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Test rapidi a Sanza: negativi gli esiti tra alunni, docenti e dipendenti comunali

di Redazione

di Pasquale Sorrentino

Sono 209 test rapidi antigenici effettuati ieri pomeriggio ad alunni, personale ATA, docenti, e dipendenti del comune di Sanza: tutti negativi. Oggi si torna a scuola, regolarmente. A darne notizia il sindaco di Sanza, Vittorio Esposito. Ieri presso la sala consiliare del Comune i tecnici del laboratorio Biochimica hanno effettuato i test promossi dall’amministrazione comunale dopo che si erano verificati nelle ultime due settimane 14 casi di positività al Covid.

“Un’ottima notizia che mette tranquillità nella comunità e soprattutto nelle famiglie che potranno mandare a scuola i nostri ragazzi” ha commentato il sindaco Esposito. “Voglio ringraziare tutti per la massima collaborazione offerta, a partire dalla Polizia Municipale, i volontari della Protezione Civile, la scuola e soprattutto i ragazzi e le famiglie. Collaborazione, ecco questo è il buon esempio per superare le difficoltà e questa emergenza pandemica” ha concluso il sindaco.

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Screening volontario, papà e figlio positivi al Covid a Montecorice

di Redazione

di Antonio Vuolo

Padre e figlio positivi al Covid-19 a seguito dello screening antigenico eseguito stamattina a Montecorice. Genitore e figlio avevano aderito allo screening su base volontaria, organizzato dal Comune. I due sono risultati positivi in un gruppo di pochissimi volontari che hanno aderito allo screening. In attesa di conoscere i risultati dei tamponi molecolari, a cui sono stati sottoposti i due per avere conferma della positività, la scuola, ch’era stata già aperta in presenza, verrà nuovamente chiusa per essere sanificata. Proprio su questo aspetto non sono mancate le polemiche di alcuni genitori che contestano l’apertura in presenza prima ancora di eseguire i test.

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Nonna Concetta sconfigge il Covid a 94 anni e torna a casa dopo 54 giorni in ospedale

di Redazione

di Pasquale Sorrentino

Ne abbiamo parlato tra le storie liete del 2020 e questa storia lieta ha un appendice ancor più bella. Dopo 54 giorni di ricovero al reparto covid dell’ospedale “Luigi Curto” di Polla, nonna Concetta di San Pietro al Tanagro torna a casa dopo aver sconfitto il Covid e recuperato le forze. La signora Concetta è stata riaccompagnata a casa con un’ambulanza A.VO.S.A ed assistita dai volontari in servizio. Ad accoglierla la sua famiglia. Sono proprio i familiari di nonna Concetta a esprimere la loro profonda gratitudine nei confronti di tutto il personale del reparto covid dell’ospedale di Polla.

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Coronavirus, Ippolito (Spallanzani): «Appello Merkel valga anche per l’Italia»

di Redazione

di Pasquale Sorrentino

«Angela Merkel è andata in tv a scongiurare i suoi concittadini di limitare i contatti e rimanere a casa il giorno in cui è stato raggiunto il record di 590 decessi. In Italia muoiono in media 600 persone al giorno dall’inizio di novembre, ma sembra che la cosa non interessi a nessuno». Lo afferma con amarezza il professore originario di Sant’Arsenio Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto Spallanzani di Roma e membro del Comitato tecnico scientifico, commentando il discorso fatto dalla cancelliera tedesca, nella giornata in cui la Germania ha toccato il nuovo record di decessi, con 590 vittime in 24 ore. Parlando dello stato dell’emergenza Coronavirus in Italia, ha anche detto che «ora con il nuovo timido rallentamento della curva dei contagi, si stanno ripetendo gli stessi errori».

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Covid e fede, linee guida della Cei: cosa si potrà fare

di Redazione

di Giangaetano Petrillo

«Sentiamo anzitutto il bisogno di rivolgere un pensiero particolare a voi per la bella testimonianza di fede e di carità che state offrendo ai fedeli delle nostre parrocchie». Inizia così, rivolgendosi ai sacerdoti, la lettera della Conferenza Episcopale Campana che offre alcune linee a partire dal protocollo riguardante la graduale ripresa delle celebrazioni liturgiche con il popolo, siglato dal Governo e dalla Conferenza Episcopale Italiana. Si legge nella lettera, sottoscritta a Pompei lo scorso 13 maggio, alla presenza del cardinale Crescenzio Sepe quale presidente della Conferenza Episcopale Campana, che «la missione della Chiesa non si esaurisca nella dimensione del culto e nelle celebrazioni, ma vogliamo soprattutto che offra una lettura sapienziale di quanto sta avvenendo. Lettura sapienziale che ci aiuti a comprendere che cosa il Signore vuol farci capire in questa situazione, come leggere questo tempo e soprattutto come ripensare l’azione pastorale alla luce di questa emergenza sanitaria, dalla quale sia la società sia le nostre comunità cristiane usciranno con un volto nuovo». Dunque un messaggio rivolto ai sacerdoti non solo come libretto delle istruzioni per disciplinare nuovamente le celebrazioni liturgiche, piuttosto un manuale dell’anima che apra la Chiesa ad interrogarsi sui nuovi eventi della modernità.

Nel dettaglio, inoltre, si legge come bisognerà svolgere le nuove funzioni e quali sono procrastinate a nuove disposizioni. Come le processioni e le feste patronali, che si legge nel messaggio «già non consentite dalle attuali prescrizioni del Governo, siano sospese fino a nuove disposizioni». Rientrano in tale provvedimento – si specifica – anche quelle manifestazioni che prevedano, pur senza il concorso di popolo, il portare la statua del santo per le strade. Il divieto delle feste patronali è motivato anche dalla drammatica crisi sociale seguita all’emergenza sanitaria, in quanto «non sarebbe tollerabile assistere a feste utilizzando le offerte della gente mentre aumentano i poveri». Rinviate a nuove disposizioni anche la celebrazione del sacramento della Confermazione e la celebrazione delle Prime Comunioni, mentre per la celebrazione di Battesimo, Penitenza, Matrimonio, Unzione degli Infermi ed Esequie, si legge che “si rimanda alle disposizioni già vigenti”. Il Protocollo, infine, considera l’ipotesi di incrementare il numero delle celebrazioni liturgiche, «noi vescovi  – si legge nel messaggio – diciamo no ad una proliferazione del numero delle celebrazioni, sia per ragioni di natura liturgica, sia per evitare una sorta di meccanicizzazione, sia per oggettive difficoltà pratiche, come l’igienizzazione dopo ogni messa e un tempo per l’areazione degli ambienti. Si prenda in considerazione – prosegue – la possibilità di celebrazioni all’aperto, assicurandone la dignità e il rispetto della normativa sanitaria, o anche l’ipotesi di utilizzare un’area interna o esterna alla chiesa che si può collegare via streaming con l’aula liturgica. Si faccia un uso limitato di trasmissioni delle celebrazioni in modalità streaming per non disperdere ulteriormente la partecipazione comunitaria”. Su questo punto precisano i Vescovi della Conferenza Episcopale Campana che “ci sta a cuore il senso della comunità, reale e non virtuale».

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Attività economiche, De Luca: «Governo acceleri invio protocolli»

di Redazione

«Sollecitiamo il Governo ad accelerare al massimo i tempi per l’invio dei protocolli di sicurezza, ad oggi ancora non ufficializzati, per consentire agli operatori, in particolare ristoratori e balneari, i tempi necessari per preparare i propri locali e le proprie attrezzature in modo da poter riprendere le attività. I limiti fissati, di cui si sente parlare, impediscono la riapertura di oltre la metà degli operatori e non tiene conto delle specificità della nostra regione in particolare per la balneazione e larga parte della ristorazione, con una fascia costiera completamente diversa da quella del nord. Fermo restando l’obiettivo primario della tutela della salute dei cittadini e in attesa dei protocolli ufficiali, stiamo lavorando in queste ore, senza agitazioni inutili e senza demagogia, per predisporre protocolli regionali in grado di raccogliere le esigenze sanitarie a tutela dei nostri operatori. Contemporaneamente faremo quello che è stato cancellato dalla consapevolezza collettiva: la verifica rigorosa su cosa accadrà, sul piano epidemiologico, dopo il 18 maggio. Anche su questo manterremo ferma la linea della Campania: aprire tutto ma per sempre, in sicurezza, evitando di dover chiudere dopo una settimana». A dirlo in una nota è il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca.



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Coronavirus, De Luca: «Mascherine obbligo per tutti, non un optional»

di Redazione

di Mar. Val.

«Le amministrazioni comunali che non si impegnano a far rispettare l’obbligo dell’uso delle mascherine si assumono la responsabilità per una possibile ripresa del contagio». E’ quanto si legge in una nota della Regione Campania. Nella nota si ribadisce che “il rispetto dell’ordinanza” della Regione Campania che stabilisce l’obbligo dell’uso della mascherina negli spazi pubblici «è un obbligo per tutti, non un optional. Sono giorni decisivi», conclude la nota.

Il presidente ha avuto questa mattina un colloquio con il Prefetto di Napoli, al quale ha chiesto di sensibilizzare tutte le Forze dell’Ordine e le Polizie Municipali per la messa in atto di controlli rigorosi nei luoghi di maggiore assembramento della città e della provincia di Napoli, così come richiesto in tutta la regione. Il Prefetto ha confermato che esistono piani coordinati di controllo del territorio in un quadro di impegni estremamente vasto.

Test sierologici – Dalla prossima settimana prenderà avvio un piano generale nella regione Campania di screening sierologici, che, com’è noto, serviranno a individuare cittadini che hanno avuto in tempi recenti o piuù lontani, comunque un contagio da Covid. Lo ha dichiarato il presidente Vincenzo De Luca a proposito della situazione epidemiologica di Ariano Irpino, dove e’ stato completato un intervento mirato e massiccio di tamponi. «La Regione Campania – ha detto ancora De Luca – assumerà l’area di Ariano Irpino come ‘area pilota’ per lo sviluppo di questa indagine, puntando a sottoporre allo screening sierologico tutti gli oltre ventimila cittadini, per arrivare a normalizzare definitivamente l’intera area. Questo consentirà anche di programmare misure straordinarie per il rilancio della zona».


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M5S: «Misure di sostegno, De Luca dimentica il turismo»

di Redazione

Per i consiglieri del Movimento Cinque Stelle De Luca dimentica il turismo, ed esclude dai bonus una tantum agenzie di viaggio e alberghi. «Esistono categorie completamente dimenticate dalle misure economiche messe in campo dalla Regione Campania per il contrasto alla recessione che deriva dalla emergenza epidemia Coronavirus. Assolutamente non pervenute le guide turistiche iscritte all’Albo regionale, ma sprovviste di partita Iva». E’ quanto denunciano Michele Cammarano e Gennaro Saiello, consiglieri regionali M5S. «Il bonus professionisti/lavoratori autonomi – spiegano – non annovera questa classe di lavoratori, fortemente danneggiata dal blocco di ogni attività legata ai flussi turistici. Inoltre, inspiegabilmente, lo stesso “bonus una tantum” previsto per le microimprese, esclude del tutto da ogni genere di aiuto le attività legate al settori alberghieri ed extra-alberghieri, le agenzie di viaggio, le attività di noleggio auto ma anche quelle legate alla valorizzazione delle nostre tipicità, come le aziende specializzate nella produzione di vino, della birra artigianale, di conserve di pomodoro o di farina, soltanto per citarne alcune. A questo proposito – concludono i consiglieri regionali M5S – sarebbe auspicabile una riconsiderazione delle attività comprese nell’elenco degli aiuti, così da intervenire immediatamente sui settori economici che, quando l’emergenza sarà conclusa, rischiano di soccombere rispetto al crollo della domanda».

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Ascea Marina, farmacia dona alimenti e beni prima necessità per i bambini

di Marianna Vallone

di Marianna Vallone

Nella catena di solidarietà che vede protagonista il territorio cilentano, tra volontari, associazioni, privati cittadini e aziende che hanno deciso di fare la propria parte in favore di chi ha più bisogno, un ruolo di primo piano lo occupa anche la Farmacia di Ascea Marina, della dottoressa Maria Marino. La Farmacia, infatti, ha donato alla popolazione beni di prima necessità ed alimenti per i più piccoli: omogeneizzati, pannolini, biberon ed altro. A renderlo noto è il sindaco di Ascea Pietro D’Angiolillo attraverso la sua pagina Facebook. «Grazie di cuore alla Dott. ssa Maria Marino, farmacista di Ascea Marina, per la sensibilità e l’affetto mostrato alla nostra comunità, per aver donato ai nostri bambini generi alimentari e beni di prima necessità per un valore di oltre mille euro. – ha scritto – Le famiglie in difficoltà potranno chiedere tali beni presso il centro raccolta di Ascea Marina in piazza Europa».


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Caggiano, estubata cittadina in rianimazione per Coronavirus

di Redazione

di Pasquale Sorrentino

Il Comune di Caggiano ha annunciato sulla sua pagina ufficiale una buona notizia pervenutaci: «La nostra concittadina ricoverata in rianimazione a Napoli è stata estubata e non è più coma, le sue condizioni sono in progressivo miglioramento passando dalla terapia intensiva a quella subintensiva». Caggiano resiste come comunità e lo dimostra anche un altro gesto: «Sono stati distribuiti, alcuni giorni fa, dai volontari della Gopi- Onlus un piccolo simbolo di benvenuto alle neo-caggianesi Federica e Ludovica, a loro, venute alla luce in un momento difficile, auguriamo un futuro radioso. Siano per tutti noi un segno di speranza per un futuro migliore». Per quanto riguarda la scuola: «Sono stati inoltre distribuiti, sempre in questi giorni, dai dipendenti comunali con il supporto del personale ATA dell’Istituto comprensivo di Caggiano, i computer portatili alle famiglie che ne aveva fatto richiesta nei giorni scorsi più tutto il materiale didattico lasciato a scuola dagli alunni, necessari a casa, alla continuazione della didattica a distanza. Sta continuando la consegna a domicilio delle mascherine».

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Centola-Camerota, controlli separati: salta condivisione tra i due gruppi

di Redazione

di Ma. Va.

Ieri pomeriggio un comunicato stampa annunciava di una riunione avvenuta tra le task force dei Comuni di Centola e Camerota per concordare un’azione condivisa di presidio del territorio e un rafforzamento ulteriore dei controlli per il contenimento dell’emergenza sanitaria Covid-19 in vista dei giorni di festa pasquale. Una condivisione, però, saltata fin da subito, già nella prima mattinata di sabato. Sui motivi argomentazioni contrastanti.

A sollevare il caso è stato il capogruppo di minoranza di Centola, Marco Sansiviero. «Proprio questa mattina avevo inviato un whatsapp al Sindaco Stanziola nel quale gli manifestavo il mio apprezzamento per la decisione di collaborare con il Comune di Camerota. Direi una scelta obbligata per gestire al meglio i controlli sul territorio. Già il 10 marzo avevo suggerito al Sindaco di Centola che era opportuno gestire quest’emergenza a livello comprensoriale, coordinando le attività con i comuni di Camerota e Pisciotta. Non ho avuto neanche il tempo di rallegrarmi, e scopro che è saltato tutto», spiega e aggiunge: «Mi è stato detto che ci sono state incomprensioni. Voglio sapere incomprensioni tra chi? E di che natura?
Il territorio, in questo momento drammatico, ha innanzitutto bisogno di essere protetto. Siamo alla vigilia di un periodo molto difficile in cui è prevedibile un aumento della mobilità in spregio alle ordinanze. Non ci possono e non ci devono essere incomprensioni adesso, non ce lo possiamo permettere. Questo è il momento di assumersi le proprie responsabilità. Auspico, a tutela della salute dei cittadini, che vengano superate le incomprensioni e si attivi immediatamente il coordinamento comprensoriale a cui, secondo me, deve prendere parte anche il Comune di Pisciotta».

«C’era una condivisione nel rafforzare in questi periodi pasquali le postazioni. – ha spiegato il sindaco di Centola, Carmelo Stanziola – Ma stamattina alle 6 i due gruppi si sono incontrati e resi conti che vi erano modalità diverse di approccio nei confronti dei passeggeri. Per cui si è ritenuto opportuno, pur mantenendo rafforzati ancora di più, anche di notte, le postazioni, dividendosi nei rispettivi territori. I controlli si faranno lo stesso, è un approccio diverso nei confronti di coloro i quali arrivano. Per evitare che vi fossero due interpretazioni delle norme giustamente si è condiviso di rimanere nei rispettivi territori pur rafforzando i varchi».

«L’opposizione faccia un’interrogazione al sindaco di Centola, per sapere quali sono i motivi, noi non li sappiamo. – commenta il sindaco di Camerota, Mario Scarpitta – Ieri c’era stato un incontro ma Camerota continua a presidiare il suo territorio con forza e determinazione, consci delle difficoltà. Ma e qualcuno pensa che siamo fuori dal tunnel, credo che il Covid adesso stia entrando nei nostri comuni». E conclude: Questo non è il momento della polemica, ci sarà modo poi di chiarire».

 

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Castellabate, quasi 18mila i controlli della Polizia. Spinelli: «Lavoro incessante»

di Redazione

di An. Vu.

Sono quasi 18mila i controlli effettuati dalla Polizia Locale di Castellabate, supportata dai volontari della Protezione Civile Gruppo Lucano e dagli uomini della Comunità Montana. Le attività proseguono quotidianamente con 14 agenti in due turni e con doppio turno, oltre a mirati controlli anche notturni. Sono stati allestiti due posti di blocco fissi agli ingressi nord e sud del territorio comunale, attivi dalle 8 alle 20, finalizzati a verificare il rispetto delle norme contro la diffusione del coronavirus. Gli agenti, dal 10 al 30 marzo, hanno identificato 9.575 persone e pedoni, con personale in strada, e 8.050 automobilisti, denunciandone 15 per spostamenti senza giustificati motivi, come stabilito dall’articolo 4 comma 1 del Decreto legge 19/2020. Sono stati inoltre effettuati ben 178 controlli nelle attività commerciali e nei pubblici esercizi per la verifica del rispetto della apertura/chiusura e delle norme igieniche anti-diffusione. Inoltre l’attenzione è stata rivolta anche al controllo delle quarantene volontarie, attualmente 32, che vengono accertate quotidianamente.

«Questi numeri sono la dimostrazione di quanto l’amministrazione comunale abbia da subito preso molto sul serio le disposizioni in materia di coronavirus, attivando una task force mirata – dichiara il sindaco di Castellabate Costabile Spinelli – un lavoro incessante, irrobustito soprattutto nei fine settimana, che fa di Castellabate uno dei Comuni più attivi e scrupolosi. Ringrazio per questo chi ogni giorno è in prima linea a fronteggiare l’emergenza, dimostrando un enorme senso di responsabilità. Rinnovo inoltre l’invito ai cittadini di restare a casa il più possibile per tutelare la propria salute e per evitare di sovraccaricare la macchina dei controlli quotidiani».

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“Anzianotti malnutriti e sporchi”, accuse di dipendente del Campolongo fanno infuriare Ippolito

di Redazione

di Pasquale Sorrentino

«Anzianotti malnutriti, affamati, sporchissimi e senza vestiti». Queste accuse mosse da un dipendente del Campolongo Hospital di Eboli in un video in circolazione su WhatsApp nei confronti dell’Istituto Juventus avranno strascichi giudiziari. Dopo aver visto il video il Presidente della Fondazione Juventus, Giuseppe Ippolito ha annunciato una azione legale nei confronti dell’autore del video attaverso una lettera inviata alla direzione del Campolongo Hospital ed all’Asl Salerno.

«Le voci che correvano non erano una mia fantasia – si legge nella lettera inviata dal Presidente Ippolito – e questo video infamante ne é la conferma. 70 anni di attività al servizio dei più deboli ed indifesi della società non possono essere messi in discussione da un quisque de populo di cui ti chiedo le generalità perché le affermazioni del tutto gratuito che stann girando sul web debbono essere giustificate nelle sedi re opportune a tutela della Fondazione Juventus Onlus e del personale che vi lavora».

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“Covid-19 Hospital” di Agropoli quasi ultimato

di Redazione

di Antonio Vuolo

Sono in via di ultimazione i lavori presso il “Covid-19 Hospital” di Agropoli che andrà a rafforzare la rete di emergenza a sud della provincia di Salerno per contrastare la diffusione del contagio da Covid-19. Mancano solamente le attrezzature, in arrivo giovedì, e piccoli interventi, prima di rendere funzionali i posti di terapia intensiva e sub-intensiva per i pazienti affetti da Covid-19. Per l’esattezza, saranno 22 posti di terapia intensiva, 11 di terapia sub-intensiva e 39 di degenza. Sotto l’attenta direzione dell’architetto Maurizio Pilerci, responsabile dell’Ufficio Tecnico dell’Area Sud dell’Asl Salerno, gli operai stanno provvedendo anche a modificare i percorsi esterni dei pazienti Covid-19 al fine di evitare contaminazioni con altri ambienti della struttura ospedaliera, così come richiesto nel corso dell’ultimo sopralluogo da parte dei vertici dell’Asl. L’apertura del nuovo presidio Covid-19 è attesa per lunedì.

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Coronavirus, da comune del Cilento farina e lievito per gli abitanti

di Redazione

Per ogni nucleo familiare due sacchetti con farina e lievito naturale oltre ad una mascherina. E’ il pacchetto che Perito, un comune nel Cilento, ha distribuito ai suoi 800 abitanti. «La farina simboleggia la rinascita, il lievito la trasformazione, due alimenti ai quali abbiamo affidato il nostro messaggio di vicinanza. La mascherina è il nostro modo per ricordare a ciascuno che il momento che stiamo vivendo, intriso di limiti e preoccupazioni, possa essere superato anche attraverso l’impegno di ciascuno», ha scritto il sindaco Carlo Cirillo nella lettera che ha accompagnato i regali.

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Padula e la “spesa sospesa”, nei negozi si accende la macchina della solidarietà

di Redazione

«Sono trascorse circa 24 ore dall’appello che ho lanciato ai titolari dei negozi che vendono prodotti alimentari invitandoli a sostenere l’iniziativa della Spesa Sospesa, la risposta è stata a dir poco straordinaria». Così Giuseppe Verga, guida turistica valdianese, promotore dell’iniziativa che a Padula ha preso subito piede. Negozianti e cittadini uniti nella rete di solidarietà per dare una mano a chi ha più bisogno. «Ogni singolo cittadino ora potrà fare la sua parte acquistando i prodotti alimentari presso le 20 attività elencate in locandina. – spiega Verga – I prodotti raccolti saranno distribuiti dalla Protezione Civile Vallo Diano alla fascia più fragile della società. Infine ricordiamoci tutti che “L’opera umana più bella è di essere utile al prossimo”». Poi aggiunge: «Un ringraziamento particolare per la sensibilità e la disponibilità dimostrata va a Peppino Pisano e alla Protezione Civile Vallo di Diano, e a tutti i titolari e collaboratori delle attività aderenti».

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Ospedale di Sapri nella rete Covid, Latella: «Presidio non si può sottrarre al ruolo»

di Redazione

di Mar. Val.

Sull’inserimento dell’ospedale dell’Immacolata di Sapri nella rete Covid-19, istituzioni amministrative e sanitarie si dividono. Da una parte medici affiancati dai sindaci del golfo di Policastro chiedono alla direzione sanitaria dell’Asl di autorizzare i trasferimenti di pazienti con Coronavirus nel presidio ospedaliero dell’Immacolata solo dopo che tutti i percorsi di sicurezza interni ed esterni alla struttura siano certificati. Dall’altra Rocco Calabrese, direttore sanitario del distretto Sapri Camerota, evidenzia invece che “non ci si può non trovare pronti davanti a un’eventualità del genere, con percorsi dedicati a pazienti affetti da Covid”. E che «le lamentele non hanno senso di essere».

Sul caso è intervenuto Lorenzo Latella, segretario regionale Cittadinanzattiva Campania: «Mai come ora, nella storia d’Italia, siamo chiamati ad affrontare un’emergenza potenzialmente devastante e che, sicuramente, lascerà, dopo il suo passaggio, una società profondamente diversa. Siamo tutti impegnati, ormai da settimane, a sacrifici di comportamento che stanno modificando la ritualità della nostra quotidianità ma che tutti stiamo rispettando convinti, come siamo, che i comportamenti individuali siano fondamentali per garantire un più rilevante benessere collettivo». Il responsabile evidenzia: «Non possiamo sottrarci ora, come collettività, ad una ulteriore responsabilità che siamo chiamati ad assumere. Il P.O. Immacola deve fare la propria parte nella gestione dell’emergenza coronavirus, non si può sottrarre al ruolo a cui è chiamato e devono fare la propria parte tutti gli operatori sanitari, e tutte le istituzioni che concorrono alla salvaguardia della salute pubblica». «Dobbiamo prendere sulle nostre spalle la responsabilità che ci appartiene e farci carico della salute di cittadini di altri territori che a Sapri possono trovare umanità, calore e accoglienza in un difficile passaggio della loro vita  e che li vede isolati dalle famiglie, dagli affetti, che in alcuni casi non rivedranno mai più. Tutti dobbiamo comprendere a pieno la gravità della minaccia che stiamo vivendo – sottolinea Latella – ed esprimere non solo a parole tutta la nostra solidarietà ma nei fatti, perché oggi è nostro dovere agire da cittadini italiani ed eliminare le distinzioni e le barriere che ci dividono da concittadini residenti anche solo pochi chilometri più in là.
Probabilmente la maggior parte di noi vive ancora in una bolla, pensando che il rischio di un contagio possa ormai venire solo dall’esterno. Questa è una percezione infondata e che, se perseguita, ci farà trovare impreparati nella gestiuone dell’emergenza internamente».

Quello che sottolinea Latella in questa fase è «organizzarci per affrontare anche il contagio che può arrivare dall’interno e fidarci reciprocamente, riconoscendo capacità, competenze e responsabilità. Dobbiamo avere fiducia in chi ci amministra, in chi tutela la nostra salute tutti i giorni, in chi è in grado di garantirci un relativo benessere. – aggiunge ribadendo che – il P.O. d Sapri ha tutte le caratteristiche per poter affrontare la presa in carico di pazienti positivi. Ha gli spazi che possono essere adattati in percorsi dedicati, ha le strutture interne, si sta dotando dei DPI e delle tecnologie necessarie, sarebbe un puro atto di egoismo chiuderci e rifiutare aiuto, sostegno e possibilità di salvezza ad altri per la paura di essere coinvolti». «Abbiamo la grande opportunità di esprimere i valori più profondi che la nostra Italia rappresenta e abbiamo l’opportunità di fare in modo che il nostro ospedale possa trasformarsi, nella fase di “ricostruzione,”, nel dopo, in un reale presidio sanitario per l’intero territorio e per coloro che in questo territorio transitano. – dice – È questo il momento di mostrare a tutti quanta professionalità, quanta forza, quanta capacità di generare salute siamo in grado di esprimere e quanta umanità, solidarietà e dovere ci contraddistinguono». Infine l’appello ai sindaci del territorio, al direttore sanitario, a tutti coloro interessati nella gestione di questa vicenda «affinchè si basino sul senso di responsabilità che li ha contraddistinti finora e siano capaci di dialogo e collaborazione per dare risposte a chi chiede aiuto».


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Coronavirus, trasferimento degli anziani positivi del centro di Sala Consilina

di Redazione

Tutti gli ospiti positivi della casa di cura per anziani di Sala Consilina saranno trasferiti tra oggi e domani presso il Campolongo Hospital di Eboli. E’ quanto stato deciso al termine di una riunione svoltasi nellatarda mattinata di oggi presso l’ospedale di Polla, nel Vallo di Diano, cui hanno preso parte, tra gli altri, il direttore generale dell’Asl Salerno, Mario Iervolino, ed Enrico Coscioni in rappresentanza della Regione Campania. Al momento all’interno della casa di cura risultano contagiate una quarantina di persone tra anziani ed operatori, mentre si sono registrati tre decessi di anziani dallo scorso 25marzo.

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Caggiano blindata, sindaco chiede giga illimitati e minuti illimitati

di Redazione

di Pasquale Sorrentino

Giga illimitati e minuti illimitati. Lo ha chiesto il sindaco di Caggiano, Modesto Lamattina, a tutti gli operatori di telefonia mobile nazionale. Una concessione per i cittadini residenti nel comune di Caggiano per tutta la durata dell’emergenza. “Si tratta, ha sottolineato il sindaco, di un’azione di solidarietà digitale che potrebbe rendere più facile la ripresa economica della nostra piccola ma produttiva comunità”. Sono numerosi anche a Caggiano i dipendenti pubblici e privati, professionisti e lavoratori che dallo scorso 15 marzo, quando il comune di Caggiano è stato dichiarato da De Luca “zona rossa”, stanno svolgendo la propria attività da “remoto” e con strumentazione telematica propria aggiungendosi ad alunni ed insegnanti che già dalla data di chiusura delle scuole curavano la didattica attraverso le piattaforme su internet. Una richiesta inoltrata anche per andare incontro alle già diverse difficoltà economiche che i cittadini devono affrontare. Sono dieci le persone contagiate a Caggiano e si è purtroppo registrato anche un decesso.

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Coronavirus, un’altra vittima alla casa di riposo di Sala Consilina

di Redazione

di Pasquale Sorrentino

Antonietta Pica, di Sala Consilina, ospite dell’Istituto Juventus è deceduta nella notte. E’ la settima vittima nel Vallo di Diano per Coronavirus. Era risultata positiva al tampone. Sono tre gli ospiti della casa di cura deceduti dall’inizio dell’Emergenza Covid-19. Intanto è risultato positivo anche lo stesso presidente della Fondazione.

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Cura: un progetto open-source per creare ospedali d’emergenza contro Covid-19

di Redazione

di Giangaetano Petrillo

Mentre prosegue la pandemia di Covid-19, un gruppo internazionale di designer, ingegneri, medici ed esperti militari ha unito le proprie forze per lavorare a CURA: un progetto open-source per rendere più efficiente la costruzione di nuove unità di terapia intensiva. Il primo prototipo del sistema CURA (acronimo per “Connected Units for Respiratory Ailments”, ovvero “Unità connesse per le malattie respiratorie”) è in corso di sviluppo a Milano, grazie al sostegno di UniCredit. Il progetto utilizza container riconvertiti per creare stanze di biocontenimento (grazie a un sistema a pressione negativa), della lunghezza di circa 6 metri, trasportabili in qualsiasi città del mondo, così da rispondere con prontezza alla propagazione della malattia e alla carenza di postazioni nelle terapie intensive degli ospedali. I container sono connessi da una struttura gonfiabile e possono generare configurazioni modulari multiple (da 4 a oltre 40 posti letto). Alcune unità potrebbero essere posizionate in prossimità di un ospedale (ad esempio in un parcheggio) per aumentare il numero di postazioni di terapia intensiva. Altre unità potrebbero essere utilizzate per creare infrastrutture autonome di dimensioni variabili. CURA punta a migliorare l’efficienza delle attuali soluzioni per la progettazione di ospedali da campo, adattandole ai bisogni della pandemia da coronavirus. Nelle ultime settimane, di fronte alla crescita del numero di pazienti con gravi sindromi respiratorie, spesso con bisogno di ventilatori polmonari, molti ospedali nei paesi più colpiti dal COVID-19, dalla Cina all’Italia, dalla Spagna agli Stati Uniti, si sono trovati in difficoltà ad accrescere il numero delle postazioni in terapia intensiva. Comunque si evolva la pandemia nei prossimi mesi, si prevede che a livello internazionale sarà necessario un numero aggiuntivo di unità di terapia intensiva. Fino ad oggi, la risposta all’emergenza, sia in Cina che in Italia, ha seguito due strade. Da un lato, la creazione di strutture temporanee come tende ospedaliere. Dall’altro, la costruzione di unità prefabbricate di biocontenimento. Se quest’ultima opzione richiede un notevole dispiego di tempo e risorse, la prima opzione ha dimostrato di esporre il personale sanitario a rischi di contagio più elevati, oltre a mettere a dura prova le operazioni quotidiane, soprattutto sul lungo periodo. Traendo il meglio dalle due alternative, il sistema CURA punta a essere rapido da installare come una tenda ospedaliera, ma sicuro per le attività mediche come un reparto di isolamento di un ospedale, grazie a dispositivi di biocontenimento. Il progetto segue le linee guida rilasciate dalle autorità cinesi per la lotta al COVID-19 negli ospedali, al contempo rendendone più veloce l’esecuzione. Ogni container CURA sarà dotato di tutte le strumentazioni mediche necessarie per accogliere due pazienti affetti da coronavirus in terapia intensiva, inclusi ventilatori polmonari e supporti per fluidi endovenosi. Tutti i container potranno essere collegati tra loro tramite un corridoio gonfiabile. La prima unità è attualmente in costruzione in Italia per essere testata in un ospedale a Milano. Il sistema CURA è concepito come una soluzione pronta all’uso. Ogni container può essere trasportato in diversi modi – nave, ferrovia, su gomma – ed essere riutilizzato in ogni parte del mondo, rispondendo alle esigenze e alla capacità dell’infrastruttura sanitaria locale. Il progetto CURA è sviluppato senza scopo di lucro e secondo una modalità open-source, e invita ad ulteriori contributi e suggerimenti. I professionisti e le organizzazioni che hanno contribuito fino ad oggi sono elencati in calce, in ordine cronologico. Più informazioni sul progetto sono disponibili sul sito www.CURApods.org

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Nonna Rosetta e la campagna social a Milano per «restare a casa»

di Redazione

di Pasquale Sorrentino

Nonna Rosetta, la nonna più famosa del web, e Casa Surace stanno portando avanti con il Comune di Milano una campagna di sensibilizzazione per far stare a casa le persone che sono in giro senza motivazioni importanti. Così il viso buono ma anche minaccioso nel momento del bisogno di Nonna Rosetta è sui cartelloni pubblicitari per chiedere a chi sta in giro di tornare a casa, e per ringraziare, invece chi sta in giro per qualche buon motivo.

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Coronavirus e fede, l’intervista a don Gianni Citro

di Redazione

di Giangaetano Petrillo

Don Gianni, in questi giorni molte delle nostre abitudini ci vengono negate a causa dell’emergenza. Potremmo cogliere l’occasione di occupare il nostro tempo scoprendone delle altre. Lei come sta impegnando il suo tempo?

Per grazia di Dio ho uno spirito marcatamente dialettico. Ho sempre creduto che le negazioni siano passaggi fondamentali per riconoscere l’essenza vera delle cose. Molte nostre abitudini erano solo meccaniche e inutili. Questo tempo ce lo sta rivelando. Io di mattina cura l’orto e il giardino di casa. Mi stanco molto fisicamente. Durante il pomeriggio leggo e rispondo a tutti i messaggi delle persone che mi hanno contattato. Cerco di essere utile alla gente spaventata e sfiduciata.

Sembra che il mondo si sia ridotto drasticamente in un istante, rinchiuso nelle sole mura delle nostre case. Questo può farci riscoprire l’importanza delle relazioni?
Francamente non credevo di ritrovare tante energie in questo momento per concentrarmi sul mondo complesso e anche conflittuale delle mie relazioni. Ho capito che certi problemi non si erano risolti, solo perché non avevo avuto il tempo. Sto trovando soluzioni. Poi c’è il grande valore di stare di più con quelli di casa tua, che spesso ti perdono di vista per quanto vai sempre di corsa. La solitudine ci impone di cercare relazioni, di ricomprenderle, di recuperarle, di valorizzarle.

Solitamente non viviamo così.
Solitamente no. Questo tempo ci sta dicendo che dobbiamo smetterla di presumere di prevedere e programmare tutto. Nel corso della vita c’è il brivido dell’imprevedibile e la nostra umanità deve imparare a farci i conti. La vita è mistero, non consuetudine.

Come si possono vivere questi giorni affinché non siano sprecati?
Sprecare il tempo non è mai una cosa salutare. Secondo me però non facciamoci assalire dall’ossessione di essere produttivi ad ogni costo. Un po’ di tregua, di silenzio e di ozio ci farà bene. Porterà consiglio.

Lei è uno di quei parroci che hanno accolto il messaggio del Papa continuando a celebrare. Che effetto le ha fatto vedere le Chiese completamente vuote?
Sto celebrando solo nelle feste e la Domenica e così continuerò a fare. La Chiesa vuota è una scena raggelante, ma so che da casa migliaia di persone sono collegate e in comunione di preghiera. Anche tanti che non partecipavano alla messa da anni. Mi scrivono e mi ringraziano. Questo è molto bello.

In questi momenti di prova, per chi crede, quanto è importante la fede?
La fede è fonte di energia, di speranza, di entusiasmo. Serve per farci vincere le prove della vita, non per conservare usanze. Secondo me molti la stanno cercando e nutrendo in questi giorni.

La ricaduta psicologica sulle persone è uno degli effetti più temuti che si possa verificate dopo un lungo tempo di isolamento e di distanziamento sociale.
La ripresa sarà molto vigorosa e vivace. Secondo me smaltiremo presto il peso di questa snervante fatica. Poi penso che non sia positivo alimentare anche le paure riguardo a come ci ridurrà questa stagione. Ogni tempo ha la sua fatica. Oggi pensiamo a uscirne.

La fascia di età più colpita dalla letalità di questo virus è quella degli ottantenni. Quale messaggio si sente di dare ai tanti nostri anziani che temono, come giusto che sia, per la propria vita?
I nostri anziani non temono. Sono uomini e donne di grande sacrificio e coraggio. Pensano molto a quelli che sono a lavoro. A me arrivano telefonate commoventi, che mi raccomandano di essere attento e di non ammalarmi. Pensano tanto ai medici e agli infermieri. Si addolorano soprattutto per i più giovani che ritengono non attrezzati a tanti stenti. Gli anziani sono fantastici.

Una delle prime conseguenze è stata la forte riduzione dell’inquinamento atmosferico nelle grandi città, oltre alle immagini apparse su Venezia dove le acque sono ritornare ad essere pulite. Cosa possono insegnarci questi dati?
Molti di noi credono che l’allarme sul clima sia una bufala. Addirittura qualche capo di stato. Questa vicenda ci sta dimostrando che il rispetto dell’ambiente cambia volto alle nostre città e migliora la vita di tutti. Vedi, fermarsi porta sempre beneficio agli argomenti importanti.

Quanto, secondo lei, possono incidere questi giorni sulle responsabilità dei governanti e dei semplici cittadini?
Credo sia chiaro a tutti come la via d’uscita dall’incubo del virus sia quella della responsabilità dei singoli. Ogni uomo è custode dell’altro. I governanti sono molto provati e vivono pressioni assurde. Non credo ci siano stati eventi paragonabili in termini di responsabilità. Dobbiamo sostenerli. Non è il momento di alimentare polemiche. Nessuno era preparato a questa tragedia.

Mentre la ricerca scientifica è allo studio di un vaccino vediamo il Pontefice in pellegrinaggio per le Chiese di Roma a chiedere a Dio di fermare l’epidemia con la Sua mano. Sono due immagini contrapponibili?
I percorsi della scienza e le vie verso Dio non sono mai contrapponibili. Io credo che la mano di Dio indirizzi l’uomo verso la ricerca e le scoperte, ne disegni l’evoluzione e ne favorisca le conquiste.

Qual è l’insegnamento che possiamo trarne da questa crisi sanitaria, sociale e sicuramente economica?
La crisi sanitaria ci imporrà di verificare che le politiche che l’hanno aggredita considerandola una fonte di sprechi sono fallimentari e oggi ne stiamo pagando le conseguenza. La crisi economica ci vedrà tutti impegnati in un grande concorso di forze. Nessuno può essere lasciato solo. L’economia deve avvalersi del principio vitale della sussidiarietà e della solidarietà. Non potremo più giustificare nessuna corsa ai profitti egoistici e devianti.

Mi conceda un’ultima domanda. A chi sono rivolte le sue preghiere in questi giorni?
Il Vangelo ci chiede di pregare nel segreto, perché Dio vede nel segreto. Ho sempre fatto molto affidamento ai Santi Patroni e questo lo condivido volentieri con tutte le mie popolazioni. In modo particolare invoco la protezione di Santa Rosalia. Il suo culto è rinato ed esploso in una Palermo assediata da una delle più violente pestilenze della storia. Il morbo si diffuse in tutta Europa. Sicuramente la sua immagine è arrivata da noi come icona di una liberatrice esperta dal nemico malefico. Oggi torni a dare forza e coraggio a chi è nella lotta e fatica a vedere la luce.

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