• Home
  • ospedale sapri

Tag: ospedale sapri

De Luca arriva a Sapri, con Maldonato presenterà “La rivolta di Sapri”

di Marianna Vallone

L’occasione è la presentazione del libro di Franco Maldonato al cineteatro Ferrari di Sapri. Il governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca, il prossimo 2 febbraio sarà nella cittadina della Spigolatrice per presentare il volume “La rivolta di Sapri” (Licosia editore) nella nuova edizione, che si arricchisce dell’introduzione di Giovanni Spadolini e della prefazione di Paolo Macry. De La Rivolta sono state già pubblicate due edizioni, nel 1985 e nel 1999. Narra la cronaca della sollevazione popolare degli anni ’70. Il libro Nel 1979, alla fine di luglio, Sapri è in rivolta. «Bloccata la ferrovia al Sud, l’Italia si ferma a Sapri»: con questo titolo a tutta pagina, il ventinove luglio, Eugenio Scalfari apre la prima di “Repubblica”. Mille persone si sono assiepate sui binari e in trecento distesi sul selciato della Tirrenica Inferiore. L’Italia è spezzata in due! Il Mezzogiorno, a quel tempo, è ancora percorso da fremiti rivoltosi, con la polizia che spara, morti e feriti sulle barricate, uccisioni di cittadini che avevano avuto il solo torto di affacciarsi alla finestra, municipi messi a ferro e fuoco, interruzioni di pubblici servizi e delle grandi vie di comunicazione: Avola, Battipaglia, Reggio Calabria, L’Aquila e Eboli sono il teatro di questi avvenimenti, tipici di altre stagioni della vita nazionale. E infine Sapri, dove l’ospedale dopo trent’anni non è finito. E si muore perché non c’è nemmeno un’autoambulanza o non ha benzina o non c’è l’autista.
Franco Maldonato
L’appuntamento All’incontro, che si terrà alle 9:30 nel cineteatro in piazza Regina Elena a Sapri, vedrà gli interventi del sindaco di Sapri, Antonio Gentile, di Alfonso Conte, professore associato di Storia Contemporanea (al corso di laurea di Scienze Politiche all’Università degli Studi di Salerno), del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca e dell’autore del libro, l’avvocato penalista e scrittore Franco Maldonato, già autore di Mezzogiorno nuovo e antico (2004), La staffetta (2007) e, con lo storico Alfonso Conte, Gioacchino Murat, Re di Napoli (2011). Nel 2015 ha pubblicato il romanzo storico Teste mozze (Rubbettino editore), che l’antropologo Marino Niola ha definito il Noi credevamo della letteratura. Seguiranno le letture di Eugenio Bove. L’incontro sarà moderato dalla giornalista Caterina Guzzo. Alle 12:00 il presidente De Luca sarà in visita all’ospedale Immacolata di Sapri.

©Riproduzione riservata



Chiusura punto nascita Sapri, cittadini in piazza: la diretta

di Luigi Martino

Il corteo in via Kennedy (Foto L. Martino)

L’appuntamento è fissato per le 9.00 di questa mattina, giovedì, in piazza San Giovanni a Sapri, ma già un’ora e mezza prima la zona comincia a popolarsi. Ci sono cittadini, associazioni, politici, imprenditori, autorità civili e religiose e tanti volti noti del Basso Cilento. Queste persone sono qui per protestare in modo pacifico contro la chiusura del Punto Nascita dell’ospedale dell’Immacolata di Sapri. Da Centola a Maratea, abbracciando l’intero Golfo di Policastro e i paesi interni, un vasto bacino di utenti usufruisce dei servizi sanitari del nosocomio della città della Spigolatrice. Si provano a difendere i diritti di tante persone, come nel 1979 fece l’indimenticato don Giovannino Iantorno, capeggiando una delle rivolte più note che ha riguardato il Golfo di Policastro negli ultimi 50 anni.

Insieme alla cittadinanza è scesa in piazza, in prima linea, l’Amministrazione comunale di Sapri guidata dal sindaco, Antonio Gentile. Ci sono tante emittenti televisive del territorio e una vasta schiera di giornalisti. Il punto nascita dell’ospedale saprese, insieme a quello del Luigi Curto di Polla, dovrebbe chiudere con il prossimo 1 gennaio 2019: una decisione tutt’altro che gradita da queste parti.

• La diretta social della manifestazione

©Riproduzione riservata



Punti nascita Polla e Sapri, M5S accusa De Luca

di Luigi Martino

Adelizzi del M5S
«Dal governatore De Luca non è mai partita alcuna richiesta di rivalutazione al Ministero della Salute a seguito del parere negativo di deroga alla chiusura dei punti nascita di Polla e Sapri, contrariamente a quanto va dichiarando urbi et orbi da 5 giorni. E’ solo l’ennesimo bluff sulla pelle dei cittadini, che noi abbiamo scoperto e che abbiamo il dovere di raccontare. Il presidente della Regione Campania si sarebbe limitato esclusivamente a firmare il decreto di chiusura, a partire dal primo gennaio prossimo, provando a scaricare tutte le sue colpe sul Ministero. E’ dunque assolutamente infondata la notizia di una richiesta di rivalutazione, che non risulta da nessuna parte e che andrebbe comunque corredata con elementi oggettivi come i tempi di percorrenza reali, che potrebbero essere forniti, ad esempio, dal corpo dei vigili del Fuoco. Questa mattina abbiamo incontrato i tecnici del ministero della Salute, ai quali abbiamo illustrato le ragioni di inopportunità dello smantellamento dei punti nascita negli ospedali Luigi Curto di Polla e Immacolata di Sapri, indicando, tra gli altri elementi di valutazione, proprio la pessima viabilità e i tempi di percorrenza, che ci risultano superiori ai 60 minuti richiesti per legge». E’ quanto dichiarano la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Valeria Ciarambino e i deputati M5S Cosimo Adelizzi e Nicola Provenza. «Dal Ministero abbiamo appreso che nessuna rivalutazione potrà avvenire – rivelano gli esponenti M5S – in assenza di una nuova dettagliata richiesta della Regione Campania, della quale al momento non c’è ancora traccia, se non nei comunicati di De Luca. Lo stesso De Luca che invoca professionalità e sicurezza, gestisce oggi una regione nella quale su 56 punti nascita appena 6 risultano conformi agli standard previsti per legge. E a fronte di prescrizioni, dai tavoli ministeriali, di realizzare una rete materno infantile in Campania, non si è mai attivato in tal senso. Ora che la verità è venuta fuori, il governatore si affretti a redigere un documento che contenga elementi alla luce dei quali il Ministero potrà procedere a riesaminare la richiesta di deroga, cosi’ da non lasciare le aree del Cilento, Vallo di Diano e del Golfo di Policastro sguarnite di punti nascita in due presidi strategici per il territorio».

©Riproduzione riservata



Punto nascita ospedale Sapri a rischio chiusura: sindaci insieme

di Luigi Martino

Ospedale dell’Immacolata di Sapri

La Regione Campania ha richiesto al Governo, nelle scorse settimane, la deroga, prevista per le aree disagiate del territorio, in riferimento ai punti nascita nei presidi ospedalieri. Il Governo ha dato parere favorevole alla deroga per il punto nascita di Ariano Irpino, Vallo della Lucania e Ischia. E’ stato espresso, invece, parere sfavorevole alla deroga per i punti nascita di Piedimonte Matese, Polla e Sapri. Nel prendere atto della decisione del Governo la Regione nelle prossime settimane riproporrà la richiesta di ammissione alla deroga per i punti nascita al momento esclusi.

Intanto monta la protesta dei sindaci del comprensorio del Basso Cilento. «Ho convocato con urgenza, come sindaco capofila, per le ore 15 di mercoledì 14 novembre, presso il Comune di Sapri, il comitato dei Sindaci del distretto 71. Alla riunione parteciperà anche il Sindaco di Maratea. Metteremo in campo tutte le nostre forze per modificare ciò che è stato deciso altrove. Tutti i cittadini, le OOSS e le associazioni sono invitati a partecipare». E’ quanto scrive su Facebook Antonio Gentile, primo cittadino di Sapri.

«Chiudere i “Punti Nascita” a Polla e a Sapri rappresenta oltre che una follia, anche una di quelle vergognose contraddizioni della politica italiana – sottolinea invece Tommaso Pellegrino, sindaco di Sassano e presidente del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni -. Approviamo le leggi sui piccoli Comuni, poi continuiamo a tagliare i servizi per le famiglie che ci vivono; parliamo della valorizzazione delle periferie, poi non diamo neppure la possibilità di nascerci; finanziamo le aree interne, poi tagliamo i fondi per l’assistenza sanitaria nelle stesse aree interne; parliamo di contrasto allo spopolamento e facciamo di tutto per spingere le famiglie a vivere nei grandi centri. Basta con questa ipocrisia che continua a togliere credibilità alla politica, che con serietà e responsabilità dovrebbe occuparsi almeno dei bisogni primari della gente». Poi l’appello al presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca e ai parlamentari del territorio chiedendo di «superare qualsiasi ideologia e di lavorare insieme per evitare l’ennesima mortificazione, che in questo caso rappresenterebbe la cancellazione dell’identità delle attuali e future generazioni».

Sulla stessa scia il primo cittadino di Camerota, Mario Salvatore Scarpitta, che sottolinea come «in Cilento tanti ammalati sono costretti ad attendere tempi biblici per sottoporsi a cure che in altri posti vengono svolte nel giro di una settimana; altri invece affrontano trasferte incredibili per una chemio o una radioterapia. Adesso toccherebbe alle mamme vivere la gravidanza con la paura di dover improvvisamente raggiungere un ospedale troppo lontano per far nascere il proprio figlioletto».

©Riproduzione riservata



© Giornale del Cilento - Gerenza

Iscrizione al Tribunale Vallo della Lucania n.580/2009 del 04.09.2019