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Caselle in Pittari si accende per il Natale: luci e mercatini in piazza

di Marianna Vallone

Piazza Olmo lungo il viale Roma di Caselle in Pittari si prepara a vivere l’atmosfera natalizia. Ieri sera la cerimonia ufficiale di inaugurazione dei mercatini di Natale con l’accensione delle luci e delle decorazioni natalizie, che ha visto l’intervento e la benedizione del parroco don Marco Nardozza e il taglio del nastro da parte del sindaco di Caselle in Pittari Giampiero Nuzzo e degli altri amministratori comunali. Da ieri sera è possibile visitare anche la Casa di Babbo Natale, allestita con giochi e gonfiabili per i più piccoli. «La manifestazione rientra nell’ambito di una serie di iniziative e attività promosse dal Comune – spiega l’amministrazione cmunale di Caselle – ed organizzate con i commercianti casellesi; con la collaborazione della parrocchia SS. Maria Assunta, dell’associazione Culturale Musicale “G. Verdi e del Forum Giovani e con il concreto sostegno del gruppo Iren Spa».

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Vacanza del sorriso, premio solidarietà alla comunità di Caselle in Pittari

di Marianna Vallone

Si è svolta ieri sera, presso presso l’auditorium della Fondazione Alario di Ascea Marina, la cerimonia ufficiale di conferimento del premio “Antonio Pianese 2019”, seconda edizione. Il riconoscimento, istituito lo scorso anno nell’ambito dell’iniziativa di solidarietà “La Vacanza del Sorriso”, è stato attribuito da un apposito comitato, tra gli altri, anche alla comunità di Caselle in Pittari «per il lodevole costante impegno e dedizione nel sostenere la manifestazione». Si tratta di un importante  attestato per il grande spirito di solidarietà dimostrato per oltre dieci anni da Caselle in Pittari e da tutti gli operatori che hanno condiviso e sostenuto con l’amministrazione comunale tutte le iniziative e attività della Vacanza del Sorriso dedicata ai bambini oncologici. Il Premio Antonio Pianese è dedicato ad un meraviglioso bambino dotato di elevate qualità altruistiche e immenso spirito di solidarietà, che fu ospite della Vacanza del sorriso, assieme alla sua famiglia, nella prima edizione del 2003, venuto a mancare nel luglio del 2004. Il Premio sarà il prestigioso riconoscimento che una commissione incaricata dall’associazione Cilento Verde Blu, annualmente, assegnerà a persone ed organizzazioni che si saranno contraddistinte per un importante atto di generosità, un significativo gesto di altruismo e solidarietà, per il sostegno della Vacanza del Sorriso e non solo, per una rilevante opera di beneficenza e utilità sociale, per un pregevole impegno per il miglioramento sociale, culturale, morale ed economico, della Comunità al livello locale e nazionale. Il premio è stato assegnato tra gli altri anche al noto medico Pietro Bartolo che dal 1992 al 2019, è stato il responsabile della prima assistenza ai migranti che sbarcano a Lampedusa. Tra i premiati anche il comitato per a vita Daniele Chianielli, onlus Perugia, l’associazione Raffaele Passarelli, onlus di Rofrano, i fratelli Scianni Maria Teresa, Gerardo e Donato di Centola, e la cooperativa Cilento blu di Marina di Camerota.

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Giovani in fuga, c’è chi resta: «Testa in rete, piede in Cilento, l’altro nel mondo»

di Marianna Vallone

E’ una provocazione quella di Giuseppe Rivello, design thinker e filmmaker originario di Caselle in Pittari. Ma forse neanche tanto. Appare come una soluzione per i tanti giovani che ogni giorno lasciano la Campania per andare a vivere e lavorare all’estero e per quelli che ci stanno pensando. Le previsioni demografiche dell’Istat sono preoccupanti e drammatiche: il dato allarmante arriva dall’Unione Europea, secondo la quale l‘Italia sarà sempre meno abitata e la popolazione restante tenderà a concentrarsi sempre di più nelle città metropolitane. Tradotto: nei territori più piccoli, specialmente al Sud, si verificherà uno spopolamento evidente. A pagarne maggiormente le conseguenze saranno appunto le regioni del Mezzogiorno. «Soltanto la Campania, per esempio, dal 1997 al 2017 ha perso a causa dell’emigrazione quasi mezzo milione di abitanti. – rivela Il Sole 24 Ore – Nelle località di provincia i numeri crescono fino a diventare enormi nei piccoli comuni con meno di 10mila abitanti: in alcune località del sud, per esempio, i residenti all’estero sono anche tre, quattro o cinque volte di più di coloro che effettivamente vivono nel proprio luogo di origine». La riflessione di Rivello Giuseppe, più noto come Jepis, fondatore di Jepis Bottega, in questi giorni è a New York, in residenza negli spazi di BACAS. Sta raccogliendo e raccontando storie di incontro tra Stati Uniti e Italia e non solo, «innovazioni sociali e culturali, persone che con il proprio piccolo e umile contributo, ogni giorno, contribuiscono a costruire un mondo migliore». Bacas è Borghi Antichi Cultura Arti e Scienze, un progetto nato nel cuore del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. L’idea di vivere con un piede nel Cilento e nel mondo e la testa in rete, può essere una soluzione, almeno per chi come Jepis nel suo territorio ha trovato, con le proprie competenze, professionalità e con non pochi sacrifici, un’alternativa alla fuga. Ecco cosa scrive Giuseppe Rivello
Il biglietto di sola andata è il dramma. Non andare a scoprire il mondo ma la convinzione di non tornare più perché non c’è nulla da fare. C’è tanto da fare nelle nostre terre. Dobbiamo invertire la rotta del pensiero, invertire la rotta dei sogni. Sognare al contrario, sognare di poter creare reddito, di poter cambiare lo stato delle cose, sognare e realizzare.
Chi resta ha il dovere di tenere acceso il punto di contatto, di continuare a costruire spazi di discussione dove alimentare i sogni di chi è già andato e vorrebbe tornare, di chi è ancora qui ma sente solo il bisogno di andare.  Non dobbiamo dare risposte ma porre nuove domande: – Come faccio a creare valore con le mie competenze, oggi, nel 2020 e come lo farò nel 2030? – Cosa ci fa la mia terra nel mondo? che vocazione ha, che ruolo vuole giocare? – Quanto posso cambiare partendo da domani mattina? immediatamente? e come tutto questo mi può portare verso la sostenibilità?
Sono le 5:27 del mattino e sto scrivendo da New York pensando che la mia personale provocazione sia che oggi, per molti di noi, sia veramente possibile vivere con un piede nella propria terra, uno nel mondo e con la testa in rete.

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Gas radon, adempimenti obbligatori: se ne discute a Caselle in Pittari

di Marianna Vallone

Con l’emanazione della legge regionale sulla riduzione dalle esposizioni alla radioattività naturale derivante dal gas radon in ambiente confinato chiuso, la Regione Campania ha fissato i livelli limite di esposizione al gas radon, introducendo tra l’altro anche l’obbligo, per gli esercenti di attività strategiche e locali aperti al pubblico, di avviare le misurazioni sul livello di concentrazione di attività del gas radon.

Al riguardo l’amministrazione comunale di Caselle in Pittari promuove un incontro pubblico, in programma domenica 24 novembre alle ore 17.00, presso l’aula consiliare comunale per approfondire la conoscenza del fenomeno, con tutti i rischi derivanti e sulle modalità di misurazione obbligatoria del livello di gas radon.

Il radon è un gas radioattivo immesso nell’aria ambiente e proveniente dal decadimento dell’uranio presente nelle rocce, nel suolo e nei materiali da costruzione e tende ad accumularsi negli ambienti confinati, dove in alcuni casi può raggiungere concentrazioni tali da rappresentare un rischio significativo per la salute.

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Caselle in Pittari, comune intitola piazza a Falcone e Borsellino e ai caduti di Nassirya

di Marianna Vallone

Sarà inaugurata nei prossimi mesi ma l’amministrazione comunale di Caselle in Pittari ha voluto annunciarlo al pubblico prima ancora di portare l’iniziativa in consiglio. La piazzetta nei pressi dell’ufficio postale sarà intitolata a Falcone e Borsellino e le due stradine adiacenti ai Caduti di Nassirya e i martiri della Pace. Ad annunciarlo è il sindaco Giampiero Nuzzo nel corso dell’incontro con Capitano Ultimo che si è svolto ieri sera nell’aula consiliare nell’ambito del Premio internazionale Nassiriya per la Pace. «Vogliamo rendere onore al sacrificio dei magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e dei 19 caduti intitolando alla loro memoria la piazzetta. – ha detto il primo cittadino – Lo porteremo in consiglio comunale al più presto per seguire l’iter secondo le leggi ma lo sveliamo qui in via ufficiale. E’ una piazzetta a metà strada tra la scuola e il Comune, tra due luoghi simbolo delle nostre comunità». Al colonnello Sergio De Caprio, noto come Capitano Ultimo, il sindaco ha conferito un encomio solenne a nome della comunità «per il servizio svolto con coraggio e audacia, con alto senso dello Stato e del dovere, faro di legalità e baluardo contro la criminalità… rappresentando fulgido esempio di vita e altruismo».

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Capitano Ultimo, a Caselle in Pittari l’uomo che ha catturato Riina | FOTO

di Marianna Vallone

Nasconde il suo viso dietro un passamontagna, ma ai suoi occhi non sfugge niente di ciò che accade intorno. Un guanto senza dita alla mano sinistra, il rosario al collo e 58 anni,  molti dei quali dedicati all’Arma dei carabinieri. Capitano Ultimo tra le tante medaglie che può appuntarsi al petto c’è anche quella di aver trovato sul comodino del boss mafioso, Bernardo Provenzano, una copia del suo libro sulle tecniche investigative, che ha pubblicato nel 2002 per la Scuola di perfezionamento della Polizia dove ha insegnato. Sergio De Caprio, fino al 2000 senza identità e senza volto, è uno degli uomini che nel 1993 ha arrestato Totò Riina ed è noto al grande pubblico anche per una fiction tv che gli è stata dedicata, in cui è stato interpretato da Raoul Bova. Per le sue numerose e approfondite indagini è stato nel mirino di “Cosa Nostra”. Alcuni collaboratori di giustizia hanno raccontato di diversi progetti dei boss per uccidere Ultimo: il pentito Giuseppe Guglielmini il 9 maggio 1997 riferì di avere appreso dal killer Giovannello Greco, che Bernardo Provenzano aveva l’intenzione ossessiva, un chiodo fisso, di uccidere il capitano Ultimo, il nemico dei mafiosi. A Caselle in Pittari, dove è stato giovedì sera per il suo tour nel Cilento, nell’ambito del Premio internazionale Nassirya per la Pace, la sua testimonianza ha incantato tutti, studenti e cittadini, che hanno partecipato all’incontro sulla legalità promosso dall’associazione Elaia, presieduta dal giornalista Vincenzo Rubano, e patrocinato dal Comune di Caselle in Pittari. All’appuntamento, iniziato ieri mattina a Palinuro e continuato a Celle di Bulgheria e Policastro Bussentino nel pomeriggio, prima di concludersi a Caselle in Pittari, hanno preso parte anche il parroco don Marco Nardozza, la dirigente scolastica Maria Teresa Tancredi e il procuratore al tribunale di Lagonegro, Gianfranco Donadio che ha voluto chiedere a Ultimo se Riina fosse pupo o puparo, come registrato da una  intercettazione tra due mafiosi. Per il procuratore è la prima visita ufficiale a Caselle in Pittari, nel tribunale lucano si è insediato lo scorso settembre. Tra i presenti anche il sindaco di San Giovanni a Piro, Ferdinando Palazzo, gli studenti delle scuole di Caselle, i carabinieri della compagnia di Sapri, tra cui il maresciallo Giuseppe Lo Sciuto e il maresciallo Antonio Fernando Russo, della stazione di Sanza, e il tenente della Guardia di Finanza di Sapri, Luigi Nigro. Ad Ultimo il comandante della Polizia Municipale di San Giovanni a Piro, Carmelo Fasano, ha voluto donare con una copia della Costituzione Italiana trascritta a mano. Ad intervistare Ultimo è stato il presidente dell’associazione Elaia, Vincenzo Rubano, che l’amministrazione di Caselle in Pittari ha ringraziato per questo tour della legalità. Per Rubano «il Capitano Ultimo ci rende orgogliosi di essere italiani. A lui va tutta la nostra stima e riconoscenza». Il tour rientra tra gli appuntamenti del Premio internazionale Nassiriya per la Pace. Quella con Ultimo è la quarta intensa giornata della manifestazione che da sei anni cerca di diffondere ai giovani i valori della pace e del rispetto nei confronti delle istituzioni e di tutte le Forze dell’ordine. Il Capitano Ultimo ha raccontato la sua testimonianza fino all’impegno per gli ultimi. Nella periferia romana ha messo su una casa famiglia per ragazzi disagiati ai quali offre il riscatto, “La  Mistica”. Perché Capitano Ultimo? «Sono nato in una caserma, mio padre comandava una stazione, quei vecchi carabinieri mi hanno insegnato a crescere, a scrivere, a parlare a mangiare, a difendermi, me l’hanno insegnato con l’esempio. Erano figli di gente povera, che stava ai margini ma era fiera di essere la cornice delle piccole comunità nelle quali vivevamo, senza mai interferire e rispettando quel principio grandioso che è alla base della nostra sopravvivenza e civiltà che si chiama autodeterminazione e va praticata. Loro proteggevano questo diritto e dovere all’autodeterminazione delle comunità, di crescere e prosperare al loro interno per poter far sopravvivere tutti non solo chi è più bravo. – ha detto il colonnello De Caprio – Capii che ero già un carabiniere, ero uno di loro, un loro fratello più piccolo, li ammiravo e volevo essere degno di fare per gli altri quello che avevano fatto loro davanti a me. Sono qui grazie a loro». Da 23 anni costretto a vivere con il volto coperto e con la paura accanto. «Si pratica la clandestinità come tecnica principale per il contrasto alle organizzazioni eversive e mafiose. Noi seguiamo gli insegnamenti del nostro generale, Carlo Alberto Dalla Chiesa, che era è e rimane la nostra guida, che ci ha spiegato che dobbiamo combattere le cause e le associazioni e non i singoli reati. Ci ha insegnato che dobbiamo praticare per vincere la compartimentazione, parole pesanti ed amare da praticare. Praticare la clandestinità è continuare a vivere come ho sempre vissuto. Era una necessità rimanere sconosciuti, rimanere l’incubo dei mafiosi perché la loro forza non sono i soldi ma il fatto che siano organizzazioni segrete e sconosciute». Nel 1993 Capitano Ultimo ha messo le manette a Totò Riina. «Avevamo avuto una grande esperienza a Milano dove avevamo praticato i pedinamenti per due anni e avevamo affinato tecniche seguendo un mafioso. Eravamo in grado di fare attività in maniera elevata. A Palermo abbiamo replicato queste tecniche e quindi catturarlo è stato normale. Noi pensavamo già al lavoro successivo». Lo Stato gli ha tolto la scorta nel 2009, nel 2012 e anche oggi. «La scorta non è un diritto di nessuno e non è una battaglia personale. – dice – Certo è che quando togliere la scorta a Capitano Ultimo la motivazione è che è minore la pericolosità dei criminali coinvolti e non è più concreto il pericolo dell’associazione Cosa Nostra ho dovuto riflettere. Perché davanti a queste affermazioni dei massimi esperti della sicurezza nazionale, ci sono relazioni della Dia in cui si dice che Cosa Nostra rimane virulenta ed ha una elevata capacità offensiva. Ma c’è di più, perché nel 41bis dell’ordinamento penitenziario viene sancito che un parametro che non deve essere tenuto in considerazione nella proroga di questo duro regime carcerario è il decorrere del tempo, riferito alla pericolosità dei criminali detenuti per questa matrice criminale particolare e le associazioni di riferimento. Il problema non è più perché hanno tolto la scorta a Capitano Ultimo, ma perché dicono che Cosa Nostra non è più un pericolo concreto e attuale. Questo è rinnegare e ignorare tutto il percorso fatto in tanti anni di battaglia. E’ un problema di tutti». Da Capitano operativo che ha arrestato Totò Riina si ritrova oggi a lavorare in un ufficio a Roma nella caserma dei carabinieri Forestali, occupandosi di contratti per i Parchi nazionali. Ma Capitano Ultimo, oltre all’arresto di Riina, ha condotto tantissime indagini, dalla Duomo Connection alla Cpl-Concordia e alle inchieste sulla discarica di Malagrotta. Il suo viso, sebbene sia coperto, non nasconde i segni di una vita vissuta e sofferta, per provare a liberare l’Italia da chi al Paese non voleva bene. Sfoglia la gallery
     

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Caselle in Pittari, debutta la prima edizione della corsa “Cip Run”

di Marianna Vallone

Centotrenta iscritti, cinque amici ad organizzare e nove chilometri di gara: numeri da record per la prima edizione di Cip run, seconda tappa della “Maratona del Cilento”, che ha riscosso un gran successo. La gara si è svolta lo scorso 28 luglio a Caselle in Pittari con tre diversi momenti, un percorso per bambini di un chilometro, una corsa di 5 per juniores (ragazzi dai 12 ai 16 anni) e la gara vera e propria per gli adulti, con un percorso misto, tra strada sterrata e asfaltata, che attraversava anche il centro storico per un totale 9 chilometri. Luogo di partenza e arrivo la suggestiva piazza Olmo.

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Ad organizzarla ci hanno pensato cinque amici con la passione per lo sport, Giuseppe Loguercio, Michele Savino Tancredi, Luca Pellegrino, Fiscina Giuseppe e Nicola Risoli, che hanno immaginato che nel pacco gara ci fosse una maglia tecnica, farina di grani antichi e biscotti locali.

Mentre i premi con buoni da spendere nelle attività del posto.

Sul podio il pluripremiato Nigro Giorgio Mario, vincitore di numerose gare, che con 35 minuti e 56 secondi si è piazzato al primo posto; seguito da Ruggiero Armando (36′ 09”) e Coletta Claudio (36′ 47”) . Michele Barbella il primo casellese a raggiungere il traguardo con 46′ 56”. Rodolfo Petrosino ha vinto la gara Junior e Santiago Salomone, invece, il percorso per bambini.

Cip Run si inserisce nel circuito di cinque tappe della Maratona del Cilento, curato da diverse associazioni sportive tra le quali l’Asd Duathlon Sant’Anna di Scario, con la collaborazione del Coni, CSEN.

La prossima gara si terrà l’11 agosto ad Eremiti di Futani e la gara conclusiva a Scario il 17 agosto. Le altre di sono svolte a San Mauro la Bruca e Omignano Scalo.

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“Generazione Boomerang”, il libro di Vito Verrastro presentato a Caselle in Pittari

di Marianna Vallone

C’è una terza via tra la fuga dei cervelli all’estero e la rassegnazione di una precarietà dilagante in Italia? Quali sfide aprono le traiettorie di ritorno e quelle “liquide”, per dirla alla Bauman? Se ne parla il 10 agosto a Caselle in Pittari, dalle ore 17.30, a Jepis Bottega, nell’ambito della rassegna “Bottega Letteraria”, a cura del sociologo Vincenzo Moretti.

Ad aprire la rassegna sarà la conferenza-spettacolo “Tornati per vincere”, tratta dal libro “Generazione Boomerang”, scritto dal giornalista freelance Vito Verrastro. Un testo che guarda al tema della fuga dei cervelli, di cui tanto si parla, da un’angolazione particolare, accendendo i riflettori su storie di talenti che, emigrati, hanno raccolto significativi successi all’estero e poi, per varie ragioni, hanno scelto di tornare in Italia, sfidando le statistiche e i mille ostacoli del nostro Paese per dimostrare di poter vincere anche in Patria.

Tra le 19 storie raccolte, che vedono protagonisti 19 “boomerang” dal Trentino alla Calabria, ci sono quelle di due campani: lo chef Pietro Parisi, il “cuoco contadino”, che ha rinunciato ad una brillante carriera nei ristoranti stellati di Dubai per tornare e provare a valorizzare la sua terra e i prodotti dei piccoli agricoltori campani. Una storia di sofferenza e rinascita, la sua, considerato che al suo ritorno non tutto è andato, da subito, come  auspicato. La seconda storia campana contenuta nel libro è quella di Marco Cocurullo, emigrato in Australia dove ha gestito con successo una serie di attività ricettive e poi è tornato in Penisola sorrentina: qui ha dapprima rilevato un residence in disuso, e poi ha costruito una florida attività internazionale di management di ville di lusso.  

A raccontare questa “geografia del ritorno possibile, vincente e consapevole” saranno Vito Verrastro, autore del libro “Generazione Boomerang”, e Dino De Angelis, scrittore e storyteller, che ha partecipato al volume dando alle storie delle “pennellate d’autore”.

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Caselle in Pittari: 4 mani da Croccia, pizza di Sitko e prodotti marchio Cilento

di Redazione

La pizza è foriera di buone amicizie, oltre che base su cui poggiare gli straordinari racconti della ricca biodiversità campana. Domani 28 maggio, alle ore 20, una cena speciale celebrerà di fatto l’amicizia del pizzaiolo cilentano Michele Croccia con la pizzaiola di adozione vesuviana Renata Sitko, tre Spicchi Gambero Rosso. Si tratta del girone di ritorno del ciclo di eventi “Benvenuti al Sud”, partito lo scorso marzo, che intende celebrare la grande pizza campana.

Se, da Villa Giovanna ad Ottaviano, Renata porterà soprattutto il colore e la bontà dei pomodori del piennolo, Michele punterà a raccontare la folta schiera dei prodotti a marchio Parco Nazionale del Cilento, degli Alburni e del Vallo di Diano che – grazie a questo riconoscimento – si stanno facendo forza a vicenda.

«Mi è sembrata una buona occasione per abbracciare ufficialmente il progetto che il Parco Nazionale sta portando avanti per valorizzare le nostre produzioni. Lo condivido perché rispecchia la filosofia con cui da sempre gestisco le scelte all’interno dei miei ristoranti. Siamo noi pizzaioli, chef e ristoratori a dover essere i primi ambasciatori del territorio in cui viviamo», spiega Croccia.

Alla serata condotta dalla giornalista gastronomica Antonella Petitti, prenderanno parte – tra gli altri – anche il vice presidente del Parco del Cilento Cono D’Elia, il presidente della Cooperativa Sociale Terra di Resilienza Monte Frumentario Antonio Pellegrino, il sociologo narratore Vincenzo Moretti, lo chef stellato Giuseppe Misuriello di Locanda Severino di Caggiano, l’Ambasciatrice della Dieta Mediterranea Giovanna Voria, il maestro gelatiere Enzo Crivella e la chef Maria Rina de Il Ghiottone di Policastro Bussentino.

A curare il dolce a sorpresa sarà, invece, lo chef Mario Pellegrino del ristorante Zi Filomena di Caselle in Pittari. Gli abbinamenti con i vini (esclusivamente cilentani) saranno a cura della sommelier AIS Maria Sarnataro. La partecipazione alla serata necessita di prenotazione allo 0974.988779.

Il Menù

Aperitivo con focaccia casellese, stracciatella Le Starze e salame Tre Valli – tranci della pizza “Franceschina” – bocconcini di panedda prena con crema di fave, mozzarella Starace, pancetta croccante Tre Valli

Le pizze di Renata

Puttanesca: pomodoro San Marzano, pomodorini rossi e gialli del Piennolo del Vesuvio, olive nere, capperi, origano selvatico, basilico ed olio extravergine di oliva del Vesuvio

Zuccona: crema di zucchine, fiori di zucca, pomodorini gialli del Vesuvio, fior di latte, alici di Cetara, timo limoncino, pepe creolo, olio extravergine di oliva del Vesuvio

Le pizze di Michele

Bianco Tanagro: (Impasto con lievito madre, farina 1 Terra di Resilienza) carciofo bianco del Tanagro, mozzarella nella mortella Le Starze, alici di Menaica, cacioricotta del Cilento e zeste di limone

Ammaccata: (Impasto indiretto con biga, farina 1 Terra di Resilienza) scarola, mozzarella di bufala Barlotti, olive ammaccate del Cilento, tonno del Golfo di Policastro La Spigolatrice, caciobrigante del Cervati Starace

Dolce a sorpresa dello chef Mario Pellegrino

In abbinamento: vini del Cilento

Pizzeria & Trattoria LA PIETRA AZZURRA Via Caporra, 64 – Caselle in Pittari (Salerno) – Parco Nazionale del Cilento www.michelecroccia.it  – www.ristorantelapietraazzurra.it 0974/988779  339/2316342 

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Panino d’autore, la prelibatezza di Michele Croccia tutta da mordere

di Marianna Vallone

Il panino d’autore arriva anche da Michele Croccia a Caselle in Pittari. Il pizzaiolo “contadino” cilentano, docente per la Scuola Italiana Pizzaioli e la Gambero Rosso Academy, per l’arrivo della primavera ha sperimentato un panino realizzando un impasto con farina integrale di Caselle e prodotti del Cilento. Ecco la ricetta: 
Ingredienti per 9 panini da 100 grammi circa: Per l’impasto: 500 grammi di farina integrale di Caselle in Pittari 280 grammi di acqua 12 grammi di latte in polvere 40 grammi di strutto 25 grammi di lievito di birra fresco 8 grammi di malto 20 grammi di zucchero 8 grammi di sale Per la finitura: semi misti q.b. Per guarnire: un chilo di fave fresche sbucciate 18  fette di guanciale 9 fette caciobrigante del Monte Cervati Olio evo q.b. Procedimento: Mescolare la farina con tutti gli altri ingredienti asciutti compreso il lievito sbriciolato, man mano aggiungere l’acqua. Quando sarà assorbita del tutto, aggiungere il sale e lo strutto. Una volta pronto l’impasto lasciarlo lievitare in massa per circa un quarto d’ora. Realizzare le preforme di circa 100 grammi, lasciarle riposare per altri 15 minuti. A questo punto realizzare le forme finite, aggiungervi in cima i semi desiderati e far lievitare ancora per un’oretta. Infornare per 20/25 minuti a 180/220 gradi. Crema di fave: Sbollentare le fave e sbucciarle. Spadellarne metà con cipolla bianca ed olio evo in una padella antiaderente. Frullare l’altra metà con l’eventuale aggiunta di acqua di cottura. Passare in padella antiaderente il guanciale, senza l’aggiunta di olio evo, fino a quando non diventa croccante. Passare in padella anche le fette di caciobrigante, in modo che si ammorbidiscano. Grigliare la parte interna del panino. Farcitura del panino: Adagiare sul fondo la crema di fave, continuare con qualche fava intera. Aggiungervi il caciobrigante, le fette di guanciale e finire con altre fave. Chiudere il panino e servite subito.

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Da Caselle in Pittari il via al progetto “In cammino verso una scuola sempre più inclusiva”

di Marianna Vallone

E’ stato attivato ieri mattina al MU.VI. Caselle in Pittari, lo sportello informativo relativo al progetto che la Regione Campania ha finanziato lo scorso ottobre alla cooperativa Labor Limae nell’ambito del bando “Scuole di Comunità”, a valere sul POR Campania FSE 2014/2020, Asse II, Obiettivo Specifico 6, Azione 9.1.2 e Obiettivo Specifico 11, Azione 9.6.5. L’intervento, dal titolo “In cammino per una scuola più inclusiva”, coinvolge alcune scuole del territorio, tra cui l’Istituto Comprensivo di Castelcivita, l’Istituto di Istruzione Superiore Parmenide, l‘Istituto Comprensivo “Leonardo Da Vinci” e l’Istituto Omnicomprensivo di Montesano sulla Marcellana e vede tra i partner anche i Comuni di Stella Cilento e di Caselle in Pittari. L’obiettivo del progetto è quello di diffondere la cultura della legalità e contrastare la dispersione scolastica, attraverso la realizzazione di interventi che potenzino l’apprendimento sociale e culturale di giovani, in particolare di quelli appartenenti a nuclei familiari in condizione di svantaggio. Le quattro scuole in rete diventano luoghi aperti di supporto agli studenti e alla sua famiglia, ma anche di formazione, informazioni, aggregazione, punti di collegamento per le famiglie, con le strutture sociali. Una “rete che accoglie” la complessa realtà dei minori a rischio, grazie all’attivazione di sportelli, eventi, incontri formativi e di supporto psicologico, manifestazioni e laboratori negli istituti partecipanti e sul territorio comunale, sia per gli studenti, sia per le famiglie. A supporto di studenti e genitori un team creato ad hoc con professionisti del territorio dei più disparati ambiti, tra sociologi, psicologi, artisti, esperti di diritto e legalità, che per due anni lavoreranno per contribuire alla duplice finalità di sottrarre i giovani alle zone grigie dell’illegalità e migliorare la comunità stessa in cui essi vivono. La stessa mission è anche alla base della cooperativa Labor Limae che ha messo in campo il progetto, e delle sue attività ordinarie. Dal 2015 gestisce il MUVI con attività laboratoriali per minori, assistenza sociale, seminari informativi e di studio, training di progettazione e campagne di promozione sociale e di carattere civico. Mercoledì 13 marzo alle ore 10:30 il progetto verrà presentato a Roscigno, nell’Istituto comprensivo di Castelcivita. Modera e introduce Mariano Pellegrino, presidente della cooperativa sociale Labor Limae, direttore del progetto. Seguiranno gli interventi del sindaco di Roscigno, Pino Palmieri, il dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo di Castelcivita, Rita Brenca. Parteciperanno lo psicologo, presidente Istituto di Psicologia e ricerche socio sanitarie – I.P.e R.S. Formia, Giuseppe Errico, il consulente didattico Coordinatore Italia P.E.R. il Mondo, Napoli, Raffaele Picardi e la consulente ed esperta enti non profit, Angela La Torre. Chiude l’evento Angelo Loia, con canti popolari del Cilento.

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La pizza del Cilento vola a Las Vegas con Michele Croccia

di Marianna Vallone

Il pizzaiolo Michele Croccia volerà a Las Vegas e porterà in valigia la pizza cilentana. La destinazione è l’International Pizza Expo, la fiera della pizza più antica e più grande al mondo, che si svolgerà al Las Vegas Convention Center dal 4 al 7 marzo prossimi. Il pizzaiolo di Caselle in Pittari mostrerà al pubblico di settore internazionale come si realizzano le diverse tipologie di pizza che fanno grande l’Italia.
 
Formatore da anni della Scuola Italiana Pizzaioli, Michele presiederà lo stand di questa importante realtà formativa presente in tutto il mondo.
 
«Trasmettere ciò che ho imparato mi piace almeno tanto quanto lavorare ai miei impasti», commenta riferendosi alla sua attività di formatore. «Ci vuole senza dubbio tanta passione per fare bene questo lavoro ma la conoscenza delle materie prime e delle tecniche sono altrettanto necessarie per fare la differenza. Ne sono convinto, per questo investo continuamente anche nel perfezionare le mie competenze».
 
Ma gli impegni del pizzaiolo contadino non finiscono qui. Dopo una breve pausa nel Cilento, nella sua «La Pietra Azzurra», Michele Croccia parteciperà – in qualità di giurato – al Campionato Mondiale della Pizza di Parma, giunto alla sua ventottesima edizione.
 
Dal 9 all’11 aprile prossimi, così com’è successo negli ultimi 4 anni, Michele si occuperà della Categoria Pizza Napoletana per la sezione Pizza a due. Una categoria che, in passato, gli ha portato molta fortuna. Nel 2002 a Parigi si classificò secondo alla Coupe Européenne de Pizza en double.

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Droga per le feste di Natale: due pusher in manette

di Luigi Martino

I militari della stazione carabinieri di Sanza, diretta dal luogotenente Antonio Russo, durante dei controlli notturni nelle sere che abbracciano queste festività natalizie, hanno arrestato due pusher salernitani che rifornivano di droga il basso Cilento. In manette sono finiti L.M., 52 anni, e M.M., anche lui di 52 anni. I due corrieri sono stati fermati alla periferia di Caselle in Pittari mentre viaggiavano a bordo di una Ford Focus. Nel corso della perquisizione personale e veicolare, sono stati trovati in possesso di diversi involucri contenenti diverse tipologie di sostanze stupefacente come cocaina, eroina e crak. Le forze dell’ordine hanno sequestrato anche i 520 euro in contanti ritenuti provento di attività di spaccio. Gli arrestati, dopo le formalità di rito, sono stati accompagnati nelle camere di sicurezza della caserma della compagnia di Sapri, a disposizione degli inquirenti del tribunale di Lagonegro.

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Caselle in Pittari, grande festa per la nonnina centenaria

di Marianna Vallone

Caselle in Pittari ha una nuova centenaria. Si chiama Antonia Torre, classe 1918 ed ha festeggiato i suoi primi 100 anni circondata dalla famiglia, dagli amici e da ospiti speciali. Il sindaco Maurizio Tancredi, infatti, insieme all’amministrazione comunale ieri pomeriggio si è presentato di persona nel locale dove si sono svolti i festeggiamenti, per porgere gli auguri alla nuova “signora del secolo”. La donna ha quattro figli, è vedova da diversi anni e nella vita si è sempre sacrificata per la sua famiglia e per i lavori in campagna.

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Chiusura punto nascita di Sapri, Nuzzo chiede tavolo tecnico al Piano di zona S9

di Marianna Vallone

Giampiero Nuzzo
Un tavolo tecnico urgente in Regione Campania con tutte le parti sociali per una concreta immediata soluzione della problematica sulla paventata chiusura dei punti nascita di Sapri e Polla. A chiedere la riunione del comitato dei sindaci del Piano di zona S9 è il vicesindaco – e medico – di Caselle in Pittari Giampiero Nuzzo che ha inviato oggi una nota al sindaco di Sapri Antonio Gentile, in qualità di comune capofila, per chiedere la convocazione per lunedì 26 novembre.
«Dopo la spontanea e massiccia partecipazione popolare alla manifestazione  per la difesa dei punti nascita, – ha scritto Nuzzo – sta facendo seguito una sostanziale condizione di stallo rispetto  a tale problematica. Per tale motivo chiedo al Sindaco del Comune capofila del piano di zona, di convocare per le vie brevi per lunedì 26 novembre 2018, una riunione del comitato dei sindaci, invitando una rappresentanza sindacale e del comitato di lotta,  al fine di chiedere l’urgente convocazione, in Regione Campania, di un tavolo tecnico-politico risolutivo, allargato, oltre ai soggetti sopra menzionati, anche alle  rappresentanze politiche di tutti i partiti. Tutto questo non per individuare colpe, ma per cercare  insieme una soluzione perché è questo che la gente ci chiede», conclude il vicesindaco.
   

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Dramma a Caselle in Pittari, anziano muore carbonizzato

di Marianna Vallone

I soccorsi (foto archivio)
E’ morto carbonizzato B.P., un anziano di 97 anni di Caselle in Pittari. Il fatto è avvenuto questo pomeriggio nella sua abitazione nel piccolo borgo cilentano. A fare la terribile scoperta è stata una nuora che però non ha potuto fare più niente per evitare la tragedia. L’anziano si era probabilmente addormentato davanti al camino quando le fiamme lo hanno avvolto, uccidendolo. Secondo una prima ricostruzione si è trattato di un incidente domestico: qualche scheggia potrebbe essere uscita fuori dal caminetto per poi raggiungere gli abiti che indossava. La vittima, che aveva anche problemi di deambulazione, non è riuscita a muoversi e quindi a mettersi in salvo. Sul posto sono arrivati i carabinieri della stazione di Sanza, guidati dal maresciallo Antonio Fernando Russo per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti. La salma è nella sala mortuaria del cimitero di Caselle in Pittari in attesa delle disposizioni del giudice.
 

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