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Comuni ricicloni 2020: in provincia il primato va a Morigerati

di Redazione

In Campania i tre comuni ricicloni, migliori in assoluto, sono Domicella in provincia di Avellino, Ginestra Schiavoni in provincia di Benevento e Morigerati nel Cilento, con una percentuale di raccolta differenziata che varia tra i 97% e i 92%. Il piccolo comune dell’entroterra del golfo di Policastro si è piazzato anche al primo posto tra i comuni con meno di 5000 abitanti.

Questo emerge dalla XVI edizione del dossier Comuni Ricicloni redatto da Legambiente, avvalendosi dei dati dell’Agenzia Regionale Protezione Ambientale della Campania (ARPAC) e dell’Osservatorio Regionale Gestione Rifiuti (ORGR) acquisiti nella piattaforma O.R.So. (Osservatorio rifiuti sovraregionale).

Tra i comuni del territorio provinciale, quello con la performance migliore è Morigerati, con 91,60% di raccolta differenziata, seguito da Sicignano degli Alburni, con 89,75%, Casalbuono con 81,1% e Felitto e Serre rispettivamente con 85, 62% e 86, 97 %. 

«Morigerati prosegue il suo percorso verso la crescita di raccolta differenziata», commenta soddisfatta la sindaca Vincenzina Prota, intervenuta in videoconferenza per “ritirare” l’attestato: «Questo riconoscimento appartiene ai cittadini di Morigerati e Sicilì – ha proseguito – che hanno dimostrato grande sensibilità ambientale e civica, al loro grande impegno negli anni. Il nostro è un paese immerso nel verde, con un’oasi naturalistica di grande pregio. Siamo da sempre consapevoli dell’importanza di tutelare e rispettare la natura. Condivido questa soddisfazione con il vicensindaco Cono D’Elia, tutta l’amministrazione e i collaboratori comunali».

I “Comuni Rifiuti Free 2020” sono stati individuati considerando quelli con una percentuale di raccolta differenziata uguale o superiore al 65% e una produzione pro-capite di rifiuto indifferenziato inferiore o uguale ai 75 Kg/anno/abitante. Le tre graduatorie, sono state distinte su base provinciale e in base al numero di abitanti.

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La Goletta Verde arriva nel Cilento: dal 2 al 4 agosto tappe a Scario e Acciaroli

di Marianna Vallone

La Campania sarà la dodicesima regione toccata dal tour della Goletta Verde di Legambiente, in viaggio dallo scorso 23 giugno lungo le coste italiane per monitorare la qualità delle acque, denunciare le illegalità ambientali, l’abusivismo edilizio, le trivellazioni di petrolio, il marine litter ma anche per informare e sensibilizzare i cittadini sull’importanza di salvaguardare il nostro prezioso ecosistema e le sue bellezze e affermare il ruolo centrale del Mediterraneo nelle politiche di accoglienza, solidarietà e integrazione. Dal 2 al 6 agosto saranno tre le tappe dell’imbarcazione ambientalista nella regione: Scario (2-3 agosto), Acciaroli (4 agosto) e poi Procida (5-6 agosto).

Un viaggio che si concluderà a metà agosto in Liguria, realizzato grazie al sostegno dei partner principali CONOU, Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati e Novamont; dei partner sostenitori Assovetro – Endless Ocean, Ricrea (Consorzio nazionale per il riciclo e il recupero degli imballaggi in acciaio) e con il contributo di Pramerica SGR (Pramerica Sicav Social 4 Future). Media partner è La Nuova Ecologia.

Tante le iniziative in programma nella tappa campana: il 2 agosto, a Scario, alle ore 10:30 è previsto un tour in barca alla scoperta dell’Area Marina Protetta Costa degli Infreschi e della Masseta, mentre alle ore 20:30 si terrà il convegno “AMP La Grande Bellezza – Le azioni a difesa del Mare”. Il 3 agosto, spazio al progetto “Litter Hunter”dedicato alle attività di monitoraggio aereo del marine litter, e a “Riciclaestate”, la campagna di sensibilizzazione dedicata alla raccolta differenziata. Il 4 agosto tappa della Goletta Verde ad Acciaroli mentre il 5 e 6 agosto l’imbarcazione attraccheràal porto di Procida. La conferenza stampa di presentazione dei dati sulla depurazione in Campania, invece, si terrà mercoledì 7 agosto a Napoli, nella Casina pompeiana, all’interno della Villa Comunale.

Come ogni anno torna anche per l’edizione 2019 il servizio SOS Goletta con cui Legambiente assegna un compito importante a cittadini e turisti, chiedendo di segnalare situazioni anomale di inquinamento delle acque: tubi che scaricano direttamente in mare ma anche chiazze sospette. I tecnici del laboratorio mobile approfondiranno le denunce ricevute, per poi farle arrivare alle autorità competenti. Per inviare la propria segnalazione basta collegarsi a www.golettaverde.it. Il servizio SOS Goletta rientra nel progetto di Legambiente Volontari per Natura sulla citizen science ovvero il contributo dei cittadini alla conoscenza dei problemi ambientali e alla loro risoluzione.

Quest’anno Assovetro è partner della Goletta Verde, per sottolineare l’impegno dell’industria del vetro nella tutela del mare. Con Goletta Verde viaggia la campagna Endless Ocean 2.0 lanciata in Europa dalla community Friends of Glass per dimostrare che anche la scelta di un imballaggio può fare la differenza nella lotta al marine litter.

«Scegliere un contenitore in vetro – ha detto Marco Ravasi, Presidente della sezione contenitori di Assovetro – è oggi una scelta di responsabilità verso il nostro pianeta, è un gesto che può fare la differenza, se ripetuto ogni giorno, per contribuire a proteggere i nostri mari e salvare le creature marine. Il vetro è un packaging 100% riciclabile e per un numero infinito di volte, è composto di elementi naturali, non rilascia sostanze chimiche dannose né all’interno, verso il suo contenuto, né all’esterno, verso il mare e l’ambiente. Inoltre, produrre contenitori da vetro riciclato riduce l’inquinamento atmosferico del 20% e l’inquinamento idrico del 50%».   

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Cicerale tra i primi 10 comuni 100% rinnovabili della Campania

di Luigi Martino

Una Campania baciata dal sole e attraversata dal vento. Una Campania che negli ultimi anni registra una costante crescita delle energie rinnovabili, sia per quanto riguarda la produzione di energia che per la potenza installata, con un aumento del 100,8% dal 2010 al 2018 (passando da 1,4 a 2,9 GW). Oggi il 30% dei consumi complessivi di energia viene coperta da fonti rinnovabili, grazie ai 31.148 impianti diffusi nel 100% dei comuni. Il solare fotovoltaico si conferma la tecnologia più diffusa in termini numerici, con il 97,6% degli impianti, seguiti dall’eolico con l’1,9% e da impianti idroelettrici e alimentati da biomasse. In pratica grazie al totale delle fonti rinnovabili presenti in Campania, in grado di produrre 5.053,9 GWh di energia elettrica, si potrebbero coprire i consumi delle province di Avellino e Caserta. In 102 comuni della regione le fonti rinnovabili sono già in grado di produrre più energia elettrica di quella consumata dalle famiglie residenti. Realtà che possiamo definire 100% rinnovabili elettriche. È questo in sintesi il quadro che emerge dal Rapporto Comuni Rinnovabili Campania di Legambiente presentato oggi a Salerno.

Entrando nel dettaglio del Rapporto di Legambiente, la maggior potenza da fonti rinnovabili installata è presente nel territorio della provincia di Avellino con 776,4 megawatt complessivi, seguita da Salerno (573,6 MW) e Benevento (549,4 MW). In termini di produzione di energia è sempre la provincia di Avellino (1.408,7 GWh/anno) a fornire il maggior contributo da fonti rinnovabili, con eolico a giocare il ruolo da protagonista, seguita da Napoli con 1.151,5 GWh/anno, Benevento con 992,1 GWh/anno e Salerno 932,1 Gwh/anno.

Grazie ai 31.148 impianti da fonti rinnovabili, presenti in tutti i Comuni a fine 2017, la Campania si conferma tra le prime 10 regioni italiane con la maggior potenza installata, dove il solare fotovoltaico è la tecnologia prevalente con 30.401 impianti pari al 97,6% del totale, segue l’eolico con 593 impianti con l’1,9% e infine le bioenergie e l’idroelettrico che insieme rappresentano lo 0,49% del totale rispettivamente con 96 e 58 impianti. La potenza installata degli impianti da fonti rinnovabili, a fine 2017, si attesta a 2.766 MW, pari al 5,2% della potenza installata nell’intero territorio nazionale. L’eolico con 1.390,4 MW è la tecnologia con maggiore potenza installata sul territorio e rappresenta il 50,3% del totale. Seguono il fotovoltaico con 783,8 MW pari al 28,3% del totale installato, l’idroelettrico con 342,4 MW (12,4%) e le bioenergie con 249,4 MW corrispondente al 9%. 

Per quanto riguarda la produzione di energia complessiva, nel 2017, è stata pari 11.400,1 GWh di cui 5.053,9 GWh, pari al 44,3% da fonti rinnovabili con una produzione media giornaliera di 13,8 GWh, e contribuendo con il 4,9% della produzione complessiva di energia pulita sull’intero territorio nazionale. Il maggiore contributo arriva dall’energia eolica con 2.619,8 GWh/anno, pari al 51,8% del totale della produzione di energia elettrica da fonti pulite in Campania, seguito dalle bioenergie con 1.155,9 GWh/anno pari al 22,9%, dal solare con 939,6 GWh/anno con il 18,6% e infine dall’energia idroelettrica con 338,6 GWh/anno pari al 6,7%.

«I numeri presentati oggi e i 31mila impianti da fonti rinnovabili già presenti offrono un quadro della Campania tutto sommato positivo, ma che necessita di un cambio di rotta e di politiche energetiche regionali all’altezza dell’emergenza climatica – commenta Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania –. Riteniamo proprio per questo troppo poco ambizioso il “Piano Energetico Ambientale Regionale”, anche se sappiamo si tratta di un preliminare in attesa di valutazione ambientale. Auspichiamo invece un piano in grado di far raggiungere alla Regione obiettivi ambiziosi al 2030 e decarbonizzazione al 2040. Ad oggi, poco o per nulla dettagliati sono gli obiettivi e le azioni sul taglio delle emissioni dei settori non Ets (Emission Trading System) come l’agricoltura, i trasporti, l’edilizia e i rifiuti, settori strategici per una regione come quella campana. Nella nostra regione – concludeMariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania – abbiamo bisogno di un Piano che faccia dell’adattamento e della mitigazione ai cambiamenti climatici una strategia di sviluppo economico e sociale per i territori, in grado di valorizzare le risorse e le bellezze regionali. È il tempo delle scelte, e per questo serve un confronto nei diversi settori produttivi per individuare le politiche più efficaci per muovere gli investimenti in efficienza energetica e sviluppo delle fonti rinnovabili».

Sono 102 nella nostra regione i Comuni 100% Rinnovabili elettrici quelli in cui il mix della produzione delle fonti rinnovabili installate riesce a superare i fabbisogni elettrici dei cittadini residenti. Tra i primi dieci comuni da menzionare il Comune di Piana di Monte Verna, in provincia di Caserta (2.390 abitanti), in grado di produrre più energia elettrica di quella consumata dalle famiglie residenti, grazie ad un mix di 4 tecnologie composto da solare fotovoltaico per 9,2 MW, biogas per 646 kW e bioliquidi per 540 kW. Altro risultato importante è quello ottenuto dal più grande Comune tra i primi 10, Caivano, oltre 37mila abitanti, che ottiene lo stesso risultato in termini di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili con lo stesso mix del Piccolo Comune appena citato.

Nel dettaglio sono 548 i Comuni campani che possiedono almeno un impianto solare fotovoltaico sul proprio territorio, per una potenza complessiva di 803,1 MW facendo registrare un incremento del 2,5% rispetto al 2017. Il Comune che presenta la maggiore potenza installata, rispetto al numero di abitanti, è Serre, in provincia di Salerno, con 9,97 kW/ab e una potenza complessiva di 39.821,3 kW, seguito dal Comune di Sant’Andrea di Conza con 3,88 kW/ab e dal Comune di Piana del Monte Verna con 3,87 kW/abitanti di pannelli solari fotovoltaici.

Sono 470 i Comuni del Solare Termico in Campania, ovvero quei territori che possiedono almeno un pannello solare di qualsiasi dimensione, per un’estensione complessiva di 28.786 mq. Si tratta di 334 Piccoli o Piccolissimi Comuni e 227 Comuni con più di 5.000 abitanti. Sono 42 i Comuni dell’idroelettrico della Regione Campania, ovvero quelli che possiedono sul proprio territorio almeno un impianto, tra grande e mini, per una potenza complessiva di 395,4 MW, in grado di produrre 338,6 GWh/anno, nel 2017, di energia elettrica pari al fabbisogno di circa 141mila famiglie, facendo registrare nell’ultimo anno, un aumento del 15,2% della potenza installata. 

Nel territorio campano sono 75 i Comuni che presentano impianti eolici, di ogni dimensione, sul proprio territorio, per una potenza complessiva di 1.459 MW. In particolare sono 52 i Comuni che presentano impianti di grande eolico, ovvero con torri di potenza installata superiore a 200 kW. Sono i 16 i Comuni della Geotermia nella Regione Campania, ovvero quelli che presentano sul proprio territorio almeno un impianto geotermico, in questo caso a bassa entalpia o pompe di calore per soddisfare tutti o parte dei fabbisogni termici di case, scuole, centri commerciali, ecc. La potenza geotermica complessiva è pari a 60,9 kW elettrici e 214,4 kW termici. Sono 56 i Comuni campani che possiedono sul proprio territorio almeno un impianto a bioenergie, tra biomasse solide, gassose e liquide, per una potenza complessiva di 186 MWe e 5,7 termici. 

Il dossier completo è disponibile su www.legambiente.campania.it e su www.comunirinnovabili.it

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Legambiente: 647 rifiuti ogni 100 metri spiaggia. Centola e Sapri maglia nera Cilento

di Luigi Martino

Per ogni passo fatto sulle spiagge della Campania si incontrano più di tre rifiuti, sei per ogni metro. E’ quanto emerge dall’indagine Beach Litter 2019 presentata da Legambiente che ha monitorato 29 spiagge della Campania nelle province di Caserta, Napoli e Salerno, dove è stato rinvenuto un totale di circa 170 mila metri quadrati dove sono stati trovati una media di 647 rifiuti ogni 100 metri lineari di spiaggia per un totale complessivo di 18744 i rifiuti. La plastica è il materiale più trovato, pari al 83% del totale dei rifiuti rinvenuti (maggiore rispetto alla media nazionale dell’81%), seguita da vetro e ceramica (4%), legno trattato (4%) e carta e cartone (3%). Ai primi posti della top ten dei rifiuti più trovati mozziconi di sigarette (ben 126 ogni 100 metri) e pezzi di plastica e polistirolo, ma anche tappi e coperchi di bevande e cotton fioc (il 7,8% di tutti i rifiuti monitorati). E anche l’usa e getta in plastica, nonostante le frequenti campagne di sensibilizzazione, continua a invadere i nostri litorali: Legambiente ha recuperato 30 stoviglie e 43 bottiglie ogni 100 metri di spiaggia monitorata.

La plastica è presente lungo i litorali di Bacoli e Castellammare di Stabia in provincia di Napoli, Centola e Sapri a Salerno e Castel Volturno nel casertano. Oltre mille rifiuti sono stati trovati sulle spiagge di Mondragone e Castel Voltuno (Caserta), Bacoli, Castellammare di Stabia, Torre Annunziata e Torre del Greco (Napoli) e a Salerno. La cattiva gestione dei rifiuti urbani è la causa principale della presenza dei rifiuti (85%), insieme alla «carenza dei sistemi depurativi», responsabile del 9% degli oggetti ritrovati (la media nazionale si attesta sul 8%). Le attività da pesca e acquacoltura sono i settori responsabili del 6% degli oggetti monitorati, (la media nazionale si attesta al 7%): reti, lenze, scatoline delle esche e non solo pesca professionale ma anche amatoriale.

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Inaugurata in Cilento la casa delle tartarughe marine

di Luigi Martino

Oggi è la giornata mondiale delle tartarughe. Una speciale giornata che l’American Tortoise Rescue ha inaugurato nel 2000 per promuovere la conservazione di tutte le specie di tartarughe in tutto il mondo e contribuire a difenderle dai pericoli che minacciano la loro sopravvivenza. Quale miglior modo, allora, di celebrare questa giornata, se non inaugurando il Marine Turtle Center, una nuova struttura TartaLife a Pioppi di Pollica, nel cuore del Cilento, dove svolgere attività d’informazione e sensibilizzazione nei confronti di pescatori, operatori del turismo, turisti e popolazione locale, accogliere animali in difficoltà da trasferire in modo adeguato nei centri di recupero, organizzare attività di monitoraggio delle spiagge e il controllo delle possibili nidificazioni.

Grazie al progetto europeo TartaLife per la riduzione della mortalità delle tartarughe marine durante le attività di pesca professionale, all’interno del Museo Vivo del Mare situato nel Parco del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, è stato allestito un apposito spazio con vasche di stabulazione dove ricoverare temporaneamente esemplari di tartaruga catturati accidentalmente o rinvenuti in difficoltà in mare, in attesa del trasferimento, nel minor tempo possibile e con le dovute attenzioni, nei Centri specializzati per le cure in vista della loro successiva liberazione.

All’inaugurazione del Marine Turtle Center hanno partecipato molti ospiti tra i quali:

  • Stefano Di Marco (responsabile Progetti Speciali di Legambiente)
  • Valerio Calabrese (responsabile Museo Vivo del Mare)
  • Stefano Pisani (Sindaco di Pollica)
  • Tommaso Pellegrino (Presidente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni)
  • Antonio Briscione (Presidente Parco Regionale Riserva Foce Sele Tanagro)
  • Raffaele Esposito (Presidente Regionale FIBA)
  • Vittorio Rambaldo (Pescatore)
  • Orlando Paciello (Presidente Ordine Medici Veterinari di Salerno)
  • Michele Buonomo (Segreteria Legambiente Campania)
  • Antonio Nicoletti (Responsabile Aree protette e biodiversità di Legambiente)

«Siamo molto contenti di inaugurare oggi questa struttura che potrà svolgere le sue attività anche grazie alle donazioni ottenute con la campagna di adozione simbolica delle tartarughe marine Tartalove, su un tratto di costa abitualmente frequentato dalle tartarughe Caretta caretta – ha dichiarato il responsabile Aree protette di Legambiente Antonio Nicoletti -. Analogamente a quanto sta avvenendo in altre località, la struttura può essere anche promotrice della campagna di sensibilizzazione nei confronti dei gestori di stabilimenti balneari per individuare i ‘lidi amici delle tartarughe’. Una iniziativa che ha avuto molto successo in Toscana con numerosi lidi che hanno deciso di adottare le nostre linee guida per spiagge a misura di nido, e che oggi lanciamo qui con la speciale e preziosa adesione della Federazione Italiana Imprese Balneari (FIBA) che ha scelto di firmare un protocollo d’intesa ad hoc per diffondere tra i suoi associati questa campagna».

La cerimonia che si è tenuta stamane a Pioppi (Foto A. Vuolo)

«Abbiamo condiviso questo progetto con grande convinzione consci dell’importanza del tema della ecosostenibilità; gli operatori balneari della FIBA sono molto attenti ai temi della sostenibilità balneare italiana; preservare il mare, le spiagge e le zone limitrofe è fondamentale – ha dichiarato Maurizio Rustignoli, Presidente FIBA Confesercenti -. Con convinzione portiamo avanti una collaborazione che abbiamo da tempo con Legambiente; abbiamo da subito sposato questo nuovo progetto in quanto riteniamo essere una scelta di civiltà. Un plauso speciale, per l’attenzione dimostrata su questo progetto, voglio farlo al collega Raffaele Esposito, Presidente della Fiba Campania nonché coordinatore di una commissione della FIBA specializzata sulle tematiche ambientali».

«È un passo importante per la nostra azione di sensibilizzazione e informazioni ai cittadini e agli operatori circa un approccio nuovo e responsabile nei confronti del mare – ha aggiunto il responsabile del Museo Vivo del Mare Valerio Calabrese -. Il nostro museo ospita circa 15.000 visitatori all’anno, di cui per la metà scolaresche. Le tartarughe marine sono uno straordinario veicolo di narrazione per coinvolgere i cittadini sulla salvaguardia degli ecosistemi marini»

Nel complesso, sono oltre130 mila le tartarughe marine della specie Caretta caretta che ogni anno, nel Mediterraneo, rimangono vittima dicatture accidentali da parte dei pescatori professionisti. Circa 70 mila abboccano agli ami utilizzati per la pesca al pescespada, oltre 40 mila restano intrappolate nelle reti a strascico e circa 23 mila nelle reti da posta, per un totale di 133.000 catture accidentali con oltre 40 mila casi di decesso. Considerando nel calcolo anche tutti i pescherecci comunitari e le migliaia di piccole imbarcazioni che dai Paesi africani si affacciano sul Mediterraneo, si arriva più verosimilmente a una stima di 200 mila catture e proporzionalmente a circa 70 mila decessi.

Ma non è solo la pesca a minacciare questa specie. I rifiuti in plastica infatti sono i materiali più frequentemente rinvenuti nell’organismo delle tartarughe ricoverate nei nostri centri. La plastica erosa dall’acqua e dagli agenti atmosferici si frammenta ma non sparisce mai completamente. Le tartarughe, come i pesci e gli uccelli marini, rimangono intrappolate nelle fibre più resistenti oppure ingeriscono i frammenti con conseguenze terribili, dal blocco dell’apparato gastrointestinale all’impossibilità di immergersi o di nutrirsi normalmente.

Le tartarughe marine hanno bisogno di noi. Per questo è importante aprire e sostenere i centri di recupero diffusi sulle coste italiane e sensibilizzare tutti coloro che amano ed hanno a che fare con il mare, a partire dagli operatori balneari. Il protocollo firmato oggi a Pollica dalla FIBA ci consentirà, infatti, di ampliare significativamente il numero degli arenili ‘amici delle tartarughe’ che verranno insigniti, dopo l’adozione delle linee guida per la gestione sostenibile delle spiagge per la nidificazione, della bandiera azzurra di Tartalove.

L’adesione al protocollo impegna, infatti, gli imprenditori a promuovere iniziative di formazione per gli addetti alla pulizia degli arenili per il riconoscimento delle tracce di tartaruga marina e le regole da adottare in caso di presenza di nidi o di piccoli; a diffondere le informazioni corrette ai turisti sui comportamenti più idonei da adottare per non danneggiare nidi e non spaventare o confondere con luci o rumori eccessivi gli esemplari in cerca di un luogo appartato; a distribuire materiale informativo sulle tartarughe marine oltre che a predisporre progetti locali, nazionali e comunitari per la tutela delle tartarughe marine.

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Cilento, task force volontari e studenti per ripulire le Ripe Rosse

di Redazione

Il Comune di Montecorice aderisce a “Spiagge e fondali puliti” (campagna di prevenzione e lotta al marine litter) di Legambiente. Martedì prossimo, 21 maggio, alle 10 grazie ad un’azione congiunta tra l’ente Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, i Comuni di Montecorice, Castellabate e Pollica e Legambiente Campania si è deciso di dedicare una giornata alla pulizia delle Ripe Rosse. La società, Cardine, metterà a disposizione il proprio personale (speleologi/rocciatori) per la pulizia del costone, sotto la piazzola di sosta, invaso e devastato dai rifiuti. Parteciperanno gli alunni di Montecorice e Pollica dell’istituto comprensivo statale ‘G. Patroni’. Saranno presenti anche le ditte Sra e ‘Ambiente Sud’ preposte, rispettivamente, alla raccolta dei rifiuti ed allo spazzamento nel Comune di Montecorice. L’invito è esteso a quanti tengono a cuore l’ambiente e vogliono contribuire col proprio impegno volontario alla buona riuscita di questa giornata dedicata alla pulizia delle Ripe Rosse.

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Camerota, l’esercito dei ragazzi per proteggere le dune della Cala del Cefalo

di Luigi Martino

Un marinaio della capitaneria di porto aiuta uno studente a raccogliere i rifiuti sulla spiaggia di Cala del Cefalo. Siamo in località Mingardo, a Marina di Camerota. Di fronte a noi c’è la storica grotta del Ciclope; dall’altro lato, invece, Capo Palinuro osserva tutti senza aprire bocca. ‘Se non partecipo produco un rifiuto’. Ho sempre pensato che gli hashtag servissero a poco e invece eccomi smentito. Sull’invito che Raffaele Esposito ha inviato alla stampa, quel cancelletto mi ha spinto ad essere presente. Sì, per lavoro, è vero, ma anche per altro. «Siamo anni che lottiamo e cerchiamo di far capire a tutti quanto sia importante applicare le buone norme per la salvaguardia delle spiagge del Cilento e non solo» sottolinea il presidente Cab Esposito mentre distribuisce pettorine gialle, cappelli, guanti e sacchi. Wwf e Legambiente hanno promosso questa giornata e hanno vestito una parte dei trecento studenti giunti da Roma per conoscere meglio questo lembo di sud.

Hanno passato qualche giorno in compagnia di Gennaro Attanasio e della sua ciurma. Lui è presidente di Cilento a Vela, mentre gli studenti frequentano le superiori nella Capitale. Hanno appreso le tecniche marinaresche e i trucchi per comporre nodi d’ogni genere. E oggi sono qui, non in acqua questa volta, ma a pochi passi, per difendere le dune (zona Sic, sito interesse comunitario) e per dare un segnale forte alle istituzioni, ai turisti e ai cittadini. E’ presente anche la capitaneria di Marina di Camerota insieme a quella di Palinuro, con il comandante Giovanni Paolo Arcangeli e il comandante Sandro Desiderio. Insieme a loro i carabinieri del maresciallo Francesco Carelli e un po’ di giornalisti.

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In mezza mattinata gli alunni e i volontari hanno raccolto decine di sacchi dell’immondizia. E mentre li sistemavano per trasportarli altrove, dove meritano, è spuntato il presidente del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Tommaso Pellegrino si è complimentano con tutti e ha sottolineato alcune cose molto importanti: «Spero che queste immagini arrivino a tutti quei delinquenti che si permettono di abbandonare i rifiuti in una delle zone più belle del nostro territorio. Complimenti a chi ha organizzato questa giornata ma soprattutto a voi ragazzi, protagonisti di questo gesto estremamente forte». Presente anche Vincenza Chiera, esperto ambientalista.

L’evento è stato promosso dalla Cab. Dopo la giornata di educazione ambientale e la pulizia della duna Sic della Cala del Cefalo, alunni, istituzioni e volontari si sono spostati presso lo stabilimento balneare Playa el Flamingo per una campagna di sensibilizzazione plastic free e la chiusura dei lavori con successivo rinfresco. Brindisi dedicato al Cilento e via. Appuntamento al prossimo gesto d’amore.

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Beach Litter, 5 spiagge del Cilento monitorate da Legambiente

di Luigi Martino

Anche quest’anno il circolo Legambiente Ancel Keys Torchiara – Alto Cilento sarà impegnato nell’iniziativa “Beach Litter” che prevede il monitoraggio dei rifiuti spiaggiati. L’indagine è condotta annualmente da Legambiente. Il circolo di Torchiara, quest’anno, monitorerà 5 spiagge della costa del Cilento: la spiaggia di Grotta della Cala a Camerota, la famosa spiaggia delle Saline a Palinuro, la spiaggia Piano di Velia di Marina di Ascea, la spiaggia del Lungomare di Agnone e la spiaggia del lungomare di Ogliastro Marina. Nel 2018 i materiali più trovati sulle spiagge della Campania sono stati plastica, carta e mozziconi di sigarette. «Rinnoviamo ogni anno il nostro impegno per questa importante iniziativa – afferma Adriano Maria Guida, presidente del Circolo – le spiagge sono il nostro patrimonio più importante e i rifiuti danneggiano l’ambiente più di quanto possiamo immaginare. I dati ci rivelano che l’utilizzo quotidiano di plastica e carta non va di pari passo con un adeguato smaltimento. Grazie a queste iniziative possiamo ricordare che il pianeta deve essere tutelato dai suoi abitanti perché la natura è il bene più importante che abbiamo».

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Legambiente assegna oscar ecoturismo: c’è agriturismo del Cilento

di Luigi Martino

Oscar dell’ecoturismo 2019 a sei aree protette, in collaborazione con Federparchi, (tra parchi naturali nazionali, regionali e aree marine protette), cinque realtà impegnate nel turismo responsabile e inclusivo e 15 strutture turistiche ricettive affiliate all’etichetta Legambiente Turismo. Il premio è stato assegnato oggi da Legambiente durante l’incontro ‘I Parchi alla sfida dei nuovi turismi’ che si è tenuto a Milano a ‘Fa’ la cosa giusta’, fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili.

«In questi anni abbiamo assistito ad una evoluzione del turismo che è passato da un turismo di massa ad un turismo di qualità, attento all’ambiente e alla sostenibilità – afferma Sebastiano Venneri, responsabile Turismo di Legambiente – Sempre più persone scelgono luoghi e mete ecofriendly e un turismo green, dove sono state messe in campo buone pratiche sostenibili, dov’è c’è attenzione alla filiera agroalimentare di eccellenza, ai servizi turistici in chiave ecologica. Gli Oscar dell’ecoturismo rappresentano le eccellenze su questi temi nel panorama nazionale. Esperienze che hanno scelto la sostenibilità e il rapporto con il territorio come ingredienti essenziali per confezionare la proposta per i propri clienti e allo stesso tempo rilanciare l’economia locale”. Al Parco Nazionale della Valgrandea Verbania (Piemonte) è andato l’Oscar dell’Ecoturismo per la gestione dell’area wilderness più grande d’Europa. Il Parco Naturale Regionale Paneveggio Pale di San Martino in Trentino è stato premiato per il progetto Parco accessibile, che prevede la fruibilità di alcuni sentieri ai disabili.

C’è poi l’Area Marina Protetta Tavolara Punta Coda Cavallo in Sardegna (Olbia, San Teodoro e Loiri Porto San Paolo) dove si segnala il progetto educativo SalvaMare per la promozione di un modello sostenibile di fruizione degli ambienti di sabbia e di mare. Sempre in Sardegna, premiato il Parco naturale regionale di Tepilora per l’attenzione dimostrata al turismo escursionistico all’insegna della sostenibilità.

Il Parco nazionale del Pollino (Basilicata e Calabria) ha invece promosso un turismo scolastico e sociale, coinvolgendo le fasce più deboli della popolazione. Un’attività che ha incrementato tra l’altro il turismo fuori stagione favorendo così l’intera economia locale. Infine, l’Oscar è stato assegnato alla Riserva Naturale Orientata Isola di Lampedusa per la gestione sostenibile della Spiaggia dei Conigli. Legambiente ha assegnato quest’anno anche cinque premi speciali. I premi per la promozione di un turismo sostenibile vanno ad Astoi – Confindustria Viaggi, l’associazione dei Tour Operator aderenti a Confindustria, per l’informazione ambientale e, in particolare, per l’impegno attivo contro la diffusione delle specie aliene messo in atto informando e sensibilizzando al riguardo gli operatori del settore e i viaggiatori, nonché siglando un protocollo di intesa con il progetto europeo Life Asap (Alien Species Awareness Program).

L’altro Oscar premia l’esperienza di CamminaSila in Calabria, nata nel 2012 da un progetto del circolo Legambiente Sila, per dimostrare che si può fare turismo invernale anche senza l’utilizzo di infrastrutture di grande impatto, inserendo nei pacchetti turistici anche visite guidate ai beni culturali, ai musei del territorio, alle aree faunistiche ed alle riserve naturali presenti in Sila. Due i premi speciali per inclusione e accessibilità assegnati con la collaborazione della Fondazione Cesare Serono: al Comune di Montesilvano in Abruzzo per il progetto Spiagge Accessibili a al Centro Ferie Salvatore di San Felice Circeo (Lazio).

Infine, la prima edizione del premio speciale Mobilit Dolce promosso da Legambiente e dall’Alleanza per la Mobilità Dolce assegnato all’Associazione Le Rotaie in Molise per aver salvato la ferrovia Sulmona-Carpinone facendo diventare realtà il sogno della Transiberiana d’Italia. A otto Regioni diverse vanno i premi alle 15 strutture turistiche italiane selezionate tra le centinaia affiliate all’etichetta Legambiente Turismo e che rispettano una serie di misure che vanno dall’attenzione alla bioedilizia alla gestione dei rifiuti, dall’impegno sociale fino alla qualità del cibo, dalle attività didattiche all’accessibilità.

Per la categoria Ottima gestione ambientale, il riconoscimento è stato conferito all’Hotel Daniel di Bellaria (Emilia-Romagna); alla Contea dei Ciliegia Pedaso (Marche); al B&B Fonte di Zenoa Marciana (Isola d’Elba); al Bagno Arizona di Viareggio (Toscana) e all’Agriturismo La Petrosa a Ceraso in Cilento (Campania). Per la categoria Amici del Clima, l’Oscar è stato assegnato al Politian Apartments di Montepulciano (Toscana). Nella categoria Riuso e riciclo dei materiali, i riconoscimenti sono andanti all’Osteria Arcadia di Porto Tolle (Veneto); al Lido Idelmery di Taggia (Liguria); al B&B Al Bastione Normanno a Palermo (Sicilia). Nella categoria Offerta Alimentare e Gastronomia Tipica sono invece stati premiati: la Fattoria L’Alpenice in Emilia-Romagna; il Bagno Teresa di Viareggio (Toscana) e il Domus De Janas di Barisardo (Sardegna). Nella categoria Comunicazione e Promozione del Territorio l’Oscar è stato assegnato a AreVod, operante nell’area Vesuviana in Campania. Infine, nella categoria Mobilità Sostenibile due premi sono assegnati a Bellaria (Emilia-Romagna) all’Hotel San Salvador e al Blu Suite Hotel.

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Abusivismo, 70 mila richieste sanatoria in provincia di Salerno

di Luigi Martino

Abusivismo edilizio lungo la costa

In Campania c’è una nuova città/metropoli tutta da rimettere in regola. Al focus di Legambiente sulle domande di sanatoria hanno risposto 132 comuni dove a seguito dei tre condoni Legambiente ha censito ben 362.646 richieste di sanatoria: sostanzialmente una nuova città/metropoli tutta da rimettere in regola. Il record alla provincia di Napoli dove sono ben 259.170 le richieste di sanatoria, seguita dalla provincia di Salerno con 71.096 richieste. La Campania si conferma la regione più esposta al fenomeno, con una quota di 50,6 immobili fuorilegge ogni cento.

Negli ultimi tre anni, in Campania il lavoro delle forze dell’ordine sul ciclo illegale del cemento ha portato alla luce 2.352 infrazioni e alla denuncia di 2.567 persone. E abusivismo edilizio in Campania fa rima con Gomorra. Sono ben 65 clan di camorra censiti da Legambiente in questi anni che gestiscono le fila e hanno fatto e fanno affari con l’oro bianco.

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