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Comuni ricicloni 2020: in provincia il primato va a Morigerati

di Redazione

In Campania i tre comuni ricicloni, migliori in assoluto, sono Domicella in provincia di Avellino, Ginestra Schiavoni in provincia di Benevento e Morigerati nel Cilento, con una percentuale di raccolta differenziata che varia tra i 97% e i 92%. Il piccolo comune dell’entroterra del golfo di Policastro si è piazzato anche al primo posto tra i comuni con meno di 5000 abitanti.

Questo emerge dalla XVI edizione del dossier Comuni Ricicloni redatto da Legambiente, avvalendosi dei dati dell’Agenzia Regionale Protezione Ambientale della Campania (ARPAC) e dell’Osservatorio Regionale Gestione Rifiuti (ORGR) acquisiti nella piattaforma O.R.So. (Osservatorio rifiuti sovraregionale).

Tra i comuni del territorio provinciale, quello con la performance migliore è Morigerati, con 91,60% di raccolta differenziata, seguito da Sicignano degli Alburni, con 89,75%, Casalbuono con 81,1% e Felitto e Serre rispettivamente con 85, 62% e 86, 97 %. 

«Morigerati prosegue il suo percorso verso la crescita di raccolta differenziata», commenta soddisfatta la sindaca Vincenzina Prota, intervenuta in videoconferenza per “ritirare” l’attestato: «Questo riconoscimento appartiene ai cittadini di Morigerati e Sicilì – ha proseguito – che hanno dimostrato grande sensibilità ambientale e civica, al loro grande impegno negli anni. Il nostro è un paese immerso nel verde, con un’oasi naturalistica di grande pregio. Siamo da sempre consapevoli dell’importanza di tutelare e rispettare la natura. Condivido questa soddisfazione con il vicensindaco Cono D’Elia, tutta l’amministrazione e i collaboratori comunali».

I “Comuni Rifiuti Free 2020” sono stati individuati considerando quelli con una percentuale di raccolta differenziata uguale o superiore al 65% e una produzione pro-capite di rifiuto indifferenziato inferiore o uguale ai 75 Kg/anno/abitante. Le tre graduatorie, sono state distinte su base provinciale e in base al numero di abitanti.

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Gemma compie 100 anni, Morigerati e Calimera unite nella “festa”

di Redazione

di Marianna Vallone

Due comunità unite, per ora simbolicamente, per celebrare i cento anni di Gemma Florenzano. Originaria di Morigerati, vive da anni a Calimera, in provincia di Lecce, una cittadina nella quale si è sempre sentita a casa senza mai dimenticare la piazza e il palazzo baronale che l’hanno vista crescere e farsi giovane donna. Una discendenza importante la sua, quella dei baroni Gallotti, un’antica e nobile famiglia, di cui Gemma è tra le ultime eredi. Le sorelle, Clorinda e Modestina, hanno fondato il Museo etnografico della Civiltà contadina, prezioso riferimento della cultura e delle abitudini locali. Nell’antico palazzo di famiglia si respira ancora il solenne e nobile ricordo delle origini di Morigerati.

Al fianco di Donna Gemma, le due figlie Lucia e Anna Rita, una dozzina tra nipoti e pronipoti, tra cui la piccola Gemma, ma anche l’intera comunità che con il pensiero e da lontano ha voluto celebrare una delle storiche donne del paese. Di grande lucidità e generosità, la centenaria riceve da queste pagine un abbraccio straordinario per i suoi 100 anni.

La festa è stata rimandata, ma gli auguri, quelli sì, li riceverà così, con tutto l’affetto dalla sindaca Vincenzina Prota e della comunità, che hanno voluto comunque far arrivare il loro augurio alla centenaria, che nonostante le restrizioni dovute alla emergenza nazionale, potrà godere dell’affetto della famiglia.

Da gennaio gli abitanti del piccolo centro cilentano erano in fermento per raggiungere Calimera e festeggiare Donna Gemma, come tutti la chiamano da sempre. Regalo ordinato, autobus prenotato, programma definito. «La festa organizzata è solo rimandata», dice la sindaca. Perché quando la pandemia sarà finita, resterà forte la voglia di riabbracciarsi e festeggiare chi, a chilometri di distanza, ha avuto sempre il cuore e una finestra aperta sulla sua Morigerati.

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Berniero 2019, premiato Comune di Morigerati: vincente l’ospitalità diffusa

di Marianna Vallone

Il “Premio Berniero”, alla sua seconda edizione, è stato assegnato al Comune di Morigerati. Il riconoscimento è conferito a coloro che si sono distinti per la cura e la particolare attenzione nel preservare gli uliveti e i paesaggi che disegnano. Per questo quest’anno il premio è stato assegnato al Comune di Morigerati con il progetto “Paese Ambiente”. Nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Morigerati è stato il primo territorio a offrire ospitalità diffusa in armonia con le tradizioni e la cultura locali oltre che con i ritmi della natura. A ritirare il premio è stato il vicesindaco Cono D’Elia. «A Morigerati Paese Ambiente – si legge nella motivazione – per la creazione di un modello di sviluppo sostenibile e per la valorizzazione del territorio con tante idee coraggiose e innovative legate alla storia, alla gente e alle sue tradizioni». Con D’Elia sono stati premiati anche alcuni produttori di Morigerati, Eugenio Cioffi, Antonio Pellegrino e Giovanni Cammarano. «In un momento storico in cui si fa sempre più presente un nuovo medioevo dell’animo, abbiamo pensato ci sia bisogno di luce, anzi di una pluralità di luci perché la stanza è buia – spiega Giovanni Sparano, ideatore del festival Berniero -. È buia di affetti, è buia di incontri. È troppo buia di umanità. Quest’anno abbiamo voluto porre l’attenzione sulla ricerca di “luci”, intese come segni di speranza nel difficile periodo che viviamo dal punto di vista sociale». “Berniero” , alla terza edizione, è un festival tra spiritualità e riscoperta delle radici nel solco della storia mista alla leggenda di San Berniero compatrono di Eboli. Un evento organizzato dall’associazione Culturale “Berniero” in collaborazione con l’Ordine dei Frati Minori Cappuccini di Eboli e al Comune di Eboli. Si è svolto il 19 e 20 novembre, presso la Basilica di San Pietro alli Marmi, ed ha ospitato tre grandi esponenti della cultura contemporanea che, attraverso la loro arte, hanno condiviso il proprio sguardo sul mondo per aprire riflessioni, relazioni, percorsi alternativi all’obsolescenza di umanità. E’ stato ad Eboli lo scrittore Erri De Luca; il poeta Franco Arminio; i Radiodervish, gruppo di cantautorato mediterraneo. A dialogare con gli ospiti è stato Benedetto Giacobbe, esponente dell’Associazione Berniero: «Non è stata un’edizione di conforto, chi si mette in cammino è chiamato a confrontarsi con la realtà, con il quotidiano. Ed è quello che abbiamo fatto anche in questa edizione del festival dialogando con i nostri ospiti a cui abbiamo chiesto quali sono, secondo loro, le luci di speranza per concretizzare nel presente il domani che ci aspetta. Il nostro intento è praticare una sempre maggiore promozione della cultura dell’olivo, riappropriarci delle colline e creare lavoro per i giovani della nostra terra. Vogliamo essere custodi della nostra terra».

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Morigerati, dal mare all’entroterra in bus gratuito e viceversa

di Marianna Vallone

Come invogliare i turisti a spostarsi dal mare all’entroterra? Come rendere più attrattiva la spiaggia del golfo di Policastro? Dal 5 agosto torna anche quest’anno il servizio trasporto di bus navetta gratuito che collegherà tutti i giorni Morigerati e Sicilì con le località costiere del golfo di Policastro e viceversa con l’Oasi Wwf Grotte del Bussento e quindi i centri storici di Morigerati e Sicilì. Il servizio, promosso da Comune di Morigerati e curato dalla società di trasporti locale Lamanna, sarà gratuito sia per l’andata che per il ritorno (previa prenotazione) e permetterà ai turisti del golfo di Policastro che sceglieranno di visitare l’oasi WWF Grotte del Bussento di raggiungerla comodamente; mentre gli ospiti che soggiornano nelle strutture ricettive di Paese Ambiente, potranno scendere al mare senza nessun costo. La navetta partirà da Sapri con fermate a Villammare, Capitello, Policastro, Sicilì e Morigerati, e viceversa. Gli orari sono disponibili sulle pagine Facebook del Comune di Morigerati, Morigerati Paese Ambiente e Oasi Grotte del Bussento Morigerati.

GLI ORARI DA SAPRI (piazza San Giovanni)
10:00 (10:30 Sicilì -10:45 Morigerati)
13:45 (14:15 Sicilì – 14:30 Morigerati)
18:30 (19:00 Sicilì -19:15 Morigerati)

ORARI DA MORIGERATI (piazza Piano la Porta)
7:45 (Sicilì 8:00- Sapri 8:30)
11:00 (Sicilì 11:15- Sapri 11:30)
16:00 (Sicilì 16:15 – Sapri 16:45)

Per visitare l’Oasi e prenotare la navetta chiamare il numero 333-6959991

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Balconi e aiuole fiorite, a Morigerati il concorso per colorare i due paesi

di Redazione

«Un uomo non è mai così grande come quando si china per accudire un fiore o una pianta», recita una frase diventata il punto di partenza dell’amministrazione comunale di Morigerati per dare il via a “Balconi ed aiuole fiorite 2019”, l’iniziativa nata ricordano una donna, Assunta Prota, scomparsa prematuramente lo scorso anno, che dedicava le sue migliori energie e il suo amore incondizionato per la natura alle aiuole del paese. Il concorso, alla sua prima edizione, è stato ideato per invitare gli abitanti di Morigerati e della frazione Sicilì a contribuire a rendere ancora più belli, gradevoli ed ospitali i due paesi attraverso il linguaggio dei fiori, trasformando con effetti cromatici lo scorcio di una via, una piccola finestra, una piazza o un palazzo gentilizio, testimoniando al contempo il rispetto per la natura, nonché un segno di amicizia rivolto agli altri cittadini. Il concorso, promosso dal vicesindaco Annarita Nicodemo, prevede l’abbellimento di balconi, davanzali, angoli fioriti, vetrine o fronti commerciali; sono ammessi al concorso i balconi, le finestre, orti, giardini ricadenti nel territorio comunale: la partecipazione è gratuita ed aperta a tutti (residenti, proprietari di seconde case o affittuari, singolarmente o per gruppi condominiali, operatori commerciali presenti sul territorio); i partecipanti possono utilizzare qualsiasi tipo di pianta ornamentale verde e/o fiorita, annuale o perenne ma non è ammesso impiego di piante secche, finte, sintetiche. Per partecipare è necessario iscriversi entro il 31 maggio 2019 utilizzando il modulo disponibile presso gli uffici comunali o sul sito internet del comune, debitamente compilato dovrà pervenire  al protocollo generale dell’ente entro la data del 31 maggio 2019. Il periodo di riferimento per la valutazione andrà dal 1 al 30 giugno 2019. Una giuria, formata da due fioristi e un funzionario del Comune, valuterà i lavori recandosi sul luogo indicato nella richiesta di iscrizione al concorso. Si valuteranno varietà e composizione di fiori e piante, migliore combinazione dei colori e dei fiori, originalità del lavoro, inserimento armonico delle piante fiorite in un edificio, un palazzo, cortile, giardino, vetrina o fronte commerciale. Sono previsti: un premio in denaro di 150,00 euro per il vincitore di Morigerati e un premio in denaro di 150,00 euro per il vincitore della frazione Sicilì. La data e il luogo della premiazione saranno comunicati sul sito del Comune.

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Gloria e Lorenzo, il matrimonio è a Milano ma sembra di essere a Morigerati

di Marianna Vallone

Gli sposi Gloria e Lorenzo

Amici e parenti sorpresi e incantati: il matrimonio è in provincia di Varese ma a tutti sembra di essere stati catapultati nel Cilento, nel piccolo borgo di Morigerati. Se è vero che «al Sud piangi due volte, quando arrivi e quando te ne vai» è vero anche che per qualcuno rinunciare alle origini è quasi impossibile. Così Gloria e Lorenzo, neo sposini lombardi, ieri hanno coronato il loro sogno d’amore prima nella chiesa di San Lorenzo di Parabiago, in provincia di Milano, dove ha vissuto la sposa, e poi hanno accolto gli invitati per una festa in un ristorante di Mainate in provincia di Varese.

Qui la sorpresa: il tema scelto è Morigerati, paese di origine della sposina, giovane insegnante, nata al Nord ma con il cuore nel paese dove i suoi genitori Anna e Andrea sono nati, cresciuti e dove si sono innamorati tanti anni fa. Lorenzo, invece, è di origini pugliesi, ma tra i suoi luoghi del cuore, come per Gloria, c’è Morigerati. Via Chiesa, via Roma, via Racuglia, piazza San Rocco, Museo etnografico, Pietra grande, Castello e Piazza Piano la Porta: il tableau de mariage è con la mappa del paese.

Gloria e Lorenzo hanno fatto così, e i tavoli sono le strade e i posti più significativi. Nei nomi dei tavoli, nei segnaposto, nei centritavola, insomma in tutto ciò che riguarda l’allestimento del ricevimento, gli sposi si sono sbizzarriti con la fantasia, fino alla scelta della torta nuziale sulla quale è stata riprodotta fedelmente la chiesa di San Demetrio, luogo del cuore di tutti gli abitanti che almeno idealmente erano tutti in provincia di Varese, nel ristorante di Mainate, a festeggiare orgogliosi l’amore, quello semplice e romantico di Gloria e Lorenzo

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Un video interattivo per scoprire Morigerati

di Marianna Vallone

Campania (Italy) – Cilento and Vallo di Diano National Park
Un video narrativo interattivo completamente dedicato al Comune di Morigerati e realizzato da una troupe di videomakers, registi e fotografi che ha vissuto per due giorni, lo scorso novembre, l’ospitalità nel piccolo comune del Cilento. Il progetto si inserisce nell’ambito delle attività previste per il progetto “LINCE – Learning Initiatives in Civil Environments”, a valere sul Programma Comunitario “ERASMUS + KA2 Strategic Partnerships for VET”, e pertanto completo anche dei sottotitoli in inglese. Al centro delle telecamere il fascino dei due borghi, le bellezze naturalistiche e museali, ma anche le eccellenze enogastronomiche e le produzioni locali. Il progetto Lince, seguito dalla Conform Scarl, ha visto una troupe che è già stata coinvolta sul set del film “Magari Resto” e della correlata web serie formativa interattiva, girata nel mese di ottobre a Camerota, Marina, Lentiscosa e Licusati. Il direttore generale della Conform, Alfonso Santaniello, era rimasto molto colpito dal centro storico ed aveva annunciato una visita per svolgere delle riprese. Così, dopo due giorni di riprese e mesi di ricerche, lavoro di montaggio, narrazione e limatura ecco il risultato: un video di 5 minuti interattivo, diverso dagli altri, un prodotto innovativo arricchito da una serie di contenuti interattivi tali da permettere al fruitore di approfondire svariati e molteplici aspetti che caratterizzano la vita del piccolo borgo di Morigerati. Ognuna delle interazioni è scaricabile e stampabile, e all’interno di esse ci sono una serie di collegamenti ipertestuali a siti web esterni. Nello specifico le interazioni inserite nel documentario sono 7: Morigerati (presentazione del borgo, della sua storia, del contesto geografico, delle iniziative di eccellenza); Paese Ambiente (che cos’è, com’è organizzato, il Centro Natura, l’intervista del sindaco, etc.); Alloggiare a Morigerati (presentazione delle strutture ricettive di Morigerati e Sicilì); Vivere a Morigerati (cosa vedere a Morigerati, gli eventi che si svolgono a Morigerati, pagina facebook); I prodotti locali (prodotti e aziende del territorio, ristoranti di Morigerati e Sicilì, ricette tipiche cilentane, ricette dieta mediterranea); Oasi e sentieri (Oasi del WWF, La Via Silente, Tre grotte Tre Fiumi, Il cammino di San Nilo); La bandiera arancione (l’iniziativa del TCI, la rete dei paesi Bandiera Arancione.). «E’ un importante opportunità per il nostro Comune – ha commentato il sindaco Cono D’Elia – Siamo grati al direttore Alfonso Santaniello, direttore generale della Conform per aver scelto il nostro territorio e alla sua squadra di professionisti per aver realizzato un prodotto così interessante e completo. E’ stata una collaborazione importante, che speriamo possa avere un seguito».
 

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Morigerati, al via il servizio civile per 12 giovani

di Marianna Vallone

Dodici giovani hanno iniziato da meno di un mese il percorso di formazione e lavoro nel servizio civile. Dal 20 febbraio sono entrati nelle strutture comunali per l’anno di formazione che sarà indispensabile per il loro futuro e che si concluderà il 19 febbraio 2010. Il Comune di Morigerati per il secondo anno consecutivo apre le porte alle progettualità e alle opportunità offerte ai giovani. La scorsa settimana, negli uffici di piazza San Laverio, il Sindaco, Cono D’Elia, e il Vice Sindaco Annarita Nicodemo, insieme alla progettista, la dott.ssa Daniela Grippo e al consigliere comunale Demetrio Perazzo, hanno dato il benvenuto ai 12 ragazzi che hanno preso parte al secondo progetto di Servizio Civile. Si tratta di ragazzi di Morigerati e Sicilì, di età comprese tra i 19 e i 27 anni, che saranno impiegati nei tre programmi di Servizio Civile Nazionale, equamente divisi tra i progetti “La pietra filosofale”, “Morigerati Paese Ambiente” e “Una mano per Morigerati”. «Ringrazio tutti i ragazzi che si stanno impegnando in questi progetti e che mi auguro possano decidere di proseguire la loro attività lavorativa nel nostro Comune – ha sottolineato il sindaco D’Elia -. A loro il nostro benvenuto e un buon lavoro. Un ringraziamento speciale a Daniela Grippo, la progettista, che ha lavorato molto e con passione per realizzare anche quest’anno il Servizio Civile a Morigerati». Soddisfazione anche per il vice sindaco Annarita Nicodemo: «Spero che questa esperienza possa servire ad ognuno per accrescere le proprie competenze e conoscenze».

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Cilento, i dieci sentieri più belli da fare a piedi

di Marianna Vallone

Un mondo incantato che si può scoprire con percorsi trekking tra piante millenarie e erbe spontanee, dove da primavera ad autunno è possibile vivere un’esperienza unica, legando insieme ambiente, benessere e tranquillità. Il merito è tutto di Madre Natura che qui offre il meglio per gli appassionati della camminata. Siamo nella terra del Cilento, a sud della provincia di Salerno, tra le antiche bellezze di Paestum e le dolci colline che guardano il mare del golfo di Policastro. Se siete alla ricerca di un sentiero da sogno per un’escursione, venite con noi a scoprire questa ricchezza dal valore inestimabile, fatta di centri storici, parchi naturali, mare, montagna e fiumi. Abbiamo selezionato quelli che per noi sono i 10 percorsi più suggestivi perché ci immergono in una natura da favola, dalle vette innevate del Cervati alle acque cristalline delle spiagge più belle d’Italia di Camerota. Zaino in spalla e cuore aperto, si parte!

Partendo da nord il Sentiero Italia, che collega Piaggine al Monte Cervati, 10 chilometri in montagna con ampi panorami mozzafiato. E’ senza dubbio una sfida per tutti gli amanti di escursionismo. Potrete addentrarvi in una natura rigogliosa, lasciarvi affascinare da spazi sconfinati e scoprire il cuore del Cilento con la sua natura incontaminata.

Il Sentiero Emmisi a Rofrano, un emozionante percorso di 2 chilometri e mezzo all’ombra di alberi secolari, alla scoperta  del ciclo dell’acqua lungo il corso del torrente e della Forra dell’Emmisi.

Il percorso Rupazzi tra Tortorella e Casaletto Spartano, sentiero storico lungo poco più di 2 chilometri, antica congiunzione tra i due paesi. Immersi nella natura, tra animali specie protetta del Parco del Cilento, la vostra gita si trasformerà in un’avventura indimenticabile, che vi permetterà di godervi la vista sui tetti rossi di Casaletto Spartano e della sua frazione Battaglia.

Il Sentiero del Rio Casaletto, un percorso lungo il torrente che accompagna alla scoperta di paesaggi naturalistici molto emozionanti: in 2 chilometri si alternano colori, fioriture spettacolari e tanta bellezza. Grandi emozioni ai camminatori, che godranno delle  cascate dei Capelli di Venere.

Sentiero Farneto tra Tortorella e Morigerati, 3 chilometri e 400 metri in una rete intricata di itinerari fiabeschi che vi faranno subito dimenticare la fatica del trekking. Questo remoto e impegnativo percorso segue degli antichi punti di congiunzione tra i due borghi. Ampi panorami sulla forra del rio Casaletto e Bussentino.

Il sentiero Lentiscelle Porto Infreschi ci porta a mare. Un percorso di quasi  5 chilometri adiacente alle spiagge più belle d’Italia. Le vedute sulle falesie e sul porto naturale sono straordinarie e spostarsi da un capo all’altro ha qualcosa di magico.

Il percorso sulle tracce di Enea, che collega Marina di Camerota a Punta Infreschi, segue un’antica mulattiera che si muove tra terrazze verdi, coste rocciose e spiagge bianchissime, dove anche in inverno sarà difficile resistere alla tentazione di un bagno in mare.

Il sentiero da Velia a Punta del Telegrafo, ad Ascea. 2 chilometri in cui si ripercorrono i tanti secoli di splendore che ha vissuto questo territorio, tra approdi naturali e antiche bellezze.

Il sentiero a Guardia del Cilento, da San Severino di Centola a Roccagloriosa. 3  chilometri nei luoghi che lasciano il segno di tanti secoli passati, di tante avventure, di tanta civiltà, che si possono leggere nel castello, nel palazzo baronale, nelle abitazioni di San Severino, nelle tombe lucane di Roccagloriosa.

Si attraversano le viscere della terra con il sentiero dell’Oasi di Morigerati. Passeggiata di 1 chilometro che inizia da una bellissima mulattiera lastricata in pietra che, dopo una serie di tornanti in discesa, porta fino all’ingresso della grotta, tra canyon, pozze, rapide e cascate.

Articolo in collaborazione con Cilento Took 

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L’itinerario tra le grotte di Castelcivita, Pertosa e Morigerati protagonista a Geo su Rai3

di Marianna Vallone

Francesco PetrettiMistiche, vibranti di colori e intorno una natura rigogliosa. Le grotte sotterranee del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, sono state ieri protagoniste di un lungo servizio andato in onda su Rai Tre nella trasmissione Geo, condotta da Sveva Sagramola e Emanuele Biggi.

Circondate da panorami mozzafiato, spesso in magnifico isolamento, con caratteristiche molto diverse l’una dall’altra, le grotte di Castelcivita, Pertosa-Auletta e Morigerati, sono state inserite da qualche anno in un progetto che si chiama “Tre grotte e tre fiumi”, ovvero un percorso di 130 chilometri che attraversa da Nord a Sud il Parco, un itinerario da fare a piedi attraverso sentieri mappati o in autobus, in più giorni. A  spiegarlo in studio sono stati il vicepresidente del Parco e sindaco di Morigerati Cono D’Elia, Francescantonio D’Orilia, presidente della Fondazione MIdA e Michele Iorio, responsabile delle Grotte di Castelcivita. «Abbiamo deciso di far conoscere il mondo intorno ai geositi, immaginando un cammino in vista dell’anno dei cammini», ha spiegato D’Elia.

«La tappa del Tanagro mette insieme due territori, Pertosa e Auletta, sotto i quali c’è questa grotta, che è la più antica del Centro-Sud, è navigabile e accessibile ai disabili. Presenta palafitte di 3500 anni che l’uomo ha vissuto dal Paleolitico al Medioevo», ha aggiunto D’Orilia. In studio anche la chef e ambasciatrice della Dieta Mediterranea, Giovanna Voria, che ha realizzato lagane e ceci e il cuppitiello con erbe selvatiche in pastella. Un racconto di Francesco Petretti nell’Oasi Wwf di Morigerati – per la regia di Francesca Catarci – ha presentato le Grotte del Bussento, con la stazione di muschi più estesa del Sud Italia e il particolare fenomeno carsico della Risorgenza del fiume Bussento che la rende unica in Europa. Un luogo ricco di storia geologica e naturalistica.

Nicola Di Novella ha infine descritto la biodiversità del territorio cilentano. «Dobbiamo avere la capacità di avere una rete di borghi – ha spiegato D’Elia in riferimento a Casaletto Spartano, Morigerati, Caselle in Pittari e Tortorella – in grado di offrire ospitalità diffusa ed esperienze». 

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Cascata dei Capelli di Venere, ora tutto il mondo la vuole vedere

di Marianna Vallone

La cascata dei Capelli di Venere
La meraviglia della natura in un lavoro di secoli, durante i quali l’acqua scava la roccia, trasforma il territorio, si insinua nella vegetazione per poi dare luogo a spettacoli unici: uno scroscio potente che dimostra come l’ambiente sappia ancora proteggersi. E’ questo che fa dei Capelli di Venere una delle cascate più suggestive del Cilento: si crea dalle acque del Rio Bussentino, un affluente del fiume Bussento, quest’ultimo segue un incredibile percorso sotterraneo fino a risorgere nelle grotte di Morigerati. Siamo nel cuore verde del Parco nazionale del Cilento, in un’area sotto il patrimonio mondiale dell’Unesco. Così verde da togliere il fiato: per arrivarci basta raggiungere Casaletto Spartano, borgo dell’entroterra del golfo di Policastro e fermarsi in una piazzola che ospita una fontana d’acqua, ad un chilometro dal centro abitato. Tra scale e passerelle di legno si arriva alle cascate, nascoste tra gli alberi, che prendono il nome dalla rigogliosa crescita della pianta Capelvenere. Intensi i riflessi dorati in alcuni momenti della giornata, quando il sole colpisce coi suoi raggi l’acqua. Gli abitanti la considerano quasi un luogo sacro, che negli anni si è trasformato in un’attrazione turistica che affascina migliaia di visitatori ogni anno. Rimanere senza parole è la prima sensazione che provano in molti la prima volta che la vedono apparire tra la vegetazione, che pian piano si aprire agli occhi del turista svelando questo gioco di luce tra l’acqua e l’intensa vegetazione. In prossimità del corso d’acqua si trova anche un vecchio mulino ben conservato e un vecchio rudere denominato “Sorgitore”, che consente la deviazione delle acque provenienti dalla sorgente che ha origine presso la località Melette, in modo che una parte delle acque alimentino il mulino e la restante parte vada a finire nel fiume. Le cascate danno vita a piscine naturali, in cui l’acqua raggiunge una temperatura di circa 6-8 gradi anche nella giornate più calde. La passeggiata non può concludersi senza un passaggio lungo il fiume per godersi tanta meraviglia, cullati dal suono dell’acqua che scorre. Sfoglia la gallery:
©Foto Luigi Martino – http://martinoluigi9.wixsite.com/luigimartino

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L’harem delle lucertole del Bussento: «Mai viste così tante»

di Marianna Vallone

«Mai viste tante lucertole come in questa forra scavata nella roccia dal fiume Bussento». Francesco Petretti, biologo e naturalista, tra gli autori di Geo, programma in onda ogni giorno da lunedì a venerdì su Rai3, racconta le piccole creature del Bussento, nell’Oasi Wwf di Morigerati, in un servizio andato in onda ieri pomeriggio, per la regia di Francesca Catarci. Tra le lucertole regnano comportamenti nuziali del tutto inaspettati: per esempio ogni maschio ha un harem.  Guarda il video: L’harem delle lucertole

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Stefania e Enzo, sposarsi a Morigerati sul terrazzo panoramico “sospeso”

di Marianna Vallone

Stefania e Vincenzo

Il fascino di sposarsi su un terrazzo panoramico da sogno, in un piccolo borgo arroccato su una scenografica rupe, dove il tempo sembra essersi fermato. Dalle esili e strette stradine del centro storico, la sensazione è di entrare in un paese-museo, che conserva l’antico splendore, avvolto da un silenzio maestoso, su cui incombe il rischio della scomparsa. Così nel piccolo comune di Morigerati un matrimonio accende la speranza, soprattutto se è il suggestivo sagrato della chiesa, unico per il paesaggio mozzafiato che lo circonda, la location scelta per realizzare la fiaba d’amore di una coppia, Stefania e Vincenzo. Una cornice perfetta per coronare un sogno d’amore. La coppia di sposi ha scelto l’antico borgo di Morigerati – luogo caro alla sposa – e il terrazzo panoramico della chiesa di San Demetrio, che domina la valle del Bussento, per pronunciare il fatidico sì e scambiarsi amore eterno.

Enzo e Stefania, di Napoli lui, morigeratese lei, colpiti dalla bellezza dei vicoletti che conducono al cuore del borgo, hanno voluto raccontare i loro sentimenti attraverso un matrimonio romantico, semplice ma elegante allo stesso tempo. La cerimonia, celebrata dal sindaco Cono D’Elia, è culminata con un banchetto nuziale a base di ottimi prodotti locali. Sullo sfondo il caldo tramonto cilentano di un agosto appena arrivato, illuminato dai colori della lavanda e dei lisianthus. Un paesaggio sublime, arricchito da stelle e luci soffuse delle candele e dagli addobbi floreali dai toni tenui e delicati. Il cielo ha fatto da cornice all’amore, in una location a strapiombo, mentre sullo sfondo imperava la meraviglia, l’ultima luce che accarezza prima della notte. 

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Osteria dei Compari, al ristorante come a casa

di Marianna Vallone

Metti una sera d’estate al tramonto, una terrazza che si affaccia sul verde da cui ammirare la vallata e gli alberi, e dei tavoli all’aperto dove cenare godendosi il panorama e gustare una cucina di casa. E’ l’atmosfera in cui ci si ritrova all’Osteria dei Compari a Morigerati, che il prossimo giugno festeggerà i dieci anni d’apertura. «In questo ristorante si mangia come in una casa cilentana», racconta l’oste, Pasqualino. «Mia nonna ha fatto la bidella in paese, ha cucinato per generazioni di studenti. Lei e mia madre sono sempre state con le mani in pasta a preparare cavatelli, ravioli, lasagne rigorosamente tirate a mano». Così Rachelina, sua madre, spegne i fornelli di casa e li accende all’Osteria. Negli anni ha mantenuto in menu i piatti che da sempre caratterizzano la loro vita. Dietro non ci sono tecnica e studio ma consigli della nonna e racconti delle massaie del paese. «Le persone ricercano i sapori della tradizione e sono quelli che sappiamo fare bene». Tra i piatti da non perdere, le lagane e ceci (Rachele li prepara aggiungendo un po’ di peperone rosso essiccato e macinato) che vanno per la maggiore anche in piena estate, i cavatelli al sugo e i ravioli ripieni di ricotta vaccina e prezzemolo, preparati al ragù. Imperdibili i fusilli fatti a mano con i ferri. La sua è una cucina autentica, senza pretese, sincera. Spiccano i carciofi ‘mbuttinati in primavera o il brodetto di asparagi selvatici, melanzane ripiene come vuole la tradizione e fiori di zucca in pastella. Pochi salumi e formaggi, solo a scelta. Le ricette sono il frutto dei racconti delle contadine del passato, che usavano preparare le pietanze con i prodotti dell’orto. La portata principe è l’antipasto. Comprende verdure preparate in modo diverso, melanzane a funghetti, zucchine in padella, peperoncini verdi con i pomodori, peperoni ripieni, patate sfristoliate, ciauredda, verdure arrostite, melanzane acchiappate e d’inverno cicoria, bietola e scarola saltate in padella. Ma anche cipudduni e la frittula, che piace a tutti. Carne di maiale e patate, si usava prepararla nei giorni in cui le famiglie uccidevano il maiale, tradizione ancora in vita in questi paesi dell’entroterra. Una cucina schietta, genuina, di casa. Cosa ci si potrebbe aspettare dopo un’entrata di questo tipo? Le paste fresche fatte in casa. I più audaci ordinano anche il secondo: carne alla brace d’estate o selvaggina su prenotazione. D’obbligo fare un po’ di spazio per i dolci, preparati da Francesca, la moglie di Pasquale. Di famiglia napoletana ma cresciuta a Benevento e infine trapiantata a Morigerati per amore dell’oste. Con lui condivide la passione per la cucina. Dolci golosi al cucchiaio che mettono tutti d’accordo. I più fortunati assaggiano anche i vissina quando sono in menù, la cui ricetta è quella di nonna Sciscina, fritti nell’olio e passati nello zucchero. I vini proposti sono quelli regionali, un’etichetta cilentana. Di sera apre la pizzeria. Alberto accende il forno a legna e sforna pizze. L’attenzione per le lievitazioni e la sapienza nel maneggiarle, unite alla scelta di prodotti buoni e di stagione, danno vita a pizze soffici e gustose. Nel menù oltre alle tradizionali, ce ne sono di speciali che cambiano in base ai periodi. In autunno va forte la broccoli e salsiccia, d’estate la preferita è la cucuzzella con fiori di zucca e le zucchine dell’orto. C’è la poverella con le patate sfristoliate e poi la puorcu per i più esigenti. Il locale ospita 40 posti d’inverno ai quali se ne aggiungono una trentina in terrazzo con il caldo. E’ aperto tutti i giorni d’estate, mentre da ottobre solo nei fine settimana, dal giovedì alla domenica. Intorno ai 20 euro il conto del ristorante, meno di dieci per la pizzeria. Tanto basta per alzarsi felici.
Informazioni Via Granatelli, 6 84030 – Morigerati (SA) T. 339 7888670 Facebook – Osteria dei Compari

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Oasi Wwf di Morigerati, così la natura dà spettacolo

di Marianna Vallone

L’oasi occupa 607 ettari di natura incontaminata e selvaggia che il Cilento svela verso Sud, nell’entroterra del golfo di Policastro: almeno dieci chilometri di distanza dai borghi di Caselle in Pittari e Sicilì, venti chilometri dal mare, ricordano perché il paese che la ospita si chiama Morigerati. Un fenomeno carsico secondo in Europa per importanza, una stazione di muschi prima nel Meridione d’Italia, che vanta un record: centinaia di sfumature di verde la rendono il gioiello del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Basterebbe questo per descriverla ma c’è dell’altro. L’Oasi Wwf di Morigerati, con la sua natura selvaggia e la sua ricchezza geologica, per un gruppo di giovani sono un eden da trasformare in un luogo di ritiro per gli amanti della vita e dei ritmi lenti. E’ l’estate del 1988: serve attirare l’attenzione all’ambiente e proteggere quell’ecosistema unico e ricco, in quel canto sperduto del mondo. Con la complicità di chi sulle spalle ha qualche anno in più, si pensa ad uno sciopero della fame. Per sette giorni niente da mangiare e dell’acqua solo per combattere la calura di luglio. Nasce così, poco più tardi, l’Oasi di Morigerati, tra i progetti di conservazione più importante di Wwf Italia, inserita nella lista mondiale dei Geoparchi. Il percorso per raggiungerla dal centro abitato si srotola per 900 metri lungo un’antica mulattiera in pietra, incantevole. Giù a valle c’è il fiume Bussento, protagonista di quest’area, perché riaffiora nella grotta a Morigerati, dopo essere scomparso per sei chilometri nelle viscere della terra a Caselle in Pittari. Scendere nell’area protetta è un’esperienza unica: uno spettacolo naturalistico particolarmente suggestivo sia in primavera, che in estate quando la vegetazione – domina la macchia mediterranea – cambia colore e diventa brillante. Il sentiero è in parte scavato nella roccia ed è accompagnato dal paesaggio montuoso. Dopo una serie di tornanti ecco il primo scorcio felice: un antico mulino in pietra costruito nel 1700 e attualmente funzionante, restaurato da falegnami del posto con assoluta meticolosità. Simbolo del rapporto straordinario tra l’uomo e la natura, l’antico mulino ha molito fino agli anni ’60. Fino ad allora giungevano da ogni parte del territorio per macinare grano, in prossimità della sorgente. La molitura è a ruota orizzontale, un elemento questo che lega il Cilento ai monaci greci che qui si rifugiarono nell’VIII secolo per sfuggire alle persecuzioni iconoclaste. Anche Morigerati, come altri borghi del territorio, vanta tracce preziose del loro passaggio. Ne è l’esempio la sacra icona di San Demetrio, martire di Tessalonica, oggi protettore del paese. Un punto di particolare spettacolarità è dato dalla grotta del Bussento, la gola scavata dal fiume, ricca di flora e fauna unica, tra cui lontra e gamberi o alcuni dei nuclei più consistenti di muschi, felci e salici. Un altro punto di particolare spettacolarità è dato dalla grotta del Bussento, tempio imponente di bellezza al quale si accede attraverso un portale di pietra e un percorso attrezzato in legno che permette l’affaccio per godere dello spettacolo unico e incredibile che crea la natura. E’ qui che il fiume riemerge impetuoso e violento di ritorno dal suo misterioso percorso sotterraneo. La grotta è stata oggetto di esplorazioni fin dal 1925 dal barone Carlo Franchetti, che hanno reso accessibile al visitatore circa 600 metri. Dei sei chilometri sotterranei ne sono stati esplorati poco più di uno. Si tratta di un percorso sotterraneo di enorme difficoltà che però offre caratteristiche e meraviglie che solo la madre natura può originare. Cascate, giochi d’acqua e pozze cristalline sono il contorno di questa riserva naturalistica di incredibile fascino. Titoli di coda? Nient’affatto: contenuti extra e niente effetti speciali, qui non servono. La lontra, a rischio estinzione, probabilmente ha la popolazione più ricca d’Italia proprio in quest’oasi, nei punti difficilmente raggiungibili dall’uomo e particolarmente incontaminati. Si possono individuare segni del passaggio del lupo, del gatto selvatico e dell’istrice. Nelle zone più prossime alle sorgenti vivono la salamandra dagli occhiali, trote, il merlo acquaiolo; mentre puntando gli occhi al cielo è possibile anche scorgere il corvo imperiale, il gheppio, il nibbio bruno e quello reale. Prima della risalita un ultimo sguardo al panorama incantevole, e un interrogativo: il viaggio può finire o continuare. Morigerati è tutta da scoprire. Informazioni e contatti per visitare l’Oasi Wwf di Morigerati: 333 6959991 Sfoglia la gallery:

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Italia nascosta, l’Oasi di Morigerati tra i 65 luoghi magici nel nuovo numero di Condè Nast Traveller

di Marianna Vallone

Dieci itinerari e 65 luoghi magici di un’Italia nascosta, insolita. Il viaggio tra le meraviglie dello Stivale è nel nuovo numero d’autunno, in edicola dal 17 ottobre, di Condè Nast Traveller (dal 10 in allegato con il numero 41 di Vanity Fair) in cui si racconta un’Italia stupefacente e inedita. L’occasione è data dal 20th Anniversary di CN Traveller, la famosa rivista specializzata in viaggi e turismo che presenta ai lettori i racconti di viaggio più sorprendenti, le immagini dei migliori fotografi e le recensioni più originali. Tra i 65 posti «segreti e meravigliosi» fa capolino il Cilento, con il mistero del fiume Bussento e l’Oasi Wwf Grotte del Bussento di Morigerati dove il fiume, dopo un percorso sotterraneo di sei chilometri, riaffiora impetuoso. «Un canyon tropicale in piena regola è quello che, lasciato il lago Sabetta, disegna il fiume Bussento inabissandosi in una forra rocciosa tra Caselle in Pittari e Morigerati, sotto il monte Pannello». Questa la didascalia che accompagna la splendida foto di Vittorio Sciosia. Il nuovo numero di CN Traveller porterà il lettore non solo a Morigerati ma anche nella Murgia Materana, a Ischia, a Sant’Anatolia di Narco, Gardone Riviera e in altri luoghi magici e poco conosciuti d’Italia. L’Oasi di Morigerati si estende per 607 ettari all’interno del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Nella lista mondiale dei Geoparchi, è tra i siti Wwf più rilevanti d’Italia per il particolare fenomeno carsico (geosito “principale” Unesco). Il fiume Bussento, dopo un percorso sotterraneo di circa sei chilometri (si inabissa nei pressi di Caselle in Pittari), riaffiora a Morigerati creando cascate e paesaggi incantevoli. Per visitare l’oasi Wwf di Morigerati 339 6959991  Foto ©Vittorio Sciosia

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Ferriera di Morigerati, una frana rivela uno scrigno d’archeologia industriale

di Marianna Vallone

Gli inglesi le proteggono come preziose reliquie, in Italia, le antiche ferriere rischiano di scomparire per sempre, sotto le erbacce o la speculazione edilizia. Una storia simile per decenni ha segnato il destino di quella di Morigerati, uno dei rari e preziosi impianti ben conservato nei corso dei secoli di tutto il meridione d’Italia. Incantevole, piena di fascino romantico, la costruzione su due corpi era completamente coperta dalla terra. Uno smottamento della montagna l’aveva nascosta fino quasi a farne perdere la memoria. I fori nella vegetazione iniziarono farsi spazio anche se molti sapevano che lì esisteva un antico opificio. Nessuno immaginava, però, che sotto la fitta macchia mediterranea c’era un prezioso scrigno d’arte. I primi scavi avvenuti nel primo decennio del Duemila hanno svelato con sorpresa che le parti murarie erano ancora integre, per cui si è provveduto a ripulire la zona e gli interni delle strutture. Alcuni monconi degli impianti hanno resistito negli anni; grazie a questi è stato possibile risalire alla tipologia e alle dimensioni dei macchinari esistenti. Due corpi: uno superiore, di cui rimanevano in piedi un muro perimetrale e due colonne; ed uno, un po’ più a valle, che sicuramente ospitava le macchine per la lavorazione del ferro mosse da una ruota verticale ad acqua. Complessi industriali di epoca borbonica erano localizzati tra Morigerati, Sanza e Casaletto Spartano. Quella di Carmine Perazzo da Torraca, a Valle della Corte, a due chilometri dal centro abitato di Morigerati e in prossimità di un affluente del Bussento, è stata realizzata attorno alla metà del XIX secolo, attiva dal 1837, ed era utilizzata per trasformare e lavorare i materiali ferrosi: un grande esempio di archeologia industriale, con oltre 450 metri quadrati di superficie. La ferriera è disposta su due corpi di fabbrica, nei pressi un canale artificiale prendeva l’acqua del fiume per traghettarlo verso il corpo anteriore della struttura; mentre il secondo corpo, quello a monte, fungeva da deposito per carbone e per l’alloggio dei lavoranti. Un’opera di grande valore alla quale hanno lavorato dal 2006 un’equipe complessa formata da archeologi industriali e tecnici. Oggi la ferriera ospita anche le opere e i progetti di Ugo Marano, in un museo di arte all’aperto inaugurato nel 2016. L’artista scomparso nel 2011 aveva un legame profondo con il Cilento. Una delle sue opere simboliche più significative, il Tavolo del Paradiso e realizzato nel 1999, hanno trovato casa nell’area della Ferriera: un tavolo di ferro a forma di croce greca, con un bicchiere e un piatto in ogni posto, intorno al quale Marano auspica che si possano sedere tutti i sindaci del Cilento. Informazioni e contatti per visitare la Ferriera: www.morigeratipaeseambiente.it  Sfoglia la gallery:

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