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Miriam Ferolla bella come la sorella Daniela, tra le prefinaliste di Miss Italia

di Marianna Vallone

Daniela e Miriam Ferolla

La bellezza è un affare di famiglia in casa Ferolla. La più piccola delle quattro sorelle, Miriam, 26 anni, è tra le 185 prefinaliste di Miss Italia, il concorso che nel 2001 ha visto trionfare la sorella Daniela Ferolla, all’epoca minorenne, oggi volto noto di Rai Uno, tra le conduttrici più amate della televisione. A Jesolo è tutto pronto per l’ottantesima edizione di Miss Italia 2019 che quest’anno, per l’occasione, torna in casa Rai dopo alcuni anni a La7. Con il concorso nazionale anche le tante aspiranti miss, che la commissione sta scegliendo fino ad arrivare a decretare la più bella d’Italia.

Le finaliste saranno 80 e la vincitrice sarà eletta attraverso il televoto e senza l’intervento della giuria di esperti. La madrina della finalissima sarà Gina Lollobrigida, concorrente del 1947, anno in cui vinse Lucia Bosè.

Il Cilento fa il tipo per Miriam, che lo scorso 4 agosto ha vinto il titolo di Miss Cinema Campania, accedendo così alle prefinali nazionali. Occhi grandi verdi, sorriso che incanta, Miriam studia e sogna di fare l’attrice, dove ha già mosso i suoi passi. E’ nata a Vallo della Lucania nel 1992, otto anni dopo la celebre sorella. Ha studiato danza, musical e recitazione a Roma e contemporaneamente Lettere e Filosofia all’Università.

La sorella Daniela è stata incoronata Miss Italia ormai quasi vent’anni fa, nel 2001, ed è stata la conduttrice di Linea Verde l’ultima vincitrice minorenne. La Ferolla, dopo l’anno di regno, si è laureata in Scienze della Comunicazione, ha lavorato da giornalista, per poi iniziare una brillante carriera televisiva che oggi, a 35 anni, la vede tra le conduttrici più amate e di maggior successo della Rai.

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Daniela Ferolla premiata a Sapri – Foto

di Marianna Vallone

La più attesa era lei, Daniela Ferolla, conduttrice Rai, da anni alla conduzione di Linea Verde. A 35 anni appena compiuti è ancora più bella di quando, neanche 18enne, vinse il titolo di Miss Italia nel 2001. Cilentana doc, di Santa Barbara di Ceraso, la Ferolla ha ritirato il Premio Terre del Bussento nella cittadina della Spigolatrice, lunedì sera. A consegnarlo è stato il primo cittadino Antonio Gentile. L’evento è organizzato da Cicas Turismo e ideato da Matteo Martino.

«Essere premiati nella propria terra ha sempre un gusto più bello – ha detto – anche perché può dare anche un messaggio ai più giovani che spesso si sentono dire di non perseguire i propri obiettivi ambiziosi e lasciare stare… Ecco, anche grazie alle Terre del Bussento adesso posso ribadire il concetto che porto in giro da sempre: con forza di volontà, abnegazione e un pizzico di ‘cazzimma’ si può arrivare in alto e pronunciare a petto in fuori il nome del nostro meraviglioso territorio».

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Tragedia Cilentana, Ceraso in lacrime: «Ci lascia Raffaele, macellaio umile»

di Luigi Martino

Ceraso piange Raffaele Vivone, l’uomo di 49 anni che domenica mattina è morto in seguito al grave impatto che ha coinvolto due auto lungo la strada provinciale 430 Cilentana, all’altezza dello svincolo di Perito. Raffaele era a bordo della sua Ford Focus quando si è scontrato frontalmente con un’Alfa Romeo guidata da Francesco Merola, un giovane 33enne di Castelnuovo Cilento morto sul colpo. Raffaele era un grande lavoratore, viveva a Ceraso, dove lavorava come macellaio. Lascia la moglie e quattro figli. Un lavoro duro il suo, che svolgeva con grande dignità e impegno per non far mancare nulla alla sua famiglia. «Lo conoscevamo tutti qui, era davvero una persona umile che si faceva i fatti suoi e pensava al lavoro e alla famiglia» affermano commossi alcuni cittadini che passeggiano in piazza a Ceraso. Vicino al Comune, a pochi metri dal portone d’ingresso, Domenico, uno che ne ha passate tante in compagnia di Raffaele: «Ha lasciato un vuoto troppo grande. E’ difficile» afferma.

Intanto i carabinieri della compagnia di Vallo della Lucania, agli ordini del capitano Mennato Malgieri, continuano ad indagare sull’accaduto. Ieri mattina sono stati i primi a raggiungere il luogo, teatro della tragedia. Insieme a loro le ambulanze del 118 e i vigili del fuoco del distaccamento di Vallo della Lucania. Sono stati quest’ultimi ad estrarre Raffaele dall’abitacolo. Poi di corsa verso il San Luca di Vallo della Lucania ma per lui non c’è stato nulla da fare. Troppo gravi le ferite e le fratture riportate nello scontro.

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Incendiava le colline del Cilento: 28enne in manette

di Luigi Martino

Nella serata di ieri, 30 aprile, i carabinieri della compagnia di Vallo della Lucania coordinati dal capitano Mennato Malgieri, hanno arrestato per aver commesso il reato di incendio boschivo, M.T., 28enne originario di Ceraso. A conclusione di una complessa e articolata attività d’indagine i carabinieri della stazione di Ascea lo hanno individuato come responsabile di un vasto incendio boschivo in località Vreccia del Comune di Ascea- Ceraso e in località Terradura del Comune di Ascea. I militari sono riusciti finalmente a dare un volto ed un nome all’autore dei numerosi incendi che hanno bersagliato le aree boschive nell’estate del 2017, confermando le risultanze investigative raccolte sino a quel momento. L’attività d’indagine era partita dal primo evento segnalato, avvenuto in data 17 luglio del 2017, quando nel pomeriggio si erano propagate le fiamme nella macchia mediterranea per oltre 200 ettari di terreno: da subito la presenza di più focolai aveva fatto intuire che non potesse trattarsi di fatti accidentali. Le fiamme in quella occasione lambirono le abitazioni e costrinsero all’evacuazione gran parte dei cittadini. L’arrestato, è stato accompagnato presso il proprio domicilio cosi come disposto dall’autorità giudiziaria.

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Sindaco dà cittadinanza a 13 migranti: a Ceraso arriva Fanpage

di Luigi Martino

Il comune di Ceraso, in Cilento, con voto unanime del consiglio comunale ha conferito la cittadinanza onoraria a 13 bambini, di cui 2 maggiorenni. Il sindaco Gennaro Maione, ai microfoni di Fanpage.it, intervistato dal giornalista Carmine Benincasa, ha parlato di Ius Soli e di come ce ne sia bisogno perché questi bambini non possono essere «figli di nessuno».

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Legambiente assegna oscar ecoturismo: c’è agriturismo del Cilento

di Luigi Martino

Oscar dell’ecoturismo 2019 a sei aree protette, in collaborazione con Federparchi, (tra parchi naturali nazionali, regionali e aree marine protette), cinque realtà impegnate nel turismo responsabile e inclusivo e 15 strutture turistiche ricettive affiliate all’etichetta Legambiente Turismo. Il premio è stato assegnato oggi da Legambiente durante l’incontro ‘I Parchi alla sfida dei nuovi turismi’ che si è tenuto a Milano a ‘Fa’ la cosa giusta’, fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili.

«In questi anni abbiamo assistito ad una evoluzione del turismo che è passato da un turismo di massa ad un turismo di qualità, attento all’ambiente e alla sostenibilità – afferma Sebastiano Venneri, responsabile Turismo di Legambiente – Sempre più persone scelgono luoghi e mete ecofriendly e un turismo green, dove sono state messe in campo buone pratiche sostenibili, dov’è c’è attenzione alla filiera agroalimentare di eccellenza, ai servizi turistici in chiave ecologica. Gli Oscar dell’ecoturismo rappresentano le eccellenze su questi temi nel panorama nazionale. Esperienze che hanno scelto la sostenibilità e il rapporto con il territorio come ingredienti essenziali per confezionare la proposta per i propri clienti e allo stesso tempo rilanciare l’economia locale”. Al Parco Nazionale della Valgrandea Verbania (Piemonte) è andato l’Oscar dell’Ecoturismo per la gestione dell’area wilderness più grande d’Europa. Il Parco Naturale Regionale Paneveggio Pale di San Martino in Trentino è stato premiato per il progetto Parco accessibile, che prevede la fruibilità di alcuni sentieri ai disabili.

C’è poi l’Area Marina Protetta Tavolara Punta Coda Cavallo in Sardegna (Olbia, San Teodoro e Loiri Porto San Paolo) dove si segnala il progetto educativo SalvaMare per la promozione di un modello sostenibile di fruizione degli ambienti di sabbia e di mare. Sempre in Sardegna, premiato il Parco naturale regionale di Tepilora per l’attenzione dimostrata al turismo escursionistico all’insegna della sostenibilità.

Il Parco nazionale del Pollino (Basilicata e Calabria) ha invece promosso un turismo scolastico e sociale, coinvolgendo le fasce più deboli della popolazione. Un’attività che ha incrementato tra l’altro il turismo fuori stagione favorendo così l’intera economia locale. Infine, l’Oscar è stato assegnato alla Riserva Naturale Orientata Isola di Lampedusa per la gestione sostenibile della Spiaggia dei Conigli. Legambiente ha assegnato quest’anno anche cinque premi speciali. I premi per la promozione di un turismo sostenibile vanno ad Astoi – Confindustria Viaggi, l’associazione dei Tour Operator aderenti a Confindustria, per l’informazione ambientale e, in particolare, per l’impegno attivo contro la diffusione delle specie aliene messo in atto informando e sensibilizzando al riguardo gli operatori del settore e i viaggiatori, nonché siglando un protocollo di intesa con il progetto europeo Life Asap (Alien Species Awareness Program).

L’altro Oscar premia l’esperienza di CamminaSila in Calabria, nata nel 2012 da un progetto del circolo Legambiente Sila, per dimostrare che si può fare turismo invernale anche senza l’utilizzo di infrastrutture di grande impatto, inserendo nei pacchetti turistici anche visite guidate ai beni culturali, ai musei del territorio, alle aree faunistiche ed alle riserve naturali presenti in Sila. Due i premi speciali per inclusione e accessibilità assegnati con la collaborazione della Fondazione Cesare Serono: al Comune di Montesilvano in Abruzzo per il progetto Spiagge Accessibili a al Centro Ferie Salvatore di San Felice Circeo (Lazio).

Infine, la prima edizione del premio speciale Mobilit Dolce promosso da Legambiente e dall’Alleanza per la Mobilità Dolce assegnato all’Associazione Le Rotaie in Molise per aver salvato la ferrovia Sulmona-Carpinone facendo diventare realtà il sogno della Transiberiana d’Italia. A otto Regioni diverse vanno i premi alle 15 strutture turistiche italiane selezionate tra le centinaia affiliate all’etichetta Legambiente Turismo e che rispettano una serie di misure che vanno dall’attenzione alla bioedilizia alla gestione dei rifiuti, dall’impegno sociale fino alla qualità del cibo, dalle attività didattiche all’accessibilità.

Per la categoria Ottima gestione ambientale, il riconoscimento è stato conferito all’Hotel Daniel di Bellaria (Emilia-Romagna); alla Contea dei Ciliegia Pedaso (Marche); al B&B Fonte di Zenoa Marciana (Isola d’Elba); al Bagno Arizona di Viareggio (Toscana) e all’Agriturismo La Petrosa a Ceraso in Cilento (Campania). Per la categoria Amici del Clima, l’Oscar è stato assegnato al Politian Apartments di Montepulciano (Toscana). Nella categoria Riuso e riciclo dei materiali, i riconoscimenti sono andanti all’Osteria Arcadia di Porto Tolle (Veneto); al Lido Idelmery di Taggia (Liguria); al B&B Al Bastione Normanno a Palermo (Sicilia). Nella categoria Offerta Alimentare e Gastronomia Tipica sono invece stati premiati: la Fattoria L’Alpenice in Emilia-Romagna; il Bagno Teresa di Viareggio (Toscana) e il Domus De Janas di Barisardo (Sardegna). Nella categoria Comunicazione e Promozione del Territorio l’Oscar è stato assegnato a AreVod, operante nell’area Vesuviana in Campania. Infine, nella categoria Mobilità Sostenibile due premi sono assegnati a Bellaria (Emilia-Romagna) all’Hotel San Salvador e al Blu Suite Hotel.

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Michele e le sue vacche, una vita di sacrifici: «Non conosco ferie»

di Luigi Martino

«Io da quando avevo 8 anni ho fatto il pastore, ho avuto sempre le mucche, ho girato tutte le montagne. E poi mi sono ritirato: in estate ero in montagna, in inverno rientravo in paese. Ho avuto una mandria di vacche e sono padre di sei figli». Michele Ametrano ha gli occhi lucidi e le rughe che raccontano storie anche se restano lì, ferme, disegnate sul suo volto. Quei solchi nella pelle ruvida ti fissano come i suoi occhi grandi. Sono profondi. E veri. Veri come la vita che ha condotto a Ceraso, quel fazzoletto di terra del Cilento compreso tra il mare di Ascea e la cittadina di Vallo della Lucania. «Per me non c’è stata mai una festa, ho camminato sempre, anche a Pasqua e a Natale». «Ricordo tante cose. Ricordo che il 22 luglio un fulmine mi ammazzò una vacca in montagna, a pochi passi da me. E ci rimasi male. Mamma mi regalò 25 mila lire mettendo da parte 5 mila lire per volta. Ed io pensai: cosa ci faccio con 25 mila lire? Se mi compro un pantalone lo consumo, se mi compro un paio di scarpe anche. Quindi decisi di comprare una campana per le mucche, la stessa che adesso, quando suona, mi ricorda la voce di mamma». La campana è lì. Michele l’ha tenuta stretta per tutta l’intervista Antonio Ferolla ha pubblicato sulla pagina Facebook Santa Barbara di Ceraso. La alza, la stringe forte, poi si commuove.

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Riapre la chiesa di San Martino di Massascusa a Ceraso

di Marianna Vallone

A cinque mesi dall’inizio dei lavori, la Chiesa di San Martino di Massascusa, frazione nel Comune di Ceraso, ha riaperto al culto. Gli interventi, finanziati grazie al contributo dell’8 x mille, su impulso della curia vescovile di Vallo della Lucania e del parroco don Antonio Greco, hanno interessato sia l’esterno che l’interno. La chiesa di San Martino rappresenta l’emergenza architettonica più importante del luogo insieme alla chiesa parrocchiale di San Felice. Il restauro completato è stato festeggiato con una cerimonia a cui ha preso parte anche il vescovo Ciro Miniero.

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Vallo della Lucania, cane abbandonato: polstrada interviene per salvarlo

di Marianna Vallone

Un fenomeno che continua a manifestarsi: l’abbandono degli animali domestici. E’ successo per l’ennesima volta anche sulla Sp 430 tra le uscite di Vallo della Lucania e Ceraso, dove un cane correva impaurito lungo la corsia di marcia a un passo da automobili e mezzi pesanti, rischiando di creare pericolo sulla strada. A salvarlo, grazie alla segnalazione di un automobilista, sono stati gli uomini della Polizia stradale di Vallo della Lucania che sono arrivati sul posto, hanno salvato l’animale e l’hanno preso in custodia fino all’arrivo dell’Asl. 

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Ceraso, dal 3 gennaio torna la magia del presepe vivente più bello d’Italia

di Luigi Martino

Fresco fresco di riconoscimento ritirato in Sicilia torna il 3, il 4 e il 5 gennaio il fantastico presepe vivente di Ceraso. E’ alla sua terza edizione ma è già noto in tutto lo Stivale per la sua bellezza. Il tema di quest’anno è Il sogno di Maria di Rocco Chinnici. Nei vicoli del centro storico di Ceraso, dalle 17 alle 20, con un biglietto di soli 3 euro (i bambini fino a 10 anni non pagano), si ha la possibilità di tuffarsi in uno scenario meraviglioso. Il presepe vede il patrocinio della Pro Loco di Ceraso e dal Comune di Ceraso.

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Ceraso, presepe vivente più bello d’Italia: le foto della premiazione

di Luigi Martino

Questi sono alcuni momenti della premiazione tenutasi in Sicilia lo scorso 2 dicembre. A ritirare il premio il presidente della Pro Loco Ceraso: Giacomo Rodio, insieme a Roberto Palladino e Matteo Abate. Ceraso ha ricevuto il riconoscimento «per l’eccezionale coralità del popolo attorno all’evento rievocativo presepiale» e «per la significativa rappresentazione presepiale vivente in luoghi ritrovati della memoria del popolo cerasuolo; ove è assai particolare l’ambientazione nel borgo storico. In forza di questo, il Presepe Vivente di Ceraso, rimane così , un tabernacolo della civiltà contadina cilentana. Realizzato nel segno della conservazione delle tradizioni di vita, di lavoro e di fede dell’universo culturale delle genti campane-cilentane». «Una motivazione che ha dato a tutti modo di capire quanto importante sia la volontà di valorizzare il proprio territorio attraverso eventi che, seppur non considerati in giusta misura, rendono le tradizioni il fulcro principale su cui costruire basi per il futuro» fanno sapere gli organizzatori. • La pagina Facebook: Presepe Vivente Ceraso Sfoglia la gallery:

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Ceraso ha il presepe vivente più bello d’Italia

di Luigi Martino

Ceraso, in Cilento, ha vinto il premio per il Presepe Vivente piu’ bello d’Italia, ex aequo con Laino Castello, pittoresco borgo nel cuore del Parco nazionale del Pollino, in provincia di Cosenza. A decretarlo è stata, nella giornata di ieri, la giuria dell’opera presepiale internazionale Praesepium Historiae “Ars Populi”, alla fine di due intense giornate che si sono svolte a Lentini, in provincia di Siracusa. Greppia d’Amore… Cultura Nuova: questo il tema del Praesepium Meeting, giunto alla 31 edizione e che ha riconosciuto nel presepe vivente di Ceraso tutti i requisiti richiesti per il conferimento del prestigioso riconoscimento, ovvero spiritualità, tradizione, valorizzazione del territorio e coinvolgimento corale della popolazione. A Laino Castello, inoltre, è stato conferito l’ambito titolo di “Città del Presepio d’Italia 2018”, un ulteriore premio per tutta la popolazione che si sta preparando al 26 dicembre, quando sarà rappresentata la 19 edizione del Presepe Vivente.

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