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“Frammenti a colori”, esce l’album di Daniela Vicale

di Marianna Vallone

Anticipato dai singoli “Luna nuova” e “A schermo spento”, esce “Frammenti a colori”, l’album d’esordio della cantautrice Daniela Vicale. Casertana, ma cilentana d’adozione, Daniela Vicale confeziona un album emozionale, che gira tutto intorno alla sua vocalità. Partendo dal cantautorato pop, Daniela, coadiuvata da uno staff d’eccellenza (su cui svetta l’arrangiatore e compositore Alessandro Galdieri), inserisce, di volta in volta elementi che vanno dalla musica popolare (genere musicale nel quale la cantautrice muove i suoi primi passi) fino a inserti di stampo medievale.

«Il maestro Lorenzo Maffia (con il quale ho avuto il piacere di realizzare i miei primi inediti), un giorno mi presentò due professionisti (oggi grandi amici): il polistrumentista Alessandro Galdieri e la bravissima Valentina Schiavo. Avevo bisogno di un bravo arrangiatore, uno che lavorasse ai miei brani e che curasse ogni dettaglio dell’album. Infatti, ai miei sette inediti, sono stati aggiunti altri tre brani scritti proprio dal duo Galdieri/Schiavo, mentre il testo dell’ultimo singolo, “A schermo spento”, è opera di una mia carissima amica artista, Monia Ridolfi, con la quale, anni fa, ho condiviso una delle mie più belle esperienze canore. Le registrazioni sono state curate sempre da Alessandro Galdieri mentre, per la fase di mixing e mastering, bisogna ringraziare l’amico Romolo D’Amaro».

Un album dalla lunga gestazione, “Frammenti a colori” è composto da 11 inediti più una cover, la “Insieme” di Battisti-Mogol, resa celebre da Mina.

«Una notte nasceva una melodia (la musica ha sempre preceduti i miei testi), dopo qualche giorno il testo, spesso aiutata da mio fratello Vincenzo, anche lui un artista a tutto tondo, un attore-cantante e amante della buona musica. Quando gli ho proposto il progetto, non ha esitato un solo istante nel voler condividere con me questa bellissima avventura. L’ultimo brano nato per l’album, realizzato proprio durante la fase di registrazione, uno di quei brani dove ti siedi e la penna comincia a scrivere da sola, è stato “La ballata delle malelingue”, ed è una di quelle canzoni nate in collaborazione con Alessandro. Gli inviai il testo e lui, velocissimo, la sera stessa aveva già creato la melodia».

La cover dell’album, ideata e realizzata da Valentina Schiavo, è il modo personale di Daniela di augurare a tutti salute, felicità, benessere e prosperità.

«Per la copertina mi è piaciuta molto l’idea di utilizzare degli origami. Ho scelto quello che rappresenta la gru perché in Giappone vengono regalate per augurare salute, felicità, benessere e prosperità; di solito regalate ad una persona cara, questo bel messaggio mi è piaciuto da subito. Sono tutte di colore diverso e Valentina Schiavo, realizzatrice del progetto grafico, armata di tanta pazienza li ha realizzati, per me, uno ad uno».

“FRAMMENTI A COLORI” SU SPOTIFY https://open.spotify.com/album/5SHMBk1yjyuWb95j0IX1M9 

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Anna Tatangelo al Capodanno di Agropoli, la “ragazza di periferia” incanta il pubblico

di Marianna Vallone

La città di Agropoli ha salutato ieri sera l’arrivo del 2020 con il concerto di Anna Tatangelo, organizzato e promosso dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Adamo Coppola. A dare il via alla serata, il messaggio di auguri del primo cittadino: «A voi tutti – ha detto Coppola – vanno gli auguri di un 2020 ricco di soddisfazioni e di successi. Il 2020 sarà un anno importante per la nostra città. Stiamo lavorando per offrire più servizi e renderla ancora più attrattiva dal punto di vista turistico». Quindi ha proseguito: «la città cresce se ognuno di noi fa la propria parte, in primis l’Amministrazione comunale, ma ogni singolo cittadino può dare il proprio contributo. Insieme – ha concluso – si può fare un percorso importante e raggiungere risultati ad oggi inaspettati». Reduce dal concerto di Capodanno a Bari, andato in onda su Canale 5, Anna Tatangelo così ha descritto la sua tappa di Agropoli: «Sono felicissima di essere qui. Vi ringrazio per la bella accoglienza. E’ sempre un piacere tornare in questi luoghi dove ci si sente come a casa». Migliaia le persone che hanno affollato Piazza Vittorio Veneto per divertirsi e intonare insieme all’artista, i brani dell’ultimo album “La fortuna sia con me” così come i suoi cavalli di battaglia ed altri entrati negli anni a far parte del panorama musicale italiano. Da “Doppiamente fragili” a “Ragazza di periferia”, “Le nostre anime di notte”, brano che la cantante di Sora ha presentato lo scorso anno al festival di Sanremo e numerose altre c anzoni che hanno visto la partecipazione corale del pubblico, che già dal primo pomeriggio di ieri si è riversato nella piazza agropolese. Due ore intense per iniziare in musica il nuovo anno in spensieratezza, con l’artista che si è intrattenuta, prima e dopo il concerto, per qualche foto e selfie prima di fare rientro a casa. Il concerto di Anna Tatangelo era incluso nel ricco programma del Natale delle meraviglie, che prosegue fino al prossimo 6 gennaio.

Restano operativi, infatti, i mercatini di Natale e il percorso enogastronomico che, partendo da Piazza Vittorio Veneto, attraversa Corso Garibaldi, via Filippo Patella, gli scaloni fino a raggiungere il borgo antico. Qui, il prossimo 5 gennaio, dalle ore 18 alle 21, è in programma l’ultimo appuntamento del “Presepe al borgo”, una rievocazione storica ambientata al tempo di San Francesco, nel 1200. Attivi fino al 6 gennaio, anche il “Castello incantato, la vera dimora di Babbo Natale”, tra le più grandi di Italia e la mostra dei presepi artistici, entrambi presso il Castello Angioino Aragonese. Una bella novità per i bambini che dal 4 al 6 gennaio visiteranno il Castello incantato: qui potranno incontrare oltre a Babbo Natale anche la Befana.

Qui il link video: https://we.tl/t-b9zQC0R4m1

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Piano Vetrale ospita il concerto di pianoforte del maestro Federico Mauro Marcucci

di Marianna Vallone

Lunedì 30 dicembre a Piano Vetrale si svolgerà il concerto di pianoforte del maestro Federico Mauro Marcucci. Nella splendida cornice della cappella di Sant’Antonio, e nel paese dei murales, Piano Vetrale frazione di Orria, il pianista  Federico Mauro Marcucci  diplomatosi con lode presso il Conservatorio di Santa Cecilia in Roma, attualmente frequenta il corso di Alto Perfezionamento in Pianoforte per Musica da Camera. Ha tenuto diversi concerti pianistici in Italia e all’estero e ha partecipato a vari concorsi pianistici internazionali. Parallelamente all’attività pianistica si è diplomato con lode in Canto presso il Pontificio Istituto di Musica Sacra con cui partecipa regolarmente alle attività concertistiche dei cori polifoniche di Canto gregoriano.  Il progetto musicale della serata si collega perfettamente con la vocazione culturale scelta dalla amministrazione comunale di Orria, guidata dal sindaco, Mauro Inverso. L’evento è inserito nel cartellone del POC 2019 “La valorizzazione della Millenaria Fiera della Croce di Stio” progetto turistico e di eventi al quale partecipano i di Campora, Gioi, Perito,  Orria,  Stio e Valle Dell’Angelo, ed p finanziato dalla Regione Campania con la direzione artistica del M° Lillo De Marco.  Il progetto  si pone l’obiettivo di intercettare flussi turistici attraverso la realizzazione di eventi artistici e culturali capaci di veicolare le peculiarità, le bellezze e le unicità di un territorio raro ed affascinante ,attraverso la fusione di itinerari, accoglienza diffusa, enogastronomia, possa rievocare le forme artistiche e gli aspetti tipici e caratterizzanti dei luoghi che hanno subito l’influenza del crocevia che nei secoli ha rappresentato la Fiera Della Croce. Gli eventi del Poc prevedono, oltre al concerto, la realizzazione di nuovi murales che verranno inaugurati il 10 aprile 2020 ad opera dell’artista Lavinio Sceral.  La serata continuerà con un dibattito “Pittura e Musica – visioni classiche in prospettiva moderna” coordinato dal consigliere comunale Carmelo Infante con interventi di artisti, storici e amministratori del territorio su arte sacra, musica e street art che, sulla scia delle ultime tendenze verso la creazione del distretto culturale “Cilento Antico”,  cercherà di porre in evidenza come l’arte possa rappresentare non solo un eccezionale veicolo culturale ma anche un potente attrattore in grado di generare processi di sviluppo sostenibile per tutto il territorio. 

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Rocco Hunt e l’omaggio a Salerno con l’ultimo singolo “Ti volevo dedicare”

di Marianna Vallone

E’ online da alcuni giorni il video di “Ti volevo dedicare” di Rocco Hunt con J-Ax & Boomdabash, girato tra i vicoli e nelle piazze di Salerno. Il nuovo singolo in radio è estratto dal disco d’inediti “Libertà”.

«Per me è stato un piacere enorme riuscire a girare un video nel centro storico della mia città, Salerno, sulle scalinate del Duomo – ha commentato il rapper salernitano – È stato molto bello vedere l’afflusso di gente, sono arrivate centinaia e centinaia di persone. Spero di aver rappresentato la mia città con questo video. Quale migliore occasione di una serenata per dichiarare il proprio amore? Sulle scale del Duomo lancio questa dedica d’amore spensierata con i miei amici J-Ax e Boomdabash. Un video emozionante che descrive a pieno il calore e la passione che solo il Sud Italia riesce a darmi».

“Libertà”, che alla prima settimana dalla sua uscita è entrato direttamente al primo posto della classifica dei dischi più venduti della settimana non è mai uscito fino a oggi dalla Top Ten della classifica. L’album è stato accolto con grande entusiasmo da critica e pubblico. Tornando alle sue origini, l’artista ha dimostrato la potenza del progetto, capace di affermarsi nella scena urban odierna rimanendo allo stesso tempo trasversale e d’ispirazione per tutte le generazioni.

Tante le collaborazioni nel nuovo disco: da Achille Lauro a Takagi & Ketra, a J-Ax & Boomdabash, a Clementino, Geolier, Neffa, Gemitaiz, Nicola Siciliano e Speranza.

L’artista ha all’attivo 3 album: “Poeta urbano” (2013), “‘A verità” (2014) e “SignorHunt “(2015).  Nel 2019 ha diffuso tre singoli: “Ngopp’a Luna” feat. Nicola Siciliano, diventato subito virale, “Cuore Rotto” pubblicato in due versioni, la seconda, la Nfam’ Version, che vede l’inserimento di strofe in napoletano, suo marchio di fabbrica, e i feat. dei colleghi Gemitaiz e Speranza; a maggio è uscito in radio e in digitale il singolo, “Benvenuti in Italy”, che è stato scelto come “National Song” per il campionato europeo Uefa Under 21.

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Torre Orsaia, tutto pronto per il concorso musicale dedicato a Eligio Orlando

di Luigi Martino

Nel  corso  degli  anni,  col  susseguirsi  delle  edizioni,  la  rassegna-concorso Eligio Orlando, che si svolge come da tradizione a Torre Orsaia, è riuscita ad acquisire notevole prestigio all’interno del panorama musicale italiano, ritagliandosi un posto di rilievo nell’ambito dei concorsi musicali riservati ai ragazzi, anche grazie all’impegno del dirigente scolastico e del suo staff – che si è molto adoperato per la buona riuscita dell’evento e di numerosi altri progetti. L’istituto omnicomprensivo di Torre Orsaia si è, infatti, impegnato nella realizzazione di diversi progetti.

Quest’anno, la manifestazione si svolgerà nelle giornate del 29 e 30 maggio, presso la sede centrale dell’istituto. Il primo giorno sarà dedicato alla rassegna delle esibizioni, durante le quali i partecipanti verranno giudicati da una commissione tecnica; il secondo giorno, invece, proseguirà con il concorso vero e proprio, e con l’esaminazione delle performance da parte della giuria di prestigio.

Le sezioni di concorso aperte alla gara saranno molteplici: solisti, musica da camera, orchestre, canto lirico e moderno, organetto e molte altre ancora. Al vincitore delle sezioni orchestra Smim e orchestra liceo Musicale verrà assegnato il premio speciale Carmine Speranza, del valore di 500 euro per categoria. Il bando di concorso e i moduli d’iscrizione sono scaricabili dal sito dell’Istituto www.scuoletorreorsaia.gov.it.

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Bucarest international jazz competition, tra 16 band c’è bassista cilentano

di Marco Santangelo

Mancano ormai pochi giorni all’inizio del Bucharest International jazz Competition, evento conosciuto ed apprezzato da tutti gli amanti del jazz. Quest’anno fra le 16 band provenienti da tutto il mondo, avrà l’onore di esibirsi il gruppo italiano 4 Way Close. I musicisti nello specifico sono: Fabrizio Spista al sax tenore, ewi ed arrangiamenti; Massimo Parisi alle tastiere, synth; Matteo Esposito alla batteria; Pasquale Mastrogiovanni al basso elettrico. E proprio quest’ultimo, Pasquale, è un 28enne di Orria che ha studiato, insieme agli altri colleghi, al Conservatorio Statale di Musica G. Martucci di Salerno ad indirizzo Musica Jazz. La band si è conosciuta proprio lì, tra quelle mura dove è nata la loro storia.

Il gruppo nasce nel settembre del 2018, dall’idea del bandleader Fabrizio Spista. Il nome 4 Way Close, raccoglie in sè molteplici significati ed esprime al meglio il concetto che questo gruppo vuole comunicare. 4 Way Close indica anzitutto una tecnica d’arrangiamento utilizzata nel jazz, dove appunto quattro voci vicine si muovono in modo parallelo, creando un’armonizzazione della stessa melodia. Partendo dunque da questo nome e condividendo le proprie idee ed i propri gusti musicali, il gruppo, si muove per l’appunto nella stessa direzione, simultaneamente, avendo come obbiettivo comune l’attingere dai propri background musicali, non appartenenti esclusivamente al jazz e, lavorare su arrangiamenti e brani inediti per esporre un punto di vista personale senza pregiudizi di alcun genere.

A 13 anni dal suo debutto, il Bucharest International jazz Competition è classificato come secondo contest a livello europeo e terzo nel mondo. Quest’evento contribuisce a creare un immagine propositiva della Romania nel mondo, trovando un proprio posto fra le maggiori nazioni che propongono eventi jazz. Dedicato a musicisti professionisti, l’evento debutta nel 2007, registrando sin dalla prima edizione pi di 30 band provenienti da 25 paesi nel mondo. Lo standard negli anni  cresciuto tanto quanto la popolarità dell’evento. «Sono convinto che i progetti di quest’anno riempiranno le sale quanto mai accaduto prima, invitiamo gli amanti di tutti i generi e coloro che non sono propri del jazz ad unirsi in questi appuntamenti pieni di creatività e libertà d’espressione, un esplosione di colori ed energia» dice il direttore Luigi Gageos. Il Bucharest International Jazz Competition prevede una pre-selezione nella quale vengono scelte le band da tutto il mondo, tramite l ascolto di tracce audio che i gruppi devono inviare per partecipare, superata questa fase dunque si accede alle semifinali che si tengono nella capitale con un intera settimana dedicata al jazz tra concerti, jam sessions e workshops, alla fine dei quali e pi precisamente il 18 maggio si scopriranno i migliori artisti della nuova generazione del jazz.

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A Casaletto Spartano il via a ‘Ospitalità, musica e teatro’: la summer guitar school’

di Marianna Vallone

Credit foto Web Cilento
Musica e laboratori teatrali nel borgo che dell’ospitalità ha fatto da sempre il suo punto di forza. Si terrà a Casaletto Spartano, infatti, dal 13 al 21 luglio la rassegna di musica e teatro all’insegna dell’ospitalità denominata “Ospitalità… tra musica e teatro” IV edizione della Summer guitar school, “Una proposta neuroscientifica: processi cognitivi in musica”, organizzata dalla Compagnia Teatrale Casalettana in collaborazione con la Guitar Education e research. La presentazione dell’iniziativa si terrà il 4 maggio alle ore 20.09 presso piazza S. Giovanni a Casaletto Spartano. Durante l’incontro verranno illustrati i contenuti del programma estivo e l’avvio dei laboratori teatrali e musicali per i ragazzi a cura della CTC – Compagnia Teatrale Casalettana da tenersi nei mesi di maggio,giugno e luglio. Un’iniziativa plastic free che vede tra l’altro il patrocinio del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, il Comune di Casaletto Spartano, la Parrocchia di San Nicola di Bari, la Parrocchia di Santa Maria della Stella. Il programma prevede laboratori musicali e teatrali, visite alle cascate dei Capelli di Venere, dibattiti sui valori dell’ospitalità, serate di convivialità.

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Luciano Tarullo, con “L’isola” in bilico tra rock e cantautorato

di Marianna Vallone

Originario di Agropoli, Luciano Tarullo, in questo suono nuovo lavoro in studio, propone una miscela di cantautorato e rock come insegna la migliore tradizione musicale italiana. “L’isola” diventa, così, un «gioco di contrasti tra brani “tirati”, ballate rock melodiche e canzoni che presentano una matrice più espressamente cantautorale».

«Musicalmente mi piace definire questo lavoro semplicemente come un disco rock, non solo nel sound, ma soprattutto nell’attitudine tra gli arrangiamenti e la stesura dei testi. Ho guardato poco a ciò che si produce oggi sia nel mondo indie che in quello pop, decidendo di pensare esclusivamente al vestito migliore che andasse bene per ogni singolo brano dell’album. Ho curato personalmente le parti musicali di ogni canzone, lavorando simultaneamente alla scrittura e agli arrangiamenti, per conservare l’autenticità di ogni brano al momento della creazione».

 

“L’isola” è un lavoro nato da una lunga gestazione: trovano spazio, all’interno dei 9 brani, canzoni scritte da Luciano nel corso della sua vita, fra composizioni più recenti e altre che risalgono alle sue prime stesure, a 18 anni.

«Ciò che conta davvero è la mia volontà di mettere “nero su bianco” le esperienze, gli incontri, le scelte, i cambi di rotta, e tutto ciò che mi ha segnato come persona e come artista».

Le tematiche affrontate da Luciano Tarullo ne “L’isola” vanno dall’intimo al condiviso, nella sua visione lucida della società in cui viviamo e che ci circonda.

«Nel disco si parla di vita e di perdite (“Benvenuto” – “Come un angelo senz’ali”), di amicizia e “bisogno di farcela” (“Il senso di noi”), di impulsi profondi che faticano a venire a galla (“Il tempo”), si toccano argomenti legati alla visione della nostra società e della nostra cultura criticandone l’autenticità a discapito di una sempre più incalzante moda dell’apparire (“Tu da che parte stai” – “È così che va il mondo” – “Spalle al muro”),  fino ad arrivare a tematiche esistenziali che cercano di scavare nell’intimo della nostra anima (“Quello che resta”)».

Scritto, arrangiato e prodotto dallo stesso Luciano, “L’isola” è registrato, mixato e masterizzato da Tonino Valletta presso il TVA Studio di Ascea.

«Il TVA Studio non è stato semplicemente il posto in cui ho inciso il disco, ma molto di più. Nell’arco di due anni di produzione è stato un vero e proprio laboratorio creativo fatto di persone che hanno lavorato all’album con il massimo della professionalità. Un lavoro di squadra che ha coinvolto la produzione artistica, la fonia di Tonino Valletta, la band che ha suonato tutti i brani e tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione del prodotto finale».

All’album hanno partecipato i musicisti Ivan Tornese (chitarra elettrica e cori), Frank Cara (chitarre elettriche e acustiche), Antonio Brunetti (basso), Gianluca Perazzo (batteria), Piera Lombardi (cori e voce in “Come un angelo senz’ali”), Bruno Manente (pianoforte in “Benvenuto”) e Lorenzo Maffia (tastiere in “L’isola”).

L’artwork è di Giovanni Carbone.

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Voci e chitarre dal vivo a Palinuro per un tributo a Lucio Battisti, Vasco Rossi e Rino Gaetano

di Marianna Vallone

Una serata dedicata ai grandi classici del rock italiano (e non solo) rivisitati in chiave acustica: è questo lo spettacolo offerto dal duo composto da Peppe Foresta e Francesco Iaccarino.

Tiromancino, Max Gazzè, Lucio Battisti, Vasco Rossi, Ligabue, Gianluca Grignani, Oasis e Rino Gaetano sono solo alcuni dei nomi degli artisti in cartellone.

Peppe Foresta e Francesco Iaccarino iniziano a collaborare circa 10 anni fa nel progetto di musica inedita Abiura Vola. I due, intanto, portano avanti altri progetti: ricordiamo, ad esempio, Lanavetro, side project di Peppe Foresta, o la sua partecipazione al nuovo album di Martino Adriani e la sua conseguente partecipazione al tour dell’artista di Abatemarco.

Muniti di due chitarre acustiche, Peppe Foresta e Francesco Iaccarino sono pronti a far cantare il pubblico della vineria Hope di Palinuro venerdì 25 gennaio, dalle ore 22:30.

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“Cartoline da Balconica”, torna l’evento a Futani

di Marianna Vallone

Pubblico

In collaborazione con il Menevavo Festival torna uno dei festival più peculiari d’Italia, Balconica, il 3 gennaio a Futani in giro per il centro urbano del paese.

Tanti gli eventi in cartellone, dai convegni ai concerti, dall’enogastronomia ai DJ Set, con un continuo rimando a quello che è il tema del Menevavo Festival, e cioè quello dell’emigrazione. Mattatori della serata saranno gli ELEM, progetto musicale elettronico capitanano da Marco Messina (99 Posse) insieme a Loredana Antonelli e Fabrizio Elvetico, i quali propongono una miscela di generi musicali che va dalla dub all’industrial passando per la techno.

GLI EVENTI Si parte alle 18:00 con il convegno “Alla ricerca di una vita migliore: l’emigrazione e lo spopolamento nei piccoli paesi”. A fine convegno, alle ore 20:00, l’apertura degli stand enograstronomici mentre, alle ore 21:30, salgono sul palco gli arottenbit, progetto di musica elettronica suonata con il Game Boy, la famosa console portatile 8-bit lanciata da Nintendo negli anni ‘90.

A seguire, alle ore 22:30, il live degli ELEM e il DJ Set a cura di Antunzmask. A fare da contorno al tutto, la mostra personale dell’artista partenopeo Gianluca Carbone, “Il viaggiatore”.

PROGRAMMA 18:00: “Alla ricerca di una vita migliore: l’emigrazione e lo spopolamento nei piccoli paesi” (convegno); 20:00: selezione musicale e apertura stand enogastronomici; 21:30: arottenbit (live set); 22:30: ELEM (live set); 00:30: Antunzmask (DJ Set)

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Capodanno con Paolo Belli e la sua band ad Agropoli

di Marianna Vallone

Sono state tantissime, ieri sera, le persone che sono intervenute in piazza Vittorio Veneto per prendere parte al tradizione concerto di Capodanno, organizzato e promosso dall’amministrazione comunale retta dal sindaco Adamo Coppola. Giovani e meno giovani, hanno sfidato il freddo, per cantare e ballare, sulle note dello swing del cantante modenese. L’artista, con la sua big band, ha intonato una serie di brani noti del panorama musicale italiano e non solo, concedendo poi anche qualche canzone del suo nuovo cd. Non sono mancati sketch comici con alcuni dei componenti della band ad intervallare la performance, che è risultata davvero molto apprezzata. Prima del concerto, il primo cittadino, introdotto sul palco dalla presentatrice Enza Ruggiero, ha voluto fare un saluto e un augurio ai presenti per l’inizio del nuovo anno. «A voi – ha detto il sindaco Adamo Coppola – va l’augurio mio e dell’intera Amministrazione comunale di uno splendido 2019. Con il concerto di questa sera, vogliamo dedicarvi un pensiero di positività, di speranza, affinché le cose vadano sempre meglio. Possiate trovare la giusta serenità nell’anno 2019. Sono felice di vedervi così numerosi – ha concluso – nonostante il freddo». Con il sindaco, prima del concerto, hanno approfittato per fare un saluto all’artista, gli assessori Rosa Lampasona ed Eugenio Benevento, il consigliere delegato alla Cultura, Franco Crispino. «Grazie infinite per questa accoglienza – ha affermato Paolo Belli – vengo spesso qui in vacanza perché il Cilento è un luogo meraviglioso. Spero di tornarci ancora in futuro per esibirmi, questi sono posti che adoro». In programma nei prossimi giorni altri eventi: domani, 3 gennaio alle ore 19.00, nella chiesa della Madonna di Costantinopoli, la Rassegna ‘Sulle vie del Natale’ propone ‘Lu Ninno ca nascette’, a cura dell’Associazione Teatrale e Culturale ‘I Guitti’; alle ore 19.30, presso la chiesa Santa Maria delle Grazie, nell’ambito della Rassegna ‘Canto di Natale’ – Musica nelle chiese, è in programma la rassegna corale della Città di Agropoli, con l’Associazione Musicale Silèsia (a cura di Confesercenti e Officina 72). Venerdì 4 gennaio, presso la Sala dei Francesi del Castello Angioino Aragonese, alle ore 17.30, si terrà la presentazione del libro di favole ‘Il viaggio di Tippi’ di Alberto Sant’Elia, illustrato dalla pittrice Maria Rosaria Verrone, casa editrice Reginè. Quindi, dalle ore 18.00 alle 21.00, Musica dal vivo per le vie del centro. In Piazza Vittorio Veneto, il cantante Rosario Tedesco farà un tributo ai cantautori italiani (a cura dei commercianti di Piazza V. Veneto, Corso Garibaldi, Via Mazzini).

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Il cantante Mirko Oliva conquista il Sud America: «Sogno un duetto con Maluma»

di Marianna Vallone

E’ online Oye bonita, il nuovo singolo di Mauricio Rivera distribuito in tutto il mondo da Universal Spain in collaborazione con Mirko Oliva, il cantante italiano noto per aver partecipato ad XFactor. E’ stato un anno ricco di successi per l’artista cilentano che dopo essere apparso in tv insieme a Viola Valentino, è volato oltreoceano per collaborare con il cantante sud americano alla conquista dei paesi latini. “Oye bonita” è una dedica d’amore che evoca la bellezza delle donne, è romantica, è la massima espressione di un sentimento, una dedica a quella donna sognata e desiderata,  cercando di evidenziare la propria individualità. Il video, diretto da Rivera insieme a Juan Vargas, è stato realizzato anche in bianco e nero per mettere in risalto due forze e al centro la protagonista che rappresenta quella donna ideale. Il brano è di Mauricio Rivera, Jacob Bush (Buxxi) e Ryan Coby ed è stato registrato tra Roma e Bogotà. Mirko Oliva cantautore, producer e dj Italiano, cresce nel Cilento e si dedica alla musica sin da piccolo, dapprima con  “Lo zecchino D’oro “ e in seguito studiando canto e percussioni. Approda alle kermesse canore italiane  più importanti come il Festival di Castrocaro Terme ed Area Sanremo. Decide di dedicarsi alla scrittura e alla composizione di brani prettamente in italiano  pubblicando l’Ep di “Se ritornerai“. Il brano ottiene un buon successo commerciale e viene tradotto in spagnolo con il titolo “Cuando vuelvas tu“ riscuotendo particolare interesse in Colombia e Messico e verrà presentato nelle tv Colombiane come Canal Une, Tigo Tv e Tele Caribe, per poi arrivare in Europa dell’est. Nel luglio 2015 inizia la sua avventura nel talent show televisivo X factor Romania, ottenendo un clamoroso successo di pubblico. In Italia pubblica, nel 2015 il nuovo singolo “Atmosfera“ in collaborazione con il rapper Evol  e viene realizzata la versione in spagnolo dal titolo INSEGURO che vanta la collaborazione con Julio Cesar Meza, famosissimo  cantante colombiano vincitore di X factor Colombia. Nel 2017, fa’ parte del duo dei The Moors insieme a Luis Navarro ed esce “Aspettami questa notte”, il singolo realizzato in collaborazione con Viola Valentino che entra nelle playlist di radio e Tv facendo conoscere Mirko al grande pubblico. La stessa Viola Valentino sceglierà poi Mirko per accompagnarlo vocalmente nel suo Tour estivo 2018.  L’ultimo lavoro “Amor“ uscito in estate e realizzato a Bucarest con gli autori di Alexandra Stan, è entrato sia nelle classifiche italiane che nelle playlist di numerose radio dance grazie al remix dei dj Mouse N’Cat.

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L’arte dell’Hang nel Cilento: «Trasformo carezze sul metallo in note mai ascoltate prima»

di Luigi Martino

Aurelio Martuscelli ha 26 anni e da bambino ha scoperto di saper trasformare in dolci sinfonie i suoni che produce battendo le mani e accarezzando determinati oggetti. Non è da tutti. Lui da sempre è attratto dalle percussioni «particolari», quelle che non s’incontrano tutti i giorni. Anche se, spesso, non ha bisogno nemmeno di strumenti specifici o forgiati ad hoc per comporre suoni che catturano l’animo e alleviano lo spirito. Chi ha la fortuna di incontrare questo giovane artista lungo il proprio cammino, ha la possibilità di rubare attimi da collezionare a lungo. Aurelio, in arte Shury Hang, è l’esempio perfetto dell’autodidatta. E’ l’emblema di come nella vita si può raggiungere e imparare ogni cosa, basta metterci il cuore e una buona dose di pazienza. Le sue mani, ora, accarezzano un Hang Drum bellissimo. Le sue sinfonie accompagnano un gruppo di ragazzi del Basso Cilento che gira la provincia per regalare sorrisi ed esperienze musicali nuove. Vibrazione Positiva è il nome del gruppo e l’Hung di Aurelio si sposa alla perfezione con le voci e le chitarre di Pietro di Bello ed Edoardo Napolitano.

«Ho incontrato l’hung drum per caso, navigando sul web, e ho faticato non poco per trovarne uno – racconta Aurelio – questo strumento prima veniva prodotto in piccole quantità, non è per niente commerciale». Il suono che emette ti trasporta lontano. Mettici poi un pomeriggio d’inverno, con il sole che sembra quasi quello di maggio, un costone altissimo che abbraccia l’area marina protetta degli Infreschi e della Masseta e il golfo di Policastro, un gruppo di amici e la natura incontaminata del Pianoro di Ciolandrea, il viaggio è bello che completo. «Ho imparato da solo a suonare l’hang – continua Aurelio – parto da casa con lo strumento in spalla, attraverso le spiagge del mio paese, Marina di Camerota, e poi raggiungo i posti più impensabili e tranquilli. La natura mi ha aiutato molto, il mare non ve lo dico proprio, senza sarebbe stato quasi impossibile».

Che cos’è l’Hung Drum

Lo Hang di Aurelio

Lo hang è uno strumento musicale idiofono in metallo creato in Svizzera dalla PANArt e prodotto dal 2000. Lo hang è composto da due semisfere appiattite in acciaio temprato che, unite, gli conferiscono la tipica forma lenticolare. Essendo strumenti numerati in serie, la peculiarità sta nel fatto che ogni scala non ha una sequenza fissa ma ognuno avrà una scala musicale che differisce da tutti gli altri. Viene suonato con il polso, il palmo e le dita delle mani. La parola hang, nel dialetto di Berna, indica la mano. Il suono è metallico ma, rispetto allo steel pan, risulta essere più caldo e leggero. Generalmente viene suonato tenendolo appoggiato sulle ginocchia, talvolta può anche essere utilizzato un supporto. Lo hang è il frutto dell’esperienza e della ricerca di due artigiani di Berna, Felix Rohner e Sabina Schärer, che già negli anni novanta producevano steelpan e studiavano le percussioni etniche di varie parti del mondo. Nel 2000 hanno messo a punto il primo modello di hang, presentato l’anno successivo alla fiera musicale di Francoforte. Nel corso degli anni si sono succedute almeno tre “generazioni” di strumenti, che hanno apportato numerose modifiche rispetto ai primi modelli.

• La pagina Facebook di Shury Hang • La pagina Facebook dei Vibrazione Positiva

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“Un altro Giugno73” è il nuovo singolo di Mico Argirò

di Marianna Vallone

Dopo la pubblicazione dell’album “Vorrei che morissi d’arte” e del videoclip “Il Polacco” (oltre 119mila visualizzazioni) torna sulla scena il cantautore Mico Argirò con il brano “Un altro Giugno73”. «“Un altro Giugno73” racconta le varie fasi di una storia d’amore, strofe scritte a distanza di anni che si concludono nel modo peggiore possibile. Un’evoluzione negativa del rapporto che, inevitabilmente, porta ad un abbandono finale, attraverso città diverse, momenti di semplice bellezza e senso di assenza. È una canzone molto intima, parla di me e della mia vita… c’è la mia storia d’amore finita, c’è De André, c’è il Cilento e ci sono Milano e Roma, ci sono gli strumenti che ho sempre usato, WhatsApp, la stazione e i suoi suoni, le birre. Ho scelto di farla uscire come singolo senza un album intero a seguirla perché racconta di un evento specifico della mia vita: è una cosa a sé stante e personale. Anche come sound. “Un altro Giugno73” è nata in modo diverso dal mio solito: era uno dei tanti brani dei quali scrivi una strofa e lo lasci lì, incompleto, un foglio per tre quarti bianco. Ho scritto, poi, le altre strofe a distanza di vario tempo, anni, dalla prima. Nel frattempo, la storia d’amore era prima cambiata, poi naufragata. È un “in progress” reale, non costruito, e mi piace, soprattutto dato che in genere scrivo di getto, seguendo una emozione o una suggestione dell’attimo». Il videoclip è girato nella stazione ferroviaria abbandonata di un piccolo paese del Cilento (Torchiara, in provincia di Salerno) e attori sono due bambini (Emilio e Cristina Marrocco): il bambino diventerà un adulto ma, all’incontro tanto atteso con la bambina, rimarrà soltanto il vuoto. La regia del videoclip è di Ciro Rusciano, già regista de “Il Polacco”. «Il videoclip nasce da una mia idea, sviluppata poi da Ciro Rusciano. Mi piaceva che la fase positiva della storia d’amore fosse rappresentata da bambini e quella finale da un istante di assenza, di sospensione. La stazione abbandonata ha un significato personale e si lega a un altro mio brano, “Saltare”, contenuta nel vecchio disco, “Vorrei che morissi d’arte”. Come luoghi dove girare il videoclip ho scelto il Cilento, la stazione è quella in disuso di Torchiara (SA); l’ho scelta perché il Cilento è casa mia e, per quanto mi trovi a viaggiare e vivere a Milano, rimane al centro del mio essere». Al brano (registrato, missato e masterizzato da Ivan Malzone) partecipano i musicisti Giampietro Marra (percussioni), Gaetano Pomposelli (chitarra classica), Raffaele Agostino (piano), Letizia Bavoso (flauto traverso) e Giuseppe Iaccarino (basso). «Devo dire che ho la fortuna di collaborare con grandi artisti, musicisti che sanno prestarsi a raccontare le storie della mia vita. Un grazie importante devo dirlo a Ivan Malzone, il fonico, con il quale sto facendo una crescita particolare e che sa stare dietro alle mie idee assurde (e ai miei orari/luoghi). Il sound del brano è acustico, un classico folk da musica d’autore, una sonorità che credo abbia ancora una validità oggi, che permette alle emozioni e al testo di passare in una certa maniera. Attualmente sto sperimentando generi diversi, come ho sempre fatto, ma questo brano doveva essere vestito così: chitarre, flauto, percussioni, piano. Unica peculiarità in “contrasto” con il genere sono i suoni ambientali della stazione ferroviaria, una cosa che già avevo usato in un altro mio brano, “Saltare”, e che hanno un significato personale (oltre a un concetto di suono che vada al di là dei semplici strumenti musicali o la voce)».

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Aurelio e il suo Hang Drum

di Luigi Martino

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Emilio Prinzo, una delle voci più potenti del Cilento dal vivo a Palinuro

di Marianna Vallone

Emilio Prinzo

Da Piaggine una delle voci più potenti del panorama musicale cilentano, Emilio PrinzoEmilio da anni calca la scena come cantante e frontman di varie realtà musicali della zona, dai The Troopers (tribute band degli Iron Maiden) fino agli Strange Brew passando per progetti di musica inedita come gli In A Glass House insieme a Edoardo Di Vietri e Pantaleo Sirignano, gruppo rock a tinte prog con i quali dà vita all’EP “Random walk”. In bilico fra il cantato di Peter Hammill e quello di Bruce Dickinson, con un occhio tanto al brit pop quanto al progressive, Emilio Prinzo porterà la sua musica, in un live intimo fatto di voce, chitarra e tastiera, alla vineria Hope di Palinuro, venerdì 7 dicembre.

 

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Balconica 2018

di Luigi Martino

A Futani la quinta edizione di Balconica. Intervista a Mariagrazia Merola, ideatrice dell’evento

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Teatro e musica dai balconi, chiusa la quinta edizione di Balconica

di Luigi Martino

Balconica, edizione 5

Facce buffe e lezioni di vita. Note amiche e stradine inzuppate di storia. Mani che raccontano espressioni d’arte. La cultura trabocca mentre la birra balza da un palmo all’altro. Chi ha immaginato Balconica, avrebbe potuto utilizzare una ‘k’ ma se non l’ha fatto un motivo ci sarà. Qui siamo nel cuore del Cilento, dove i sorrisi contano più di ogni altra cosa. Il centro storico di Futani – almeno per una notte – ne ha regalati tanti. Tanti da procurare pruriti di curiosità cronica. All’organizzazione hanno rivolto tutti la stessa domanda: «A quando la sesta edizione?».

Intanto le vie sono state invase da visitatori provenienti ogni dove. E sui balconi, tra i gerani e il bucato, tonnellate di note di bellezze differenti. «Abbiamo deciso di incastrare attività come il teatro, l’arte e tanti altri tipi di cose carine, ai concerti che si tengono la sera – fa sapere Mariagrazia Merola, ideatrice dell’evento -. Non sappiamo dove vogliamo arrivare con Balconica, per il momento la facciamo. La facciamo senza un euro, però con l’aiuto di tante persone belle».

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Lampadred alla quinta edizione di Balconica
Una belle band
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