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Tag: ospedale di sapri

Vibonati, apre il cantiere San Marco-Capannelle: «Strada strategica»

di Redazione

Apre il cantiere dei lavori di adeguamento e messa in sicurezza della strada comunale San Marco-Capannelle nel Comune di Vibonati. Si tratta si un collegamento strategico per le aree interne del territorio. «E’ un’arteria fondamentale perché collega il territorio comunale di Torraca, con il distretto sanitario dell’Asl e l’ospedale dell’Immacolata di Sapri. – ha spiegato il sindaco Franco Brusco ai microfoni di Radio Alfa – Tra gli interventi previsti, vi sono anche quello che riguarda l’illuminazione pubblica, che sarà attiva lungo l’intero tratto di 3 km, oltre alla regimentazione delle acque meteoriche e ad interventi di messa in sicurezza della carreggiata». L’importo, finanziato dalla Regione Campania, è di 630 mila euro.  

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Castiello regala calze e sorrisi ai bambini del reparto di Pediatria

di Luigi Martino

Il presidente della Fondazione Grande Lucania, Francesco Castiello, si è recato oggi, venerdì, al reparto di Pediatria dell’ospedale dell’Immacolata di Sapri, per regalare sorrisi e dolci ai bambini ricoverati. Alla giornata ha preso parte anche Melissa Avolio, animatrice.

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Sanità, De Luca: «Campania sarà prima». Ma senza Vallo e Sapri

di Luigi Martino

Un lungo discorso sulla sanità. Un elogio ai nosocomi campani: da Napoli a Salerno, passando anche per il Sannio e l’Irpinia. Ma gli ospedali del comprensorio cilentano non sono mai stati menzionati dal governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca. «Si apre un 2019 impegnativo. Credo che cominceremo ad imboccare la strada che ci porterà ad essere tra le prime sanità d’Italia». A dirlo è proprio il presidente intervenuto all’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno per la presentazione del calendario aziendale per l’anno 2019 dal tema ‘Promuovere la donazione di organi, sangue e tessuti’. Dodici artisti campani e non hanno dedicano dodici frasi per i dodici mesi dell’anno, per sensibilizzare e invitare i cittadini a guardare alla donazione senza paura, anzi con la consapevolezza di contribuire alla speranza di vita per tante altri cittadini. Secondo il governatore De Luca: «Già oggi per alcune branche siamo tra i primi in Italia. Come Regione – ha aggiunto il presidente De Luca – faremo cose molto semplici ma decisive. Cioè poter stabilizzare migliaia di precari che -in alcuni casi- da quindici anni stanno lavorando nei nostri ospedali, significa poter varare un piano per nuove assunzioni per 4mila dipendenti. In questi sette, otto anni abbiamo perso 13.500 dipendenti. Abbiamo la possibilità di varare decine e decine di concorsi oltre quelli che già stiamo facendo e abbiamo la possibilità di dedicarci al miglioramento del servizio alla persona, quindi riduzione ulteriore delle liste di attesa e miglioramento del servizio dei singoli cittadini. Stamattina siamo qui al Ruggi d’Aragona, uno degli ospedali di eccellenza nazionale ed europeo per quanto riguarda la cardiochirurgia. Abbiamo realtà di eccellenza al Pascale, al Cardarelli, al Santobono, all’ospedale dei Colli. A volte immagini che troviamo sulla stampa sono falsificatrici di una realtà eccezionale in tanti casi. Sarà un anno impegnativo. Dobbiamo continuare ad andare avanti così, in grande tranquillità. Credo che stiamo uscendo dalla fase di emergenza che ha vissuto la sanità campana per dieci anni», conclude De Luca. Scongiurata la chiusura del punto nascita dell’ospedale dell’Immacolata di Sapri, però, di sanità cilentana non ne ha proprio parlato.

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Punti nascita, Nuzzo: «Non sarebbero mai stati chiusi, nessun grazie a De Luca e Castiello»

di Marianna Vallone

Ci va giù pesante il vicesindaco di Caselle in Pittari, Giampiero Nuzzo, che sulla chiusura dei punti nascita di Sapri e Polla, punta il dico contro Regione e Governo che «dopo aver causato il pasticcio della loro soppressione nei mesi scorsi e dopo aver preso atto del moto di ribellione dei territori interessati, trovano solo ora la soluzione che annulla il danno da loro stessi creato». Per Nuzzo: «I punti nascita non sarebbero mai stati chiusi il 31 dicembre, non per le passerelle di politici romani e per le loro assicurazioni, così come per quelle del governatore della regione. – scrive in una nota – Non sarebbero stati chiusi solo perché era logicamente e legalmente impossibile chiuderli e non dare una deroga non essendo stato approntato nessun piano alternativo alla loro chiusura. Questa è la verità». «La soluzione sulla chiusura poteva e doveva essere messa in atto già ad agosto, al momento della prima richiesta di deroga. Fui buon profeta allorquando, nella prima assemblea pubblica sul tema, ebbi modo di dire che sarebbe arrivato il giorno dell’assegnazione della medaglia del vincitore. Pare ci sia un ex aequo tra il senatore Castiello e il presidente De Luca; anche se i due continuano a litigare rivendicando ognuno per se stesso il merito di questo risultato. Ma di quale merito stiamo parlando? Io non dico “grazie“ a nessuno dei due. Alla chiusura dei punti nascita non ho mai creduto perché immotivata nei fatti. E questa mia convinzione si è rafforzata con il passare dei giorni». E aggiunge: «Questa è la verità che dobbiamo dire soprattutto a quei giovani che sono stati la parte più bella, perché più vera, di questi giorni di lotta. Soprattutto a loro va il mio plauso e a tutti quelli che, con il cuore libero, hanno alzato forte la voce di questo territorio che oggi, come ieri, ha ancora risorse per ribellarsi alle ingiustizie».  

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Punti nascita, Caldoro: «Oscura trattativa su pelle cittadini»

di Luigi Martino

«Ho partecipato alla commissione sanità sui punti nascita ed ho assistito ad un’oscura trattativa sulla pelle dei cittadini. Il commissario De Luca chiude i punti nascita e il ministro Cinque stelle minaccia di non dare le deroghe chieste dalla Regione». Così Stefano Caldoro, capo della opposizione di centrodestra in Consiglio regionale della Campania, sulla chiusura dei punti nascita di Sapri e Polla nel salernitano, e di Piedimonte a Caserta. «Una piena intesa Cinque Stelle-De Luca su vecchie logiche di interesse elettorale contro la salute dei cittadini. Un minuetto partitico, quello del M5s e del Pd, che contrasteremo in ogni sede», ha concluso.

Al tavolo della commissione si sono seduti anche i sindaci di Polla e Sapri. Insieme a loro Maria Ricchiuti, consigliere regionale. «L’impegno della Regione Campania per i presidi ospedalieri di Polla, Sapri e Piedimonte Matese è totale. Gli uffici stanno lavorando alla nuova versione del piano ospedaliero che prevede un potenziamento dei tre nosocomi nell’ambito di una ridefinizione complessiva dei dea di primo livello». Ha aggiunto il presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale della Campania, Stefano Graziano, a margine dell’audizione dedicata al diniego da parte del ministero a tenere aperte le tre strutture. «Una eventuale chiusura – spiega – penalizzerebbe troppo i residenti di quelle zone e rischierebbe di favorire anche la mobilità extraregionale, aggravando dunque i costi per il sistema sanitario regionale». «E’ stata una audizione interlocutoria. Proprio in queste ore gli uffici lavorano ad una nuova versione del piano ospedaliero in vista del confronto con il ministero. Infatti, mi sono impegnato a convocare nuovamente la commissione su questa problematica dopo il 5 dicembre. E’ emersa comunque un’esigenza unanime, bisogna continuare a supportare le aree interne che devono avere la stessa dignità delle aree urbane e non solo in sanità», conclude Graziano.

«Abbiamo impedito a De Luca che fosse smantellata un’eccellenza come il Polo materno infantile dell’Ospedale del Mare – ricorda invece Ciarambino, esponente del Movimento 5 Stelle – lo abbiamo costretto a fare marcia indietro sullo smantellamento del Pronto soccorso di Sant’Agata, lo abbiamo inchiodato alle sue responsabilità circa i punti nascita di Polla e Sapri, penalizzati da una grave carenza programmatoria e organizzativa. Siamo pronti ora a collaborare con il nuovo commissario per mettere un freno anche all’opera di depotenziamento e chiusura di presidi e reparti. Ci batteremo per nuovi criteri di nomina dei manager e li inchioderemo alle loro responsabilità se le formiche assediano pazienti, se nei reparti piove o se vengono chiusi per un festino. Daremo il nostro contributo per rendere efficaci le azioni di controllo delle procedure di appalto, affinchè non si ripetano più casi come al Pascale e all’Ospedale del Mare, con farmaci e strumentazioni salvavita acquistati a prezzi fino a 300 volte superiori a quelli di mercato. Scandali al cospetto dei quali chi ha un ruolo apicale e di responsabilità dovrebbe essere messo alla porta, per far spazio a professionisti seri e onesti nominati per competenza, curriculum e con procedure di trasparenza».

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Punti nascita, M5S: «De Luca recuperi ritardi»

di Luigi Martino

«La seduta della Commissione regionale Sanità, convocata per individuare una soluzione per debellare la chiusura dei punti nascita di Polla, Sapri e Piedimonte Matese, si è trasformata nell’ennesimo show per la maggioranza di fronte agli occhi allibiti di sindaci, medici e rappresentanti sindacali che, come noi, avevano come unico obiettivo l’interesse dei cittadini. Di fronte alle proposte e alle soluzioni rappresentate da amministratori e addetti ai lavori, abbiamo ascoltato citazioni di Gattuso e gratuiti attacchi al nostro Governo tesi a mascherare l’unica verità possibile. Ovvero, che se ci troviamo a dover fare miracoli per salvare i tre punti nascita è solo per effetto di una programmazione totalmente inesistente in tre anni e mezzo di governo regionale. In una Regione nella quale su 56 punti nascita appena sei rispondono agli standard di legge e dove non si è fatto nulla per implementare la rete dell’emergenza materno-infantile, presidente e maggioranza si mettono a fare il gioco delle tre carte. Scaricando responsabilità sul Governo, laddove la valutazione spetta invece a un organismo tecnico che si limita a valutare la coerenza della richiesta rispetto agli standard di legge». Così i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Valeria Ciarambino e Michele Cammarano. «Così come ci siamo attivati per la permanenza del pronto soccorso di Sant’Agata – proseguono Ciarambino e Cammarano – costringendo De Luca a fare marcia indietro, lo stesso abbiamo fatto con i tre punti nascita, chiedendo conto al ministero e apprendendo che la richiesta partita dalla Regione non aveva i requisiti per poter consentire una nuova valutazione. Se De Luca ha davvero a cuore la permanenza dei punti nascita, auspichiamo a questo punto che faccia una programmazione che contenga requisiti organizzativi, strumentali e di garanzia per la sicurezza di donne e dei bambini, mettendo il ministero nelle condizioni di poterla approvare. In caso contrario, non solo la responsabilità sarà soltanto sua, ma darà credito ai sospetti che dietro la volontà di presentare una richiesta farlocca, ci sia una precisa strategia tesa a chiudere i tre punti nascita».

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Punto nascita Sapri, conclusa l’audizione: decisione rinviata

di Luigi Martino

Antonio Gentile e Maria Ricchiuti
Si è appena conclusa l’audizione della V commissione Sanità della Regione Campania. Al tavolo era presenti il presidente Stefano Graziano insieme ai consiglieri regionali Picarone, Ricchiuti, Gambino, Sommese, Cammarano, Oliviero e Ciarambino. Insieme a loro i sindaci di Sapri, Polla e Piedimonte Matese oltre che ad un esponente della Cgil provinciale di Salerno. «Con i sindaci di Polla e Piedimonte Matese abbiamo ribadito le nostre posizioni. Nel mio intervento ho avanzato la posizione definita all’unanimità dal comitato dei sindaci del distretto sanitario 71 in merito alla richiesta di revoca urgente de decreto 87 concernente la soppressione del punto nascita del nostro ospedale, la necessità dell’approvazione di un piano di investimenti per garantire le mancanze esistenti, la necessita di una riorganizzazione del sistema sanitario territoriale a supporto della proposta di riconoscimento del Dea di primo livello avanzata dal Commissario straordinario in ossequio al dettato del DM 70 per arrivare quindi ad una risoluzione definitiva della problematica e che adesso non ci servono i rimpalli di responsabilità ma è prioritario salvaguardare il nostro ospedale e i nostri diritti». E’ quanto ha dichiarato Antonio Gentile, primo cittadino di Sapri, al termine dell’incontro. Il presidente Graziano a chiusura dei lavori ha assicurato l’impegno prioritario della Regione nella risoluzione della problematica annunciando il deposito del nuovo piano ospedaliero il 5 dicembre, quindi tra qualche giorno, contenente tra l’altro la proprietà del Dea I livello per l’ospedale dell’Immacolata di Sapri. La seduta della commissione si aggiornerà dopo il 5 dicembre. «Avanti insieme a tutela del nostro ospedale» ha chiosato Gentile.
Antonio Gentile e Maria Ricchiuti

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Chiusura punto nascita Sapri, De Luca atteso a Villammare

di Luigi Martino

Vincenzo De Luca, governatore della Campania

Questa mattina, venerdì, il governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca, dovrebbe raggiungere Villammare, unica frazione di Vibonati, località del golfo di Policastro, per prendere parte ad un incontro che avrà come tema principale l’erosione della costa del Cilento. L’appuntamento è fissato per le 10.30 all’hotel Royal ma, con molta probabilità, ad attendere De Luca, all’esterno della struttura, ci sarà una delegazione di cittadini del golfo, alcuni membri del comitato di lotta a difesa dell’ospedale di Sapri e le associazioni del territorio per chiedere delucidazioni in merito alla chiusura del punto nascita del nosocomio dell’Immacolata. Oltre al governatore, infatti, all’evento saranno presenti i sindaci del territorio, le associazioni ambientali e di commercio, le organizzazioni sindacali, i vertici del Consac, della Comunità Montana e della Provincia di Salerno, le autorità di Bacino, i consiglieri e gli assessori Regionali.

LE FOTO DEL CORTEO DI SAPRI

C’è chi non scommette proprio sulla presenza di De Luca oggi nel Basso Cilento; c’è chi invece ha già preparato le domande da porre all’ex sindaco sceriffo di Salerno. Fatto sta che il clima, nel golfo che confina con quel pezzettino di costa lucana, è molto teso. Il termometro è già diventato rosso giovedì mattina, quando, da piazza San Giovanni di Sapri, è partito un corteo di almeno duemila persone, che ha sfilato, protestato e manifestato contro la decisione del Governo. E oggi, caso ha voluto, arriva proprio chi, alla vigilia dell’appuntamento, aveva affermato che con «l’ammuina non si va da nessuna parte». Che poi, questo fatto della chiusura del punto nascita, si è trasformato in una patata bollente che scotta e di conseguenza rimbalza da un palmo all’altro. Di chi è la colpa? Si può lasciare un fetta di territorio così vasta senza un reparto di Neonatologia? La Regione cosa fa per evitare tutto questo? O, ancora, se le nascite sono inferiori alle 500 annuali, è giusto chiuderlo?

Queste, ad esempio, sono solo alcune delle domande alle quali, probabilmente, De Luca potrebbe essere sottoposto. Con i sindaci del comprensorio presenti, poi, si rischia che di erosione, a Villammare, oggi, nemmeno si parla.

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Bambole, slogan e tricolori: il fotoracconto della protesta di Sapri

di Luigi Martino

Il basso Cilento è sceso in piazza per dire «no alla chiusura del punto nascita di Sapri». Lo ha fatto questa mattina, giovedì, partendo da piazza San Giovanni e attraversando via Kennedy, il lungomare e via Cassandra. La cittadina della Spigolatrice ha accolto studenti, politici, associazioni, imprenditori, autorità civili e religiose. Centinaia di persone. Il seprentone è stato ripreso dalle tv locali ma anche dalle telecamere della Rai. In prima linea i sindaci del comprensorio. Ecco le immagini della giornata nel fotoracconto del Giornale del Cilento. Sfoglia la gallery
Il corteo di protesta contro la chiusura del punto nascita di Sapri (foto L.Martino)
©Foto Luigi Martino

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Punti nascita Sapri e Polla, Conte interroga il ministro Grillo

di Luigi Martino

Federico Conte, LeU
«Chiedo al Governo di garantire la salute delle madri e la possibilità di partorire in sicurezza, assumendo iniziative, insieme alla Regione Campania, per riconoscere la deroga ai Punti Nascita dei presidi ospedalieri di Polla e Sapri. Sono accanto ai sindaci, ai comitati, alle popolazioni in lotta contro la programmata cessazione delle attività delle strutture. La deroga è stata concessa ad altre zone del territorio campano, in ragione della collocazione e delle difficoltà geografiche. Il Cilento e il Vallo di Diano hanno tutte le caratteristiche per accedere alla deroga, viste le condizioni territoriali, del traffico, dell’organizzazione dei servizi». Lo dichiara Federico Conte, deputato di Liberi e Uguali, che sul tema ha presentato una interrogazione al ministro della Salute, Giulia Grillo. L’interrogazione del deputato arriva alla vigilia della manifestazione di protesta in programma per domani, giovedì 22 novembre, con partenza da piazza San Giovanni di Sapri. Alla manifestazione prenderanno parte autorità civili, religiose, politiche, cittadini comuni, imprenditori, associazioni, studenti e tanti volti noti del Basso Cilento.

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