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Piante ed erbe spontanee, nasce in Cilento un centro studi

di Marianna Vallone

Si chiama Zephiro come il vento leggero che annunciava la primavera e nasce a Castellabate, nel Cilento. E’ il Centro studi per la flora spontanea cilentana e per le arti erboristiche mediterranee, che dispone di una grande sala e di un ampio giardino, dove  realizzare laboratori, convegni, corsi e incontri. Eventi volti tutti a far conoscere meglio le ricchezze legate alla cultura locale e al suo multiforme rapporto con le piante e con i fiori. Un centro che è anche la sede dell’associazione culturale che porta lo stesso nome e che opera da anni sul territorio grazie all’impegno e alla professionalità di Dionisia De Santis, esperta in Erboristeria e Fitoterapia, attualmente ideatrice e responsabile del Centro Botanico Studi e Ricerche “Zephiro”. 

Il Centro Studi Zephiro custodisce un importante erbario didattico, una collezione di piante essiccate e classificate, compiuta con metodi e scopi scientifici dove sono raccolte le specie botaniche del Cilento; oltre ad un voluminoso archivio fotografico. Non un semplice spazio di conservazione ma una prima tappa di un percorso di contatto vero ed autentico con il luogo, con la sua natura e con la sua cultura. Una sorta di acceleratore e collettore di attività e relazioni, un punto di ritrovo per studiosi e appassionati, un conservatorio vivo della biodiversità locale.

La sala si affaccia direttamente nell’orto-giardino e nel frutteto delle piante delle antiche coltivazioni. Piante di varietà dimenticate, rare e preziose, antiche e particolari, con l’intento di coltivarle, di studiarle e di diffonderle. Un orto-giardino, circondato dalla macchia mediterranea, da visitare e da osservare, da mangiare e da annusare; dove non solo si raccolgono prodotti per l’auto consumo ma anche, e soprattutto, si svolgono moltissime attività collaterali, legate all’agricoltura: come percorsi guidati sull’autodeterminazione alimentare, sulla consapevolezza di ciò che si mangia e sulla filiera corta.

Zephiro, inoltre, organizza: passeggiate botaniche in tutto il territorio del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, su percorsi naturalistici che portano a far conoscere da vicino la Natura del Cilento. Passeggiate volte al riconoscimento delle tante piante spontanee officinali e non, che arricchiscono e rendono unica questa biodiversità. Corsi di approfondimento e laboratori pratici sull’uso delle erbe spontanee alimentari e officinali in genere. 

Per info: Flora Spontanea del Cilento – Gruppo di Studio e Ricerche

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Cascata dei Capelli di Venere, ora tutto il mondo la vuole vedere

di Marianna Vallone

La cascata dei Capelli di Venere
La meraviglia della natura in un lavoro di secoli, durante i quali l’acqua scava la roccia, trasforma il territorio, si insinua nella vegetazione per poi dare luogo a spettacoli unici: uno scroscio potente che dimostra come l’ambiente sappia ancora proteggersi. E’ questo che fa dei Capelli di Venere una delle cascate più suggestive del Cilento: si crea dalle acque del Rio Bussentino, un affluente del fiume Bussento, quest’ultimo segue un incredibile percorso sotterraneo fino a risorgere nelle grotte di Morigerati. Siamo nel cuore verde del Parco nazionale del Cilento, in un’area sotto il patrimonio mondiale dell’Unesco. Così verde da togliere il fiato: per arrivarci basta raggiungere Casaletto Spartano, borgo dell’entroterra del golfo di Policastro e fermarsi in una piazzola che ospita una fontana d’acqua, ad un chilometro dal centro abitato. Tra scale e passerelle di legno si arriva alle cascate, nascoste tra gli alberi, che prendono il nome dalla rigogliosa crescita della pianta Capelvenere. Intensi i riflessi dorati in alcuni momenti della giornata, quando il sole colpisce coi suoi raggi l’acqua. Gli abitanti la considerano quasi un luogo sacro, che negli anni si è trasformato in un’attrazione turistica che affascina migliaia di visitatori ogni anno. Rimanere senza parole è la prima sensazione che provano in molti la prima volta che la vedono apparire tra la vegetazione, che pian piano si aprire agli occhi del turista svelando questo gioco di luce tra l’acqua e l’intensa vegetazione. In prossimità del corso d’acqua si trova anche un vecchio mulino ben conservato e un vecchio rudere denominato “Sorgitore”, che consente la deviazione delle acque provenienti dalla sorgente che ha origine presso la località Melette, in modo che una parte delle acque alimentino il mulino e la restante parte vada a finire nel fiume. Le cascate danno vita a piscine naturali, in cui l’acqua raggiunge una temperatura di circa 6-8 gradi anche nella giornate più calde. La passeggiata non può concludersi senza un passaggio lungo il fiume per godersi tanta meraviglia, cullati dal suono dell’acqua che scorre. Sfoglia la gallery:
©Foto Luigi Martino – http://martinoluigi9.wixsite.com/luigimartino

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