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Cilento, dalle reti spunta il pesce «elettrico»: è commestibile

di Redazione

Le creature marine sono in grado di generare elettricità per sopravvivere, sfruttando la conducibilità dell’acqua I pesci elettrofori, comunemente detti pesci elettrici, hanno sviluppato organi capaci di produrre scariche ad alta tensione. Il più conosciuto è la torpedine, un pesce cartilagineo che appartiene alla stessa famiglia di squali e razze. Le torpedini hanno forma appiattita e sono dotate di due organi elettrici situati ai lati della testa, che possono produrre scariche fino a 220 volts ed arrivare ad 1 ampere. L’organo elettrico, detto EOD (electric discharge organ), scarica dell’organo elettrico, può essere paragonato ad una vera e propria batteria in miniatura. Pesci notturni e solitari, le torpedini trascorrono le ore diurne adagiate sul fondo, parzialmente ricoperte da un sottile velo di sabbia o fango, mentre di notte scandagliano il fondale alla ricerca delle loro prede, piccoli pesci bentonici, crostacei e molluschi, che tramortiscono e divorano. L’elettricità viene utilizzata anche per difesa dai predatori e per scandagliare l’ambiente circostante. La scarica elettrica non è mortale per gli esseri umani, ma può provocare forte dolore. Le torpedini hanno destato la curiosità dell’uomo fin dai tempi antichi, i Greci le usavano per applicare scosse elettriche controllate a coloro che soffrivano di mal di testa, e vengono menzionate in uno dei Dialoghi di Platone, il Menone, in cui Meno paragona metaforicamente Platone e la sua potente dialettica ad una torpedine che stordisce le sue prede. «E a me sembri essere, se è permesso schernirti un po’, perfettamente identico, nell’aspetto e nelle altre caratteristiche, alla piatta torpedine marina; e infatti quella fa addormentare ogni volta che qualcuno si avvicini e la tocchi, e mi sembra che ora tu faccia qualcosa di simile a me». La protagonista della foto è finita nella rete di un pescatore, come spesso capita. Si tratta di una torpedine marezzata (Torpedo marmorata). E’ stata catturata nelle acque antistanti la costa di Marina di Camerota. In dialetto viene anche chiamata tremola. I pescatori la buttano così spesso che qualche ristoratore deve raccomandarsi per farsele portare in cucina. Eppure la sua carne saporita meriterebbe maggior fortuna. Con i ceci Andrea Mattei, chef stellato del ristorante La magnolia dell’hotel Byron di Forte dei Marmi, in un’intervista al Tirreno l’ha definita così: «Lontana da branzino e scampi, meno elegante per cultura e sapore, è in realtà un ingrediente molto gustoso che trova la massima espressione in umido, cotta nella sua cartilagine». Mattei la utilizza tra gli stuzzichini dell’aperitivo, sotto forma di salsa passata e adagiata su una polentina di ceci. La pietanza viene preparata preparando un soffritto di aglio, cipolla rossa, salvia e rosmarino in olio extravergine d’oliva, sul quale si adagiano i filetti di torpedine che poi verranno arricchiti dalla passata e dal concentrato di pomodoro. Mentre l’abbinamento con la tipica cecina toscana avverrà solo a fine cottura, assieme a un filo d’olio extravergine d’oliva a crudo. Al forno o in umido Il guaio della torpedine è che «ha molto scarto, in cucina va dapprima tagliata all’altezza delle ali e poi privata della pelle partendo dalla coda». Fuori dai menù stellati, la torpedine si può cucinare al forno con pangrattato e patate, in umido con pomodoro, olive e capperi oppure può essere utilizzata per preparare ottimi sughi. In bianco, in Toscana la si può trovare in abbinamento a erbe aromatiche come prezzemolo e mentuccia.

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A Marina di Camerota tutto pronto per il Meeting del Mare

di Luigi Martino

Al via venerdì prossimo, 31 maggio, a Marina di Camerota, l’edizione numero 23 del Meeting del Mare: fino al 2 giugno, l’area porto della cittadina cilentana accoglierà 15mila spettatori da tutto il Sud, trasformandosi, annunciano gli organizzatori in una nota, «in un grande palcoscenico all’aperto con oltre 50 concerti, 5 mostre fotografiche, eventi di street art, danza, incontri d’autore e performance artistiche, indagando il tema di questa edizione, ‘Io ricordo’». «Non è affatto un inno alla nostalgia di cose di ieri, ma il richiamo a una dimensione fondamentale dell’intelligenza, delle relazioni, dei sentimenti – sottolinea il direttore artistico e ideatore del festival, don Gianni Citro – I ricordi sono magazzini di idee, utili al presente, stimoli continui a non cadere in certi errori, tracce da cercare incessantemente per concepire il futuro. Senza ricordo l’umanità si imbarbarisce e rischia di perdere la sua anima e la sua vera identità. Quella umana appunto». Tre gli headliner, uno per ogni giornata del festival, con uno sguardo attento alla scena italiana contemporanea. Venerdì 31 maggio si inizia con Franco126: il suo disco d’esordio come solista, “Stanza singola” è già un susseguirsi di hit, da “Frigobar” a “Ieri l’altro” alla title track con Tommaso Paradiso. Sabato primo giugno tocca all’elettronica dei Planet Funk che festeggiano 20 anni di carriera con “All On Me”, nuovo brano che anticipa l’uscita del prossimo album d’inediti. Domenica 2 giugno è la volta di Motta: due dischi, “La fine dei vent’anni” e “Vivere o Morire”, vari singoli di successo alle spalle, la partecipazione all’ultimo festival di Sanremo col brano “Dov’è l’Italia” e vari riconoscimenti – dalla Targa Tenco al Premio Fabrizio De Andrè – fanno dell’artista toscano uno dei nomi più interessanti della scena del mondo dei cantautori. Insieme con loro, una schiera di artisti emergenti e realtà della musica underground nazionale: N!et, La Terza Classe, Malatja, Stanley Rubik, 1989, Fran e i Pensieri Molesti, La Gabbia, Barracca Republic, DiMeglio, Martino Adriani, Matteo Cappella, San DeVilla, Indubstry, Johnny DalBasso e altri. In chiusura, previsto il secret show di Francesco Di Bella e Bianco.

Nella notte tra l’1 e il 2 giugno, subito dopo la fine dei concerti, la Chiesa di Sant’Alfonso accoglierà i detenuti del carcere di Santa Maria Capua Vetere protagonisti di “EPOCHE'(sospesi)” per la regia di Marco Puglia: quando il carcere diventa luogo di creazione, di pensiero e di libertà. Un progetto a cura dei magistrati dell’ufficio di sorveglianza diSanta Maria Capua Vetere. Oltre ai concerti, previsti ogni giorno workshop e seminari con professionisti di settore, after show, dj set, incontri con gli autori e jam session presso il Meeting del Mare Camp: un mini-campus (attivo dal 30 maggio con un contest per band emergenti) in cui, dalla mattina fino a notte fonda, le band avranno la possibilità di confrontarsi e far ascoltare i loro dischi/demo agli ospiti presenti al festival. Anche quest’anno al Meeting del Mare verrà dedicato spazio all’arte nelle sue diverse forme e ai momenti di riflessione con il Cantiere visivo dove saranno allestite mostre fotografiche. Spazio anche alla street art. L’evento è organizzato dalla Fondazione Meeting del Mare Crea, con il sostegno della Regione e del Comune di Camerota.

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Inchiesta Camerota: tutti interrogati, manca solo Cammarano

di Luigi Martino

Il giudice del tribunale di Vallo della Lucania ha terminato a tarda serata gli interrogatori delle sei persone raggiunte dalla misura cautelare del divieto di dimora a Camerota nell’ambito dell’inchiesta Kamaraton che ha scosso il borgo costiero cilentano giovedì 16 maggio quando, all’alba, i carabinieri della compagnia di Sapri e quelli della stazione di Marina di Camerota, hanno arrestato sei persone e altrettante sono state raggiunte da misure cautelari più leggere. Nell’inchiesta sono finiti ex politici, funzionari e professionisti del Comune di Camerota o che a palazzo città hanno prestato comunque servizio. L’altro giorno gli interrogatori di Antonio Romano e Rosario Abbate, rispettivamente ex sindaco ed ex assessore all’epoca dei fatti contestati dalla procura. I loro nomi compaiono più volte nell’ordinanza di 354 pagine firmata dal gip Sergio Marotta. Per Romano, difeso dall’avvocato Marco Fimiani, si sono riaperte le porte di casa. L’ex primo cittadino ha lasciato infatti il carcere ed è tornato a Marina di Camerota. Abbate, invece, difeso dall’avvocato Carmine Caputo, è rimasto in cella. Insieme a loro, raggiunto anch’esso dalla misura cautelare del carcere, figura anche Fernando Cammarano. Il commercialista è a Fuorni ed è l’unico dei 12 coinvolti nell’inchiesta a non essere stato ancora ascoltato.

INTERCETTAZIONI: «I SOLDI SO STATI JETTATI PA FINESTRA»

Ieri mattina, invece, giovedì, si sono tenuti gli interrogatori di Antonio Troccoli (ex sindaco ed ex capo di gabinetto all’epoca dei fatti), Ciro Troccoli (ex consigliere prima e poi ex assessore nell’amministrazione Romano) e Michele Del Duca (vicesindaco all’epoca dei fatti contestati). Tutti e tre si sarebbero avvalsi della facoltà di non rispondere. Antonio Troccoli è passato, scortato dai carabinieri, tra i corridoi del tribunale vallese, dinanzi ai giornalisti recatisi lì per prendere parte ad una conferenza stampa indetta dalla procura e dal Parco del Cilento. Antonio e Ciro Troccoli sono difesi dall’avvocato Giuliano Scalzo di Salerno. Michele Del Duca, invece, è difeso dall’avvocato Pasquale Del Duca.

INTERCETTAZIONI: SERVONO SPONSOR PER DENTI «SCUGNATI» ASSESSORE

Nel pomeriggio, invece, sempre di giovedì, sono arrivati in tribunale Mauro Esposito e Lorenzo Calicchio (difesi dall’avvocato Vincenzo Speranza), Antonietta Coraggio (difesa dagli avvocati Celestino Sansone e Franco Maldonato), Giancarlo Saggiomo (difeso dall’avvocato Rino Napolitano), Vincenzo De Luca (difeso dall’avvocato Flavio Beati) e Vincenzo Bovi (difeso dall’avvocato Antonio Calicchio). Hanno tutti e sei il divieto di dimora a Camerota. Sui primi tre, però, c’è anche l’interdizione dai pubblici uffici. Il primo ad entrare in aula è stato Mauro Esposito, per l’ex responsabile dell’ufficio Finanziario dell’ente, uno degli interrogatori più lunghi, durato oltre due ore. Per il vice sindaco di Vallo della Lucania, Antonietta Coraggio, dopo l’interrogatorio e l’intervento degli avvocati Maldonato Sansone, il pm Vincenzo Palumbo avrebbe chiesto la revoca della misura cautelare di interdizione di un anno dai pubblici uffici. Per la Coraggio si sarebbe ridimensionato l’impianto accusatorio. Alla fine la richiesta avanzata dei legali è stata su per giù univoca: revisione della misura cautelare con revoca dell’interdizione dai pubblici uffici per i primi tre. Il gip si è riservato di decidere. Restano tutti in attesa.

LA STORIA DEL RAGIONIERE CHE AVEVA PREVISTO GLI ARRESTI

Sono 56 i capi di imputazione contestati a vario titolo agli indagati. Nel faldone dell’inchiesta rientrano tanti nomi di professionisti, altri ex politici e altri ex funzionari. Tutti hanno avuto a che fare con il Comune di Camerota almeno nel periodo che va dagli anni 2012 e 2017. Intanto a buona parte di questi indagati, non raggiunti da misure cautelari, è arrivato l’avviso a comparire dinanzi al gip. La «chiacchierata» con gli inquirenti, per loro, avrà inizio da lunedì prossimo.

IL BUCO DEI PARCHEGGI – LE FOTO DELL’OPERAZIONE

Gravi problemi si ripercuotono attualmente sulla macchina amministrativa del Comune di Camerota con l’attuale amministrazione guidata dal sindaco Mario Salvatore Scarpitta che deve correre ai ripari vista la scarsa presenza di personale all’interno degli uffici. I due più colpiti sono quello Tecnico e quello dell’Anagrafe che ha visto, due giorni fa, l’arresto del responsabile per concussione.

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Sindaco Camerota fa arrestare funzionario mentre intasca mazzetta

di Luigi Martino

E’ stato arrestato in flagranza di reato un funzionario del Comune di Camerota pronto ad intascare una ‘mazzetta’ di mille euro all’interno di un bar del centro di Marina di Camerota. L’operazione è scattata quando mancavano pochi minuti alle 18.30 di oggi, mercoledì. In azione sono entrati i carabinieri della stazione locale comandati dal maresciallo Francesco Carelli e coordinati a livello territoriale dal capitano Matteo Calcagnile della compagnia di Sapri. La «cricca» di Camerota Il fatto è avvenuto a pochi giorni dal terremoto giudiziario che ha sconvolto un’intera comunità. Giovedì mattina, infatti, Camerota è stata svegliata dalle sirene dei carabinieri che hanno arrestato sei persone e altre sei sono state raggiunte dalla misura cautelare del divieto di dimora nel comune cilentano. In carcere, tra gli altri, è finito Antonio Romano, ex sindaco di Camerota. Ai domiciliari, insieme all’ex assessore Ciro Troccoli e all’ex vicesindaco Michele Del Duca, è finito Antonio Troccoli, papà di Ciro ed ex sindaco che, all’epoca dei fatti contestati dalla procura, ricopriva il ruolo di capo di gabinetto. Tra gli indagati figurava il nome di Giuseppe Occhiati, funzionario del Comune di Camerota, responsabile dell’ufficio Anagrafe. A casa sua, nella casella della posta, nel giorno dell’operazione Kamaraton, è arrivata una busta verde che conteneva un avviso di conclusione delle indagini. E’ stato probabilmente ascoltato dagli inquirenti nelle ore successive o comunque era pronto a comparire dinanzi ai giudici o ai carabinieri. Ma se così fosse, non ha fatto in tempo. L’altro lato della medaglia Se nell’inchiesta su presunti episodi di corruzione, appalti truccati e distrazione di danaro pubblico in favore di terzi, sono ritenute dagli inquirenti figure cardini della presunta «associazione per delinquere» due ex sindaci, questa volta, l’attuale sindaco di Camerota, Mario Salvatore Scarpitta, fa arrestare un funzionario dell’ente. Un taglio netto con il passato che in questa operazione trova solo la conferma della trasparenza e della volontà di totale legalità espressa a più riprese dal primo cittadino e dimostrata dalla sua squadra di governo con i fatti. Ma per capire cosa è successo occorre fare un passo indietro. I giorni precedenti all’arresto di Occhiati Una ragazza straniera, nei giorni che precedono l’arresto avvenuto oggi, si è recata presso l’ufficio di Giuseppe Occhiati per chiedere la preparazione di alcuni documenti. Il funzionario avrebbe invitato la donna ad un incontro fuori dalla Casa Comunale nel corso del quale, lo stesso Occhiati, avrebbe chiesto un compenso in danaro in cambio dei documenti. La malcapitata ha telefonato subito il sindaco per raccontare l’accaduto. Scarpitta, senza pensarci nemmeno un secondo, ha convinto la ragazza a denunciare tutto ai carabinieri e ha concordato un incontro con le forze dell’ordine, Qui sono entrati in campo i militari che hanno ascoltato le telefonate tra dipendente comunale e la donna e, al momento della consegna della ‘mazzetta’, lo hanno arrestato in flagranza di reato per concussione. Gli sviluppi Giuseppe Occhiati è stato accompagnato dapprima in caserma a Marina di Camerota e poi presso il carcere di Vallo della Lucania. Sarà giudicato con rito direttissimo probabilmente già domani mattina, giovedì, presso il tribunale di Vallo della Lucania, proprio nel giorno degli interrogatori di garanzia di Michele Del DucaAntonio e Ciro Troccoli. I carabinieri hanno inoltre acquisito i filmati delle telecamere di video sorveglianza del bar dove è stato arrestato il funzionario.
Il momento dell’arresto di Giuseppe Occhiati, avvenuto mercoledì scorso
L’arresto di Giuseppe Occhiati, funzionario del Comune di Camerota (foto L. Martino)

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Cilento, dove le pecore si tuffano in mare per raggiungere la spiaggia

di Luigi Martino

Il fascino dell’area marina protetta costa degli Infreschi e della Masseta con il gregge di pecore di Saverio che si tuffa in mare per raggiungere la spiaggia della Cala del Marcellino. Lì, nel vallone omonimo, nascosta tra la fitta vegetazione della macchia Mediterranea, c’è la ‘Taverna del Lupo’ dove Saverio, pastore originario di San Giovanni a Piro, ospita ogni anno migliaia di turisti provenienti da ogni dove. Il vallone marca il confine tra i comuni di Camerota e San Giovanni. Qui siamo nel Cilento più selvaggio che – grazie alle splendide immagini di Alessandro Pironti – ci regala ancora emozioni incredibili. Le pecore di Saverio, piccola rivelazione che lui stesso rilasciò ai nostri microfoni qualche tempo fa, bevono l’acqua salmastra del mare e, quest’azione, dona al formaggio un sapore molto particolare. La salsedine, mista ai sapori acri della macchia Mediterranea (mirto, lentisco, ecc.), conferisce un retrogusto molto particolari ai prodotti caseari fatti da Saverio e la sua famiglia.

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Camerota, non differenziano rifiuti: sindaco invia vigili per controlli

di Redazione

A Marina di Camerota, in via Bolivar, qualcuno non conferisce i rifiuti in modo corretto. Accade così che i vicini contattano il sindaco Mario Salvatore Scarpitta e lo portano a conoscenza della situazione. Immediatamente il primo cittadino si è messo in contatto con il comando locale dei vigili urbani e ha sollecitato i controlli. Questa mattina, al momento del ritiro della differenziata da parte degli operatori ecologici della Sarim, i caschi bianchi hanno fatto visita alla famiglia. I due sono stati redarguiti verbalmente e sono stati invitati ad osservare con attenzione le norme in materia di rifiuti e il calendario della raccolta differenziata. «Nei prossimi giorni i controlli aumenteranno con l’avvicinarsi della stagione estiva – sottolinea il sindaco Scarpitta – i cittadini di Camerota devono dare il buon esempio e i nostri ospiti devono sapere che sul nostro territorio le regole vanno rispettate. In una prima fase i vigili urbani ammoniranno verbalmente i trasgressori, subito dopo si passerà alla comminazione di verbali con importi che lieviteranno in base alla gravità degli illeciti commessi».

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Incidente Camerota, sub e palloni sollevamento per recupero barca

di Luigi Martino

E’ stata recuperata questa mattina, mercoledì, l’imbarcazione del pescatore salvato dalla guardia costiera nelle acque di Marina di Camerota martedì scorso. L’uomo, infatti, 55 anni la sua età, aveva fatto perdere notizie. Partito alle ore 16.00 circa dal porto di Marina di Camerota con la sua piccola unità da pesca ‘U’ Saragone’, di circa 8 metrinon aveva fatto rientro in porto. Alle ore 21.00, la moglie del pescatore, non vedendolo tornare, ha allertato la capitaneria di porto. Intanto in mare cosa stava succedendo: Carmelo, questo il nome del pescatore, era caduto accidentalmente in mare. La sua barca, con marcia ingranata, aveva proseguito la navigazione andando a schiantarsi sugli scogli più a sud, all’altezza di punta Iscoletti, nell’area marina protetta degli Infreschi e della Masseta. Carmelo, sangue freddo e una massiccia dose di esperienza, ha nuotato per oltre 3 ore mentre il sole spariva all’orizzonte. E’ riuscito a raggiungere la costa e ha pensato per un attimo di andare a recuperare i razzi di segnalazione e i documenti dell’imbarcazione che ormai stava affondando. Per fortuna ha desistito, per paura che restasse incastrato in quella che da lì a poco sarebbe diventata una trappola.

Dopo poco sul posto sono giunti gli uomini della guardia costiera, comandati dal tenente di vascello Sandro Desiderio e dal maresciallo Gerardo Ruocco, esperto conoscitore della zona, supportati da un pescatore locale amico dello scomparso, con la sua unità da pesca ‘San Domenico’. Alle 21.30 Carmelo è stato avvistato a circa due miglia dal porto di Marina di Camerota. E’ stato soccorso e trasportato a terra. Una brutta vicenda finita bene senza nemmeno il bisogno di sottoporsi a cure mediche.

A distanza di una settimana circa è stata anche recuperata la sua imbarcazione. Lui, in prima persona, ha partecipato alle operazioni coordinate da Rito Cusati con il supporto dei suoi due figli, Fabrizio e Matteo, e di un amico, Raffaele. Sul posto anche un pescatore, amico di Carmelo, e i marinai della guardia costiera di Marina di Camerota. L’imbarcazione, ormai completamente sommersa dal mare, è stata tirata a galla grazie al lavoro dei sub e al supporto di cinque palloni di sollevamento. La barca, trasportata nel porto dopo due ore di viaggio a ritmi molto bassi, è stata issata dalla gru della Nautica Bagnato, di Domingo e Salvatore Bagnato.

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Meeting del Mare, Motta: «Sarà tour bellissimo e faremo tanto rumore»

di Luigi Martino

Parte il 25 maggio, da Milano, il nuovo tour di Motta, che torna dal vivo con un nuovo spettacolo che prende il nome da una frase contenuta in “Dov’è l’Italia”, brano presentato alla 69/a edizione del Festival di Sanremo. Con il nuovo Tour Motta suonerà quest’estate nei più importanti festival musicali della penisola e in scaletta alternerà le canzoni di “Vivere o Morire” (Sugar), Targa Tenco 2018 per la categoria “Disco in assoluto”, a quelle di “La fine dei vent’anni”, Targa Tenco 2016 per la miglior Opera Prima. «Saranno le ultime date di un tour che non si è mai fermato da almeno tre anni, come non si è mai fermata la mia voglia di cambiare idea sulle cose – racconta Motta -. Da quando sono partito è cambiato quasi tutto e un po’ come la vita una persona passa il tempo a viaggiare per tornare al punto di partenza. Per questo dopo questo tour mi fermerò per un po’. Per tornare bambino consapevole di tutto quello che è successo». «L’esperienza di questi anni mi ha aiutato a capire questo, a cercare di essere adulto, forte e fragile nello stesso tempo e a capire quando il silenzio si fa musica. Ci vediamo in giro, sarà un tour bellissimo e faremo tanto rumore. Se no che gusto c’è», ha aggiunto. Queste le prime date: 25 maggio Milano, 2 giugno Marina di Camerota per il Meeting del Mare, 6 giugno Cagliari, 28 giugno Padova, 6 luglio Perugia, 7 luglio Cremona, 12 luglio Arezzo, 17 luglio Torino, 1 agosto Livorno, 3 agosto Siracusa, 4 agosto Platania (CZ), 17 agosto Brescia, 28 agosto Senigallia.

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Meeting del Mare: i collegamenti per raggiungere Camerota

di Luigi Martino

Il Meeting del Mare, ideato e organizzato da don Gianni Citro, trasforma Marina di Camerota nella capitale dei giovani d’Italia. L’amministrazione comunale si è mossa con largo anticipo per garantire la sicurezza e il piano necessario per salvaguardare gli ospiti che invaderanno le strade del borgo costiero cilentano. La kermesse, giunta ormai alla 23esima edizione, parte il 31 maggio, con il concerto di Franco126. Poi l’1 giugno i Planet Funk e il 2 giugno Motta. I collegamenti Tutti i treni in arrivo presso la stazione di Pisciotta – Palinuro saranno collegati mediante autobus di linea Infante Viaggi dalle ore 8.30 alle ore 20.30 in data 31 maggio, dall’1 al 3 giugno 2019, il biglietto si acquista a bordo e lo emette l’autista. L’orario sarà pubblicato sul sito dell’azienda e sulla pagina Facebook ufficiale entro il 31 maggio 2019. In alternativa è possibile prenotare servizio taxi: Calicchio Viaggi 3281558809; Erranti tours 3398082267; Infante Viaggi 0974932026.

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Scandalo Camerota, Scarpitta: «Squadra esempio per Cilento». Guzzo: «Paese è altro»

di Redazione

«Mi sembra superfluo fare chiarezza su questa vicenda anche se è giusto precisarlo, in effetti l’amministrazione che mi onoro di rappresentare è al governo di questo paese dal giugno del 2017 e lavora con l’onestà e la serietà che gli è stata riconosciuta al di fuori del Comune di Camerota e su questo non abbiamo nulla da temere anzi il nostro obiettivo è quello di essere d’esempio per tutto il Cilento». Lo dichiara ai microfoni di Set Tv Mario Salvatore Scarpitta, attuale sindaco di Camerota, all’indomani della tempesta giudiziaria che ha travolto il comune cilentano giovedì mattina quando i carabinieri e la procura hanno notificato 12 misure cautelari ad altrettanti ex politici, funzionari e professionisti che facevano parte dell’amministrazione guidata dal sindaco Antonio Romano e dal capo di gabinetto Antonio Troccoli. Il primo è finito in cella mentre il secondo ai domiciliari. Quasi un’intera amministrazione accusata di utilizzare «il Comune come un bancomat».

«Per quanto riguarda quello che è successo – continua Scarpitta – è una pagina tristissima, dolorosissima e di grande amarezza. E’ uno schiaffo alla nostra collettività. Io sono un garantista e mi auguro che tutti possano dimostrare la propria innocenza emersa nei fatti ma è anche vero che queste cose si dicevano da anni a Camerota dove c’erano diverse cose che non andavano e la magistratura oggi sta facendo il suo corso come è giusto che sia. Se ci sono delle responsabilità devo uscire fuori. Se ci sono – come io auspico – è giusto che si dia la possibilità di dimostrarlo».

TROCCOLI «REGISTA» DEL SISTEMA TRADITO DALLE CIMICI

L’inchiesta non è conclusa. Questa «associazione per delinquere» sgominata dagli investigatori, potrebbe essere la punta di un iceberg rimasto a dormire per troppo tempo. «Non voglio esprimermi perchè non conoscono i fatti e perchè non sono un giudice – precisa al quotidiano ‘La Città’ Pierpaolo Guzzo, consigliere di minoranza -. Una cosa è certa: Camerota non è quella che si sta dipingendo in questi giorni, ci sono tantissimi cittadini onesti e trasparenti». Guzzo è il candidato sindaco uscito sconfitte alle ultime amministrative. Ha occupato anche le sedie della maggioranza dal 2009 al 2011, quando – all’epoca – il sindaco era Domenico Bortone. Quest’ultimo, raggiunto al telefono, ha preferito non commentare gli arresti: «La ringrazio, ma preferisco non fare alcun commento» ha precisato il medico.

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Camerota, pescatore cade in mare: salvato dalla capitaneria di porto

di Luigi Martino

Salvato ieri sera dalla guardia costiera un pescatore del posto che aveva fatto perdere notizie. Partito alle ore 16 circa dal porto di Marina di Camerota con la sua piccola unità da pesca “U Saragone” di circa 8 metri, non aveva fatto rientro in porto. Alle ore 21, la moglie del pescatore non vedendolo tornare ha allertato la capitaneria di porto. Immediati i soccorsi partiti dal porto di Camerota sotto il coordinamento della sala operativa dell’ufficio circondariale marittimo di Palinuro. Impegnati nelle ricerche del disperso la motovedetta Cp 814 dell’ufficio locale marittimo di Camerota con al comando il maresciallo Gerardo Ruocco, che conosce bene queste zone, supportato da un pescatore locale amico dello scomparso, con la sua unità da pesca San Domenico. In poco tempo è stata battuta tutta la zona dove era solito andare il pescatore professionista e fortunatamente alle ore 21.30 è stato avvistato vivo tra gli scogli nella zona di Punta Infreschi a circa due miglia dal porto di Marina di Camerota. Soccorso dai mezzi impegnati nelle attività di ricerca è stato recuperato e trasportato dalla motovedetta in porto a Camerota. Fortunatamente solo tanto freddo e nient’altro. L’uomo, uscito da solo per l’attività di pesca con attrezzi da posta, era scivolato dalla barca e caduto in mare durante la navigazione a circa un miglio dalla costa alle ore 17 circa. L’unità con marcia ingranata aveva proseguito la navigazione andando a schiantarsi sugli scogli più a sud. Dopo tre ore in mare, l’uomo nuotando era riuscito a trovare rifugio tra gli scogli di Punta Iscoletti. Una brutta vicenda finita bene, l’uomo in buone condizioni, dopo i primi accertamenti sul posto ha preferito tornare a casa per una doccia calda e per riabbracciare la famiglia.
La motovedetta che ha soccorso il pescatore
I radar e i mezzi tecnologici utilizzati dalla capitaneria nelle ricerche
Il semicabinato del pescatore dopo lo schianto contro gli scogli

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Camerota, danneggiate le giostre per i portatori di handicap

di Redazione

Atti vandalici a Licusati, frazione di Camerota. Il parco giochi è stato preso di mira da alcuni ragazzi che – come riferiscono testimoni oculari – di notte avrebbero smantellato le giostre del parco giochi. Il dondolo per i portatori di handicap e le altalene, erano state acquistate l’anno scorso dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Mario Salvatore Scarpitta. Questa mattina, sul posto, è intervenuto l’assessore Giovanni Saturno che ha ordinato di inibire al pubblico l’utilizzo dei giochi perchè «danneggiati e pericolosi». «Questo è un atto vergognoso – ha sottolineato il primo cittadino – poi ci lamentiamo che le cose non funzionano e gli sforzi degli amministratori vengono vanificati dai vandali. Purtroppo le risorse sono risicate e adesso bisognerà attendere affinché si creino i presupposti necessari per poter riparare le giostre o addirittura acquistarne delle nuove». «Ogni giorno combattiamo a Licusati come nelle altre frazioni per sistemare i problemi, dal più piccolo al più grande – aggiunge l’assessore Saturno – per tenere il paese in ordine e per far sì che tutto funzioni al meglio, abbiamo bisogno dell’aiuto dei cittadini e non di questi gesti che non portano a nulla se non a privare dei servizi alla comunità».

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Hitimana, è lui il re della decima Corsa del Mito

di Luigi Martino

Noel Hitimana è il più veloce di tutti. Il 29enne ruandese, dell’atletica Castello, riesce a non sfondare il muro dei 45 minuti e taglia per primo il traguardo della decima edizione della Corsa del Mito. La gara podistica che collega Palinuro e Marina di Camerota, si è svolta sabato 11 maggio nello splendido scenario di una delle coste più belle e premiate d’Italia. Circa mille atleti si sono dati battaglia nella quindici chilometri organizzata dall’associazione Tuttinsieme. Un tripudio di pubblico e colori, condito da una giornata bellissima, complice anche il clima e il sole che ha illuminato il percorso per tutta la durata dell’evento. Ad attendere gli atleti al traguardo, i testimonial dell’evento: Sergio Brio, ex calciatore della Juventus, e Patrizio Oliva, ex pugile plurimedagliato.

Il vincitore Alla fine l’ha spuntata Noel, quel giovane atleta africano che solo pochi giorni fa aveva già trionfato alla ‘maratona delle polemiche’. La mezza di Trieste, infatti, è finita nella bufera perchè il patron della manifestazione in un primo momento voleva vietare la gara agli atleti africani. Decisione ritirata dopo le accuse di razzismo. E gli atleti africani hanno dominato la gara. Hitimana, infatti, il 5 maggio scorso, si è aggiudicato la 24esima Trieste Half Marathon, tagliando il traguardo in piazza Unità d’Italia dopo 21 chilometri in 1.03.28 (il Corriere della Sera gli ha dedicato un bell’articolo). E meno di una settimana dopo, ha raggiunto il Cilento per vincere anche la decima Corsa del Mito. Alle sue spalle John Hakizimana che ha tagliato il traguardo in 45.31.41. Entrambi gli atleti indossavano la maglia dell’Atletica Castello. Al terzo posto, invece, Kiplimo Bonface Kimutai della Sport Project Vco.

Gli altri risultati La prima donna a tagliare il nastro sul porto di Marina di Camerota, è stata Jerotich Lenah dell’Atletica 2005. Alle sue spalle Janat Hanane e Paola Di Tillo per la medaglia di bronzo. Asd Carmax Camaldolese è la prima società: la squadra ha conquistato 36014 punti grazie alla partecipazione di 60 atleti in gara. Seconda squadra è stata l’Asd Atletica Isaura Valle dell’Irno con 58 atleti e 31155 punti. Al terzo posto l’Asd Podistica ‘Il Laghetto’ con 66 atleti e 27536 punti. L’emozione del pubblico ha raggiunto livelli altissimi quando Pierantonio Esposito, della Cilento Run, primo residente, è arrivato velocissimo al traguardo, impiegando meno di un’ora (59 minuti e 52 secondi con esattezza), e si è aggiudicato il trofeo ‘Antonio Esposito’. Destino vuole che Pierantonio è il figlio del compianto Antonio, il mister scomparso un anno fa al quale l’associazione Tuttinsieme ha dedicato il premio del primo residente uomo e della prima residente donna. Quest’ultima è stata Linda Scarpitta, anch’essa della Cilento Run, che ha tagliato il traguardo dopo 1 ora 13 minuti e 27 secondi di gara.

Le dichiarazioni «Per dieci anni, dalla prima edizione, Marina di Camerota e la Corsa del Mito hanno sempre ospitato e accolto con molto calore questi ragazzi nordafricani che nel podismo sono davvero delle macchine straordinarie – sottolinea Mario Salvatore Scarpitta, sindaco di Camerota e presidente onorario di Tuttinsieme -. I top runner, come abbiamo imparato a definirli ascoltando e confrontandoci con gli esperti di questo sport, hanno preso parte ai talk show e sono sempre nostri ospiti a prescindere dalla gara. L’integrazione è importante e lo sport è il volano giusto per unire popoli ed etnie differenti, come, d’altronde, ha sottolineato Patrizio Oliva prima della gara. Chi vuole speculare su queste cose, il giorno dopo si ritrova, come sempre, smentito dai fatti».

«La notizia della probabile esclusione di atleti africani dalla mezza maratona di Trieste ci aveva lasciati un attimo senza parole – aggiunge Giovanna Attanasio, presidente di Tuttinsieme -. Noi dell’associazione, nel nostro piccolo, abbiamo sempre accolto i top runner in modo straordinario. Però attenzione, questi ragazzi, seppur di paesi differenti dai nostri, fanno comunque parte di squadre italiane e lo sport, è bene ribadirlo, deve essere unione, fratellanza, abbattimento di ogni tipo di barriera e pregiudizi. Noi questo messaggio, sin dalla prima edizione, cerchiamo di farlo passare non solo nel momento della gara ma anche durante gli eventi collaterali alla corsa, come il talk show, i convegni e gli incontri. I top runner nordafricani arrivano a Camerota sempre con un giorno d’anticipo. Sono ospiti delle strutture ricettive del territorio e vivono appieno la due giorni della manifestazione. Quando vanno via ci ringraziano sempre in modo molto gentile e con tanto calore, lo stesso che il pubblico trasmette a questi ragazzi che, alla fine, per la loro prestanza fisica e la capacità di divorarsi i quindici chilometri, sono sempre i primi a tagliare il traguardo. Per noi è una testimonianza molto importante proprio la presenza di persone provenienti da ogni parte del mondo».

Le classifiche:

Noel Hitimana, il vincitore della decima Corsa del Mito

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Cilento, discoteca troppo piena: 2 mila giovani rispediti a casa

di Redazione

E’ accaduto nella notte di Pasqua, a Caprioli, tra Pisciotta e Palinuro. E’ accaduto dopo i fatti di Corinaldo, dove nel dicembre scorso, a causa di uno spray urticante e del sovrannumero di presenze nel locale notturno con ospite il trapper Sfera Ebbasta, sono morte 6 persone e tante altre sono rimaste ferite. Tra sabato e domenica, infatti, era in programma, in un noto locale della movida notturna del basso Cilento, una notte in discoteca all’insegna del divertimento sulle note di un dj latino americano, tra i più accreditati nel suo genere. Sono arrivati in treno i giovani che soggiornano tra Palinuro e Marina di Camerota. Sono arrivati anche in auto e anche a bordo di pullman organizzati ad hoc per il lungo ponte di Pasqua. Tantissimi questa notte avevano scelto, dopo i pre serata nei locali del centro delle due cittadine cilentane, di raggiungere la discoteca di Caprioli. Sorpresa amara, però, per le comitive di ragazzi. All’esterno del locale sono stati bloccati dalle forze dell’ordine, dai vigili del fuoco e dagli ispettori dell’Asl. Via con i controlli. I minorenni sono stati rispediti direttamente a casa. Chi ha superato la soglia dei 18 anni è stato fatto accomodare all’interno. Ma non tutti però: la capienza massima del locale in questione – per legge – non supererebbe le 500 unità. Il resto della folla, circa due mila persone, sono state rispedite a casa. I pullman hanno fatto rientro ad Avellino e Salerno. I giovani che alloggiano sul territorio, invece, si sono riversati di nuovo tra le strade di Palinuro e Marina di Camerota. All’esterno si sono registrate anche risse. Presenti le ambulanze del 118. Per la serata di Pasqua e per il pomeriggio di Pasquetta sono in programma altre date nei locali della movida.

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Camerota abbraccia il medico di Lampedusa: lacrime e silenzi tra i banchi della chiesa

di Luigi Martino

Una donna ben vestita si asciuga le lacrime che, goccia a goccia, disegnano rivoli di tristezza sul suo viso. Il marito, capelli bianchi e cappotto abbinato alla coppola, le stringe forte la mano sinistra. E così succede alle loro spalle, alla coppia che cammina calpestando le loro ombre. «Perché quei bimbi fanno quella fine lì?». Lo chiede ad alta voce una ragazzina con il volto ricoperto da lentiggini. Frequenterà la terza elementare, forse la quarta. E la mamma non sa’ manco darle una risposta. E’ difficile. Lo sappiamo anche noi. Pietro Bartolo ha da un paio d’anni superato la soglia dei sessanta. Ha gli occhi che parlano e il cuore tanto grande da far fatica a varcare il portone possente della chiesa della parrocchia di Sant’Alfonso. Il clima, sulla piazza centrale di Marina di Camerota, che porta il nome del suo Santo Patrono, Domenico, è pesante. L’ultima volta che mi sono sentito così, personalmente, è quando mi sono voltato per osservare quel cancello orribile del campo di concentramento di Dachau. Ero in Germania. Era prima del 3 ottobre del 2013. Prima della grande tragedia di Lampedusa, dove persero la vita 368 persone. «Non migranti – spiega Bartolo – ma persone». Lui è stato sempre lì, sul molo di quell’isola che «forse Dio ha posizionato appositamente lungo la rotta dei ‘barconi della morte’». Quell’isola divenuta un’ancora di salvezza, una zattera in mezzo a quel mare che troppe volte si colora di rosso. Rosso come il sangue dei migranti. Rosso come il sangue dei bianchi, come quello dei neri. Come quello di tutti. Pietro Bartolo è arrivato a Marina di Camerota per raccontare la sua storia. Una storia fatti di incubi e sorrisi. «Ho visitato più di 350 mila persone ma, nello stesso tempo, sono il medico che al mondo ha effettuato più esami cadaverici di tutti» ha detto. Bartolo è amico di Vincenzo Rubano, giornalista de ‘La Repubblica’ che è stato a Lampedusa per raccontare il fenomeno dei migranti. Rubano lo ha ospitato a Camerota e gli ha consegnato il premio Nassirya per la Pace. In chiesa, nel pomeriggio della domenica delle Palme, c’era anche il sindaco di Camerota, Mario Salvatore Scarpitta, visibilmente commosso e provato dai racconti di Bartolo. Poi don Gianni Citro, parroco di Marina di Camerota; Mons. Antonio De Luca, vescovo della diocesi di Teggiano-Policastro; Angelo Vesto, tenente colonnello dell’esercito italiano. E tra i banchi Giovanni Paolo Arcangeli, comandante della capitaneria di Porto di Palinuro; Carmelo Stanziola, vicepresidente della Provincia di Salerno e sindaco di Centola; Francesco Carelli, comandante dei carabinieri della stazione di Camerota; i ragazzi ospiti del centro di accoglienza Sprar di Torre Orsaia; Gino Marotta, sindaco di Celle di Bulgheria. Una chiesa gremita. Un incontro che si è trasformato in un’esperienza di vita bellissima, intensa, vera. Pietro Bartolo, medico di Lampedusa e protagonista del film Fuocoammare, ha presentato il suo libro alla platea silenziosa ma, momenti più toccanti, sono stati gli attimi in cui Bartolo ha mostrato a tutti cosa avviene a Lampedusa. «Questa isola di pescatori, di gente di mare, proprio come voi. Marina di Camerota assomiglia molto a Lampedusa per conformazione del territorio e profumi – ha detto -. Mi scuso con voi se non ho avuto la possibilità di conoscere già prima questa terra». Bartolo ha lasciato qualcosa di forte a tutti, qualcosa di crudo. E quando il tempo è ‘scaduto’, ha pregato tutti di stare attenti e di prendere con le pinze quello che «alcuni soggetti vogliono venderci per vero ma che poi, alla fine, vero non è». E mentre Bartolo racconta provato storie orribili, alle sue spalle, sullo schermo, si aiuta con il pc per proiettare immagini forti. Sacchi con le cerniere, parti arrangiati, cordoni ombelicali legati con i lacci delle scarpe, file interminabili di bare, vite perse a decine di metri di profondità, soccorritori-eroi e cadaveri. Cadaveri piccoli, cadaveri grandi, montagne di cadaveri. Vite spezzate troppo in fretta. «Crimini di cui questo mondo è responsabile» ha chiosato il medico. Un lungo applauso, la consegna del premio e la consapevolezza che questa storia, per un tempo non definito, resterà a lungo dentro ognuna di quelle facce che hanno incrociato quegli occhi. Gli occhi di Pietro che, in fondo, sono gli stessi di tutte quelle persone che scappano dalla paura, dalla fame, dalla guerra, dalle pistole, per incontrare, sfortunatamente, la morte altrove. Nel nostro mare.

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Cemento in mezzo alla natura: scempio sui sentieri dell’area marina protetta

di Luigi Martino

«Siamo nel Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, lungo la costa Cilentana in area Sic (sito interesse comunitario) e Zps (zona di protezione speciale), alle pendici del Monte Bulgheria, in prossimità di Cala del Pozzallo nel comune di Camerota, lungo il sentiero Tpc della Carta dei Sentieri del Parco tav 9, lungo il sentiero E 12(un sentiero immaginario nella testa di qualcuno, un buon cavallo di troia)». Inizia così la denuncia social di Francesco D’Alessandro, una guida escursionistica conoscitore del Cilento. E’ lui a denunciare lo scempio che ignoti hanno messo in atto lungo i sentieri che conducono all’area marina protetta degli Infreschi e della Masseta.
«Un itinerario adatto a tutti i Merenderos di buona volontà. Un itinerario che mostra le bellezze della costa Cilentana e di cosa sia questo territorio che è il Parco. Un itinerario su cui gira, tutta l’industria del turismo slow del territorio, super richiesto, super gettonato – continua D’Alessandro -. Non so, se riesco a spiegarmi! E nessuno vede nulla, anche i cosiddetti ‘trekker’ o escursionisti ‘che dovrebbero essere, i primi fautori della difesa della bellezza dei luoghi a favore delle generazioni future’. Venti anni fa Ernesto Galli della Loggia in un suo libro sull’identità italiana si chiese: su cosa di fonda la nostra nazione? La risposta fu semplice: sulla bellezza. Aggiunge: fondata sul matrimonio fra una natura straordinaria e la straordinarietà del genio italiano. Allora chiedetemi perché mi incazzo?». Alla denuncia D’Alessandro ha allegato anche alcune immagini che vi proponiamo di seguito.

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Finalmente Marina di Camerota ha il suo circolo della federazione italiana vela

di Luigi Martino

«Una grande emozione. Il mio sogno da piccolo era avere una piccola barca, ora abbiamo un circolo velico! Dico abbiamo perché per tutti da oggi c’è La possibilità di cimentarsi nel mondo della vela. Dietro questo circolo ci sono Tanti sacrifici e il lavoro di tante persone. Un grazie di cuore va alla famiglia Volpe per aver concesso il loro villaggio come base, a Francesco lo Schiavo presidente V zona FIV. Ad Antonio Grazioso Florto per la promozione in tutta Italia del progetto velascuola e a Giuseppe Orlando. Se siamo arrivati a tutto questo è soprattutto grazie alla mia squadra, prima di tutto uomini e donne di carattere, poi istruttori e collaboratori di grande livello. Prima mia moglie, Felicia. Il direttivo, Michele De Giovanni, Simone Stolfo, Mattia Bozza, Rosa Palumbo, Francesco Russo, Marco Grasso, Enrico di Lauro, Erick Bar». E’ il commento di Gennaro Attanasio, presidente del circolo velico inaugurato giovedì pomeriggio al villaggio dell’Isola di Marina di Camerota alla presenza del sindaco, Mario Salvatore Scarpitta, del comandante della guardia costiera Sandro Desiderio, del presidente Fiv V zona Francesco Lo Schiavo, della famiglia Volpe proprietaria della struttura, di tutta la squadra di Cilento a Vela e della cittadinanza. Don Gianni Citro ha benedetto la targa. Poi un saluto da parte dei protagonisti di un bel pomeriggio all’insegna della cultura marinaresca e dello sport. Alla fine un brindisi per tutti e un applauso a questo gruppo di giovani che ogni anno cresce sempre di più nello spirito di una collaborazione con l’amministrazione e la cittadinanza per il bene di Marina di Camerota e dei suoi ospiti.
 

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A Marina di Camerota il seminario professionale dedicato agli operatori turistici

di Luigi Martino

Si è concluso martedì 9 aprile il seminario di aggiornamento professionale organizzato dal Consorzio Cilento di Qualità, a cura di Enza Roberto, housekeeping trainer, e di Hygan, azienda leader nel settore dell’igiene, produttrice di una vasta gamma di prodotti sostenibili di altissima qualità, privi di componenti chimici dannosi per l’ambiente. L’azienda è stata rappresentata da Giuseppe Abbiento, coordinatore delle vendite Campania. Enza Roberto è molto conosciuta ed apprezzata tra gli operatori turistici, punto di riferimento di chi, come in questa occasione, sceglie di puntare all’eccellenza nell’ospitalità: sono tanti i corsi di formazione che il Consorzio Cilento di qualità propone, in virtù di una politica diretta a migliorare gli standard qualitativi in merito all’ospitalità. Enza Roberto, oltre ad avvalersi di una lunga carriera a cinque stelle (citiamo uno per tutti: hotel Cristallo di Cortina, cinque stelle lusso) possiede la dote non comune di trasmettere la sua esperienza e i suoi insegnamenti con passione ed entusiasmo, creando fin dalle prime battute un ambiente sereno ed empatico tra i partecipanti che giungeranno a quel livello professionale di alta qualità cui tutte le strutture ricettive ambiscono, con una carica motivazionale in più.
Il corso è dunque completo e mirato al raggiungimento del metodo per la cura delle camere e degli ambienti comuni, arricchito dai tanti aneddoti appartenenti alla vita professionale della signora Roberto, da consigli, strategie e tecniche che torneranno utili a tutti coloro che vorranno fare dell’housekeeping quella professione che avrà sempre a cuore il benessere e la cura dell’ospite e della casa.  «L’eccellenza del servizio rende l’ospite grato», con la sua celebre chiosa, Enza Roberto porge un garbato arrivederci. Il primo incontro termina qui, a Casa di Paolo-Casa di charme a Marina di Camerota.

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A Marina di Camerota l’inaugurazione del circolo della Federazione italiana vela

di Luigi Martino

Giovedì prossimo, 11 aprile, alle ore 18.00, la Cilento a Vela Sailing Club inaugura il neo circolo della Federazione italiana vela, Cilento a Vela Asd. All’interno del villaggio dell’Isola di Marina di Camerota, il presidente Gennaro Attanasio, taglierà il nastro di quello che diverrà presto un punto di ritrovo per gli amanti della vela qui nel Cilento e una base operativa dalle quale partiranno tantissime iniziative. Anche se, a dircela tutta, il lavoro del circolo è cominciato già da qualche anno. Attualmente, ad esempio, tantissimi ragazzi, ospiti del villaggio dell’Isola, stanno svolgendo il progetto ‘Velascuola’ della federazione italiana vela, con lezioni teoriche e pratiche. L’invito all’inaugurazione del neo circolo è rivolto a tutti.

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Meeting del Mare, svelato il terzo ospite

di Luigi Martino

Franco126, pseudonimo di Federico Bertollini, nato a Roma il 4 luglio 1992, è un cantautore e rapper italiano. Sarà lui il terzo ospite, ma in realtà il primo, che calcherà il palco del Meeting del Mare, l’evento musicale e culturale ideato e organizzato, ormai da 23 anni, da don Gianni Citro nella splendida cornice del porto di Marina di Camerota. Franco126 si esibirà la sera del 31 maggio. A lui il compito, dunque, di aprire questa edizione dell’evento che ogni anno richiama giovani provenienti da ogni parte dello Stivale. E’ stata proprio l’organizzazione del Meeting del Mare, attraverso i propri canali social, a svelare, oggi, il terzo ospite. Gli altri due, Motta e Planet Funk, erano stati anticipati qualche giorno fa. Il Meeting del Mare si terrà il 31 maggio, l’1 e il 2 giugno. L’anteprima, invece, con Rocco Hunt, è prevista per il giorno 29 aprile a Sapri.
Fracno 126 tra le strade di Roma
L’artista Bertollini è nato e cresciuto a Roma, nel quartiere Trastevere. Ha assunto lo pseudonimo aggiungendo al proprio nome il numero 126, in onore del collettivo musicale di cui fa parte, la Lovegang. Attraverso la musica, infatti, Franco126 fa la conoscenza del produttore Drone126, di Ketama126, di Pretty Solero, di Ugo Borghetti e di Carl Brave. L’esordio è avvenuto nel 2016, con la pubblicazione del mixtape Buchi neri, in collaborazione con il producer Il Tre e distribuito gratuitamente. Nel 2017 il rapper ha intrapreso una collaborazione musicale con Carl Brave, con il quale debutta in etichetta, formando il duo Carl Brave x Franco126: i due pubblicano dapprima i singoli Sempre in due e Pellaria, quindi arriva la volta dell’album in studio Polaroid, certificato in seguito disco di platino dalla FIMI per le oltre 50.000 copie vendute. Il duo continua a lavorare musicalmente anche per progetti esterni, tra cui il singolo Barceloneta con Coez e la collaborazione con Noyz Narcos in Borotalco, traccia elogiata dalla critica. Nel 2018 i due artisti interrompono temporaneamente il progetto per concentrarsi sulle proprie carriere come solisti.Nonostante ciò, Franco126 è apparso nel brano La cuenta di Carl Brave, incluso nell’album Notti brave di quest’ultimo. Compare inoltre in Misentomale di Ketama126, in Senza di me di Gemitaiz ed in Università di Gianni Bismark. Nel frattempo, il 10 ottobre 2018 ha pubblicato il singolo Frigobar, seguito il 18 dicembre da Ieri l’altro. Il 9 gennaio 2019 è la volta del terzo singolo Stanza singola con Tommaso Paradiso de Thegiornalisti, che ha anticipato l’uscita dell’omonimo album di debutto.

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Cilento, turisti scortati in mare da una tartaruga bellissima

di Luigi Martino

E’ salita a pelo d’acqua non appena un barcone pieno di turisti stranieri ha lasciato il porto di Marina di Camerota per dirigersi verso l’area marina protetta Costa degli Infreschi e della Masseta. Eccola in foto, una splendida Caretta Caretta con il carapace mezzo dentro e mezzo fuori dal mare. Ha scortato i visitatori per una tratta breve, prima di salutarli e rituffarsi giù, a casa propria. Stupore, meraviglia e qualche fotografia. Un’esperienze indimenticabile per il gruppo di escursionisti.

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Meeting del Mare, dopo Motta arrivano i Planet Funk

di Luigi Martino

Il Meeting del Mare, organizzato a Marina di Camerota da don Gianni Citro, è alla sua ventitreesima edizione. Il festival musicale e culturale, si terrà nel Cilento dal 31 maggio al 2 giugno 2019 con un’anteprima a Sapri (RoccoHunt in concerto) ad aprile. Oggi, attraverso i propri canali social, l’organizzazione ha reso noto il secondo ospite. Dopo aver ufficializzato Motta, il Meeting avrà sul palco, nella serata centrale del primo giugno, i Planet Funk. I Planet Funk sono un gruppo musicale italiano, fondato nel 1999 dai due tastieristi Marco Baroni e Alex Neri, il bassista Sergio Della Monica e il chitarrista Domenico Canu. Hanno collaborato con Elisa, Emma, Giuliano Sangiorgi, Jovanotti, Pier Cortese, Raiz e Claudia Pandolfi nonché con artisti internazionali come i Simple Minds, Cecilia Chailly, Luke Allen, Dan Black, John Graham, Alex Uhlmann e Sally Doherty. Il 13 dicembre 2018 i Planet Funk pubblicano All On Me, singolo cantato da Dan Black che anticipa il nuovo disco su cui il gruppo sta lavorando da anni e che prosegue il lavoro iniziato in studio dal compianto Sergio Della Monica; la pubblicazione è prevista per la primavera 2019. Al Meeting del Mare si esibiranno in un dj set a pochi passi, appunto, dal mare di Camerota. Manca il terzo ospite. Chi sarà? Staremo a vedere.

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Diana Kazakistan

Turismo Camerota, svolta possibile: Kazakistan interessato alla Perla del Cilento

di Luigi Martino

Ha un’infinità di persone che seguono la sua vita attraverso le piattaforme social più diffuse ed è ambasciatrice del turismo culinario nel mondo. Fa da spola dal Kazakistan all’Italia ed è sbarcata nel Cilento per conoscere Marina di Camerota e le sue meraviglie. Lei si chiama Diana Urazbayeva, è una influencer. Qualche anno fa è stata la prima kazaka a sposarsi in provincia di Salerno, a Bellizzi. Adesso, insieme a suo marito Mario Esposito, tiene corsi di cucina e accompagna i suoi conterranei alla scoperta dello Stivale.

Diana ha cucito un filo diretto tra quello spicchio di Asia che le ha dato i natali e la costiera Amalfitana. Tra Vietri e Ravello, passando per Positano e quella costa che si tuffa a picco nel mare azzurro che bagna uno dei patrimoni mondiali dell’Unesco, la influencer porta gruppi di kazaki a conoscere l’arte della coltivazione degli agrumi, la bontà dell’olio e l’unicità di certi posti. Bellezze che vengono immortalate, esportate, sponsorizzate e poi, dopo qualche settimana, diventano preda di qualche altro visitatore. E’ nato così un giro di contatti e di visite, di marketing e turismo che, a pochi giorni dall’inizio della primavera, ha bussato alla porta del basso Cilento.

Ha aperto Luca Fortunato, un giovane impegnato nella promozione turistica. Conosce Diana perchè conosce Mario. Luca è, infatti, di Bellizzi, anche se vive e frequenta da anni Marina di Camerota. Lui ha accompagnato Diana a visitare le strutture ricettive più rinomate e organizzate della zona. «Diana è una persona stupenda ed è davvero forte in quello che fa – racconta Luca – non ha esitato a programma la sua prossima visita a Marina di Camerota e ha già fotografato e sponsorizzato un po’ di posti attraverso i suoi canali social. E’ molto seguita in Kazakistan. Io ci sono stato qualche settimana fa. Quella nazione ha un gran potenziale e le persone sono davvero innamorate dell’Italia». Diana in Kazakistan la contattano per promuovere attività commerciali di rilievo. Lì tiene corsi di cucina a ‘Casa Esposito’ e ha creato una linea di prodotti tipici italiani con l’aiuto di Nino Milo, un giovane chef salernitano con esperienze lavorative in diverse zone del mondo.

Abbiamo raggiunto Diana tramite mail. Ecco l’intervista.

Ciao Diana, da poco hai affrontato un altro tour nel Cilento, e più precisamente a Marina di Camerota. C’è la possibilità di creare un filo diretto tra la tua terra d’origine e questa fetta di Sud Italia?

Sono 2 anni che svolgo tour nel Cilento, precisamente nelle zone di Pestum e Agropoli ma sono intenzionata ad approfondire la zona del Basso Cilento includendo delle tappe Marina di Camerota e sicuramente ci sono i presupposti per creare un filo diretto con il Kazakistan.

Cosa cercano gli abitanti della tua terra quando viaggiano? Quali sono le esperienze che preferiscono?

I kazaki sono persone semplici e tranquille e hanno tanta voglia di conoscere ogni angolo di questa meravigliosa nazione. Loro sono molto affascinati dalle bellezze naturali che offre questa terra e soprattutto sono curiosi di conoscere bene la cultura culinaria dell’Italia. Infatti, con mio marito Mario e il mio staff, spesso organizziamo tour gastronomici, insegnando loro ricette e segreti della cucina italiana, sopratutto quella del sud Italia che secondo me è la migliore in assoluto.

Tornerai a Marina di Camerota? Con quali progetti?

In realtà vengo spesso a Marina di Camerota a trovare il mio amico Luca al Mito degli Dei, nell’incantevole scenario del Mingardo ed è lì che sono rimasta estasiata. Le mie intenzioni sono quelle di creare appunto un filo diretto con Marina di Camerota, tanto è vero sono stata ospite di alcune strutture ricettive per osservare e fare delle valutazioni in merito per cercare una collaborazione. Da parte mia c’è tanta voglia di far conoscere questa terra e sicuramente creerò dei tour qui nel Basso Cilento.

Instagram: @italybydiana Facebook: Diana Esposito

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Delfini incantano turisti a passeggio sul lungomare di Marina di Camerota

di Luigi Martino

Sono scene che si ha la fortunato di vivere poche volte nella vita. E questa sera, venerdì 22 marzo, un gruppetto di turisti giunti a Marina di Camerota per trascorrere il primo fine settimana di primavera, è rimasto incantato quando i delfini si sono avvicinati alla costa e hanno salutato il tramonto con la solita danza marina. Per fortuna da quelle parti c’era anche l’equipaggio di Cilento a Vela che, con tempestività, ha catturato i momenti con il supporto di uno smartphone.

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Muri di Mare, a Camerota al via la quarta edizione del premio Inula

di Luigi Martino

Il premio Inula è giunto alla sua quarta edizione
L’Associazione Tutti Insieme, con il patrocinio del Comune di Camerota, ha avviato la quarta edizione del Premio Inula, con la cerimonia di premiazione prevista il giorno 22 giugno 2019 a Marina di Camerota, in occasione del programma culturale, ‘La Cultura arriva dal Mare’, promosso dall’assessore Teresa Esposito. Il concorso, dedicato al mare, nasce dall’idea di condividere sensazioni ed emozioni che il mare, appunto, suscita nella mente e nell’animo umano e per valorizzarlo come grande contenitore di esperienze e di sentimenti, perché l’arte e la creatività possano esprimere sensazioni legati all’immensità del mondo marino. Il Premio Inula si sta sviluppando con successo, edizione dopo edizione. Il tema di quest’anno è: ‘Muri di Mare’ – Terre al di là dell’orizzonte. Paesaggi, confini tra terra e mare. Muri immaginari e muri innalzati per dividere paesi, per frenare migranti, per disegnare frontiere oppure per proteggerle. Comprenderne il senso in positivo o negativo è il primo passo per riuscire a concepire con la fantasia un futuro con nuove prospettive sensoriali, un nuovo processo attivo e creativo. Il crollo del Muro di Berlino nel 1989 si pensava fosse l’evento che stabiliva la fine di un’epoca. L’idea di voler intitolare ai muri questa quarta edizione del Premio Inula va a ricercarsi nel senso che i muri rappresentano. I muri nel mondo vengono eretti da sempre e possono essere di varia natura. Ognuno di questi muri rappresenta un fallimento del dialogo e della collaborazione tra i popoli. Il nostro compito di uomini impegnati nel sociale è quello di diffondere il sapere, di scambiare idee e pensieri, insomma di consegnare alle coscienze di tutti quello che è oggi un argomento discusso esclusivamente sotto l’aspetto politico tra dispute e conflitti. Che ci siano uomini in transito nel mondo appartiene alla vita dall’origine dei tempi e questo «per noi di Tuttinsieme – precisa il presidente Giovanna Attanasio – è un argomento che merita una profonda riflessione e per questo motivo consegniamo l’inchiostro a scrittori e poeti che vorranno partecipare alla quarta edizione del Premio Inula». «A tutti coloro che sono interessati a partecipare, invitiamo a consultare il nostro sito internet www.premioinula.it mentre potrete richiedere informazioni alla mail info@premioinula.it. Saremo felici di ricevere le opere di molti scrittori del territorio» fanno sapere dall’organizzazione.

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Camerota: svelato il primo ospite del Meeting del Mare

di Luigi Martino

«Domani a mezzogiorno iniziamo ad annunciare gli artisti ospiti della XXIII edizione del Meeting Del Mare. Intanto siamo partiti con l’ascolto delle centinaia di band candidate alla partecipazione ai tre giorni di concerti. Si preannuncia un evento di grande respiro e veramente entusiasmante». Lo aveva reso noto ieri, mercoledì, l’organizzazione del Meeting del Mare, l’evento organizzato e ideato da don Gianni Citro che quest’anno è giunto alla ventitreesima edizione. E abbiamo aspettato anche noi l’ora X. E finalmente dai canali social ufficiali dell’evento abbiamo scoperto che il primo ospite sarà Motta, cantautore e polistrumentista italiano. Quest’anno ha partecipato al festival di Sanremo 2019 con il brano Dov’è l’Italia. Motta in quell’occasione ha spiegato di aver deciso di partecipare al Festival per l’esigenza di cantare a un pubblico nazionale il contenuto del brano. Nella serata dei duetti del Festival ha vinto insieme a Nada. Nella classifica finale si è posizionato al 14esimo posto. I suoi video più cliccati su Youtube sono ‘La nostra ultima canzone‘ e ‘Sei bella davvero‘. Motta si esibirà domenica 2 giugno, serata conclusiva del Meeting. Anche l’artista attraverso i propri canali social ufficiali ha confermato la presenza sul palco di una delle manifestazione culturali, artistiche e musicali più grande dell’interno Mezzogiorno d’Italia.

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Camerota, alunni a scuola di cultura marinaresca e tutela del mare e dell’ambiente

di Luigi Martino

Si è tenuto tra i banchi della classe seconda della scuola primaria di Marina di Camerota il primo di una serie di incontri del progetto ‘A-mare’ promosso dall’associazione Cilento a Vela Fiv in collaborazione con l’istituto comprensivo di Camerota. Il progetto ha l’obiettivo di divulgare la cultura marinaresca, lo sport della vela e la tutela ambientale. Il primo di questa serie di incontri si è svolto in concomitanza allo sciopero mondiale contro i cambiamenti climatici. Gli alunni hanno affrontato il tema del cambiamento climatico e della tutela dell’ambiente e come questi principi siano fondamentali allo sviluppo di una coscienza ambientale particolarmente cara allo sport della vela.

Oggi in aula Rosa Palumbo, istruttrice federale Fiv ed esperta ambientale. «Siamo felici e onorati di avere in squadra persone come Rosa – afferma Gennaro Attanasio, presidente del circolo Fiv – Siamo arrivati in aula e tra gli argomenti avevamo a cuore di raccontare ai ragazzi la fantastica storia e lotta della piccola Greta Thumberg, ma i ragazzi erano già preparati sull’argomento. Questo merito va agli insegnanti che si impegnano già dalle prime classi ad insegnare il rispetto per l’ambiente e inculcare in loro l’amore per la terra». Felice e soddisfatta anche la preside Rosanna Casalino: «Il progetto è in linea con lo sforzo della nostra scuola per valorizzare il patrimonio naturale del territorio e formare dei cittadini che sappiano proteggerlo e gestirlo. Il mare è talmente importante per il nostro territorio che è nostro dovere imparare a viverlo in totale rispetto e sicurezza.  Cosa che possiamo fare solo se la scuola ha al suo fianco le associazioni del territorio».

«La scuola ha il compito di sensibilizzare le coscienze e formare uomini e cittadini responsabili e consapevoli, che sappiano apprezzare, rispettare e salvaguardare l’ambiente che li circonda così come indicato dalle competenze chiave dell’Unione Europea. Nei percorsi didattici di Cittadinanza e Costituzione dell’Istituto Comprensivo di Camerota trova la giusta collacazione il progetto “A – Mare” proposto dall’associazione Cilento a Vela e accolto con entusiasmo da docenti, alunni e genitori. L’azione educativa intrapresa, infatti,  ha una maggiore valenza in un territorio ricco dal punto di vista naturalistico e paesaggistico come il nostro, Parco Nazionale del Cilento , riconosciuto dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità e sede dell’Area Marina Protetta  Costa degli Infreschi e della Masseta» ha concluso invece Costantina Ruocco, vicaria dell’istituto comprensivo di Camerota.

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Viola e arancio, il tramonto dal porto di Camerota è un incanto

di Luigi Martino

Tramonto spettacolare sul mare del porto di Marina di Camerota. I profili delle case si stagliano prepotenti. Il campanile è il più alto di tutti mentre sopra, il cielo, un po’ arrabbiato, viene inondato di colori e giochi di luce che lasciano senza fiato.

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Janus, a 81 anni in bici «sulla luna»: «Camerota è un incanto»

di Luigi Martino

«Ero morto ma sono rinato all’alba del 2000. Oggi ho conosciuto Camerota e mi ha lasciato senza parole». Janus River ha 81 anni. Gira il mondo in bicicletta dal 31 dicembre del 1999. Anche se lui, con quell’accento buffo, continua a ripetere «millenovantanove». Lo aiutiamo noi per ricambiare la sua completa disponibilità a raccontarci una storia bellissima. Lo ha aiutato Vito Prati, cittadino del posto impegnato a promuovere Camerota negli uffici della Pro Loco presieduta da Gino Del Gaudio. E lo ha incontrato il sindaco, Mario Salvatore Scarpitta, al quale Janus ha promesso di ritornare presto a salutarlo. Ma chi è quest’uomo alto con un taglio da ragazzino e una bicicletta super attrezzata?

E’ nato in Siberia da padre polacco e mamma russa. E’ il cicloviaggiatore più famoso del mondo e parla diverse lingue. Mangia solo frutta e verdure e pedala senza sosta, senza fermarsi di fronte alle condizioni atmosferiche. Alcune città italiane gli hanno conferito la medaglia di cittadino onorario. «A causa dell’opprimente regime comunista sono fuggito dalla Polonia che avevo 28 anni. Prima sono stato in Egitto – racconta Janus – per un periodo non lunghissimo. Poi, per tanti anni, in Italia, dove ho lavorato come manager nel mondo del calcio (ero amico di campioni internazionali e di Aldo Biscardi) e dello spettacolo». Fin quando, a poche ore dall’inizio del nuovo millennio, ha deciso di andare via.

«Ho dormito per l’ultima volta in un letto con la biancheria il 30 dicembre del 1999. Il giorno successivo, alla vigilia del Capodanno, ho deciso di farmi un regalo e, all’insaputa di tutti, sono andato via. Da quel giorno ho percorso circa 400 mila chilometri in sella alla mia bicicletta (come fossi andato sulla luna), ho visitato 200 nazioni e ho raccontato la mia storia a migliaia di persone». Janus vuole restare in piedi di fronte alla telecamera. «Non mi siedo mai, o vado in bici o cammino» ci ha spiegato. Vive con meno di tre euro al giorno. E dorme dove capita. Nei sacchi a pelo, in mezzo alla natura, sulle spiagge o in strutture messe a disposizioni da enti o privati. Lo aiutano tutti lungo il suo tragitto. Ora è impegnato nel suo giro d’Italia personale che culminerà il mese prossimo a Civitavecchia, nel Lazio. «Da lì prenderò la nave e andrò verso l’America. Voglio raggiungere la Pataognia e poi Pechino entro il 2028». La sua età non lo preoccupa. Dice di voler morire libero e alla domanda «perchè lo fai?». Lui risponde: «Per la libertà e per i bambini».

A Marina di Camerota ha avuto l’occasione di incontrare tanti cittadini emigrati dal Venezuela. Con loro ha parlato della situazione politica attuale nella terra di Simon Bolivar. Poi si è recato proprio ai piedi della statua dedicata al Libertador e ha scattato qualche foto. «Resto sempre aggiornato su quello che accade nel mondo. Parlo con la gente e quando trovo qualche computer disponibile mi aggiorno con i quotidiani online» spiega. «Non sono mai caduto dalla bicicletta, da quando sono partito non ho mai preso una medicina e non ho mai avuto bisogno di un dottore». Un monaco buddista della Cambogia un giorno gli disse: «Vivrai fino a cento anni». E Janus, quindi, dice di avere ancora più di 17 anni a disposizione per completare la sua missione.

«Con me non porto nulla. La roba materiale non mi interessa. Preferisco far accrescere il bagaglio di emozioni e vorrei diffondere la mia filosofia di vita. Chiedo ospitalità perché, alla fine del mio viaggio, donerò tutti i miei risparmi ai bambini orfani russi. Sono oltre 50 mila: spero di riuscire a devolvere cinque euro a ogni bimbo». E’ una missione nella missione la sua. E ha deciso di affrontarle in sella ad una due ruote per un motivo molto semplice: «La bici è sinonimo di libertà. Dopo ogni salita c’è una discesa». Apre le braccia quando gli chiediamo di scattare una fotografia con Marina di Camerota sullo sfondo. Poi dice: «Meglio fare questo segno qui, è il segno della vittoria. Io nella mia vita, in qualunque caso vadano le cose, ho già vinto. Per questo faccio questo simbolo qui».

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Cilento, la battaglia a sostegno del Venezuela continua

di Luigi Martino

La battaglia a sostegno del Venezuela continua. Dal Cilento associazioni e privati sono in stretto contatto con il popolo Sudamericano. C’è chi organizza giornate di solidarietà per raccogliere farmaci e beni da inviare oltreoceano, chi invece partecipa ad eventi religiosi per riunirsi in preghiera. Le associazioni italo-venezuelane, Alma Llanera di Marina di Camerota e Civitella di Moio della Civitella, «esprimono – tramite una nota stampa inviata alla nostra redazione – la propria solidarietà e vicinanza al popolo venezuelano ed a tutta la comunità italo-venezuelana per la gravissima situazione in cui si trova attualmente il Venezuela. Nessuno può ignorare che ormai da anni in Venezuela non si rispettano le elementari regole per uno stato di diritto, ed anche questo ha determinato una irreversibile crisi umanitaria, politica e sociale. Basta vedere le cifre dell’esodo venezuelano, con l’Onu che parla di circa 4 milioni di venezuelani fuggiti dal Paese negli ultimi tre anni. Non si può assistere immobili ad una tale drammatica situazione, la cui pericolosissima evoluzione potrebbe essere quella di una guerra civile che spargerebbe sangue italo-venezuelano». «Tutti i paesi democratici e civili della comunità internazionale – continuano i membri del direttivo – devono prendere una posizione ufficiale e decisa a rimuovere tale intollerabile situazione, generata, senza alcun dubbio, da una amministrazione Maduro che pare ignori in quali drammatiche condizioni vive oggi la popolazione, alimentando invece pericolose faziosità e divisioni. In particolare, a seguito della decisione del Governo Italiano di non riconoscere il Presidente dell’Assemblea Nazionale Juan Guaidò come Presidente ad interim della Repubblica del Venezuela, le Associazioni sottoscritte, che conoscono bene la realtà dei fatti avendo contatti frequenti con la comunità italo-venezuelana, consapevoli della necessità di dover fare tutto quello che è nelle proprie possibilità per cercare di contribuire a risolvere la gravissima crisi attuale, dichiarano: di riconoscere Juan Guaidò come legittimo Presidente ad interim del della Repubblica Bolivariana del Venezuela». «Il Venezuela – si legge ancora nella nota – è una Repubblica Presidenziale dove i cittadini scelgono il Presidente della Repubblica attraverso regolari e democratiche elezioni. Nell’anno 2018 si è concluso il periodo presidenziale di Nicolas Maduro, con nuove elezioni indette impedendo la partecipazione dei partiti politici dell’opposizione. Le elezioni, vinte da Nicolas Maduro e svolte in una situazione di totale irregolarità non essendo neanche stati ammessi gli osservatori internazionali, non sono state riconosciute da nessun organismo internazionale (Onu, Organizzazione di Stati Americani, Unione Europea), né dalla maggioranza dei cittadini venezuelani. Così il 10 gennaio scorso, data prevista dalla Costituzione per l’insediamento del nuovo presidente, si è determinato un vuoto istituzionale, non essendo state svolte elezioni nel rispetto dei principi democratici e Costituzionali. Per questi motivi, ed in conformità a quanto prevede l’art. 233 della Costituzione Venezuelana, la Presidenza della Repubblica è stata assunta ad interim dal presidente dell’Assemblea Nazionale, con il compito di indire nuove elezioni. Il giorno 23 gennaio il presidente dell’Assemblea Nazionale Juan Guaidò ha prestato giuramento in qualità presidente ad interim della Repubblica del Venezuela. Nessun golpe quindi e nessuna autoproclamazione». «Le Associazioni sottoscritte, quindi, si dissociano, insieme alla numerosa comunità italo-venezuelana residente sia in Italia che in Venezuela, dalla non comprensibile posizione ufficiale assunta dal Governo Italiano, forse ignaro dell’esigenza di dover favorire un governo di transizione che restituisca lo Stato di Diritto, la Legalità, e la Democrazia nel paese latinoamericano. Le Associazioni sottoscritte chiedono alle Istituzioni locali ed ai rappresentanti politici del Cilento, terra con profondi legami con il Venezuela, che si facciano portavoce dell’attuale situazione venezuelana, che ha interessato profondamente anche il territorio cilentano con tante persone rientrate da un Paese che è stato per molti una casa, il lavoro, una vita…! Si chiede di intraprendere concrete e ferme azioni di sensibilizzazione, unendosi all’appello di tutta la comunità italo-venezuelana, che, in una lettera al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha esortato al riconoscimento da parte del governo italiano di Juàn Guaidò come Presidente ad interim del Venezuela. Si  esorta  tutta  la  comunità  italo-venezuelana  residente  in  Italia  ad  unirsi  per partecipare compatti ad una grande manifestazione da tenersi a Roma, per chiedere al Governo  Italiano  di  assumere  una  posizione  più  adeguata  a  riportare  nel Venezuela uno stato di diritto ed un benessere sociale-economico per tutta la comunità italo-venezuelana» concludono le associazioni Alma Llanera Civitella.  

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Trasporti, la metropolitana del Cilento su gomma è realtà

di Luigi Martino

«Giorni, mesi, passati a studiare un progetto importante per il mio territorio. A Londra mentre tutti correvano nella City, io prendevo squadrette e righello ed iniziavo a sognare. Da Balham a Leicester Square con lo sguardo nel vuoto sorridevo, pensando a come potesse essere elaborata la mappa dei collegamenti per il Cilento. Ecco il risultato, un risultato provvisorio, c’é ancora tanto da fare». Lo rende noto Alessandro Infante, titolare dell’Agenzia Infante Viaggi che ha ideato un progetto del tutto innovativo e rivoluzionario nell’ambito dei trasporti nel Cilento. «Ho l’obbligo di potenziare i collegamenti per l’entroterra e organizzare in breve tempo servizi garantiti per le persone diversamente abili di cui ho un’estrema sensibilità – continua Infante -. Per quest’anno il territorio avrà nuovi collegamenti da Acciaroli, Agnone Cilento, Santa Maria di Castellabate, da Marina di Ascea, Velia Scavi , Casal Velino Marina Vallo scalo e Agropoli per Salerno e Napoli. Abbiamo inoltre aumentato ed inserito i collegamenti diretti dal basso Cilento via Vallo della Lucania per Tiburtina tutto l’anno e durante l estate per Ciampino garantendo servizi intermodali con i voli low cost.

Dal 20 febbraio i biglietti saranno disponibile ed acquistabili sulla piattaforma di Infante Viaggi. Il tutto si è reso necessario in seguito al successo delle autolinee in affidamento d’interesse regionale denominate Cilento Bus e del Cilento Shuttle servizio integrato che ha visto più di 14.000 persone trasportate nella sola stagione turistica 2018 da Marina di Camerota e Palinuro per Salerno e Napoli. Il servizio di autolinea Cilento Bus siglato Infante Viaggi è l’unico servizio di linea gran turismo dotato di comfort presente sul territorio cilentano (nato nel 2011, attivo ogni anno e fulcro centrale dell’attività turistica basso cilentana), dotato di una propria piattaforma online per la vendita dei biglietti, di una propria pagina Facebook con più di 32 mila followers (essendo i primi in Campania, ed i quinti in Italia come visibilità sui network). Il servizio di linea diretto e senza cambi, è utile per migliorare le condizioni del diritto alla mobilità degli innumerevoli turisti e pendolari che durante il periodo estivo trascorrono le proprie vacanze sul nostro splendido territorio.

«Essendo servizi privi di contributo pubblico è di estrema importanza per noi la visibilità che gli Enti possono darci mediante comunicati stampa e\o incontri tematici per i quali si comunica la propria disponibilità – spiega Infante in una nota – non solo, la cura del cliente è per noi fondamentale pertanto la qualità deve necessariamente essere al primo posto per migliorare gli standard. Sono infatti innumerevoli le recensioni positive che i turisti sottoscrivono sulla nostra pagina social Cilento Bus Infante Viaggi. Il servizio autobus gran turismo è l’alternativa ai treni regionali spesso in ritardo, non sempre puliti e dotati di aria condizionata. Nel corso di questi anni inoltre abbiamo migliorato i servizi garantendo durante i week end servizio d’accoglienza presso Salerno Stazione e Napoli Aeroporto al fine di aiutare le decine di migliaia di turisti italiani e stranieri con la presenza di hostess.Grazie al servizio Cilento Bus, con l’istituzione delle autolinee sotto indicate il Cilento avrà una rete capillare su gomma tale da garantire un servizio migliore ed utile alla collettività. Vantaggio fondamentale è anche il rapporto qualità prezzo ove la famiglia (tipologia di target predefinita) è propensa al pagamento del quantum a fronte della gratuità dei componenti minori della famiglia fino a 12 anni non compiuti. Per tali ragioni abbiamo pensato di rinominare l’intero progetto Cilento Bus denominandolo per l’appunto la “Metropolitana su gomma del Cilento” ove ogni direttrice avrà un colore e nome predefinito con relativi punti di interscambio a ricordo della Metropolitana di Londra di cui il Gruppo Arriva ne è l’ideatore. Abbiamo inserito  tutte le tratte sul nostro terminale www.agenziainfanteviaggi.it ove chiunque, da qualsiasi parte del mondo potrà acquistare il suo biglietto diretto nel Cilento. La vendita dei biglietti sarà aperta in data 20 febbraio 2019, data in cui oltre all’operatività del sito avremo la possibilità di condividere il progetto con Gesac per l’individuazione di un’area dedicata all’interno dell’aeroporto (si pensi che nel 2018, ogni sabato sono stati circa 20 gli autobus in partenza ed arrivo per il Basso Cilento).

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Raffaele e la grotta dei rapaci: «In pochi conoscono questa storia»

di Luigi Martino

E’ un piccolo ecosistema non lontano dal trambusto del vivere quotidiano ma completamente estraneo al cemento e da ogni bruttura umana. L’ho scoperto in un tiepido pomeriggio di inizio febbraio. Mi ci ha accompagnato un amico, Raffaele, esperto pescatore di Marina di Camerota nonché conoscitore di questa fetta di costa del Cilento. Raffaele, seppur giovane, è uno di quei profili scalfiti dal mare e dalla brezza. Mi ha insegnato tanto e soprattutto a parlare di meno e ad ascoltare di più. Ad ascoltare gli anziani, quelli che colorano il porticciolo del borgo marino che si specchia ai piedi della torre dello Zancale. Oppure le onde, il fruscio della macchia Mediterranea e il silenzio. «Ti faccio fotografare una cosa nuova» mi ha detto. E poi mi ha guidato qui, in questo scrigno che «da anni – come svela lui stesso mentre ci arrampichiamo sulla roccia di questo lembo di Parco nazionale del Cilento – ospita e regala tranquillità a coppie di rapaci di ogni genere». «Sarò fortunato?», penso mentre seguo il sentiero che a tratti c’è ma che a tratti dobbiamo disegnare noi tra cespugli di rosmarino, lentisco e spine.

Dieci minuti dalla strada (che per ovvie ragioni preferiamo non rendere nota) ed eccoci qui. Una caverna che all’apparenza sembra vuota. Raffaele mi invita a fare silenzio e a muovermi in modo discreto. «Sono qui, lo so, ma facciamo piano altrimenti vanno via». Guarda a terra per cercare gli escrementi. «Ecco, questa è roba loro». Alza gli occhi ed eccolo lì, il primo esemplare di allocco. Poi subito un altro, un po’ più a sinistra. Li fotografo. Mi sbarrano gli occhi. Sono dello stesso colore della pietra. Sul terriccio rosso che funge da ‘pavimento’ dell’anfratto, orme di diverse specie. «Potrebbero essere volpi o tassi» mi spiega. Difficile capire. Di notte, qui, o perlomeno quando il sole non è così alto come oggi, questa grotta è facilmente popolata da animali di diverso genere. C’è chi giura di aver intravisto gufi, falchetti o civette. C’è chi racconta che un tempo era addirittura abitata, le macchie nere vicino alle pareti sarebbero testimonianze di fuochi accesi per tenere lontani gli animali o per cuocere del cibo. Di sicuro era ricovero per greggi e animali da pascolo in genere. Ad oggi resta la casa di questa specie protetta. Questi volatili dagli occhi neri che si sono fatti fotografare scendendo a patti: noi vi regaliamo qualche posa, voi ci restituite la calma e il silenzio di questo luogo. Affare fatto. E grazie Raffaele.

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Estefanìa, metà della sua vita in Venezuela: «Ecco cosa succede»

di Luigi Martino

C’è un filo diretto che lega Marina di Camerota al Venezuela. E, paradossalmente, quando le cose non vanno bene lì, in quelle costruzioni che sorgono attorno alla grande Caracas, le cose, per un certo senso, non vanno bene nemmeno qui, in questo lembo di Sud racchiuso tra le pendici del Bulgheria e il mare cristallino dell’area marina protetta degli Infreschi. Marina di Camerota parla venezuelano, mangia come il Venezuela e gioca allo stesso modo. Qui, dove il dialetto locale si mischia a quello della Repubblica federale rossa, gialla e blu, c’è un nutrito gruppo di persone che lotta insieme agli amici e ai parenti che sono rimasti bloccati dall’altra parte del mondo. Una situazione assurda. Il Ministero degli affari esteri italiano calcola che, fra la fine della Seconda guerra mondiale e l’inizio degli anni settanta del Novecento, siano immigrati in Venezuela oltre 250.000 italiani, che, in massima parte, si insediarono in forma permanente nel paese latinoamericano. Tale corrente migratoria, che raggiunse le sue punte più alte negli anni 1949-1960 (con oltre 220.000 emigrati), diminuì drasticamente negli anni sessanta del Novecento, per convertirsi in un fenomeno assolutamente marginale nei decenni successivi in cui si sono verificati anche dei periodi con saldi positivi a favore dell’Italia. Da lì parte quel filo che ancora oggi resiste, nonostante i problemi, nonostante la lontananza, nonostante il governo venezuelano, le sommosse popolari e la fame. Questo filo è stato raccontato dai giornalisti della Rai che qualche giorno fa hanno portato telecamere e microfoni ai piedi della statua di Simon Bolivar, nella piazzetta di Marina di Camerota, per intervistare i tanti venezuelani presenti in Cilento.

Tra loro c’è Estefanìa Saturno, una ragazza di 30 anni che ha vissuto metà della propria vita in Venezuela. E lì, in Sudamerica, ha lasciato tanto. Forse troppo.

Estefanìa che legami hai con il Venezuela e quanti anni hai vissuto lì? Sono nata in Venezuela ed ho vissuto metà della mia vita li. Ma io e la mia famiglia non ci siamo mai distaccati completamente da quel paese.Tornavamo spesso. Mio padre continuava a lavorare li, era un neurochirurgo, e non voleva abbandonare i suoi pazienti. Io qui mi sono subito sentita molto bene, questo paese ci ha accolti. E per me era un sogno la libertà e serenità che provavo qui. In Venezuela poi, ci sono tornata dopo alcuni anni e ho iniziato a gestire una bellissima scuola di danza, poi a causa della situazione insostenibile sono tornata 3 anni fa.

Sei in contatto con qualcuno? Cosa dicono? Li ho ancora qualche zio, cugini e amici, anche se molti sono partiti, o meglio scappati. Molti hanno vissuto momenti terribili durante le manifestazioni, o sono stati derubati o sequestrati o peggio hanno perso qualcuno in questo modo. Chi è rimasto dopo tanto tempo ha ritrovato la speranza dopo tanta disperazione. Ormai si respirava un clima di rassegnazione. Ed anche io mi ero rassegnata. Cercavo di non pensarci più perchè mi faceva male ricordare che paese bellissimo fosse e quanto sia stato distrutto.

Perchè il Venezuela ha bisogno di Guaidò? Il Venezuela in questo momento ha bisogno di Guaidó, un giovane ragazzo che si è sempre battuto per la libertà, ricordo anche per il diritto allo studio quando mi trovavo li. Rappresenta il futuro del Venezuela. Ci ha dato nuovamente una speranza. Ha richiesto aiuti umanitari che sono essenziali in questo momento. Molte persone hanno bisogno di medicine, di cibo! Stanno morendo anche bambini. Ed I poveri sono sempre più poveri. Abbiamo bisogno di qualcuno che ami davvero il suo paese, come Guaidò.

Cosa ne pensi dell’esercito che si è schierato con Maduro? Purtroppo l’esercito schierato con Maduro è come sempre una delusione. E c’era da aspettarselo. Negli ultimi giorni peró ho visto che alcuni hanno preso coraggio e si sono schierati dalla parte del popolo. Spero abbiano il coraggio di farlo tutti perchè anche i loro familiari ed amici stanno soffrendo questa terribile situazione.

Il governo italiano cosa dovrebbe fare per aiutare il popolo Venezuelano? Il governo Italiano non può abbandonarci, non puó abbandonare i tanti italiani che sono ancora lì e che soffrono. Hanno bisogno del loro appoggio.Deve riconoscere Guaidó, non esporsi equivale al totale appoggio a Maduro, che ha infatti ringraziato l’Italia. Lui è un dittatore! Il governo italiano non può dimenticare il Venezuela, tanti italiani sono stati accolti quando qui la situazione era difficile. Noi speriamo possa cambiare idea e prendere la giusta decisione.

Come mai un paese così bello e ricco si trova in questo stato? Credo che il Venezuela si trovi in questa situazione perchè c’era in passato molta ricchezza ma anche molta povertá. Questo ha creato odio e divisione tra la popolazione. Molti hanno creduto alle favole raccontante dal chavismo che invece ha portato ancora più povertà e criminalitá. Credo che invece ora tutti debbano unirsi e lavorare sodo per rimettere in piedi il paese.

Marina di Camerota piange ogni giorno per questa situazione. Quante persone sono pronte a raggiungere il Cilento per fuggire dal Venezuela? Molte sono le persone italiane che sono ancora lì. E ricordano sempre con amore l’Italia, hanno portato le loro tradizioni e ne parlano con nostalgia. Ma hanno costruito le loro vite lì ed è molto difficile lasciare tutto, il lavoro di una vita. Penso sia coraggioso sia chi resta e sia chi viene qui. Ci vuole molto coraggio a lasciare tutto, ricominciare, soprattutto ad una certa età. E ci vuole molto coraggio anche a restare, rischiare la vita ogni giorno, avere paura di quella terribile realtá.

Grazie Estefanìa e incrociamo le dita per il ‘tuo’ Venezuela. Grazie a voi per l’opportunità e l’interessamento alla mia terra.

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C’è Venezuela nel Cilento: qui un mare di espatriati tra contraddizioni e indifferenza

di Maurizio Troccoli

Il regime non molla il potere, la popolazione rimasta prova a scalzarlo e, nel Cilento, non si contano più i venezuelani in arrivo. Sono figli di terze generazioni di italiani emigrati in Venezuela particolarmente dopo la seconda guerra mondiale. Tra le strade di Caracas li vedi muoversi a passo veloce, a caccia di documenti per dimostrare  di avere familiari in Italia, una sorta di lasciapassare per salvarsi dalla crisi. Qui, dove le strade prendono il nome di Bolivar, i giardini si adornano di monumenti dedicati al Libertador e i nomi dei residenti suonano come Luisito, Domingo o Josè, li vedi sofferenti per il freddo, questo sconosciuto. Siamo a Marina di Camerota, molti di loro si riconoscono e si ritrovano sotto la bandiera della patria a dare vita a iniziative di solidarietà per i venezuelani rimasti sotto la minaccia di Maduro e sollecitati dall’oppositore Guaidò a scendere in piazza. Altri invece, qui come in patria, restano dentro le proprie case, aspettando che qualcosa cambi, che qualcosa si stabilizzi. E magari che si ripetano i presupposti dell’Eldorado: dove i soldi si guadagnano rapidamente. Tra loro c’è chi in Venezuela si è arricchito, dragando tutta la ricchezza che poteva per costruire qui, in Italia, nel Cilento, edifici, case, alberghi, villaggi, senza lasciare a quella terra un briciolo di riconoscenza. Nè di tributi. Poi c’è chi invece in quella terra ci è rimasto, condividendone le sorti, persino quella sciagurata di ritrovarsi oggi con una tessera settimanale fornita dal Governo per fare la spesa. Questo, dopo avere conosciuto, per decenni, la possibilità, di riempire il carrello con la carta di credito. Sono le due facce di una realtà che sembra trovare punti di convergenza nella lotta alla dittatura di Maduro, ma che non manca di sottolineare punti di distanza rispetto all’indifferenza che i primi, troppo spesso, dimostrano a chi oggi prova a trovare riparo da queste parti. Persino il parroco del posto ha ammonito i suoi: ricordatevi da dove venite e cosa quella terra vi ha dato – ha detto, vedendosi riempire la piccola chiesa di richieste di aiuto da parte dei venezuelani -, mentre agli arrivati ha sottolineato: «Siete i benvenuti, non come ospiti, questa è casa vostra. Bussate alla porta di questa chiesa e vi sarà aperto». Nelle cronache nazionali il Venezuela, giorno dopo giorno, occupa i principali spazi dei quotidiani. Fino al punto che ti ritrovi italiani più informati degli stessi venezuelani in patria a cui è negata una informazione libera. Il Venezuela non è soltanto notizia della pagina Esteri, ma Primo piano dei casi nazionali, diventando – chi l’avrebbe mai immaginato – anche punto di equilibrio per la tenuta del Governo italiano che vede la Lega apertamente orientata alla lotta al regime e al sostegno di Guaidò, in linea con i principali partner europei, e i 5 Stelle, confusamente aggrappati all’ultima ora, tentando, minuto per minuto, di lasciare intendere di essere imparziali. Dimenticando forse come sia stato chiaro a tutti che in un primo momento abbiano dichiarato come legittima l’elezione di Maduro. Tranne poi provare a recuperare dichiarandosi equidistanti. Molti tra quanti si ritengono direttamente o indirettamente venezuelani, in questo lembo di Cilento, sono tra l’altro elettori 5 Stelle, naturalmente delusi, quando hanno sentito il successore di Chavez ringraziare l’Italia per la solidarietà e la posizione dimostrata. I veterani di prima generazione, arricchiti in Venezuela e anzitempo pensionati a Camerota, ereditando la siesta latina e i tempi lenti caraibici, non hanno problemi a fare della crisi del Venezuela, motivo di tifoseria politica in chiave di battibecco al bar. Mischiando qualche parola in dialetto cilentano e qualche altra in spagnolo, fanno del Venezuela il loro chiacchiericcio quotidiano. Rara, se non evanescente è la presenza di ‘chavisti‘ o progressisti latinoamericani da queste parti. Radicata è invece una cultura cattolica e conservatrice locale, congelata dalla lunga permanenza in Venezuela nel ruolo di commercianti, e re-importata in un contesto culturalmente rimasto in attesa. A chi accusa gli oppositori al regime di essere manipolati da Donald Trump, i venezuelani di qui, rispondono che Guaidò non è un presidente autoproclamato, ma legittimato dall’unica istituzione legale nel Paese, il Parlamento, regolarmente eletto. E che è l’autodeterminazione del popolo venezuelano a volere il ribaltamento del regime, con mesi di cortei in piazza, fiumane umane di proteste e scene da guerra civile. Chi timidamente a Camerota si dichiara di sinistra, attribuisce al regime di Maduro, più ancora che a quello di Chavez, i connotati di una destra militare e sanguinaria. ‘Equivocada’ – si dice da queste parti – per una dittatura comunista, ma che, fondamentalmente, sarebbe piaciuta a molti emigranti di qui, per muscolarità e intransigenza, se solo si fosse cambiato di colore la bandiera. A scommettere sul che ne sarà del Venezuela, non manca chi si improvvisa veggente,  e indica i giorni se non i minuti d’ossigeno che restano a Maduro. Inneggiando magari all’imperialismo americano e osannando i tempi d’oro di quando 5 o 10 anni di lavoro ti fruttavano 2 edifici in Italia e una rendita per tre generazioni. Mentre se c’è chi ricorda come quella terra fosse ricca di materie prime, compreso oro e petrolio, oltre che di bellezze naturalistiche, in vista di un auspicato progresso, c’è chi, forse più ragionevolmente, dubita che bastino. Tenuto conto che nonostante tali premesse, questo paese non è in grado di produrre nulla, ha l’inflazione più alta del mondo, famiglie intere a rovistare nei cassonetti della spazzatura, nessuna medicina in farmacia e scaffali vuoti al supermercato, oltre che quartieri disgregati con figli sparsi in ogni parte del mondo per la penuria che si è stati in grado di generare. C’è un piccolo Venezuela in Italia, che riflette, con tutte le sfumature del caso, le contraddizioni dell’attualità su quell’angolo del Caribe. Affacciarsi da queste parti può aiutare ad avere maggiore percezione di quanto disordine e caos si riservino sempre un ulteriore margine di lievitazione. Scheda approfondimento Tanto per scattare una veloce fotografia sul paese, secondo il Fondo monetario internazionale, parliamo di una inflazione raggiunta, di 1 milione 300 mila percento. Qui fino all’esordio del Chavismo del 1999, gli italiani arrivavano in massa, due milioni nel 1961, più degli spagnoli. Oggi circa un milione, di cui 160 mila espatriati iscritti nei registri dell’Aire e il resto oriundi di prima, seconda e terza generazione. Se 31 milioni sono gli abitanti, oltre tre milioni sono i venezuelani scappati. In massa popolazione giovanissima e fino a 40 anni, la vera potenziale forza lavoro. Mentre i venezuelani in Italia sono poco più di 7400 di cui 1500 in Lombardia e 1000 a Roma. Fatte le dovute proporzioni rispetto alla popolazione residente, la comunità di Camerota potrebbe candidarsi a essere quella con la maggiore presenza di venezuelani nel Belpaese. Secondo un’indagine di Repubblica: «Le ditte italiane sono ferme dopo avere costruito grandi infrastrutture, l’ultima ad abbandonare è stata il consorzio Ghella – Salini- Astaldi, che ha lasciato a metà la ferrovia Puerto Cabello- la Encrucijada, progettata dall’Italfer del gruppo Fs. Mentre risale al 2008 l’esproprio della fabbrica di siderurgia Sidor Techint, della famiglia Rocca. Solo l’Eni assicura di ‘non aver subito impatti industriali’. Produce 60 mila barili equivalenti fra petrolio e gas con i giacimenti offshore dei golfi del Venezuela e di Paria e inshore della Faja dell’Orinoco. Secndo Guaidò il Venezuela, negli ultimi dieci anni, ‘è stato il quarto paese del mondo in termini di investimenti nel settore petrolifero. Più di noi – ha detto – solo Russia, Usa e Arabia Saudita’, però noi estraiamo oggi solo un milione di barili al giorno (un tempo erano otto), mentre gli altri 10. Il regime si è rubato i soldi destinati a migliorare l’industria petrolifera’. Accuse che ricadono sulla Pdvsa, la compagnia petrolifera statale venezuelana, indicata dagli oppositori, come una organizzazione in mano a spietati militari e capitalisti che dragano risorse indirizzandole in conti privati all’estero. Sfoglia la gallery
Un momento della manifestazione tenutasi a Marina di Camerota in supporto al Venezuela

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Il Leone di Caprera non può e non deve ritornare a Marina di Camerota  

di Maurizio Troccoli

Ci sono cose che, proprio come accade con i figli, è bene lasciarle volare. Te ne accorgi quando il tempo compie la sua missione restituendoti, con generosità, quanto ti ha tolto. Anche la comunità di Camerota ha un figlio caro, il cui destino l’ha prima dirottato a solcare i mari, per poi destinarlo alla storia gloriosa della Scienza e della tecnologia italiana. É il Leone di Caprera, quel battello di dieci metri, il primo nella storia per questa tipologia, ad aver attraversato l’oceano, grazie al coraggio, di un marinaro Pietro Troccoli. La storia di questo battello inaffondabile, che valse a consegnare a Garibaldi la firma di tanti emigrati in Uruguay, come quella del suo marinaio, è nota. Altrettanto è nota la volontà di questa comunità di riprenderselo, cioè di riportarlo a Marina di Camerota, come  accaduto in passato. Ma sarebbe un errore. Oltre che un velleitario, ancorché giustificato, bisogno di possesso, determinato da un autentico senso di appartenenza. Sono anche io, per lontani legami familiari, un discendente di quel Pietro Troccoli, e ancor di più sono legato a suo nipote, mio zio, Orlando Troccoli, che più di ogni altro ha lottato per salvare dall’obblio quel battello, riuscendo, con la collaborazione di molti, tra cui un riconosciuto maestro d’ascia, Aurelio Martuscelli, e amministratori locali dell’epoca, persino a portarlo a Camerota, oltre che salvarlo dalla corrosione del tempo. Quella battaglia durata decenni, a mio avviso, ha oggi partorito i suoi migliori frutti. 

Il battello è restaurato e collocato nel luogo più prestigioso che si possa immaginare. C’ho fatto visita in questi giorni, in compagnia di mio padre e, sentimentalmente, di mio zio Orlando. Ho provato un sentimento indescrivibile di orgoglio ma anche di gratitudine alla vita per il fatto che sia andata così. Il nome di quel nostro glorioso antenato, quello del mio paese, sono nel museo nazionale italiano della scienza e della tecnologia. Ogni lontano desiderio di possesso è immediatamente evaporato dalla mia immaginazione quando ho visto visitatori di tutto il mondo fare visita alla goletta, leggere quelle targhe, conoscere quella storia e accostarla a quella dei più prestigiosi cimeli e personaggi dell’ingegno italiano. Ho pensato che in fondo mio zio non sognava altro, ovvero il massimo riconoscimento che si potesse tributare a quelle leggendarie imprese. Ora però il desiderio di possesso, di rivedere il battello nel nostro paese, potrebbe essere sostituito da una ambizione ben più grande, quella cioè di costruire, a Marina di Camerota, il racconto sul perché l’Italia intera ha messo la nostra storia in copertina. E si può fare con un museo. Una casa museo, ad esempio quella che ripropone la vera abitazione di Pietro Troccoli, una volta individuata, magari anche grazie a una tesi universitaria o una borsa di studio. Un museo itinerante tra Marina di Camerota, Palinuro, Montevideo, in grado di ricostruire i luoghi di Pietro Troccoli. Una raccolta delle memorie e degli oggetti che di quella storia conservano frammenti. E ancora la ricostruzione narrata, o scritta alle pareti, del diario di bordo della traversata, gemellaggi culturali con i luoghi di appartenenza di Fondacaro e Grassoni, gli atri due marinai dell’impresa. Si potrebbe pensare alla proiezione di video storici come quelli che ritraggono il recente passato della Leone di Caprera a Camerota, o gli episodi più remoti. O ancora una videocamera web connessa in Live con il museo della Scienza e tecnologia di Milano a testimonianza di un abbraccio indissolubile tra noi e il battello. E infine la ricostruzione fotocopia della barca, magari proprio ad opera del maestro d’ascia che compì il miracolo di quel viaggio che difficilmente sarebbe stato compiuto altrimenti. 

Una nuova Leone di Caprera, magari sezionata in lungo e ricomponibile, costruita per essere visitata dal suo interno e dall’alto, così da apprezzare quelle opere di ingegneria marina che oggi la portano tra i battelli più incredibili della storia della marineria italiana. Chissà quante altre idee ancora è in grado di partorire il sogno di un museo del Leone e di Pietro Troccoli a Camerota. Credo che sul ritorno del battello siano maturi i tempi per un ripensamento e che l’occasione di raduni e approfondimenti sul tema possano contemplare nuove ipotesi ben più fattive. Sul punto mi piacerebbe conoscere il parere del sindaco e della sua amministrazione, tenuto conto del fatto che già in diversi si sono espressi favorevolmente. A proposito di figli: ad averne uno nell’olimpo sarebbe quantomeno ingeneroso richiamarlo tra gli ‘anelli’ inferiori. Ben più valoroso sarebbe l’impegno per la sua memoria e valorizzazione. A partire dal buon proposito di fare visita al museo di Milano. Così da poter ripartire per una avventura nuova, magari avvincente, assolutamente concreta, che nulla toglie a nessuno, e tanto di imprevedibile, aggiunge a chiunque ne sia o voglia diventarne protagonista.

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Il Leone di Caprera esposto a Milano

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Camerota, rinvenuta una carcassa di tartaruga

di Luigi Martino

La carcassa di una tartaruga Caretta Caretta è stata ritrovata da alcuni passanti lungo il litorale di Marina di Camerota. L’esemplare, in stato di decomposizione, è stato segnalato all’ufficio circondariale marittimo di Camerota. Sul posto, in località Capogrosso, sono intervenuti i guardiacoste che hanno rimosso l’esemplare e lo hanno inviato all’istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno. Dei fatti è stato informato anche la Stazione Zoologica Anton Dohrn dell’acquario di Napoli. La tartaruga è stata portata sulla spiaggia dalle forti mareggiate dei giorni scorsi. Toccherà ora agli esperti capire le cause che hanno portato al decesso della Caretta Caretta.

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Christopher, gira il mondo senza telefono e non conosce i social

di Luigi Martino

Chi è questo ragazzo biondo che si aggira tra le strade di Marina di Camerota, indossa un maglione colorato e stringe tra le mani una pagaia? E’ la domanda che un po’ tutti vorrebbero fare qui, in questo lembo di Cilento bagnato e infreddolito, che aspetta trepidante l’arrivo della primavera. Questo ragazzo si chiama Christopher e viene da lontano. E’ in viaggio da un anno e mezzo, da solo. «La mia famiglia non sa’ nemmeno dove sono» spiega in un inglese perfetto. E’ nato tra le ampie spiagge del Mar Baltico e le fitte ed estese foreste della Lettonia, una nazione compresa tra la Lituania e l’Estonia. Vi ricordate quelle bandiere a bande orizzontali granata e bianche, nere e blu che si trovavano sul libro di geografia delle scuole medie? Ecco, proprio lì. Non viene da Riga, dalla capitale, non conosce i grandi mercati e gli edifici in legno o in stile Art Nouveau che fanno da cornice alla città vecchia di epoca medievale, con la chiesa di San Pietro. Lui si definisce un tipo «selvaggio» alla continua ricerca di «nuove avventure».

Ha viaggiato a piedi, in treno, in auto e in bicicletta. Poi è arrivato ad Ischia e ha comprato un kayak. Dall’isola ha percorso alcune miglia in mare. Poi di nuovo a piedi. Poi di nuovo in mare. Fino a raggiungere il Cilento. Marina di Camerota per l’esattezza. Quasi 3 mila chilometri di incoscienza mista ad amore. Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Austria, Italia: ha attraversato cinque nazioni diverse e ha dormito a casa di non sa’ nemmeno lui quante persone. «Sono un viaggiatore avventuroso – c’è scritto sul cartello che espone orgoglioso ad un gruppo di ragazzi che lo hanno fermato per scambiare una chiacchiera – alla ricerca di un posto in cui stare per un paio di notti. Mi ospiteresti?».

La richiesta è stata subito accolta dalla Chiesa. Ed è così che Christopher ha passato la sua prima notte a Marina di Camerota nelle stanze della Casa Canonica. «Ma io qui non ci voglio stare. Io voglio conoscere gente nuova, famiglie nuove, esperienze nuove». Ha lasciato l’immobile della curia e la seconda notte l’ha passata per strada. Il panificio gli ha offerto il pranzo: un bel cartoccio di pizze calde. La sua richiesta è dormire e condividere delle giornate con persone del posto che gli offrono un posto dove sistemarsi per la notte e un piatto della cucina tipica locale. «Sono stato anche a Palinuro e ora sono diretto in Sicilia» ha raccontato. E quando qualcuno si affeziona e non vuole perdere il contatto, va a finire che gli chiede il suo account Instagram o i dati del suo profilo Facebook. «Ma io non sono iscritto a nessun social e non ho il cellulare», risponde lui.

Christopher ha litigato con i genitori. O almeno è quello che lui racconta. A suo dire non li vedrebbe da anni e loro non avrebbero notizie del figlio. A qualcuno giura di avere 21 anni. Ad altri, invece, dice che è più grande. «Non è importante quanti anni hai o quale è il tuo nome – dice – nella vita contano le esperienze, le persone che incontri e i posti nuovi che conosci». Passerà l’inverno al Sud Italia. Non ha mappe, non ha programmi, non ha soldi. «Servono a poco, in Lettonia stavo bene, non mi mancava niente, avevo anche un lavoro e guadagnavo bene. Una montagna di euro, ma il mio viaggio non ha prezzo» chiosa.

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Ex sindaco di Camerota cade in mare: ritrovato in ipotermia

di Luigi Martino

Un ormeggiatore di 66 anni, G.V. le sue iniziali, ex sindaco di Camerota negli anni ’80, è stato ritrovato in ipotermia e in uno stato di semi coscienza, nelle acque del porto di Marina di Camerota, dove lavora. Il fatto è accaduto intorno alle 7.30 di questa mattina, giovedì 10 gennaio. L’uomo, secondo una prima ricostruzione, sarebbe caduto accidentalmente in mare mentre effettuava un giro di controllo lungo uno dei pontili. Dopo circa 15 minuti dalla caduta, è stato individuato per caso da una guida Aigae che si trova a Camerota per effettuare dei corsi per la formazione di alcune guide ambientalistiche. Il docente ha individuato il 66enne in difficoltà e ha lanciato l’allarme. Sul posto si sono precipitati alcuni dipendenti dell’Asl, un’operatrice ecologica e i colleghi dell’ormeggiatore.

Sono stati propri quest’ultimi, con l’ausilio anche di una piccola imbarcazione, a recuperare il 66enne. «Quando lo abbiamo raggiunto era cosciente ma lamentava molto freddo. Il recupero non è stato facile – fanno sapere – ma alla fine lo abbiamo tirato su aiutati da tante persone». Sul porto di Marina di Camerota è arrivata un’ambulanza inviata sul posto dalla centrale del 118. G.V. è stato trasferito in codice rosso all’ospedale San Luca di Vallo della Lucania dove si trova tutt’ora ricoverato.

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Camerota da base nautica a circolo velico, Attanasio: «Passo importante»

di Luigi Martino

Il consiglio federale, nella riunione del 14 dicembre scorso, ha affiliato un nuovo Circolo in V Zona. Si tratta dell’Asd Cilento a Vela di Marina di Camerota , il 46esimo circolo campano che farà sventolare la bandiera Fiv nel porto di Camerota, nel cuore dell’area marina Protetta di Costa degli Infreschi e della Masseta. Per il presidente di Zona Francesco Lo Schiavo questo nuovo Circolo «è importante per promuovere la vela in uno dei tratti di costa più affascinanti della costa campana e per accorciare le distanze tra gli altri affiliati della costa cilentana. Il Comitato di Zona che ha seguito tutto l’iter procedimentale dell’affiliazione dell’Asd Cilento a Vela, da oggi ne seguirà l’attività, integrando questa nuova realtà nel sistema velico campano. Al Presidente dell’Asd Cilento a Vela Gennaro Attanasio, al Consiglio Direttivo ed a tutti i Soci il benvenuto dell’intero Comitato V Zona FIV».
Il guidone del Sailing Club
Da base nautica a circolo velico, questa volta sotto la completa gestione dell’associazione Cilento a vela di Marina di Camerota. «Un passo importante per noi ma soprattutto per il nostro territorio, Marina di Camerota ha tutte le potenzialità per avere il proprio circolo velico. Continueremo a portare avanti la nostra missione, far tornare forte il senso di appartenenza al mare e alla nostra cultura marinaresca». E’ quanto dichiara Gennaro Attanasio, presidente dell’associazione Cilento a Vela. «Già l’anno scorso – continua Attanasio – insieme ad Antonio Grazioso e Mario Volpe , che ringrazio di vero cuore, siamo riusciti a portare nel nostro comune più di 1000 ragazzi da tutta Italia per il progetto vela-scuola. E anche quest’anno aspiriamo a ripeterci e magari migliorare ancora».
Il logo della Fiv
«Quando si chiude un cerchio di persone vogliose e grintose di portare a termine un obbiettivo si può solo giocare per vincere e così è stato. Amministrazione comunale, tour Operator, società portuale e il presidente della V zona FIV Francesco Lo Schiavo, al quale va tutta la mia stima e riconoscenza perché da subito ci è stato vicino affinché questo traguardo fosse raggiunto, inoltre la famiglia Volpe composta da veri professionisti che con estrema serietà hanno reso la loro struttura Villaggio dell’Isola idonea ad essere centro velico e noi, una squadra che ho il piacere di rappresentare. Abbiamo la fortuna di avere, a mio avviso, i migliori istruttori federali e velisti Campani, è un onore lavorare con loro, dallo staff tecnico: Carmelo Lamanna e Giovanna Attanasio, per la loro competenza e l’importante sostegno,al direttivo: Armando Coppola, Felicia D’Andrea, Enrico di Lauro, agli istruttori: Michele de Giovanni, Mattia Bozza, Andrea Di Lorenzo, Mario Marino, Simone Stolfo, Marco Grasso, Ezio Neri e da quest’anno Rosa Palumbo, ultimo importante arrivo in squadra. La missione è la stessa, continuare a diffondere la cultura e lo sport della vela. Onorati di far parte della grande famiglia della Federazione Italiana Vela, siamo pronti anche a collaborare con altri circoli e siamo aperti ad ogni tipo di cooperazione a riguardo. Il primo sogno?! La “Regata del mito” Agropoli-Maratea» conclude Attanasio.

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Taverna del Mozzo, secondo appuntamento con ‘4 calici, 4 portate’

di Luigi Martino

Venerdì 21 dicembre prossimo, alle ore 20.30, si terrà il secondo appuntamento di 4 calici 4 porate,  il percorso enogastronomico ideato dallo chef Davide Mea de La Taverna del Mozzo in collaborazione con Rossella Cantisani e Antonio Luisi de La Casa di Paolo Room&Breakfast di Marina di Camerota. L’appuntamento sarà condotto da Antonio Stanzione de L’Assaggiatore e s’intitolerà Bollicine italiane. Infatti, nel corso della serata le migliori bollicine italiane incontreranno la cucina dello chef Mea. Si partirà con un classico: pane, burro e alice che sarà servito in abbinamento con un vino spumante di carattere forte e dalla grande personalità come Le vigne di Alice. Un sorso fresco e profumato per dare il via ad una cena pre natalizia ricca di sorprese. Per continuare: gambero, mezancolla e ostrica incontreranno uno spumante morbido e travolgente come il Derbusco Cives Doppia Erre Di. E, poi: il mischiato di mare, un piatto che ha le sue origini nella cucina povera dei pescatori del Sud che mettevano insieme la pasta di formati differenti e le rimanenze del pesce invenduto al mercato. Ad un classico non si può non abbinare un grande classico il Ferrari Perlè 2010. Natale è anche baccalà, uno dei piatti rappresentativi della festa, viene servito con i carciofi e abbinato ad uno spumante delicato: Rose de Noir Villa Parens che esprime aromi intensi di sottobosco e al profumo richiama la sensualità delle rose. «Continua il nostro percorso tra vini italiani – fa sapere Davide Mea – dopo il successo della prima serata organizzata in collaborazione con gli amici dell’elegante e accogliente Room&Breakfast la casa di Paolo ci saranno tantissime serate dedicate ai grandi vini italiani». La serata è anche l’occasione per poter godere della magica atmosfera natalizia di Marina di Camerota. Infatti, per la terza edizione di Luciammare è possibile ammirare il presepe sottomarino e trascorrere momento di relax sulla pista di pattinaggio sintetico su ghiaccio o ammirando le luci che illuminano le vie del borgo marino cilentano. • Per saperne di più: www.tavernadelmozzo.it

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Marina di Camerota, apre la pista su ghiaccio e il villaggio di Natale

di Luigi Martino

Giovedì 13 dicembre, alle ore 17.30, l’associazione Tuttinsieme e il comitato, con il patrocinio dell’amministrazione comunale di Camerota e l’ufficio turistico La Perla del Cilento, inaugurano la pista di pattinaggio su ghiaccio sintetico. L’opera arriva dal nord Italia e sarà installata in zona Porto, a ridosso del bar Bella Marina e del bar Zancale. La pista aprirà tutti i giorni dalle 15.30 a mezzanotte. Il progetto rientra nel programma della terza edizione di Luciammare che va ad inserirsi nel tabellone degli eventi di Camerota è Vacanza. Attorno alla pista di pattinaggio, sorgerà il villaggio di Natale: un agglomerato di casette in legno, dal tipico stile natalizio, che ospiterà per circa un mese, diverse attività. Il tutto ai piedi delle Luciammare, le installazioni artistiche che si specchiano sulle acque pluripremiate alle porte dell’area marina protetta Costa degli Infreschi e della Masseta.

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Baccalà in cottura sotto vuoto

di Federico Martino

La cottura sotto vuoto è fatta per preservare i sapori e con la bassa temperatura riusciamo a salvare tutti gli umori e le proteine dell’alimento che andiamo a cucinare. Possiamo provare a farla anche a casa, a patto che controlliamo la temperatura con un termometro da cucina, temperatura che non deve superare i 60 gradi. Possiamo tenerla bassa aggiungendo dell’acqua di rubinetto, una cottura lenta che può durare anche 3 ore a secondo di cosa si cucina. Per il baccalà basteranno circa 40 minuti se il trancio non è particolarmente grande. Vediamo come fare per realizzare questo piatto. Ingredienti
  • 500 gr baccalà ammollato
  • 1 mazzetto di erbe aromatiche: origano, timo, prezzemolo
  • Aglio
  • Pepe bianco
  • Olio extra vergine d’oliva
Preparazione Per prima cosa abbiamo bisogno di una macchina per il sottovuoto, purtroppo senza non possiamo realizzare questo piatto. Dopo aver tenuto in ammollo il baccalà per almeno 3 giorni, cambiando spesso l’acqua, per dissalarlo, scoliamolo e asciughiamolo con carta da cucina. Mettiamolo in un piatto e condiamolo con le erbe tritate grossolanamente, l’olio evo e il pepe bianco. Aggiungiamo uno spicchio d’aglio intero e mettiamo il baccalà nella busta del sottovuoto, aggiungiamo ancora un filo d’olio evo, sigilliamo il tutto con l’apposita macchina. Facciamo riposare in frigo per mezza giornata, infatti consiglio di preparare la mattina. Trascorso il tempo di riposo, togliamo le buste dal frigo e mettiamole a cuocere in una pentola con acqua già intiepidita, teniamo la fiamma al minimo e controlliamo la temperatura spesso, quando noteremo che la temperatura comincia ad andare oltre i 56-58 gradi aggiungiamo acqua a temperatura ambiente fino a portarla sui 50-52 e continuiamo così per almeno 40 minuti. Trascorso il tempo di cottura, apriamo il sacchetto e serviamo il baccalà accompagnandolo con delle patate «arrianate» oppure dei broccoli siciliani all’insalata. Segui Cilentani ai Fornelli su Facebook e su Instagram

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Fusilli con colatura di alici di menaica, bottarga di muggine e noci

di Federico Martino

Colatura di alici e bottarga, un piatto semplice da realizzare, ma ricco di profumi intensi. Bastano poche gocce di colatura per dare tutto il sapore del mare, la bottarga di muggine invece ci dona una sapidità davvero unica e i gherigli di noce appena rosolati nell’olio ci regalano la croccantezza. Dulcis in fundo i fusilli bucati che catturano i sapori trattenendoli e facendoli arrivare al nostro palato tutti insieme. Prodotti della Dieta Mediterranea genuini e, per chi abita in questo lembo di sud, a km 0. Proviamo questo piatto accompagnandolo con un fiano del Cilento che con i suoi profumi e la sua acidità si abbina benissimo a questo piatto ricco di sapori. Ingredienti
  • 400 gr di fusilli bucati
  • 2 cucchiaini di colatura di alici
  • 4 cucchiaini di bottarga di muggine
  • 200 gr di gherigli di noce
  • 1 spicchio d’aglio
  • Olio extra vergine d’oliva
Preparazione Mettiamo l’acqua per la pasta e portiamola a ebollizione, nel frattempo in una padella mettiamo 4 cucchiai di olio evo e lo spicchio d’aglio, facciamolo soffriggere e quando l’aglio prende colore, aggiungiamo le noci. Dopo qualche minuto togliamo l’aglio e aggiungiamo 2 cucchiaini di colatura di alici di menaica, abbassiamo la fiamma, se si asciuga troppo aggiungiamo un poco di acqua di cottura della pasta. Quando la pasta è al dente, scoliamola e versiamola nella padella, saltiamo il tutto e assaggiamo. Se notiamo poco sapore, possiamo aggiungere un altro cucchiaino di colatura e non dimentichiamo una macinata di pepe bianco. Spegniamo il fuoco e aggiungiamo 4 cucchiaini di bottarga, assaggiamo per vedere com’è di sale, nel caso aggiustiamola, ma teniamo presente che sia la colatura sia la bottarga sono salate. Serviamo ben calda spolverando sopra un poco di bottarga. Segui Cilentani ai Fornelli su Facebook e su Instagram

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L’arte dell’Hang nel Cilento: «Trasformo carezze sul metallo in note mai ascoltate prima»

di Luigi Martino

Aurelio Martuscelli ha 26 anni e da bambino ha scoperto di saper trasformare in dolci sinfonie i suoni che produce battendo le mani e accarezzando determinati oggetti. Non è da tutti. Lui da sempre è attratto dalle percussioni «particolari», quelle che non s’incontrano tutti i giorni. Anche se, spesso, non ha bisogno nemmeno di strumenti specifici o forgiati ad hoc per comporre suoni che catturano l’animo e alleviano lo spirito. Chi ha la fortuna di incontrare questo giovane artista lungo il proprio cammino, ha la possibilità di rubare attimi da collezionare a lungo. Aurelio, in arte Shury Hang, è l’esempio perfetto dell’autodidatta. E’ l’emblema di come nella vita si può raggiungere e imparare ogni cosa, basta metterci il cuore e una buona dose di pazienza. Le sue mani, ora, accarezzano un Hang Drum bellissimo. Le sue sinfonie accompagnano un gruppo di ragazzi del Basso Cilento che gira la provincia per regalare sorrisi ed esperienze musicali nuove. Vibrazione Positiva è il nome del gruppo e l’Hung di Aurelio si sposa alla perfezione con le voci e le chitarre di Pietro di Bello ed Edoardo Napolitano.

«Ho incontrato l’hung drum per caso, navigando sul web, e ho faticato non poco per trovarne uno – racconta Aurelio – questo strumento prima veniva prodotto in piccole quantità, non è per niente commerciale». Il suono che emette ti trasporta lontano. Mettici poi un pomeriggio d’inverno, con il sole che sembra quasi quello di maggio, un costone altissimo che abbraccia l’area marina protetta degli Infreschi e della Masseta e il golfo di Policastro, un gruppo di amici e la natura incontaminata del Pianoro di Ciolandrea, il viaggio è bello che completo. «Ho imparato da solo a suonare l’hang – continua Aurelio – parto da casa con lo strumento in spalla, attraverso le spiagge del mio paese, Marina di Camerota, e poi raggiungo i posti più impensabili e tranquilli. La natura mi ha aiutato molto, il mare non ve lo dico proprio, senza sarebbe stato quasi impossibile».

Che cos’è l’Hung Drum

Lo Hang di Aurelio

Lo hang è uno strumento musicale idiofono in metallo creato in Svizzera dalla PANArt e prodotto dal 2000. Lo hang è composto da due semisfere appiattite in acciaio temprato che, unite, gli conferiscono la tipica forma lenticolare. Essendo strumenti numerati in serie, la peculiarità sta nel fatto che ogni scala non ha una sequenza fissa ma ognuno avrà una scala musicale che differisce da tutti gli altri. Viene suonato con il polso, il palmo e le dita delle mani. La parola hang, nel dialetto di Berna, indica la mano. Il suono è metallico ma, rispetto allo steel pan, risulta essere più caldo e leggero. Generalmente viene suonato tenendolo appoggiato sulle ginocchia, talvolta può anche essere utilizzato un supporto. Lo hang è il frutto dell’esperienza e della ricerca di due artigiani di Berna, Felix Rohner e Sabina Schärer, che già negli anni novanta producevano steelpan e studiavano le percussioni etniche di varie parti del mondo. Nel 2000 hanno messo a punto il primo modello di hang, presentato l’anno successivo alla fiera musicale di Francoforte. Nel corso degli anni si sono succedute almeno tre “generazioni” di strumenti, che hanno apportato numerose modifiche rispetto ai primi modelli.

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Aurelio e il suo Hang Drum

di Luigi Martino

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Luciammare, via agli eventi: si parte venerdì 7 dicembre

di Luigi Martino

Via Bolivar e il rione Punta di Marina di Camerota si trasformano per una notte in un contenitore di eventi e di emozioni di ogni genere. L’associazione Tuttinsieme e il comitato Luciammare, con la collaborazione dei commercianti e il patrocinio del Comune di Camerota, da’ il via al programma di appuntamenti natalizi. Dal 7 dicembre 2018 al 6 gennaio 2019, infatti, eventi di diverso genere si susseguiranno in varie zone della cittadina conosciuta anche come ‘Perla del Cilento’. Si parte venerdì prossimo con ‘Una Punta in Bianco’. La strada principale del paese sarà teatro di dj set, artisti di strada, cantastorie e street food. Una notte dedicata soprattutto ai giovani. Le attività commerciali applicheranno degli sconti speciali sulla merce in vendita. Poi i cannoni con la neve artificiale, le bolle di sapone e il lancio dei gadget. L’inizio è previsto per le ore 18.00. L’ingresso logicamente è gratuito. Si avrà anche la possibilità di visitare ed ammirare le splendide Luciammare inaugurate lo scorso 24 novembre. Per conoscere il programma di Luciammare e le novità di questa terza edizione, segui la pagina ufficiale su Facebook.

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Lavori e scarichi non autorizzati: sigilli a Camerota e Palinuro

di Luigi Martino

Abusi e illeciti lungo la costiera Cilentana, a Camerota e a Palinuro precisamente. La guardia costiera dell’ufficio marittimo di Palinuro e Camerota e i carabinieri della compagnia di Sapri e della stazione di Centola, sono entrati in azione per apporre i sigilli ad una struttura alberghiera da 250 posti letto e ad un complesso turistico. A pochi passi dalla spiaggia della Calanca, a Marina di Camerota, la capitaneria di porto, diretta dal tenente di vascello Giovanni Paolo Arcangeli, ha posto sotto sequestro un noto albergo. Nel dettaglio sono scattati i sigilli per una struttura turistica con più di 250 posti letto, dotata di ristorante e piscina. Quest’ultima è risultata priva di autorizzazione allo scarico (per le caratteristiche della struttura sono da considerarsi reflui industriali), inoltre, stando agli accertamenti degli inquirenti, l’hotel era privo di impianto di depurazione e pertanto i reflui, senza alcun trattamento, venivano immessi nella pubblica rete fognaria. I carabinieri della stazione di Centola, invece, hanno sequestrato 24 villette, in parte vendute anche a privati, costruite in località SalinePalinuro. Circa trentamila metri quadri di terreno edificati in barba a vincoli e divieti su una collina dal panorama mozzafiato, a poche centinaia di metri dalla spiaggia. Secondo quanto accertato gli interventi di ristrutturazione e modificazione delle villette sarebbero stati realizzati senza autorizzazioni. Ora tocca alla procura portare avanti le indagini. I faldoni che contengono i documenti e il materiale video fotografico sono finiti sulle scrivanie dei pm.

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Pompeo, l’ultimo maestro della terracotta: «Nessuno vuole imparare»

di Luigi Martino

La bottega di Pompeo Cammarano è uno scrigno di sogni dove vengono partorite creazioni d’ogni forma e bellezza. Lui ha 59 anni ed è uno degli ultimi maestri della terracotta giù in Cilento. Passeggiando per le strade del borgo medievale di Camerota, ci si imbatte nel laboratorio di Pompeo, nel quale si tramanda da generazioni l’arte della lavorazione dell’argilla che affonda le sue radici nell’Antica Grecia. Si ha così la possibilità di ammirare «u’ cunzàro» (il vasaio) a lavoro e di acquistare oggetti unici nel loro genere. «Ero molto piccolo quando lasciavo tutto e da casa scappavo nello stanzino di mio nonno dove restavo ore ad osservarlo mentre lavorava l’argilla – racconta Pompeo -. Questo è un mestiere molto antico, a Camerota siamo rimasti in due. Vuoi sapere dopo cosa succederà? Nulla, scompare perchè nessuno vuole imparare».

Pompeo ha insegnato quest’arte ai detenuti della casa circondariale di Vallo della Lucania. E’ stato per tre anni insieme a loro. «Dopo un corso intenso e ore di lezioni, c’erano tanti che lo facevano giusto perchè dovevano ma non per piacere – ricorda Pompeo – io che faccio questo mestiere da più di 40 anni ormai, riesco a riconoscere chi davvero vuole apprendere e infatti le mani di un ragazzo mi colpirono molto. Capii subito le tecniche e, appena scontata la pena, uscii dalla cella e mi telefonò. “Voglio imparare, voglio comprare un tornio” mi disse».

I torni sono quegli aggeggi dove prendono forma le creazioni. «Prima erano a pedali, ora invece sono elettrici» spiega il maestro. Sono cambiate tante cose, forse troppe. Gli occhi di Pompeo fanno trapelare nostalgia e, nonostante gli anni, si percepisce la forte voglia di combattere per non far morire quest’arte. «Sono pronto ad insegnare le tecniche ai giovani, venite in bottega, non scappate all’estero, anche qui c’è da fare, guardatevi intorno e riprendete in mano i vecchi mestieri, possono regalarvi il futuro». E l’appello di Pompeo lo ha catturato una giovane ragazza di Pisciotta, lei che si reca in bottega a «rubare» i consigli del maestro.

A Camerota, grazie anche alla terracotta, un’altra forma di turismo è possibile. Non solo mare, dunque. «Gli stranieri che visitano la mia bottega restano sbalorditi – racconta ancora Pompeo – austriaci, tedeschi, svizzeri, francesi, vogliono tutti adoperare il tornio e toccare l’argilla fresca. Pensa che una coppia tornerà in vacanza a Camerota per ritirare due lavoretti che hanno fatto al tornio l’estate scorsa insieme a me, io poi li ho infornati e glieli ho conservati. Mi hanno telefonato più volte».

Prima l’argilla si trovava in grandi quantità a pochi chilometri dalla bottega di Pompeo. «Andavano a cercarla in località Prato, scavavano 7-8 metri e tiravano fuori quella buona. Ora invece la compriamo a Salerno perchè qui non c’è nessuno che vuole andarla a prendere. Qualcosa la creo ancora con l’argilla locale, però questa viene da Sant’Iconio, vicino Sant’Antonio» spiega.

Dal laboratorio si fa presto ad arrivare al suo negozio. Il punto vendita affaccia su piazza San Vito, all’ingresso del paese. Gli scaffali sono pieni di opere bellissime. Pompeo spiega ai visitatori i vari usi che possono essere fatti con quella brocca, oppure con quella «quartuccia». Ci sono contenitori per l’olio, per il vino, posaceneri, vasi, brocche di ogni dimensione, ma anche presepi, animaletti e ceramiche decorate stile vietrese. La moglie di Pompeo, Antonia, è colei che da’ vita e colori alle creazioni. Mano ferma e tempere diverse. Mischia, bagna con l’acqua, sfuma. E’ lei che completa le bellezze pensate dal marito. L’arte di Pompeo è un qualcosa da valorizzare, da far conoscere ma soprattutto da continuare a tramandare. Camerota e il Cilento non possono permettersi di perdere un patrimonio così grande.

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Taverna del Mozzo, chef Mea propone 4 calici per 4 portate

di Luigi Martino

Venerdì 7 dicembre, alle ore 20, presso il ristorante La Taverna del Mozzo a Marina di Camerota, inizierà il ciclo di degustazioni dal titolo ‘4 calici per 4 portate’. Il primo appuntamento sarà condotto da Antonio Stanzione de L’Assaggiatore e vedrà protagonisti i vini dell’Alto Adige e del Sudtirol. La cucina cilentana di mare dello chef Davide Mea incontrerà i migliori vini altoatesini. Al benvenuto di casa Mea sarà abbinato un aureo ed avvolgente e  Falkestein – Riesling, il Tiepido di Mare, invece, incontrerà il fresco e aromatico Abbazia di Novacella-Kerner. Poi, il piatto simbolo de La Taverna, con il quale il cuoco cerca di interpretare la natura della sua terra: lo spaghettone di Gragnano con alice  menaica e stracciata di mozzarella nella menaica, si sposerà con un vino complesso, seducente e stratificato come il Manna che Franz Hass ha dedicato a sua moglie Maria Luisa. Infine, la zuppetta di Mare come quella di nonna, preparata come si faceva un tempo con i resti invenduti della pesca e icona dei piatti del recupero di mare, sarà accompagnata dall’elegante e raffinato Kollerhof- Pinot Nero. «La serata è nata con l’idea che l’incontro di sensazioni, odori, sapori diversi danno vita ad un insolito viaggio enogastronomico da non perdere» fa sapere Davide Mea. I posti, logicamente, sono limitati. La prenotazione è obbligatoria. Segui su Facebook Davide Mea e La Taverna del Mozzo.

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Scatti da Marina di Camerota: ecco le Luciammare

di Luigi Martino

Marina di Camerota ha acceso oggi, sabato 24 novembre, le Luciammare. Il progetto, ideato e organizzato dall’associazione Tuttinsieme e dal comitato Luciammare, con il patrocinio del Comune di Camerota, è partito con l’inaugurazione delle luminarie. Dall’8 dicembre all’8 gennaio, però, il tabellone si arricchisce con eventi di ogni genere. Sul porto di Marina di Camerota verrà installata una grande pista di pattinaggio sul ghiaccio. «Tante le sorprese che sveleremo man mano» fanno sapere gli organizzatori. Sfoglia la gallery:

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Sabato Marina di Camerota accende le sue Luciammare

di Luigi Martino

L’edizione 2017 di Luciammare (Foto Cilentoinfoto)
«La terza edizione di Luciammare non sarà come le altre. Quest’anno ci siamo superati». Lo rendono noto i membri del comitato organizzatore e l’associazione Tuttinsieme che ha messo in piedi quello che è già diventato uno degli eventi più attesi del Cilento. Più che evento, però, quest’anno si parla di una trasformazione generale del Porto di Marina di Camerota che, dall’8 dicembre 2018 all’8 gennaio 2019, diventerà uno spazio per grandi e piccini dal fascino Natalizio con tante sorprese rispetto all’edizione 2017. La ditta ‘Duemme Illumination’ di Massimo Marotta ha già provveduto ad allestire tutto il paese. Torna il ‘Giardino incantato’, fortemente voluto dai bambini. Poi la ‘Slitta gigante’, un’attesissima installazione luminosa,  la cascata di luci lungo il molo e i fari che colorano il mare. «E’ un’edizione particolare – dichiara Giovanna Attanasio, presidente di Tuttinsieme – ci siamo spesi tanto per organizzare il tutto nei dettagli ma ciò che sarà possibile vedere all’inaugurazione è solo una parte dello spettacolo complessivo». Molto soddisfatto ed entusiasta anche il responsabile del progetto, Antonio Cappuccio: «Dopo due belle edizioni non è stato semplice riordinare le idee e partire per un’altra avventura, ma sono tante le persone, ragazzi e ragazze che “lavorano” per portare a casa il risultato. Abbiamo tante cose in programma, tante idee che sveleremo man mano, ci tenevo a ringraziare commercianti, albergatori e quanti stanno contribuendo per la riuscita dell’evento» conclude Cappuccio. Sabato 24 novembre, infatti, Marina di Camerota accende le sue Luciammare. Alle 18.30 in piazza San Domenico si esibiranno i bambini dell’associazione Carpe Diem con i canti di Natale al cospetto della chiesa. Poi la tipica ‘Zeppolata’, che ogni anno riscuote un gran successo, e l’accensione delle luminarie. L’evento si sposterà in zona Porto con i mercatini dell’artigianato, musica dal vivo e fuochi d’artificio. Circa un’ora prima, invece, alle 17.15, toccherà alla frazione Lentiscosa che accenderà le sue luci con, a seguire, la zeppolata e un musica per grandi e piccini. Domenica 25, poi, toccherà a Camerota capoluogo alle 17.30 (a seguire zeppolata e musica) e Licusati alle 18.30 (a seguire buffet di dolci offerto dalla comunità e musica). «E’ un progetto al quale ho sempre creduto fin dal primo giorno, da quando non ero ancora sindaco – dice Mario Salvatore Scarpitta, primo cittadino di Camerota – ho visto crescerlo insieme a tanti giovani e questa è la vera soddisfazione, vedere tanti ragazzi e tante associazioni che lavoro fianco a fianco con l’Amministrazione Comunale per portare e creare qualcosa di bello a Camerota. Il nostro paese questo Natale si candida ad essere capitale del Cilento». Luciammare vede il patrocinio del Comune di Camerota e dell’ufficio turistico ‘La Perla del Cilento’. L’Amministrazione Comunale, tramite gli introiti della tassa di soggiorno, ha deciso di destinare, in egual misura, un contributo per tutte e quattro le frazioni. Con l’aiuto dell’Amministrazione sono stati addobbati i paesi dell’entroterra con le luminarie di Natale. Ogni frazione, inoltre, sta organizzando il proprio calendario di eventi. Visita la pagina Facebook dell’evento: Luciammare
La locandina dell’evento

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Santa Cecilia, a Camerota un concerto in onore della Patrona della musica

di Luigi Martino

Santa Cecilia

Marina di Camerota è pronta ad onorare i festeggiamenti dedicati a Santa Cecilia con un concerto per la Santa, Patrona, appunto, della musica, di strumentisti e cantanti. Il concerto di Santa Cecilia si terrà giovedì 22 novembre, alle ore 19.00, presso la chiesa di Sant’Alfonso in piazza San Domenico a Marina di Camerota. Durante la serata, organizzata dall’associazione culturale- musicale ‘La Scala di Seta’, il pubblico avrà la possibilità di apprezzare brani di musica classica, musica da film con le colonne sonore del maestro Ennio Morricone, eseguite dai maestri dell’orchestra da camera del Cilento, e infine brani liturgici con la partecipazione del coro polifonico parrocchiale Bianca Maria Gigi.

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La locandina dell’evento

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Il ‘coniglio’ che osserva i gabbiani al tramonto: la foto che sembra quadro

di Luigi Martino

Lo scoglio del Coniglio, con i gabbiani che fanno da cornice, assistono allo spettacolare tramonto che colora di rosso la striscia di mare che divide Marina di Camerota da Palinuro. Lo scatto è di Giorgio Iannuzzi.

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Salvatore resta e riparte dalla terra: «Non lasciate il Cilento»

di Luigi Martino

Salvatore Dentale, 26 anni (Foto L.Martino)

«I miei nonni mi hanno lasciato un terreno. Qualcuno non saprebbe cosa farsene, per me invece vuol dire futuro». Salvatore Dentale ha 26 anni. E’ nato e vive a Marina di Camerota, nel Cilento. Il mare lo ha accompagnato per tutta la sua vita. Si è diplomato a Salerno, all’istituto tecnico Navale. Ma, dopo il «pezzo di carta», non si è mosso nulla. Allora a smuovere le acque ci ha pensato lui, voltandosi indietro e sfruttando le opportunità che già facevano parte della sua vita. E’ ripartito dal terreno dei nonni e dalla costa di Camerota per diventare agricoltore e guida escursionistica.

Ha incontrato il professore Salvatore Calicchio, ex politico, conoscitore del territorio, agricoltore e guida. Calicchio lo ha accompagnato passo dopo passo. Gli ha fatto scoprire cose nuove. E Salvatore, quello giovane, le ha trasformate in cose produttive. Ora coltiva l’orto, raccoglie le olive, pota gli alberi da frutta e vende i broccoli porta a porta. Poi lascia tutto, dal capoluogo scende alla frazione Marina, stringe la mano ad orde di turisti e li accompagna alla scoperta dell’area marina protetta degli Infreschi.

«Io ho seguito degli esempi, forse non sono un esempio o forse sì – spiega Salvatore Dentale – ma invito i giovani a tornare alla terra, a guardarsi intorno, ad immegersi nelle bellezze che offre il Cilento». L’invito, dunque, è quello di non scappare via. «Il mio hobby, adesso, è l’apicoltura». E lui con le api ci parla proteggendosi solo il volto. A mani nude sposta le cassette, controlla le celle, fino a prendere il miele per conservarlo nei barattoli di vetro. Salvatore è l’esempio di come in un territorio che arranca, che fa fatica ad emergere e che, talvolta, guarda in modo troppo lento al futuro (per questo motivo in tanti ironizzano definendolo Ci…Lento), lui è rimasto, ha combattuto, si è rimboccato le maniche e ora, dice, «vivo felice».

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