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Emergenza nel porto di Salerno, esercitazione antinquinamento della Guardia costiera

di Redazione

Un’esercitazione antinquinamento complessa coordinata dalla Guardia Costiera di Salerno è stata svolta oggi al porto di Salerno. Lo scenario simulato ha interessato un traghetto passeggeri della Compagnia di navigazione Travelmar che, a causa di condizioni meteomarine avverse, ha urtato una banchina del porto. L’evento, in un primo momento, ha causato il ferimento dei membri dell’equipaggio, una falla sulla paratia dell’imbarcazione con sversamento in mare di idrocarburi e, successivamente, un incendio a bordo del traghetto.

La  Capitaneria di porto di Salerno ha preso il coordinamento dei soccorsi, e disposto l’intervento della dipendente motovedetta dedicata al soccorso in mare e del gommone veloce in uso alla Guardia Costiera, sui quali imbarcavano gli operatori specializzati nel salvataggio in acqua della Croce Rossa Italiana e i volontari del Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta per prestare le prime cure sanitarie.

Per fronteggiare l’inquinamento e l’incendio sviluppatosi a bordo del traghetto, è stato inoltre richiesto l’impiego del mezzo antinquinamento della società Trirena e di un rimorchiatore operante nel porto di Salerno. Infine, l’estensione dell’inquinamento è stata monitorata grazie ad un drone della Protezione Civile di Santa Maria delle Grazie che ha fornito, altresì, una diretta streaming dell’esercitazione nella sala operativa della Capitaneria di porto, per meglio coordinare le operazioni di soccorso.

L’esercitazione si inserisce nell’ambito della programmazione annuale del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto che vede coinvolta la Guardia Costiera e gli Enti con essa cooperanti in situazioni di emergenza, che con l’occasione si ringraziano. Gli obiettivi sono quelli di verificare l’efficacia delle azioni e la preparazione professionale del personale, l’efficienza delle comunicazioni tra la sala operativa e i mezzi navali impiegati, nonché i tempi di risposta del complesso apparato di intervento in mare previsto dai vari piani di emergenza redatti dalla Capitaneria di Porto di Salerno, al fine di implementare la sinergia tra gli attori coinvolti in caso di inquinamento dell’ambiente marino e di pericolo per la vita umana in mare.

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Camerota, pescatore cade in mare: salvato dalla capitaneria di porto

di Luigi Martino

Salvato ieri sera dalla guardia costiera un pescatore del posto che aveva fatto perdere notizie. Partito alle ore 16 circa dal porto di Marina di Camerota con la sua piccola unità da pesca “U Saragone” di circa 8 metri, non aveva fatto rientro in porto. Alle ore 21, la moglie del pescatore non vedendolo tornare ha allertato la capitaneria di porto. Immediati i soccorsi partiti dal porto di Camerota sotto il coordinamento della sala operativa dell’ufficio circondariale marittimo di Palinuro. Impegnati nelle ricerche del disperso la motovedetta Cp 814 dell’ufficio locale marittimo di Camerota con al comando il maresciallo Gerardo Ruocco, che conosce bene queste zone, supportato da un pescatore locale amico dello scomparso, con la sua unità da pesca San Domenico. In poco tempo è stata battuta tutta la zona dove era solito andare il pescatore professionista e fortunatamente alle ore 21.30 è stato avvistato vivo tra gli scogli nella zona di Punta Infreschi a circa due miglia dal porto di Marina di Camerota. Soccorso dai mezzi impegnati nelle attività di ricerca è stato recuperato e trasportato dalla motovedetta in porto a Camerota. Fortunatamente solo tanto freddo e nient’altro. L’uomo, uscito da solo per l’attività di pesca con attrezzi da posta, era scivolato dalla barca e caduto in mare durante la navigazione a circa un miglio dalla costa alle ore 17 circa. L’unità con marcia ingranata aveva proseguito la navigazione andando a schiantarsi sugli scogli più a sud. Dopo tre ore in mare, l’uomo nuotando era riuscito a trovare rifugio tra gli scogli di Punta Iscoletti. Una brutta vicenda finita bene, l’uomo in buone condizioni, dopo i primi accertamenti sul posto ha preferito tornare a casa per una doccia calda e per riabbracciare la famiglia.
La motovedetta che ha soccorso il pescatore
I radar e i mezzi tecnologici utilizzati dalla capitaneria nelle ricerche
Il semicabinato del pescatore dopo lo schianto contro gli scogli

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Blitz della guardia costiera al porto di Agnone Cilento: multe e sequestri

di Luigi Martino

Si è conclusa da poche ore un’operazione coordinata dalla guardia costiera di Agropoli, comandata da Giulio Cimmino, nel porto di San Nicola ad Agnone Cilento (nella foto), nel comune di Montecorice, finalizzata alla repressione di condotte illecite perpetrate a danno dell’ambiente, della tutela degli stock ittici, della libera fruibilità del pubblico demanio marittimo, nonché al contrasto delle violazioni alle norme sulla regolamentazione della viabilità stradale. Il nucleo di polizia giudiziaria della guardia costiera di Agropoli e i militari dell’ufficio locale marittimo di Acciaroli, hanno elevate verbali amministrativi per un valore complessivo di circa 4 mila euro. In più i marinai hanno provveduto allo sgombero del sedime portuale dall’occupazione abusiva di attrezzature da pesca (circa 6 mila metri di reti abbondonate e 4 mila metri di catenarie) e da rifiuti e scarti di vario genere. Un’operazione, quest’ultima, volta al ripristino dell’ordinaria viabilità.

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Sequestrati due impianti industriali nel Cilento

di Luigi Martino

Gli uomini della Guardia Costiera in azione

I militari della Guardia Costiera di Agropoli hanno sottoposto a sequestro penale due impianti industriali per reati contro l’ambiente e a danno della salute pubblica. L’operazione antinquinamento è stata effettuata tra il fiume Solofrone e l’Alento. Nel primo caso gli uomini guidati dal tenente di vascello Giulio Cimmino hanno scoperto uno stabilimento adibito alla produzione di conglomerati bitumosi, occupante un’area di circa 650 metri quadri dove venivano stoccati sul nudo terreno varie tipologie di rifiuti pericolosi e non, tra cui rocce di scavo, plastiche, rifiuti ferrosi e calcestruzzi.

A distanza di pochi giorni i militari hanno controllato un’azienda zootecnica avente un’estensione di circa 80.000 metri quadri e che ospita oltre 400 capi bufalini. In particolare gli inquirenti hanno accertato che da due canali naturali di scolo, posti l’uno a est e l’atro a ovest della struttura, venivano confluiti nel fiume Solofrone i rifiuti derivanti dalla tracimazione degli effluenti zootecnici delle vasche di raccolta, nonchè scarti vegetali di vario genere.

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