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Inaugurata a Marcianise la mostra ‘Segadores’ di Josè Ortega

di Luigi Martino

Inaugurata la mostra “Segadores” di Josè Ortega, presso il palazzo dei Pegni nella città di Marcianise. La delegazione del Comune di San Giovanni a Piro, formata dal sindaco Ferdinando Palazzo, dal vicesindaco Pasquale Sorrentino, dal coordinatore del Polo Museale Franco Maldonato, dal presidente della Pro loco San Giovanni a Piro e Bosco Paolo Gagliardo, da Nicola Cobucci amico e fiduciario della famiglia Ortega, ha fatto tappa a Marcianise dove le opere saranno esposte fino al 24 maggio. Gli istituti scolastici accorsi sono il Liceo Artistico Buccini e Psi e Novelli; i lavori sono stati introdotti dal Sindaco Antonello Velardi e dall’ Assessore Pasquale Pero, moderati dall’assessore alla cultura Elpidio Iorio. I ragazzi presenti, in particolare, hanno mostrato interesse per la suite del “pintor” spagnolo, protagonista contemporaneo della denuncia sociale e del riscatto dei lavoratori più deboli.

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A Sapri la mostra su José Ortega

di Marianna Vallone

Per la prima volta fuori dai suoi confini “naturali”, quelli di Bosco, dove ha vissuto dal 1980 fino a poco prima della sua morte, la mostra su José Ortega incanta tutti, soprattutto gli studenti del golfo di Policastro, che hanno approfittato dell’esposizione e delle visite guidate per conoscere più da vicino l’allievo e amico di Pablo Picasso, militante antifascista e tenace oppositore della dittatura di Franco. L’auditorium Giuseppe Cesarino a Sapri ha ospitato, dal 14 gennaio e fino ad oggi, l’intera suite dei ‘Segadores’, le venti incisioni su pietra litografica realizzate tra il 1969 e il 1970 dal pintòr della mancha ed ispirate dalle sofferenze dei lavoratori della terra, i mietitori. La mostra, intitolata “La realtà come rappresentazione e come interpretazione: la pittura civile di Josè Garcia Ortega”, fu concepita dopo El terror, il primo ciclo di xilografie e le incisioni della serie che va sotto il nome di Lotte del popolo spagnolo, ma immediatamente prima del grande ciclo di Dürer, dedicato alla guerra civile spagnola. L’esposizione è curata da Franco Maldonato, coordinatore polo museale San Giovanni a Piro, e organizzata con il patrocinio morale della Provincia di Salerno, del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, dei Comuni di Sapri e San Giovanni a Piro, in collaborazione con Cicas Turismo e l’associazione Oltre Pisacane. «La fonte della mia ispirazione è la realtà. E’ sempre da questo punto che io inizio»: e di quella realtà, nei Segadores, Ortega non fu solo il narratore ma anche il testimone, avendo lavorato con i suoi mietitori nei campi ove fu costretto a nascondersi durante la clandestinità per sottrarsi alla ricerca della Guardia Civil. Il paesaggio naturalistico è quello di una terra che è possibile lavorare solo a prezzo di sete e fame e quasi sempre a costo di un eterna prigionia; mentre il paesaggio umano è quello di donne e uomini che ingaggiano quotidianamente una lotta consapevole ma non meno angosciosa contro le asperità della terra e l’incertezza delle stagioni. «La poetica di Ortega – al di là di qualsiasi concessione ad un nostalgismo pure ricorrente in taluni autori del suo tempo – vive della lucida consapevolezza che l’arte non può essere evasione o intrattenimento ma militanza a servizio dei valori costitutivi dell’umanesimo e, fra questi, la fratellanza universale e la giustizia sociale. – ha spiegato Maldonato – E Ortega, forse più che lo stesso Picasso – che con Guernica aveva inaugurato la corrente di pensiero della pittura civile – ne è stato l’interprete più coerente: dal ciclo dei Segadores fino ai murales di Bosco. Sembra volerci dire – con le parole di John Keats – che «verità è bellezza, bellezza è verità: solo questo su questa terra sappiamo. Ed è quanto basta».

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