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Covid Campania, lunedì si decide su asili e prime elementari

di Redazione

E’ attesa per domani, lunedì, la decisione sull’eventuale riapertura in Campania delle lezioni in presenza per la scuola dell’infanzia e le prime classi della scuola primaria, eventualità ipotizzata per martedì 24 novembre. Tutto dipenderà dai risultati risultati dello screening volontario incorso da giorni su operatori scolastici e piccoli alunni: sulla base dei dati verranno assunte le decisioni in merito alla riapertura delle attività in presenza, «fatta salva, in ogni caso, la possibilità per i singoli Comuni di decidere in autonomia in relazione a situazioni di specifica criticità sui singoli territori».

Alcuni sindaci, come quello di Giugliano e in parte anche nel Cilento, hanno già escluso che le lezioni possano riprendere in presenza e anche l’Anci Campania ha chiesto al governatore De Luca di rinviare il ritorno in classe dei più piccoli. Lo screening comunque proseguirà anche nelle prossime settimane e verrà esteso alle fasce della popolazione studentesca di età più elevata. 

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Cirielli attacca De Luca: «Basta con i coprifuochi, dia risposte a turismo e commercio»

di Redazione

«Basta con i coprifuochi, De Luca spieghi quali risposte intende dare agli esercenti commerciali e agli operatori turistici della Campania». Lo dichiara il Questore della Camera dei Deputati e parlamentare di Fratelli d’Italia Edmondo Cirielli: «Stop ai divieti, tra l’altro discriminatori tra i commercianti. Non è accettabile, infatti, che ristoranti e pizzerie possano giustamente rimanere aperti senza limiti di orario  mentre bar, vinerie, gelaterie, pasticcerie debbano chiudere obbligatoriamente entro le ore 23. E’ doveroso procedere compiendo un passo alla volta, ma bisognerebbe farlo tutti insieme senza distinzioni tra commercianti di serie A e di serie B. E poi – ricorda Cirielli – è indispensabile dare un aiuto concreto alle tante piccole attività che non riapriranno, perché i costi da sostenere per l’adeguamento alle normative anti-Covid sono elevatissimi. Cosa sta facendo De Luca per supportare economicamente le piccole e medie imprese campane? Nulla. Solo spot e mance elettorali. Così come è sconcertante che, ancora oggi, gli albergatori non sappiano cosa accadrà dopo il 2 giugno. Ci troviamo di fronte ad un paradosso: da un lato il premier Conte invita gli italiani a fare le vacanze in Italia, dall’altro De Luca non decide quando riaprire i confini regionali lasciando nell’incertezza più assoluta migliaia e migliaia di operatori del settore turismo. Il governatore ponga fine alle sue sceneggiate ed inizi ad occuparsi dei veri problemi della Campania, altrimenti sarà il principale responsabile della peggiore crisi economica della nostra regione», conclude Cirielli.


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Coronavirus, De Luca: «Mascherine obbligo per tutti, non un optional»

di Redazione

di Mar. Val.

«Le amministrazioni comunali che non si impegnano a far rispettare l’obbligo dell’uso delle mascherine si assumono la responsabilità per una possibile ripresa del contagio». E’ quanto si legge in una nota della Regione Campania. Nella nota si ribadisce che “il rispetto dell’ordinanza” della Regione Campania che stabilisce l’obbligo dell’uso della mascherina negli spazi pubblici «è un obbligo per tutti, non un optional. Sono giorni decisivi», conclude la nota.

Il presidente ha avuto questa mattina un colloquio con il Prefetto di Napoli, al quale ha chiesto di sensibilizzare tutte le Forze dell’Ordine e le Polizie Municipali per la messa in atto di controlli rigorosi nei luoghi di maggiore assembramento della città e della provincia di Napoli, così come richiesto in tutta la regione. Il Prefetto ha confermato che esistono piani coordinati di controllo del territorio in un quadro di impegni estremamente vasto.

Test sierologici – Dalla prossima settimana prenderà avvio un piano generale nella regione Campania di screening sierologici, che, com’è noto, serviranno a individuare cittadini che hanno avuto in tempi recenti o piuù lontani, comunque un contagio da Covid. Lo ha dichiarato il presidente Vincenzo De Luca a proposito della situazione epidemiologica di Ariano Irpino, dove e’ stato completato un intervento mirato e massiccio di tamponi. «La Regione Campania – ha detto ancora De Luca – assumerà l’area di Ariano Irpino come ‘area pilota’ per lo sviluppo di questa indagine, puntando a sottoporre allo screening sierologico tutti gli oltre ventimila cittadini, per arrivare a normalizzare definitivamente l’intera area. Questo consentirà anche di programmare misure straordinarie per il rilancio della zona».


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Piero De Luca nel Cilento: «Quali passerelle? I nostri interventi concreti»

di Marianna Vallone

Stanziola e De Luca jr
«Abbiamo sentito di polemiche di esponenti locali su presunte passerelle, quelle non le facciamo noi. Ho accompagnato il presidente della Provincia Michele Strianese per elencare gli interventi concreti portati a termine, quello che è stato fatto e quello che si farà ma soprattutto per ascoltare i sindaci e gli amministratori per rilanciare questo territorio. Non siamo qui per fare polemiche ma per condividere progetti di sviluppo per il Cilento». Così Piero De Luca all’incontro che si è svolto questa mattina nella sala convegni del Centro Studi e Ricerche sulla Biodiversità, a Vallo della Lucania, sede del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Presenti numerosi sindaci ed amministratori del comprensorio all’evento organizzato dalla Provincia di Salerno per fare il punto della situazione su tutte le attività coordinate e messe in campo, a partire dalle strade fino all’edilizia scolastica, passando per la depurazione sella acque e la gestione dei corpi idrici. Ma anche ascoltare le necessità degli amministratori locali presenti. L’incontro ha visto la presenza del vicepresidente del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, Cono D’Elia, e del vicepresidente della Provincia di Salerno, Carmelo Stanziola. «Ecco la filiera istituzionale. Potrei fare esempi infiniti su quanto fatto negli ultimi mesi. A partire dalla riapertura della strada Cilentana ad Agropoli dopo 7 mesi dall’insediamento di De Luca, e continuare elencando tutte le strade finanziate. Così come gli sforzi fatti per i lavoratori della Comunità Montana Bussento e gli impegni con l’alta velocità, le vie del mare e le scuole. – ha detto il vicepresidente Stanziola – Nel 2014 avevo chiesto l’aggiunta della denominazione “Cilento” all’aeroporto di Salerno ma oggi chiedo che nel nuovo organismo gestionale entri un riferimento del Parco del Cilento perché il nostro territorio deve essere tenuto in considerazione». Sfoglia la fotogallery (a cura di Marianna Vallone)
«Questa giunta regionale ha dato delle risposte, la sinergia istituzionale ha funzionato – ha aggiunto il vicepresidente del Parco Cono D’Elia – Il resto lo metto da parte, mi interessano i risultati. Ora però dobbiamo lavorare sulla mobilità delle aree interne». Sono intervenuti diversi sindaci, tra cui anche il consigliere provinciale Giovanni Guzzo, e il presidente della Comunità Montana Bussento Lambro e Mingardo, Vincenzo Speranza. «Il presidente De Luca ha preso in mano il problema delle strade e lo ha risolto – ha detto Speranza – C’era un governo di centrodestra che non dava risposta, non rispettava i cittadini e le istituzioni, su questo dovremo spenderci per ricordarlo ai cittadini che talvolta perdono la memoria». Spopolamento, sanità, emergenza cinghiali, riqualificazione dei borghi tra le richieste avanzate dagli amministratori. Presente anche il presidente della Provincia Michele Strianese: «Andiamo nelle comunità, dai sindaci a portare non frottole ma lavori appaltati. – ha detto – Le accuse di fare passerelle sono del tutto fuori luogo. Abbiamo aiutato tutti i Comuni, siamo a disposizione di tutti i sindaci e tutte le comunità». Il Deputato della Repubblica, Piero De Luca, ha concluso i lavori. «Cerchiamo di essere presenti nel territorio, perché è forte il nostro attaccamento alla Provincia. Non c’è mai stata un’attenzione così alta seria e concreta al Cilento come quella riscontrata in questi mesi. Gli accordi, le promesse sono state rispettate. Le passerelle le fanno gli altri. Noi diamo risposte a prescindere dai colori politici. Chiedo ai sindaci di essere portavoce, di stare tra la gente, noi siamo qui e ci siamo. Gli altri non li vedo sul territorio». E infine: «Sull’autonomia differenziata abbiamo fatto grandi sforzi. Il progetto, così com’è stato pensato, mira alla secessione del Paese sulla base della spesa storica e non del fabbisogno standard. Dobbiamo restare uniti, la battaglia politica a Roma deve vederci ancora uniti», ha concluso De Luca.

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Lavori, De Luca: «Avanti con piano metanizzazione Cilento»

di Redazione

«Il Piano di metanizzazione del Cilento prosegue secondo cronoprogramma. Rispettiamo gli impegni assunti». Così il governatore campano Vincenzo De Luca che ieri mattina, martedì, ha inaugurato gli impianti di distribuzione del gas dei Comuni di Pertosa e Caggiano, nel Vallo di Diano, dove sono stati ultimati anche i lavori di riqualificazione urbanistica della piazza centrale, finanziati grazie ai fondi strutturali. «L’impegno e l’attenzione della Regione Campania per le aree interne e’ continuo e costante», aggiunge De Luca.

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Salvini: «Libereremo Campania da De Luca». Governatore risponde: «Ha bisogno di solidarietà»

di Luigi Martino

«Dai ragazzi, Salvini? Ha bisogno di solidarietà». Lo ha detto il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca rispondendo ai cronisti che gli chiedevano della frase pronunciata dal vicepremier a Salerno due giorni fa «libereremo la Campania dai De Luca». «La cosa che mi scandalizza e mi indigna – ha detto De Luca – è vedere questa immagine di circo equestre che continua a dare il governo italiano. La cosa che davvero sconvolge è che per esempio nella giornata avant’ieri Salvini è venuto in Campania, ha fatto credo 10 iniziative, 11 delle quali assolutamente inutili. Avrei preferito che fosse stato nelle stanze del ministero a lavorare per incrementare le dotazioni di forza pubblica e le iniziative anche di intelligence per contrastare la delinquenza organizzata».

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Dal governo in arrivo 8 milioni di euro per i comuni del Cilento

di Luigi Martino

«Grazie al nostro Governo, i comuni della Provincia di Salerno al di sotto dei 20 mila abitanti beneficeranno di un fondo di circa 8 milioni di euro. Vero e proprio ossigeno soprattutto per le tantissime comunità di aree come il Cilento e il Vallo di Diano, che pagano scelte politiche di totale disinteresse verso questi territori, fino a provocarne un graduale spopolamento e una progressiva denatalità. Con l’ultima manovra finanziaria è stato infatti attivato un fondo da 400 milioni per finanziare piccole opere in settori vitali come l’edilizia pubblica, la manutenzione e la sicurezza del territorio, la manutenzione della rete viaria, la prevenzione del rischio sismico e la valorizzazione dei beni culturali e ambientali. Le singole amministrazioni dovranno rendere nota la fonte del finanziamento, la finalizzazione e l’importo assegnato con pubblicazione nella sezione “amministrazione trasparente” dei rispettivi siti istituzionali». Così il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Michele Cammarano. «In particolare – spiega Cammarano – sarà erogato un contributo di 40 mila euro per i comuni fino a 2 mila abitanti, di 50 mila per quelli fino a 5 mila abitanti, di 70 mila per i comuni fino a 10 mila abitanti e di 100 mila euro per quelli fino a 20 mila abitanti. Con il contributo andiamo a coprire il 100% dell’importo delle opere. A questi maggiori investimenti locali, si va ad aggiungere un miliardo di euro di maggiori fondi, derivanti dallo sblocco degli avanzi di amministrazione per i comuni virtuosi. Diamo finalmente linfa a tanti enti territoriali massacrati fino ad oggi dal Patto di Stabilità interno e dal principio del Pareggio di Bilancio, oltre che da politiche regionali che non hanno tenuto in alcun conto territori che rappresentano una vera e propria risorsa in termini turistici e di produzioni tipiche locali, oltre che per un retaggio di tradizioni e folklore che le caratterizzano, e sulle quali si comincia, finalmente, a investire».

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Sanità, De Luca: «Campania sarà prima». Ma senza Vallo e Sapri

di Luigi Martino

Un lungo discorso sulla sanità. Un elogio ai nosocomi campani: da Napoli a Salerno, passando anche per il Sannio e l’Irpinia. Ma gli ospedali del comprensorio cilentano non sono mai stati menzionati dal governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca. «Si apre un 2019 impegnativo. Credo che cominceremo ad imboccare la strada che ci porterà ad essere tra le prime sanità d’Italia». A dirlo è proprio il presidente intervenuto all’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno per la presentazione del calendario aziendale per l’anno 2019 dal tema ‘Promuovere la donazione di organi, sangue e tessuti’. Dodici artisti campani e non hanno dedicano dodici frasi per i dodici mesi dell’anno, per sensibilizzare e invitare i cittadini a guardare alla donazione senza paura, anzi con la consapevolezza di contribuire alla speranza di vita per tante altri cittadini. Secondo il governatore De Luca: «Già oggi per alcune branche siamo tra i primi in Italia. Come Regione – ha aggiunto il presidente De Luca – faremo cose molto semplici ma decisive. Cioè poter stabilizzare migliaia di precari che -in alcuni casi- da quindici anni stanno lavorando nei nostri ospedali, significa poter varare un piano per nuove assunzioni per 4mila dipendenti. In questi sette, otto anni abbiamo perso 13.500 dipendenti. Abbiamo la possibilità di varare decine e decine di concorsi oltre quelli che già stiamo facendo e abbiamo la possibilità di dedicarci al miglioramento del servizio alla persona, quindi riduzione ulteriore delle liste di attesa e miglioramento del servizio dei singoli cittadini. Stamattina siamo qui al Ruggi d’Aragona, uno degli ospedali di eccellenza nazionale ed europeo per quanto riguarda la cardiochirurgia. Abbiamo realtà di eccellenza al Pascale, al Cardarelli, al Santobono, all’ospedale dei Colli. A volte immagini che troviamo sulla stampa sono falsificatrici di una realtà eccezionale in tanti casi. Sarà un anno impegnativo. Dobbiamo continuare ad andare avanti così, in grande tranquillità. Credo che stiamo uscendo dalla fase di emergenza che ha vissuto la sanità campana per dieci anni», conclude De Luca. Scongiurata la chiusura del punto nascita dell’ospedale dell’Immacolata di Sapri, però, di sanità cilentana non ne ha proprio parlato.

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Punti nascita, Nuzzo: «Non sarebbero mai stati chiusi, nessun grazie a De Luca e Castiello»

di Marianna Vallone

Ci va giù pesante il vicesindaco di Caselle in Pittari, Giampiero Nuzzo, che sulla chiusura dei punti nascita di Sapri e Polla, punta il dico contro Regione e Governo che «dopo aver causato il pasticcio della loro soppressione nei mesi scorsi e dopo aver preso atto del moto di ribellione dei territori interessati, trovano solo ora la soluzione che annulla il danno da loro stessi creato». Per Nuzzo: «I punti nascita non sarebbero mai stati chiusi il 31 dicembre, non per le passerelle di politici romani e per le loro assicurazioni, così come per quelle del governatore della regione. – scrive in una nota – Non sarebbero stati chiusi solo perché era logicamente e legalmente impossibile chiuderli e non dare una deroga non essendo stato approntato nessun piano alternativo alla loro chiusura. Questa è la verità». «La soluzione sulla chiusura poteva e doveva essere messa in atto già ad agosto, al momento della prima richiesta di deroga. Fui buon profeta allorquando, nella prima assemblea pubblica sul tema, ebbi modo di dire che sarebbe arrivato il giorno dell’assegnazione della medaglia del vincitore. Pare ci sia un ex aequo tra il senatore Castiello e il presidente De Luca; anche se i due continuano a litigare rivendicando ognuno per se stesso il merito di questo risultato. Ma di quale merito stiamo parlando? Io non dico “grazie“ a nessuno dei due. Alla chiusura dei punti nascita non ho mai creduto perché immotivata nei fatti. E questa mia convinzione si è rafforzata con il passare dei giorni». E aggiunge: «Questa è la verità che dobbiamo dire soprattutto a quei giovani che sono stati la parte più bella, perché più vera, di questi giorni di lotta. Soprattutto a loro va il mio plauso e a tutti quelli che, con il cuore libero, hanno alzato forte la voce di questo territorio che oggi, come ieri, ha ancora risorse per ribellarsi alle ingiustizie».  

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Approvato piano ospedaliero della Campania, salvi i punti nascita di Sapri e Polla

di Marianna Vallone

Approvato il nuovo piano ospedaliero della Campania che prevede il potenziamento degli ospedali di Sapri e Polla che diventeranno Dea di primo livello. Una buona notizia per i punti nascita a rischio chiusura, i quali resteranno aperti in deroga. Sul resto non è trapelato altro finora. «Dopo un lavoro di approfondimento, di discussione, di confronto serrato con le strutture centrali del Ministero, e’ stato approvato il Piano Ospedaliero definitivo della Regione Campania». A renderlo noto è il governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca che ha fatto sapere che il nuovo piano, tra l’altro, prevede – come già richiesto in deroga dalla Regione ad aprile scorso – i punti nascita di Sapri, Polla e Piedimonte Matese, inseriti in Dea di I livello. «A un decennio dal vecchio Piano che prevedeva tagli drammatici di strutture e chiusure di interi ospedali, viene approvata una programmazione ospedaliera equilibrata, seria e rigorosa che tiene conto delle esigenze dei territori e tutela fino in fondo del diritto alla salute dei nostri concittadini», dice De Luca. «E’ acquisito, per il 2017, – aggiunge De Luca – un punteggio nella griglia Lea pari a 152 punti, che rappresenta un incremento che ha dell’incredibile di quasi 50 punti in relazione al 2015. Con questo spirito di concretezza e rinnovamento proseguirà il lavoro nei prossimi mesi, per una sanità sempre più vicina ai bisogni dei cittadini e delle famiglie». Esulta il sindaco di Sapri, Antonio Gentile. «Sono molto felice per l’esito positivo di una vicenda, che ha costretto tutti a fare un lavoro enorme. – commenta invece l’ex sindaco Giuseppe Del Medico – Grazie a tutte le Istituzioni, in primis ai Sindaci, che hanno saputo tutelare il diritto alla salute dei cittadini, combattendo una battaglia molto difficile. Infine un grazie grandissimo al comitato di lotta che ha faticato contro tutto e contro tutti dimostrando di avere un cuore grandissimo».

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Punti nascita, Caldoro: «Oscura trattativa su pelle cittadini»

di Luigi Martino

«Ho partecipato alla commissione sanità sui punti nascita ed ho assistito ad un’oscura trattativa sulla pelle dei cittadini. Il commissario De Luca chiude i punti nascita e il ministro Cinque stelle minaccia di non dare le deroghe chieste dalla Regione». Così Stefano Caldoro, capo della opposizione di centrodestra in Consiglio regionale della Campania, sulla chiusura dei punti nascita di Sapri e Polla nel salernitano, e di Piedimonte a Caserta. «Una piena intesa Cinque Stelle-De Luca su vecchie logiche di interesse elettorale contro la salute dei cittadini. Un minuetto partitico, quello del M5s e del Pd, che contrasteremo in ogni sede», ha concluso.

Al tavolo della commissione si sono seduti anche i sindaci di Polla e Sapri. Insieme a loro Maria Ricchiuti, consigliere regionale. «L’impegno della Regione Campania per i presidi ospedalieri di Polla, Sapri e Piedimonte Matese è totale. Gli uffici stanno lavorando alla nuova versione del piano ospedaliero che prevede un potenziamento dei tre nosocomi nell’ambito di una ridefinizione complessiva dei dea di primo livello». Ha aggiunto il presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale della Campania, Stefano Graziano, a margine dell’audizione dedicata al diniego da parte del ministero a tenere aperte le tre strutture. «Una eventuale chiusura – spiega – penalizzerebbe troppo i residenti di quelle zone e rischierebbe di favorire anche la mobilità extraregionale, aggravando dunque i costi per il sistema sanitario regionale». «E’ stata una audizione interlocutoria. Proprio in queste ore gli uffici lavorano ad una nuova versione del piano ospedaliero in vista del confronto con il ministero. Infatti, mi sono impegnato a convocare nuovamente la commissione su questa problematica dopo il 5 dicembre. E’ emersa comunque un’esigenza unanime, bisogna continuare a supportare le aree interne che devono avere la stessa dignità delle aree urbane e non solo in sanità», conclude Graziano.

«Abbiamo impedito a De Luca che fosse smantellata un’eccellenza come il Polo materno infantile dell’Ospedale del Mare – ricorda invece Ciarambino, esponente del Movimento 5 Stelle – lo abbiamo costretto a fare marcia indietro sullo smantellamento del Pronto soccorso di Sant’Agata, lo abbiamo inchiodato alle sue responsabilità circa i punti nascita di Polla e Sapri, penalizzati da una grave carenza programmatoria e organizzativa. Siamo pronti ora a collaborare con il nuovo commissario per mettere un freno anche all’opera di depotenziamento e chiusura di presidi e reparti. Ci batteremo per nuovi criteri di nomina dei manager e li inchioderemo alle loro responsabilità se le formiche assediano pazienti, se nei reparti piove o se vengono chiusi per un festino. Daremo il nostro contributo per rendere efficaci le azioni di controllo delle procedure di appalto, affinchè non si ripetano più casi come al Pascale e all’Ospedale del Mare, con farmaci e strumentazioni salvavita acquistati a prezzi fino a 300 volte superiori a quelli di mercato. Scandali al cospetto dei quali chi ha un ruolo apicale e di responsabilità dovrebbe essere messo alla porta, per far spazio a professionisti seri e onesti nominati per competenza, curriculum e con procedure di trasparenza».

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Punti nascita, M5S: «De Luca recuperi ritardi»

di Luigi Martino

«La seduta della Commissione regionale Sanità, convocata per individuare una soluzione per debellare la chiusura dei punti nascita di Polla, Sapri e Piedimonte Matese, si è trasformata nell’ennesimo show per la maggioranza di fronte agli occhi allibiti di sindaci, medici e rappresentanti sindacali che, come noi, avevano come unico obiettivo l’interesse dei cittadini. Di fronte alle proposte e alle soluzioni rappresentate da amministratori e addetti ai lavori, abbiamo ascoltato citazioni di Gattuso e gratuiti attacchi al nostro Governo tesi a mascherare l’unica verità possibile. Ovvero, che se ci troviamo a dover fare miracoli per salvare i tre punti nascita è solo per effetto di una programmazione totalmente inesistente in tre anni e mezzo di governo regionale. In una Regione nella quale su 56 punti nascita appena sei rispondono agli standard di legge e dove non si è fatto nulla per implementare la rete dell’emergenza materno-infantile, presidente e maggioranza si mettono a fare il gioco delle tre carte. Scaricando responsabilità sul Governo, laddove la valutazione spetta invece a un organismo tecnico che si limita a valutare la coerenza della richiesta rispetto agli standard di legge». Così i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Valeria Ciarambino e Michele Cammarano. «Così come ci siamo attivati per la permanenza del pronto soccorso di Sant’Agata – proseguono Ciarambino e Cammarano – costringendo De Luca a fare marcia indietro, lo stesso abbiamo fatto con i tre punti nascita, chiedendo conto al ministero e apprendendo che la richiesta partita dalla Regione non aveva i requisiti per poter consentire una nuova valutazione. Se De Luca ha davvero a cuore la permanenza dei punti nascita, auspichiamo a questo punto che faccia una programmazione che contenga requisiti organizzativi, strumentali e di garanzia per la sicurezza di donne e dei bambini, mettendo il ministero nelle condizioni di poterla approvare. In caso contrario, non solo la responsabilità sarà soltanto sua, ma darà credito ai sospetti che dietro la volontà di presentare una richiesta farlocca, ci sia una precisa strategia tesa a chiudere i tre punti nascita».

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De Luca non c’è, salta l’incontro a Villammare. E anche la protesta

di Luigi Martino

Vincenzo De Luca, governatore della Campania
Vincenzo De Luca non sarà a Villammare questa mattina. L’incontro per discutere del problema dell’erosione costiera che attanaglia tutta la costiera Cilentana, è saltato. Il governatore della Campania era molto atteso nel golfo di Policastro. I sindaci del comprensorio erano pronti a raggiungerlo ma nella serata di ieri, venerdì, l’ufficialità dell’annullamento del convegno. Niente fasce tricolori all’hotel Royal. E nemmeno il comitato di lotta contro la chiusura del punto nascita di Sapri. Forse è proprio questo uno dei motivi per cui De Luca ha dato forfait.  In giornata, inoltre, dovrebbe arrivare la decisione del Governo di non rinnovargli l’incarico di commissario alla Sanità. Due macigni per l’ex sindaco sceriffo di Salerno. Chissà se la voce della contestazione per la chiusura del reparto di neonatologia di Sapri era giunta già alle orecchie del presidente della Regione. Fatto sta che questa mattina l’incontro è saltato e con lui la contestazione già organizzata da più fronti.

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Chiusura punto nascita Sapri, De Luca atteso a Villammare

di Luigi Martino

Vincenzo De Luca, governatore della Campania

Questa mattina, venerdì, il governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca, dovrebbe raggiungere Villammare, unica frazione di Vibonati, località del golfo di Policastro, per prendere parte ad un incontro che avrà come tema principale l’erosione della costa del Cilento. L’appuntamento è fissato per le 10.30 all’hotel Royal ma, con molta probabilità, ad attendere De Luca, all’esterno della struttura, ci sarà una delegazione di cittadini del golfo, alcuni membri del comitato di lotta a difesa dell’ospedale di Sapri e le associazioni del territorio per chiedere delucidazioni in merito alla chiusura del punto nascita del nosocomio dell’Immacolata. Oltre al governatore, infatti, all’evento saranno presenti i sindaci del territorio, le associazioni ambientali e di commercio, le organizzazioni sindacali, i vertici del Consac, della Comunità Montana e della Provincia di Salerno, le autorità di Bacino, i consiglieri e gli assessori Regionali.

LE FOTO DEL CORTEO DI SAPRI

C’è chi non scommette proprio sulla presenza di De Luca oggi nel Basso Cilento; c’è chi invece ha già preparato le domande da porre all’ex sindaco sceriffo di Salerno. Fatto sta che il clima, nel golfo che confina con quel pezzettino di costa lucana, è molto teso. Il termometro è già diventato rosso giovedì mattina, quando, da piazza San Giovanni di Sapri, è partito un corteo di almeno duemila persone, che ha sfilato, protestato e manifestato contro la decisione del Governo. E oggi, caso ha voluto, arriva proprio chi, alla vigilia dell’appuntamento, aveva affermato che con «l’ammuina non si va da nessuna parte». Che poi, questo fatto della chiusura del punto nascita, si è trasformato in una patata bollente che scotta e di conseguenza rimbalza da un palmo all’altro. Di chi è la colpa? Si può lasciare un fetta di territorio così vasta senza un reparto di Neonatologia? La Regione cosa fa per evitare tutto questo? O, ancora, se le nascite sono inferiori alle 500 annuali, è giusto chiuderlo?

Queste, ad esempio, sono solo alcune delle domande alle quali, probabilmente, De Luca potrebbe essere sottoposto. Con i sindaci del comprensorio presenti, poi, si rischia che di erosione, a Villammare, oggi, nemmeno si parla.

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