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Da Carmelo: ostriche all’ombra del Capo e chips dal tetto della grotta Azzurra

di Luigi Martino

Che poi non l’ho mai visto un matrimonio così strano: baccalà e fave. Mo sembra normale. Qualcuno dirà pure: «E che c’vó?». Ci vuole un papà come Carmelo e una mamma che non sapeva fare nemmeno un uovo fritto prima di mettersi là dentro e sposarsi. E invece eccola là, con il mantesino bianco e le spalle che sorreggono storie infinite. «Signó, le basta un’altra vita per raccontarmele tutte?». No che non le basta. È retorica. Noi qua parliamo e il salmone gioca a nascondino con i gamberi cotti al sale. Le ostriche si tuffano all’ombra di Capo Palinuro mentre dalla volta della grotta Azzurra si staccano chips di zucchine. Il paese delle meraviglie, fatto di Primule e creature figlie d’Adele, lo sa che qua c’è il mare in tavola. No, Nelly e Luca non c’entrano. Aspettano in giardino e ascoltano le avventure di nonno.
Questo signore qua, con gli occhi come quell’ammasso di roba liquida che si spinge fino all’orizzonte, si è inventato uno spaghetto che quando te lo mettono davanti, ti dimentichi le cose brutte. È magia, quindi. Allora chiudi gli occhi, cerchi i gamberetti sotto al palato e sogni. Le alici pare vogliano dirti qualcosa. Ma non fanno in tempo. Scampi e polpi ti suggeriscono il secondo. Trionfi di scogli, scorfani e scuncigli. Ste cose qui le porterei sulle lavagne delle scuole del nord. Altro che linee dritte e pronomi. Una cena così ti insegna ad amare e ti segna i sensi, uno ad uno. Bevo l’ultimo sorso di bianco. Un’altra fragola, un’altra fogliolina di menta. Per questa volta va bene. Anche se, quasi quasi…
L’antipasto di crudo di mare servito da Adele al ristorante ‘Da Carmelo’
Info utili Ristorante ‘Da Carmelo‘ Facebook: Ristorante ‘Da Carmelo’ Web site: www.ristorantebebdacarmelo.it Strada Statale 562 n14 – 84051 Palinuro (SA) Phone: 34065778763662013268 E-mail: dacarmelo.palinuro@gmail.com

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Il Caicco, il ristorante di mare che sorprende a tavola

di Marianna Vallone

Rara esperienza quella di trovarsi a un tavolo di questo ristorante nel corso principale, dove sarete accolti con simpatia e passione da un proprietario che i piatti te li fa assaporare quando te li racconta prima ancora di portarli in tavola. Castellabate è un borgo unico: nelle strade si respirano arte e cultura ma anche intensi profumi di una cucina marinara dalle radici antiche. In una di queste vie, prima della piazza, il ristorante Il Caicco è un riferimento per gustare piatti della tradizione. Varcata la soglia del locale vi accoglie un’elegante struttura dell’800 con vista panoramica sul mare, il bancone bar con le sue importanti etichette di vini e la sala curata e moderna da poco ristrutturata. Per quarant’anni il locale ha trovato spazio sotto la basilica, poi l’idea di trasferirsi in piazzetta nel corso centrale. D’estate i tavolini con vista sul mare nel violetto fiorito sono la cornice perfetta per una giornata da ricordare.

La storia di questo ristorante affonda le radici in quelle del papà skipper che ha girato il mondo cucinando in barca per i tanti personaggi importanti che potevano permettersi lo chef a bordo. Un’abitudine su cui continuano a lavorare, tanto che tra le offerte del ristorante si spazia dal catering allo chef a domicilio. 

Se si ha l’occasione, vale la pena farsi raccontare la storia di famiglia e del posto ma anche delle ricette dei marinai che il Caicco porta in tavola con passione ed entusiasmo. Qua si viene volentieri per il ciampinotto, che è un piatto a base di alici marinate con aglio, prezzemolo e limone. I pescatori le facevano marinare 20 minuti in barca appena pescate. Ma tra gli antipasti si trovano anche scarola selvatica, lenticchie e seppia che è uno dei piatti di punta in questo viaggio incredibile di saperi e sapori. Da non perdere tra i primi gli gnocchi con peperoncino, olive cilentane, capperi e alici, o gli spaghetti aglio, olio, peperoncino e gamberi che omaggia la tradizione napoletana. Buone anche le linguine al velluto nero o i ravioli con ricotta di bufala e pomodorino cilentano. Nei secondi tappa obbligatoria sulla gran grigliata di gamberoni. Concludete il viaggio con il limone ripieno. Tornerete. 

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Corso Margherita di Savoia, 5, 84048 Castellabate SA Tel 0974 967436 www.ilcaicco.it

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Hoshi Japanese Fusion, la cucina Cilentana incontra quella Nipponica

di Luigi Martino

Il richiamo del Cilento rimbomba nei pensieri e non ti lascia stare, anche quando, paradossalmente, non vivi molto lontano da questa terra. Ma se le tue radici sono ben ferme qui, il rumore del mare ti deve far compagnia ancora per qualche anno. Ed è così che Vincenzo Ranieri, originario di queste spiagge e queste colline, è tornato da Terzigno, comune ai piedi del Vesuvio, per regalare al Cilento un concept rivoluzionario di cucina giapponese. «L’idea è nata praticamente dall’esigenza di far conoscere a questo lembo di Sud nuovi sapori e nuovi colori» spiega Vincenzo Ranieri, titolare di Hoshi Japanese Fusion. Che il termine fusion, poi, non è stato messo lì a caso. «Qui erano tutti fermi sulla cucina Cilentana e sulle regole ferree che la contraddistinguono – continua Vincenzo – ma noi abbiamo cercato di aprire nuovi varchi e di fondere alla cucina locale la tradizione nipponica». Una scommessa ardua. Vaglielo a spiegare tu alle nonnine del Cilento che l’insalata di polipo con aglio, limone e prezzemolo si trasforma in un polpo marinato con spezie giapponesi e poi cotto alla piastra e servito su un letto di purè di patate viola. Che poi non è la stessa cosa, si sa’, ma è appunto un modo nuovo di gustare il pesce fresco pescato a poche miglia dalle porte del locale di Vincenzo.

Hoshi Japanese Fusion si trova al civico 158 del lungomare San Marco di Agropoli. Le grandi finestre di vetro che lo trasformano in un cubo trasparente, ti permettono di ammirare il tramonto in compagnia di un ottimo aperitivo, oppure di osservare la luna che cambia volto in una notte stellata di inizio febbraio. «Prima ci prendevamo il lusso di restare chiusi un giorno a settimana, adesso invece non possiamo, le prenotazioni sono tante e i clienti ci chiedono di restare aperti praticamente sempre – afferma soddisfatto Vincenzo -. Il sabato e la domenica siamo addirittura aperti a pranzo». La mamma di Vincenzo e i suoi nonni materni erano originari di Perdifumo, un piccolo comune a pochi chilometri da Agropoli e da Castellabate, la cittadina di Benvenuti al Sud. Vincenzo lavora anche nel mondo delle pubbliche relazioni. Questa peculiarità lo porta a mostrare nel modo giusto, soprattutto sui social, il suo locale al pubblico. Un pubblico esigente che nelle recensioni di TripAdvisor classifica Hoshi come uno dei migliori Sushi della Campania.

Altre prelibatezze della cucina di Hoshi

«La mia clientela abbraccia un comprensorio molto vasto – svela Vincenzo – a sud parliamo di clienti da Sapri a Vallo della Lucania, passando per l’entroterra Cilentano. A nord, invece, comitive di Capaccio, Paestum, Battipaglia, Eboli, Salerno e Avellino. A settembre prossimo vi comunico in anteprima che apriremo un nuovo locale a Salerno. Ce lo hanno chiesto in molti e noi siamo sempre pronti ad accontentare i nostri clienti». Da Hoshi Japanese Fusion non solo il classico sushi, qui viene rielaborata un po’ tutta la cucina di mare cilentana. Il piatto più richiesto è senza dubbio l’Ika Teriaky e Paolo Cannavaro lo sa bene. L’ex calciatore del Napoli, giorni fa ha postato una Instragram Stories con i piatti di Vincenzo e il tag del suo locale. O Bebe Vio, schermitrice italiana, campionessa paralimpica, mondiale ed europea in carica di fioretto individuale. Oppure Clementino, il rapper partenopeo che nel luglio del 2017 scelse Hoshi per trascorrere una serata in compagnia di amici. Ika Teriaky, apprezzato anche dalla Guida Michelin, è un calamaro ripieno di riso e verdure saltate, rielaborato con soja, teriyaki e altre salse della cucina giapponese.

Per San Valentino in programma un evento con musica live (chitarra e voce) e un menù fisso a 60 euro a coppia.

In Cilento, dunque, è possibile compiere questa esperienza di gusto del tutto innovativa. Un inno alla cucina locale che si fonde alla perfezione con la tradizione asiatica. Un sushi rivoluzionario, frutto dell’idea di un giovane imprenditore. Vincenzo, piuttosto che copiare un format già esistente, ha deciso di elaborare un concept nuovo e, soprattutto, che si è dimostrato da subito vincente.

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Il logo di Hoshi
L’interno del locale
La vista del locale
Uno dei piatti più richiesti dai clienti di Hoshi Japanese Fusion
Bebe Vio con Vincenzo Ranieri
 Hoshi Japanese Fusion Lungomare San Marco, 158 Agropoli (SA)

• Pagina Facebook: Hoshi Japanese Fusion • Profilo Instagram: hoshi_japanese_fusion • Info e prenotazioni: 0974.274350

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‘U Trappitu, il ristorante dai sapori antichi cilentani

di Marianna Vallone

‘U Trappitu. È stato scelto il dialetto per il nome di un ristorante che di locale ha davvero tutto. L’ambiente è immerso nel verde degli ulivi, abbracciato dal panorama in cui si stagliano da un lato le onde del mare, che si intravedono dal terrazzo, e dall’altro il monte Bulgheria che qui, in via del Mare ad Acquavena di Roccagloriosa, domina il paesaggio. Ma locale è soprattutto la cucina di Alberto e Vincenza, conosciuta da tutti come Enza, coppia nella vita e ancora di più ai fornelli, insieme sono un perfetto equilibrio tra fermento inventivo, tocco elegante e cucina di casa.

L’antica macina per le olive in pietra e legno dà il benvenuto all’ingresso della sala, mentre nell’altra la fa da padrona il legno dell’arredo, e il forno a vista per le pizze che prepara con maestria Gianni. Il menu è espressione inequivocabile di italianità, si capisce dagli ingredienti scelti e valorizzati in piatti che sono piccole montagne russe di metafore e rimandi alla cucina contadina: fusilli al ragù o al sugo di castrato di agnello, cavatelli e maltagliati. Pasta fresca con la sfoglia tirata a mano da Enza, che ogni mattina, dal 1984 e forse anche prima, prepara per i cappelletti (quelli pasticciati sono super) che ha imparato a fare in Emilia Romagna dalle sfogline.

Nel loro passato, quello di una giovane coppia di sposi, ci sono anni di esperienza e lunghe “stagioni” tra i romagnoli, per quel gruzzoletto che gli avrebbe permesso di realizzare un sogno: aprire un ristorante nel paese d’origine, che oggi è un punto di riferimento del basso Cilento, e non solo. Le esperienze, da giovanissimi, in grandi cucine internazionali hanno accentuato la loro sensibilità per non fermarsi mai.

Chi si accomoda sulle sedie in legno di questo ristorante curato e rustico chic, non può non sentire che qui c’è tanta anima, tanto cuore e c’è la famiglia. Ester ed Emanuela, le due figlie oggi trentenni, dopo aver appreso quasi ogni segreto della cucina di mamma e papà, lavorano fianco a fianco e consigliano i piatti che hanno fatto la storia r’ U Trappitu.

Tra i primi anche ricette semplici come gli spaghetti aglio e olio o al pomodoro fresco, tagliatelle ai funghi porcini, ceriole con sughi preparati in base alla stagionalità dei prodotti e all’estro degli chef. I secondi sono tutti di carne, alla griglia o al forno, ma il menù sorprende con polpette, ciambotta e parmigiana. Varia con le stagioni, non è quasi mai lo stesso, a parte i classici sempre presenti. Tra i dolci, irresistibile la Ricotta e cioccolato, un dessert profumatissimo che solo Enza sa fare così buono, la torta di mele o la crostata alla frutta. Ma per il menù fate fare agli chef, andrete via sazi e felici. 

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Aperto tutti i giorni (tranne il lunedì) Ferie: da metà dicembre a fine gennaio Via del Mare 51 Acquavena, Roccagloriosa (SA) Tel +39 0974 980167

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Il Ghiottone a Policastro, dove la cucina garbata di Maria Rina ha conquistato tutti

di Marianna Vallone

In foto Maria Rina
La sala bianca, essenziale ma curata, disegna una piacevole cornice per una cena che si apre con un entrée a base di pane, pomodoro, olio extravergine d’oliva e basilico fresco: la panzanella cilentana è il benvenuto della cucina a base di materie prime di qualità e di profonda passione, che da anni connota il ristorante di Maria Rina, a Policastro Bussentino.  In quarant’anni l’identità de Il Ghiottone è rimasta la stessa, straordinaria, pur evolvendosi: se la tradizione cilentana è sempre ancora ben presente e salda, nel menù Maria ha cercato di costruire sempre qualcosa di nuovo e diverso. Così tutte le sue preparazioni, quasi tutte a base di pesce, racchiudono un giacimento di sapore che hanno fatto la differenza e la storia di questo ristorante. Spigole, calamari, triglie, alici, merluzzi arrivano dai nostri mari. Scarole, zucca, pomodori, carciofi, olive dagli orti, terreni cilentani dove gemmano in abbondanza ortaggi e erbe spontanee che vengono esaltati nella sua cucina.
La panzanella cilentana
Maria li studia, li rielabora e gli dà quel tocco di bellezza che mancava. Campionessa di essenzialità e semplicità capace pure di illuminare piatti dalla semplicità disarmante, come gli spaghetti alle vongole, a cui aggiunge la mollica di pane fritto e il peperone verde. Il merluzzo in crosta di patate accompagnato da uno stufato di scarola è un altro esempio, o i ravioli con fumetto di vongole, gamberetti, pomodoro e basilico tra i primi più richiesti. Esplode il binomio terra e mare nella mille foglie di pesce bandiera, tegole di pane e crema di melanzane o nel baccalà con crema di broccoli, limone e peperone crusco. Nel menù dessert due consigli: pane di fichi con ricotta di capra e frutti di bosco e una sfogliatina calda con crema e frutta fresca. Sfoglia la gallery (foto © Marianna Vallone)
Ristorante Il Ghiottone Via Nazionale, 42 Policastro Bussentino (SA) Telefono 0974 984186

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