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Cilento, grosso incendio sulla strada: tutta la notte per spegnere le fiamme

di Redazione

Vasto incendio nella notte nel territorio comunale di Camerota: poco dopo le 22,30 è scattato l’allarme per le fiamme che hanno iniziato a divorare l’area intorno alla strada provinciale Ciglioto che dalla Mingardina conduce alla frazione di Licusati. Si tratta di un rogo piuttosto importante. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco del distaccamento di Policastro Bussentino, che sono riusciti a domare le fiamme prima che si propagassero ulteriormente. Le operazioni di spegnimento si sono protratte per tutta la notte. Le foto

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Camerota, danneggiate le giostre per i portatori di handicap

di Redazione

Atti vandalici a Licusati, frazione di Camerota. Il parco giochi è stato preso di mira da alcuni ragazzi che – come riferiscono testimoni oculari – di notte avrebbero smantellato le giostre del parco giochi. Il dondolo per i portatori di handicap e le altalene, erano state acquistate l’anno scorso dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Mario Salvatore Scarpitta. Questa mattina, sul posto, è intervenuto l’assessore Giovanni Saturno che ha ordinato di inibire al pubblico l’utilizzo dei giochi perchè «danneggiati e pericolosi». «Questo è un atto vergognoso – ha sottolineato il primo cittadino – poi ci lamentiamo che le cose non funzionano e gli sforzi degli amministratori vengono vanificati dai vandali. Purtroppo le risorse sono risicate e adesso bisognerà attendere affinché si creino i presupposti necessari per poter riparare le giostre o addirittura acquistarne delle nuove». «Ogni giorno combattiamo a Licusati come nelle altre frazioni per sistemare i problemi, dal più piccolo al più grande – aggiunge l’assessore Saturno – per tenere il paese in ordine e per far sì che tutto funzioni al meglio, abbiamo bisogno dell’aiuto dei cittadini e non di questi gesti che non portano a nulla se non a privare dei servizi alla comunità».

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Città della pizza, i migliori pizzaioli a Roma: c’è anche Pasquale De Luca

di Luigi Martino

Da oggi, venerdì 12, a domenica 14 aprile, va in scena a Roma La Città della Pizza 2019 – format ideato da Vinòforum e realizzato con la collaborazione di Ferrarelle – il più importante evento dedicato al prodotto simbolo del Bel Paese. Quest’anno prenderà parte all’evento anche Pasquale De Luca, unico cilentano. Dopo l’enorme successo delle prime due edizioni, ad ospitare la manifestazione sarà una location tutta nuova, la più grande della Capitale, con oltre 6.000 metri quadri in un unico ambiente: stiamo parlando di “Ragusa Off” di via Tuscolana 179, finita di ristrutturare da pochissimo.

Ed è qui che si alterneranno i migliori pizzaioli d’Italia, rappresentanti delle diverse scuole dal Nord al Sud dello Stivale e selezionati dal team di autori composto da Emiliano De Venuti, ideatore de La Città della Pizza e Ceo di Vinòforum, dai giornalisti Luciano Pignataro, Luciana Squadrilli, Tania Mauri e dal maestro pizzaiolo Stefano Callegari. I criteri per la selezione sono stati, come ogni anno, quelli enunciati nel “manifesto” dell’evento (www.lacittadellapizza.it/il-manifesto), ovvero passione, qualità, ricerca, cura e attenzione per tutte le fasi della produzione. In prima fila ci saranno le cosiddette “case”, le 12 pizzerie suddivise nelle categorie “Napoletana”, “All’italiana”, “A degustazione”, “Romana”, “Al taglio”, “Fritta” e “Senza Glutine”. Le case proporranno un menù composto da tre diversi tipi di pizza: margherita o marinara, un cavallo di battaglia e una special edition creata appositamente per l’evento, per un totale quindi di oltre 100 pizze differenti fatte da ben 34 maestri pizzaioli. Alle case della pizza si aggiungerà una postazione speciale dedicata ai “Fritti all’italiana”, che vedrà un interprete diverso per ogni giornata. Per ogni pizza ci sarà un abbinamento da sperimentare, a partire da quelli con la Birra Artigianale firmata Baladin e i vini biologici marchigiani dell’Azienda Vitivinicola Ciù Ciù. Ma non finisce certo qui.

Pasquale De Luca, dunque, prenderà parte all’evento. Lui, discendente da una famiglia di pizzaioli, è di Licusati, frazione di Camerota. Pasquale a 12 anni già aveva le mani impiastricciate di farina. A 14 lascia il papà per lavorare con lo zio Gerardo, in una pizzeria a Licusati. Dopo l’esperienze nel suo paese d’origine, cambia diversi locali, lasciando sempre la sua impronta di genuinità e semplicità. Nel 2013 sbarca a Palinuro, alla pizzeria ‘Da Isidoro’, dove tuttora lavora come responsabile della pizzeria. «Voglio ringraziare in modo particolare i miei datori di lavoro, Gianni e Pina – dichiara Pasquale De Luca – loro mi hanno accolto come un figlio e mi hanno permesso una crescita professionale mettendomi a disposizione le migliori materie prime per lavorare».

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Gioacchino, la sua telecronaca in Cilentano verace conquista il web

di Luigi Martino

«Ndruppeca il numero 9». Un termine è bastato per lanciare Gioacchino Cavaliere nelle grinfie inferocite degli internauti e far scatenare il web. Il buffo telecronista, gestore della web tv ‘Licusati nel mondo’, che sui social conta migliaia di iscritti e seguaci, è finito su ‘Calciatori bomber’ dopo che i suoi divertenti video hanno fatto il giro di tantissime chat Whatsapp. E ora i ragazzi del comprensorio fanno a gara a riascoltare le sue telecronache per estrapolare altre citazioni inedite. Succede così che da appassionato di comunicazione e sport, ti ritrovi per diventare un piccola star dei social. E ora Gioacchino Cavaliere lo conoscono (ancora di più) tutti: da infaticabile operaio dell’informazione, a protagonista di discussioni di gruppo e risate. Risate divertenti, che fanno bene, un po’ come la missione che Gioacchino porta avanti in modo genuino e senza pretendere nulla in cambio. Racconta le gare dei campionati minori ma partecipa anche a convegni, incontri, inaugurazioni e feste di paese.

Lo vedi che si presenta sui campi da gioco di mezzo Cilento, armato di manfrotto e telecamera. Il suo forte sono le dirette. Anzi, erano le dirette. Ora sono quei termini in dialetto ‘Cusitano (il suo paese d’origine è Licusati, frazione di Camerota) che, a volte lanciati anche per gioco, stanno facendo il giro dei social in modo spassoso e frenetico. I sui fan, adesso, ne vogliono ancora. E lui pare accettare le condizioni. «Si è corcato il giocatore numero 9». E ancora: «Battono la punizione all’intrasatta». Oppure: «Atterrato inta na conca r’acqua» o «il portiere viene imporpettato». Termini che lasciano il tempo che trovano se non fosse per la pronuncia e, chi conosce Gioacchino, può immaginare anche la sua espressione divertita mentre registra certe ‘perle’. Ndruppeca, corcato e intrasatta: noi da qui aspettiamo il prossimo termine buffo. Tu da lì, Gioacchino, continua a regalare sorrisi e immagini che ogni giorno vengono visualizzate da mezzo mondo. Che poi, a dircela tutta, l’italiano correggiuto non è che piace a tutti da queste parti.

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Nel sottotetto una serra per coltivare la marijuana: un arresto a Licusati

di Marianna Vallone

In manette G.L. 35enne di Licusati, con diversi precedenti per spaccio di stupefacenti, che dovrà rispondere di produzione e detenzione finalizzata allo spaccio di stupefacenti. Un altro arresto per i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Sapri che durante un servizio anti droga nelle zone di Camerota, effettuato nella giornata di ieri, hanno trovato il ragazzo in possesso di una dose di marijuana pronta per essere spacciata. Nella sua abitazione a Licusati, i militari hanno trovato una serra artigianale realizzata nel sottotetto, nella quale venivano coltivate venti piante di cannabis indica: nella struttura era stato creato l’ambiente con tutte le condizioni climatiche e di luce, necessarie alla crescita degli esemplari collocati in appositi vasi, dell’altezza tra i 4 e i 10 cm. I carabinieri hanno anche rinvenuto e sottoposto a sequestro anche 170gr circa di marijuana già essiccata e pronta per lo spaccio e la somma di circa 300,00 euro provento dell’attività illecita. Il soggetto è stato arrestato e, d’accordo con l’Autorità Giudiziaria di Vallo della Lucania, è stato sottoposto agli arresti domiciliari in attesa di giudizio. La sostanza rinvenuta e la serra è stata interamente sequestrata per essere analizzata.  

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A Paglia il premio internazionale Nassiriya per la pace 2018

di Luigi Martino

Premio Nassiriya (foto G. Cavaliere)

Quest’anno, in occasione della quinta edizione, a ricevere il riconoscimento Nassiriya per la Pace 2018 – conferito dal consiglio direttivo dell’associazione Elaia – è il tenente colonnello Gianfranco Paglia, medaglia d’oro al Valor Militare. La cerimonia è avvenuta presso il Santuario dell’Annunziata di Licusati, nel Comune di Camerota. Il riconoscimento vuole essere un attestato di stima per l’impegno profuso in questi anni a favore della legalità e della pace.

«Ricevere un simile premio in una data che non può e non deve essere dimenticata – dichiara il tenente colonnello Gianfranco Paglia, consigliere del ministro della Difesa – assume un’importanza che va aldilà della stessa motivazione. Sono trascorsi 15 anni da quel tragico 12 novembre del 2003, quando l’esplosione di un camion-bomba, le cui immagini hanno fatto il giro del mondo e ancora impresse nella nostra memoria, nella base ”Maestrale”, in Iraq, costò la vita a ventotto persone tra civili e militari impegnati nella missione di pace ”Antica Babilonia”. Tra questi c’erano 19 italiani, di cui dodici carabinieri, cinque militari dell’esercito e due civili».

«Dedico questo riconoscimento – aggiunge Paglia – a tutti i Caduti nelle missioni di pace e rivolgo un pensiero agli uomini e donne che indossano l’Uniforme e che in questo momento si stanno adoperando per la salvaguardia della difesa e sicurezza del nostro territorio, lontani dai propri affetti. La giornata nazionale della memoria per i caduti civili e militari delle missioni internazionali di pace è una giornata che dovrebbe interessare tutti i Comuni d’Italia, affinché, anche con semplici cerimonie, si possa mantenere vivo il ricordo di coloro che si sono adoperati fino all’estremo sacrificio. La sensibilità delle Amministrazioni locali e delle Istituzioni devono essere esempio per le future generazioni, onorare e soprattutto ricordare i Caduti è un atto di civiltà, di recupero della propria storia e della propria identità».

Altri momenti del Premio si sono svolti a Roma, a Lentiscosa (frazione di Camerota) e nello specchio d’acqua antistante Marina di Camerota con la visita alla nave Gregoretti della capitaneria di porto. Sfoglia la gallery:
©Foto Gioacchino Cavaliere per Licusati nel mondo live

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Palazzo Crocco, un gioiello incastonato tra il Bulgheria e il mar Tirreno

di Luigi Martino

Le sorelle Crocco, Elena e Pina

Per raggiungere largo Crocco, a Licusati, dove sorge l’omonimo palazzo, non occorrono guide virtuali o pezzi di carta con disegni specifici. E’ sufficiente far scorrere il vetro della propria auto e rivolgersi ad uno di quei pastori che incontri lungo la strada. Lì, dove gli ulivi accarezzano le pecore e il sole dona vita alla macchia Mediterranea, lo stradone inerpicato e tra i più panoramici del Cilento, collega il paese dell’Annunziata alla valle del Mingardo. Strada provinciale 66, meglio nota come Ciglioto, lo scopro dopo aver visionato il navigatore. E’ la prova del nove.

Mi fermo dinanzi alle Poste. Poggiate sul tavolino del bar, quattro birre e un mazzo di carte. Le cicche spente non si contano più. Un vecchietto mi indica la prima traversa a sinistra. Abbandono l’auto e afferro l’attrezzatura. C’è una nuova storia da raccontare. Mentre percorro una stradina lastricata molto stretta, il vento muove il bucato e i colombi si parlano cambiandosi di posto. Nel cuore del Cilento incontri baluardi architettonici ricchi di storia, cultura, arte e magia. E sono lì, a dimostrazione che lungo questo lembo di Sud, non esiste solo il mare. Anzi.

Palazzo Crocco ha dopo poco compiuto 500 anni. Quando varchi il maestoso portone in legno con arredi in ferro battuto, t’immergi in una esperienza che, solo in quel momento, capisci debba essere vissuta senza altri intoppi. Allora spegni lo smartphone e lo riponi nella tasca destra del tuo jeans. Poco dopo stringi la mano ad Elena e Pina Crocco, le proprietarie di questa gemma incastonata tra il monte Bulgheria e il mar Tirreno meridionale. Due donne che hanno mille storie da raccontare. Due esempi di come, con la gentilezza e il senso del bello, si può conservare un tesoro simile e metterlo a disposizione dei turisti e della collettività.

Elena mi bacia su entrambe le guance, mentre Pina non fa nemmeno a tempo ad incontrarmi che già scappa in cucina per preparare un caffè fatto col cuore, prima che con le mani. Secoli di storia mi fissano. C’è una leggenda in ogni angolo. Le stanze sono troppe. Faccio fatica a contarle. Il percorso che collega il terrazzo al soggiorno e poi conduce fin sopra la soffitta, è un piacevole labirinto. Sembra di essere in un museo.

L’abitato di Licusati abbraccia il palazzo che si mimetizza con il contesto urbano. Qui ancora si lavora la terra con gli attrezzi dei nonni. Qui ancora si fa l’olio nei frantoi secolari. Il silenzio è un piacevole contorno. L’odore degli ulivi inebria l’animo. Le tegole, molto vecchie, disegnano un saliscendi e scelgono le nuvole come cornice. Sembra poco. Le sorelle Crocco, custodi di questo patrimonio, hanno trascorso gran parte della loro vita nella città di Partenope. Sono tornate a Licusati, alla fine degli anni Novanta, per realizzare il sogno del padre. Quell’uomo intelligente e lungimirante che a 20 anni, dopo la guerra, dovette vendere un fondo per farsi amputare una gamba in una clinica famosa di Napoli. Portava la protesi con disinvoltura e, le figlie, ancora non si spiegano come sia stato in grado di portare tutte queste opere d’arte, alcune anche abbastanza ingombranti, fin dentro quelle stradine di Licusati. Erano gli anni in cui l’Uruguay ospitava la prima edizione della coppa del mondo di calcio, della scoperta di Plutone e dell’elezione di Hitler a Cancelliere tedesco. Delle auto, qui, quasi cent’anni fa, nemmeno l’ombra. «E’ uno dei rimpianti della mia vita – afferma donna Elena mentre fissa un’enorme libreria in legno traboccante di testi d’ogni tipo – non ho mai chiesto a mio padre come, in quell’epoca, fosse riuscito a portare tutta questa roba da Napoli a qui».

E ora quella «roba» vale molto. Tanto da attirare la curiosità di giornalisti da mezza Italia. E quel palazzo è un incanto in mezzo a tanta indifferenza. «Gli enti dovrebbero essere presenti, Licusati è un gioiello che va valorizzato e promosso – intendono far sapere le sorelle Crocco – noi apriamo le porte a chiunque, qui arrivano turisti da mezzo mondo». Qualche anno fa il telefono di donna Elena squillò di buon’ora. Dall’altro capo la nipote: «Zia ho avuto un’idea». Nasce così il B&B all’interno del palazzo. Che più che una affittacamere, è divenuto ben presto un’esperienza. Tra le più belle da vivere ai piedi del Bulgheria.

«I visitatori che decidono di soggiornare all’interno del nostro palazzo, vogliono tutti sistemarsi in mansarda. Vanno pazzi per quello spazio». E dalla mansarda puoi scoprire i tetti di Licusati che si sfiorano senza toccarsi. All’alba la nebbia lascia passare solo il campanile della chiesa. E’ lui che con i suoi sei rintocchi, ben scanditi, segna l’inizio di un nuovo giorno. Queste mura sono testimoni di facce importanti, come lo scienziato e pioniere dell’aeronautica Gaetano Arturo Crocco, il magistrato e letterato Antonio Crocco e Augusto Crocco, giornalista e scrittore che scoprì le lettere del Principe San Severo che illustravano scoperte di chimica. Non proprio niente. A Palazzo Crocco si respira ancora un’aria di magia condita da tradizioni che si rincorrono. E se ciò è così, bello e intatto, lo si deve tutto a queste due donne qui che hanno la fortuna di stringere a se’, ogni notte, un patrimonio architettonico bagnato dalla magia e abbracciato da questi vicoli che non smettono mai di raccontare cose nuove. Palazzo Crocco merita di essere valorizzato ancora di più, merita l’attenzione delle istituzioni e della Soprintendenza, merita riconoscimenti e un vincolo ministeriale per la tutela e la conservazione. Intanto si gode l’amore dei turisti e la meticolosità di due donne dal cuore grande. Elena e Pina.

Informazioni e contatti per visitare il Palazzo: http://www.palazzocrocco.it Sfoglia la gallery:
Foto ©Luigi Martino

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