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Punti nascita, Caldoro: «Oscura trattativa su pelle cittadini»

di Luigi Martino

«Ho partecipato alla commissione sanità sui punti nascita ed ho assistito ad un’oscura trattativa sulla pelle dei cittadini. Il commissario De Luca chiude i punti nascita e il ministro Cinque stelle minaccia di non dare le deroghe chieste dalla Regione». Così Stefano Caldoro, capo della opposizione di centrodestra in Consiglio regionale della Campania, sulla chiusura dei punti nascita di Sapri e Polla nel salernitano, e di Piedimonte a Caserta. «Una piena intesa Cinque Stelle-De Luca su vecchie logiche di interesse elettorale contro la salute dei cittadini. Un minuetto partitico, quello del M5s e del Pd, che contrasteremo in ogni sede», ha concluso.

Al tavolo della commissione si sono seduti anche i sindaci di Polla e Sapri. Insieme a loro Maria Ricchiuti, consigliere regionale. «L’impegno della Regione Campania per i presidi ospedalieri di Polla, Sapri e Piedimonte Matese è totale. Gli uffici stanno lavorando alla nuova versione del piano ospedaliero che prevede un potenziamento dei tre nosocomi nell’ambito di una ridefinizione complessiva dei dea di primo livello». Ha aggiunto il presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale della Campania, Stefano Graziano, a margine dell’audizione dedicata al diniego da parte del ministero a tenere aperte le tre strutture. «Una eventuale chiusura – spiega – penalizzerebbe troppo i residenti di quelle zone e rischierebbe di favorire anche la mobilità extraregionale, aggravando dunque i costi per il sistema sanitario regionale». «E’ stata una audizione interlocutoria. Proprio in queste ore gli uffici lavorano ad una nuova versione del piano ospedaliero in vista del confronto con il ministero. Infatti, mi sono impegnato a convocare nuovamente la commissione su questa problematica dopo il 5 dicembre. E’ emersa comunque un’esigenza unanime, bisogna continuare a supportare le aree interne che devono avere la stessa dignità delle aree urbane e non solo in sanità», conclude Graziano.

«Abbiamo impedito a De Luca che fosse smantellata un’eccellenza come il Polo materno infantile dell’Ospedale del Mare – ricorda invece Ciarambino, esponente del Movimento 5 Stelle – lo abbiamo costretto a fare marcia indietro sullo smantellamento del Pronto soccorso di Sant’Agata, lo abbiamo inchiodato alle sue responsabilità circa i punti nascita di Polla e Sapri, penalizzati da una grave carenza programmatoria e organizzativa. Siamo pronti ora a collaborare con il nuovo commissario per mettere un freno anche all’opera di depotenziamento e chiusura di presidi e reparti. Ci batteremo per nuovi criteri di nomina dei manager e li inchioderemo alle loro responsabilità se le formiche assediano pazienti, se nei reparti piove o se vengono chiusi per un festino. Daremo il nostro contributo per rendere efficaci le azioni di controllo delle procedure di appalto, affinchè non si ripetano più casi come al Pascale e all’Ospedale del Mare, con farmaci e strumentazioni salvavita acquistati a prezzi fino a 300 volte superiori a quelli di mercato. Scandali al cospetto dei quali chi ha un ruolo apicale e di responsabilità dovrebbe essere messo alla porta, per far spazio a professionisti seri e onesti nominati per competenza, curriculum e con procedure di trasparenza».

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Punti nascita, M5S: «De Luca recuperi ritardi»

di Luigi Martino

«La seduta della Commissione regionale Sanità, convocata per individuare una soluzione per debellare la chiusura dei punti nascita di Polla, Sapri e Piedimonte Matese, si è trasformata nell’ennesimo show per la maggioranza di fronte agli occhi allibiti di sindaci, medici e rappresentanti sindacali che, come noi, avevano come unico obiettivo l’interesse dei cittadini. Di fronte alle proposte e alle soluzioni rappresentate da amministratori e addetti ai lavori, abbiamo ascoltato citazioni di Gattuso e gratuiti attacchi al nostro Governo tesi a mascherare l’unica verità possibile. Ovvero, che se ci troviamo a dover fare miracoli per salvare i tre punti nascita è solo per effetto di una programmazione totalmente inesistente in tre anni e mezzo di governo regionale. In una Regione nella quale su 56 punti nascita appena sei rispondono agli standard di legge e dove non si è fatto nulla per implementare la rete dell’emergenza materno-infantile, presidente e maggioranza si mettono a fare il gioco delle tre carte. Scaricando responsabilità sul Governo, laddove la valutazione spetta invece a un organismo tecnico che si limita a valutare la coerenza della richiesta rispetto agli standard di legge». Così i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Valeria Ciarambino e Michele Cammarano. «Così come ci siamo attivati per la permanenza del pronto soccorso di Sant’Agata – proseguono Ciarambino e Cammarano – costringendo De Luca a fare marcia indietro, lo stesso abbiamo fatto con i tre punti nascita, chiedendo conto al ministero e apprendendo che la richiesta partita dalla Regione non aveva i requisiti per poter consentire una nuova valutazione. Se De Luca ha davvero a cuore la permanenza dei punti nascita, auspichiamo a questo punto che faccia una programmazione che contenga requisiti organizzativi, strumentali e di garanzia per la sicurezza di donne e dei bambini, mettendo il ministero nelle condizioni di poterla approvare. In caso contrario, non solo la responsabilità sarà soltanto sua, ma darà credito ai sospetti che dietro la volontà di presentare una richiesta farlocca, ci sia una precisa strategia tesa a chiudere i tre punti nascita».

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Punto nascita Sapri, conclusa l’audizione: decisione rinviata

di Luigi Martino

Antonio Gentile e Maria Ricchiuti
Si è appena conclusa l’audizione della V commissione Sanità della Regione Campania. Al tavolo era presenti il presidente Stefano Graziano insieme ai consiglieri regionali Picarone, Ricchiuti, Gambino, Sommese, Cammarano, Oliviero e Ciarambino. Insieme a loro i sindaci di Sapri, Polla e Piedimonte Matese oltre che ad un esponente della Cgil provinciale di Salerno. «Con i sindaci di Polla e Piedimonte Matese abbiamo ribadito le nostre posizioni. Nel mio intervento ho avanzato la posizione definita all’unanimità dal comitato dei sindaci del distretto sanitario 71 in merito alla richiesta di revoca urgente de decreto 87 concernente la soppressione del punto nascita del nostro ospedale, la necessità dell’approvazione di un piano di investimenti per garantire le mancanze esistenti, la necessita di una riorganizzazione del sistema sanitario territoriale a supporto della proposta di riconoscimento del Dea di primo livello avanzata dal Commissario straordinario in ossequio al dettato del DM 70 per arrivare quindi ad una risoluzione definitiva della problematica e che adesso non ci servono i rimpalli di responsabilità ma è prioritario salvaguardare il nostro ospedale e i nostri diritti». E’ quanto ha dichiarato Antonio Gentile, primo cittadino di Sapri, al termine dell’incontro. Il presidente Graziano a chiusura dei lavori ha assicurato l’impegno prioritario della Regione nella risoluzione della problematica annunciando il deposito del nuovo piano ospedaliero il 5 dicembre, quindi tra qualche giorno, contenente tra l’altro la proprietà del Dea I livello per l’ospedale dell’Immacolata di Sapri. La seduta della commissione si aggiornerà dopo il 5 dicembre. «Avanti insieme a tutela del nostro ospedale» ha chiosato Gentile.
Antonio Gentile e Maria Ricchiuti

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