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Alla Certosa di Padula la mostra dedicata al “Grand Tour”

di Marianna Vallone

C’è stato un tempo in cui la conoscenza dell’Italia, del suo straordinario patrimonio artistico e naturale è stata parte significativa della formazione culturale delle élite di tutta Europa. È da qui che nasce l’idea della mostra il cui nome, Grand Tour, definiva il viaggio di istruzione, intrapreso dai rampolli delle case aristocratiche che aveva come fine la formazione del giovane gentiluomo. L’Italia era una tappa imprescindibile di questo viaggio, che doveva essere fonte di ispirazione per intellettuali, artisti e scrittori, già dalla seconda metà del ‘600, un viaggio che interessò anche luoghi molto vicini a noi come: Napoli, Ischia, Capri, la Costiera Amalfitana, Paestum, la Lucania. Sabato 8 dicembre alle ore 18:30, presso la Casa dello Speziale – Certosa di San Lorenzo a Padula è stata inaugurata la mostra “Grand Tour”, a cura dell’associazione Faq-Totum, con la collaborazione del consorzio Arte’m, del sistema museale MAM – Moliterno e del Comune di Padula; la mostra si avvale dei patrocini della Regione Campania, assessorato al Turismo ed alla Cultura, del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e della Comunità Montana Vallo di Diano. «La mostra – ha dichiarato Antonella Inglese, Presidente dell’Associazione Faq-Totum – che si compone di oli, acquerelli e incisioni realizzati da viaggiatori provenienti da ogni dove, ha la peculiarità di trasmettere “piacere estetico” in chi rivede luoghi e scorci noti attraverso lo sguardo romantico dei “turisti ante litteram” del XVIII e XIX secolo». «Siamo lieti di questa nuova iniziativa che si pone in perfetta sinergia con le attività che come Assessorato alla Cultura stiamo promuovendo – ha dichiarato l’assessore Chiappardo – Un ringraziamento all’Associazione Faq Totum per l’impegno che continuamente dimostra». La mostra sarà visitabile fino al 31 dicembre 2018.

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Parco nazionale del Cilento: venti anni di Patrimonio Unesco

di Marianna Vallone

Venti anni di Patrimonio Unesco per i siti del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Era il 1998 quando a Kyoto, l’Unesco iscrisse nuovi siti nella lista dei Patrimoni dell’Umanità. Tra questi, insieme ad altre meraviglie d’Italia, c’era il Parco nazionale del Cilento con i siti archeologici di Paestum, Velia e la Certosa di Padula. Per l’Unesco si tratta di un paesaggio culturale di straordinario valore con testimonianze di insediamenti risalenti a 250.000 anni fa. Abitato ininterrottamente, prima dagli agricoltori del Neolitico e dalle comunità dell’Età del Bronzo e del Ferro, successivamente da Etruschi, colonizzatori greci, Lucani, Romani. Il Parco Nazionale dal 1997 è un’area Riserva della Biosfera Mab dell’Unesco. La stessa zona è stata Iscritta nella rete dei Geoparchi Unesco nel 2010, grazie alla bellezza delle numerosissime grotte create dalla natura carsica del terreno, sia nell’entroterra che sulla costa. Paestum, l’antica città greca di Poiseidonia, sorta alla fine del VII secolo a.C. e dedicata a Poseidone, fu fondata dai coloni di Sibari, provenienti dalla città sulla costa ionica della Calabria non dal mare ma per le vie ancestrali che attraversavano i crinali delle montagne. Velia, in greco Elea, nacque nel 540 a.C., quando una spedizione di coloni focesi giunse sulla costa tirrenica della Lucania e sviluppò una città su un promontorio affacciato sul mare. Elea vide il fiorire di una scuola filosofica presocratica: la scuola eleatica. Parmenide ne fu il fondatore e Zenone fu il suo illustre discepolo. Entrambi sono considerati tra i maggiori filosofi greci, padri delle radici della razionalità occidentale. La Certosa di San Lorenzo a Padula, nell’altopiano di Vallo di Diano, è il più vasto complesso monastico dell’Italia Meridionale nonché uno dei più interessanti in Europa per magnificenza architettonica e copiosità di tesori artistici. Per ricordare quella storica data del 3 dicembre 1998 è stata organizzata una giornata celebrativa alla Fondazione Alario a Marina di Ascea. Interverranno per i saluti Pietro D’angiolillo, sindaco di Ascea, Marcello D’Aiuto, presidente Fondazione Alario, Tommaso Pellegrino, presidente del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, Michele Strianese, presidente della Provincia di Salerno, Francesco Palumbo, sindaco di Capaccio Paestum, Agostino Casillo, presidente del Parco nazionale del Vesuvio. Ad introdurre i lavori ci saranno i promotori istituzionali della candidatura nel 1997, e quindi l’allora presidente della Provincia, Alfonso Andria, il primo cittadino di quegli anni a Capaccio, Pasquale Marino, l’allora commissario EPT Antonio Pagano, i redattori dei dossier di candidatura Pietro Laureano, Carla Mauraro, Pino Anzani e Domenico Nicoletti. Tante le testimonianze di soprintendenti, sindaci, enti e associazioni. Modereranno il direttore del Parco Romano Gregorio e Aniello Aloia, respondabile dell’Ufficio Unesco ente Parco. Interviene Corrado Matera, assessore al Turismo della Regione Campania e conclude Lucia Borgonzoni, sottosegretario Mibac con delega ai siti Unesco. L’appuntamento si terrà lunedì 3 dicembre alle ore 9:30 a Marina di Ascea presso la Fondazione Alario. 

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