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Dal Cilento in Svizzera, Deborah Sorrentino eletta consigliera generale a Martigny

di Redazione


di Marianna Vallone

Un pezzo di Cilento è presente nel potere legislativo di Martigny, in Svizzera. Deborah Sorrentino, insegnante di 40 anni, originaria di San Giovanni a Piro,  è stata eletta consigliera generale di Martigny, comune svizzero del Canton Vallese. Nel suo racconto ci sono più temi che si incrociano. Quello del gender gap, che in Italia si fa fatica a risolvere e che in Svizzera si sta affrontando. Quello dell’emigrazione e dei legami con il territorio d’origine. E un sogno: costruire un ponte turistico tra l’Italia e la Svizzera, nel solco delle radici e della cultura mediterranea.

Un’italiana eletta Conseillère générale di Martigny, che ruolo ricoprirà?
In Svizzera comuni, regioni e Stato funzionano con poteri separati. Il governo gestisce il potere esecutivo, il parlamento il potere legislativo. Ci sono due consigli diversi, io sono in quello legislativo, i consiglieri generali sono rappresentanti del popolo. Sono di supporto ai consiglieri comunali.

Eletta con oltre mille voti, soddisfatta del risultato?
Molto per essere la prima volta che mi presento. Siamo 60 consiglieri generali su una popolazione di circa 18mila abitanti.
Tengo a sottolineare che la popolazione di emigrati italiani a Martigny mi è stata di un gran supporto in questo risultato, grazie soprattutto a mio padre e le sue relazioni.

Perché ha deciso di candidarsi?
Da qualche anno c’era il progetto di mettere un piede nel funzionamento di una città, far parte del dietro le quinte di una città. Era un’idea che mi stava in testa anche da qualche anno. Ad un certo punto sono stata chiamata da una consigliera comunale di Martigny per le elezioni di questo autunno e mi sono detta che le occasioni vanno prese al volo. Vediamo ora cosa succede.

Lei è nata a Martigny, ma suo padre è un emigrante..
Sì io sono nata e cresciuta Martigny, anche se abbiamo avuto la cittadinanza svizzera solo tre anni fa, qui devi richiederla, una commissione esamina, è un procedimento di quasi due anni in cui si valutano molti aspetti. Invece mio padre è arrivato qui nel 1969 da San Giovanni a Piro.

Ed è suo padre che ha fondato con altri la Famiglia sangiovannese?
Non proprio lui. E’ un gruppo costituito. Siamo in tanti di varie generazioni, fino a quattro.. E’ un modo per riunirsi e ritrovarsi tra persone della stessa origine. L’amministrazione comunale di San Giovanni è stata sempre presente qui in Svizzera durante il quinquennio amministrativo 2015-2020. Si potrebbe pensare a creare qualcosa insieme, un legame con una comunità presente.

Invece cosa intende fare per Martigny?
Intanto inserirmi ed agire per il funzionamento della città.
Considero questo primo anno di osservazione. Faccio anche parte di una commissione scolastica, tra genitori e insegnanti. Un gruppo che lavora insieme pensando al benessere dei bambini e delle loro famiglie.

Genitori sentinelle..
Sì, da genitori pensiamo a migliorare il quotidiano dei bambini, dagli autobus ai servizi vari, al contatto diretto con la direzione della scuola e i vari enti pubblici in relazione.

Lei è una mamma ed è un’insegnante. In Svizzera le donne sono presenti nella politica?
In Svizzera le donne in politica sono tante, a Martigny nel consiglio comunale su 9 persone ci sono 5 donne, il sindaco è donna. La “vague rose”, l’onda rosa come si dice qui sta andando avanti, con la stessa forza dell’onda verde, che pensa all’ambiente. A livello cantonale, nel parlamento, il numero di donne è raddoppiato dall’ultima elezione del 2017. A livello del consiglio federale, il più alto livello della politica svizzera, ci sono 3 donne su 7.

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