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Inaugurata in Cilento la casa delle tartarughe marine

di Luigi Martino

Oggi è la giornata mondiale delle tartarughe. Una speciale giornata che l’American Tortoise Rescue ha inaugurato nel 2000 per promuovere la conservazione di tutte le specie di tartarughe in tutto il mondo e contribuire a difenderle dai pericoli che minacciano la loro sopravvivenza. Quale miglior modo, allora, di celebrare questa giornata, se non inaugurando il Marine Turtle Center, una nuova struttura TartaLife a Pioppi di Pollica, nel cuore del Cilento, dove svolgere attività d’informazione e sensibilizzazione nei confronti di pescatori, operatori del turismo, turisti e popolazione locale, accogliere animali in difficoltà da trasferire in modo adeguato nei centri di recupero, organizzare attività di monitoraggio delle spiagge e il controllo delle possibili nidificazioni.

Grazie al progetto europeo TartaLife per la riduzione della mortalità delle tartarughe marine durante le attività di pesca professionale, all’interno del Museo Vivo del Mare situato nel Parco del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, è stato allestito un apposito spazio con vasche di stabulazione dove ricoverare temporaneamente esemplari di tartaruga catturati accidentalmente o rinvenuti in difficoltà in mare, in attesa del trasferimento, nel minor tempo possibile e con le dovute attenzioni, nei Centri specializzati per le cure in vista della loro successiva liberazione.

All’inaugurazione del Marine Turtle Center hanno partecipato molti ospiti tra i quali:

  • Stefano Di Marco (responsabile Progetti Speciali di Legambiente)
  • Valerio Calabrese (responsabile Museo Vivo del Mare)
  • Stefano Pisani (Sindaco di Pollica)
  • Tommaso Pellegrino (Presidente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni)
  • Antonio Briscione (Presidente Parco Regionale Riserva Foce Sele Tanagro)
  • Raffaele Esposito (Presidente Regionale FIBA)
  • Vittorio Rambaldo (Pescatore)
  • Orlando Paciello (Presidente Ordine Medici Veterinari di Salerno)
  • Michele Buonomo (Segreteria Legambiente Campania)
  • Antonio Nicoletti (Responsabile Aree protette e biodiversità di Legambiente)

«Siamo molto contenti di inaugurare oggi questa struttura che potrà svolgere le sue attività anche grazie alle donazioni ottenute con la campagna di adozione simbolica delle tartarughe marine Tartalove, su un tratto di costa abitualmente frequentato dalle tartarughe Caretta caretta – ha dichiarato il responsabile Aree protette di Legambiente Antonio Nicoletti -. Analogamente a quanto sta avvenendo in altre località, la struttura può essere anche promotrice della campagna di sensibilizzazione nei confronti dei gestori di stabilimenti balneari per individuare i ‘lidi amici delle tartarughe’. Una iniziativa che ha avuto molto successo in Toscana con numerosi lidi che hanno deciso di adottare le nostre linee guida per spiagge a misura di nido, e che oggi lanciamo qui con la speciale e preziosa adesione della Federazione Italiana Imprese Balneari (FIBA) che ha scelto di firmare un protocollo d’intesa ad hoc per diffondere tra i suoi associati questa campagna».

La cerimonia che si è tenuta stamane a Pioppi (Foto A. Vuolo)

«Abbiamo condiviso questo progetto con grande convinzione consci dell’importanza del tema della ecosostenibilità; gli operatori balneari della FIBA sono molto attenti ai temi della sostenibilità balneare italiana; preservare il mare, le spiagge e le zone limitrofe è fondamentale – ha dichiarato Maurizio Rustignoli, Presidente FIBA Confesercenti -. Con convinzione portiamo avanti una collaborazione che abbiamo da tempo con Legambiente; abbiamo da subito sposato questo nuovo progetto in quanto riteniamo essere una scelta di civiltà. Un plauso speciale, per l’attenzione dimostrata su questo progetto, voglio farlo al collega Raffaele Esposito, Presidente della Fiba Campania nonché coordinatore di una commissione della FIBA specializzata sulle tematiche ambientali».

«È un passo importante per la nostra azione di sensibilizzazione e informazioni ai cittadini e agli operatori circa un approccio nuovo e responsabile nei confronti del mare – ha aggiunto il responsabile del Museo Vivo del Mare Valerio Calabrese -. Il nostro museo ospita circa 15.000 visitatori all’anno, di cui per la metà scolaresche. Le tartarughe marine sono uno straordinario veicolo di narrazione per coinvolgere i cittadini sulla salvaguardia degli ecosistemi marini»

Nel complesso, sono oltre130 mila le tartarughe marine della specie Caretta caretta che ogni anno, nel Mediterraneo, rimangono vittima dicatture accidentali da parte dei pescatori professionisti. Circa 70 mila abboccano agli ami utilizzati per la pesca al pescespada, oltre 40 mila restano intrappolate nelle reti a strascico e circa 23 mila nelle reti da posta, per un totale di 133.000 catture accidentali con oltre 40 mila casi di decesso. Considerando nel calcolo anche tutti i pescherecci comunitari e le migliaia di piccole imbarcazioni che dai Paesi africani si affacciano sul Mediterraneo, si arriva più verosimilmente a una stima di 200 mila catture e proporzionalmente a circa 70 mila decessi.

Ma non è solo la pesca a minacciare questa specie. I rifiuti in plastica infatti sono i materiali più frequentemente rinvenuti nell’organismo delle tartarughe ricoverate nei nostri centri. La plastica erosa dall’acqua e dagli agenti atmosferici si frammenta ma non sparisce mai completamente. Le tartarughe, come i pesci e gli uccelli marini, rimangono intrappolate nelle fibre più resistenti oppure ingeriscono i frammenti con conseguenze terribili, dal blocco dell’apparato gastrointestinale all’impossibilità di immergersi o di nutrirsi normalmente.

Le tartarughe marine hanno bisogno di noi. Per questo è importante aprire e sostenere i centri di recupero diffusi sulle coste italiane e sensibilizzare tutti coloro che amano ed hanno a che fare con il mare, a partire dagli operatori balneari. Il protocollo firmato oggi a Pollica dalla FIBA ci consentirà, infatti, di ampliare significativamente il numero degli arenili ‘amici delle tartarughe’ che verranno insigniti, dopo l’adozione delle linee guida per la gestione sostenibile delle spiagge per la nidificazione, della bandiera azzurra di Tartalove.

L’adesione al protocollo impegna, infatti, gli imprenditori a promuovere iniziative di formazione per gli addetti alla pulizia degli arenili per il riconoscimento delle tracce di tartaruga marina e le regole da adottare in caso di presenza di nidi o di piccoli; a diffondere le informazioni corrette ai turisti sui comportamenti più idonei da adottare per non danneggiare nidi e non spaventare o confondere con luci o rumori eccessivi gli esemplari in cerca di un luogo appartato; a distribuire materiale informativo sulle tartarughe marine oltre che a predisporre progetti locali, nazionali e comunitari per la tutela delle tartarughe marine.

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Cilento, turisti scortati in mare da una tartaruga bellissima

di Luigi Martino

E’ salita a pelo d’acqua non appena un barcone pieno di turisti stranieri ha lasciato il porto di Marina di Camerota per dirigersi verso l’area marina protetta Costa degli Infreschi e della Masseta. Eccola in foto, una splendida Caretta Caretta con il carapace mezzo dentro e mezzo fuori dal mare. Ha scortato i visitatori per una tratta breve, prima di salutarli e rituffarsi giù, a casa propria. Stupore, meraviglia e qualche fotografia. Un’esperienze indimenticabile per il gruppo di escursionisti.

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Cilento, pescatori a scuola per imparare a salvare le tartarughe

di Luigi Martino

«Salviamole – tutti siamo ca(ra)paci» è il titolo dell’iniziativa che si è svolta questa mattina al Salone parrocchiale di Agnone Cilento, al comune di Montecorice. Alle 10.30, infatti, i pescatori, con la partecipazione di tanti curiosi, hanno appreso le procedure da seguire in caso di cattura accidentale o recupero di tartarughe marine. La Caretta Caretta, infatti, è una specie che, nei mari del Cilento, è sempre più frequente. Molto spesso sceglie questa fetta di costa per nidificare. Di notte, mamma tartaruga, sale in spiaggia e scava una buca dove depone le uova che si schiuderanno qualche settimana dopo. Capita dunque, di tanto in tanto, che questi carapaci, appunto, finiscono impigliati nelle reti dei pescatori o, in alternativa, nuotano a pelo d’acqua sfiorando le imbarcazioni impegnate nei mari del Cilento. L’incontro è stato fortemente voluto da Andrea Affuso, veterinario del centro di ricerche tartarughe marine di Portici, dellasStazione zoologica Anthon Dohrn. «Grazie alla sensibilità dell’amministrazione comunale di Montecorice e di una rete fitta di volontari – ha dichiarato Affuso – abbiamo tenuto questo incontro con i pescatori. Io mi occupo della riabilitazione delle tartarughe marina in difficoltà. Ovviamente questo è un compito che non può prescindere dalla collaborazione degli operatori del mare».

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Camerota, rinvenuta una carcassa di tartaruga

di Luigi Martino

La carcassa di una tartaruga Caretta Caretta è stata ritrovata da alcuni passanti lungo il litorale di Marina di Camerota. L’esemplare, in stato di decomposizione, è stato segnalato all’ufficio circondariale marittimo di Camerota. Sul posto, in località Capogrosso, sono intervenuti i guardiacoste che hanno rimosso l’esemplare e lo hanno inviato all’istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno. Dei fatti è stato informato anche la Stazione Zoologica Anton Dohrn dell’acquario di Napoli. La tartaruga è stata portata sulla spiaggia dalle forti mareggiate dei giorni scorsi. Toccherà ora agli esperti capire le cause che hanno portato al decesso della Caretta Caretta.

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Nate libere: la campagna Enpa per le tartarughe diventa un docufilm

di Luigi Martino

Si chiama Acquamarina ed è una tartaruga Caretta caretta che il 22 luglio ha nidificato sulla spiaggia di Montecorice, in Cilento. Su quella spiaggia, Acquamarina aveva cercato di deporre le sue uova per ben tre volte, tuttavia la difficoltà di trovare uno spazio adatto, la curiosità dei bagnanti, la confusione tipica delle giornate di piena estate, l’avevano sempre costretta a desistere e a tornare nella sua casa, il mare. Ma si trattava solo di aspettare poche ore. Infatti, con il calare della sera e con la spiaggia ormai libera, Acquamarina è tornata nel luogo prescelto ed è finalmente riuscita a creare il suo nido. Di lei e delle sue uova si sono presi cura i volontari dell’Enpa e i biologi della Stazione Anton Dohrn di Napoli, che, informati della presenza della tartaruga, hanno immediatamente messo in sicurezza il sito, sorvegliandolo costantemente fino alla schiusa. Avvenuta pochi mesi dopo, il 10 settembre, con la nascita di ben 102 tartarughine. Una delle nidiate più prolifiche di tutto il 2018. Oggi, Acquamarina è anche protagonista del docufilm intitolato ‘Nate libere‘, girato da Andrea Falconi e prodotto dall’ufficio stampa Enpa.

Le immagini di Andrea Falconi ricostruiscono e raccontano l’importante lavoro svolto da anni dai biologi e dai volontari di associazioni italiane, tra cui Enpa, che operano affinché le tartarughe siano protette e tutelate. Un lavoro paziente, silenzioso, quasi sempre notturno, per preservare una specie il cui stato di conservazione è classificato come ‘vulnerabile’. Ma ‘Nate libere’ è più di una narrazione; è la testimonianza dell’amore e della passione con cui ricercatori e volontari si dedicano al progetto di monitoraggio e di tutela delle tartarughe marine coordinato dal Centro Ricerche Tartarughe Marine della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli. Nell’estate del 2018, in Campania, sono stati monitorati sei nidi di tartaruga Caretta Caretta. Sono nate più di 450 tartarughe. I volontari dell’Enpa che hanno presidiato i nidi in supporto all’attività della Stazione Zoologica Anton Dohrn sono delle sezioni di Salerno, Caserta e Napoli. Dal giugno 2017 è attiva la campagna Enpa ‘Nate libere’ per la tutela delle tartarughe marine. Alla campagna hanno contribuito finora le Sezioni Enpa di Treviso, di Verona, il Coordinamento regionale del Veneto, la Sezione di Genova, il Centro Nazionale Comunicazione e Sviluppo Enpa e la Sede Centrale dell’Enpa donando t-shirt, felpe, tende, mezzi per il monitoraggio, torce notturne, cartellonistica per la segnalazione dei nidi. L’associazione 12Ponti di Treviso sostiene il Progetto ‘Nate Libere’ dell’Enpa.

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