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Esondano fiumi Lambro e Mingardo, gravi danni a Palinuro

di Marianna Vallone

Continua l’allarme per il maltempo che ha colpito anche il Cilento in questi giorni. A Palinuro sono esondati i fiumi Mingardo e Lambro. Quest’ultimo ha rotto gli argini nelle zone del bivio di Centola fino a Isca delle Donne, allagando abitazioni, aziende agricole, attività e diversi terreni coltivati. Molti animali sono morti. E’ polemica da parte dei cittadini, che lamentano una mancata pulizia dei letti da fiumi da almeno dieci anni. Perché la criticità si ripete ciclicamente e nel 2015 ha creato seri danni. Da alcuni mesi con una petizione era stato chiesto agli enti preposti che venisse ripulito il corso d’acqua dalla vegetazione. Interventi che non sono stati eseguiti, al punto che alle prime piogge abbondanti il fiume straripa e causa problemi. «Ogni anno è la stessa storia», commentano alcuni cittadini. La scorsa estate ed anche ad inizio novembre anche Marco Sansiviero consigliere comunale di minoranza al Comune di Centola ha lanciato l’allarme sulle condizioni del fiume Lambro, chiedendo all’amministrazione di intervenire.

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Ormeggi abusivi alla foce del Mingardo: l’area ritorna libera

di Marianna Vallone

La Capitaneria Guardia Costiera di Palinuro ha effettuato una vasta e doppia operazione a tutela dell’ambiente marino alla foce del Mingardo, località nota nei pressi dell’Arco Naturale tra Palinuro e Camerota. L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania, in collaborazione con i Carabinieri Forestali di Pisciotta e San Giovanni a Piro, ha consentito di rilevare un’occupazione totalmente abusiva, di un vero e proprio porto non autorizzato dove né i Comuni di competenza territoriale, Centola e Camerota, nè il Genio Civile hanno rilasciato alcun tipo di concessione per ancoraggio di imbarcazioni.

I controlli già martedì scorso sono serviti da monito per i diportisti, gli uomini della Guardia Costiera di Palinuro, agli ordini del Tenente di Vascello Francesca Federica Del Re, per evitare di creare problemi e sequestri penali, avevano comunicato la necessità di liberare l’area con dei cartelli monitori per sensibilizzare le persone. Indicazioni che i proprietari delle imbarcazioni hanno subito rispettato, tanto che al sopralluogo di oggi al Mingardo erano state rimosse sia le unità che i pontili.

«Abbiamo raggiunto un obiettivo nel modo migliore che si potesse fare – ha commentato il Comandante della Guardia Costiera di Palinuro, il Tenente di Vascello Del Re – evitando sortite o blitz notturni. Era questa una situazione che andava anti da anni, e che per il bene dell’ambiente andava sistemata. – aggiunge – Continueremo il monitoraggio e la lotta all’abusivismo con i Carabinieri Forestali».

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Rifiuti, il grande affare: i Comuni salernitani non mollano

di Redazione

Il 2019 sarà l’anno del decollo definitivo dell’Ente d’ambito in provincia di Salerno, con l’approvazione del piano per i rifiuti dell’Ato. Lo rende noto il quotidiano ‘La Città di Salerno’. La legge regionale 14 del 2016, che ha ridisegnato il sistema di governance del ciclo dei rifiuti, prevede gli Ambiti territoriali ottimali per gestire l’intero ciclo in modo che ogni Ato sia autosufficiente. Quello di Salerno raggruppa i 158 comuni della provincia più tre dell’avellinese, Senerchia, Caposele e Calabritto, gestito dall’Eda, l’Ente d’ambito. La legge consente la costituzione di sub ambiti, raggruppamenti più piccoli di comuni che devono essere autosufficienti nella gestione del ciclo, approvati dall’Eda, tranne quello eventuale del Comune capoluogo di provincia, a cui basta una semplice comunicazione della volontà di costituirsi. Gran parte dei comuni del Salernitano, però, non hanno deciso ancora cosa fare. Le richieste dei Comuni. «Finora abbiamo ricevuto la richiesta di costituire un sub ambito dai comuni della comunità montana del Diano e quelli del Bussento-Lambro-Mingardo – dice l’avvocato Bruno Di Nesta, direttore dell’Eda, ai microfoni di Salvatore De Napoli -. I sindaci della Costiera amalfitana ci hanno comunicato di aver avviato un lavoro per costituirne uno. Abbiamo tenuto a dicembre due riunioni, una a Nocera Inferiore su un’ipotesi di un ente tra le due Nocera, Castel San Giorgio e Roccapiemonte, e un’altra per gli 8 comuni della Valle dell’Irno, mentre si vorrebbe costituire un eco-distretto tra Giffoni Valle Piana e Pontecagnano. C’era anche una vecchia proposta di un sub ambito dell’Alento…». Sul tavolo, quindi, di concreto ci sono solo le due proposte del Vallo di Diano e del Bussento-Lambro-Mingardo. «Per gli altri territori – aggiunge il dg – faremo una serie di incontri». E il presidente dell’Eda, Giovanni Coscia aggiunge: «L’ambito di Salerno è ormai in fase di decollo. Importante sarà il ruolo dei sindaci. I comuni devono rendersi conto che i protagonisti devono essere consapevoli, partecipi e propositivi nella gestione del ciclo dei rifiuti». La rivoluzione Ato. Sarà una svolta storica quella dell’Ato: «Non solo ogni ambito o sub ambito dovrà essere autosufficiente nella gestione del ciclo dei rifiuti – dice Di Nesta – ma ci sarà anche un’ unica ditta o associazione temporanea di imprese per lo spazzamento, la raccolta, il trasporto e lo smaltimento. Terminerà così quella frammentazione che ha ostacolato le buone pratiche in questo settore». I vantaggi di un unico interlocutore sono chiari anche per ridurre i costi, aumentare e assicurare la qualità dei servizi. Non mancano le resistenze. Per molti comuni, infatti, lo status quo significa svolgere direttamente il ruolo di protagonista nella gestione del servizio, negli appalti, nelle assunzioni: una fetta di potere reale su un servizio che vale milioni di euro l’anno. In questo mesi, inoltre, i comuni hanno affidato appalti ad aziende private, sotto la spinta dell’urgenza dello svolgere il servizio di igiene urbana in luogo dei consorzi di bacino, sottoscrivendo contratti per diversi anni che cesserebbero automaticamente con il decollo dell’Eda. A vedere male questo decollo è anche la criminalità organizzata, che in un ente più grande e con tanti controlli più difficilmente può allungare i tentacoli. La deadline degli Ambiti. La scadenza per far decollare l’Eda è ricondotta dal direttore generale entro l’anno in corso: «Entro l’estate dovrà essere chiaro il quadro d’ambito con le proposte di sub ambito che poi dovranno essere istruite ed eventualmente autorizzate. Auspicabilmente, con la collaborazione di tutti, entro dicembre il piano provinciale dei rifiuti sarà realtà». L’Ato gestirà un servizio enorme, per circa 1,1 milioni di abitanti che, secondo da programma prevede una produzione totale di 425.522 tonnellate di rifiuti urbani per il 2020, di questi, in tonnellate per ogni anno, 127.763 di frazione organica, 148.933 di rifiuti urbani residuali (indifferenziato), 120.465 di fabbisogno in incenerimento e 17.574 di fabbisogno di discarica. Gli ex consorzi di bacino. Da ricollocare ci sono 42 dipendenti dell’intercantieri, che svolgeva servizi a favore dei cantieri comunali dei consorzi. I sindaci hanno assorbito i lavoratori dei cantieri comunali ma non la quota parte di quelli dell’intercantieri. «Martedì (domani, ndr) – ha ricordato Di Nesta – il vicepresidente della Regione, Fulvio Bonavitacola incontrerà i consorzi e l’Eda per affrontare la delicata tematica del ricollocamento dei lavoratori. La Regione ha lasciato intendere che darà, per parte sua, un forte impulso».

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Camerota, l’esercito dei ragazzi per proteggere le dune della Cala del Cefalo

di Luigi Martino

Un marinaio della capitaneria di porto aiuta uno studente a raccogliere i rifiuti sulla spiaggia di Cala del Cefalo. Siamo in località Mingardo, a Marina di Camerota. Di fronte a noi c’è la storica grotta del Ciclope; dall’altro lato, invece, Capo Palinuro osserva tutti senza aprire bocca. ‘Se non partecipo produco un rifiuto’. Ho sempre pensato che gli hashtag servissero a poco e invece eccomi smentito. Sull’invito che Raffaele Esposito ha inviato alla stampa, quel cancelletto mi ha spinto ad essere presente. Sì, per lavoro, è vero, ma anche per altro. «Siamo anni che lottiamo e cerchiamo di far capire a tutti quanto sia importante applicare le buone norme per la salvaguardia delle spiagge del Cilento e non solo» sottolinea il presidente Cab Esposito mentre distribuisce pettorine gialle, cappelli, guanti e sacchi. Wwf e Legambiente hanno promosso questa giornata e hanno vestito una parte dei trecento studenti giunti da Roma per conoscere meglio questo lembo di sud.

Hanno passato qualche giorno in compagnia di Gennaro Attanasio e della sua ciurma. Lui è presidente di Cilento a Vela, mentre gli studenti frequentano le superiori nella Capitale. Hanno appreso le tecniche marinaresche e i trucchi per comporre nodi d’ogni genere. E oggi sono qui, non in acqua questa volta, ma a pochi passi, per difendere le dune (zona Sic, sito interesse comunitario) e per dare un segnale forte alle istituzioni, ai turisti e ai cittadini. E’ presente anche la capitaneria di Marina di Camerota insieme a quella di Palinuro, con il comandante Giovanni Paolo Arcangeli e il comandante Sandro Desiderio. Insieme a loro i carabinieri del maresciallo Francesco Carelli e un po’ di giornalisti.

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In mezza mattinata gli alunni e i volontari hanno raccolto decine di sacchi dell’immondizia. E mentre li sistemavano per trasportarli altrove, dove meritano, è spuntato il presidente del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Tommaso Pellegrino si è complimentano con tutti e ha sottolineato alcune cose molto importanti: «Spero che queste immagini arrivino a tutti quei delinquenti che si permettono di abbandonare i rifiuti in una delle zone più belle del nostro territorio. Complimenti a chi ha organizzato questa giornata ma soprattutto a voi ragazzi, protagonisti di questo gesto estremamente forte». Presente anche Vincenza Chiera, esperto ambientalista.

L’evento è stato promosso dalla Cab. Dopo la giornata di educazione ambientale e la pulizia della duna Sic della Cala del Cefalo, alunni, istituzioni e volontari si sono spostati presso lo stabilimento balneare Playa el Flamingo per una campagna di sensibilizzazione plastic free e la chiusura dei lavori con successivo rinfresco. Brindisi dedicato al Cilento e via. Appuntamento al prossimo gesto d’amore.

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Camerota, partono i lavori lungo la strada che costeggia il Mingardo

di Luigi Martino

La provincia di Salerno, oggi, martedì 26 marzo, ha consegnato i lavori all’impresa Mada Costruzioni di Giovanni Maffia, per interventi urgenti di messa in sicurezza sulla strada regionale ex strada statale n. 562 nel comune di Camerota, in prossimità di Cala Finocchiara nel tratto costiero che collega con il comune di Centola fra i km 5+800 e il km 6+200. «Si tratta di interventi sulla S.R. ex SS. n. 562 nel Comune di Camerota – dichiara il Presidente della Provincia, Michele Strianese – Sono lavori urgenti di messa in sicurezza del corpo stradale mediante il ripristino della mantellata a valle, il cui importo del finanziamento ammonta a € 38.187,07. È mia premura – continua Strianese – dedicare particolare attenzione a tutta l’area del Mingardo, ripristinando e mettendo in sicurezza strade che necessitavano interventi da anni, sono lavori di miglioramento della sicurezza e per l’aumento di resilienza dei territori più esposti a rischio idrogeologico e di erosione costiera. La Provincia è vicina alle nostre comunità, in tutto il territorio provinciale. Mobilità e sicurezza sono fra i diritti fondamentali dei cittadini, quindi considero la mobilità sicura senza dubbio una delle priorità di questa Amministrazione». «Ci tenevo a ringraziare tutti i nostri uffici, il presidente della Provincia Michele Strianese, il vicepresidente Carmelo Stanziola, il dirigente Domenico Ranesi e l’amministrazione comunale al completo» chiosa il sindaco Mario Salvatore Scarpitta.

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Bea e Diego raccontano il Cilento attraverso gli occhi degli abitanti più belli

di Luigi Martino

Diego e Bea in azione

A vederli passeggiare insieme, ricoperti dalle mimetiche e sommersi da attrezzature di ogni genere, sembrano appena usciti da un cartone animato dal regista tedesco Otmar Gutmann. Lei colleziona lentiggini e volpi, ha i capelli rossi e viene da lontano. Lui, all’apparenza sornione, studia tutto ciò che lo circonda, anche quando sembra distratto. Beatrice Bigu e Diego Errico (nella foto a sinistra), 23 e 33 anni, sono i due pezzi che ti mancano per completare il puzzle. S’incastrano alla perfezione e regalano magie.

Il Cilento lo puoi raccontare in mille modi diversi ma, insieme ai ‘cacciatori seriali di tramonti’, il modo più romantico per farlo, forse, è seguire il canto degli uccelli, carpire le tracce del passaggio dei mammiferi e immortalare lo sguardo buffo di una volpe o di una lontra. Loro due il Cilento lo raccontano così, attraverso gli occhi degli abitanti più belli: gli animali. E lo fanno in modo talmente naturale che sembra quasi facile, per alcuni, portare a casa risultati così. La fotografia, però, ed è bene saperlo, non è solo un click. Serve competenza, pazienza, appostamenti talvolta anche troppo lunghi, conoscenza del territorio, spirito di adattamento e fortuna. Quella non guasta mai.

Come e perchè avete iniziato?

Beatrice In realtà non c’è un perché preciso. Sono cresciuta in un paesino circondato dalle montagne. Mentre la normalità adesso è che il bambino stia in casa a giocare alla PlayStation, per me lo era camminare in montagna con diversi obiettivi: raccogliere fiori di sambuco con i quali zia preparava una bevanda dai mille benefici, raccogliere fragoline per la marmellata o vedere gli scoiattoli. Ne il vento, ne la neve, ne la pioggia mi fermavano. I vicini ci provavano, mi minacciavano dicendomi che se mi fossi spinta troppo lontano avrei incontrato l’orso e mi avrebbe mangiata.

Diego Le prime passeggiate in natura le ho fatte grazie al gruppo scout che ho frequentato durante la mia adolescenza a Palinuro, ma come molti cilentani che coltivano i propri terreni il primo contatto è avvenuto fin dall’infanzia tra le campagne.

Cosa vi spinge a compiere avventure tra il mare e le colline del Cilento?

Beatrice Arrivata in Italia ho passato molto tempo nell’intento di integrarmi. È stato difficile per me perché nemmeno in Romania ero una bambina come tutte: non molte scorrazzavano per le montagne dalla mattina alla sera e qui in Italia, a Palinuro, addirittura nessuno, nè femmine, nè maschi. Non sono riuscita a stringere legami che si avvicinassero a quello che c’è tra me e la natura. Mi chiedi cosa mi spinge a compiere avventure tra collina e mare e non riesco a dire altro se non che nel tempo per me è diventata una dipendenza, come per gli altri lo è il calcio, per me è osservare, ascoltare e sentire respirare i boschi, i prati, gli alberi. Quando esco a fotografare la fauna mi sono resa conto che non è tanto la giacca mimetica quanto l’atteggiamento a farti avvicinare molto agli animali. Il riuscire a stare fermi, a muoverti come se fossi mosso dal vento, ad essere tutt’uno con ciò che ti circonda è dato dalla sensibilità con la quale percepisci le cose e non da un corso di ambientalistica o altro.

Diego Conoscere la terra che ci circonda e la vita che la popola lo trovo fondamentale per poter rispettare a pieno questi luoghi come tutti gli altri, inoltre una volta che si entra in contatto con la natura non si può non provare libertà e soddisfazione. In più tra mare, montagne, peculiarità faunistiche, botaniche e geologiche, archeologia e quant’altro, abbiamo tanto da imparare tutti i giorni.

Cosa fate oltre a fotografare la fauna e la flora del Cilento in modo così bello ed emozionante?

Beatrice Da nemmeno due anni, insieme a degli amici  abbiamo ideato un’associazione capace di offrire esperienze che abbracciano in ogni sfaccettatura la nostra terra e anche il mare: escursioni su sentieri molto panoramici o completamente immersi nella macchia mediterranea, birdwatching, percorsi in mountainbike, snorkeling e diving, degustazioni di prodotti tipici e molto altro.

Diego Sono una guida ambientale escursionistica e dunque anche per questo mi ritrovo a esplorare tanti posti, ma mi appassionano anche altre attività “outdoor”, più di tutte l’arrampicata sportiva, che è possibile praticare in diverse falesie cilentane e limitrofe.

Dove accompagnate maggiormente i turisti? Alla scoperta di quali sentieri?

Beatrice Non usciamo fuori dal nostro territorio, dal Cilento. Siamo abbracciati dalla leonessa del Bulgheria qui, anche geologicamente parlando, di conseguenza le abbiamo dedicato tre diversi percorsi. Inoltre abbiamo, non lontano, la vetta più alta della Campania: monte Cervati. L’autunno rende il sottobosco di un colore così vivo, seppure è attribuito alla morte delle foglie, io ci vedo vita, nascita, rinnovo. D’inverno poi si posa così tanta neve che ti vien voglia di tuffarti come fosse panna, per cui non mancano le ciaspolate. Ultimamente ci piace tanto “Il sentiero del pellegrino” a Palinuro: è un percorso che bacia la costa a picco sul mare, sottostante il faro, un posto incantevole e molto panoramico. Durante l’estate, invece, prediligiamo la costa degli Infreschi, con i suoi titoli si “spiagge più belle d’Italia”, Pozzallo, Cala bianca e Infreschi sono delle perle per il turismo estivo.

Diego Il maggiore interesse è rivolto ai sentieri costieri come Infreschi e Masseta, San Cono e il Sentiero della Primula da noi a Palinuro, al quale siamo particolarmente legati per le suggestive vedute a picco sul mare, ma ci spostiamo anche sul Monte Bulgheria, Monte Cervati e Monte Gelbison. Ovviamente il Cilento è pieno di sentieri che andrebbero conservati e riproposti agli appassionati dell’escursionismo.

Quale è stata l’avventura che ricordate di più?

Diego Ricordo un sopralluogo in cui ero solo e arrivato in cima alla montagna incontrai un pastore che mi raccontò di aver visto un lupo mezz’ora prima: persi di poco il lupo ma ebbi l’opportunità di conoscere un lavoratore che raccontava la sua fatica e le sue storie, fu piacevole. Colgo l’occasione per ricordare che in ogni ambiente bisogna rispettare le regole del buon senso e non avventurarsi fuori dai propri limiti, affidandosi sempre a chi ha più esperienza anche solo per consigliarsi.

A quali luoghi del Cilento siete legati di più?

Beatrice Ci vivo e non me ne andrei mai, Palinuro è la mia seconda casa: se voglio il mare, due minuti e sono al mare, se voglio la montagna, due minuti e sono in montagna, se voglio i brividi dell’acqua fresca del fiume che costeggia le nostre campagne, mi basta allungarmi dietro casa.

Diego Difficile non legarsi ad ogni angolo del Cilento. A parte Palinuro, mi piacciano molto i boschi d’alta quota dell’entroterra.

Qual è stato l’animale che avete incontrato in modo più inaspettato?

Beatrice Solo al pensiero riprovo quel misto di emozioni, tra agitazione e paura di non lasciarmi sfuggire un momento perfetto. Mai mi sarei aspetta che sbucasse a nemmeno tre metri da me. Era al tramonto, inseguivo il verso di una civetta. Si era fermata oltre la strada sulla ringhiera di un giardino. Ho iniziato a muovermi lentamente, piccoli passi. Quel leggero venticello mi avrebbe agevolata perché anche se mimetica e a passi lenti, gli uccelli riescono a vederti e a volare via in un battibaleno; in questo caso tutto era a mio favore: le barriere biologiche si amplificano col soffiare del vento e coprivano i miei movimenti. Ma ecco che me la lascio scappare e dall’estrema felicità passo a delusione. Il vento muoveva l’erba secca in maniera regolare, ad un tratto, però, ho notato un cambiamento nel fruscio dell’erba seppure il vento non si fosse alzato ulteriormente. Ho capito che c’era qualcosa e che dovevo rimanere immobile con la macchina fotografica in mano e l’obiettivo puntato nella giusta direzione. Si ferma, ricomincia a camminare, poi si riferma. Per un attimo ho pensato fosse solo il vento, ma ecco una testolina. Io vedevo lei ma lei non si era accorta di me, assurdo. Con l’occhio nell’obiettivo speravo di non perdere quest’occasione ma l’emozione era tanta, i nervi a mille, il sudore, il tremore, le speranze, la felicità anche solo per esserle così vicino. Fa qualche passo in avanti, alza la testa, si ferma, mi guarda, continua a guardarmi e io due scatti veloci: “ciac!”, lei si agita, ” ciac!” fugge via. Si ferma sull’erba in lontananza a guardare nella mia direzione. Guardo le foto e spero siano uscite bene perché dall’emozione non avevo verificato che fossero buone le impostazioni della macchina fotografica. La vedo, la guardo, ingrandisco una, due volte per vedere se il tremore mi aveva giocato brutti scherzi ma lei c’è: la mia volpe, la foto che mi ha suscitato più emozioni e mi lascio abbandonare in un grido di felicità e salti di gioia. Poi riguardo verso di lei e stava ancora lì, quasi come dire “chest nn’è bbona ca a capo” , ecco detto così alla cilentana! Le volpi non sono rare ma è raro vederle e avere le condizioni ideali per scattare la foto: vicina, coi colori del tramonto quindi favoriscono il suo colore rossiccio e soprattutto queste fortune capitano sempre quando per qualche motivo la macchina fotografica l’hai lasciata a casa. Io invece ce l’avevo e penso di essere stata molto fortunata. Parlo anche da appassionata di questa specie, quindi per la mia felicità può anche sembrare esagerata come cosa.

Diego Due episodi significativi in cui ero con Bea, il primo è stato una coppia di scoiattoli variabili (asiatici) nei pressi di Policastro Bussentino, anche se sono degli animali alieni al nostro ecosistema, creando anche problemi in quanto tali, sono sicuramente belli da vedere soprattutto se non te lo aspetti. Il secondo è stato l’avvistamento della lontra vicino l’Arco Naturale di Palinuro l’anno scorso, sapevamo che in quel periodo stava da quelle parti, e indagando, che sono presenti in quella zona già dagli anni ’60. Vederla nuotare in mare fu emozionante, speriamo di poterle rivedere e che non siano disturbate dall’essere umano.

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Volpe (Foto Beatrice Bigu)
Upupa (Foto Beatrice Bigu)
Scoiattolo variabile (Foto Beatrice Bigu)
Salamandrina dagli occhiali (Foto Beatrice Bigu)
Poiana e Gheppio (Foto Beatrice Bigu)
Airone cenerino (Foto Diego Errico)
Cinciarella (Foto Diego Errico)
Polyommatus bellargus, femmina e maschio (Foto Beatrice Bigu)
Gruccione (Foto Diego Errico)
Cicogna (Foto Diego Errico)
Luì piccolo (Foto Beatrice Bigu)
Pettirosso (Foto Beatrice Bigu)
Diego e Bea in azione
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Il ‘coniglio’ che osserva i gabbiani al tramonto: la foto che sembra quadro

di Luigi Martino

Lo scoglio del Coniglio, con i gabbiani che fanno da cornice, assistono allo spettacolare tramonto che colora di rosso la striscia di mare che divide Marina di Camerota da Palinuro. Lo scatto è di Giorgio Iannuzzi.

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