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Rapporto Dia: «Nel Cilento e Diano infiltrazioni criminali attive»

di Marianna Vallone

E’ stata pubblicata la relazione del Ministro dell’Interno al Parlamento sull’attività svolta e i risultati conseguiti dalla DIA nel primo semestre 2019. Nelle quasi 700 pagine del documento non mancano riferimenti alla provincia di Salerno e più nello specifico al Cilento e Vallo di Diano in merito alla presenza della criminalità organizzata e le infiltrazioni mafiose nel tessuto economico e sociale di stampo camorristico e ndranghetista. Emerge che la provincia di Salerno presenta una situazione generale riferita alla criminalità organizzata particolarmente disomogenea, con aspetti e peculiarità che variano in ragione della sensibile diversità geografica, storica, culturale, economica e sociale che connota le diverse zone della provincia (Agro Nocerino-Sarnese, Valle dell’Irno, Costiera Amalfitana, capoluogo, Piana del Sele, Cilento, Vallo di Diano). Nel capoluogo, nell’Agro Nocerino-Sarnese, nella Costiera Amalfitana, nella Piana del Sele e nel Cilento si inserisce la perdurante pratica dell’usura e dell’esercizio abusivo del credito, nonché il traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti approvvigionati da fornitori provenienti prevalentemente da province di Napoli. Il traffico e lo spaccio di stupefacenti sono tra le attività delinquenziali maggiormente diffuse in tutta la Provincia, nonché il prioritario canale di finanziamento e arricchimento. Le attività di contrasto al fenomeno hanno documentato anche l’esistenza di coltivazioni, sebbene non particolarmente estese, di droghe leggere (marijuana) destinate al mercato locale. Altri reati in grado di assicurare profitti soddisfacenti sono le rapine, anche ai danni di furgoni portavalori, e le truffe ai danni dello Stato e delle assicurazioni. Anche l’infiltrazione negli appalti – prevalentemente per la realizzazione di opere pubbliche, ma anche per la fornitura di servizi (particolare delicatezza riveste quello di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani) o per la manutenzione di infrastrutture e di beni del demanio – continua a rappresentare un settore molto esposto. Al riguardo, il 14 maggio 2019, militari dell’Arma dei carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emesse dal Tribunale di Vallo della Lucania, nei confronti di 4 persone, ritenute responsabili, a vario titolo ed in concorso, del reato di istigazione alla corruzione. Le investigazioni hanno disvelato la promessa di una somma di denaro al responsabile di un ufficio del Comune Pollica, al fine di ottenere l’aggiudicazione della gara relativa all’affidamento dei lavori per il rifacimento della rete fognaria. Il 16 maggio successivo, i carabinieri hanno eseguito un provvedimento cautelare, a conclusione di un’altra indagine (operazione “Kamaraton”) condotta della Procura della Repubblica di Salerno, che ha riguardato l’operatività in seno al comune di Camerota di un’associazione per delinquere, operante dal 2012 al 2016, finalizzata alla commissione di un numero indefinito di reati contro la pubblica amministrazione e la fede pubblica, tra i quali l’illecita gestione di concessioni, autorizzazioni, appalti e pubblici servizi, assegnati a imprenditori amici o a società a parziale partecipazione pubblica, in cambio di denaro o altre utilità. Per quanto attiene alla dislocazione territoriale delle consorterie, possono individuarsi tre macro-aree. Quella che comprende la Costiera Amalfitana, il Cilento e il Vallo di Diano, zone molto estese e contraddistinte da rinomate località turistiche marittime e montane, caratterizzate da una presenza di organizzazioni criminali attive, in modo particolare, nel settore delle costruzioni. In particolar modo il Cilento e il Vallo di Diano – oltreché essere luoghi prescelti per la latitanza da parte di camorristi napoletani e casertani – negli ultimi anni stanno emergendo per attività di riciclaggio e reimpiego di capitali di provenienza illecita, investiti in loco da sodalizi provenienti dall’area napoletana nonché per la presenza, nella gestione di attività commerciali e del traffico di sostanze stupefacenti, di soggetti legati a consorterie ‘ndranghetiste, che hanno qui esteso la loro influenza tramite pregiudicati locali. Entrando nel dettaglio Nel contesto territoriale dell’Alto Cilento, il centro più importante è il comune di Agropoli dove si registra la presenza della famiglia di nomadi stanziali Marotta, dedita a reati di tipo predatorio, all’usura, al traffico di stupefacenti e al riciclaggio, colpita, nel tempo, da diversi provvedimenti cautelari e di sequestro di beni. Rilevante è il fenomeno dei reati predatori, consumati anche da soggetti dell’hinterland partenopeo, che investe l’area dell’agropolese in modo particolarmente significativo, essendo la stessa caratterizzata da un’elevata vocazione, ma anche da un importante indotto costituito da aziende agricole e da insediamenti zootecnici. Sul territorio sono presenti anche elementi del clan napoletano Fabbrocino. Nell’area di Capaccio-Paestum si segnala l’operatività del gruppo Marandino, il cui fondatore, in passato, è stato legato alla nuova camorra organizzata. Il sodalizio risulta attivo e dotato di risorse economiche consistenti, frutto di attività illecite, come emerso dall’esecuzione, a marzo, da parte di personale della DIA di Salerno, di un provvedimento di confisca di beni – due società, un vasto complesso immobiliare, auto di lusso, rapporti bancari, per un valore di circa 3 milioni di euro – nei confronti di un soggetto contiguo al citato clan. Nei piccoli centri del medio e basso Cilento non si rileva la presenza di organizzazioni criminali ma la vocazione turistico-ricettiva, soprattutto della fascia costiera, rende il territorio appetibile per reinvestimenti di capitali illeciti. Il comprensorio, per la scarsa incidenza demografica e per la natura del territorio, è stato utilizzato, in passato, per la latitanza di esponenti della criminalità organizzata. Inoltre, pur non emergendo ingerenze e tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata in seno alle locali pubbliche amministrazioni, nel periodo in esame sono stati rilevati episodi legati alla corruzione di pubblici funzionari, come accertato dalla già citata indagine dei Carabinieri che, il 16 maggio 2019, hanno eseguito, nell’ambito dell’operazione “Kamaraton”, coordinata dalla Procura di Vallo della Lucania, una misura cautelare nei confronti di 11 soggetti, amministratori locali pubblici, responsabili a vario titolo di corruzione, peculato, abuso d’ufficio, falso in atto pubblico, appalti truccati e distrazione di denaro pubblico. Altro episodio legato al fenomeno della corruzione, è quello interessato da un’altra indagine dei Carabinieri, coordinata dalla Procura di Vallo della Lucania, che, il 14 maggio 2019, ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 4 soggetti – un imprenditore e tre funzionari dei Comuni cilentani di Cannalonga, Castellabate e Torchiara – ritenuti responsabili, a vario titolo ed in concorso, del reato di istigazione alla corruzione, finalizzata all’aggiudicazione di un appalto per il rifacimento della rete fognaria. Per la sua posizione geografica, il Vallo di Diano è direttamente collegato verso il potentino con la Val d’Agri ed, in generale, con l’entroterra lucano, influenzato da pericolose ‘ndrine, il cui potere criminale incide fortemente anche nel comprensorio in disamina. Nel recente passato, sono state accertate relazioni tra esponenti della criminalità locale e sodalizi più strutturati della Calabria e dell’area napoletana, soprattutto nel traffico di stupefacenti e negli investimenti immobiliari ed imprenditoriali. Le attività investigative condotte dalle Forze di polizia hanno, tra l’altro, delineato uno scenario criminale che vede operativi sul territorio due gruppi criminali, Gallo  e Balsamo, originari di Sala Consilina, dediti al traffico di stupefacenti, alle estorsioni e all’usura.

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Truffa, furto e violenza sessuale: tre arrestati nel Cilento

di Marianna Vallone

I carabinieri delle stazioni di Agropoli e Capaccio Scalo, coordinati a livello territoriale dalla compagnia di Agropoli, diretta dal capitano Fabiola Garello, hanno eseguito nella giornata di mercoledi, in tarda serata, tre ordinanze di custodia cautelare emesse dalla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania nei confronti di tre pregiudicati del posto ritenuti responsabili dei reati di furto, truffa e violenza sessuale. In pratica per un 44enne di Agropoli il provvedimento è giunto a seguito di denuncia per ripetute violenze a carico di una minorenne. Per un 31enne di Agropoli, invece, il provvedimento ha fatto seguito ad una denuncia per furto presentata da una commerciante del posto. Mentre per un 49enne di Capaccio Paestum, il provvedimento è stato emesso per l’espiazione della pena detentiva residua. Il 44enne e 49enne sono finiti in carcere a Salerno e Vallo della Lucania mentre il 31enne è stato sottoposto al regime degli arresti domiciliari.

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Cilento, abbandonano rifiuti in strada: ‘cafoni’ presi dalle telecamere

di Redazione

A seguito di una riunione operativa tenutasi nei giorni addietro, convocata dal responsabile dell’area I del Comune di Capaccio Paestum, Antonio Rinaldi, a cui hanno preso parte il comandante della Polizia Municipale, Antonio Rubini; il funzionario della Sarim, Vincenzo Carusi; il responsabile del servizio Ambiente ed Ecologia, geom. Antonio Russo, e il presidente della società in house Paistom, Gerardo De Rosa, al fine di dare attuazione alle specifiche direttive impartite dal commissario straordinario Maria Rosa Falasca, si è proceduto ad attivare mirati servizi di repressione degli illeciti amministrativi in materia di rifiuti, atti a contrastarne l’abbandono sul territorio comunale nonché, reprimere i comportamenti irregolari in materia di raccolta differenziata posti in essere da parte dei privati ed operatori economici. È stato attivato pertanto un duplice servizio che vede impegnati agenti della polizia municipale, personale dipendente della Sarim, personale della Paistom, supportati dall’ufficio ambiente ed ecologia, così distinti: 1) servizio di repressione del fenomeno dell’abbandono dei rifiuti sul territorio comunale: – unità impiegate: 3 agenti di polizia municipale in abiti simulati; – attrezzatura utilizzata per l’accertamento delle violazioni: telecamere intelligenti (tlc); – 15 violazioni accertate e documentate; – sanzione amministrativa: ordinanza sindacale n. 244 del 06/11/2013 = € 150 alla prima violazione; € 300 alla seconda violazione nel biennio: € 500 dalla terza violazione; 2) servizio di repressione dei comportamenti irregolari in materia di raccolta differenziata: – unità impiegate: personale Sarim già addetto al servizio di raccolta affiancato da 2 agenti di polizia municipale; – modalità di accertamento delle violazioni: durante la fase della raccolta porta a porta; – 10 violazioni accertate e documentate; – sanzione amministrativa: ordinanza sindacale n. 244 del 06/11/2013 = € 150 alla prima violazione; € 300 alla seconda violazione nel biennio: € 500 dalla terza violazione. Il servizio continuerà per tutta l’estate e sarà intensificato soprattutto durante i fine settimana.

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S’indaga sul «patto politico» per «conquistare» il Cilento

di Redazione

È una sorta di linea rossa quella tracciata dalla Dia lungo il quadrilatero compreso tra Agropoli, Roccadaspide, Albanella e Capaccio Paestum. È la porzione di provincia, a sud di Salerno, dove Francesco Alfieri, che è in corsa per la carica di sindaco della Città dei Templi, ha il suo bacino elettorale più forte. L’avvocato originario di Torchiara (di cui è stato sindaco), che ha mantenuto la carica di consigliere del governatore della Campania, Vincenzo De Luca, nel settore dell’agricoltura, è al centro di una laboriosa e complessa indagine sull’ipotesi di voto di scambio politico-mafioso con esponenti del clan degli “zingari” di Agropoli i cui capi sono stati già rinviati a giudizio con l’accusa di associazione camorristica. Le ultime attività investigative, almeno quelle fino ad ora conosciute, sono proiettate, par di capire dalle mosse degli inquirenti, proprio a risalire alle corrispondenze dell’ex sindaco di Agropoli con i territori interni. Alla ricostruzione di quel simbolico «cerchio magico» di contatti e rapporti che sarebbe la base della sua forza elettorale.

La pista Mirarchi I legami di amicizia di Pasquale Mirarchi, come quelli d’affari della azienda Dervit di Roccadaspide, con Franco Alfieri sono al momento sotto la lente di ingrandimento degli uomini della Dia (agli ordini del colonnello Giulio Pini) e del sostituto procuratore dell’Antimafia Vincenzo Montemurro. Nel fascicolo che riguarda l’ipotesi di voto di scambio alle amministrative di Agropoli, sono proprio le informative su Alfieri quelle più voluminose. Ci sarebbero intercettazioni e atti che farebbero presupporre l’esistenza di un «patto politico» nel quadrangolo attenzionato dalla procura. Giovedì scorso Mirarchi è stato arrestato per detenzione di arma da sparo clandestina. L’uomo custodiva in casa una pistola con matricola abrasa. A scoprirlo – anche in questo caso – gli uomini della Dia che hanno perquisito l’abitazione e l’azienda di allevamento di Mirarchi, indagato anche per turbativa d’asta.

Resta candidato Ma «Pasquale Mirarchi è, e resterà, candidato alle amministrative di Albanella». Lo rende noto il suo legale, l’avvocato Alfonso Amato. «Il motivo per il quale è stato arrestato è un reato comune, presto chiarirà la sua posizione. Abbiamo una grande fiducia nella magistratura e dimostreremo l’estraneità a tutte le ipotesi investigative per le quali è stato sottoposto a perquisizione. È una brava persona, un amministratore e imprenditore onesto». Il difensore di fiducia del candidato sindaco della lista civica ViviAmo Albanella, non ha dubbi. L’udienza di convalida a tutto venerdì pomeriggio non era stata ancora fissata ma sulla eleggibilità di Mirarchi è la legge, al momento, a parlare. Anche dalla prefettura non arriva alcun segnale: in caso di vittoria, però, dovrebbe scattare per lui la legge Severino.

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Cilento, aveva divieto avvicinamento moglie: arrestato per stalking

di Redazione

I carabinieri della compagnia di Agropoli, diretta dal capitano Francesco Manna, lo scorso 16 maggio, a Capaccio Paestum, hanno dato esecuzione alla sostituzione della misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa con quella degli arresti domiciliari emessa dal tribunale di Salerno nei confronti di un 50enne, domiciliato a Capaccio Paestum e già sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa. Il provvedimento restrittivo scaturisce dalle risultanze investigative poste in essere dai militari della stazione carabinieri di Capaccio Scalo, a seguito delle reiterate condotte persecutorie poste in essere dal prevenuto ai danni della ex moglie. Il destinatario della misura cautelare, dopo le formalità di rito, è stato condotto presso la propria abitazione in regime degli arresti domiciliari.

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Depositi Paestum aperti sempre. Zuchtriegel: «Ricetta contro bolle culturali mostre»

di Luigi Martino

Mentre il numero delle mostre realizzate in Italia supera quota 10 mila all’anno, il Parco Archeologico di Paestum investe nella valorizzazione delle proprie collezioni – anche quelle conservate in deposito. Gli stessi depositi diventano un’esperienza culturale dal momento che il direttore Gabriel Zuchtriegel ha deciso di renderli accessibili così come sono, cioè come luoghi dove si svolge il lavoro dietro le quinte del museo: ricerche, restauri, conservazione. I depositi del Museo Archeologico Nazionale di Paestum, che si possono visitare ogni pomeriggio escluso il lunedì, non sono per nulla musealizzati, ma accolgono lo stesso i visitatori: «Credo che il fascino sia proprio quello – spiega il direttore – di poter vedere uno spazio lavorativo autentico, con tanto di polvere, cassette con ossa e frammenti, e a volte persino archeologi e restauratori al lavoro». Alla base, come fa sapere Zuchtriegel, c’è però un ragionamento più profondo che ha spinto l’amministrazione a puntare sull’ampliamento dell’offerta museale con i depositi anziché sullo strumento consueto delle mostre. «Le mostre sono come dei mutui, sono cultura che vive di prestiti, letteralmente e metaforicamente. I prestiti, però, li fa chi ritiene di non avere sufficienti risorse proprie. Dietro c’è l’aspettativa di un recupero, di una crescita, la quale, per essere mantenuta, ha bisogno di altre mostre, altri prestiti. Il visitatore o la visitatrice che vedono una grandiosa mostra in un museo, quando tornano vorranno vederne una altrettanto grandiosa. Le mostre sono le bolle finanziarie della cultura, e quando scoppiano spesso non resta nulla. Paestum invece, come tanti altri musei italiani, ha un patrimonio enorme di oggetti da mostrare e di storie da raccontare, al di là delle mostre. Per questo abbiamo deciso di fare dei depositi una parte stabile della visita di tutti i giorni: quello che vedete lì dentro è un pezzo autentico della storia di Paestum e degli scavi che da cento anni si svolgono qui». Del resto l’importanza dei musei come espressioni locali di un territorio, piuttosto che come grandi collezioni e ‘mostrifici’, fu intuita già nel lontano 1927 da D.H. Lawrence che, a proposito del museo di Tarquinia – un altro museo di sito come quello di Paestum – osservava: «Se solo lo si volesse capire e non strappare le cose dai loro posti. I musei comunque sono sbagliati. Ma se proprio devono esserci musei, che almeno siano piccoli e, soprattutto, locali». «Il percorso di visita ai depositi del Museo di Paestum, che Archeostorie ha collaborato a ideare – dichiara Cinzia Dal Maso – è un’immersione nella vita vera del museo. Il visitatore entra realmente in contatto con il duro lavoro quotidiano che mantiene in vita la macchina museale, ne percepisce gioie e fatiche. Gli assistenti alla vigilanza, poi, che guidano il visitatore e che noi di Archeostorie abbiamo formato, sono un valore aggiunto; la loro curiosità e il loro entusiasmo sono veramente contagiosi». Intanto il successo del cambiamento di rotta del Parco Archeologico è testimoniato dai numerosi commenti che i visitatori hanno lasciato, “abbiamo apprezzato moltissimo la possibilità di vedere materiali non esposti che ci hanno fatto capire e amare di più anche il resto dell’esposizione museale”; inoltre “la visita ai depositi è uno spettacolo spettacolare” e “l’iniziativa di aprire i sotterranei per le visite è un’idea che tutti musei dovrebbero copiare”. A rendere particolarmente orgogliosa la direzione del Parco Archeologico sono due aspetti: «I visitatori vengono accompagnati dai nostri assistenti alla fruizione, noti impropriamente anche come ‘custodi’, che così hanno dimostrato che possono fare molto di più rispetto alla mera vigilanza, grazie a una forte motivazione e a una formazione costante e completa per la crescita professionale di tutti. Un secondo punto importante è l’inclusione: non solo i depositi sono percorribili anche in sedia a rotelle, ma, insieme all’associazione Cilento4all e all’Università ‘Parthenope’ di Napoli, abbiamo anche implementato un progetto dal titolo ‘Un tuffo nel blu’ che si rivolge a ragazze e ragazzi con autismo. Nei depositi entrano veramente tutti, è finito il periodo in cui accedevano solo gli addetti ai lavori, anche perché non abbiamo nulla da nascondere». La locandina:

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Tv coreana in Cilento per raccontare le proprietà della melagrana

di Luigi Martino

«Sono stati due giorni intensi, durante i quali ,con molto piacere, abbiamo accompagnato Kim e il suo regista alla scoperta del nostro territorio ponendo l’attenzione al melograno di Paestum». A raccontare la visita di un’importante emittente coreana che oltre alla bellezza del parco archeologico, ha voluto approfondire in un documentario la conoscenza del melograno, è stato il presidente dell’associazione ‘Il melograno di Paestum’ Gerardo Siano. «Contattati dal coordinatore del canale Tv Chosun, infatti, abbiamo dato vita ad una serie di riprese e interviste sulla storia, sul mito, sul simbolismo, sul culto e sulla coltivazione di questa pianta straordinaria. A tale riguardo, nell’intervista mi hanno chiesto, in qualità di medico, i benefici del melograno sulla salute delle donne in menopausa e in età avanzata. Ho avuto modo di mettere in evidenza, tra le tante proprietà benefiche, la spiccata azione anti-invecchiamento ed energizzante della melagrana grazie all’alto contenuti di antiossidanti, di vitamine, fibre e sali minerali». «Un ringraziamento particolare va a tutti coloro che hanno contribuito e partecipato alla realizzazione del documentario e gli attori che hanno collaborato per le interviste e tutti i produttori locali. La nostra associazione, che annovera tra i suoi soci e collaboratori agronomi, ricercatori, medici, agricoltori, ristoratori, artisti dell’arte figurativa, Università, Centri di Ricerca e tanti altri esperti di turismo, opera ormai da qualche anno e continua regolarmente la sua attività con l’obiettivo di valorizzare il melograno di Paestum e il nostro territorio» chiosa Siano.

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Abitare in Magna Grecia, a Paestum convegno su forme abitare età classica

di Redazione

Al museo archeologico di Paestum si torna a discutere di abitati e architetture domestiche nelle colonie greche d’Occidente con il convegno “Abitare in Magna Grecia”; l’appuntamento è giovedì 9 maggio 2019, a Napoli, nella sala conferenza di Palazzo Corigliano e venerdì 10 maggio 2019, nella sala cella del museo di Paestum.

Il convegno si configura come il secondo capitolo di un progetto di studio comune al Parco Archeologico di Paestum e al Dipartimento di Asia, Africa e Mediterraneo dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, già iniziato nel 2018 con la prima edizione dedicata al periodo arcaico. Quest’anno si discuterà dell’epoca classica ovvero dell’architettura e delle forme dell’abitare in Italia meridionale fra il V e IV secolo a.C. A fare il punto sulle attuali conoscenze in questo campo saranno studiosi italiani e stranieri che illustreranno i risultati delle ricerche condotte negli ultimi anni nelle colonie greche di Cuma, Crotone, Velia, Locri Epizefiri, Caulonia, Poseidonia e nei territori ad esse pertinenti; la discussione coinvolgerà anche i centri indigeni di Tricarico, Caselle in Pittari, Moio della Civitella e Pompei per offrire una casistica di studio più completa e, quindi, un’argomentazione del problema più critica.

L’obiettivo è, infatti, quello di stimolare un dibattito metodologico e teorico di ampio respiro sul legame tra tecniche costruttive per l’edilizia privata, architettura domestica e interazioni socio-culturali tra siti coloniali e contesti indigeni.

Il convegno è aperto a studiosi, studenti e a chiunque fosse interessato a conoscere come si viveva in Magna Grecia in epoca classica, quando oramai quasi tutte le colonie greche erano state fondate, presentandosi ben strutturate sotto il profilo politico, economico e sociale, e avevano intrapreso relazioni complesse di scambi reciproci con le popolazioni locali.

La locandina dell’evento:

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Pasqua e Pasquetta tra i Templi di Paestum

di Luigi Martino

Domenica di Pasqua 21 aprile e lunedì di Pasquetta 22 aprile 2019, il Museo e l’area archeologica di Paestum saranno regolarmente aperti dalle ore 8:30 alle ore 19:30 (emissione ultimo biglietto ore 18:50). Approfittate di questi giorni di festa per visitare Paestum e per trattenervi fino al primo maggio! Anche per la festività della Liberazione del 25 aprile e per la Festa del Lavoro del primo maggio il sito sarà regolarmente aperto rispettando i normali orari.

Ecco il programma delle iniziative di Pasqua e Pasquetta:

Domenica 21 aprile

ore 11:30 e 16:30 #FamilyLabPaestum: un viaggio per tutta la famiglia alla scoperta dell’antica storia della città di Paestum!

L’iniziativa dura 1 ora durante la quale i partecipanti saranno guidati lungo un itinerario a tema a cui seguirà un laboratorio dove adulti, bambini e ragazzi potranno liberare la propria creatività realizzando disegni e sculture. Ogni data avrà un tema diverso; l’appuntamento di questa domenica vedrà protagonista IL TUFFATORE, il personaggio raffigurato sulla famosa tomba conservata nel Museo.

Costo del laboratorio: € 3,00 che si aggiunge al costo del biglietto d’ingresso al museo e all’area archeologica di Paestum, al biglietto annuale Paestum Mia e alla card Adotta un blocco. Chi ha meno di 18 anni e chi è in possesso dell’abbonamento Paestum Mia pagherà solo il laboratorio.

Partecipanti: massimo 20 per turno; prenotazione obbligatoria alle mail pae.didattica@beniculturali.it o info@lenuvole.it oppure telefonando al numero 0812395653 attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 9:00 alle 17:00. Appuntamenti ogni prima e terza domenica del mese e ogni giovedì.

ore 15:00, 16:00, 17:00 e 18:00 “Il Museo dietro le quinte” – Visite ai depositi

Il museo si è arricchito di un nuovo percorso di visita che, in forma stabile, è entrato a far parte dell’offerta culturale del Parco. Con le visite ai depositi, il visitatore prende parte a un’esperienza davvero unica: il racconto di una tomba lucana e del suo corredo saranno l’occasione per comprendere cosa si nasconde dietro un “bel vaso” esposto in una vetrina del museo. Un dietro le quinte fatto di persone, professionalità, scelte ed emozioni, viaggi in giro per il mondo, recuperi da parte delle forze dell’ordine e molto altro ancora. L’appuntamento è al museo, ogni pomeriggio!

Info: tutti i pomeriggi, tranne il lunedì, alle 15:00, 16:00, 17:00 e 18:00, visite in italiano, inglese, tedesco, francese e spagnolo. Costo del biglietto € 1 da aggiungere al biglietto di ingresso al Parco, al biglietto annuale Paestum Mia e alla card Adotta un Blocco. I bambini fino a 6 anni non pagano.

Su prenotazione, possibilità di visita anche la mattina (e-mail: pae.fruizione@beniculturali.it).

Lunedì 22 aprile

ore 11:00 e 17:00 Paestum per tutti – Architetture senza barriere: visite guidate in italiano e in inglese al tempio di Nettuno e alla Basilica. Gli assistenti alla fruizione, accoglienza e vigilanza del Parco Archeologico di Paestum guideranno i visitatori, attraverso un percorso senza barriere architettoniche, nell’area del Santuario Meridionale. Si accederà all’interno dei templi meglio conservati al mondo e si avrà la possibilità di ammirare la città antica e il paesaggio circostante da una prospettiva molto più suggestiva. Grazie al percorso senza barriere si potrà accedere anche dentro alla cd. Basilica, il tempio più antico di Paestum. L’appuntamento è alle ore 11.00 e 17.00, tutti i lunedì ed ogni seconda domenica del mese, presso la biglietteria di Porta Principale, nei pressi del Tempio di Nettuno. La prenotazione è consigliata e può essere effettuata al numero +39 0828811023 o alla mail pae.fruizione@beniculturali.it. L’iniziativa è inclusa nel biglietto di ingresso al Parco, nel biglietto annuale Paestum Mia e nella card Adotta un blocco.

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Chiede carta circolazione auto rubata: 49enne arrestato

di Luigi Martino

Un uomo di 49 anni, di Capaccio, è stato arrestato dalla polizia stradale negli uffici di Potenza della motorizzazione, dove era arrivato per chiedere il rilascio di una carta di circolazione per un’automobile risultata rubata. E’ accusato di possesso di documenti d’identificazione falsi. L’uomo – che ha precedenti penali per reati contro il patrimonio e la fede pubblica – ha esibito documenti che contenevano delle “incongruenze” che hanno indotto l’impiegato a chiedere l’intervento della squadra di polizia giudiziaria della Polizia stradale del capoluogo lucano. Durante gli accertamenti, gli agenti hanno trovato addosso all’uomo anche una carta d’identità valida per l’espatrio con la sua foto ma “compilata con altri dati anagrafici”. Sono stati sequestrati anche documenti relativi alla richiesta di immatricolazione di un’altra auto “per la quale erano stati presentati documenti di circolazione tedeschi risultati rubati in bianco e falsamente compilati”.

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Giornata su autismo e musei a Paestum. Parco cresce: +15% nel primo trimestre

di Luigi Martino

Templi di Paestum

Numeri, ma non solo: il parco archeologico cresce. Aumentano, oltre ai visitatori che nei primi tre mesi del 2019 hanno fatto un balzo del +15% in avanti, anche le forme di fruizione inclusiva nella città magno-greca meglio conservata. Il 2 aprile, giornata mondiale sulla Consapevolezza dell’Autismo, un convegno nel Museo Archeologico Nazionale ha fatto il punto sulla fruizione del sito da parte di persone affette da disturbi dello spettro autistico. Come ha evidenziato il direttore del Parco Archeologico di Paestum, Gabriel Zuchtriegel, si è voluto creare un’occasione per «parlare non delle persone interessate, ma con loro. Spesso le persone non soffrono tanto dell’autismo, quanto dell’intolleranza e incomprensione da parte degli altri. Noi come Museo nel nostro piccolo vogliamo contribuire ad abbattere le barriere di questa mancata inclusione, perché crediamo che la diversità possa essere un arricchimento per tutti, premesso che il contesto sia tale da consentirlo».

Tra i relatori del convegno Alfonso Andria, membro del Consiglio di Amministrazione del Parco Archeologico; Vincenzo Inverso, Consigliere del Parco Nazionale del Cilento; Enrico Deuringer dell’Ufficio Stampa Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee. Sono intervenuti inoltre Paolo Maietta del Centro Europeo per l’autismo di Cicerale; Paolo Sarra dell’Associazione “Autismo fuori dal silenzio” di Eboli; Mariajosè Luongo e Marco Vasile dell’Ufficio Fruizione che hanno raccontato le esperienze vissute da tutto il gruppo di lavoro sui progetti relativi all’accessibilità messi in campo dal Parco Archeologico di Paestum. Hanno concluso i lavori Luisa Varriale dell’Università degli Studi di Napoli “Parthenope” e Giovanni Minucci, rappresentante dell’Associazione Cilento4all che, nell’ambito del progetto “Un Tuffo del Blu” dedicato a bambini e ragazzi speciali, ma in generale a tutti, si occupano anche della formazione del personale del Parco impegnato nelle attività didattiche. Nel corso della giornata sono stati esposti al pubblico alcuni lavori realizzati dagli alunni dell’IIS “Basilio Focaccia” di Salerno durante i laboratori dei linguaggi espressivo-creativo.

Intanto, il parco archeologico di Paestum cresce anche in termini di flussi. Tra gli effetti positivi che hanno contribuito ad un ulteriore ampliamento della fruizione, aumentata del 42% negli ultimi tre anni, si annovera l’iniziativa #iovadoalmuseo voluta del Ministro Bonisoli che prevede un aumento delle gratuità. «Anche l’abbattimento di barriere economiche contribuisce all’accessibilità – rammenta il direttore – Siamo felici che Paestum si pone sempre di più come un punto di riferimento non solo storico-archeologico, ma anche socio-culturale in un territorio che ha tutte le caratteristiche per uno sviluppo virtuoso».

Templi di Paestum di blu per l’occasione

Info sugli ingressi omaggio Le prime domeniche del mese da ottobre a marzo e tutti i giovedì pomeriggio ingresso gratuito dalle ore 18:00 alle 19:30, ultimo ingresso ore 18:50. Ogni primo e terzo giovedì del mese, aperitivi al museo con SlowFood Cilento. Costo dell’iniziativa € 5,00, da pagare in biglietteria dopo aver ritirato il biglietto gratuito di ingresso al museo e all’area archeologica. L’ingresso è gratuito per chi non partecipa all’aperitivo. L’ingrediente di questo giovedì, 4 aprile è il carciofo di Paestum, protagonista delle tavole primaverili, preparato dallo chef stellato Christian Torsiello dell’osteria Arbustico in un intrigante Lollipop al carciofo accompagnato dalla birra artigianale Fruma.

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Paestum e Velia, mai state così vicine: parte la rassegna ‘Aletheia’

di Redazione

Una due giorni ad Ascea per rivivere la storia e per la ricerca, attraverso la storia del pensiero filosofico classico, di se stessi, delle radici, dell’origine greca della Campania. Il 5 e 6 aprile, infatti, nella città di Parmenide, si terrà la rassegna Aletheia. L’evento, di alto spessore culturale, sarà inaugurato giovedì a Capaccio-Paestum per proseguire venerdì e sabato ad Ascea. Il progetto promosso dal comune di Ascea, guidato dal sindaco Pietro D’Angiolillo, vede il patrocinio della Regione Campania, ed è realizzato in collaborazione con il Polo Museale della Campania, l’Ente Parco del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, il Parco Archeologico di Elea Velia, l’Università degli Studi di Salerno.

La rassegna attraverso incontri, teatro, musica e danza intende divulgare e valorizzare la “grecità” del territorio cilentano cercando anche di approfondire ulteriormente la conoscenza della storia oltre che del pensiero filosofico. Significative le location prescelte: Ascea, l’antica Elea-Velia, e Paestum, presso il Parco Archeologico. Quasi a voler “avvicinare” due realtà archeologiche di rilevanza internazionale. L’uomo è da sempre alla ricerca di se stesso, quindi della verità. Qualcuno la cerca dentro se stesso, altri fuori e lontano da se stessi. In questo percorso, notevole impulso diedero alla storia del pensiero universale i filosofi, fra cui Parmenide e gli altri membri della scuola eleatica (Senofane, Zenone e Melisso). E non solo. I siti greci della Campania sono prova di un’indagine, di una ricerca, di un’inchiesta intorno alla verità e alla conoscenza.

I luoghi teatro degli eventi saranno ripresi da una troupe televisiva e trasmessi il 6 aprile nel corso della trasmissione di Rai1 “Unomattina”.

“E’ un altro passo avanti -afferma il sindaco di Ascea Pietro D’Angiolillo- per valorizzare il sito archeologico di Elea-Velia, per farlo conoscere al grande pubblico televisivo e per promuovere la nostra storia, le nostre origini, la nostra cultura, il nostro paesaggio. L’economia dei nostri territori -prosegue il sindaco- si regge sostanzialmente sul turismo, per cui ben vengano manifestazioni di rilevanza nazionale, capaci di promuovere i nostri territori e di avvicinare i siti archeologici di Elea-Velia e Capaccio-Paestum”. Programma  L’inaugurazione si terrà giovedì pomeriggio presso il Parco Archeologico di Paestum con un incontro di presentazione alla presenza tra gli altri anche dell’assessore regionale al turismo Corrado Matera, oltre che del direttore Gabriel Zuchtriegel.

Ascea – 5 Aprile 2019, ore 16:00

Saluti affidati a:

  • Pietro D’Angiolillo, sindaco di Ascea
  • Tommaso Pellegrino, presidente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni Presso la sede della Fondazione Alario, nella Sala Francesco Alario, nel pomeriggio del 5 il professore Franco Ferrari e altri studiosi, presenteranno la prima delle due conferenze che si terranno ad Ascea dal titolo “La via filosofica all’immortalità: Platone e Aristotele”.

Nelle due serate di Ascea, il 5 e 6 Aprile, a conclusione dei lavori, presso l’adiacente Cine-Teatro-Auditorium ‘Parmenide’, si terranno spettacoli serali. I due incontri serali di Ascea di musica, danza e teatro saranno affidati a professionisti di caratura nazionale.

Ascea – 5 aprile, ore 19:30

  • Evento denominato ‘Ò Xoros’

Lo spettacolo rivisiterà, tentandone una sintesi di sonorità e suggestioni, di interpretare la ricerca della verità con le musiche dei popoli del Mediterraneo, in chiave contemporanea attraverso l’utilizzo di nuovi e vecchi generi musicali. A cura della Riverside Music School di Roma.

Ascea – 6 aprile, ore 15:00

Presso la Sala Francesco Alario nel pomeriggio del 6 Aprile il professore Franco Ferrari ed altri studiosi, presenteranno la seconda delle due conferenze di Ascea dal titolo: “La verità del mito tra tragedia e filosofia”. È prevista la partecipazione della dott.ssa Giovanna Scarano, Direttore del Parco archeologico di Elea-Velia.

A conclusione dei lavori seguirà un momento musicale

Ore 17.30

  • Riccardo Ascani con Roberto Ippoliti in ‘Oceani’

Ore 19:00

  • Concept musicale del secondo momento (prima serata)

All’inizio dello spettacolo, l’attore Francesco Puccio reciterà in lingua greca e in traduzione italiana i frammenti del poema di Parmenide “Sulla natura”.

  • Paesaggi e Ritratti
  • Musica Danza Immagini dell’Europa

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Cilento, spaccio e furti: 15 indagati. Operazione all’alba

di Luigi Martino

Dalle prime ore della mattina i carabinieri del comando provinciale di Salerno, coadiuvati da caserme e compagnie dislocate su tutto il territorio nazionale, hanno fatto scattare un’operazione antidroga e contro i furti in abitazione. Le volanti sono entrate a sirene spiegate nei centri abitati di AgropoliCapaccio Paestum e Roccadaspide. Ma il blitz ha interessato anche i centri di Finale Emilia in provincia di Modena, Grado in provincia di Gorizia e Scurelle in provincia di Trento. Insieme alle automobili e alle camionette dei carabinieri, è entrato in azione anche il settimo nucleo elicotteri di Pontecagnano e il nucleo cinofili di Sarno. La procura di Salerno ha firmato richieste nei confronti di 15 indagati ritenuti responsabili, a vario titolo, di furti aggravati in abitazione e di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti in concorso. Nella stessa operazione i militari hanno notificato altre due misure cautelari nei confronti di due persone di Capaccio Paestum. Su di loro, ora, vige il divieto di dimora nel comune ai piedi dei templi.

Le indagini sono partite nel febbraio 2017 dagli inquirenti della compagnia di Agropoli sui territori di Capaccio, Paestum e Torchiara. In quell’occasione hanno individuato diversi soggetti che compravano cocaina, hashish e marijuana, e poi rivendevano la droga nel salernitano ma soprattutto nei comuni della Piana del Sele e del Cilento. Le indagini hanno consentito di documentare gli spostamenti e il modus operandi utilizzato per smerciare la polvere bianca e le altre sostanze. I carabinieri hanno anche documentato vari episodi di furti in abitazioni estive, attività commerciali e luoghi di culto.

Nel corso delle perquisizioni eseguite questa mattina, gli inquirenti hanno sequestrato anche marijuana e hashish. Questi sequestri, logicamente, vanno ad aggiungersi a quelli effettuati nel corso delle indagini con fermi e controlli.

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Una metropolitana leggera per collegare i comuni della Piana del Sele

di Luigi Martino

«Questo è il primo passo per annodare la Piana del Sele in uno snodo di interessi di area vasta. Credo che la regione sosterrà economicamente l’intero intervento di area vasta. Sono sempre convinto che la cooperazione fra i territori è il futuro per continuare a garantire i servizi ai cittadini». Così il sindaco di Bellizzi, Mimmo Volpe, a margine dell’incontro avuto oggi con i colleghi di Battipaglia e Eboli e con il presidente della commissione regionale Trasporti e Infrastrutture Luca Cascone. Oggetto del tavolo «La Piana del Sele quale baricentro della mobilità a sud di Salerno» e lo sviluppo del sistema dei trasporti in conseguenza del prolungamento della metropolitana di Salerno fino alla Piana del Sele. Un intervento, questo, necessario anche in vista dello sviluppo del sistema aeroportuale regionale, grazie al prolungamento del collegamento ferroviario Arechi-Aeroporto, e di quello turistico.

«Per il completamento del servizio locale della metropolitana leggera di Salerno – spiega una nota dei sindaci -, manca l’ultimo tronco, la tratta compresa tra Pontecagnano aeroporto e i comuni della Piana, Bellizzi, Battipaglia e Eboli; il proseguimento e completamento della linea leggera di metropolitana fino a questi comuni costituisce un’opera di particolare importanza, un anello fondamentale nel sistema integrato dei trasporti locale-regionale, unitamente all’ampliamento in corso dell’aeroporto di Pontecagnano-Salerno. Vista la necessità degli abitanti della Piana del Sele e del Sud della Provincia, la necessità di tanti giovani studenti e lavoratori di avere maggiori possibilità per raggiungere il capoluogo di Provincia e l’infrastruttura aeroportuale, andremo ad una riorganizzazione del sistema della mobilita’ su ferro mediante la destinazione della linea della metropolitana di Salerno fino a sud, passando dall’aeroporto di Pontecagnano fino alla Piana del Sele con fermate a Bellizzi, Battipaglia e Eboli».

«Questa opera – spiegano i primi cittadini di Battipaglia, Bellizzi ed Eboli – diminuirà notevolmente il traffico cittadino e extraurbano, con notevoli ricadute ottimali sull’ambiente e sui tempi di percorrenza, potenziando il bacino di utenza verso l’aeroporto. Da qui la richiesta di estendere il provvedimento fino ai nostri Comuni».

L’appello è rivolto alla Regione Campania e al governatore De Luca per ampliare il servizio che non può non coinvolgere una realtà così importante della provincia di Salerno come la Piana del Sele, pianificando la prossima programmazione comunitaria con le fermate a sud, coinvolgendo Bellizzi, Battipaglia ed Eboli. Questo patto tra sindaci sarà tramutato in atto deliberativo congiunto dei tre comuni richiedendo ufficialmente il servizio di Metropolitana leggera.

«Dall’incontro di questa mattina, è emerso certamente che c’è la volontà da parte dei sindaci e della Regione Campania, con il presidente della commissione regionale di potenziare la mobilita’ della Piana del Sele. Eboli – dichiara il sindaco Massimo Cariello – è stata indicata come il punto di arrivo della metropolitana. La nostra città rappresenta la porta d’ingresso per la Lucania, anche in considerazione del fatto che i lavori sono già partiti e che saranno ultimati nel giro di due anni, da parte delle ferrovie dello stato. Sara’ potenziato tutto il tratto ferroviario da Eboli fino in Basilicata. Inoltre ci saranno ben tre binari. Infine altro risultato molto importante è che la stazione cambierà volto, avremo maggiori servizi e la riqualificazione delle aree esterne».

Per Cecilia Francese, primo cittadino di Battipaglia, nell’incontro di oggi «si è discusso di metropolitana, di freccia rossa e di quanto sia possibile fare in termini di area vasta, crescita del territorio e mobilità. Ringrazio il presidente Cascone che ci ha rassicurato rispetto al da farsi. Questo patto stretto stamattina tra noi sindaci sarà presto tramutato in atto deliberativo congiunto per richiedere ufficialmente il servizio di metropolitana Leggera. La riqualificazione del territorio in termini di mobilità è un servizio reso agli studenti, ai lavoratori e all’intera comunità. Pensiamo ad andare avanti con atti concreti per il futuro dei nostri territori».

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Lega: «Sfruttamento immigrati piana del Sele quadro sconcertante»

di Luigi Martino

«Il quadro che emerge dalle indagini della Procura di Salerno, sullo sfruttamento e il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina nel salernitano, è sconcertante. La violazione delle regole del Decreto sui flussi, da parte di un esponente apicale del Partito Democratico di Eboli, indica una chiara responsabilità politica». Così Gianluca Cantalamessa, coordinatore della Lega in Campania, a proposito dell’inchiesta della procura di Salerno sul favoreggiamento dell’Immigrazione clandestina e che vede coinvolto il capogruppo del partito Democratico nel comune di Eboli. «L’area, a forte vocazione agricola – prosegue – dovrebbe essere un volano per l’intera regione e invece, è ostaggio di individui senza scrupoli che danneggiano l’intera popolazione, residente e non, a discapito di una politica fatta di accoglienza, regole e integrazione. Siamo garantisti e ci auguriamo quindi che vengano smentite le ipotesi, altrimenti, ci troveremmo davanti all’ennesima occasione mancata per tutti i campani a firma PD, forza di governo prima e guida della Regione poi».

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Franco Alfieri annuncia la candidatura a sindaco di Capaccio-Paestum

di Luigi Martino

Con una lettera aperta alla comunità locale Franco Alfieri annuncia di aver accettato la candidatura a sindaco di Capaccio Paestum. Di seguito, il testo della lettera. Annuncio ufficialmente la mia candidatura a sindaco di Capaccio Paestum. La notizia era nell’aria da qualche settimana. Da parte mia c’è stata però la necessità di riflettere, con attenzione e serenità, sulla proposta d’impegno diretto che mi è stata avanzata da tanti amici. So bene quanto i Cittadini di Capaccio Paestum desiderino una nuova stagione di cambiamento e di sviluppo: a questo progetto sono oggi pronto a contribuire con la capacità amministrativa che tutti, senza distinguo, mi riconoscono. Ho ricoperto diversi ruoli istituzionali, ma, soprattutto in tempi di difficoltà economica, il Sindaco diviene punto di riferimento imprescindibile per tante persone e tante famiglie. Deve perciò essere in grado di svolgere i propri compiti con determinazione ed efficienza. Quella di ‘sindaco capace’ è un’etichetta che molti tendono ad auto-attribuirsi, anche di fronte ad esperienze non proprio esaltanti. Nel mio caso, invece, possono parlare i fatti: frutto di un percorso fatto di competenza, concretezza e vicinanza ai Cittadini. Oggi mi si chiede di impegnarmi in un nuovo progetto amministrativo, in un Comune che è il cuore storico, identitario e produttivo di una terra che conosco alla perfezione. Davanti a me vedo un territorio comunale ricco di persone che lavorano duramente, fervido di energie imprenditoriali, caratterizzato dalla straordinaria ricchezza di risorse storiche e culturali. Toccherà a noi tutti trasformare questo patrimonio in quell’esperienza amministrativa d’eccellenza che la Comunità di Capaccio Paestum attende da decenni. E state pur certi che, uniti, ce la faremo. Guiderò una compagine ampia, composta esclusivamente da liste civiche, che vedranno in campo tanti giovani, tanti imprenditori, tanti esponenti delle associazioni. Insieme presenteremo alla Comunità un programma elettorale chiaro e snello, con dieci punti da realizzare in un periodo di tempo certo e breve. Per i prossimi giorni la mia priorità sarà però quella di moltiplicare gli appuntamenti sul territorio. Le richieste d’incontro sono già numerose; posso però assicurarvi che cercherò di rispondere positivamente a ogni invito. Ci aspetta un grande lavoro ed è perciò necessario che impariamo a conoscerci sempre meglio. Non mi resta che ribadire che sto per lanciarmi in questa nuova avventura elettorale, che pure non avevo in nessun modo cercato, con tutto l’entusiasmo e con tutta la determinazione di cui sono capace. Se vorrete concedermi la Vostra fiducia, per i prossimi cinque anni sarò al servizio della Comunità di Capaccio Paestum. Lavorando con passione per dare forza alle Vostre energie.

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Enigma Paestum, si scava nella Casa dei Sacerdoti

di Luigi Martino

Sono partiti gli scavi in uno degli edifici più enigmatici dell’area archeologica di Paestum: si tratta della ‘Casa dei Sacerdoti’, una struttura d iincerta funzione, situata davanti al tempio di Nettuno. Anche in questo caso ci sarà la possibilità di visitare il cantiere: ogni giorno, dal lunedì al venerdì, tra le 11,30 e le 12, il personale specializzato del Parco aggiornerà i visitatori sulle indagini in corso. Fin dal momento della sua scoperta, l’edificio ha destato grande interesse da parte degli archeologi, proprio per la sua posizione privilegiata rispetto al grande tempio greco a cui doveva collegarsi in relazione ai rituali che si svolgevano nel santuario meridionale. Gli studiosi, forse condizionati dalla più moderna relazione tra luogo sacro e casa canonica, hanno ipotizzato si trattasse di un ambiente privato, un’abitazione destinata al ‘personale’ dei santuari, in primis sacerdotesse esacerdoti. Con lo scavo, il Parco Archeologico di Paestum si pone l’obiettivo di far chiarezza sulla funzione dell’edificio e, più in generale, sul contesto sacro in cui esso è ubicato. «La storia di questo edificio þ lunga e complessa – dice il direttore Gabriel Zuchtriegel -. La sua ubicazione, centrale rispetto al santuario meridionale, stimola la nostra attenzione, tanto da inserire lo scavo nel più ampio programma di ricerche archeologiche nella città di Poseidonia-Paestum. Analogamente a quanto stiamo facendo negli isolati abitativi greci per ricostruire la vita quotidiana dell’antica polis magno-greca, con lo scavo vogliamo colmare una grande lacuna nelle nostre conoscenze sull’area sacra e sui rituali che si svolgevano all’ombra dei templi».

Lo scavo appena iniziato è stato in parte reso possibile grazie ad una raccolta fondi, organizzata da Barbara Guerra e Albert Sapere, ideatori e curatori del Congresso Internazionale di cucina d’autore LSDM, che lo scorso mese di luglio hanno organizzato una cena a Paestum con tre chef di fama internazionale. «Il Parco ha raggiunto degli ottimi risultati in termini di fundraising – continua Zuchtriegel – in 3 anni sono stati raccolti 300.000 euro tra donazioni e sponsorizzazioni. Queste somme sono state impiegate per importanti attività a sostegno della tutela e valorizzazione del museo e dell’area archeologica di Paestum, come restauri e borse di studio per ricercatori. Lo scavo della “Casa dei Sacerdoti” è uno dei tanti esempi positivi che dimostra il fruttuoso successo della collaborazione tra pubblico e privato».

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«Migranti ridotti come schiavi per coltivare la piana del Sele»

di Luigi Martino

Contrastare la tratta di manodopera nei luoghi di lavoro istituendo, tra l’altro, un collocamento pubblico in agricoltura e utilizzando al meglio i fondi europei. Sono alcune delle proposte che la Cgil Salerno, insieme con Flai Cgil, lancia per il contrasto al caporalato e che inserisce in un dossier-denuncia. Quello presentato stamani a Salerno, a distanza di quattro anni dalla prima volta, è un documento che in parte ricalca scenari emersi da una inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Salerno su lavoratori marocchini nella Piana del Sele che ieri ha portato a 27 arresti. «Rispetto ai dati riportati nel 2015, cambia, seppur di poco, solo l’importo della paga corrisposta ai lavoratori nei campi, che aumenta di qualche euro, sfiorando i 25 euro al giorno», spiega il segretario Flai Cgil Salerno, Giovanna Basile. Dalle sette pagine del dossier, emerge come la forza lavoro impiegata in agricoltura nella Piana del Sele sia costituita per l’80% da braccianti di origine straniera. La figura del caporale, negli anni, è andata mutando in quanto, oltre alla intermediazione di manodopera, al sottosalario, al lavoro nero e al controllo dei ritmi di lavoro, gestisce, ora, anche gli ingressi nel Paese, divenendo, così, un punto cardine della tratta di esseri umani.

Si fa, poi, espresso riferimento ai caporali di origine marocchina che «si avvolgono del decreto flussi riservato a lavoratori stagionali» e rappresentano «l’anello di congiunzione tra i migranti che aspirano all’ingresso e le aziende agricole». Per ogni immigrato che arriva in Italia, «il costo della tangente si aggira intorno ai 7-10mila euro». Questo dato trova riscontro nell’impianto accusatorio dei pm salernitani che hanno scoperto come per far sì che gli immigrati riuscissero ad ottenere l’inserimento dei loro nominativi nelle domande Unilav fossero disposti a pagare dai 5 ai 12mila euro ad un’organizzazione criminale transnazionale con base nel Salernitano. Tra le proposte del sindacato, inoltre, anche l’attivazione del collocamento e del trasporto pubblico in agricoltura, in collaborazione con Comuni e aziende agricole, l’istituzione di un comitato provinciale contro il caporalato, «semmai da inserire nei centri per l’impiego». Per il segretario generale della Cgil Salerno, Arturo Sessa, «occorre mettere in campo una sinergia tra istituzioni, imprenditori, associazioni datoriali e organizzazioni sindacali». Inoltre, le sigle sindacali chiedono di avviare una valutazione della possibilità di utilizzare i fondi europei, che ammonterebbero a circa 25 milioni di euro, mettendo in campo progetti condivisi che abbiano l’obiettivo comune di stanare caporali e aziende colluse. Infine, è stata ribadita l’idea di creare «un marchio etico e di qualità per i prodotti agroalimentari della Piana del Sele» coinvolgendo le «aziende sane del settore affinchè si mettano in gioco per ridare legalità al settore».

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Furti nelle auto a Paestum, vittima il direttore Zuchtriegel

di Marianna Vallone

E’ amareggiato Gabriel Zuchtriegel, il direttore del Parco archeologico di Paestum, vittima nei giorni scorsi di un furto tra la stazione ferroviaria e Porta Sirena a Paestum, dove aveva parcheggiato la sua auto, ritrovata il giorno dopo con i vetri in frantumi. I malviventi hanno cercato di rubare gli oggetti all’interno, senza grandi risultati perché nell’auto non c’era nulla di valore. «Questa volta è toccata a noi, vetro della macchina rotto, è accaduto tra la stazione di Paestum e Porta Sirena. Niente di che, ma che diranno i turisti che subiscono episodi del genere e si portano via questo ricordo del sito?», spiega il direttore che ha condiviso quanto accaduto sui social network. A chi ha consigliato telecamere di videosorveglianza ha risposto: «Anche noi del Parco abbiamo in passato già interpellato prefettura e Comune. Non so però se le videocamere sarebbero risolutive. A Matera qualcuno mi ha rubato la bici, ripreso dalla videocamera dei vicini di casa. Solo che con il capello che portava non si faceva riconoscere e dunque le riprese non sono servite a nulla», ha concluso Zuchtriegel.

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Paestum conquista la Cina: mostra itinerante fino al 2020

di Luigi Martino

Si è appena inaugurata, presso l’Hebei Museum, la prima mostra monografica dedicata a Paestum fuori dall’Europa; l’esposizione durerà fino al mese di luglio 2020 e sarà ospitata anche nei musei di Ningxia, Jilin, Panlongcheng e Nanshan. «La mostra è partita con un grande successo – dichiara la direttrice del museo cinese Luo Xiangjun -. Siamo grati al Parco Archeologico di Paestum per la collaborazione che permette al pubblico cinese di conoscere meglio la cultura del Mediterraneo antico. Speriamo che la collaborazione continui nell’ambito di uno scambio culturale reciproco tra i due popoli, quello italiano e quello cinese». La mostra itinerante espone 135 opere pestane tra cui la statua di Hera in marmo proveniente dal Santuario dedicato alla dea presso la foce del fiume Sele e le sue riproduzioni in terracotta, alcune lastre dipinte che rappresentano testimonianze archeologiche uniche in tutto il contesto del Mediterraneo antico, dei corredi delle necropoli urbane fino alle produzioni vascolari più note, tra cui spicca il ceramografo pestano Assteas. «La sensibilità che ha dimostrato il Museo Provinciale di Hebei nell’ospitare questa mostra su Paestum come città del Mediterraneo, è notevole – sostiene il direttore Gabriel Zuchtriegel -. Devo dire che in questo i colleghi cinesi si sono dimostrati più sensibili di molti musei europei che continuano a raccontare la Magna Grecia come un mondo periferico e marginale, laddove rappresenta una delle radici della cultura e del pensiero occidentale». I lavori di allestimento della mostra sono stati seguiti dal personale del Parco Archeologico: i restauratori Franco Calceglia e Raffaele Cantiello e l’archeologo Francesco Scelza hanno lavorato fianco a fianco con i professionisti dell’Hebei Museum per realizzare un’esposizione che esalti il fascino della cultura di Paestum, anche con la riproduzione della Tomba del Tuffatore. E Paestum sbarca in Cina anche sui canali social. Allo scopo di promuovere la mostra e far conoscere le bellezze della città magnogreca con i tre templi dorici meglio conservati al mondo, è stato creato un profilo Weibo del Parco, il social più diffuso sul territorio cinese. Potete visitarlo al seguente link: https://weibo.com/u/6931382972.

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Tenta suicidio lanciandosi sui binari: 45enne salvato dai pendolari

di Luigi Martino

Un uomo di 45 anni ha tentato di togliersi la vita a Capaccio Paestum, cercando di buttarsi sotto un treno. La tragedia è stata evitata grazie all’intervento di alcuni pendolari, in stazione, che hanno salvato l’uomo, bloccandolo. A quanto si apprende, sembra che l’uomo avesse alcuni problemi familiari e stesse affrontando una delusione amorosa.

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Cilento, cenone di fine anno: 300 kg di pesce sequestrato

di Luigi Martino

Si sta per concludere la vasta operazione della guardia costiera di Agropoli lungo la filiera ittica voluta per le festività natalizie dal mnistro delle Politiche Agricole Alimentari Forestale e del Turismo, Gian Marco Centinaio, coordinata a livello regionale dalla direzione marittima della Campania, quale centro di controllo operativo locale. Complessivamente, i comandi del circondario marittimo di Agropoli, sotto la direzione del tenente di vascello Giulio Cimmino, nel mese di dicembre sino ad oggi hanno effettuato 110 controlli in mare ed a terra, irrogando 9 sanzioni amministrative per un ammontare di oltre 17.000 euro; sono stati sequestrati inoltre circa 300 kg di prodotto ittico conservato in precarie condizioni igienico sanitarie e privo di ogni documentazione che ne accertasse la provenienza e/o la tipologia di lavorazione, oltre a diverse attrezzature da pesca vietate o utilizzate in aree non consentite, tra cui una rete da posta di circa 500 metri utilizzata fraudolentemente da pescatori sportivi lungo il litorale di Capaccio Paestum.

Nell’entroterra è stata effettuata una capillare attività ispettiva presso grossisti, pescherie, venditori ambulanti e ristoranti, coinvolgendo anche i veterinari della locale Asl per gli aspetti prettamente igienico sanitari. Nell’assicurare che l’attività di vigilanza lungo tutta la filiera del pescato continuerà anche nei prossimi giorni, al fine di garantire il rispetto delle norme in materia di rintracciabilità del prodotto ittico ed il corretto esercizio delle attività di pesca, nei riflessi della salvaguardia della salute pubblica e della tutela delle risorse biologiche, la guardia costiera di Agropoli raccomanda di acquistare prodotti ittici dei quali sia sempre possibile conoscere la provenienza.

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A Paestum arriva il biglietto dinamico, varia i prezzi a seconda della stagione

di Marianna Vallone

Il Parco Archeologico di Paestum dal 1 gennaio del 2019, sarà il primo sito statale nel meridione a introdurre un biglietto “dinamico”. In concreto, questo vuol dire che da dicembre a febbraio, periodo di bassa affluenza, si pagherà la metà, mentre nei mesi di alta stagione il biglietto sarà aumentato. Il suggerimento arriva dai docenti del master in Management dei Beni Culturali della Bocconi che collaborano da tempo con il sito magno-greco e che hanno analizzato il caso degli Uffizi. «Ormai tutti siamo abituati ad avere a che fare con il prezzo dinamico quando si tratta di acquistare un prodotto online, un biglietto aereo o di prenotare una stanza in hotel – spiega Andrea Rurale della Bocconi – Allo stesso modo i biglietti di ingresso nei musei possono aumentare o diminuire a seconda di cosa c’è da vedere o della stagione dell’anno».

L’obiettivo, nelle parole del direttore del Parco Archeologico, Gabriel Zuchtriegel, è di rinforzare la presenza e la partecipazione dei residenti e rendere il sito sempre più un centro culturale e sociale del territorio. «Nella stessa ottica abbiamo anche fissato le giornate di ingresso gratuito. Tutti i giovedì dalle 18.00 si potrà entrare gratuitamente nell’area archeologica e nel museo».

Per compiere la quadratura del cerchio, anche il nuovo biglietto annuale, istituito tre anni fa nell’ambito della gestione autonoma del sito di Paestum, è stato adottato alle nuove esigenze. Il costo, come annuncia il direttore, sarà “simbolico”. «Un euro in più rispetto al biglietto normale – dice Zuchtriegel – questo vuol dire: con un euro simbolico in più il nostro biglietto diventa annuale». L’analisi dei flussi ha evidenziato che al sito di Paestum, ubicato in una zona rurale, pochi visitatori tornano più di una volta all’anno. Con il nuovo biglietto annuale la direzione del Parco spera dunque di aumentare sia gli ingressi sia le vendite dell’abbonamento annuale, che precedentemente costava € 25,00 mentre adesso arriverà a € 13,00.

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Capodanno, parco archeologico Paestum aperto grazie a privati

di Luigi Martino

Apertura straordinaria del parco archeologico di Paestum il prossimo primo gennaio. Dalle 10 alle 16 il sito sarà fruibile grazie al sostegno economico della Pro Loco Silarus Porta del Cilento Paestum, che in passato ha già contribuito a diverse iniziative del parco. Il prezzo del biglietto di ingresso è di 5 euro, ridotto di 2,5 euro. Il grande riscontro da parte del pubblico avuto per le scorse aperture di capodanno ha determinato nella direzione la volontà di rinsaldare la presenza del Parco sul territorio «La Pro Loco Silarus – sottolinea il presidente, Vincenzo Patella – non ha mai fatto mancare il proprio appoggio ai progetti fortemente voluti dalla direzione del parco. Paestum rappresenta il cuore della progettualità della Pro Loco come grande attrattore turistico. Il nostro intento è quello di spalmare su tutto il territorio cilentano, partendo dall’antica città di Poseidonia, il flusso di visitatori, tenuto conto dei grandi numeri raggiunti negli ultimi tre anni di gestione del direttore Gabriel Zuchtriegel».

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Paestum al chiaro di luna, visite al Parco di notte con lanterne

di Luigi Martino

Salerno si illumina, Paestum spegne le luci “Paestum al chiaro di luna” è la proposta del Parco Archeologico di Paestum e della Fondazione “Giambattista Vico” di Vatolla per le festività natalizie: dal 21 al 31 dicembre 2018, all’imbrunire, visite al Santuario Meridionale. Se nelle più grandi città abbondano luminarie e addobbi, a Paestum si spengono le luci e si passeggia tra i templi illuminati dalla luce naturale notturna e dalle fiammelle di piccole lanterne portate in mano dai visitatori. “La proposta di un’esperienza di visita al chiaro di luna restituisce la sacralità di un luogo magico come Paestum – dichiara Tiziana Maffei, presidente ICOM Italia – La scelta di non illuminare i templi dall’interno può apparire oggi controtendenza, ma in realtà rivela coraggio e coerenza non solo dal punto di vista ambientale. In quest’Italia schiacciata dall’inquinamento luminoso, purtroppo, la sapienza del passato nell’utilizzare la luce naturale a sostegno della sintassi architettonica, è stata letteralmente sopraffatta dal desiderio di vivere in ore notturne i luoghi della cultura. Dovremo cogliere l’iniziativa del Parco Archeologico di Paestum per aprire una riflessione sul ruolo della luce quale dispositivo museografico territoriale nella messa in scena notturna di architetture e paesaggi culturali”. Oltre alle visite nell’area archeologica, sarà possibile ammirare nel museo il quadro “Paestum al chiaro di luna”, dipinto da Antonio Coppola negli anni 1880/90, e concesso dalla fondazione Vico. «E’ con fierezza che la Fondazione “G. Vico” collabora con il Parco Archeologico di Paestum per la realizzazione di questa iniziativa – afferma il presidente Vincenzo Pepe – essa è un importante esempio di sinergia tra gli enti pubblici e gli altri soggetti “minori” impegnati sul territorio. Collaborare con il grande attrattore del Parco del Cilento è fondamentale per chi quotidianamente si occupa della promozione e valorizzazione del territorio cilentano. L’intento è utilizzare la fama di Paestum come volano per la conoscenza delle altre realtà locali che meritano altrettanta visibilità, proprio come i quadri del Grand Tour esposti nel museo Acropolis di Agropoli». Oltre allo scenario naturale, la visita sarà resa ancora più suggestiva dalle lanterne che i visitatori ritireranno presso l’ingresso di “Porta principale”, di fronte al tempio di Nettuno. «Il tentativo dell’esposizione – afferma il direttore Gabriel Zuchtriegel – è quello di rievocare il fascino del sito sotto il cielo notturno in un periodo in cui i monumenti ancora non si illuminavano con impianti a luce elettrica. Negli ultimi decenni è divenuto sempre più difficile rivivere tale esperienza, perciò abbiamo deciso di spegnere l’illuminazione esterna dei templi del santuario meridionale per permettere la visita “al chiaro di luna”, con la sola illuminazione di lanterne». Info: Paestum al chiaro di luna, visite all’imbrunire al santuario meridionale. Inaugurazione 21 dicembre 2018, alle ore 17:00. Tutti i giorni, all’imbrunire, dal 21 al 31 dicembre 2018, appuntamento al museo. Iniziativa inclusa nel biglietto di ingresso al Parco, nel biglietto annuale Paestum Mia e nella card Adotta un blocco. Apri la locandina dell’evento:

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«A Natale regala la cultura»: l’invito del Parco di Paestum è virale

di Luigi Martino

Vivere il sito archeologico meglio conservato della Magna Grecia per un anno intero al prezzo di un biglietto del cinema – è questa la proposta che il Parco Archeologico di Paestum promuove per il periodo natalizio. Il biglietto annuale Paestum MIA, infatti sarà acquistabile a €10 (ridotto €6 per ragazzi dai 18 ai 25 anni) nel periodo dall’8 al 31 dicembre e consente l’accesso al sito e al museo per 365 giorni e la partecipazione a molte iniziative promosse dal Parco Archeologico. In programma, tra l’altro, una mostra dedicata all’opera di Sergio Vecchio, artista “pestano” deceduto a febbraio di quest’anno, che nei suoi lavori si è molto occupato della contemporaneità dell’archeologia e del mito di Paestum. «Il biglietto annuale – fa sapere il direttore Gabriel Zuchtriegel – mi sembra un’ottima idea come regalo di Natale, perché così possiamo donare ai nostri cari un’esperienza singolare e diversa che si può fare solo in questa terra». L’obiettivo che il Parco Archeologico di Paestum persegue con questa iniziativa è soprattutto quello di coinvolgere maggiormente le comunità di riferimento sul territorio. «Vogliamo aprire le porte a un tipo di fruizione quotidiana che può consistere anche in una passeggiata rigenerante o nel rivedere un’opera o un monumento che ci ha colpito sotto un’altra luce o a leggere un libro all’ombra dei templi e così via. Ovviamente sono inclusi anche i laboratori per bambini e adulti che si svolgono ogni giorno, escluso il lunedì, alle ore 11:00 in maniera gratuita per tutti i visitatori». Con questa iniziativa, il Parco Archeologico di Paestum mira ad aumentare l’accessibilità economica del sito per le persone del territorio, anche se il biglietto annuale è acquistabile da tutti. «In questo modo – dice il direttore – vogliamo dare seguito all’auspicio del Ministro Alberto Bonisoli di creare una sempre maggiore accessibilità anche economica per i residenti e di rinforzare il ruolo sociale dei luoghi della cultura, che appartengono a tutti». Costo abbonamento dall’8 al 31 dicembre 2018: € 10, ridotto € 6 (ragazzi dai 18 ai 25 anni), acquistabile presso le biglietterie del Parco e on line sul sito www.paestum.museum Apri la locandina:

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Illecita gestione dei rifiuti, denunciato titolare di un allevamento bufalino a Paestum

di Marianna Vallone

E’ stato denunciato in stato di libertà il titolare di un allevamento bufalino, a Capaccio Paestum, a cui è stata contestata l’illecita gestione dei rifiuti (reflui zootecnici) in fase di deposito, stoccaggio e smaltimento. Nel corso della settimana appena trascorsa, l’Ufficio Ambiente del Comune di Capaccio, in collaborazione con la Polizia Municipale, ha dapprima attivato una serie di appostamenti sul territorio comunale finalizzati ad individuare fenomeni di smaltimento illecito di rifiuti, e poi ha attivato dei controlli specifici a verifica di quanto ipotizzato.

A conclusione dell’attività, la Polizia municipale, in collaborazione con l’ufficio Ambiente, l’ufficio Tecnico e con il supporto del nucleo di vigilanza ambientale volontaria delle Guardie giurate del Wwf di Salerno ha denunciato alla Procura della Repubblica di Salerno il titolare di un allevamento bufalino, in località Cannito di Capaccio Paestum. Durante l’attività ispettiva, inoltre, è stato richiesto l’intervento del personale veterinario dell’Asl competente per territorio, per verificare il rispetto del benessere animale e del rispetto delle condizioni igienico sanitarie.

«Le attività proseguiranno – commenta l’assessore con delega alla Sicurezza Urbana e alla Polizia Municipale,  – al fine di individuare e denunciare i fenomeni di inquinamento ambientale nel territorio comunale. Massima attenzione, dunque, per contrastare questi fenomeni e i controlli si estenderanno anche ad altre attività per verificare il rispetto di tutte le normative in materia ambientale».

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Zingari, minacce a «guardie» e politici del Cilento: «Vedete che la vita è breve»

di Luigi Martino

«Finitela un poco…marescià vedete che la vita è breve, si muore, cercate di fare il bravo» e «stai attento che non ti va sempre bene, qualche mio parente potrebbe reagire». Queste alcune delle minacce, anche di morte, che sono state rivolte ai carabinieri dai componenti del gruppo rom sgominato oggi nel Cilento, per cercare di alleggerire la pressione delle forze dell’ordine sulle loro attività illecite. Minacce al sindaco di Agropoli per costringerlo a «evitare che alcuni appartamenti di recente confiscati fossero adibiti a finalità pubbliche» e che venissero «indebitamente assegnati ad appartenenti alla comunità posti di lavoro a tempo indeterminato». Anche di questi atti intimidatori si sarebbe resa protagonista la banda: due famiglie rom, i Marotta e i Cesarulo, tenevano sotto scacco Agropoli. La circostanza è stata resa nota nel corso di una conferenza stampa indetta dopo la notifica di 25 misure cautelari (11 in carcere, 7 ai domiciliari e 7 obblighi di dimora) ad altrettante persone ritenute componenti del gruppo criminale rom. L’episodio risale allo scorso luglio quando, come spiegato dal facente funzione di procuratore della Repubblica di Salerno Luca Masini «fu semi-divelta la porta dell’anticamera da un gruppo di persone che capeggiate da uno dei promotori pretendevano di essere immediatamente ricevuti per avere conto di una serie di condotte doverose che il sindaco di Agropoli stava attuando». Intercettazioni, appostamenti, testimonianze: un lavoro durato mesi.

L’allarme del sindaco Nel luglio scorso è proprio il primo cittadino di Agropoli a lanciare l’allarme perchè costretto a ricevere, nel proprio ufficio e senza appuntamento, una ‘delegazioni’ della comunità rom che avrebbero voluto evitare che alcuni immobili confiscati, tra cui una villa su cui pende l’ordine di sgombero ma occupata fino a stamattina, fossero destinati a finalità pubbliche. Il primo cittadino scrive ai carabinieri sottolineando come «la notevole propensione di alcuni esponenti di tale comunità ad assumere comportamenti violenti e sopraffattivi è suscettibile di patenti ripercussioni sull’ordine pubblico e sulla sicurezza in generale». «E’ la prima volta – evidenzia il comandante del Ros, Giancarlo Santagata – che viene contestata a una comunità rom italiana l’aggravante del metodo mafioso».

La guerra alle «guardie» Voleva «fare una guerra ai carabinieri» la banda. Lo ha sottolineato, sempre in conferenza, il pm Antimafia Marco Colamonici. L’obiettivo era cercare di «omettere o alleggerire i controlli del comando carabinieri eseguiti in direzione delle condotte delittuose riconducibili ai componenti del gruppo indagato». «Uno dei principali esponenti del sodalizio – ha spiegato il pm – era riuscito a tenere calmi i giovani del gruppo che, infastiditi da questo attivismo dei carabinieri di Agropoli, avrebbero voluto fare la guerra ai militari». Ma il gruppo avrebbe rivolto minacce anche al coordinatore unico del cantiere di Agropoli della società operante nel settore della raccolta dei rifiuti solidi urbani, al fine «di essere assunti nelle vesti di dipendenti stagionali, di essere adibiti a mansioni ‘gradite’ e di non essere sanzionati per le continue assenze e i costanti inadempimenti commessi nell’esercizio dell’attività lavorativa».

Dove prendevano e dove andavano i soldi Il gruppo criminale costituito dalle due famiglie si autofinanziava commettendo furti in vetture e in gioiellerie, avvalendosi anche del supporto logistico di alcuni parenti a Biella e Vercelli che, dietro ricompensa, offrivano basi operative in quelle zone. I proventi venivano, poi, riciclati attraverso l’utilizzo di una società che faceva confluire, attraverso l’home banking, le somme di denaro. La banda esercitava un controllo che ha fortemente inciso sul tessuto sociale della cittadina di Agropoli. Attraverso attività tecnico-intercettive e l’esecuzione di servizi dinamici di osservazione, integrati dall’acquisizione di informazioni testimoniali, è stato possibile appurare che gli indagati si sarebbero autofinanziati attraverso l’esecuzione di sistematici furti con destrezza compiuti presso gioiellerie presenti su tutto il territorio nazionale, l’esecuzione di furti all’interno di autovetture ed il riciclaggio dei proventi ottenuti, l’illecita introduzione nei circuiti bancari finalizzata all’accredito fraudolento di somme di denaro. «Siamo partiti da un’attività investigativa sui furti – ha spiegato il comandante provinciale Antonino Neosi – ma siamo riusciti a dimostrare che dietro c’era un’attività che andava ben oltre».

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Vino e cambiamenti climatici: l’allarme parte dal Cilento

di Luigi Martino

Sabato 1 dicembre 2018, a partire dalle ore 10.30, al museo di Paestum, si terrà la quarta edizione del Vino del Tuffatore realizzata in collaborazione con il consorzio tutela Vini di Salerno. Un’edizione diversa dalle precedenti, dedicata a un tema di grande attualità «La viticoltura salernitana tra cambiamenti climatici e tutela del paesaggio e della biodiversità».

«L’iniziativa fa valere il nostro motto – Ceci n’est pas un musée, questo non è un museo! – nel senso che esprime l’allargamento della fruizione del patrimonio archeologico su cui puntiamo. La viticoltura come parte integrante della Dieta Mediterranea è uno degli elementi che lega il nostro presente all’epoca della colonizzazione greca, e il fatto che ne parliamo nel museo con la possibilità di degustare vini cilentani e campani mi sembra un ottimo segno del rapporto intenso tra beni culturali e territorio» dichiara il direttore Zuchtriegel.

Un modello previsionale, elaborato da un gruppo di ricercatori, ha stimato i possibili impatti del cambiamento climatico sulla vitivinicoltura. Lo studio evidenzia il fatto che le regioni vinicole più importanti del mondo vedranno sensibilmente diminuire le loro aree coltivabili, un evento che obbligherebbe i viticoltori a piantare nuovi vigneti in ecosistemi precedentemente indisturbati, a latitudini più alte o altitudini più elevate, con specie vegetali e animali diverse.

«Il paesaggio si fa. Il paesaggio è il principale documento della nostra storia. E come la storia è il prodotto di avvenimenti, azioni, luoghi. Ma bastano conservazione e tutela a “fare il paesaggio”? Tutto cambia: il clima, le comunità, la tecnologia, le necessità. Quindi è importante idealizzare e ripensare il paesaggio, valorizzandone l’identità, le specificità e biodiversità» afferma il presidente del consorzio, Luigi Scorziello.

L’incontro si propone come occasione di confronto tra le più importanti realtà della filiera vitivinicola nella provincia di Salerno. Discutere e condividere idee e azioni per lo sviluppo del territorio e delle sue denominazioni di origine; definire ed adottare buone pratiche di intervento per la mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici e per la sostenibilità delle produzioni vitivinicole saranno gli obiettivi della giornata che si concluderà con l’adozione condivisa di un documento di indirizzo strategico per il comparto.

Nel pomeriggio nel Museo sarà possibile degustare i vini di 33 aziende associate al Consorzio di Tutela Vini Vita Salernum Vites che saranno presenti all’evento dalle ore 14.30 alle 20.00 e presenteranno i loro vini a marchio comunitario (Dop Cilento, Dop Castel San Lorenzo, Dop Costa d’Amalfi, Igp Paestum, Igp Colli di Salerno). A seguire, dalle ore 17.00, si terranno due seminari dedicati al vino, a cura del giornalista Luciano Pignataro e dellasommelier Maria Sarnataro, delegata AIS Campania.

L’iniziativa è inclusa nel biglietto d’ingresso al Parco, nell’abbonamento Paestum Mia e nella card Adotta un blocco.

Sito web: pae.promozione@beniculturali.it Tel. 0828811023 www.museopaestum.beniculturali.it

Facebook: Parco Archeologico Paestum Twitter: @paestumparco Instagram: paestumtempli

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Scippano anziana, scappano e provocano incidente: fermati

di Luigi Martino

Ambulanza (foto archivio)

Due ladri sono stati acciuffati e accompagnati in ospedale dai carabinieri dopo aver commesso un furto ai danni di un’anziana e, durante la fuga, hanno provocato un incidente dove sono rimaste coinvolte anche altre persone. Il fatto è accaduto ieri, mercoledì, ad Agropoli. Secondo la ricostruzione dei carabinieri della compagnia guidata dal capitano Francesco Manna, i due malviventi hanno rubato la borsa di una donna in pieno centro cittadino e dopo avrebbero dato il via alla fuga a bordo di una Fiat 500. Fuga che però è terminata ben presto. A pochi passi dalla piscina Elysium, infatti, la 500 è andata a scontrarsi con una Hyundai Santa Fè. Sul posto sono arrivate le ambulanze della Croce Azzurra di Agropoli e Licinella. I feriti sono stati trasportati agli ospedali di Vallo della Lucania e Battipaglia. In uno primo momento i due ladri hanno tentato di fuggire abbandonando la refurtiva nell’abitacolo della vettura. Ma i carabinieri li hanno bloccati e ora li tengono piantonati al nosocomio. Ferito anche il conducente della Hyundai. Nessuno di loro, per fortuna, è in pericolo di vita.

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La storia di Roccagloriosa rivive con l’attrice Biancarosa Di Ruocco

di Marianna Vallone

L’attrice Biancarosa Di Ruocco

«Fermati, viandante, e apprendi con animo grato le tristissime vicende che ha sofferto questa patria. Un’antichissima tradizione, ruderi e altri monumenti attestano che originariamente il paese era collocato nella zona di San Giacomo e fu completamente distrutto dai crotonesi, prima dell’era volgare. I superstiti si scelsero altro luogo, che Stilicone trovò adatto alla propria difesa e se ne appropriò. Perciò la città, dal nome di questo capitano, fu denominata Stilicona». I visitatori della Borsa Mediterranea del  Turismo archeologico di Paestum, città simbolo dell’Italia antica, sono stati sorpresi e catturati da Roccagloriosa in carne ed ossa.

Nello stand dedicato al comune ha preso vita la storia di Roccagloriosa nelle parole e nella rappresentazione dell’attrice Biancarosa Di Ruocco. L’idea nasce dalla volontà di portare tra la gente le bellezze di uno dei borghi più significativi del Cilento e promuoverlo in   modo originale e sorprendente. Così Roccagloriosa ha aperto le sue porte al pubblico della BTMA per rivivere la storia attraverso la distruzione nel 537 d.C. e quella del 1552, ad opera di Dragut Bassa, fino al 3 agosto 1806 quando «il paese subì ancora l’ultimo e misero destino, quando i francesi, entrando in questa terra con 6.000 fanti, per inaspettata aggressione ad essi opposta da stranieri, diedero il paese in preda alle fiamme».

Dal 15 al 18 novembre, Roccagloriosa ha messo in mostra alla Borsa archeologica di Paestum il suoricco patrimonio culturale, rappresentato dal sito archeologico, un’area ricca di testimonianze storiche, i cui reperti sono conservati nei due musei del paese: l’Antiquarium che custodisce i reperti risalenti al IV e al III sec. a.C., rinvenuti durante le diverse campagne di scavo all’interno dell’abitato e delle necropoli, e il Museo Antonella Fiammenghi nel quale sono conservati gli ori, i reperti più preziosi e suggestivi del sito lucano. L’evento ha visto coinvolti attivamente anche i cittadini del borgo cilentano, infatti le varie associazioni presenti sul territorio comunale sono state parte attiva all’interno dello stand, offrendo un notevole supporto. Lo spiega l’assessore alla Cultura, Anna Maria Felicia Nardo: «La partecipazione alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum ha rappresentato, per Roccagloriosa, una straordinaria occasione di promozione, una vetrina d’eccellenza per il patrimonio, ancora troppo sconosciuto, della nostra comunità. Lo stand, allestito con originalità e attenzione è stato visitato da centinaia e centinaia di persone, che sono rimaste entusiaste ed ammirate dalle nostre bellezze. Importanti, tra l’altro, sono stati i contatti intercorsi con i Gotha dell’Archeologia e del Turismo Culturale, le Istituzioni presenti, quali il Mibac, nonché con gli operatori turistici internazionali. Grande soddisfazione anche per la partecipazione della cittadinanza di Roccagloriosa all’evento». Sfoglia la gallery:
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Dodici mila visitatori e 300 relatori alla Bmta Paestum

di Luigi Martino

L’apertura della Bmta di Paestum
Un eccezionale crocevia di autorità, ricercatori e testimonial di livello internazionale, una straordinaria occasione di diplomazia culturale in cui il dialogo tra Paesi trova sempre più, di anno in anno, una sede privilegiata, un luogo unico di approfondimento e divulgazione per addetti ai lavori, operatori turistici e culturali, viaggiatori e appassionati. Si conferma un evento originale nel suo genere la Borsa mediterranea del turismo archeologico che si chiusa a Paestum. La XXI edizione, promossa e sostenuta da Regione Campania, Città di Capaccio Paestum, Parco archeologico di Paestum, ideata e organizzata dalla Leader srl con la direzione di Ugo Picarelli, ha attirato in quattro giorni – dal 15 al 18 novembre – oltre 12.000 visitatori tra il Centro espositivo del Savoy Hotel, il Parco archeologico, il Museo archeologico nazionale e la Basilica Paleocristiana, location della XXI edizione, oltre che 100 espositori di cui 20 Paesi esteri, circa 60 tra conferenze e incontri, 300 relatori, 120 operatori dell’offerta, 100 giornalisti accreditati. «L’alta qualità degli incontri, le proposte di collaborazioni future, l’immagine rinnovata del Salone espositivo, la cospicua partecipazione agli incontri B2B degli operatori turistici dell’offerta con i buyer esteri selezionati dall’Enit e con i buyer nazionali dell’Aidit di Federturismo, l’apprezzamento degli illustri relatori, l’alto numero di visitatori – ha dichiarato il fondatore e direttore della Borsa Ugo Picarelli – sono solo alcuni degli elementi che ci rendono soddisfatti per aver fatto crescere l’evento anche quest’anno». «La Borsa mediterranea del turismo archeologico, alla sua XXI edizione, si conferma l’unico, autorevole e riconosciuto appuntamento al mondo, per tutti coloro che lavorano nel campo del turismo culturale e dell’archeologia. Nello stesso tempo, resta volano di sviluppo per il territorio di Paestum, sito Unesco, e della regione Campania tutta. Uno dei più importanti obiettivi della Borsa, il confronto sul dialogo interculturale tra i popoli, si è concretizzato quest’anno nel gemellaggio tra i siti di Paestum e Palmira, la città siriana simbolo del patrimonio culturale minacciato dal terrorismo e negli accordi tra il Colosseo e il sito cambogiano di Angkor, che porteranno a un successivo gemellaggio», ha proseguito. «Inoltre, la presenza di ministri, ambasciatori, vertici dell’Unesco – ha sottolineato Ugo Picarelli – ha sancito le celebrazioni dei due ventennali: quelli dell’iscrizione nella lista del patrimonio dell’Umanità di Paestum e Troia. E ancora le ultime scoperte sulla spianata di Gerusalemme. Gli assessori alla Cultura e al Turismo della Regione Siciliana, Sebastiano Tusa e Sandro Pappalardo, hanno più volte sottolineato l’importanza di partecipare alla Borsa, per le opportunità che da alla loro Regione grazie al confronto sulla promozione delle destinazioni e sulla valorizzazione dei beni culturali. Concludo ringraziando la Regione Campania e il Comune di Capaccio Paestum per il sostegno che hanno ritenuto di riservare alla XXI edizione».
Il Salone della Bmta
Sono state 60 tra conferenze e incontri, con ben 300 relatori, che hanno offerto una ricchissima e ampia panoramica su più fronti, dagli ArcheoIncontri (la sezione dedicata alle conferenze stampa e alla presentazione di progetti, iniziative culturali, editoriali e multimediali), ad ArcheoLavoro (l’orientamento post diploma e post laurea con presentazione dell’offerta formativa a cura delle Università presenti nel Salone, la presentazione delle figure professionali e gli Incontri con i protagonisti dedicati a Scuole e Università, oltre alle Masterclass riservate ai diplomati a cura di Universitas Mercatorum), passando per ArcheoStartUp (in collaborazione con Re-Generation (Y)outh, con la presentazione delle nuove imprese culturali e progetti innovativi nelle attività archeologiche). Negli Incontri con i protagonisti, dedicati ai siti archeologici del mondo, il grande pubblico ha potuto ascoltare le relazioni di importanti archeologi e direttori di prestigiosi siti e musei. Grazie all’altissima attenzione della Borsa verso il dialogo interculturale quale valore universale delle identità e del Patrimonio culturale, condensata negli hashtag #pernondimenticare il Museo del Bardo, 18 marzo 2015, e #unite4heritage for Palmyra, Paestum ha potuto raccogliere anche quest’anno toccanti testimonianze: Moncef Ben Moussa, direttore del Museo del Bardo di Tunisi all’epoca dell’attentato del marzo 2015 (attuale direttore per lo Sviluppo dei Musei), Mouhamed Al Khaddour, presidente della Federazione delle Camere del turismo della Siria, l’archeologo Paolo Matthiae, Mohamad Saleh, ultimo direttore per il Turismo di Palmira, Omar Asaad, il figlio di Khaled al-Asaad, l’archeologo di Palmira che ha pagato con la vita la difesa del patrimonio culturale, cui è intitolato il Premio alle scoperte archeologiche più significative, andato quest’anno all’archeologo Benjamin Clèment per la ‘piccola Pompei francese’ di Vienne. Dal forte carattere internazionale la cerimonia di gemellaggio tra le città di Paestum e Palmira e la celebrazione del 20° anniversario dell’iscrizione nella Lista del Patrimonio mondiale dell’Umanità dell’Unesco dell’area archeologica di Paestum, alla presenza di Mounir Bouchenaki, consigliere speciale del direttore generale Unesco, e Irina Bokova, già direttore generale Unesco, cui è stato conferito il Premio Paestum Archeologia ‘Mario Napoli’ per il suo impegno alla valorizzazione del patrimonio culturale, alla promozione del turismo archeologico e al dialogo interculturale.

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Via alla XXI edizione Borsa Mediterranea turismo archeologico

di Luigi Martino

La grafica dell’edizione 2018

Tutto pronto per la ventunesima edizione della Borsa mediterranea del turismo archeologico, che si svolgerà a Paestum da giovedì 15 a domenica 18 novembre. La location per il salone espositivo, il programma conferenze e il workshop Enit e Aidit sarà il Centro espositivo del Savoy Hotel, a soli 2 km dal Parco Archeologico, dal Museo e dalla Basilica, dove avranno luogo le altre sezioni (ArcheoExperience, ArcheoLavoro, la Mostra ArcheoVirtual, le visite guidate). Istituzioni, enti, paesi esteri, Regioni, organizzazioni di categoria, associazioni professionali e culturali. Aziende e consorzi turistici saranno presenti nel salone espositivo, per vivere da protagonisti quattro giorni.

La Bmta, promossa e sostenuta da Regione Campania, Città di Capaccio Paestum, Parco Archeologico di Paestum, ideata e organizzata dalla Leader srl con la direzione di Ugo Picarelli, si conferma un evento originale nel suo genere: luogo di approfondimento e divulgazione di temi dedicati al turismo culturale e al patrimonio; occasione di incontro per gli addetti ai lavori, gli operatori turistici e culturali, i viaggiatori, gli appassionati; un format di successo testimoniato dalle prestigiose collaborazioni di organismi internazionali quali Unesco e Unwto oltre che da 12.000 visitatori, 100 espositori di cui 20 Paesi esteri, circa 60 tra conferenze e incontri, 300 relatori, 120 operatori dell’offerta, 100 giornalisti accreditati.

Si celebrerà il 20° anniversario dell’iscrizione nella Lista del Patrimonio mondiale dell’Umanità dell’Unesco dell’area archeologica di Paestum e di Troia. Protagonisti, inoltre, saranno le Grotte di Chauvet e Lascaux a rappresentare il grande successo della Preistoria in Francia e il sito di Angkor. Nell’ambito del dialogo interculturale, sarà presentata ufficialmente l’Associazione internazionale ‘Amici di Palmira’ e Paestum salderà il suo legame con la città siriana attraverso un gemellaggio.

ArcheoVirtual, Mostra e Workshop internazionali dedicati alle tecnologie multimediali, interattive e virtuali in collaborazione con Cnr Itabc-Istituto per le tecnologie applicate ai beni culturali, presenterà lo stato dell’arte del digitale nei musei e nei parchi archeologici.

Numerose le sezioni speciali: ArcheoExperience Laboratori e Rievocazioni nella più grande rassegna di Archeologia sperimentale in Italia; ArcheoIncontri conferenze stampa e presentazioni di progetti culturali e di sviluppo territoriale; ArcheoLavoro orientamento post diploma e post laurea con la presentazione dell’offerta formativa, a cura delle Università presenti nel Salone, e delle figure professionali; ArcheoStartUp in cui si presentano nuove imprese culturali e progetti innovativi nel turismo culturale e nella valorizzazione dei beni archeologici; Incontri con i protagonisti nei quali il grande pubblico interviene con importanti archeologi e i noti divulgatori della Tv; Premio ‘Antonella Fiammenghi’ per la migliore tesi di laurea sul turismo archeologico; Premio ‘Paestum Archeologia’ assegnato da sempre a coloro che contribuiscono alla valorizzazione del patrimonio culturale; visite guidate ed educational per giornalisti e visitatori.

Una foto dell’edizione 2016 della Btma di Paestum

Ancora, l’International Archaeological Discovery AwardKhaled al-Asaad‘ – il Premio intitolato a Khaled al-Asaad, direttore dell’area archeologica e del Museo di Palmira dal 1963 al 2003, che ha pagato con la vita la difesa del patrimonio culturale – premierà, nella sua 4a edizione, la scoperta archeologica dell’anno. E’ l’unico riconoscimento a livello mondiale dedicato al mondo dell’archeologia e in particolare ai suoi protagonisti, gli archeologi, che con sacrificio, dedizione, competenza e ricerca scientifica affrontano quotidianamente il loro compito nella doppia veste di studiosi del passato e di professionisti a servizio del territorio.

La Borsa mediterranea del turismo archeologico e Archeo, la prima testata archeologica italiana, infatti, hanno inteso dare il giusto tributo alle scoperte archeologiche attraverso un Premio annuale assegnato in collaborazione con le testate internazionali, tradizionali media partner della Borsa: Antike Welt (Germania), as. Archäologie der Schweiz (Svizzera), Current Archaeology (Regno Unito), Dossiers d’Archéologie (Francia). Nella 1a edizione (2015) il Premio è stato assegnato a Katerina Peristeri per la Tomba di Amphipolis (Grecia); la 2a edizione (2016) all’Inrap-Institut National de Recherches Archéologiques Préventives (Francia), nella persona del presidente Dominique Garcia, per la scoperta della Tomba celtica di Lavau; nel 2017 a Peter Pfälzner, direttore della missione archeologica che ha scoperto la città dell’Età del Bronzo presso il villaggio di Bassetki nel Nord dell’Iraq.

Le cinque scoperte del 2017 candidate alla vittoria erano: Egitto, il ginnasio ellenistico ad Al Fayoum; Francia, la ‘piccola Pompei francese’ di Vienne; Iraq, il più antico porto di una città sumerica ad Abu Tbeirah; Italia, la Domus del Centurione dagli scavi della metro C a Roma; Tunisia, la città romana sommersa nel golfo di Hammamet. Vincitrice è risultata la ‘piccola Pompei francese’ di Vienne (sulle sponde del Rodano, a circa 30 km a Sud di Lione), una città romana di circa 7.000 mq abitata dal I secolo d.C., con ville di lusso arredate con mosaici, statue monumentali e uffici pubblici, esistita per tre secoli e distrutta da una serie di incendi improvvisi.

Il Premio sarà consegnato a Benjamin Clément, il ricercatore associato presso il Laboratorio ArAr Archéologie et Archéométrie dell’Università di Lione, che guida i lavori, venerdì 16 novembre, alla presenza di Omar, archeologo e figlio di Khaled al-Asaad. Per l’archeologo Clément si tratta «senza dubbio del ritrovamento di un sito romano più importante degli ultimi 40 o 50 anni». Lo ‘Special Award’, il Premio alla scoperta con il maggior consenso sulla pagina Facebook della Bmta, è assegnato al più antico porto di una città sumerica, rinvenuto ad Abu Tbeirah in Iraq da parte della missione archeologica italo-irachena, diretta da Franco D’Agostino e Licia Romano dell’Università ‘Sapienza’ di Roma.

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Nossiter a Paestum per il suo ultimo film: «Mi commuovo»

di Luigi Martino

Nossiter tra i Templi di Paestum
Il Parco Archeologico di Paestum è il set del nuovo film di Jonathan Nossiter dal titolo ‘Last Words’ con Nick Nolte e Charlotte Rampling, Stellan Skarsgard e Alba Rohrwacher. Un cast di tutto rispetto. La trama La pellicola sarà basata su un romanzo di Santiago Amigorena, ambientato nell’anno 2086 in uno scenario post-apocalittico in cui gli ultimi uomini, sopravvissuti alle catastrofi ambientali, si rifugiano all’ombra di antichi templi per ritornare alla bellezza di un mondo che è ormai distrutto dalla plastica, dall’inquinamento, dalle guerre e da altri disastri. La dichiarazione «Ringraziare non è la parola giusta – dichiara il regista Nossiter –. Da parte mia, degli attori, di Nick Nolte, di tutti gli artigiani impiegati nelle riprese c’è un riconoscimento profondo e commosso per l’opportunità unica che ci è stata data. Paestum, sito unico al mondo, ci commuove; qui, come in nessun altro posto, c’è la testimonianza tangibile della cultura classica che sopravvive alle barbarie umane». La parte del racconto ambientata a Paestum sarà girata nelle prossime settimane, fino al 4 dicembre, e l’uscita del film, prodotto da Stemal Entertainment e Rai Cinema, è prevista nel 2019.

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Le Trabe, Marco Rispo è il nuovo chef

di Luigi Martino

Marco Rispo, chef
Dopo anni di esperienze in giro per l’Italia e all’estero, Marco Rispo torna a casa e punta tutto sulla Campania, la sua terra d’origine. Sceglie Le Trabe, rinomato ristorante una Stella Michelin del Cilento, a Paestum, dei fratelli Antonio e Raffaele Chiacchiero, per canalizzare tutte le sue energie e dedicarsi a un progetto che porti la sua firma dall’antipasto al dolce. Marco Rispo svelerà le sue novità in vista della riapertura del ristorante la sera del 14 novembre. «L’esperienza al Piccolo Lago – dichiara Marco Rispo – a Verbania (due Stelle Michelin) al fianco di Marco Sacco, demiurgo nella preparazione dei pesci di lago, mi ha arricchito enormemente, ma ho sentito forte dentro di me una voglia di ritornare alle origini e guidare un progetto in cui far convergere tutte le esperienze accumulate in questi ultimi anni. Studio, gavetta in giro per l’Europa, sempre al fianco di veri Maestri della cucina, mi hanno fortemente segnato. Adesso sento il bisogno di ritornare nella mia terra, che per me non ha rivali in termini di varietà di materie prime e di tradizione, mettere a frutto le mie esperienze e concentrarmi sulla creazione di piatti che m’identifichino e nel contempo rispettino le radici e il contesto in cui nascono, la Campania».
Le Trabe, Paestum
Dopo vent’anni di esperienze acquisite al fianco di ‘stelle’ del firmamento gastronomico come Ernesto Iaccarino, del Don Alfonso, due stelle Michelin, da Zaranda a Madrid due stelle Michelin al fianco di Fernando Arellano, oppure con il maestro Lino Scarallo, chef patron di Palazzo Petrucci (una stella Michelin), e infine con Marco Sacco, al Piccolo Lago (due stelle Michelin), Marco Rispo sogna un ritorno a casa, alle origini della cucina mediterranea e ai suoi dogmi, a una cucina impreziosita dalle sue esperienze in giro per il mondo, creativa ma fortemente identitaria.

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Maltempo, piana del Sele in ginocchio: danni per milioni

di Luigi Martino

Un uliveto allagato
Si concentra nelle campagne un terzo dei danni provocati dal maltempo in Italia con raffiche di vento, nubifragi, esondazioni, trombe d’aria e grandinate che hanno colpito pesantemente l’agricoltura e le foreste con un conto di circa un miliardo di euro tra ulivi secolari sradicati, boschi decimati, coltivazioni distrutte, semine perdute, campi allagati, muri crollati, serre abbattute, stalle ed edifici rurali scoperchiati e animali morti o dispersi, ma anche problemi alla viabilità provocati da frane e smottamenti. E` quanto emerge dal primo bilancio della Coldiretti che ha convocato la task force sull’emergenza maltempo in occasione dell’Assemblea elettiva della maggiore organizzazione degli agricoltori in Europa. L’ondata di maltempo ha colpito tutto il territorio regionale della Campania. I problemi maggiori sono stati causati soprattutto dalle forti raffiche di vento che – sottolinea la Coldiretti – hanno fatto registrare danni diffusi alle coperture delle serre, in particolar modo nella Piana del Sele in provincia di Salerno, dove risultano colpiti con diversa intensità circa tremila ettari di serre. Le raffiche di Scirocco hanno causato in molti casi la caduta prematura di frutti di stagione, soprattutto cachi, kiwi e mele. Anche le olive ancora non raccolte sono state scrollate giù dagli alberi. La furia del vento in alcuni casi ha sradicato alberi da frutto. E’ ancora allerta su tutto il territorio. Le sedi della Protezione Civile restano in guardia. I sindaci hanno emanato lo stato di allerta. I fiumi sono sotto controllo. Il mare – per fortuna – non si è alzato.

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