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Impianto compostaggio in Cilento: protesta va avanti

di Luigi Martino

Un impianto di compostaggio da realizzare in località Foresta alla frazione di Vallo Scalo, al confine con il Comune di Salento, in un’area a due passi dal Parco nazionale del Cilento e a meno di un chilometro dai centri abitati di tre paesi. A questo si oppone il Comitato cittadino Castelnuovo Cilento che in una nota argomenta: «Il Comune di Castelnuovo Cilento, unico in tutto il Cilento, ha dato la propria disponibilità alla realizzazione di un impianto da 30 mila tonnellate di organico l’anno. Decisione che il Comune ha deliberato in data 18 agosto 2017. Il progetto è stato dunque ammesso a finanziamento da parte della Regione Campania per 30 mila tonnellate e la stessa Regione ha già erogato 1.100.000 euro (ovvero il 10% del costo totale dell’opera), incassati dal Comune di Castelnuovo Cilento».

Durante un incontro pubblico che si è tenuto sabato 23 marzo nella biblioteca comunale di Velina, «il sindaco di Castelnuovo Cilento, Eros Lamaida, ha invece parlato di una capacità dell’impianto pari a 16 mila tonnellate di rifiuti organici – spiega il Comitato in una nota -, mentre il vicepresidente della giunta della Regione Campania, Fulvio Bonavitacola, ha detto che l’impianto sarà utilizzato per una capacità massima di 70 mila tonnellate. Errori di espressione a parte i conti sembrano non tornare. Ad oggi la progettazione definitiva ed esecutiva è stata presto appaltata perchè entro dicembre 2019 i lavori di realizzazione dovranno cominciare, previo – come viene assicurato ai cittadini – valutazione di impatto ambientale (Via)».

L’impianto di compostaggio è troppo grande denuncia il Comitato numeri alla mano. «Nonostante il sindaco Lamaida dica che il sito di compostaggio tratterà soltanto l’organico dei comuni cilentani, è necessario sottolineare che Castelnuovo Cilento produce circa 300 tonnellate di umido all’anno, l’impianto è stato dimensionato (come da progetto ammesso al finanziamento) per 30 mila tonnellate l’anno». Pertanto, conclude la nota, «come Comitato cittadino Castelnuovo Cilento siamo contrari alla realizzazione dell’impianto a due passi dal Parco nazionale del Cilento, soprattutto per le dimensioni della struttura che a regime dovrà ospitare rifiuti in numero 100 volte superiore a quanti Castelnuovo Cilento ne produce. E crediamo che debba essere tutelata la vocazione agricola e turistica della zona: il business dei rifiuti va nella direzione opposta».

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L’albero di Natale per i defunti rubato dai malviventi

di Luigi Martino

«Questo sfregio, stupido ed ignobile, non è stato fatto a me ma a tutti i nostri cari che non sono più tra noi. Cari che, una differenza di qualcuno, per me sono e saranno sempre vivi». È un messaggio, misto di rabbia e di delusione, quello del primo cittadino di Castelnuovo Cilento, Eros Lamaida, un seguito del furto dell’albero di Natale nelle scorse interne del cimitero del piccolo e grazioso borgo cilentano. «Avevamo acquistato, non con fondi comuni, un albero di Natale al mio cimitero per vivere questa Santa Festa con i nostri cari che riposano a Castelnuovo Cilento. – ha precisato il primo cittadino – A chi ha rubato quell’albero posso solo dirgli che era lì per tutti anche per i suoi affetti, per i suoi cari che, purtroppo, non sono più tra noi ». L’albero natalizio sintetico era stato, infatti, acquistato con fondi privati ​​così da poterlo riutilizzare ogni anno. Nel giro di poche ore, dopo il posizionamento, l’albero è però sparito. Rammarico e sdegno è stato espresso anche dalla comunità. Tantissimi, infatti, sono stati i messaggi di condanna del gesto anche sui social. Sul caso ora indagano i carabinieri della compagnia di Vallo della Lucania. Al vaglio degli inquirenti, però, non ci sarebbero prove o filmati. Si cercano testimoni oculari o chiunque abbia udito qualcosa quella notte.

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