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Vallo di Diano e zona rossa, Castiello: «Subito emendamento per scongiurare esclusione»

di Redazione

di An. Vu.

«La rettifica sul Decreto Rilancio ha provocato un serio problema per le ex zone rosse del Vallo di Diano, escluse dal fondo speciale previsto nel Decreto. Immediatamente, in seguito all’intervento di Luigi Di Maio e grazie al lavoro dei colleghi deputati Cosimo Adelizzi e Generoso Maraia, è stato predisposto un emendamento per garantire l’inclusione delle ex zone rosse all’interno del fondo speciale previsto dall’art. 112 del Decreto Rilancio, che comprende anche i comuni del Vallo di Diano. Appena il Decreto arriverà in Senato, dopo l’approvazione della Camera, sarà mia cura, insieme alla collega Felicia Gaudiano, di seguire con viva attenzione il percorso legislativo affinchè si concluda definitivamente con esito positivo». Lo rende noto il senatore del Movimento 5 Stelle, Franco Castiello.

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Riattivazione Sicignano-Lagonegro, Cascone a Castiello: «Chieda al governo le risorse»

di Marianna Vallone

Dopo il sollecito da parte del senatore del Movimento 5 Stelle Francesco Castiello alla Regione Campania per dare il via allo studio per i lavori sulla tratta ferroviaria lucana Sicignano-Lagonegro, Luca Cascone, presidente della Commissione Lavori Pubblici della Regione Campania, ha risposto parlando di risorse economiche che il senatore dovrà chiedere di programmare al governo. «Apprezzo il suo interessamento e desidero rassicurarla, – scrive Cytrascone – la firma della convenzione è un atto formale al quale la Regione Campania è ovviamente già pronta; tra l’altro RFI è già a buon punto per definire lo studio. La Giunta Regionale ha reperito le risorse per finanziare lo studio di fattibilità, nel pieno rispetto per l’utilizzo delle risorse pubbliche e sensibilità per la problematica; l’analisi dei costi necessari al ripristino e lo studio dei possibili scenari di servizio attuabile consentirà di valutare, dati alla mano, l’efficacia dell’eventuale investimento necessario all’adeguamento della linea, approccio che sicuramente apprezzerà».

E continua: «Lo studio di fattibilità, una volta consegnato, riteniamo debba essere oggetto di discussione con i Sindaci del territorio e con tutti i riferimenti istituzionali. Per tanto credo sia utile già da ora, se veramente vuole impegnarsi ed in considerazione del ruolo importante che ricopre, chiedere al Governo di cui fa parte di iniziare a programmare le risorse per gli interventi infrastrutturali che saranno necessari (stimati sommariamente da RFI in alcune centinaia di milioni di euro). La Regione – aggiunge Cascone – con le proprie risorse sta creando i presupposti per discutere – con un progetto reale  – della potenziale riapertura; Lei potrà dare la spinta decisiva facendosi parte attiva per concretizzare lo stanziamento delle risorse economiche utili, trasformando il suo interessamento in fatti concreti».

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Badia di Pattano, Castiello a Borghi: «Rarità basiliana, inutili polemiche»

di Marianna Vallone

E’ una rarità storica e architettonica quella che per il leghista Borghi è invece una dimora storica. Sulla Badia di Pattano, gioiello culturale del Cilento, nel comune di Vallo della Lucania, è arrivata anche la risposta del senatore del M5S Francesco Castiello, raggiunto al telefono dal Giornale del Cilento. «La Badia di Santa Maria di Pattano è un monumento basiliano del IX secolo d.C ed è un’autentica rarità, per quanto riguarda questo tipo di struttura, storica e architettonica. E’ uno dei monumenti basiliani più importanti di tutta l’Italia meridionale. – dice Castiello in premessa – Ha già costituito oggetto di ripetuti interventi della Soprintendenza di Salerno, del MiBact e dello Stato, e quindi questo intervento, entrato nella Finanziaria sotto forma di emendamento da me proposto, insieme ad altri colleghi senatori, è un intervento di completamento di altri interventi statali già eseguiti a cura della Soprintendenza», spiega il senatore che poi chiarisce anche a chi appartenga la struttura. «La Badia di proprietà di un privato, erroneamente indicato da parte di Borghi nella sola famiglia Giuliani, vede anche un’altra famiglia comproprietaria che ha già messo da tempo il bene a disposizione del Comune di Vallo della Lucania intendendo cederglielo in proprietà.  – chiarisce – Ma per quanto riguarda la famiglia Giuliani esiste una convenzione tra il Comune di Vallo e la famiglia Giuliani, per la quota di sua parte, a norma della quale convenzione la famiglia Giuliani si impegna a mettere a disposizione del Comune di Vallo della Lucania per ben 30 anni in comodato con uso esclusivo dell’intera struttura una volta restaurata. In definitiva – sintetizza – per 30 anni viene sottratta al possesso del privato e messa a disposizione del Comune che la aprirà al pubblico». «Naturalmente – aggiunge il senatore Castiello – nulla esclude che anche la quota di proprietà Giuliani possa essere ceduta definitivamente al Comune, ma al momento di certo c’è una convenzione. La realtà – chiarisce – è questa: non è il primo intervento che lo Stato fa su quella struttura, è un intervento di completamento di altri interventi già eseguiti a cura della Soprintendenza di Salerno, la famiglia Giuliani per la sua quota ha messo a disposizione la struttura per 30 anni ad uso esclusivo del Comune e per la residua parte della famiglia De Luca, non solo la mette a disposizione ma intende cedergliela. Il resto – dice – sono polemiche sterili, che non servono a nulla, che dimostrano una profonda ignoranza e rozzezza culturale perché disprezzare l’intervento dello Stato a favore del recupero di una struttura di straordinario valore storico, significa fare sfregio alla cultura». Poi aggiunge: «Evidentemente questi politici, che definisco politicanti e non hanno migliori argomenti, cercano di colmare il vuoto ideologico ricorrendo ad inutili e sterili polemiche. Sono contento e soddisfatto, perché significa recuperare un monumento di grande importanza che può costituire un grande attrattore culturale. Spero che i giovani magari in forma cooperativa possano trovare il presupposto per gestire la struttura e guadagnarsi di che vivere. Ogni occasione di lavoro o che crei possibilità di occupazione deve essere sostenuta con tutte le forze», conclude Castiello. La polemica è stata sollevata da Claudio Borghi, deputato della Lega, nella discussione per l’approvazione del Bilancio di previsione che si è tenuto alla Camera dei Deputati nella seduta del 23 dicembre, che ha contestato i fondi che il Governo stanzierà per la Badia di Pattano di Vallo della Lucania. Si tratta di fondi per un totale di 1,3 milioni di euro che arrivano direttamente dalla manovra economica, con un emendamento voluto anche da Franco Castiello, senatore del Movimento 5 Stelle.

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Castiello attacca De Luca: «E’ in giro per campagna elettorale Alfieri»

di Redazione

«Don Vincenzo ‘o Svedese, dopo aver raggiunto nella sanità campana, a suo dire, lo stesso livello della Svezia, sale in cattedra anche per quanto riguarda il settore dei trasporti e, con riguardo all’aeroporto di Pontecagnano, dileggia il sottosegretario Andrea Cioffi definendolo evanescente e ubriaco e disprezza il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli come colui che non si decide a “mettere un timbro”, intralciando la ristrutturazione dell’aeroporto di Pontecagnano». Lo rende noto Franco Castiello, portavoce del movimento 5 Stelle al Senato. «La legge prevede, oltre al decreto del ministro dei Trasporti, che c’è stato (Toninelli lo ha firmato da alcuni giorni), anche il decreto del ministro dell’Economia, che deve verificare la sostenibilità di un intervento non da poco, trattandosi di 40 milioni di euro (decreto che dovrà essere emesso da Tria nei prossimi giorni). Dopodichè i decreti dovranno essere sottoposti al controllo della Corte dei Conti. Non si tratta, perciò, di un semplice timbro che Toninelli avrebbe tardato ad apporre. Né ha sbagliato il Sottosegretario Cioffi nel richiamare la complessa procedura prevista e regolata inderogabilmente dalla legge» continua Castiello. «Don Vincenzo ‘o Svedese pretende di dare lezioni a tutti, dimenticando l’antico detto: “Medice, cura te ipsum” (Medico, cura te stesso), cominciando col dimettersi da commissario della sanità campana, in quanto in conflitto di interessi come Governatore della Regione ed essendo, per questa ragione, giuridicamente decaduto. Ma Don Vincenzo ‘o Svedese non ha né voglia né tempo. Non ne ha voglia perché si sente spalleggiato dalla Lega che è riuscito a impapocchiare spacciandosi per fautore dell’autonomia differenziata e suo alleato al Sud, ottenendone il veto all’iniziativa del M5S di far rispettare la legge sul conflitto di interessi dichiarandolo decaduto. Non ne ha tempo perché è in giro per la campagna elettorale insieme a Roberti, ex Procuratore Antimafia passato “a poltrone calde” dalla Magistratura Penale alla Politica (Deluchiana), ed Alfieri candidato a sindaco di Capaccio- Paestum, nonostante che lo stesso Roberti avesse invitato Alfieri a desistere, per ragioni di opportunità, avendo subìto approfondite perquisizioni da parte della D.I.A. presso l’ufficio e l’abitazione, per ipotesi di reato di rilevante gravità. È proprio il caso di dire che arroganza e incoerenza vanno spesso a braccetto, fedeli compagne di viaggio» chiosa il portavoce.

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Il fascino del mito, da Ovidio a Paolo De Matteis: il saggio del senatore Castiello

di Carmen Lucia

“Paulus de Matteis / Neapolitanus / 1704”, così nel quadro intitolato a Leda e il cigno, si firmava Paolo De Matteis, pittore che in realtà nacque a Piano Vetrale, nel 1662. Da diversi anni al centro di un interesse di studio del Senatore Castiello, le tele del Maestro cilentano Paolo De Matteis diventano oggetto di ricerca della monografia pubblicata da pochi giorni e intitolata Il fascino del mito, da Ovidio a Paolo De Matteis (Edizioni dell’Ippogrifo, 2018). Dopo il volume Guida di Elea secondo Parmenide (Edizioni dell’Ippogrifo, 2018), Francesco Castiello dedica questa raffinata esegesi critica all’arte di un pittore che si ispirò ai miti delle Metamorfosi di Ovidio, trasfigurando i soggetti mitologici del poeta sulmonese in dipinti di grande valore evocativo, che arricchiscono, insieme ai quadri a soggetto sacro, la cultura pittorica del Meridione e non solo. Le analisi stilistiche delle 41 tele analizzate, che risentono dell’influsso di Luca Giordano e Francesco Solimena, comprovano il passaggio stilistico dal barocco all’arcadico neoclassico. Frequente appare il confronto con altri autori che hanno parimenti subìto la suggestione dei miti ovidiani, primo fra tutti Pietro Paolo Rubens e Pietro Giordano. Quasi contemporaneamente viene pubblicato un saggio dal taglio epistemologico molto simile, ma dedicato alla musica: si tratta del libro di Paolo Isotta, La dotta lira. Ovidio e la musica (Marsilio, 2018), una monografia sugli accenti eufonici e sonori del pàthos melodico e l’ethos melodrammatico che dalle Metamorfosi trasmigrano nelle sinfonie degli idilli pastorali arcadici e delle polifonie settecentesche fino al teatro musicale moderno, come testimoniano le opere di D’Annunzio, Strauss, Rossini. Lo stile di Paolo De Matteis, che dal barocco evolve verso nuove forme espressive fondate sullo schiarimento dei colori e sulla alabastrina opalescenza delle figure di ascendenza arcadica, si alimenta costantemente del “lievito del fascino” delle favole allegoriche di Ovidio come evidenzia Don Gianni Citro nella Prefazione: «Tutta la forza inesauribile del patrimonio della mitologia greca ci attraversa, come un fiume in piena, nel corso fluido e rigenerante di questa profonda enciclopedia di favole originarie. Il fascino del mito è il titolo ed è la trama dell’imponente racconto che Francesco Castiello destina agli uomini del suo tempo, viandanti distratti, malati di disincanto, tutti connessi, ma scollegati dalle ragioni prime di ogni cosa. Per questo motivo dico che il fascino è la vera trama del libro» (p.7). Profilo artistico Paolo De Matteis, allievo di Luca Giordano a Napoli, fu ammesso all’Accademia di San Luca a Roma; tra il 1702 e il 1705 fu a Parigi sotto la protezione di Luigi XIV. Le sue opere si ritrovano a Roma, Parigi, Genova, Napoli, Madrid, così come in Calabria e in importanti centri del Meridione d’Italia, come Taranto, Salerno, Lecce, Cassino, Lucera o Gaeta e infine nel Cilento. La copertina del libro:

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Punti nascita, Castiello: «Vittoria è dovuta a fermezza dei popoli»

di Luigi Martino

«Con provvedimento pubblicato il 12 novembre 2018 sul bollettino ufficiale della Regione Campania, il governatore De Luca ha ordinato la chiusura dei punti nascita dei presidi ospedalieri di Polla e di Sapri, mentre per quello di Vallo Della Lucania è stata prevista la conservazione per un anno ancora. Per tal modo ha avuto luogo lo smembramento di queste strutture ospedaliere, già incise da precedenti provvedimenti che le hanno fortemente impoverite, come nel caso della Cardiologia a Vallo Della Lucania. Così facendo aumenta la migrazione sanitaria verso strutture ospedaliere di altre Regioni (come nel caso di Polla, dovendo le partorienti essere trasferite al Presidio Ospedaliero di Lagonegro). Tutto ciò si traduce in una ulteriore spinta allo spopolamento delle aree interne della Provincia di Salerno, alcune delle quali prossime alla desertificazione. Tali improvvidi provvedimenti costituiscono l’ulteriore prova delle noncuranza del Governo Regionale per le aree periferiche ed interne; noncuranza dimostrata dal fatto che la Legge Regionale a favore delle aree stesse, più volte annunciata, è ben lungi dal traguardo». E’ quanto dichiara Franco Castiello, senatore dei 5 Stelle.

«Lo smembramento dei presidi ospedalieri di Polla e Sapri ha determinato una vera rivolta popolare che, fortunatamente, si è espressa attraverso i canali della legalità grazie, soprattutto, alla presenza dello Stato rappresentato da una delle più alte Istituzioni, qual’è il presidente della Commissione Sanità del Senato della Repubblica, dottor Pierpaolo Sileri che si è recato sul posto, ha dialogato con i direttori sanitari, con i medici e con il personale infermieristico, ha controllato le dotazioni strumentali, ha verificato la casistica clinica, ha accertato l’insussistenza di rischi per le partorienti e i neonati, ha accertato lo stato critico dei collegamenti viari e dei tempi di percorrenza per raggiungere altri Punti Nascita ed ha puntualmente relazionato ai più alti livelli politico e burocratico del Ministero della Salute, esprimendo parere assolutamente favorevole per il mantenimento in vita dei Punti Nascita soppressi dal Governatore della Regione Campania. Lunedì scorso è stato, infine, concordato tra il Ministero della Salute e la Regione la trasformazione dei presidi ospedalieri di Polla e di Sapri in Dea di I livello con la conservazione dei Punti Nascita» continua Castiello.

«La vittoria è dovuta alla fermezza delle popolazioni Valdianese e Cilentana nel rivendicare il rispetto del diritto alla salute, garantito dall’art. 32 della Costituzione, presso i proprio presidi ospedalieri e non affidandosi a disagevoli e rischiose migrazioni sanitarie. La vittoria è dovuta alla professionalità di grado eccellente dei medici e del personale infermieristico cui si deve l’azzeramento del rischio. La vittoria si deve, infine, alla presenza dello Stato nella persona del Presidente della Commissione Sanità del Senato Prof. Sileri, laddove alcun esponente della Regione era stato in quelle strutture a constatare di persona la reale situazione dei luoghi e dei rischi. D’ora in poi si dovrà pensare a riempire questi, altrimenti vuoti, recipienti dei Dea di I Livello. Occorre che non restino soltanto una etichetta formale. Occorre che vengano muniti delle dotazioni strumentali necessarie al loro massimo efficientamento. Occorre che vengano banditi finalmente i concorsi per Dirigente Sanitario e per il personale infermieristico. Occorre fare cessare lo scandalo della trasformazione delle nomine dei facenti- funzione (la norma ne consente il ricorso per sei mesi soltanto e non oltre) da provvisoria a sistematica e, in sostanza, definitiva. Occorre fare cessare lo scandalo della mancata spesa del 68% delle risorse disponibili. La Corte dei Conti con deliberazione 9 Marzo 2018, n. 4 ha censurato aspramente la Regione Campania per non avere speso 1 miliardo e 178 milioni di euro di risorse pubbliche destinate alle proprie strutture sanitarie. Occorre, infine, dare seguito alla sentenza della Corte Costituzionale del 15 Novembre 2018, n.199 che ha biasimato il fallimento delle gestione commissariale della Sanità Campana in quanto ha fallito del tutto l’obiettivo del risanamento finanziario (desta sorpresa e sconforto che alcuni Sindaci della zona, nonostante le reprimente, della Corte Costituzionale e della Corte dei Conti, le cui decisioni avevo loro fornito, vinti dalla sindrome di Stoccolma, ancora rendano osanna al decaduto Governatore-Commissario alla Sanità per la Regione Campania» conclude Castiello.

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Punti nascita, Nuzzo: «Non sarebbero mai stati chiusi, nessun grazie a De Luca e Castiello»

di Marianna Vallone

Ci va giù pesante il vicesindaco di Caselle in Pittari, Giampiero Nuzzo, che sulla chiusura dei punti nascita di Sapri e Polla, punta il dico contro Regione e Governo che «dopo aver causato il pasticcio della loro soppressione nei mesi scorsi e dopo aver preso atto del moto di ribellione dei territori interessati, trovano solo ora la soluzione che annulla il danno da loro stessi creato». Per Nuzzo: «I punti nascita non sarebbero mai stati chiusi il 31 dicembre, non per le passerelle di politici romani e per le loro assicurazioni, così come per quelle del governatore della regione. – scrive in una nota – Non sarebbero stati chiusi solo perché era logicamente e legalmente impossibile chiuderli e non dare una deroga non essendo stato approntato nessun piano alternativo alla loro chiusura. Questa è la verità». «La soluzione sulla chiusura poteva e doveva essere messa in atto già ad agosto, al momento della prima richiesta di deroga. Fui buon profeta allorquando, nella prima assemblea pubblica sul tema, ebbi modo di dire che sarebbe arrivato il giorno dell’assegnazione della medaglia del vincitore. Pare ci sia un ex aequo tra il senatore Castiello e il presidente De Luca; anche se i due continuano a litigare rivendicando ognuno per se stesso il merito di questo risultato. Ma di quale merito stiamo parlando? Io non dico “grazie“ a nessuno dei due. Alla chiusura dei punti nascita non ho mai creduto perché immotivata nei fatti. E questa mia convinzione si è rafforzata con il passare dei giorni». E aggiunge: «Questa è la verità che dobbiamo dire soprattutto a quei giovani che sono stati la parte più bella, perché più vera, di questi giorni di lotta. Soprattutto a loro va il mio plauso e a tutti quelli che, con il cuore libero, hanno alzato forte la voce di questo territorio che oggi, come ieri, ha ancora risorse per ribellarsi alle ingiustizie».  

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Senato, Castiello: «10 meridionali su 100 sono in povertà assoluta»

di Luigi Martino

«Gli ultimi aggiornamenti curati da un osservatorio qualificato, qual è la Svimez, evidenziano un quadro dell’economia e della società meridionale di rilevante criticità. Mettendo i numeri dietro i fatti, questi dimostrano che il Mezzogiorno perde negli ultimi quindici anni 1 milione di abitanti circa e 200 mila laureati. Alla crisi demografica, che si è realizzata nelle forme più devastanti, qual è la privazione di capitale umano qualificato, si è accompagnata la perdita di ingente capitale finanziario. Considerata la cifra di 200mila laureati meridionali emigrati prevalentemente all’estero e moltiplicata tale cifra per il costo medio (secondo i dati OCSE), la perdita netta in termini finanziari per il Sud ammonta a circa 30 miliardi di euro». Ad affermarlo è Francesco Castiello, Senatore della Repubblica eletto nel collegio che abbracciava il Cilento nel corso dell’ultima tornata elettorale. «Alla perdita di questo gran numero di giovani in possesso della laurea corrisponde, inoltre, una ingente sottrazione di valore aggiunto per il futuro. La disoccupazione giovanile nelle 8 regioni meridionali si aggira sul 50% circa. Il tasso di occupazione dei laureati in Italia è quasi dell’80%, al Sud è fermo al 44%, a circa la metà. La percentuale di occupazione delle donne in possesso del titolo della scuola dell’obbligo è drammatica, riducendosi addirittura al 29,9 %. Il bassissimo tasso di occupazione femminile, di circa 30 punti percentuali inferiore a quello del centro-nord, evidenzia, come è stato perspicuamente osservato, “la singolare circostanza che le donne nel Mezzogiorno vivono in un paese totalmente diverso rispetto a quelle che vivono nel centro-nord”. Nel Mezzogiorno non solo si registra soltanto un’incidenza maggiore di famiglie nell’ambito delle quali nessuno è occupato, ma si riscontra anche un’incidenza maggiore di famiglie monopercettori di reddito e per giunta di basso livello» continua Castiello. «Nel Sud si concentra oggi la più parte delle famiglie in condizioni di povertà assoluta (circa 5 milioni) e di povertà relativa (circa 10 milioni). Nel 2016, alla fine della lunga recessione, è stato calcolato che 10 meridionali su 100 risultano in condizioni di povertà assoluta, contro 6 nel Centro-nord» chiosa il senatore.

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