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Piano Vetrale ospita il concerto di pianoforte del maestro Federico Mauro Marcucci

di Marianna Vallone

Lunedì 30 dicembre a Piano Vetrale si svolgerà il concerto di pianoforte del maestro Federico Mauro Marcucci. Nella splendida cornice della cappella di Sant’Antonio, e nel paese dei murales, Piano Vetrale frazione di Orria, il pianista  Federico Mauro Marcucci  diplomatosi con lode presso il Conservatorio di Santa Cecilia in Roma, attualmente frequenta il corso di Alto Perfezionamento in Pianoforte per Musica da Camera. Ha tenuto diversi concerti pianistici in Italia e all’estero e ha partecipato a vari concorsi pianistici internazionali. Parallelamente all’attività pianistica si è diplomato con lode in Canto presso il Pontificio Istituto di Musica Sacra con cui partecipa regolarmente alle attività concertistiche dei cori polifoniche di Canto gregoriano.  Il progetto musicale della serata si collega perfettamente con la vocazione culturale scelta dalla amministrazione comunale di Orria, guidata dal sindaco, Mauro Inverso. L’evento è inserito nel cartellone del POC 2019 “La valorizzazione della Millenaria Fiera della Croce di Stio” progetto turistico e di eventi al quale partecipano i di Campora, Gioi, Perito,  Orria,  Stio e Valle Dell’Angelo, ed p finanziato dalla Regione Campania con la direzione artistica del M° Lillo De Marco.  Il progetto  si pone l’obiettivo di intercettare flussi turistici attraverso la realizzazione di eventi artistici e culturali capaci di veicolare le peculiarità, le bellezze e le unicità di un territorio raro ed affascinante ,attraverso la fusione di itinerari, accoglienza diffusa, enogastronomia, possa rievocare le forme artistiche e gli aspetti tipici e caratterizzanti dei luoghi che hanno subito l’influenza del crocevia che nei secoli ha rappresentato la Fiera Della Croce. Gli eventi del Poc prevedono, oltre al concerto, la realizzazione di nuovi murales che verranno inaugurati il 10 aprile 2020 ad opera dell’artista Lavinio Sceral.  La serata continuerà con un dibattito “Pittura e Musica – visioni classiche in prospettiva moderna” coordinato dal consigliere comunale Carmelo Infante con interventi di artisti, storici e amministratori del territorio su arte sacra, musica e street art che, sulla scia delle ultime tendenze verso la creazione del distretto culturale “Cilento Antico”,  cercherà di porre in evidenza come l’arte possa rappresentare non solo un eccezionale veicolo culturale ma anche un potente attrattore in grado di generare processi di sviluppo sostenibile per tutto il territorio. 

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“Fiera della Croce”, da Gioi a Valle dell’Angelo: ecco gli eventi di dicembre

di Redazione

Presso lo “spazio Campania” di Piazza Fontana a Milano  sono stati presentati dal sindaco di Gioi Maria Teresa Scarpa gli appuntamenti del poc “La valorizzazione della millenaria fiera della Croce di Stio”, progetto che riunisce ben sei comuni Cilentani: Campora, Gioi, Orria, Perito, Stio e Valle Dell’angelo. La presentazione nel capoluogo lombardo, avvenuta il 28 novembre è stata inserita nell’ambito della programmazione della rete “Destinazione Campania”, 14 giornate di promozione di imprese, prodotti, risorse del territorio, turismo green e culturale. In un contesto dove ben si sposano gli appuntamenti che si svolgeranno a Dicembre e in primavera in un angolo del Cilento collinare che grazie alla Poc punta a proporsi come meta turistica in tutte le stagioni. Tanti gli appuntamenti di Dicembre che riportano l’attenzione sui comuni riuniti sotto il segno della “Fiera della Croce” ed inseriti nel progetto turistico e di eventi finanziato dalla Regione Campania. Le attività della 51ima edizione, con la direzione artistica, per il secondo anno consecutivo a cura del maestro Lillo De Marco, sono iniziate il 31 agosto 2019 si protrarranno  fino al 16 maggio 2020. L’atteso programma di dicembre è un mix di attività artistiche e culinarie, previsti cinque appuntamenti: il 21 a Valle Dell’angelo  va di scena il “week end al borgo” con la rappresentazione teatrale sulla dieta mediterranea “Ancel Keys e a la  ricetta dei 100 anni” a cura degli artisti cilentani associati;  il 22 a Perito lo spettacolo teatrale di Sarah Falanga  “Natale in casa di Donne”; il 26 a Campora la compagnia teatrale Centocrammatinirussi mette in scena la commedia in dialetto cilentano Non ‘nge fatìa e nui ‘nne l’ammentamo”; il 29 ancora a Perito la serata di musica popolare dei Lanternina Folk; infine il 30 chiude Piano Vetrale con il concerto del pianista  Federico Mauro Marcucci. Con questi cinque appuntamenti si percorre un viaggio attraverso gli itinerari che nei secoli ha rappresentato il crocevia della Fiera alla scoperta del patrimonio esistente attraverso la promozione di tradizioni e la cultura del territorio. Valorizzare il proprio territorio facendo leva sulla connotazione delle località interessate dove storia, patrimonio naturalistico, ambientale e tradizione costituiscono gli elementi principali di attrazione e di sviluppo per una partecipazione rispettosa dei luoghi e del contesto in cui si sono svolti e si svolgeranno gli eventi facendo leva sulla varietà del programma musicale e artistico proposto. Sei gli eventi già realizzati: rievocazione storica in abiti d’epoca, sbandieratori, spettacoli musicali della tradizione realizzati a Stio in occasione del “Masto di Fiera” nell’ambito della fiera della croce; spettacoli teatrali con “I moti rivoluzionari del 1828” a Cardile per ricordare i martiri Riccio; musica popolare e  folkore a Valle Dell’Angelo e Campora  con gli artisti cilentani ,i “Donnaluna” e “Ciullo’S Band” con  percorsi di promozione dei prodotti eno-gastronomici locali; un grande concerto di un artista di fama nazionale , “Enzo Gragnaniello” a Gioi. In primavera agli spettacoli in programma si uniranno gli appuntamenti con il turismo green ed i percorsi creati dall’Associazione Off Limits che uniscono i comuni di Orria, Perito e Gioi a Stio.  

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Frontale nel Cilento, due 20enni in ospedale a Vallo

di Luigi Martino

Un incidente stradale si è verificato martedì pomeriggio, 14 maggio, tra Omignano e Orria. Secondo gli inquirenti si dovrebbe trattare di uno scontro frontale ma la dinamica non è stata ancora ricostruita in modo dettagliato. La causa dell’impatto sarebbe da ricercare nelle condizioni dell’asfalto, reso viscido dalla pioggia caduta copiosa dalla mattinata di ieri. Sempre secondo quanto riferito dagli investigatori, uno dei due conducenti delle vetture coinvolte, avrebbe perso il controllo dell’auto finendo così per travolgere l’altra utilitaria che proveniva nel senso opposto. Due ragazzi sono rimasti feriti ma per fortuna non in maniera grave. Si tratta di un giovane di 20 anni e l’altro di 21 anni. Per fortuna le loro condizioni non sono gravi, ma sono stati comunque trasferiti in ospedale a Vallo della Lucania per accertamenti. Sul posto i sanitari del 118 e i carabinieri della locale stazione.

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Bucarest international jazz competition, tra 16 band c’è bassista cilentano

di Marco Santangelo

Mancano ormai pochi giorni all’inizio del Bucharest International jazz Competition, evento conosciuto ed apprezzato da tutti gli amanti del jazz. Quest’anno fra le 16 band provenienti da tutto il mondo, avrà l’onore di esibirsi il gruppo italiano 4 Way Close. I musicisti nello specifico sono: Fabrizio Spista al sax tenore, ewi ed arrangiamenti; Massimo Parisi alle tastiere, synth; Matteo Esposito alla batteria; Pasquale Mastrogiovanni al basso elettrico. E proprio quest’ultimo, Pasquale, è un 28enne di Orria che ha studiato, insieme agli altri colleghi, al Conservatorio Statale di Musica G. Martucci di Salerno ad indirizzo Musica Jazz. La band si è conosciuta proprio lì, tra quelle mura dove è nata la loro storia.

Il gruppo nasce nel settembre del 2018, dall’idea del bandleader Fabrizio Spista. Il nome 4 Way Close, raccoglie in sè molteplici significati ed esprime al meglio il concetto che questo gruppo vuole comunicare. 4 Way Close indica anzitutto una tecnica d’arrangiamento utilizzata nel jazz, dove appunto quattro voci vicine si muovono in modo parallelo, creando un’armonizzazione della stessa melodia. Partendo dunque da questo nome e condividendo le proprie idee ed i propri gusti musicali, il gruppo, si muove per l’appunto nella stessa direzione, simultaneamente, avendo come obbiettivo comune l’attingere dai propri background musicali, non appartenenti esclusivamente al jazz e, lavorare su arrangiamenti e brani inediti per esporre un punto di vista personale senza pregiudizi di alcun genere.

A 13 anni dal suo debutto, il Bucharest International jazz Competition è classificato come secondo contest a livello europeo e terzo nel mondo. Quest’evento contribuisce a creare un immagine propositiva della Romania nel mondo, trovando un proprio posto fra le maggiori nazioni che propongono eventi jazz. Dedicato a musicisti professionisti, l’evento debutta nel 2007, registrando sin dalla prima edizione pi di 30 band provenienti da 25 paesi nel mondo. Lo standard negli anni  cresciuto tanto quanto la popolarità dell’evento. «Sono convinto che i progetti di quest’anno riempiranno le sale quanto mai accaduto prima, invitiamo gli amanti di tutti i generi e coloro che non sono propri del jazz ad unirsi in questi appuntamenti pieni di creatività e libertà d’espressione, un esplosione di colori ed energia» dice il direttore Luigi Gageos. Il Bucharest International Jazz Competition prevede una pre-selezione nella quale vengono scelte le band da tutto il mondo, tramite l ascolto di tracce audio che i gruppi devono inviare per partecipare, superata questa fase dunque si accede alle semifinali che si tengono nella capitale con un intera settimana dedicata al jazz tra concerti, jam sessions e workshops, alla fine dei quali e pi precisamente il 18 maggio si scopriranno i migliori artisti della nuova generazione del jazz.

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La tela di Gesù risorto sull’edicola del Santo Sepolcro a Gerusalemme è di De Matteis

di Marianna Vallone

Da una piccola casa del Piano del Cilento, oggi Piano Vetrale, dove nacque nel 1662, a Gerusalemme, il passo non è breve, né alla portata di tutti, ma è quello che solo il più illustre pittore cilentano di tutti i tempi, Paolo De Matteis, è riuscito a fare. Un artista dimenticato per molti anni e rilegato tra i “pittori mediocri” dall’allora biografo dei pittori più influente, De Dominici, che però poi gli dedicò un intero capitolo delle sue “Vite dei pittori, degli scultori e degli architetti”. Contemporaneo di Francesco Solimena, e tra i migliori allievi di Luca Giordano, nei primi anni del ‘700 svolse la propria attività artistica in Francia, dove fu considerato «un eminente pittore di questo paese e che ora è il migliore d’Italia». Solo più tardi, nel 1958, è stato reinserito dalla critica contemporanea nella dimensione artistica che meritava, un successo riconosciuto in tutta Europa.

Ma è in uno dei luoghi simbolo della Cristianità che diventa protagonista. La cronaca dei fatti risale al 2014, quando la notizia balzò su tutti i giornali, come la più straordinaria scoperta relativa alle opere del pittore Paolo De Matteis: “La Resurrezione di Cristo”, un dipinto databile alla fine del ‘600, trovato nel luogo più sacro alla Cristianità, in una Edicola posta davanti al Santo Sepolcro di Gerusalemme, all’interno della Basilica della Resurrezione. Il tratto inequivocabile fu confermato dalla firma venuta alla luce solo dopo tre mesi di restauro della tela, eseguito a Parigi presso l’Atelier di Serge Tiers tra la fine del 2013 e l’inizio del 2014, per volere del gallerista francese e specialista d’arte, Maurizio Canesso, che si era recato in viaggio a Gerusalemme per far restaurare alcune opere in Terra Santa con Nicola Spinosa, direttore del Museo di Capodimonte.

(Fonte foto www.custodia.org)

Qui notò più da vicino il quadro che domina l’edicola, un olio su tela di un metro e mezzo, che era lì, come testimoniano gli archivi, già prima del 1808, data dell’incendio che devastò parte della Basilica della Resurrezione. L’opera nel tempo era stata completamente annerita dal fumo dei ceri votivi e delle lampade ad olio, dalla polvere e dall’umidità. Col permesso delle Comunità greco-ortodossa, armena e dei francescani, la tela è stata ripulita dalle incrostazioni e dall’annerimento che alla fine del 2014 ha portato alla incredibile scoperta. Il dipinto venne riportato nel suo degno posto, dove era stato collocato alla fine del Seicento, forse per volere di un benefattore napoletano, un religioso dell’ordine dei frati minori.

Oggi la tela è tornata sul fronte dell’Edicola del Santo Sepolcro di Gerusalemme, protetta da una lastra di vetro speciale che le permette di respirare senza prendere polvere. Ed è tra le più viste al mondo.

A segnalarla alla redazione è stato Antonio, un amico corrispondente del giornaledelcilento.it. «E’ un orgoglio, una cosa straordinaria per noi cilentani», ci scrive allegandoci la foto. 

Scopriamo con Don Gianni Citro, appassionato d’arte ed esperto conoscitore del De Matteis, che il pittore aveva dipinto un’altra Resurrezione di Cristo, nella quale compaiono altri personaggi, la tomba con la pietra divelta e i soldati scaraventati a terra. «Il quadro di Gerusalemme infatti è identico ad un altro, è una derivazione del più noto. E’ il rifacimento nella parte superiore, ad indicare il Cristo che, libero dalla pietra tombale, sale verso il cielo». 

Il Cristo si presenta avvolto da una luce delicata e calda, che si libra al di sopra del sepolcro, nel momento più emozionante e suggestivo della cultura cristiana. Un tema, quello della Resurrezione di Cristo – il volo impareggiabile verso l’infinito, la vittoria del risorto sulla morte – che è stato centrale nei capolavori di artisti come Giotto, Piero Della Francesca, Tiziano, Raffaello ed altri in Europa. «Il quadro – ha aggiunto don Gianni – è una testimonianza del passaggio del De Matteis dal Barocco al Roccocò e si presenta con una pittura più luminosa, arcadica e dolce nei tratti, che ha mantenuto un ottimo stato di conservazione, sebbene quasi completamente coperta dal fumo». 

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Mastro Felice compie 90 anni, gli auguri del nipote sono poesia

di Luigi Martino

E’ nato il 14 gennaio 1929. Si chiama Felice Antonio Mastrogiovanni. E oggi, quindi, ha compiuto 90 anni. In perfetta linea con i nonnini del Cilento, quelli che sono finiti nei casi di studio di mezzo mondo. Ma Felice, che ha sempre vissuto ad Orria, proprietario prima di un’armeria e poi a capo di una ditta edile, oltre ad aver spento tutte queste candeline, ha ricevuto gli auguri particolari di suo nipote. Marco Santangelo, aspirante giornalista e collaboratore del giornaledelcilento.it, oltre che studente di Lettere Moderne presso la facoltà La Sapienza di Roma, ha voluto presentare al web suo nonno, nel giorno del suo compleanno, approfittando dei social per pubblicare una dichiarazione d’amore un po’ particolare. La riportiamo di seguito integralmente.

È l’anno dei patti lateranensi, dell’Italia sottomessa al regime fascista, l’anno del crollo di Wall Street. Novant’anni: meno dieci al fatidico traguardo centenario. Il 90 è nella smorfia il numero della paura, una correlazione fin troppo antitetica per mio nonno. Già, perché lui paura non ne ha. Vive la sua vita incurante della caducità del tempo. Sfida gli anni col sorriso, fugge dalla vecchiaia con una panda 4×4 e rinnova la giovinezza prendendosi cura della sua vigna, poiché il vino rimane pur sempre un esilir di lunga vita. I segni del tempo rimarcano la sua pelle sotto forma di profonde rughe che riflettono all’alba del secolo incalzante.

Le sue mani sono callose, le sue unghie sporche di terra; profumano di umiltà ma sono ruvide come la fatica. Il suo odore è quello di casa, è quell’odore che esprime fiducia e speranza. Occhi che proiettano saggezza, piccoli e grandi allo stesso tempo. Capelli lisci e sottili che hanno deciso di non abbandonarlo ma di invecchiare assieme. Un amplifon prova a porre rimedio a ciò che madre natura ha già iniziato a riprendersi. D’altronde, a novant’anni non è più necessario ascoltare nessuno, ma che tutti ti ascoltino. Mani raccolte dietro la schiena e camminata lenta, capo chino verso il suolo; nel gioco dei mimi sarebbe il più facile da indovinare.

Non aspetta la zattera di Caronte, tantomeno si immagina i cancelli di San Pietro. Che sia un’anima salva o condannata a lui non è mai interessato. Credo che ami l’atarassia, molto probabilmente nell’antica Grecia sarebbe stato etichettato come un epicureista. Lui viene da un altro mondo, un mondo che per fortuna e per sfortuna non ci appartiene.

Agli occhi dell’universo non è nessuno, agli occhi del paese è “mastro Felice Antonio”, agli occhi dei bambini è un semplice vecchietto come tanti altri. Ai miei occhi, invece, è segnatamente mio nonno.

Agli auguri di Marco aggiungiamo i nostri, quelli della redazione del Giornale del Cilento. Auguri nonno Felice!

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Manuel, orgoglio del Cilento in Svizzera: «Creo orologi e inseguo un sogno»

di Marco Santangelo

Nel 2017 se ne sono andati dall’Italia circa 285 mila cittadini. Ognuno di loro con la speranze diverse: crearsi un futuro migliore, mettere in pratica i propri studi che sfortunatamente il Bel Paese non gli consente di sfruttare, oppure semplicemente per cambiare aria. Da ogni parte del mondo, insomma, i nostri concittadini tentano il tutto per tutto, mossi dalla propria passione o da necessità economiche. Trascinando con sforzo pesanti valige li ritroviamo nei gate degli aeroporti o sulle banchine delle stazioni. Sul loro viso la nostalgia è palpabile ma compensata da occhi pieni di speranza. Durante il viaggio immaginano sé stessi alle prese con un mondo nuovo, e ognuno di loro, si concede il lusso di immedesimarsi nei panni di uomini e donne in carriera pronti ad imboccare il sentiero del successo. Inseguono i propri sogni oppure le proprie necessità, un ultimo abbraccio, un saluto da lontano, un bacio acchiappato al volo, poi l’annuncio «allacciarsi la cintura di sicurezza, grazie». Tra questi anche il cilentano Manuel Ventre, 27 anni, originario di Orria e attualmente residente a Le Brassus in Svizzera francese. Manuel, già da 3 anni ormai, frequenta una delle scuole di orologeria più prestigiose al mondo, l’Ecole Technique de la Vallée de Joux. In un mondo in cui la tecnologia governa ormai da padrona, il lavoro manuale, l’artigianato puro, resiste indenne ai progressi della società soprattutto nel settore dell’orologeria di lusso. Sul fatto che gli svizzeri abbiano il monopolio dell’atelier dell’orologeria nessuno avrebbe da ridire, ma non possiamo far finta di nulla di fronte alla crescente ammirazione e agli eccellenti risultati raggiunti dalle menti e dalle mani italiane in gran parte del globo. Anche Manuel, infatti, ha avuto modo di farsi notare fin da subito. Non è un caso, infatti, che al terzo anno di studi sia stato eletto il vincitore su graduatoria nazionale del concorso di cronometria Cosc che ha visto la partecipazione di tutti gli studenti delle scuole di orologeria in Svizzera. Nel corso del secondo anno, invece, Ventre si è aggiudicato (succederà anche nel quarto anno) l’invito al salone di alta orologeria di Ginevra (Sihh), il quale viene conferito esclusivamente agli studenti meritevoli. Vi racconterei altri dettagli, ma basta guardare le riprese del suo orologio per rendersi conto di cosa siano capaci le sue mani. Non a caso uno dei suoi professori (Fabian Pellet, specializzato in restauro ed orologeria antica) ha deciso di appendere nell’atelier del terzo anno, con tanto di cornice, una foto della racchetteria costruita da Manuel. Per quale motivo? Voleva rendere visibile a tutti gli studenti l’esempio di una racchetteria costruita ad arte. In 3 lunghi anni Manuel ha concentrato tutto sé stesso nel costruire ed assemblare pezzo dopo pezzo il suo orologio. Con una cura estremamente meticolosa ha cercato di mantenere quanto più possibile le distanze dalla soglia dell’errore, creando a tutti gli effetti un pezzo unico che altro non è che un connubio di tecnica, arte e creatività. Non ce ne vogliate svizzeri se un domani potremmo essere la vostra concorrenza! «Il primo anno si impara la micromeccanica – spiega Ventre -, si fabbricano utensili con cui lavoreremo negli anni successivi e si inizia a toccare con mano l’orologeria. Alla fine del primo – continua- iniziamo a fabbricare i primi pezzi del nostro orologio. Mentre il secondo e terzo anno si concentrano sulla realizzazione dell’orologio in tutti i suoi aspetti. Il quarto ed ultimo anno – aggiunge – si lavora sul metodo di servizio post vendita effettuando riparazioni e revisioni su tutti i tipi di orologi, approfondendo poi le tecniche di gestione di attività e rapporto con i clienti! Il mio sogno più grande – aggiunge in conclusione – è quello di lavorare per Audemars Piguet».

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Orria, inchiesta su presunti rifiuti interrati. Inverso: «Niente percolato»

di Marco Santangelo

Prosegue l’inchiesta sui presunti rifiuti interrati in un terreno tra il Comune di Orria e la frazione di Piano Vetrale. Le immagini esclusive girate all’interno dell’ex Mattatoio dalle telecamere del giornale del Cilento, hanno sollevato non pochi dubbi in paese. Logicamente l’area interessata è stata sottoposta a sequestro dai carabinieri del Noe di Salerno. Dalle riprese si può notare come siano stati effettuati dei primi scavi per la successiva analisi del terreno. Una grande quantità di rifiuti è stata ritrovata sul posto, in un luogo che per anni è stato utilizzato come un sito di stoccaggio completamente «abusivo» e in cui le presunte «attività illecite di abbandono proseguivano inosservate». Stiamo parlando di materiale di ogni genere: ferro, vetro, vernici, elettrodomestici, attrezzatura da ufficio, materiale edile ed elettronico e molto altro ancora. Tre sono le persone che risultato indagate dalla procura. Si tratta del legale rappresentante di una locale impresa operante nel settore edilizio, dei un tecnico comunale e un operatore ecologico. Dovranno rispondere di attività di gestione di rifiuti illecita e non autorizzata. A confermare la tesi degli inquirenti, è il fatto che l’area di trasbordo dei rifiuti, scarico e carico, si trova in tutt’altro posto. Ovvero in un punto adiacente alla strada tra il Comune di Orria e la frazione di Casino Lebano. Un territorio in possesso della chiesa a cui il Comune paga l’affitto. A parlare adesso è il sindaco di Orria, Mauro Inverso, pronto a fare chiarezza su alcuni dettagli della vicenda e ad assicurare che, qualsiasi sia la portata del «disatro ambientale», l’amministrazione sarà pronta a rispondere apportando al più presto una risoluzione definitiva. Inverso tende a precisare il fatto che «non sia stato rinvenuto del percolato» e che questo caso «non debba essere paragonato a quanto accaduto nell’inchiesta Terra dei Fuochi», evitando, almeno per il momento, allarmismi di ogni genere. Il primo cittadino afferma che lui e la propria giunta erano all’oscuro di quanto accadeva nell’area ex Mattatoio. «Nel merito – ribatte il primo cittadino di Orria – segnalo che l’area è stata utilizzata, presumibilmente, quale sito di stoccaggio dalle passate amministrazioni, non da quella in carica. L’attuale amministrazione ha invece provveduto ad avviare tutte le procedure previste dalla normativa di settore (caratterizzazione), al fine di approfondire alcune segnalazioni pervenute». Proprio per «far fronte a questo problema» e per «evitare che in futuro possa ripetersi una situazione del genere», Inverso ha spiegato che «sono state attivate delle procedure di collaborazione con le forze dell’ordine». Il tutto avverrebbe tramite un piano di video sorveglianza. INTERVISTA FRANCO ORTOLANI «Abbiamo messo in bilancio una somma di 10 mila euro – spiega il sindaco – per attivare la video sorveglianza in collaborazione con il corpo dei carabinieri forestale di Stio per avere ulteriori telecamere e fare in modo che questo fenomeno che per lungo tempo ha caratterizzato i nostri territori venga annientato». Infine Inverso conclude rassicurando la popolazione di aver attivato tutti i procedimenti tecnici per l’affidamento a ditte specializzate per la rimozione di abbandono di ingombranti lungo le strade del nostro territorio.

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Orria, inchiesta su presunti rifiuti interrati. Ortolani: «Problema esiste»

di Marco Santangelo

Il chiacchiericcio si fa sempre più fitto. Notizie frammentate trovano riscontro nelle immagini esclusive girate dalle telecamere del Giornale del Cilento mentre in paese c’è chi preferisce «non dire nulla sulla questione». A Orria, piccolo centro del Cilento, sono arrivati i carabinieri del nucleo operativo ecologico di Salerno. Sono stati condotti lì da una denuncia, o forse più, che li ha portati a scoprire un sito di stoccaggio di rifiuti speciali, pericolosi e non, non propriamente lecito. 

I responsabili sono finiti nei guai e sono scattati i sigilli per l’area in questione. Sembrerebbe, infatti, che una notevole quantità di rifiuti sia stata interrata a diversi metri di profondità nel sottosuolo, in una zona conosciuta dalla gente del posto come ‘Ex mattatoio’. I numerosi reclami, accompagnati da una denuncia sottoscritta dai cittadini stessi, ha così portato a galla una scoperta che fa rumore. 

I carabinieri hanno ritrovato materiale di ogni genere: ferro, vetro, vernici, elettrodomestici, attrezzatura da ufficio, materiale edile ed elettronico e molto altro ancora. Tre sono le persone finite sul taccuino degli inquirenti. Si tratta del legale rappresentante di una locale impresa operante nel settore edilizio e altri due. Dovranno rispondere di attività di gestione di rifiuti non autorizzata. Ma non è finita qui: i militari hanno sottoposto a sequestro non solo l’area ma anche il camion adibito alla raccolta dei rifiuti. 

La notizia più sconvolgente riguarderebbe il fatto che nella stessa area è presente uno dei serbatoi principali di acqua potabile del paese, acqua che viene utilizzata per essere bevuta ma anche per l’irrigazione. Come se non bastasse, a pochi chilometri sono presenti numerosi campi coltivati da privati. 

Abbiamo raggiunto telefonicamente Franco Ortolani, geologo nonchè professore dell’Università Federico II di Napoli e membro della commissione Ambiente di Palazzo Madama. Ortolani ha chiarito alcuni aspetti spiegando come «le inflitrazioni d’acqua potrebbero trascinare con sé i vari agenti inquinanti rilasciati dai materiali depositati/interrati compromettendo quindi le coltivazioni». Per quanto riguarda il serbatoio dell’acqua, Ortolani afferma che «potrebbero esserci delle serie complicazioni qualora il serbatoio si trovasse sotto la superficie del suolo». «Il problema esiste – ha chiosato Ortolani – esiste!». 

L’inchiesta del Giornale del Cilento va avanti. Come vanno avanti le indagini della procura e dei carabinieri. Nell’area sottoposta a sequestro sono state praticate delle buche dagli inquirenti, probabilmente per tirare via del materiale che verrà poi sottoposto ad analisi. Nel caso si aspettano i risultati che potrebbero fungere da risposta alle molteplici domande prive, al momento, di spiegazione certa.

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Orria, inchiesta presunti rifiuti interrati | Puntata 1

di Marco Santangelo

I carabinieri hanno ritrovato materiale di ogni genere: ferro, vetro, vernici, elettrodomestici, attrezzatura da ufficio, materiale edile ed elettronico e molto altro ancora. Leggi l’articolo completo 

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Piano Vetrale, alla scoperta del borgo dei murales

di Marianna Vallone

Piano Vetrale è un piccolo borgo di collina cilentano, frazione di Orria, conosciuto come il Paese dei Murales, che dagli inizi degli anni ’80, ha messo a disposizione i muri esterni delle proprie case agli artisti interessati ad affrescarli. Nel Cilento è l’unico caso di paese dipinto, insieme ad Ottati. Oggi è diventato un museo a cielo aperto con oltre cento murales, grazie negli anni al lavoro e alle attività della proloco con la manifestazione Il pennello d’oro, una iniziativa nata per omaggiare Paolo De Matteis pittore della scuola napoletana del Seicento che dipinse grandi capolavori in tutta Europa. Sfoglia la gallery:
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