip Sergio Marotta vengono fuori particolari agghiaccianti. E’ il caso della conversazione numero 2085 intercettata proprio all’interno dell’ufficio Ragioneria. E’ l’11 agosto del 2016. Cetrola, prima che venisse allontanato dal suo incarico, aveva manifestato le sue riserve in ordine alla legittimità della proroga concessa alla cooperativa San Marco. Una cooperativa al centro del filone per «la turbata libertà dell’incanto concernente l’affidamento dell’appalto del servizio di refezione scolastica». Amministratore di fatto della società, è Mattia Del Duca, fratello dell’allora vice sindaco Michele (finito ai domiciliari).

TROCCOLI «REGISTA» DEL «SISTEMA CAMEROTA»

«Per questa cooperativa San Marco mi sa che non ci sono soldi» afferma Cetrola. Subito la conferma di Lorenzo Calicchio, economo, raggiunto giovedì dalla misura cautelare del divieto di dimora a Camerota e dell’interdizione dai pubblici uffici per un anno: «Non ci sono soldi infatti…». «Ma poi questo fa la proroga dopo un anno…cioè noi…no prima della scadenza…» continua Calicchio. E qui la previsione di Cetrola che, accorgendosi dei «brogli», capisce che la situazione può diventare difficile per la posizione di alcuni soggetti: «A parte che non se ne può fare proroga! Questi prendono da sopra a 40 mila euro! Questo si vuole fare proprio giornate dentro! Pitto e chi viene appresso…azz e questa…».

IL FOTORACCONTO DELL’OPERAZIONE

Dalla documentazione acquisita dalla polizia giudiziaria si evince che Antonio Troccoli «turbava la gara per l’affidamento dell’appalto del servizio di refezione scolastica per l’anno 2014/2015 indetta dal Comune di Camerota» e «turbava» la stessa tipologia di gara «per l’anno scolastico 2016/2017» «con la determinazione dell’ufficio Affari Generali n.378-862 del 4.12.2015». La gara fu aggiudicata in via provvisoria dalla società cooperativa San Marco, successivamente il servizio, sempre in via provvisoria, fu affidato alla società cooperativa Progetto 2000, salvo poi annullare quest’ultima attribuzione al fine di assegnare nuovamente l’appalto alla società cooperativa San Marco.

CALCAGNILE, CAPITANO CARABINIERI: «TECNOLOGIA FONDAMENTALE»

«Stasera mi vedo con G. e ci devo andare dopo le otto…e poi vedremo come fare una cooperativa…devi partecipare! Anche perchè probabilmente mio fratello non riuscirà a partecipare al bando perchè hanno delle tasse arretrate non pagate, e se non paghi le tasse non puoi partecipare». Ad essere intercettato telefonicamente, questa volta, è il vice sindaco Michele Del Duca, che nella telefonata con una donna, esterna le sue preoccupazioni riguardo la partecipazione alla gara da parte del fratello Mattia. E’ il 25 agosto del 2016. «E quindi a questo punto preparerò una cooperativa, e adesso vedo S.C. domani…e massimo mettiamo altra persona, tre persone e facciamo una cooperativa, così puoi partecipare al bando…e ti sei presa una grande rivincita. G. sta fuori e la tua cooperativa vincerà…e poi affidarti la piscina da gestire». Dall’altro lato la donna tentenna: «Ma non voglio che G. sa che io c’entro con la mensa…io proprio che ora sono sempre contro questa rumena, io mi metto ora…». Ma il politico cerca di tranquillizzarla: «Calma! Fai parte della cooperativa…una cooperativa che non c’entra nè la rumena nè mio fratello, una cooperativa nuova! Una cosa a parte! E quindi poi la gestirai tu e metterai chi cazzo vuoi…». «Mio fratello la perde, perchè non può partecipare» dice Del Duca. Dall’altro lato della cornetta: «E mi fa piacere scusa! A me personalmente fa piacere, loro se lo merita…». E ancora: «Si, ma io non posso salvare ora tuo fratello».

PARLA IL PROCURATORE RICCI: «SISTEMA CRIMINALE»

Il giorno dell’aggiudicazione della gara, Antonio Troccoli e Mattia Del Duca, si sentono telefonicamente due volte. Una prima, «apparentemente, solo per salutarsi», una seconda per dirsi che «è tutto a posto».

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Inchiesta Camerota, via con interrogatori: Romano e Abbate i primi

di Redazione

Fissati gli interrogatori di garanzia per gli indagati nell’ambito dell’inchiesta per corruzione ed appalti truccati nel Comune di Camerota. I primi ad essere sentiti martedì mattina nel carcere di Vallo dal giudice per le indagini preliminari Sergio Marotta saranno l’ex sindaco Antonio Romano e l’ex assessore Rosario Abbate. Poi uno ad uno sarà il turno degli altri nove indagati raggiunti da misure cautelari giovedì mattina quando le sirene delle gazzelle dei carabinieri della compagnia di Sapri e della stazione di Marina di Camerota sono andati a svegliarli nel cuore della notte. Nell’elenco degli interrogatori di grazia non compare il nome di Fernando Cammarano, uno dei tre – insieme a Romano e Abbate – rinchiuso in carcere. Invece giovedì presso il tribunale, dalle ore 10, toccherà ai tre indagati finiti ai domiciliari: l’ex sindaco Antonio Troccoli, il figlio Ciro ex assessore e l’ex vice sindaco Michele Del Duca. Martedì pomeriggio alle 15, saranno sottoposti all’interrogatorio di garanzia gli indagati ai quali è stato imposto il divieto di dimora e l’interdizione dai pubblici uffici: Giancarlo Saggiomo, Vincenzo Bovi, Vincenzo De Luca, Lorenzo Calicchio, Mauro Esposito e Antonietta Coraggio. Per i tre indagati ai domiciliari il giudice ha disposto lo spostamento senza manette e con la scorta alla quale è stato ordinato di non far colloquiare i due Troccoli e Michele Del Duca tra di loro.

Gli investigatori hanno portato alla luce una «rete» in grado di «controllare la quasi totalità delle gare di appalto del Comune». E ciò viene fuori dalle intercettazioni. Cimici e micro camere erano state posizionate un po’ ovunque, anche all’interno degli uffici del sindaco, dell’ufficio Ragioneria e degli Affari generali. Ed è proprio quest’ultima stanza che fungeva da «cabina di regia». Antonio Troccoli, conosciuto in paese come Pitto, papà di Ciro, all’epoca dei fatti prima consigliere comunale e poi assessore, era colui che decideva «il bello e il cattivo tempo». Sotto la lente di ingrandimento della procura della Repubblica di Vallo della Lucania, sono finite le «assunzioni sospette», la gestione delle società partecipate, i rapporti con i dirigenti della Soget, i cimiteri, le gare per aggiudicarsi gli appalti e l’intero sistema amministrativo dell’ente.

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Inchiesta Camerota, dalle intercettazioni emerge il ‘buco’ dei parcheggi

di Redazione

«Toii (Antonio Romano) sono andato all’ufficio ragioneria, il mandato di 15 mila euro non è buono è fasullo poi tutto il resto appresso». «Quale?». «Quello là del 2015, quando vado a vedere il bilancio del comune e la società parcheggi non ha dato nemmeno una lira … ehh ma come devo fare, io un domani che uno dice …». È una delle intercettazioni contenute nelle oltre 350 pagine dell’ordinanza che ha portato a dodici misure cautelari nel Comune di Camerota. Una serie interminabili di conversazioni telefoniche ed incontri, documentati anche grazie a microtelecamere installate nella stanza dell’ex sindaco Antonio Romano che hanno portato alla luce un collaudato sistema di corruzione. Romano, Fernando Cammarano e Rosario Abbate restano rinchiusi nel carcere di Vallo della Lucania e Fuorni. Nel mirino degli investigatori anche l’operato delle società partecipate e una serie di appalti truccati per favorire amici e familiari degli ex amministratori. «Praticamente ora non gli risulta che lui non ha pagato niente, perché … però noi facemmo una determina, in pratica anziché fargli pagare la somma dovuta a lui, gli facemmo fare queste assunzioni …» viene fuori da un‘altra intercettazione tra Romano e un ex amministratore. Nell‘operazione dei carabinieri di Sapri al comando del capitano Matteo Calcagnile sono finiti ai domiciliari l‘ex sindaco Antonio Troccoli, suo figlio Ciro e Michele Del Duca. Divieto di dimora per Giancarlo Saggiomo, Vincenzo Bovi e Vincenzo Del Duca. Nella bufera giudiziaria anche la città di Vallo con il vice sindaco Antonietta Coraggio responsabile dell‘ufficio tecnico di Camerota. Per lei è scattato il divieto di dimora e l‘interdizione di un anno dai pubblici uffici. Stessa misura per Lorenzo Calicchio, Mauro Esposito. Ma questo sembra essere solo l’inizio di un caso che ha tutte le carte per continuare ad allargarsi a macchia d’olio. Da ambienti vicinissimi alla magistratura, non sono esclusi ulteriori colpi di scena.

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Oasi Infreschi, paradiso di piatti buoni e bellezze lontano dalle cose usuali

di Luigi Martino

Sei solo tu e la natura, al massimo la cucina della mamma di Salvatore e della sua fidanzata che ti coccolano e ti cullano in questo pezzo di paradiso in terra lontano dalle cose che accadono tutti i giorni. Purtroppo qui la linea al mio smartphone c’è ma l’annullo presto spegnendo il dispositivo e chiudendo gli occhi. Sembra di essere altrove ma altrove lo sei già. E ti catapulti verso mondi nuovi quando in tavola, sotto l’ombra della natura, quella genuina, arriva un antipasto che sa’ di Cilento e di tempi andati. La frittella con le alici e i fiori di zucca s’accomoda vicino ai salumi creati dalle mani sapienti di qualche contadino e allevatore locale. La Rianata è la pizza con i pomodorini e l’origano. Uno spettacolo. Poi i cavatelli con il sugo di salsiccia, gli sciambielli (melanzane imbottite) e, ancora, il vino rosso della casa e quel profumo di libertà che ti accompagna per tutto il viaggio culinario. C’è tutta la tradizione della cucina tipica di Lentiscosa. Per il digestivo puoi scegliere varie opzioni: c’è quello della casa, fresco, fruttato, oppure puoi mettere da parte l’alcol e raggiungere le baie incontaminate dell’area marina protetta. Una passeggiata dopo pranzo è quello che ci vuole.

L’azienda Oasi Infreschi è uno scrigno di bellezze adagiato sulla collina che sovrasta il Porto naturale omonimo. Raggiungerla in auto è da conoscitori del territorio, a piedi, invece, è privilegio per pochi. Ma, per godersi lo spettacolo della costa, gli anfratti, le grotte, si può decidere perfino di utilizzare una di quelle barche-taxi che partono dal porto di Marina di Camerota e raggiungono la baia degli Infreschi in una manciata di minuti. La famiglia Mazzeo è lì che vi aspetta, un colpo di telefono è gradito.

Oasi Infreschi Baia degli Infreschi T. 347.9066482

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Scandalo Camerota, Scarpitta: «Squadra esempio per Cilento». Guzzo: «Paese è altro»

di Redazione

«Mi sembra superfluo fare chiarezza su questa vicenda anche se è giusto precisarlo, in effetti l’amministrazione che mi onoro di rappresentare è al governo di questo paese dal giugno del 2017 e lavora con l’onestà e la serietà che gli è stata riconosciuta al di fuori del Comune di Camerota e su questo non abbiamo nulla da temere anzi il nostro obiettivo è quello di essere d’esempio per tutto il Cilento». Lo dichiara ai microfoni di Set Tv Mario Salvatore Scarpitta, attuale sindaco di Camerota, all’indomani della tempesta giudiziaria che ha travolto il comune cilentano giovedì mattina quando i carabinieri e la procura hanno notificato 12 misure cautelari ad altrettanti ex politici, funzionari e professionisti che facevano parte dell’amministrazione guidata dal sindaco Antonio Romano e dal capo di gabinetto Antonio Troccoli. Il primo è finito in cella mentre il secondo ai domiciliari. Quasi un’intera amministrazione accusata di utilizzare «il Comune come un bancomat».

«Per quanto riguarda quello che è successo – continua Scarpitta – è una pagina tristissima, dolorosissima e di grande amarezza. E’ uno schiaffo alla nostra collettività. Io sono un garantista e mi auguro che tutti possano dimostrare la propria innocenza emersa nei fatti ma è anche vero che queste cose si dicevano da anni a Camerota dove c’erano diverse cose che non andavano e la magistratura oggi sta facendo il suo corso come è giusto che sia. Se ci sono delle responsabilità devo uscire fuori. Se ci sono – come io auspico – è giusto che si dia la possibilità di dimostrarlo».

TROCCOLI «REGISTA» DEL SISTEMA TRADITO DALLE CIMICI

L’inchiesta non è conclusa. Questa «associazione per delinquere» sgominata dagli investigatori, potrebbe essere la punta di un iceberg rimasto a dormire per troppo tempo. «Non voglio esprimermi perchè non conoscono i fatti e perchè non sono un giudice – precisa al quotidiano ‘La Città’ Pierpaolo Guzzo, consigliere di minoranza -. Una cosa è certa: Camerota non è quella che si sta dipingendo in questi giorni, ci sono tantissimi cittadini onesti e trasparenti». Guzzo è il candidato sindaco uscito sconfitte alle ultime amministrative. Ha occupato anche le sedie della maggioranza dal 2009 al 2011, quando – all’epoca – il sindaco era Domenico Bortone. Quest’ultimo, raggiunto al telefono, ha preferito non commentare gli arresti: «La ringrazio, ma preferisco non fare alcun commento» ha precisato il medico.

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Camerota, pescatore cade in mare: salvato dalla capitaneria di porto

di Luigi Martino

Salvato ieri sera dalla guardia costiera un pescatore del posto che aveva fatto perdere notizie. Partito alle ore 16 circa dal porto di Marina di Camerota con la sua piccola unità da pesca “U Saragone” di circa 8 metri, non aveva fatto rientro in porto. Alle ore 21, la moglie del pescatore non vedendolo tornare ha allertato la capitaneria di porto. Immediati i soccorsi partiti dal porto di Camerota sotto il coordinamento della sala operativa dell’ufficio circondariale marittimo di Palinuro. Impegnati nelle ricerche del disperso la motovedetta Cp 814 dell’ufficio locale marittimo di Camerota con al comando il maresciallo Gerardo Ruocco, che conosce bene queste zone, supportato da un pescatore locale amico dello scomparso, con la sua unità da pesca San Domenico. In poco tempo è stata battuta tutta la zona dove era solito andare il pescatore professionista e fortunatamente alle ore 21.30 è stato avvistato vivo tra gli scogli nella zona di Punta Infreschi a circa due miglia dal porto di Marina di Camerota. Soccorso dai mezzi impegnati nelle attività di ricerca è stato recuperato e trasportato dalla motovedetta in porto a Camerota. Fortunatamente solo tanto freddo e nient’altro. L’uomo, uscito da solo per l’attività di pesca con attrezzi da posta, era scivolato dalla barca e caduto in mare durante la navigazione a circa un miglio dalla costa alle ore 17 circa. L’unità con marcia ingranata aveva proseguito la navigazione andando a schiantarsi sugli scogli più a sud. Dopo tre ore in mare, l’uomo nuotando era riuscito a trovare rifugio tra gli scogli di Punta Iscoletti. Una brutta vicenda finita bene, l’uomo in buone condizioni, dopo i primi accertamenti sul posto ha preferito tornare a casa per una doccia calda e per riabbracciare la famiglia.
La motovedetta che ha soccorso il pescatore
I radar e i mezzi tecnologici utilizzati dalla capitaneria nelle ricerche
Il semicabinato del pescatore dopo lo schianto contro gli scogli

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Troccoli «regista» del «sistema Camerota» ma le cimici lo tradiscono

di Redazione

Era collaudato e ben rodato il sistema messo in piedi per truccare le gare d’appalto, per assumere persone che avevano bisogno di lavoro in «cambio di voti» e per «utilizzare il Comune come un bancomat». Ieri mattina, all’alba, dopo una lunga e complessa indagine denominata ‘Kamaraton’, gli inquirenti hanno smascherato un «collaudato sistema criminale» basato su logiche affaristiche e clientelari, funzionale alla spartizione illecita di appalti a favore di imprenditori amici. Camerota il giorno dopo si sveglia frastornata, con il chiacchiericcio tra le stradine dei centri storici che diventa sempre più fitto. Si parla a voce bassa, ci si chiede come fosse possibile tutto ciò. A finire nei guai, a vario titolo, sono stati due ex sindaci di Camerota, ex assessori ed ex consiglieri, accusati di una serie di reati contro la pubblica amministrazione. Per la Procura si tratta di un sistema «grezzo ma estremamente efficace». Era stata creata una vera e propria «rete» in grado di «controllare la quasi totalità delle gare di appalto del Comune di Camerota», pilotandole verso società con a capo imprenditori collegati agli amministratori, da amicizia, vincoli di parentela o comuni interessi economici. E ciò viene fuori dalle intercettazioni ambientali e telefoniche. I carabinieri, infatti, con l’aiuto degli investigatori della procura, aveva posizionato cimici e micro camere un po’ ovunque, anche all’interno degli uffici del sindaco e degli Affari generali.

Il regista Ed è proprio quest’ultima stanza – secondo gli inquirenti – che fungeva da «cabina di regia». Antonio Troccoli, conosciuto in paese come Pitto, papà di Ciro, all’epoca dei fatti consigliere comunale, era colui che decideva «il bello e il cattivo tempo». «L’assunzione di un ruolo apicale e operativo in tutti gli affari illeciti curati dall’organizzazione e nei più significativi settori dell’organizzazione amministrativa del Comune – scrivono i magistrati nelle oltre 300 pagine dell’ordinanza – fa dell’ex funzionario non solo il principale artefice, insieme a Romano, dei crimini commessi in seno alla macchina burocratica, ma anche uno dei più importanti custodi delle condotte illecite poste in essere dagli altri dipendenti». Troccoli, a Camerota, negli anni addietro, ha ricoperto il ruolo di sindaco, per poi cedere lo ‘scettro’ politico al figlio, Ciro, tra i fautori della lista ‘La Sveglia’, quella che nel 2012 ha vinto le amministrative. La stessa che, oggi, si trova (quasi per intero) impelagata in un guaio giudiziario che si allarga a macchia d’olio. E Troccoli senior, tra i non candidati di quella lista, sarebbe – secondo chi ha indagato sul caso – «tra i principali artefici delle pressioni esercitate sui dipendenti comunali affinchè venissero sistemate le carte prima della loro consegna ai carabinieri o al funzionario incaricato dalla Ragioneria dello Stato».

IL FOTORACCONTO DELL’OPERAZIONE

Le intercettazioni Accade così che le persone «scomode», quelle che «non si fanno i fatti loro», vengono allontanate dal Comune. E’ il caso del ragioniere Cetrola, ritenuto «non corrutibile». «Questo non guarda in faccia a nessuno» dice Troccoli all’allora sindaco Romano. Poi si rivolge al figlio, Ciro: «Se ne deve andare viaaaa… se ne deve andare, non è possibile… questo si è messo qua a fare il professore, non è buono». Nelle intercettazioni pubblicate dal quotidiano La Città di Salerno, compare anche quella di Romano che, sempre riferendosi alla posizione di Cetrola, dice: «Noi abbiamo bisogno di uno che firma, non di uno che sa…perchè di gente che sanno qua. Ne sappiamo più noi che….abbiamo bisogno di uno che se gli diciamo che deve fare A, deve fare A…». «Se quello comincia a fare questioni, io metto la situazione in mano a mio figlio Ciro che chiama l’ufficio stampa e praticamente uscirà sui giornali, sui quotidiani  che è stato fatto fuori il ragioniere ecc ecc…qualsiasi altro Comune se lo vedrà prima o poi…». E Pitto rincara la dose: «Gli conviene. Basta, perchè sennò credo che nessuno lo prenderà più, non so se mi spiego».

CALCAGNILE, CAPITANO CARABINIERI: «TECNOLOGIA FONDAMENTALE»

Secondo quanto raccolto dagli inquirenti, Troccoli sarebbe «il principale artefice nel pilotare tante gare d’appalto. Come ad esempio l’affidamento dei servizi cimiteriali a Vincenzo Bovi e Fernando Cammarano oppure la cooperativa ‘San Marco’ gestita da M.D.D., fratello dell’allora vicesindaco Michele, raggiunto dalla misura cautelare dei domiciliari. Sotto la lente di ingrendimento della procura sono finite anche le società partecipate in seno all’ente e cioè ‘La Calanca srl’, gestrice dei parcheggi, e ‘La Marina de il Leon di Caprera srl’. A capo della prima c’era Giancarlo Saggiomo, presidente della seconda era l’architetto Antonietta Coraggio. E sempre Antonio Troccoli – si legge tra le carte firmate dal gip – «è artefice di un escamotage per aiutare l’amico M.C., avvocato». Troccoli, per C., è disposto ad «attestare falsamente l’esistenza di un contratto per l’affidamento di un incarico professionale del 24 dicembre 2012 stipulato dal Comune a seguito di selezioni per titoli e disponendo il pagamento di oltre 11 mila euro al professionista quale corrispettivo di prestazioni lavorative non documentate per l’anno 2015».

PARLA IL PROCURATORE RICCI: «SISTEMA CRIMINALE»

Dalle colonne de ‘La Città’, inoltre, si evince come Troccoli sarebbe intervenuto per salvare l’emittente televisiva locale «dove prestava servizio in qualità di direttore responsabile il figlio Ciro, nonchè consigliere comunale. Secondo gli inquirenti Troccoli insieme al sindaco, al figlio e con la collaborazione di un dipendente comunale, avrebbe alterato il registro delle delibere per inserire atti falsi per sanare una situazione riguardante la postazione sul monte Sant’Antonio».

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Arresti Camerota, dall’alba alla procura: il fotoracconto

di Luigi Martino

Era ancora buio quando le gazzelle dei carabinieri della compagnia di Sapri, diretta dal capitano Matteo Calcagnile, e i carabinieri della stazione di Camerota, diretti dal comandante Francesco Carelli, hanno attraversato il porto di Marina di Camerota. Sono scattate molto presto, alle 4.30 circa, le perquisizioni domiciliari e le notifiche degli avvisi firmate dal gip del tribunale di Vallo della Lucania e indirizzate alle 12 persone raggiunte da misure cautelari. I nomi di ex politici, ex funzionari, dipendenti e imprenditori, perlopiù di Camerota, ma anche di Vallo della Lucania e Torre Orsaia, sono finiti nelle trecento pagine dell’ordinanza firmata dal giudice per le indagini preliminari Sergio Marotta. La procura ha smascherato un sistema «fitto», fatto di «favori» e «ritocchi». Le automobili dei carabinieri hanno lasciato Camerota intorno alle 6 del mattino. E’ stato in quel momento che i cittadini si sono accorti che il buongiorno, oggi, sarebbe stato diverso. Le sirene hanno accompagnato per un breve tratto la carovana che si è diretta verso Sapri. Le persone coinvolte sono arrivate in via Kennedy, negli uffici della compagnia dei carabinieri, intorno alle 6.30. Da lì un lungo via vai di auto, avvocati, forze dell’ordine e curiosi. Tre ore e mezza dopo, ultimata la procedura di rito e completata la documentazione, tre persone sono state accompagnate in cella a sirene spiegate insieme ad altre tre finite ai domiciliari. La metà delle persone raggiunte da misure cautelari, invece, ha il divieto di dimora a Camerota. Sono le 10. Solo due ore più tardi, negli uffici della procura della Repubblica di Vallo della Lucania, il comandante provinciale dell’Arma, Antonino Neosi, il procuratore capo Antonio Ricci e il capitano Matteo Calcagnile, hanno incontrato i giornalisti per una conferenza stampa rapida ma ricca di retroscena. Termina così questa giornata «difficile» per Camerota. Con queste immagini che affollano i tg nazionali e i nomi di ex sindaci che campeggiano in grassetto sulle testate di ogni regione.

I carabinieri della compagnia di Sapri – FOTO ARCHIVIO
La caserma dei carabinieri della compagnia di Sapri

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Arresti Camerota, procuratore Ricci: «Collaudato sistema criminale»

di Luigi Martino

Intercettazioni ambientali e telefoniche, appostamenti, incroci di dati, telecamere nascoste all’interno dell’ufficio dell’allora sindaco di Camerota, Antonio Romano, per ricostruire un «quadro difficile» ma che questa mattina porta alla luce un «sistema criminale collaudato». Lo definisce così Antonio Ricci, capo procuratore di Vallo della Lucania, a margine della conferenza stampa che ha tenuto lui stesso, insieme al comandante provinciale dell’Arma Antonino Neosi e al capitano della compagnia dei carabinieri di Sapri Matteo Calcagnile. Dodici le misure cautelari: tre persone sono finite in cella e altrettante ai domiciliari. Secondo gli inquirenti anche i parcheggi e gli ormeggi del porto venivano utilizzati per il pagamento di tangenti. Di seguito l’intervista al procuratore Ricci.

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Blitz all’alba a Camerota: politici, funzionari e dirigenti agli arresti

di Marianna Vallone

I carabinieri del comando provinciale di Salerno e della compagnia di Sapri, diretti dal capitano Matteo Calcagnile, con la collaborazione dei militari della stazione di Camerota, diretti dal maresciallo Francesco Carelli, hanno dato esecuzione a 12 misure cautelari ed eseguito contestualmente 19 perquisizioni domiciliari e personali nei confronti di persone dell’amministrazione comunale di Camerota fino al 2017. Le misure, in carcere e ai domiciliari, sono state emesse dalla Procura di Vallo della Lucania per la presunta esistenza e piena operatività al Comune di Camerota di un’associazione per delinquere dal 2012 al 2017, finalizzata – secondo la Procura vallese – alla commissione di un numero indefinito di reati contro la pubblica amministrazione e la fede pubblica. L’indagine dei carabinieri muove da un controllo sulla vicenda da parte di funzionari pubblici del comune di Camerota legata ai proventi della tassa dell’occupazione di spazi ed aree pubbliche, la Tosap. «Dalle prove documentali delle intercettazioni – come spiegano gli investigatori – sarebbe emersa l’esistenza di un “collaudato sistema comunale” basato su logiche affaristiche e clientelari, funzionale alla spartizione illecita degli appalti a favore di imprenditori  amici in un circolo vizioso ed impenetrabile, a discapito dell’efficienza, trasparenza e buona organizzazione dell’azione amministrativa». Dalle indagini sarebbe risultato che «a monte di tale sistema si stagliasse una vera e propria struttura associativa in grado di effettuare una indebita interferenza sull’operato dell’autorità pubblica sovrapponendo e perseguendo i propri fini, utilizzando la struttura pubblica». Secondo le indagini ciò avrebbe «garantito la spartizione delle gare  d’appalto comunali, indirizzate a favore  di società riferibili agli stessi amministratori  o comunque a soggetti compiacenti  e “vicini” all’amministrazione comunale». Nell’indagine, denominata ‘Kamaraton’, i militari hanno ricostruito numerosi episodi di corruzione, peculato, abuso d’ufficio, falso in atto pubblico, appalti truccati e distrazione di denaro ad opera di un ex sindaco ex assessori ed ex consiglieri del Comune di Camerota per un totale di 38 capi d’accusa. Secondo quanto emerso dalle indagini, inoltre, si tratta «di un sistema grezzo ma estremamente efficace; per i peculati per esempio veniva rilasciata “regolare ricevuta”, una condotta indicativa della sostanziale anarchia che regnava nell’ente comunale di Camerota, dove la gestione dell’apparato amministrativo era totalmente svincolata dalle regole in materia e soggiaceva esclusivamente al volere degli associati». La finalità era quella della conservazione del potere, “un affare per pochi amici”, scrive la Pg che ha indagato. Alcuni dettagli dell’operazione e dell’indagine sono stati resi noti questa mattina nel corso della conferenza stampa presso la procura del tribunale di Vallo della Lucania, a cui hanno partecipato il procuratore capo Antonio Ricci, il comandante dei carabinieri del Comando provinciale di Salerno, il colonnello Antonino Neosi e il capitano di Sapri Matteo Calcagnile secondo il quale «gli amministratori utilizzavano le casse comunali come bancomat, per spese private con fatture false». In cella sono così finiti l’ex sindaco all’epoca dei fatti Antonio Romano; Fernando Cammarano, allora consulente della società portuale “La Marina de il Leone di Caprera Srl” e convenzionato con l’ufficio Ragioneria; Rosario Abbate, ex assessore. La misura cautelare degli arresti domiciliari è stata applicata, invece, nei confronti di Antonio Troccoli, anche lui in passato ex sindaco e all’epoca dei fatti capo di gabinetto; suo figlio, Ciro Troccoli, ex consigliere comunale; Michele Del Duca, ex vicesindaco e medico tuttora in servizio all’ospedale San Luca di Vallo della Lucania. Coinvolta nell’inchiesta anche la vicesindaca del Comune di Vallo della Lucania, Antonietta Coraggio, in qualità di funzionario del Comune di Camerota e di presidente all’epoca dei fatti della società portuale “La Marina de il Leone di Caprera Srl”. Per lei è scattato il divieto di dimora a Camerota e di interdizione per un anno dai pubblici uffici. Analogo provvedimento è stato applicato anche nei confronti di Lorenzo Calicchio, dipendente comunale, e di Mauro Esposito, ex responsabile dell’ufficio Finanzario del Comune. Infine, divieto di dimora a Camerota e obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria per Giancarlo Saggiomo, all’epoca presidente di gestione dei parcheggi “La Calanca Srl” e attualmente segretario della Lega Nord a Camerota; Vincenzo Bovi e Vincenzo De Luca, residenti a Camerota e gli unici a non aver alcun ruolo all’interno della pubblica amministrazione
I carabinieri della compagnia di Sapri

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Camerota, niente più bottigliette a scuola: ogni bambino la sua borraccia

di Redazione

Prosegue nelle scuole dell’infanzia e primarie del Cilento e Vallo di Diano il progetto “Acqua sì…ma Plastic free”, promosso da Consac gestioni idriche spa, Legambiente Campania e dal Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni, per sensibilizzare i ragazzi ad un corretto utilizzo dell’acqua potabile, limitando la circolazione di plastica e di prodotti monouso. Questa mattina Maria Rosaria Pirfo del Consac, ha fatto visita all’istituto comprensivo di Camerota. L’esperta è stata accolta dalla dirigente scolastica Rosanna Casalino e accompagnata dall’assessore alla Cultura Teresa Esposito e dall’assessore alla Pubblica istruzione Vincenza Perazzo.

Quattro in tutto gli incontri, per toccare gli istituti di tutte le frazioni del Comune di Camerota: Licusati, Camerota, Marina di Camerota e Lentiscosa. Per l’occasione gli alunni hanno ricevuto borracce in alluminio riutilizzabili da riempire con l’acqua di rubinetto, allo scopo di limitare l’utilizzo delle bottigliette in plastica, anche dopo le recenti norme approvate dalla Commissione Europea per ridurre i rifiuti marini e in base alle quali già da quest’anno sono messe al bando cannucce, bicchieri e stoviglie in plastica monouso. Maria Rosaria Pirfo, responsabile del progetto del Consac Gestioni idriche, ha parlato agli studenti dell’importanza del riciclo, del ciclo integrato delle acque e delle buone pratiche per il rispetto dell’ambiente. Poi la proiezione di alcune slide, una chiacchiera sull’attivista Greta Thunberg e qualche domanda tra i banchi delle classi.

Il programma “Acqua sì…ma Plastic free” coinvolge attivamente 13.000 alunni delle scuole del territorio a cui, nell’ambito di attività e percorsi didattici specifici, vengono distribuite altrettante borracce in alluminio riutilizzabili. Con questa azione informativa e di sensibilizzazione si stima un abbattimento di circa 10 milioni di pezzi di plastica, in un solo anno, nel territorio del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.

«E’ fondamentale l’utilizzo di queste borracce e la sensibilizzazione tra i banchi di scuola – ha dichiarato l’assessore Perazzo – bisogna partire dal basso per trasmettere le buone pratiche volte alla tutela dell’ambiente e, soprattutto, nel nostro caso, del mare». «L’area marina protetta Costa degli Infreschi – ha aggiunto l’assessore Esposito – è un punto di riferimento forte per Camerota. Noi la stiamo utilizzando un po’ come esempio, partiamo da lì e da iniziative di questo genere per cercare di cambiare un po’ le abitudini malsane che abbiamo ereditato». «E’ in programma una grande festa a conclusione di questo grande lavoro che come Consac, insieme al Parco, Legambiente e ministero dell’Ambiente, abbiamo portato avanti in questi mesi – chiosa Pirfo -. E’ importantissimo parlare con i bambini e far capire loro determinati concetti. Oggi bellissima giornata qui a Camerota. Sono molto soddisfatta».

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Camerota, danneggiate le giostre per i portatori di handicap

di Redazione

Atti vandalici a Licusati, frazione di Camerota. Il parco giochi è stato preso di mira da alcuni ragazzi che – come riferiscono testimoni oculari – di notte avrebbero smantellato le giostre del parco giochi. Il dondolo per i portatori di handicap e le altalene, erano state acquistate l’anno scorso dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Mario Salvatore Scarpitta. Questa mattina, sul posto, è intervenuto l’assessore Giovanni Saturno che ha ordinato di inibire al pubblico l’utilizzo dei giochi perchè «danneggiati e pericolosi». «Questo è un atto vergognoso – ha sottolineato il primo cittadino – poi ci lamentiamo che le cose non funzionano e gli sforzi degli amministratori vengono vanificati dai vandali. Purtroppo le risorse sono risicate e adesso bisognerà attendere affinché si creino i presupposti necessari per poter riparare le giostre o addirittura acquistarne delle nuove». «Ogni giorno combattiamo a Licusati come nelle altre frazioni per sistemare i problemi, dal più piccolo al più grande – aggiunge l’assessore Saturno – per tenere il paese in ordine e per far sì che tutto funzioni al meglio, abbiamo bisogno dell’aiuto dei cittadini e non di questi gesti che non portano a nulla se non a privare dei servizi alla comunità».

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Camerota, l’esercito dei ragazzi per proteggere le dune della Cala del Cefalo

di Luigi Martino

Un marinaio della capitaneria di porto aiuta uno studente a raccogliere i rifiuti sulla spiaggia di Cala del Cefalo. Siamo in località Mingardo, a Marina di Camerota. Di fronte a noi c’è la storica grotta del Ciclope; dall’altro lato, invece, Capo Palinuro osserva tutti senza aprire bocca. ‘Se non partecipo produco un rifiuto’. Ho sempre pensato che gli hashtag servissero a poco e invece eccomi smentito. Sull’invito che Raffaele Esposito ha inviato alla stampa, quel cancelletto mi ha spinto ad essere presente. Sì, per lavoro, è vero, ma anche per altro. «Siamo anni che lottiamo e cerchiamo di far capire a tutti quanto sia importante applicare le buone norme per la salvaguardia delle spiagge del Cilento e non solo» sottolinea il presidente Cab Esposito mentre distribuisce pettorine gialle, cappelli, guanti e sacchi. Wwf e Legambiente hanno promosso questa giornata e hanno vestito una parte dei trecento studenti giunti da Roma per conoscere meglio questo lembo di sud.

Hanno passato qualche giorno in compagnia di Gennaro Attanasio e della sua ciurma. Lui è presidente di Cilento a Vela, mentre gli studenti frequentano le superiori nella Capitale. Hanno appreso le tecniche marinaresche e i trucchi per comporre nodi d’ogni genere. E oggi sono qui, non in acqua questa volta, ma a pochi passi, per difendere le dune (zona Sic, sito interesse comunitario) e per dare un segnale forte alle istituzioni, ai turisti e ai cittadini. E’ presente anche la capitaneria di Marina di Camerota insieme a quella di Palinuro, con il comandante Giovanni Paolo Arcangeli e il comandante Sandro Desiderio. Insieme a loro i carabinieri del maresciallo Francesco Carelli e un po’ di giornalisti.

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In mezza mattinata gli alunni e i volontari hanno raccolto decine di sacchi dell’immondizia. E mentre li sistemavano per trasportarli altrove, dove meritano, è spuntato il presidente del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Tommaso Pellegrino si è complimentano con tutti e ha sottolineato alcune cose molto importanti: «Spero che queste immagini arrivino a tutti quei delinquenti che si permettono di abbandonare i rifiuti in una delle zone più belle del nostro territorio. Complimenti a chi ha organizzato questa giornata ma soprattutto a voi ragazzi, protagonisti di questo gesto estremamente forte». Presente anche Vincenza Chiera, esperto ambientalista.

L’evento è stato promosso dalla Cab. Dopo la giornata di educazione ambientale e la pulizia della duna Sic della Cala del Cefalo, alunni, istituzioni e volontari si sono spostati presso lo stabilimento balneare Playa el Flamingo per una campagna di sensibilizzazione plastic free e la chiusura dei lavori con successivo rinfresco. Brindisi dedicato al Cilento e via. Appuntamento al prossimo gesto d’amore.

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Sabato la carica dei 300 piccoli miti sul porto di Camerota

di Luigi Martino

Si terrà sabato 11 maggio 2019, alle ore 16.00, la settima edizione della MiniMito, la gara per i bambini organizzata dall’associazione Tuttinsieme. L’evento sportivo rientra nella decima edizione della Corsa del Mito, la quindici chilometri che alle 17.30 parte dal porto turistico di Palinuro per raggiungere quello di Marina di Camerota. Quest’anno boom di iscritti per la MiniMito. Saranno oltre 300 i bambini al via. Logicamente divisi per categorie e sesso. I più piccoli non hanno nemmeno compiuto i tre anni di età. Sono nati nel 2016 e avranno sicuramente bisogno della guida dei genitori per raggiungere il traguardo. Pochi metri ma tantissime emozioni. Poi i piccoli di 4, 5 anni, fino a i più grandi, quelli nati nel 2005. Il percorso, per loro, sarà più lungo. Ai piccoli verrà consegnata una medaglia e uno zainetto Legea, sponsor tecnico dell’evento, con all’interno una gustosa merenda, un cappellino e un k-way, oltre alla t-shirt che utilizzeranno per gareggiare. «La MiniMito è un ottimo strumento per far avvicinare i bambini al podismo – sottolineano un gruppo di atleti che prenderanno parte alla Corsa del Mito – raggiungiamo Marina di Camerota ogni anno per partecipare alla gara e da quando sono nati i nostri bambini lo facciamo ancora con più voglia, veder correre anche loro è uno spettacolo». La locandina dell’evento:

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Muore mentre guida, vittima un 55enne di Lentiscosa

di Marianna Vallone

Hanno tentato di rianimarlo fino all’arrivo dell’ambulanza quando poi i sanitari hanno fatto il possibile. Sono stati attimi di angoscia, ma per un 55 enne di Lentiscosa non c’è stato più nulla da fare. La tragedia si è consumata sabato pomeriggio intorno alle 17:00 sulla strada che collega Marina di Camerota al capoluogo. Un operaio era a bordo del camion con un giovane collega quando all’improvviso ha perso il controllo del volante. A colpirlo è stato molto probabilmente un infarto. L’uomo ha via via perso il controllo della vettura. Non ha avuto nemmeno il tempo di frenare. Il ragazzo al suo fianco ha cercato di prendere in mano il volante per evitare che il mezzo finisse invece rovinosamente nel burrone e poi ha chiamato immediatamente aiuto. I due stavano trasportando il materiale per montare il palco per una manifestazione, quando il 55enne ha avvertito il malore. Una disgrazia imponderabile, che ha strappato il 55enne alla vita sotto gli occhi del giovane.

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Cilento, discoteca troppo piena: 2 mila giovani rispediti a casa

di Redazione

E’ accaduto nella notte di Pasqua, a Caprioli, tra Pisciotta e Palinuro. E’ accaduto dopo i fatti di Corinaldo, dove nel dicembre scorso, a causa di uno spray urticante e del sovrannumero di presenze nel locale notturno con ospite il trapper Sfera Ebbasta, sono morte 6 persone e tante altre sono rimaste ferite. Tra sabato e domenica, infatti, era in programma, in un noto locale della movida notturna del basso Cilento, una notte in discoteca all’insegna del divertimento sulle note di un dj latino americano, tra i più accreditati nel suo genere. Sono arrivati in treno i giovani che soggiornano tra Palinuro e Marina di Camerota. Sono arrivati anche in auto e anche a bordo di pullman organizzati ad hoc per il lungo ponte di Pasqua. Tantissimi questa notte avevano scelto, dopo i pre serata nei locali del centro delle due cittadine cilentane, di raggiungere la discoteca di Caprioli. Sorpresa amara, però, per le comitive di ragazzi. All’esterno del locale sono stati bloccati dalle forze dell’ordine, dai vigili del fuoco e dagli ispettori dell’Asl. Via con i controlli. I minorenni sono stati rispediti direttamente a casa. Chi ha superato la soglia dei 18 anni è stato fatto accomodare all’interno. Ma non tutti però: la capienza massima del locale in questione – per legge – non supererebbe le 500 unità. Il resto della folla, circa due mila persone, sono state rispedite a casa. I pullman hanno fatto rientro ad Avellino e Salerno. I giovani che alloggiano sul territorio, invece, si sono riversati di nuovo tra le strade di Palinuro e Marina di Camerota. All’esterno si sono registrate anche risse. Presenti le ambulanze del 118. Per la serata di Pasqua e per il pomeriggio di Pasquetta sono in programma altre date nei locali della movida.

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Camerota abbraccia il medico di Lampedusa: lacrime e silenzi tra i banchi della chiesa

di Luigi Martino

Una donna ben vestita si asciuga le lacrime che, goccia a goccia, disegnano rivoli di tristezza sul suo viso. Il marito, capelli bianchi e cappotto abbinato alla coppola, le stringe forte la mano sinistra. E così succede alle loro spalle, alla coppia che cammina calpestando le loro ombre. «Perché quei bimbi fanno quella fine lì?». Lo chiede ad alta voce una ragazzina con il volto ricoperto da lentiggini. Frequenterà la terza elementare, forse la quarta. E la mamma non sa’ manco darle una risposta. E’ difficile. Lo sappiamo anche noi. Pietro Bartolo ha da un paio d’anni superato la soglia dei sessanta. Ha gli occhi che parlano e il cuore tanto grande da far fatica a varcare il portone possente della chiesa della parrocchia di Sant’Alfonso. Il clima, sulla piazza centrale di Marina di Camerota, che porta il nome del suo Santo Patrono, Domenico, è pesante. L’ultima volta che mi sono sentito così, personalmente, è quando mi sono voltato per osservare quel cancello orribile del campo di concentramento di Dachau. Ero in Germania. Era prima del 3 ottobre del 2013. Prima della grande tragedia di Lampedusa, dove persero la vita 368 persone. «Non migranti – spiega Bartolo – ma persone». Lui è stato sempre lì, sul molo di quell’isola che «forse Dio ha posizionato appositamente lungo la rotta dei ‘barconi della morte’». Quell’isola divenuta un’ancora di salvezza, una zattera in mezzo a quel mare che troppe volte si colora di rosso. Rosso come il sangue dei migranti. Rosso come il sangue dei bianchi, come quello dei neri. Come quello di tutti. Pietro Bartolo è arrivato a Marina di Camerota per raccontare la sua storia. Una storia fatti di incubi e sorrisi. «Ho visitato più di 350 mila persone ma, nello stesso tempo, sono il medico che al mondo ha effettuato più esami cadaverici di tutti» ha detto. Bartolo è amico di Vincenzo Rubano, giornalista de ‘La Repubblica’ che è stato a Lampedusa per raccontare il fenomeno dei migranti. Rubano lo ha ospitato a Camerota e gli ha consegnato il premio Nassirya per la Pace. In chiesa, nel pomeriggio della domenica delle Palme, c’era anche il sindaco di Camerota, Mario Salvatore Scarpitta, visibilmente commosso e provato dai racconti di Bartolo. Poi don Gianni Citro, parroco di Marina di Camerota; Mons. Antonio De Luca, vescovo della diocesi di Teggiano-Policastro; Angelo Vesto, tenente colonnello dell’esercito italiano. E tra i banchi Giovanni Paolo Arcangeli, comandante della capitaneria di Porto di Palinuro; Carmelo Stanziola, vicepresidente della Provincia di Salerno e sindaco di Centola; Francesco Carelli, comandante dei carabinieri della stazione di Camerota; i ragazzi ospiti del centro di accoglienza Sprar di Torre Orsaia; Gino Marotta, sindaco di Celle di Bulgheria. Una chiesa gremita. Un incontro che si è trasformato in un’esperienza di vita bellissima, intensa, vera. Pietro Bartolo, medico di Lampedusa e protagonista del film Fuocoammare, ha presentato il suo libro alla platea silenziosa ma, momenti più toccanti, sono stati gli attimi in cui Bartolo ha mostrato a tutti cosa avviene a Lampedusa. «Questa isola di pescatori, di gente di mare, proprio come voi. Marina di Camerota assomiglia molto a Lampedusa per conformazione del territorio e profumi – ha detto -. Mi scuso con voi se non ho avuto la possibilità di conoscere già prima questa terra». Bartolo ha lasciato qualcosa di forte a tutti, qualcosa di crudo. E quando il tempo è ‘scaduto’, ha pregato tutti di stare attenti e di prendere con le pinze quello che «alcuni soggetti vogliono venderci per vero ma che poi, alla fine, vero non è». E mentre Bartolo racconta provato storie orribili, alle sue spalle, sullo schermo, si aiuta con il pc per proiettare immagini forti. Sacchi con le cerniere, parti arrangiati, cordoni ombelicali legati con i lacci delle scarpe, file interminabili di bare, vite perse a decine di metri di profondità, soccorritori-eroi e cadaveri. Cadaveri piccoli, cadaveri grandi, montagne di cadaveri. Vite spezzate troppo in fretta. «Crimini di cui questo mondo è responsabile» ha chiosato il medico. Un lungo applauso, la consegna del premio e la consapevolezza che questa storia, per un tempo non definito, resterà a lungo dentro ognuna di quelle facce che hanno incrociato quegli occhi. Gli occhi di Pietro che, in fondo, sono gli stessi di tutte quelle persone che scappano dalla paura, dalla fame, dalla guerra, dalle pistole, per incontrare, sfortunatamente, la morte altrove. Nel nostro mare.

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Cemento in mezzo alla natura: scempio sui sentieri dell’area marina protetta

di Luigi Martino

«Siamo nel Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, lungo la costa Cilentana in area Sic (sito interesse comunitario) e Zps (zona di protezione speciale), alle pendici del Monte Bulgheria, in prossimità di Cala del Pozzallo nel comune di Camerota, lungo il sentiero Tpc della Carta dei Sentieri del Parco tav 9, lungo il sentiero E 12(un sentiero immaginario nella testa di qualcuno, un buon cavallo di troia)». Inizia così la denuncia social di Francesco D’Alessandro, una guida escursionistica conoscitore del Cilento. E’ lui a denunciare lo scempio che ignoti hanno messo in atto lungo i sentieri che conducono all’area marina protetta degli Infreschi e della Masseta.
«Un itinerario adatto a tutti i Merenderos di buona volontà. Un itinerario che mostra le bellezze della costa Cilentana e di cosa sia questo territorio che è il Parco. Un itinerario su cui gira, tutta l’industria del turismo slow del territorio, super richiesto, super gettonato – continua D’Alessandro -. Non so, se riesco a spiegarmi! E nessuno vede nulla, anche i cosiddetti ‘trekker’ o escursionisti ‘che dovrebbero essere, i primi fautori della difesa della bellezza dei luoghi a favore delle generazioni future’. Venti anni fa Ernesto Galli della Loggia in un suo libro sull’identità italiana si chiese: su cosa di fonda la nostra nazione? La risposta fu semplice: sulla bellezza. Aggiunge: fondata sul matrimonio fra una natura straordinaria e la straordinarietà del genio italiano. Allora chiedetemi perché mi incazzo?». Alla denuncia D’Alessandro ha allegato anche alcune immagini che vi proponiamo di seguito.

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Beach Litter, 5 spiagge del Cilento monitorate da Legambiente

di Luigi Martino

Anche quest’anno il circolo Legambiente Ancel Keys Torchiara – Alto Cilento sarà impegnato nell’iniziativa “Beach Litter” che prevede il monitoraggio dei rifiuti spiaggiati. L’indagine è condotta annualmente da Legambiente. Il circolo di Torchiara, quest’anno, monitorerà 5 spiagge della costa del Cilento: la spiaggia di Grotta della Cala a Camerota, la famosa spiaggia delle Saline a Palinuro, la spiaggia Piano di Velia di Marina di Ascea, la spiaggia del Lungomare di Agnone e la spiaggia del lungomare di Ogliastro Marina. Nel 2018 i materiali più trovati sulle spiagge della Campania sono stati plastica, carta e mozziconi di sigarette. «Rinnoviamo ogni anno il nostro impegno per questa importante iniziativa – afferma Adriano Maria Guida, presidente del Circolo – le spiagge sono il nostro patrimonio più importante e i rifiuti danneggiano l’ambiente più di quanto possiamo immaginare. I dati ci rivelano che l’utilizzo quotidiano di plastica e carta non va di pari passo con un adeguato smaltimento. Grazie a queste iniziative possiamo ricordare che il pianeta deve essere tutelato dai suoi abitanti perché la natura è il bene più importante che abbiamo».

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Città della pizza, i migliori pizzaioli a Roma: c’è anche Pasquale De Luca

di Luigi Martino

Da oggi, venerdì 12, a domenica 14 aprile, va in scena a Roma La Città della Pizza 2019 – format ideato da Vinòforum e realizzato con la collaborazione di Ferrarelle – il più importante evento dedicato al prodotto simbolo del Bel Paese. Quest’anno prenderà parte all’evento anche Pasquale De Luca, unico cilentano. Dopo l’enorme successo delle prime due edizioni, ad ospitare la manifestazione sarà una location tutta nuova, la più grande della Capitale, con oltre 6.000 metri quadri in un unico ambiente: stiamo parlando di “Ragusa Off” di via Tuscolana 179, finita di ristrutturare da pochissimo.

Ed è qui che si alterneranno i migliori pizzaioli d’Italia, rappresentanti delle diverse scuole dal Nord al Sud dello Stivale e selezionati dal team di autori composto da Emiliano De Venuti, ideatore de La Città della Pizza e Ceo di Vinòforum, dai giornalisti Luciano Pignataro, Luciana Squadrilli, Tania Mauri e dal maestro pizzaiolo Stefano Callegari. I criteri per la selezione sono stati, come ogni anno, quelli enunciati nel “manifesto” dell’evento (www.lacittadellapizza.it/il-manifesto), ovvero passione, qualità, ricerca, cura e attenzione per tutte le fasi della produzione. In prima fila ci saranno le cosiddette “case”, le 12 pizzerie suddivise nelle categorie “Napoletana”, “All’italiana”, “A degustazione”, “Romana”, “Al taglio”, “Fritta” e “Senza Glutine”. Le case proporranno un menù composto da tre diversi tipi di pizza: margherita o marinara, un cavallo di battaglia e una special edition creata appositamente per l’evento, per un totale quindi di oltre 100 pizze differenti fatte da ben 34 maestri pizzaioli. Alle case della pizza si aggiungerà una postazione speciale dedicata ai “Fritti all’italiana”, che vedrà un interprete diverso per ogni giornata. Per ogni pizza ci sarà un abbinamento da sperimentare, a partire da quelli con la Birra Artigianale firmata Baladin e i vini biologici marchigiani dell’Azienda Vitivinicola Ciù Ciù. Ma non finisce certo qui.

Pasquale De Luca, dunque, prenderà parte all’evento. Lui, discendente da una famiglia di pizzaioli, è di Licusati, frazione di Camerota. Pasquale a 12 anni già aveva le mani impiastricciate di farina. A 14 lascia il papà per lavorare con lo zio Gerardo, in una pizzeria a Licusati. Dopo l’esperienze nel suo paese d’origine, cambia diversi locali, lasciando sempre la sua impronta di genuinità e semplicità. Nel 2013 sbarca a Palinuro, alla pizzeria ‘Da Isidoro’, dove tuttora lavora come responsabile della pizzeria. «Voglio ringraziare in modo particolare i miei datori di lavoro, Gianni e Pina – dichiara Pasquale De Luca – loro mi hanno accolto come un figlio e mi hanno permesso una crescita professionale mettendomi a disposizione le migliori materie prime per lavorare».

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Finalmente Marina di Camerota ha il suo circolo della federazione italiana vela

di Luigi Martino

«Una grande emozione. Il mio sogno da piccolo era avere una piccola barca, ora abbiamo un circolo velico! Dico abbiamo perché per tutti da oggi c’è La possibilità di cimentarsi nel mondo della vela. Dietro questo circolo ci sono Tanti sacrifici e il lavoro di tante persone. Un grazie di cuore va alla famiglia Volpe per aver concesso il loro villaggio come base, a Francesco lo Schiavo presidente V zona FIV. Ad Antonio Grazioso Florto per la promozione in tutta Italia del progetto velascuola e a Giuseppe Orlando. Se siamo arrivati a tutto questo è soprattutto grazie alla mia squadra, prima di tutto uomini e donne di carattere, poi istruttori e collaboratori di grande livello. Prima mia moglie, Felicia. Il direttivo, Michele De Giovanni, Simone Stolfo, Mattia Bozza, Rosa Palumbo, Francesco Russo, Marco Grasso, Enrico di Lauro, Erick Bar». E’ il commento di Gennaro Attanasio, presidente del circolo velico inaugurato giovedì pomeriggio al villaggio dell’Isola di Marina di Camerota alla presenza del sindaco, Mario Salvatore Scarpitta, del comandante della guardia costiera Sandro Desiderio, del presidente Fiv V zona Francesco Lo Schiavo, della famiglia Volpe proprietaria della struttura, di tutta la squadra di Cilento a Vela e della cittadinanza. Don Gianni Citro ha benedetto la targa. Poi un saluto da parte dei protagonisti di un bel pomeriggio all’insegna della cultura marinaresca e dello sport. Alla fine un brindisi per tutti e un applauso a questo gruppo di giovani che ogni anno cresce sempre di più nello spirito di una collaborazione con l’amministrazione e la cittadinanza per il bene di Marina di Camerota e dei suoi ospiti.
 

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A Marina di Camerota il seminario professionale dedicato agli operatori turistici

di Luigi Martino

Si è concluso martedì 9 aprile il seminario di aggiornamento professionale organizzato dal Consorzio Cilento di Qualità, a cura di Enza Roberto, housekeeping trainer, e di Hygan, azienda leader nel settore dell’igiene, produttrice di una vasta gamma di prodotti sostenibili di altissima qualità, privi di componenti chimici dannosi per l’ambiente. L’azienda è stata rappresentata da Giuseppe Abbiento, coordinatore delle vendite Campania. Enza Roberto è molto conosciuta ed apprezzata tra gli operatori turistici, punto di riferimento di chi, come in questa occasione, sceglie di puntare all’eccellenza nell’ospitalità: sono tanti i corsi di formazione che il Consorzio Cilento di qualità propone, in virtù di una politica diretta a migliorare gli standard qualitativi in merito all’ospitalità. Enza Roberto, oltre ad avvalersi di una lunga carriera a cinque stelle (citiamo uno per tutti: hotel Cristallo di Cortina, cinque stelle lusso) possiede la dote non comune di trasmettere la sua esperienza e i suoi insegnamenti con passione ed entusiasmo, creando fin dalle prime battute un ambiente sereno ed empatico tra i partecipanti che giungeranno a quel livello professionale di alta qualità cui tutte le strutture ricettive ambiscono, con una carica motivazionale in più.
Il corso è dunque completo e mirato al raggiungimento del metodo per la cura delle camere e degli ambienti comuni, arricchito dai tanti aneddoti appartenenti alla vita professionale della signora Roberto, da consigli, strategie e tecniche che torneranno utili a tutti coloro che vorranno fare dell’housekeeping quella professione che avrà sempre a cuore il benessere e la cura dell’ospite e della casa.  «L’eccellenza del servizio rende l’ospite grato», con la sua celebre chiosa, Enza Roberto porge un garbato arrivederci. Il primo incontro termina qui, a Casa di Paolo-Casa di charme a Marina di Camerota.

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A Marina di Camerota l’inaugurazione del circolo della Federazione italiana vela

di Luigi Martino

Giovedì prossimo, 11 aprile, alle ore 18.00, la Cilento a Vela Sailing Club inaugura il neo circolo della Federazione italiana vela, Cilento a Vela Asd. All’interno del villaggio dell’Isola di Marina di Camerota, il presidente Gennaro Attanasio, taglierà il nastro di quello che diverrà presto un punto di ritrovo per gli amanti della vela qui nel Cilento e una base operativa dalle quale partiranno tantissime iniziative. Anche se, a dircela tutta, il lavoro del circolo è cominciato già da qualche anno. Attualmente, ad esempio, tantissimi ragazzi, ospiti del villaggio dell’Isola, stanno svolgendo il progetto ‘Velascuola’ della federazione italiana vela, con lezioni teoriche e pratiche. L’invito all’inaugurazione del neo circolo è rivolto a tutti.

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Meeting del Mare, svelato il terzo ospite

di Luigi Martino

Franco126, pseudonimo di Federico Bertollini, nato a Roma il 4 luglio 1992, è un cantautore e rapper italiano. Sarà lui il terzo ospite, ma in realtà il primo, che calcherà il palco del Meeting del Mare, l’evento musicale e culturale ideato e organizzato, ormai da 23 anni, da don Gianni Citro nella splendida cornice del porto di Marina di Camerota. Franco126 si esibirà la sera del 31 maggio. A lui il compito, dunque, di aprire questa edizione dell’evento che ogni anno richiama giovani provenienti da ogni parte dello Stivale. E’ stata proprio l’organizzazione del Meeting del Mare, attraverso i propri canali social, a svelare, oggi, il terzo ospite. Gli altri due, Motta e Planet Funk, erano stati anticipati qualche giorno fa. Il Meeting del Mare si terrà il 31 maggio, l’1 e il 2 giugno. L’anteprima, invece, con Rocco Hunt, è prevista per il giorno 29 aprile a Sapri.
Fracno 126 tra le strade di Roma
L’artista Bertollini è nato e cresciuto a Roma, nel quartiere Trastevere. Ha assunto lo pseudonimo aggiungendo al proprio nome il numero 126, in onore del collettivo musicale di cui fa parte, la Lovegang. Attraverso la musica, infatti, Franco126 fa la conoscenza del produttore Drone126, di Ketama126, di Pretty Solero, di Ugo Borghetti e di Carl Brave. L’esordio è avvenuto nel 2016, con la pubblicazione del mixtape Buchi neri, in collaborazione con il producer Il Tre e distribuito gratuitamente. Nel 2017 il rapper ha intrapreso una collaborazione musicale con Carl Brave, con il quale debutta in etichetta, formando il duo Carl Brave x Franco126: i due pubblicano dapprima i singoli Sempre in due e Pellaria, quindi arriva la volta dell’album in studio Polaroid, certificato in seguito disco di platino dalla FIMI per le oltre 50.000 copie vendute. Il duo continua a lavorare musicalmente anche per progetti esterni, tra cui il singolo Barceloneta con Coez e la collaborazione con Noyz Narcos in Borotalco, traccia elogiata dalla critica. Nel 2018 i due artisti interrompono temporaneamente il progetto per concentrarsi sulle proprie carriere come solisti.Nonostante ciò, Franco126 è apparso nel brano La cuenta di Carl Brave, incluso nell’album Notti brave di quest’ultimo. Compare inoltre in Misentomale di Ketama126, in Senza di me di Gemitaiz ed in Università di Gianni Bismark. Nel frattempo, il 10 ottobre 2018 ha pubblicato il singolo Frigobar, seguito il 18 dicembre da Ieri l’altro. Il 9 gennaio 2019 è la volta del terzo singolo Stanza singola con Tommaso Paradiso de Thegiornalisti, che ha anticipato l’uscita dell’omonimo album di debutto.

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Cilento, turisti scortati in mare da una tartaruga bellissima

di Luigi Martino

E’ salita a pelo d’acqua non appena un barcone pieno di turisti stranieri ha lasciato il porto di Marina di Camerota per dirigersi verso l’area marina protetta Costa degli Infreschi e della Masseta. Eccola in foto, una splendida Caretta Caretta con il carapace mezzo dentro e mezzo fuori dal mare. Ha scortato i visitatori per una tratta breve, prima di salutarli e rituffarsi giù, a casa propria. Stupore, meraviglia e qualche fotografia. Un’esperienze indimenticabile per il gruppo di escursionisti.

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Cilento, i delfini aprono le porte alla primavera

di Luigi Martino

I delfini nell’are marina protetta degli Infreschi
Sono i delfini a nuotare nelle acque del Cilento che aprono le porte alla primavera e accompagnano la nostra fantastica costa ai nastri di partenza di un’altra bella stagione. Questa foto l’ha scattata Nicola Palumbo nei pressi della Cala del Marcellino. Siamo tra Scario e Marina di Camerota, nello spettacolo incontaminato dell’area marina protetta costa della Masseta e degli Infreschi. Le prime barca prendono il largo. Sono piene di turisti. Altri, invece, quelli dediti al trekking, raggiungono Pozzallo, Cala Bianca, Infreschi a piedi. Utilizzano i gozzi in legno solo per il ritorno. E’ il turismo naturalistico che prende sempre più piede. Manco a farlo apposta.

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Meeting del Mare, dopo Motta arrivano i Planet Funk

di Luigi Martino

Il Meeting del Mare, organizzato a Marina di Camerota da don Gianni Citro, è alla sua ventitreesima edizione. Il festival musicale e culturale, si terrà nel Cilento dal 31 maggio al 2 giugno 2019 con un’anteprima a Sapri (RoccoHunt in concerto) ad aprile. Oggi, attraverso i propri canali social, l’organizzazione ha reso noto il secondo ospite. Dopo aver ufficializzato Motta, il Meeting avrà sul palco, nella serata centrale del primo giugno, i Planet Funk. I Planet Funk sono un gruppo musicale italiano, fondato nel 1999 dai due tastieristi Marco Baroni e Alex Neri, il bassista Sergio Della Monica e il chitarrista Domenico Canu. Hanno collaborato con Elisa, Emma, Giuliano Sangiorgi, Jovanotti, Pier Cortese, Raiz e Claudia Pandolfi nonché con artisti internazionali come i Simple Minds, Cecilia Chailly, Luke Allen, Dan Black, John Graham, Alex Uhlmann e Sally Doherty. Il 13 dicembre 2018 i Planet Funk pubblicano All On Me, singolo cantato da Dan Black che anticipa il nuovo disco su cui il gruppo sta lavorando da anni e che prosegue il lavoro iniziato in studio dal compianto Sergio Della Monica; la pubblicazione è prevista per la primavera 2019. Al Meeting del Mare si esibiranno in un dj set a pochi passi, appunto, dal mare di Camerota. Manca il terzo ospite. Chi sarà? Staremo a vedere.

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Dopo Camerota anche Castellabate adotta PayTourist per imposta di soggiorno

di Luigi Martino

La tassa di soggiorno a Castellabate si pagherà con PayTourist: una soluzione innovativa per il turismo. Il nuovo progetto, che è già online, è stato presentato a tutti gli operatori del settore durante un incontro pubblico presso l’Aula Consiliare C. Grande. Attraverso l’uso del nuovo software, che monitora, segnala e permette di riscuotere in maniera automatizzata l’imposta di soggiorno, sarà possibile scansionare e verificare in modo continuo tutte le inserzioni presenti in rete nei principali siti e portali delle prenotazioni turistiche. Ciò permetterà, in modo automatico, di regolarizzare tutte quelle strutture che sono tenute al versamento. È possibile visitare il sito https://castellabate.paytourist.com/ per conoscere i dettagli e registrare la propria struttura, ricevere assistenza telefonica al numero 0287157701 o presso l’ufficio comunale dell’imposta di soggiorno. Il sistema è accessibile anche da dispositivo mobile ed è sviluppato per semplificare la gestione dei pagamenti anche per le forme di ricettività extra-alberghiera attraverso un sistema di notifiche push, che agevolerà l’invio delle comunicazioni. L’assessore al turismo e alla cultura Luisa Maiuri commenta così le novità relative al tributo: «Attraverso questo nuovo sistema e le modifiche apportate in Consiglio Comunale, censiremo correttamente tutte le strutture presenti nel nostro territorio e semplificheremo le procedure di registrazione degli ospiti e la riscossione effettiva dell’imposta, oltre a continuare nella seria e capillare caccia ai furbetti e agli evasori. Castellabate pone al primo posto la sicurezza che nasce anche dal monitoraggio e dall’incrocio dei dati che ci verranno forniti».

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Camerota, partono i lavori lungo la strada che costeggia il Mingardo

di Luigi Martino

La provincia di Salerno, oggi, martedì 26 marzo, ha consegnato i lavori all’impresa Mada Costruzioni di Giovanni Maffia, per interventi urgenti di messa in sicurezza sulla strada regionale ex strada statale n. 562 nel comune di Camerota, in prossimità di Cala Finocchiara nel tratto costiero che collega con il comune di Centola fra i km 5+800 e il km 6+200. «Si tratta di interventi sulla S.R. ex SS. n. 562 nel Comune di Camerota – dichiara il Presidente della Provincia, Michele Strianese – Sono lavori urgenti di messa in sicurezza del corpo stradale mediante il ripristino della mantellata a valle, il cui importo del finanziamento ammonta a € 38.187,07. È mia premura – continua Strianese – dedicare particolare attenzione a tutta l’area del Mingardo, ripristinando e mettendo in sicurezza strade che necessitavano interventi da anni, sono lavori di miglioramento della sicurezza e per l’aumento di resilienza dei territori più esposti a rischio idrogeologico e di erosione costiera. La Provincia è vicina alle nostre comunità, in tutto il territorio provinciale. Mobilità e sicurezza sono fra i diritti fondamentali dei cittadini, quindi considero la mobilità sicura senza dubbio una delle priorità di questa Amministrazione». «Ci tenevo a ringraziare tutti i nostri uffici, il presidente della Provincia Michele Strianese, il vicepresidente Carmelo Stanziola, il dirigente Domenico Ranesi e l’amministrazione comunale al completo» chiosa il sindaco Mario Salvatore Scarpitta.

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Diana Kazakistan

Turismo Camerota, svolta possibile: Kazakistan interessato alla Perla del Cilento

di Luigi Martino

Ha un’infinità di persone che seguono la sua vita attraverso le piattaforme social più diffuse ed è ambasciatrice del turismo culinario nel mondo. Fa da spola dal Kazakistan all’Italia ed è sbarcata nel Cilento per conoscere Marina di Camerota e le sue meraviglie. Lei si chiama Diana Urazbayeva, è una influencer. Qualche anno fa è stata la prima kazaka a sposarsi in provincia di Salerno, a Bellizzi. Adesso, insieme a suo marito Mario Esposito, tiene corsi di cucina e accompagna i suoi conterranei alla scoperta dello Stivale.

Diana ha cucito un filo diretto tra quello spicchio di Asia che le ha dato i natali e la costiera Amalfitana. Tra Vietri e Ravello, passando per Positano e quella costa che si tuffa a picco nel mare azzurro che bagna uno dei patrimoni mondiali dell’Unesco, la influencer porta gruppi di kazaki a conoscere l’arte della coltivazione degli agrumi, la bontà dell’olio e l’unicità di certi posti. Bellezze che vengono immortalate, esportate, sponsorizzate e poi, dopo qualche settimana, diventano preda di qualche altro visitatore. E’ nato così un giro di contatti e di visite, di marketing e turismo che, a pochi giorni dall’inizio della primavera, ha bussato alla porta del basso Cilento.

Ha aperto Luca Fortunato, un giovane impegnato nella promozione turistica. Conosce Diana perchè conosce Mario. Luca è, infatti, di Bellizzi, anche se vive e frequenta da anni Marina di Camerota. Lui ha accompagnato Diana a visitare le strutture ricettive più rinomate e organizzate della zona. «Diana è una persona stupenda ed è davvero forte in quello che fa – racconta Luca – non ha esitato a programma la sua prossima visita a Marina di Camerota e ha già fotografato e sponsorizzato un po’ di posti attraverso i suoi canali social. E’ molto seguita in Kazakistan. Io ci sono stato qualche settimana fa. Quella nazione ha un gran potenziale e le persone sono davvero innamorate dell’Italia». Diana in Kazakistan la contattano per promuovere attività commerciali di rilievo. Lì tiene corsi di cucina a ‘Casa Esposito’ e ha creato una linea di prodotti tipici italiani con l’aiuto di Nino Milo, un giovane chef salernitano con esperienze lavorative in diverse zone del mondo.

Abbiamo raggiunto Diana tramite mail. Ecco l’intervista.

Ciao Diana, da poco hai affrontato un altro tour nel Cilento, e più precisamente a Marina di Camerota. C’è la possibilità di creare un filo diretto tra la tua terra d’origine e questa fetta di Sud Italia?

Sono 2 anni che svolgo tour nel Cilento, precisamente nelle zone di Pestum e Agropoli ma sono intenzionata ad approfondire la zona del Basso Cilento includendo delle tappe Marina di Camerota e sicuramente ci sono i presupposti per creare un filo diretto con il Kazakistan.

Cosa cercano gli abitanti della tua terra quando viaggiano? Quali sono le esperienze che preferiscono?

I kazaki sono persone semplici e tranquille e hanno tanta voglia di conoscere ogni angolo di questa meravigliosa nazione. Loro sono molto affascinati dalle bellezze naturali che offre questa terra e soprattutto sono curiosi di conoscere bene la cultura culinaria dell’Italia. Infatti, con mio marito Mario e il mio staff, spesso organizziamo tour gastronomici, insegnando loro ricette e segreti della cucina italiana, sopratutto quella del sud Italia che secondo me è la migliore in assoluto.

Tornerai a Marina di Camerota? Con quali progetti?

In realtà vengo spesso a Marina di Camerota a trovare il mio amico Luca al Mito degli Dei, nell’incantevole scenario del Mingardo ed è lì che sono rimasta estasiata. Le mie intenzioni sono quelle di creare appunto un filo diretto con Marina di Camerota, tanto è vero sono stata ospite di alcune strutture ricettive per osservare e fare delle valutazioni in merito per cercare una collaborazione. Da parte mia c’è tanta voglia di far conoscere questa terra e sicuramente creerò dei tour qui nel Basso Cilento.

Instagram: @italybydiana Facebook: Diana Esposito

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Delfini incantano turisti a passeggio sul lungomare di Marina di Camerota

di Luigi Martino

Sono scene che si ha la fortunato di vivere poche volte nella vita. E questa sera, venerdì 22 marzo, un gruppetto di turisti giunti a Marina di Camerota per trascorrere il primo fine settimana di primavera, è rimasto incantato quando i delfini si sono avvicinati alla costa e hanno salutato il tramonto con la solita danza marina. Per fortuna da quelle parti c’era anche l’equipaggio di Cilento a Vela che, con tempestività, ha catturato i momenti con il supporto di uno smartphone.

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Muri di Mare, a Camerota al via la quarta edizione del premio Inula

di Luigi Martino

Il premio Inula è giunto alla sua quarta edizione
L’Associazione Tutti Insieme, con il patrocinio del Comune di Camerota, ha avviato la quarta edizione del Premio Inula, con la cerimonia di premiazione prevista il giorno 22 giugno 2019 a Marina di Camerota, in occasione del programma culturale, ‘La Cultura arriva dal Mare’, promosso dall’assessore