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Pilates in gravidanza, il corso fa bene a mamma e bebè | INTERVISTA

di Marianna Vallone

Fino a non molto tempo fa si consigliava alle donne in dolce attesa riposo più o meno assoluto e pranzi e cene per due. Suggerimenti che oggi nessuno si sognerebbe di dare ad una quasi mamma. Perché studi medici hanno dimostrato quanto la sedentarietà sia una nemico della salute, e l’inattività un fattore a rischio che può portare a difficoltà durante il parto o lento recupero post partum. Ormai è assodato che una regolare attività fisica renda più confortevoli i mesi con il pancione, per benefici all’adulto e al bambino. Il pilates, se praticato in dolce attesa, è una delle attività migliori in assoluto. Lo conferma l’esperto, Mauro Pacifico, e lo sanno bene le future mamme che nei giorni scorsi nel reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Immacolata hanno seguito un corso di pilates che il dottor Pacifico, attualmente responsabile dei programmi di Pilates e di riabilitazione motoria a Sala Consilina, ha voluto regalare all’ospedale di Sapri come lezione preparatoria ad uno dei momenti più importanti di ogni donna. Mauro, perché il pilates rientra tra le attività migliori in gravidanza? Perché con il pilates si va a lavorare dal punto di vista di un riequilibrio posturale sui muscoli interessati, che sono la globalità, tranne gli addominali. Quindi si lavora sui gluteli, paravertebrali, muscoli del collo, i muscoli delle gambe ecc. Successivamente, in una fase post parto, si rientra in un lavoro di globalità, con gli addominali e il pavimento pelvico, quindi si lavora davvero su tutto il corpo. E’, quindi, l’attività più completa? Non c’è un’altra attività come il pilates che in simultanea faccia lavorare i muscoli, dai tensori del collo, ai muscoli del collo del piede. Sono muscoli che lavorano in sinergia. Naturalmente con l’ausilio delle macchine, della reformer, della cadilac e di altri strumenti  che il Pilates ha inventato, aiutano in quello che è un riequilibrio posturale. Così si lavora sempre in maniera bilanciata ed equilibrata, sia con la parte destra che con la parte sinistra. E nessuna attività sostanzialmente riesce a fare questo. E’ un lavoro che si fa sulla precisione, sul controllo, sul respiro, sulla fluidità. A proposito di respiro, nel pilates quanto è importante la respirazione? La respirazione, insieme alla fluidità dei movimenti, alla concentrazione, alla precisione, alla ricerca del baricentro, è fondamentale. Un esercizio fatto in maniera corretta con una respirazione appropriata è decisamente più efficace rispetto ad un lavoro fatto con una respirazione più appropriata. Il problema è che non siamo abituati a respirare bene, non riusciamo a fare un lavoro di respirazione. E allora le maggiori difficoltà soprattutto in una fase iniziale, per i neofiti, è proprio quella. Per chi è in dolce attesa, il pilates è consigliato fin da subito? Seguo persone dal terzo mese in poi; esclusi i primi tre mesi di gravidanza, si può tranquillamente lavorare con il pilates. E nell’immediatezza anche il giorno stesso del parto volendo si può iniziare un programma di recupero, nei parti naturali. Alle mie clienti consiglio fin da subito alcuni movimenti che fanno decisamente bene alla mamma e al bambino. Com’è stata l’esperienza con le future mamme dell’ospedale di Sapri che hanno seguito la sua lezione di Pilates? Credo che ce ne saranno altre, hanno lavorato molto sulla respirazione e sono certo che anche per loro sia stata un’esperienza importante. Sfoglia la fotogallery

Yoga in gravidanza, future mamme coccolate all’ospedale di Sapri

 

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Il Natale accende la speranza per le nascite nell’ospedale di Sapri

di Marianna Vallone

L’ascensore si ferma al terzo piano e la porta si apre su un reparto che somiglia poco ad un grigio e distaccato ospedale, ma ha il calore e la familiarità di una casa. Ha i colori e le luci della speranza l’albero di Natale che illumina il corridoio del reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale Immacolata di Sapri. La speranza è che il punto nascita non viva l’incubo della chiusura, a cui era stato costretto lo scorso anno a novembre e nel corso di questa estate, durante la quale il governatore della Campania aveva assicurato l’impegno della Regione perché il servizio di Sapri e Polla non fosse interrotto. Così i pianti dei nuovi nati e le carezze delle mamme su quei pancioni in attesa, in quel reparto con vista mare, sono suoni ed immagini che in questo periodo dell’anno diventano di buon auspicio e riaccendono la speranza di riuscire a lasciare aperto e vivo questo importante punto di riferimento per i genitori del golfo di Policastro e non solo. Perché il presidio saprese è in una posizione  privilegiata, a cavallo di tre regioni e vicino a decine di piccoli paesi, entroterra distante, chilometri e curve che spesso fanno paura. «Le opzioni che la struttura dell’ospedale di Sapri è in grado di offrire sono garanzia della migliore assistenza. – spiegano dai corridoi del nosocomio – Bisogna credere nella professionalità e nelle competenze del personale sanitario, di medici, ostetriche e infermieri, per ricostituire quella unione che è alla base ed è fondamentale quando si entra in un ospedale». Tra i nastri e le luci appese all’albero e i fiocchi colorati davanti le porte che annunciano l’arrivo di una nuova vita, la speranza diventa un appello: «Scegliete di partorire a Sapri, nel vostro territorio». Sfoglia la fotogallery ( di Marianna Vallone )

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Bimbo di 10 anni morto in ospedale: 4 indagati

di Luigi Martino

Quattro, tra sanitari e parasanitari, dell’ospedale Santa Maria della Speranza indagati per la morte del piccolo Pasquale, il bimbo di 10 anni deceduto all’interno del nosocomio di Battipaglia martedì mattina. L’indagine, per far luce sul caso, è stata aperta dalla procura della Repubblica di Salerno che ha avviato le indagini con l’acquisizione della cartella clinica e la verifica, da prassi, sull’operato di chi, tra i professionisti del plesso ospedaliero, è entrato in contatto con il paziente. Tutto parte dalla denuncia presentata dai genitori del minorenne alla locale compagnia dei carabinieri, per la verifica di una possibile negligenza da parte di chi ha prestato le cure al figlio. L’attesa – come sottolinea Stile Tv – è anche nell’esame autoptico che potrà andare a chiarire le cause del decesso del bimbo ricoverato all’ospedale domenica per problemi allo stomaco, con il successivo complicarsi delle condizioni e la morte.

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Agropoli, tremano le poltrone. Sindaco e vicesindaco: è rottura

di Luigi Martino

Voto contrario, ma il suo parere viene verbalizzato come favorevole. A denunciare l’accaduto è il vicesindaco di Agropoli, Elvira Serra, in merito alla votazione relativa alla delibera di giunta riguardante il «Decreto 64 del 16 luglio 2018 del Commissario ad acta per l’attuazione del piano di rientro dal disavanzo del Ssr campano recante approvazione della rete dell’emergenza cardiologica campana. Azioni a salvaguardia e difesa, anche in giudizio, degli interessi del territorio afferente il bacino di riferimento del presidio ospedaliero San Luca di Vallo della Lucania». Serra, dopo ripetuti inviti alla rettifica, ha ora inviato una richiesta scritta. «Faccio seguito – scrive Serra – alle molteplici richieste sinora avanzate senza alcun riscontro per rinnovare la richiesta di rettifica dell’errore materiale contenuto nella delibera n.285 del 25 ottobre 2018. Ho espresso, com’è noto, voto contrario alla stessa, che tuttavia non è stato verbalizzato. Del resto, questo mio voto contrario non è altro che una conferma della posizione professionale, sociale e politica da me sempre espressa sul tema. Sarebbe stato perciò assolutamente singolare che potessi votare in modo difforme dal mio pensiero, pubblico e noto innanzitutto ai cittadini. Non comprendendo le ragioni per le quali sinora non si è dato seguito alla mia legittima richiesta, mi vedo costretta a inviare la presente nota scritta. Desidero – si legge ancora nel documento – che non si confonda il garbo istituzionale che mi ha sinora vista avanzare questa richiesta in modo soltanto informale, con l’acquiescenza o, peggio, la condivisione di una delibera che, a mio avviso, è profondamente contraria agli interessi dei cittadini. Sono fiduciosa che questa mia richiesta verrà immediatamente accolta. In caso contrario, a tutela in primo luogo della mia coscienza, dovrò assumere i provvedimenti opportuni». Non si è fatta attendere la risposta del primo cittadino, Adamo Coppola, che attraverso la sua pagina Facebook ha postato un video rivolgendosi alla numero due della sua giunta. E la querelle sembra destinata a non fermarsi. Coppola invia il link del filmato alla stampa e dopo poche ore il vicesindaco Serra utilizza lo stesso modus operandi per ribattere alle presunta accuse del sindaco. Insomma, la rottura è ormai tangibile. Ad Agropoli non si parla d’altro. C’è qualcuno che già annuncia una probabile sfiducia da parte della maggioranza nei confronti del vicesindaco. Altri, invece, sono convinti dell’arrivo della lettera di dimissioni da parte di Serra. Staremo a vedere.

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Da Roccadaspide a Sapri l’appello a donare il sangue: «Fai un gesto d’amore»

di Marianna Vallone

Un gesto importante che parte dal cuore di ognuno e arriva alla comunità. L’associazione Donatori Volontari di sangue del Cilento si unisce all’evento nazionale dedicato alla donazione del sangue ‘Dona con amore’, organizzato dall’associazione Donation Italia, e lancia l’appello a donare sabato 16 e domenica 17 febbraio 2019, dalle ore 8.30 alle ore 12.30 a Vallo della Lucania presso il centro trasfusionale dell’ospedale San Luca, a Sapri presso l’unità di raccolta presso l’ospedale dell’Immacolata; mentre sabato 16 febbraio dalle 8.30 alle 12.30 a Roccadaspide presso l’unità di raccolta presso l’ospedale civile. «Fai un gesto d’amore. Dona il sangue – spiega l’associazione – Abbiamo bisogno di te per salvare una vita».

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Fiocco azzurro all’ospedale di Sapri: è Alessandro il primo nato del 2019

di Marianna Vallone

Il 2019 all’ospedale di Sapri inizia con un fiocco azzurro. È un maschietto il primo nato del nuovo anno. Si chiama Alessandro ed è venuto alla luce nel reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale Immacolata, a Sapri, quasi alle 10:00 del 2 gennaio 2019. Pesa 2,800 chili ed è lungo 45 centrimetri. Felicissimi papà Giuseppe e mamma Graziella, assistita, sia durante il parto che per tutti i mesi di gravidanza, dal ginecologo di fiducia, il dottor Gaetano Cammarano, che ha seguito passo passo l’arrivo di Alessandro con il supporto dell’équipe di infermieri e ostetrica, tra i quali il caporeparto Carlo Iudici. Gioia doppia nel reparto diretto dalla dottoressa Vincenza Perazzo. Il Punto nascita di Sapri (insieme a quello di Polla) negli ultimi mesi è stato minacciato dalla chiusura per un provvedimento della Regione Campania, dopo il parere del Comitato Nazionale Percorso Nascita, che ha detto no alla deroga richiesta per i presidi ospedalieri che hanno meno di 500 nascite annue.

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Salerno, asportato tumore di 15 chili ad una donna incinta

di Marianna Vallone

Una storia di dolore e di speranza arriva da Salerno, dove una donna alla 37esima settimana di gravidanza, nonostante un tumore di 15 chili, ha dato alla luce il suo piccolo. La paziente, di 37 anni, è stata operata dall’équipe del reparto di gravidanza a rischio dell’azienda ospedaliera San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno: i medici hanno prima fatto nascere il bambino e poi asportato la massa.

Il bimbo, del peso di oltre 3 chilogrammi, lungo 50 centimetri, sta bene così come la madre. Dopo aver fatto nascere il bambino, si è proceduto all’asportazione della massa tumorale mentre alla donna sono state trasfuse due sacche di sangue. Un solo caso di massa tumorale così voluminosa è stata segnalato dagli addetti ai lavori, asportato dai chirurghi di Chennai, città dell’India Meridionale. Tuttavia, in quel caso, si trattava di un fibroma in una donna non alle prese con una gravidanza. 

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Punti nascita, Nuzzo: «Non sarebbero mai stati chiusi, nessun grazie a De Luca e Castiello»

di Marianna Vallone

Ci va giù pesante il vicesindaco di Caselle in Pittari, Giampiero Nuzzo, che sulla chiusura dei punti nascita di Sapri e Polla, punta il dico contro Regione e Governo che «dopo aver causato il pasticcio della loro soppressione nei mesi scorsi e dopo aver preso atto del moto di ribellione dei territori interessati, trovano solo ora la soluzione che annulla il danno da loro stessi creato». Per Nuzzo: «I punti nascita non sarebbero mai stati chiusi il 31 dicembre, non per le passerelle di politici romani e per le loro assicurazioni, così come per quelle del governatore della regione. – scrive in una nota – Non sarebbero stati chiusi solo perché era logicamente e legalmente impossibile chiuderli e non dare una deroga non essendo stato approntato nessun piano alternativo alla loro chiusura. Questa è la verità». «La soluzione sulla chiusura poteva e doveva essere messa in atto già ad agosto, al momento della prima richiesta di deroga. Fui buon profeta allorquando, nella prima assemblea pubblica sul tema, ebbi modo di dire che sarebbe arrivato il giorno dell’assegnazione della medaglia del vincitore. Pare ci sia un ex aequo tra il senatore Castiello e il presidente De Luca; anche se i due continuano a litigare rivendicando ognuno per se stesso il merito di questo risultato. Ma di quale merito stiamo parlando? Io non dico “grazie“ a nessuno dei due. Alla chiusura dei punti nascita non ho mai creduto perché immotivata nei fatti. E questa mia convinzione si è rafforzata con il passare dei giorni». E aggiunge: «Questa è la verità che dobbiamo dire soprattutto a quei giovani che sono stati la parte più bella, perché più vera, di questi giorni di lotta. Soprattutto a loro va il mio plauso e a tutti quelli che, con il cuore libero, hanno alzato forte la voce di questo territorio che oggi, come ieri, ha ancora risorse per ribellarsi alle ingiustizie».  

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Approvato piano ospedaliero della Campania, salvi i punti nascita di Sapri e Polla

di Marianna Vallone

Approvato il nuovo piano ospedaliero della Campania che prevede il potenziamento degli ospedali di Sapri e Polla che diventeranno Dea di primo livello. Una buona notizia per i punti nascita a rischio chiusura, i quali resteranno aperti in deroga. Sul resto non è trapelato altro finora. «Dopo un lavoro di approfondimento, di discussione, di confronto serrato con le strutture centrali del Ministero, e’ stato approvato il Piano Ospedaliero definitivo della Regione Campania». A renderlo noto è il governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca che ha fatto sapere che il nuovo piano, tra l’altro, prevede – come già richiesto in deroga dalla Regione ad aprile scorso – i punti nascita di Sapri, Polla e Piedimonte Matese, inseriti in Dea di I livello. «A un decennio dal vecchio Piano che prevedeva tagli drammatici di strutture e chiusure di interi ospedali, viene approvata una programmazione ospedaliera equilibrata, seria e rigorosa che tiene conto delle esigenze dei territori e tutela fino in fondo del diritto alla salute dei nostri concittadini», dice De Luca. «E’ acquisito, per il 2017, – aggiunge De Luca – un punteggio nella griglia Lea pari a 152 punti, che rappresenta un incremento che ha dell’incredibile di quasi 50 punti in relazione al 2015. Con questo spirito di concretezza e rinnovamento proseguirà il lavoro nei prossimi mesi, per una sanità sempre più vicina ai bisogni dei cittadini e delle famiglie». Esulta il sindaco di Sapri, Antonio Gentile. «Sono molto felice per l’esito positivo di una vicenda, che ha costretto tutti a fare un lavoro enorme. – commenta invece l’ex sindaco Giuseppe Del Medico – Grazie a tutte le Istituzioni, in primis ai Sindaci, che hanno saputo tutelare il diritto alla salute dei cittadini, combattendo una battaglia molto difficile. Infine un grazie grandissimo al comitato di lotta che ha faticato contro tutto e contro tutti dimostrando di avere un cuore grandissimo».

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Sciopero generale a Sapri contro la chiusura dei punti nascita

di Marianna Vallone

Sciopero generale a Sapri, dalle 9 alle 13, per difendere il punto nascita dell’ospedale Immacolata di Sapri dalla chiusura prevista per il 1 gennaio. Il raduno è in piazza San Giovanni, il corteo si sposterà per le vie cittadine e si concluderà dinanzi al cineteatro Ferrari. Ci sono medici, infermieri, studenti, cittadini e soprattutto tante mamme pronti a difendere la struttura sanitaria. La decisione definitiva da Roma sui due punti nascita di Polla e Sapri, entrambi minacciati di chiudere battenti, potrebbe arrivare ad inizio settimana. Nel frattempo il 17 comuni del distretto sanitario 71 hanno affidato all’avvocato Lorenzo Lentini  un ricorso al Tar per bloccare il decreto regionale. Sulla vicenda è intervenuto anche il deputato Federico Conte (Liberi e Uguali): «Ho già chiesto con una interrogazione alla Ministra della Salute, Grillo, un intervento urgente per ripensare le deroghe e tenere aperti servizi indispensabili per il territorio. La deroga è stata concessa ad altre zone della Campania, per la loro collocazione e per difficoltà geografiche. Anche Cilento e Vallo di Diano hanno titolo per accedere alla deroga: la Regione faccia sentire con più forza la sua voce», ha concluso il parlamentare.

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Chiusura punti nascita, Maldonato: «L’appello al presidente della Repubblica»

di Marianna Vallone

Superare i confini regionali e fare appello al capo dello Stato. E’ in sintesi il messaggio della lettera che l’avvocato e scrittore Franco Maldonato ha indirizzato al portavoce del Comitato di lotta che da settimane si batte per scongiurare la chiusura del Punto nascita dell’ospedale di Sapri. Tramite Luciano Di Geronimo, l’avvocato ha voluto testimoniare ai partecipanti della manifestazione di oggi il suo pensiero per la salvaguardia del presidio. «Mi piace ricordare che quarant’anni fa – scrive Maldonato – si riuscì ad aprire le porte dell’ospedale battendo le recalcitranze della burocrazia regionale, grazie alla solidarietà di un grande presidente della Repubblica, l’indimenticabile Sandro Pertini. Venendo a Sapri – ricorda l’avvocato – l’8 agosto 1979 infatti il presidente della giunta regionale della Campania, Gaspare Russo, recò un messaggio del presidente Pertini che sin dal giorno della rivolta volle essere informato costantemente dello stato degli atti e dei lavori, spronandomi senza riserva e senza sosta – così disse Gaspare Russo – ad operare per l’immediata apertura dei reparti per i quali esistono le sufficienti attrezzature». Il tutto è stato raccontato nei dettagli dall’avvocato nel suo libro La rivolta di Sapri alle pagine 89, 90, 91. «Oggi come allora mi pare necessario alzare il profilo della battaglia – aggiunge Maldonato – investendo della nostra lotta il Capo dello Stato Custode della Costituzione e Garante della Unità Nazionale. Questa mi pare allo stato una iniziativa idonea a sbloccare la situazione richiamando Regione e Ministero al dovere di preservare le ragioni delle madri e dei padri disposti ad assicurare un futuro all’umanità generando in serenità e in sicurezza». Il Punto nascita dell’ospedale dell’Immacolata di Sapri dal 1 gennaio rischia di chiudere le porte per “Volumi di attività inferiori a 500 parti annui”. Lo ha comunicato e disposto la Regione Campania sulla base del parere del Comitato Percorso Nascita del Ministero della Salute, nonostante l’Ente di Palazzo Santa Lucia, insieme all’Asl Salerno, abbia tentato di far ottenere le deroghe per salvare i reparti sia di Sapri che di Polla, ottenendo parere negativo.

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Serre: anziano accoltella il figlio, la madre ha un infarto e muore

di Marianna Vallone

Tragedia familiare a Serre in una abitazione nel centro del paese. Il padre malato di Alzheimer ha accoltellato il figlio, la madre che ha assistito a tutta la scena è morta di infarto. Il dramma si è consumato ieri notte. A perdere la vita è Maria Di Rosario, 82 anni, che nel vedere il marito accoltellare il figlio 54enne ha avuto un malore: si è accasciata in avanti chiedendo aiuto ma il cuore non ha retto. Sebbene il figlio fosse stato raggiunto dalla lama del coltello ha chiesto aiuto al 118 per soccorrere la mare, allertando anche i carabinieri per calmare il padre. Per la donna non c’è stato niente da fare, i sanitari ne hanno accertato il decesso. L’anziano padre in preda ad un raptus di follia, dopo la coltellata, ha continuato ad essere aggressivo e si è calmato solo dopo il trasferimento all’ospedale Ruggi di Salerno. Al pronto soccorso è arrivato anche il figlio che dopo le cure del caso ha lasciato l’ospedale.

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Incontro dei sindaci su chiusura punto nascite, Fortunato: «Ora basta chiacchiere»

di Marianna Vallone

L’incontro con i sindaci della Comunità Montana Lambro e Mingardo programmato per domani alle 18:00 presso l’aula consiliare del Comune di Sapri è stato spostato presso la sede del Parco a Vallo della Lucania alle ore 19:00. «La decisione – spiega il sindaco di Sapri Antonio Gentile – presa con Vincenzo Speranza, il presidente della Comunità Montana Bussento Lambro e Mingardo, il presidente del Parco Salvatore Iannuzzi e il presidente dell’Ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo Diano e Alburni Tommaso Pellegrino, per dare una maggiore valenza politica all’incontro». In polemica il sindaco di Santa Marina, Giovanni Fortunato, che con una nota stampa ha fatto sapere che non sarà presente alla riunione per affrontare la questione chiusura punto nascita dell’Ospedale dell’Immacolata. «Non sarò presente al convegno. – spiega il primo cittadino di Santa Marina – Ritengo che a questo punto sia il momento di passare ai fatti. Credo che l’azione migliore adesso sia quella di andare a protestare con la fascia da sindaco sotto la sede della Regione e al Ministero della Salute, per far sentire con forza la nostra voce a tutela dei cittadini e per il diritto alla salute, perché i responsabili sono il Presidente De Luca e il Ministro Grillo e solo loro, insieme o separatamente, possono e devono risolvere il problema». «Invito anche i Sindaci del territorio, tutti, anche chi sostiene la sinistra, a manifestare affinché il Governatore De Luca revochi la decisione scellerata di chiudere, a partire dal 1 gennaio 2019, i punti nascita degli Ospedali di Sapri e Polla. Questa è l’unica azione a cui intendo partecipare – continua Fortunato-  non credo in questi convegni strumentali finalizzati alla campagna elettorale delle prossime votazioni europee. Mi sarei aspettato che i sindaci che lo hanno sostenuto e che lo sostengono ancora prendessero le distanze da De Luca e dal Pd, e che facessero la stessa cosa i parlamentari di maggioranza nei confronti del ministro Grillo. Credo comunque che non è mai troppo tardi, soprattutto per difendere la nostra dignità. Dobbiamo lottare per tutelare questo nostro territorio, non possiamo permettere che continuino a degradarlo e umiliarlo, per il bene dei nostri cittadini che noi abbiamo il dovere di tutelare, per il nostro bene e soprattutto per quello delle generazioni future».

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Le rivolte meridionali degli anni ’70, l’incontro all’Università di Salerno

di Marianna Vallone

Le rivolte meridionali degli anni ’70 tra il fallimento dell’intervento straordinario e l’avvento del regionalismo. Se ne parlerà il 5 dicembre 2018 alle 12:30 nell’aula 2 di Giurisprudenza – Cattedra di Diritto Costituzionale, all’Università degli Studi di Salerno. L’incontro prevede i saluti del Magnifico rettore di Unisa Aurelio Tomasetti. Introduce e coordina Giuseppe Di genio, professore associato di Diritto Costituzionale, interviene l’avvocato Franco Maldonato, autore del libro “La rivolta di Sapri” (Licosia Editore).

Maldonato prende spunto da una pagina di cronaca, l’ estate del 1979 che vede un’Italia divisa a metà dall’occupazione dei binari nella stazione ferroviaria di Sapri ed il conseguente blocco della circolazione dei treni per circa 12 ore, e l’occupazione della strada statale 18. 

All’epoca dei fatti, l’avvocato Maldonato era cronista de Il Roma. Fotografò con la stessa puntalità e precisione di oggi la ribellione popolare che chiedeva a gran voce che si aprissero finalmente i cancelli del locale ospedale pronto da decenni. Nacque un Comitato di Lotta, in cui emerse la figura carismatica di don Giovanni Iantorno, il parroco che si pose alla guida dello sciopero generale del 28 luglio del 1979.

A distanza di quasi 40 anni, l’ipotesi che il nosocomio perda il Punto nascita ha dato vita alla costituzione di un nuovo comitato di lotta che sarà presente all’incontro all’Università insieme alle quinte classi dell’Itc accompagnati dal preside Corrado Limongi.

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Rotary golfo di Policastro risponde al decreto di chiusura con una donazione all’ospedale

di Marianna Vallone

Mentre nelle fredde stanze ministeriali e regionali si decide di chiudere il punto nascita di Sapri, il Rotary Club del Golfo di Policastro continua a lavorare per sostenere il reparto di maternità-pediatria con iniziative e servizi a supporto dell’attività sanitaria per la comunità. «Rispondiamo al decreto di chiusura del punto nascita di Sapri – incalza l’attuale presidente Sergio Felicino – con la donazione all’Ospedale dell’Immacolata di un più moderno ed idoneo sistema di ossigenoterapia pediatrico».

Il progetto e l’acquisto del sistema di ossigenoterapia è stato condiviso e sostenuto anche dalla associazione “Carmine Speranza”, presieduta da Filomena Caputo. Non è la prima volta che il Rotary Club Sapri-Golfo di Policastro scende in campo per il locale presidio ospedaliero. Già nel 2017 ha provveduto ad animare pittoricamente le grigie pareti del reparto di pediatria e ad acquistare dei giocattoli al fine di alleggerire il percorso di degenza dei piccoli ospiti. La consegna del sistema di ossigenoterapia avverrà entro la fine dell’anno in corso.

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Chiusura punto nascita di Sapri, Nuzzo chiede tavolo tecnico al Piano di zona S9

di Marianna Vallone

Giampiero Nuzzo
Un tavolo tecnico urgente in Regione Campania con tutte le parti sociali per una concreta immediata soluzione della problematica sulla paventata chiusura dei punti nascita di Sapri e Polla. A chiedere la riunione del comitato dei sindaci del Piano di zona S9 è il vicesindaco – e medico – di Caselle in Pittari Giampiero Nuzzo che ha inviato oggi una nota al sindaco di Sapri Antonio Gentile, in qualità di comune capofila, per chiedere la convocazione per lunedì 26 novembre.
«Dopo la spontanea e massiccia partecipazione popolare alla manifestazione  per la difesa dei punti nascita, – ha scritto Nuzzo – sta facendo seguito una sostanziale condizione di stallo rispetto  a tale problematica. Per tale motivo chiedo al Sindaco del Comune capofila del piano di zona, di convocare per le vie brevi per lunedì 26 novembre 2018, una riunione del comitato dei sindaci, invitando una rappresentanza sindacale e del comitato di lotta,  al fine di chiedere l’urgente convocazione, in Regione Campania, di un tavolo tecnico-politico risolutivo, allargato, oltre ai soggetti sopra menzionati, anche alle  rappresentanze politiche di tutti i partiti. Tutto questo non per individuare colpe, ma per cercare  insieme una soluzione perché è questo che la gente ci chiede», conclude il vicesindaco.
   

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Sapri, comitato di lotta in agitazione: «Totale fallimento delle politiche territoriali»

di Marianna Vallone

Il Comitato di lotta di Sapri entra in agitazione per la paventata chiusura del Punto nascita dell’ospedale dell’Immacolata. Lo rende noto con una nota stampa alla fine della manifestazione di protesta che si è svolta ieri mattina per le strade della cittadina della Spigolatrice. Annuncia uno stato di agitazione permamente «avendo constatato il totale fallimento di tutte le politiche territoriali, poste in essere dalle amministrazioni locali per la risoluzione della problematica, prendendo totalmente le distanze».

«Aprirà immediatamente una vertenza tesa alla rimozione del decreto che prevede la soppressione dei punti nascita di Sapri e Polla, e contemporaneamente si adopererà per il ripristino ed il potenziamento dei suddetti plessi ospedalieri e delle strutture sanitarie dei territori del basso Cilento e Vallo di Diano», si legge nel comunicato. «Collaborerà attivamente con i comitati territoriali del Vallo di Diano, creando un fronte comune per le successive azioni di lotta. Promuoverà tutte le iniziative utili al raggiungimento dell’obiettivo, promuovendole attraverso i media ed i social, sia sul territorio locale che in tutto quello nazionale. Nei prossimi giorni comunicheremo le successive azioni condivise di lotta», concludono dal comitato.

Ieri cittadini e sindaci sono scesi in piazza per protestare contro la decisione della Regione Campania, sulla base del parere del Comitato Percorso Nascita del Ministero della Salute, secondo cui dal 1° gennaio 2019 chiuderanno i punti nascita degli ospedali di Polla e Sapri per il numero delle nascite che non supera i 500 annui. In centinaia ieri mattina per difendere i diritti di tante persone, come nel 1979 fece l’indimenticato don Giovannino Iantorno, capeggiando una delle rivolte più note che ha riguardato il Golfo di Policastro negli ultimi 50 anni.

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Soppressione punti nascita Sapri e Polla, cittadini in piazza

di Luigi Martino

I cittadini di Polla scesi in piazza
Circa duemila persone – secondo gli organizzatori – hanno partecipato a Polla, nel Vallo di Diano, alla manifestazione di protesta (nella foto) contro la soppressione del punto nascita del locale ospedale. A scendere in piazza studenti, sindaci, sindacalisti, operatori sanitari e cittadini per chiedere la deroga del decreto di chiusura che prevede la scomparsa, a decorrere dall’1 gennaio 2019, di punti nascita dove non si verifichino almeno 500 parti all’anno. La protesta segue i diversi incontri istituzionali dei giorni scorsi da parte dei sindaci del Vallo di Diano che, tra l’altro, hanno inviato anche un documento ufficiale di protesta al ministro della salute. Accade lo stesso nel Golfo di Policastro dove è prevista la soppressione del punto nascita dell’ospedale dell’Immacolata di Sapri. Il sindaco, Antonio Gentile, ha aderito alla protesta pacifica che si terrà giovedì 22 novembre con partenza da piazza San Giovanni alle ore 9.00. A distanza di 39 anni dalla vera e propria ‘rivolta’ guidata da un sacerdote, l’indimenticabile don Giovannino Iantorno, che ne consentì l’apertura, il popolo di Sapri e dei Comuni limitrofi fa sentire la propria voce. Il comitato di Lotta aperta a tutti i fronti ha coinvolto cittadini, associazioni e politici.

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Convegno sul paziente del futuro, aspetti medico-legali a confronto

di Marianna Vallone

Il paziente del futuro: etica, risorse e aspetti legali. E’ questo il titolo della giornata di studi organizzata dal cardiologo Luigi Petraglia che si è svolta sabato a partire dalle ore 8.30 nell’aula magna dell’ospedale Immacolata di Sapri. Un lungo applauso ha ricordato Maria Ruocco, la direttrice sanitaria del presidio saprese, scomparsa improvvisamente ad agosto, ricordata dal cardiologo Luigi Petraglia che ha organizzato il convegno e salutato i presenti. «Il paziente del futuro fa prevenzione, per questo portiamo avanti insieme ad altri sindaci le giornate di prevenzione. – ha detto in apertura il sindaco di Sapri Antonio Gentile – Vogliamo farne altre, una giornata come questa è un momento di formazione importante per tutti». Rocco Calabrese, direttore sanitario del presidio, ha ricordato il lavoro di chi lo ha preceduto alla direzione dell’Immacolata. Mentre Marilinda Martino, direttore amministrativo dell’ospedale, ha sottolineato l’importanza di aumentare la medicina umana: «Spero in un paziente più soddisfatto della sanità. Servono più risorse per l’innovazione, che però vengano equamente distribuite». Sull’aspetto emozionale si è incentrata anche la lettura magistrale del Generale e Direttore della Sanità Arma dei Carabinieri, Vito Ferrara: «L’intelligenza emotiva – ha detto – è in grado di influire positivamente sulle cure dei pazienti. Cuore e cervello sono strettamente collegati». A moderare la prima parte dei lavori il giudice Antonio Oricchio. Il sostituto procuratore generale della Corte d’Appello di Salerno, Renato Martuscelli, ha approfondito gli aspetti giurisprudenziali nella medicina e la punibilità del medico attraverso la legge Gelli-Bianco e le sentenze Cavatta e Tarabori, sottolineando le diverse impostazioni. Il Generale medico Luigi Lista ha delineato i profili medico legali nell’azione di responsabilità amministrativa della professione sanitaria. Infine Luigi Petraglia, in conclusione dei lavori della prima sessione, ha dedicato il suo intervento alla longevità evidenziando come garantire risorse adeguate ad un progressivo aumento delle aspettative di vita nel rispetto della dignità umana: «L’influenza genetica ha un peso ma quello più significativo è dato da un esempio di vita sano attraverso l’alimentazione e l’esercizio fisico». Concetto di qualità, più che di quantità, su questo si è concentrato Petraglia. Ha aperto la seconda sessione il senatore M5S Francesco Castiello che ha sottolineato l’importanza dell’etica professionale quale materia fondamentale negli ospedali. Mentre il vescovo di Teggiano Policastro, Antonio De Luca, intervenuto per i saluti, ha ribadito il concetto di etica: «Entrare negli ospedali è come entrare nelle palestre in cui ci si allena alla speranza», ha detto. «Tutti abbiamo diritto alle cure e dobbiamo infondere ragione di vita. Il recupero etico permetterà di recuperare la speranza». La seconda sessione è stata moderata dal procuratore della Corte dei Conti della Regione Campania, Michele Oricchio, e dal chirurgo Paolo Calabria. Il medico saprese ha ricordato la sua carriera quarantennale nel presidio dell’Immacolata: «Bisogna recuperare il rapporto profondo come quello del medico di famiglia, che era grande in umanità. A lui si affidavano ansie e speranze». Più tecnico l’intervento di Luigi Adinolfi, professore ordinario dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli di Napoli, che ha approfondito la steatosi epatica non alcolica e l’obesità come prima causa di questa malattia. L’avvocato Lucia Maldonato, dottoranda di ricerca in diritto penale presso l’Università Cattolica di Milano, ha concentrato la sua relazione sul paziente Google, il paziente che, attraverso ricerche sul web, compie da solo le diagnosi e si autoprescrive la cura, allontanandosi sempre più dal rapporto diretto con l’operatore sanitario. L’avvocato ha quindi approfondito la tematica della responsabilità penale dell’operatore sanitario che si trova a relazionarsi con un paziente pronto a censurare l’agire del medico sulla base di informazioni sue proprie. «L’unico strumento a disposizione dei medici sarà dunque una formazione continua e sempre più approfondita, così da scongiurare addebiti di responsabilità a titolo di colpa. La giurisprudenza più recente infatti, a seguito dell’approvazione della Legge Gelli Bianco, ha sancito l’esclusione della responsabilità del medico qualora lo stesso scelga correttamente la strategia terapeutica in base alle linee guida adeguate al caso concreto».
Infine sulla figura del medico condotto si è incentrata la relazione di Luigi Di Gregorio, presidente della Cooperativa medica Parmenide. Un excursus nella medicina del ‘900, dalla figura del medico condotto all’evoluzione del medico di base, fino alla legge 833 del 1978 quando nasce il medico di medicina generale e la guardia medica che sostituisce il medico di notte e durante le feste. Poi l’annuncio dell’osservatorio delle malattie neoplastiche nel Parco nazionale del Cilento. Sfoglia la gallery:
Foto ©Marianna Vallone

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