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Donne Impresa Coldiretti, Valentina Stinga nuova responsabile Campania

di Marianna Vallone

Valentina Stinga, classe 1989, è la nuova responsabile regionale della Campania di Coldiretti Donne Impresa, il movimento femminile che dal 1953 rappresenta le imprenditrici agricole. Già referente di Donne Impresa Napoli, raccoglie il testimone dalla salernitana Antonella Dell’Orto. E’ la titolare dell’azienda agricola Rareche a Sorrento, dove produce e vende direttamente colture orticole. Dopo il diploma al Liceo Salvemini, lascia Sorrento e si trasferisce a Milano per laurearsi alla prestigiosa Bocconi. Consegue la triennale in Economia aziendale e poi si specializza in Marketing Management, ma sceglie di tornare in penisola sorrentina per intraprendere da zero la sua attività in agricoltura. Accanto a Valentina Stinga compongono il consiglio regionale di Coldiretti Donne Impresa Campania: Marianna Venuti (Avellino), Claudia Sorbo (Caserta), Maria Antonietta Moffa (Benevento) e Lucia Giannattasio (Salerno). Alla neo eletta vanno gli auguri di buon lavoro del presidente di Coldiretti Campania Gennarino Masiello e del direttore Salvatore Loffreda. Attraverso Donne Impresa, tutte le imprenditrici in agricoltura, o aspiranti tali, possono ottenere informazioni su come fare impresa, realizzare i propri progetti, partecipare ad eventi formativi sempre aggiornati e conoscere come aprire strutture socialmente utili come ad esempio, le fattorie sociali, gli agriasilo e le fattorie didattiche. Coldiretti Donne Impresa fa parte di importanti organismi che operano in ambito nazionale ed europeo come il Comitato per l’imprenditoria femminile, istituito presso il dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri, il coordinamento Donne d’Impresa, il comitato cabina di regia presso Unioncamere, i comitati per l’imprenditoria femminile istituiti presso le camere di commercio, presso il Copa che rappresenta le associazioni agricole di tutti i paesi dell’Unione europea e presso l’Oma (Organizzazione mondiale degli agricoltori).
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Cilento, maltempo: agricoltori in ginocchio. Chiesto stato calamità

di Luigi Martino

La pioggia incessante degli ultimi giorni ha compromesso all’80% il raccolto di pesche, pere, nettarine e albicocche in pieno campo nella zona Sud della Piana del Sele verso Eboli, a causa dei frutti resi marci dalla troppa acqua o danneggiati dalle grandinate. Le bizze del clima portano paradossalmente – lì dove i frutti delle drupacee non sono danneggiati – ad andare oltre il punto di maturazione adatto ad un raccolto proficuo e ciò a causa del maltempo che non permette a uomini e mezzi di avvicinarsi agli impianti allagati. Lo rende noto Confagricoltura Salerno, che vede in queste ore i propri tecnici alle prese con una prima conta dei danni anche alle colture ortive in pieno campo: pomodori, spinaci, spinacino, ortaggi primaverili. Va un po’ meglio per le colture protette, sia sotto rete antigrandine che in serra laddove la produzione è salvaguardata. «Chiediamo a Regione Campania di attivare gli idonei strumenti di accertamento dei danni finalizzati alla predisposizione delle istruttorie, propedeutiche ad una richiesta di declaratoria distato di calamità naturale al Governo per gli eventi atmosferici eccezionali di questa seconda metà di maggio – afferma il presidente di Confagricoltura, che sottolinea – ci troviamo difronte a piogge da mese di novembre, ma con le attività e icicli colturali tipici di questa stagione».

Problemi anche alle fragole che a causa del maltempo stentano a maturare anche sotto serra e subiscono forti attacchi fungini, causati dalla elevatissima umidità. Senza contare poi che tutto questo si ripercuote fortemente anche sulla manodopera agricola che perdurando il maltempo non viene chiamata a lavorare e così si perde giornate di salario. Pessima la situazione degli impianti frutticoli posti a ridosso di corsi d’acqua: stanno soffrendo fortemente di asfissia radicale a causa della troppa acqua. In questo caso, il danno di queste piogge incessanti sarà da valutarsi anche nel medio periodo e dopo che i terreni si saranno asciugati.

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Imprese, export agroalimentare: provincia Salerno +6%

di Luigi Martino

Ancora un segno positivo per l’export agroalimentare della Campania. Lo comunica la Coldiretti regionale sulla base dei dati Istat consolidati del IV trimestre 2018, che comprende il periodo natalizio. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente – spiega Coldiretti Campania – si registra una crescita complessiva dell’esportazione di cibo nel mondo del 3,6%, pari a circa 30 milioni di euro in più. Un dato positivo per un settore che consolida il suo valore economico e simbolico. L’export agroalimentare della Campania vale oltre 3 miliardi di euro all’anno. Analizzando le singole province spicca il dato del Sannio, che tocca quasi il raddoppio delle esportazioni con un +96,2%. Pur restando la provincia con il valore piu’ basso dell’export, il territorio beneventano si avvicina nell’ultimo trimestre dello scorso anno ad un fatturato di 25 milioni di euro, che fanno ben sperare per il 2019. La parte del leone è ancora una volta appannaggio della provincia di Salerno, che segna un tondo 6% di incremento dell’export ed un valore complessivo che tocca quasi i 400 milioni di euro nel trimestre, circa la meta’ del valore regionale. Caserta e Napoli si mantengono stabili, mentre l’unico dato negativo riguarda l’Irpinia. La provincia di Avellino rallenta del 5,7% le sue esportazioni, con una riduzione del fatturato di oltre 6 milioni di euro nel IV trimestre, pur superando i 400 milioni di euro annui.

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Tar Campania: agriturismi pagheranno meno su bolletta rifiuti

di Luigi Martino

«Finalmente è stata sancita ed accolta una nostra battaglia. Alberghi e agriturismi sono attività diverse che non generano la stessa quantità e tipologia di rifiuti e non possono quindi pagare la stessa tariffa. I giudici hanno ricordato come le attività di ricezione ed ospitalità esercitate da imprenditori agricoli siano connesse all’attività agricola principale, contrariamente agli alberghi. L’esercizio dell’impresa agricola è unico e inscindibile dall’attività agrituristica che per nessuna ragione può essere scissa da quella agricola. Per tale ragione, in difetto di specifiche disposizioni, riteniamo si debbano applicare le norme previste per il settore agricolo». Così Gennarino Masiello, vicepresidente nazionale di Coldiretti, sulla sentenza del Consiglio di Stato in cui si stabilisce che l’attività agrituristica non può essere assimilata a quella alberghiera con la conseguenza che anche la tariffa applicata con la Tari non può essere la stessa. «L’agriturismo – spiega il direttore regionale Salvatore Loffreda – a differenza delle altre strutture, è soggetto a restrizioni e condizioni di esercizio uniche, tra cui un limite nei giorni di apertura e nel numero di pasti o presenze complessive annue, il che significa una diversa capacità contributiva rispetto agli alberghi. La stessa produzione di rifiuti e’ diversa: per le attività agricole si utilizzano imballaggi riutilizzabili, mentre per la ristorazione è obbligatorio l’utilizzo di esclusivo di prodotti propri o delle aziende del territorio, con una considerevole riduzione di rifiuti». La sentenza – si legge nella nota diffusa da Coldiretti Campania – rappresenta una vittoria dopo lunghe battaglie dell’organizzazione agricola in tal senso. La federazione regionale di Coldiretti, di concerto con le federazioni provinciali di Avellino, Benevento, Caserta, Napoli, Salerno e all’associazione Terranostra Campania, si sta attivando nei confronti delle amministrazioni comunali per chiedere ai sindaci di non applicare la stessa aliquota Iuc/Tari per alberghi ed agriturismi, l’annullamento immediato della tariffa e un adeguamento normativo del regolamento.

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Olio, principe Dieta mediterranea è prodotto più usato ma meno conosciuto

di Luigi Martino

Il principe della dieta mediterranea è il prodotto più usato, ma il meno conosciuto. È il risultato dei test realizzati da Aprol Campania sull’olio d’oliva nel 2018 nei mercati di Campagna Amica e nei Coldiretti Farmers Village realizzati sul territorio regionale. Per colmare il gap di cultura dell’olio, in particolare dell’extravergine, Coldiretti e Aprol Campania lanciano il progetto ‘A scuola di Olio Evo’, dedicato agli studenti degli Istituti Alberghieri presenti nelle cinque province. L’iniziativa nasce dal protocollo d’intesa tra Coldiretti Campania e Ufficio scolastico regionale per favorire il confronto con il territorio. Il progetto parte a fine gennaio 2019 con l’obiettivo di proseguire negli anni stabilmente, non solo sull’olio ma su tutte le eccellenze agroalimentari regionali.

Il primo istituto coinvolto, da lunedì 28 gennaio, è il ‘Marconi’ di Vairano Patenora, in provincia di Caserta. Il percorso di degustazione guidato dura tre giorni, di cui due dedicati alla scoperta del processo produttivo, della degustazione e delle tecniche di conservazione. La terza giornata si conclude con una gara di cucina che gli studenti svolgeranno in piccoli gruppi, proponendo un piatto in abbinamento ad un olio extravergine regionale: fruttato leggero, medio o intenso. Una giuria tecnica sceglierà il team vincitore, che concorrerà ad una finale regionale in una prestigiosa location.

Le tappe successive prevedono dall’11 al 13 febbraio il coinvolgimento dell’Istituto Cavalcanti di Napoli, poi ancora in provincia di Caserta al ‘Cappello’ di Piedimonte Matese. Si prosegue nella seconda metà di febbraio con l’Istituto ‘Le Streghe’ di Benevento e poi nel mese di marzo nelle province di Avellino e Salerno. Docente dei percorsi di degustazione è Maria Luisa Ambrosino, capo panel della Camera di commercio di Napoli.

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Cilento, agriturismi con cucina contadina e camino acceso sono preferiti

di Luigi Martino

«Cucina contadina e un camino acceso, come da tradizione. Si conferma anche nelle feste natalizie il successo dell’offerta agrituristica in Campania». Lo comunica Coldiretti a seguito della rilevazione di Terranostra Campania – l’associazione che promuove gli agriturismi a marchio Campagna Amica – tra i propri soci: «Sui circa 100 agriturismi certificati, presenti su tutto il territorio regionale, si va verso il sold out anche per Capodanno. L’offerta è ricca e all’insegna del cibo autentico tra Santo Stefano e il primo dell’anno. Per il giorno di Natale prevalgono le chiusure per poter festeggiare in famiglia. La rete degli agriturismi Campagna Amica della Campania conta circa 6.000 coperti e 800 posti letto, con una diffusione capillare che va dal Matese all’Alta Irpinia, dal Taburno al Cilento, dalla Costiera all’isola d’Ischia, dai Campi Flegrei al Partenio, dai Monti Lattari agli Alburni, dall’Alto Casertano al Fortore. L’accoglienza sarà arricchita dalla presenza degli agrichef, i cuochi contadini, che racconteranno agli ospiti l’origine dei prodotti serviti a tavola, con consigli utili su come valorizzarli».

La tipica cucina contadina

Nelle festività natalizie si conferma anche il trend dei regali enogastronomici, con pranzi e cenoni che diventano la voce più importante del budget che le famiglie italiane destinano alle feste di fine anno, con una spesa complessiva per imbandire le tavole del Natale e del Capodanno di 4,5 miliardi di euro, il 5% in meno dello scorso anno. È quanto emerge dall’analisi Coldiretti/Ixè ‘Il Natale nel piatto‘ presentata oggi a Roma. «La maggior parte della spesa alimentare delle feste e’ dedicata al pranzo di Natale che il 91% degli italiani, secondo l’indagine Coldiretti/Ixè, consumerà nelle case con effetti anche sul contenimento della spesa. Ad aumentare- continua la Coldiretti – è però l’impegno ai fornelli con una media di 3,6 ore per cucinare le pietanze da servire. In particolare la maggioranza del 55% resterà in cucina meno di tre ore, il 26% da tre a cinque ore e il 19% oltre cinque ore. Il ritorno in cucina – sottolinea la Coldiretti – è accompagnato anche dalla tendenza verso una scelta attenta degli ingredienti, con una predisposizione elevata alla ricerca di materie prime fresche e genuine».

Ancora, continua Coldiretti, «quest’anno si registra una spinta verso regali utili e all’interno della famiglia, tra i parenti e gli amici a partire dall’enogastronomia, per l’affermarsi di uno stile di vita attento alla riscoperta della tradizione a tavola, che si esprime con la preparazione fai da te di ricette personali per serate speciali o con omaggi per gli amici che ricordano i sapori e i profumi della tradizione del territorio. Il regalo di prodotti dell’enogastronomia è quello meno riciclato e non è un caso che quasi un italiano su quattro (24%) ha scelto proprio di donare per le festività di fine anno prodotti alimentari tipici». «Il menu – aggiunge Coldiretti – resta fortemente legato alla tradizione Made in Italy come dimostra il fatto che è immancabile sull’87% delle tavole della festa lo spumante italiano. Se in Italia lo spumante si classifica al primo posto negli acquisti irrinunciabili per le feste, all’estero non sono mai state richieste cosi’ tante bollicine italiane con un balzo del 13% del valore delle esportazioni, sulla base delle spedizioni registrate dall’Istat nei primi nove mesi».

Camino e cucina contadina: connubio ricercato

«Se per molte aziende agricole e agroalimentari italiane le feste di fine anno sono un momento economicamente rilevante, alle istituzioni offrono un importante segnale con la volontà dei cittadini di sostenere nelle scelte di acquisto il vero Made in Italy per aiutare l’economia, il lavoro e il paesaggio dei diversi territori”, ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini. Sottolineando che «si tratta di una domanda di trasparenza alla quale occorre dare una risposta con l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza di tutti gli alimenti per impedire che venga spacciato come Made in Italy il prodotto importato con l’inganno nei confronti dei consumatori». «Per questo – ha concluso Prandini – la Coldiretti ha promosso a Bruxelles insieme ad altre nove organizzazioni l’iniziativa europea dei cittadini EatORIGINal – Unmask your food al fine di garantire la trasparenza in tutta la catena alimentare» che si può sottoscrivere nei mercati degli agricoltori e negli agriturismi di Campagna Amica, e sul sito: www.eatoriginal.eu.

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Agrichef Academy, diplomati 21 cuochi contadini: 3 sono cilentani

di Luigi Martino

La consegna dei diplomi
Sono 21 i nuovi agrichef diplomati dall’Academy regionale fondata due anni fa da Coldiretti e Terranostra Campania a Montoro (Avellino). Tre giorni di approfondimento, spaziando dalle tecniche di cucina al marketing aziendale, insieme ai corsi di degustazione di vino, olio extravergine di oliva, formaggi e birra artigianale agricola. «È la quarta edizione del nostro corso di formazione – spiega Manuel Lombardi, presidente di Terranostra Campania – che ha l’obiettivo di far crescere la professionalità e l’accoglienza degli agriturismi della rete Campagna Amica». «Un progetto nazionale che punta a qualificare il vero agriturismo italiano, capace di distinguersi per autenticità, rispetto delle regole e attitudine a raccontare la storia delle aziende agricole che sono alle spalle delle nostre strutture. Il programma di formazione sarà sempre più fitto e ricco nel prossimo anno, puntando a rafforzare una rete di circa 100 agriturismi diffusi su tutto il territorio regionale: dall’Appennino sannita e irpino al Cilento, dall’Alto Casertano ai Campi Flegrei, dall’agro nocerino-sarnese all’isola d’Ischia» sottolinea. Gli agrichef cilentani diplomati sono: Martina Cusati (agriturismo Tenuta Vaimonte degli Infreschi di Marina di Camerota), Giuseppina Tortora (agriturismo Il Falco del Cilento di Torchiara) e Paola Passaro (agriturismo Terra Nostra di Corleto, Salerno). Per le altre province, invece, gli agrichef diplomati sono: Renata Lisena (agriturismo Giannasca di Grottaminarda, Avellino); Chiara Romano, Stefania Cannavacciuolo e Raffaele Filarmonico (agriturismo Casa Barbato di Montoro, Avellino); Maria Vittoria Ragnoni (agriturismo La Torretta Baronale di San Giorgio del Sannio, Benevento); Teofilo Mastrocola (agriturismo Fattoria Grande di Circello, Benevento); Marilena Di Filippo (agriturismo Corte Ciervo di San Salvatore Telesino, Benevento); Marialibera Piacquadio (agriturismo Lisoni di Colle Sannita Benevento); Marcella Manganiello (agriturismo Pietre di Fiume di San Giorgio del Sannio, Benevento); Alessandro Della Rocca (agriturismo Le Peonie di Sant’Angelo a Cupolo, Benevento); Antonia Ciabrelli (agriturismo Fattoria Ciabrelli di Castelvenere, Benevento); Giuseppe Esposito (agriturismo La Forcina di Sant’Agata de’ Goti, Benevento); Paolo Puma (agriturismo La Rocca San Giovanni di Apice, Benevento); Elisabetta Zaino (agriturismo Il Melograno di Durazzano, Benevento); Maria Colangelo (agriturismo Cantina Morone di Guardia Sanframondi Benevento), Gianluca Scognamiglio (agriturismo Villa Mazza al Vesuvio di Torre del Greco, Napoli); Alessandro Verde (agriturismo Il Quarto Miglio di Quarto Napoli), Raffaele Caccioppoli (agriturismo Nonno Luigino di Vico Equense, Napoli). Hanno partecipato come docenti Piero Mastroberardino, docente di Economia all’Università di Foggia; Maria Luisa Ambrosino, capopanel Cciaa Napoli e tecnico Aprol Campania (olio extravergine); Emilio Ferrara, direttore della OP ortofrutticola Terra Orti; Francesco Savoia, allevatore e maestro assaggiatore formaggi Onaf, lo chef scrittore Antonio Papale, l’agrichef Stefania Grandinetti, Vito Pagnotta, produttore ed esperto di birre da filiera agricola. Hanno portato il loro saluto ai corsisti il presidente nazionale di Terranostra, Diego Scaramuzza, il direttore di Coldiretti Campania Salvatore Loffreda, e la delegata regionale di Coldiretti Giovani Impresa, Veronica Barbati.

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Maltempo, piana del Sele in ginocchio: danni per milioni

di Luigi Martino

Un uliveto allagato
Si concentra nelle campagne un terzo dei danni provocati dal maltempo in Italia con raffiche di vento, nubifragi, esondazioni, trombe d’aria e grandinate che hanno colpito pesantemente l’agricoltura e le foreste con un conto di circa un miliardo di euro tra ulivi secolari sradicati, boschi decimati, coltivazioni distrutte, semine perdute, campi allagati, muri crollati, serre abbattute, stalle ed edifici rurali scoperchiati e animali morti o dispersi, ma anche problemi alla viabilità provocati da frane e smottamenti. E` quanto emerge dal primo bilancio della Coldiretti che ha convocato la task force sull’emergenza maltempo in occasione dell’Assemblea elettiva della maggiore organizzazione degli agricoltori in Europa. L’ondata di maltempo ha colpito tutto il territorio regionale della Campania. I problemi maggiori sono stati causati soprattutto dalle forti raffiche di vento che – sottolinea la Coldiretti – hanno fatto registrare danni diffusi alle coperture delle serre, in particolar modo nella Piana del Sele in provincia di Salerno, dove risultano colpiti con diversa intensità circa tremila ettari di serre. Le raffiche di Scirocco hanno causato in molti casi la caduta prematura di frutti di stagione, soprattutto cachi, kiwi e mele. Anche le olive ancora non raccolte sono state scrollate giù dagli alberi. La furia del vento in alcuni casi ha sradicato alberi da frutto. E’ ancora allerta su tutto il territorio. Le sedi della Protezione Civile restano in guardia. I sindaci hanno emanato lo stato di allerta. I fiumi sono sotto controllo. Il mare – per fortuna – non si è alzato.

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