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Paestum, tempio di Athena si illumina di verde per la giornata nazionale della Sla

di Antonio Vuolo

Il 18 e 19 settembre il tempio di Athena a Paestum si illumina di verde per celebrare la giornata nazionale dedicata alla Sla, organizzata dall’Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica e giunta alla sua XIV edizione. «Da Paestum lanciamo un segnale di speranza e di fiducia per tutti coloro che sono affetti da Sla», spiegano dal Parco archeologico.

La 14/a edizione della Giornata nazionale Sla, promossa dall’Aisla (Associazione italiana Sclerosi Laterale amiotrofica), si celebra in tutta Italia con una serie di appuntamenti “per non far cadere nel silenzio i bisogni e le necessità delle famiglie che affrontano la sfida di questa malattia”. L’invito a tutti è quello di contribuire alla campagna. Aisla accende i riflettori sulla necessità di continuare a finanziare la ricerca scientifica; sul bisogno di attuare modelli solidi di assistenza in ambito sociale e socio-sanitario; sul diritto di garantire l’accesso di una presa in carico ospedaliera e territoriale capace di rispondere alla complessità della malattia.
   
Oltre seimila persone in Italia convivono con la Sla, malattia neurodegenerativa grave.

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Paestum, si pente e restituisce la tessera rubata dal mosaico: «Scusatemi»

di Redazione

Con una lettera di scuse anonima è stata restituita al Parco archeologico di Paestum una tessera di un mosaico che era stata rubata nel 2017

di Marianna Vallone

Dopo il senso di colpa, il pentimento per il gesto compiuto e la restituzione del prezioso pezzo d’arte. Con tanto di lettera di scuse. Succede che al Parco archeologico di Paestum e Velia è stata restituita una tessera di mosaico «sottratta» nel 2017, dal pavimento di un’abitazione di Paestum. E’ stata spedita al Museo accompagnata da un biglietto anonimo di scuse a Zuchtriegel. «Spettabile direttore – scrive il turista pentito – le restituisco una tessera di un mosaico situato sul pavimento di una casa dei quartieri abitativi del sito di Paestum, che ho stupidamente raccolto a settembre 2017. Nello scusarmi per il mio comportamento, porgo cordiali saluti». «Apprezzando il gesto ci si augura che questi comportamenti non avvengano più perché a subire un enorme danno è il nostro inestimabile patrimonio», risponde il direttore del Parco.

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Maradona, quando arrivò a Paestum e palleggiò tra i templi

di Redazione

di Giangaetano Petrillo

Era il 18 novembre 1987 quando il «Pibe de Oro» fece visita ai templi di Paestum. Esattamente 33 anni fa, il più grande calciatore di tutti i tempi palleggiava tra le maestose colonne dei templi. Proprio lui, Diego Armando Maradona, immortalate in due foto storiche scattate dal capaccese Pietro Sabia. Diego atterrò con un aereo privato direttamente nell’area archeologica; era nel suo periodo d’oro.

Dopo aver trascinato l’Argentina sul tetto del mondo a Messico 1986, mettendo a segno il famoso «Gol del Secolo» nei quarti di finale contro l’Inghilterra, vendicando così l’attacco alle Isole Falkland da parte del governo britannico, condusse gli azzurri nel loro primo scudetto, commentando la vittoria con una frase oramai diventata celebre per tutti i tifosi partenopei, «Non è che abbiamo vinto noi e la gente che sta qui; ha vinto la città di Napoli».

Gli scatti ritraggono il più grande giocatore di calcio di tutti i tempi, in maglietta e pantaloncini, accompagnato dal suo manager, mentre gira uno spot pubblicitario. Ad attenderlo c’era un’intera troupe televisiva giapponese, giunta apposta per lui, per girare uno spot per un’allora nota marca di fotocopiatrici, la Xerox. Poi tanti ciak, tra tocchi e palleggi, ai piedi del cosiddetto tempio di Nettuno, che pochi fortunati hanno avuto il privilegio di ammirare.

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Viaggio di nozze a Paestum, 45 anni dopo coppia torna con gli stessi biglietti

di Marianna Vallone

Quando passeggiarono per la prima volta, mano nella mano, tra i templi di Paestum erano due novelli sposi, lei di Milano, lui di Otranto. Oggi, 45 anni dopo il loro viaggio di nozze, una coppia che vive da anni a Roma è tornata a Paestum con in mano gli stessi biglietti d’ingresso di allora ed il libro-guida che acquistarono per conoscere ogni segreto di uno dei luoghi più affascinanti al mondo. Era il 22 febbraio del 1975 e il ticket per visitare il parco archeologico costava 150 lire. Un’emozione speciale per la coppia e per l’organizzazione che ha postato la foto sulla pagina ufficiale del sito, pochi giorni fa protagonista della puntata di Meraviglie di Alberto Angela. (testo Marianna Vallone)

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La scrittrice Andrea Marcolongo a Paestum: «Torno in un luogo che amo»

di Marianna Vallone

di Giangaetano Petrillo Quale il valore delle parole al tempo degli hashtag e delle emoticon? A questa domanda cercherà di rispondere la scrittrice Andrea Marcolongo, presentando al Museo di Paestum il suo nuovo libro “Alla fonte delle parole. 99 etimologie che ci parlano di noi”, venerdì 17 gennaio 2020. Andrea Marcolongo, nata nel 1987 e laureata in Lettere classiche presso l’Università degli Studi di Milano, è una scrittrice italiana che torna nel sito magno-greco per una conversazione con il direttore Gabriel Zuchtriegel. Quale valore assumono le parole in una società degli slogan, degli hashtag, dei tweet, delle risposte semplici a interrogativi complessi. La Marcolongo è una studiosa del mondo antico, di quel mondo che plasmo’ le prime parole, che attraverso la parola intesse’ i primi contatti tra diverse popolazioni, le prime relazioni e i primi scambi commerciali.  «Sono felice di tornare in un luogo che amo molto». Paestum è anche l’occasione per riscoprire come delle lingue che comunemente riteniamo morte, come il latino e il greco, sono in realtà ancora vive in quei luoghi che racchiudono, custodiscono, e continuano a raccontare quella società, quei rapporti che si instauravano tra i diversi membri di quella società e tra popoli diversi. «Le parole sono il nostro modo di pensare il mondo – dichiara Andrea Marcolongo – Sono il mezzo che abbiamo per definire ciò che ci sta intorno e quindi, inevitabilmente, per definire noi stessi. Ogni volta che scegliamo una parola diamo ordine al caos, diamo contorni e corpo al reale; ogni volta che pronunciamo una parola essa è riflesso di noi. Ci rivela. Senza il linguaggio non faremmo altro che brancolare scomposti nella confusione, incapaci di dire la realtà e ciò che sentiamo. Proprio per questo delle parole dobbiamo avere estrema cura. Sono un giardino da coltivare con pazienza ogni giorno, da mantenere fertile e vivo, fino alle sue radici». La mattinata del 17 sarà dedicata all’incontro con gli alunni dei licei campani mentre nel pomeriggio, dalle ore 17:00, gli spazi del Museo si arricchiranno di parole e di musica. I protagonisti saranno l’autrice e il gruppo ATAMMUSÌA, moderatore il direttore Gabriel Zuchtriegel. Dopo l’incontro, Paestum dà il via agli aperitivi 2020, a cura dell’Associazione Amici di Paestum. Far rivivere questi luoghi della storia, della nostra storia, significa anche ripercorrerne la quotidianità. Parte di questa era legata alla parola, la dialogo. È in Grecia che nasce il concetto della dialettica che vede proprio nel dialogo, nella parola, lo strumento perfetto per la convivenza di un popolo, di una comunità. Riscoprire il valore di quelle parole, ripercorrerne l’importanza e l’impegno che hanno svolto nelle discussioni pubbliche, vuol dire insegnare a noi tutti quanto ogni parola ha un suo peso. E il pensiero stesso dell’individuo si forma anche attraverso il proprio linguaggio.

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Meraviglie, Alberto Angela racconta Paestum: «E’ davvero emozionante trovarsi qui»

di Marianna Vallone

Dopo aver portato il pubblico a Venezia, sui tetti della meravigliosa basilica di San Marco, Alberto Angela continua il suo viaggio approdando nel Cilento, a Paestum: «E’ davvero emozionante trovarsi qui, in un tempio greco ancora intatto», dice muovendosi tra i due templi greci vicini a pochi metri l’uno dall’altro: una rarità artistica quella che conserva Paestum. Tanti gli ascolti, anche sabato sera, per la seconda puntata di “Meraviglie, la penisola dei tesori” che ha preso il via tra le cupole di San Marco, sul tetto della Basilica di Venezia.  Alberto Angela ha portato i telespettatori a conoscere la splendida la città cilentana sorta più di 2500 anni fa. La trasmissione ha così affascinato una media di 3.831.000 spettatori pari al 17.6% di share. «Una perla della Magna Graecia, Poseidonia, che oggi conosciamo con il nome di Paestum», dice Angela. «A fondarla nel 600 a.C furono dei coloni greci provenienti dalla città di Sibari, sula costa jonica della Calabria, cercavano un nuovo porto sul Tirreno per espandere il loro dominio commerciale. La chiamarono così in onore del Dio del mare, Nettuno». Una sezione ad hoc del programma è stata dedicata alla storia della Tomba del Tuffatore, gioiello del quinto secolo avanti Cristo, custodita nel Museo Archeologico di Paestum. Ospite della puntata è il cantautore di origini avellinesi, Vinicio Capossela. «Nella mia infanzia sono capitato diverse volte a Paestum, perché la mia famiglia aveva legato con una famiglia di Gromola. – spiega Capossela – Quando arrivavo vicino ai templi cercavo di immaginare cosa potesse provare un viaggiatore nell’Ottocento quando questi templi emergevano dai paesaggi». Racconta che quel senso del divino lo ha sempre trovato quando ha suonato lì. «Le rovine di Paestum raccontano di un passato lontano, dove mondo romano e greco si sono sovrapposti e fusi. Testimonianze di un’epoca antica che invitano a pensare e sognare», conclude Angela. Clicca qui per rivedere la puntata. 

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Basilica di Paestum unico tempio al mondo dove si entra in carrozzina

di Marianna Vallone

Unico al mondo: tra i pochi templi greci ancora in piedi, quello di Paestum, noto come “Basilica”, è l’unico dove si può entrare anche in carrozzina. Mercoledì 8 gennaio 2020 il percorso, aperto nel 2016 e recentemente oggetto di un intervento di riqualificazione, è stato riaperto alla presenza del Sindaco di Capaccio-Paestum Franco Alfieri e di una rappresentanza della sottosezione Unitalsi di Paestum.

Dopo una fase di sperimentazione, il nuovo progetto prevede ulteriori miglioramenti per la fruizione del monumento che risale al VI sec a.C.

«Ogni progetto che riguardi un’architettura antica dovrebbe sempre trattare anche degli aspetti sull’accessibilità; l’argomento, infatti è di estrema importanza al pari della sicurezza, della solidità strutturale, dei calcoli volumetrici – spiega Lorella Mazzella, progettista e direttore dei lavori – Il lavoro alla Basilica è stato condotto secondo gli stessi principi guida del restauro, ovvero distinguibilità, reversibilità e compatibilità fisico-chimica dei materiali utilizzati per mantenere immutata l’autenticità espressiva del monumento antico».

Soddisfatto anche il direttore Zuchtriegel che aggiunge: «Una sperimentazione con occhi coperti mi ha convinto che anche per ipo e non vedenti la visita al tempio può essere un’esperienza arricchente e unica. Continueremo ad abbattere barriere di ogni tipo, non da ultimo quelle mentali che a volte ci impediscono di vedere un altro mondo, inclusivo e aperto, che è possibile, se lo vogliamo. Ringrazio tutti coloro che ci hanno sostenuto in questo percorso, in primis le associazioni e le persone con disabilità, ma anche i nostri assistenti che con il percorso “Paestum per tutti” hanno regalato conoscenza e felicità a migliaia di visitatori».

Allo scopo di migliorare la percorribilità di tutta l’area di Paestum, il Comune di Capaccio Paestum si è impegnato a rifinanziare il percorso tattile a beneficio di persone ipo e non vedenti. «Iniziative come questa – è il commento del sindaco Alfieri – rendono vivo, nei fatti, il dettato della nostra Costituzione, che invita a rimuovere gli ostacoli che limitano l’eguaglianza. Consentire la piena fruibilità di un’area archeologica così importante e prestigiosa rappresenta un dato di civiltà che va opportunamente sottolineato, dandone il giusto merito al direttore Zuchtriegel. Su questa strada, anche il Comune di Capaccio Paestum è pronto a fare la sua parte, rifinanziando con risorse proprie il percorso tattile per persone ipovedenti. Un impegno che ho preso pubblicamente questa mattina e conto possa essere tradotto in concreti atti amministrativi già dalla riunione di Giunta che si terrà nel pomeriggio di oggi».

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5 anni senza Pino Daniele, il ricordo dello storico concerto ai templi di Paestum

di Marianna Vallone

di Marianna Vallone

I templi di Paestum ancora le sentono quelle note di una serata mai dimenticata. “Io so’ pazzo”, “Che male c’è”, “O scarrafone”, “In questo immenso” e poi “Quando” e “Napul’è”. Era il 24 agosto 2013 e in tanti ricordano la suggestiva versione live di “O Scarrafone” eseguita durante il concerto di Pino Daniele tra le colonne greche dell’area archeologica di Paestum. L’anima blues del Vesuvio era con Rino Zurzolo, il contrabbassista poi scomparso nel 2017, Elisabetta Serio, al pianoforte e la vocalist di origini senegalesi Awa Li. C’era anche l’amico di sempre Tullio De Piscopo e special guest il chitarrista Phil Palmer. Suggestioni sonore da brivido, dai sapori blues, rock e funky, amplificate dalla cornice dei templi. 

A cinque anni dalla sua scomparsa, se da una parte la musica italiana si ritrova orfana del suo cantautore migliore, l’artista napoletano scomparso il 4 gennaio del 2005, dall’altra chi lo seguiva da sempre, il suo pubblico, ancora sente la sua musica riecheggiare. Nel 2001 e nel 2008 il mascolzone latino cantò anche a Palinuro

«Non amava tanto dialogare col pubblico come fanno tanti artisti ma quella sera io ero lì e ricordo bene quello che disse: ‘E’ un’emozione unica suonare in questo scenario, non mi è mai capitato di esibirmi così vicino al mare», racconta Pietro, un imprenditore cilentano che nel 2001 era all’Arco Naturale di Palinuro ad applaudirlo, anche quando tornò nel 2008 per cantare al Porto turistico. Luci e suoni rimbalzavano da un lato all’altro di quella spiaggia, «un concerto strepitoso» lo ricordano i presenti. «Finito il concerto la gente non andava via – dice Marcella – tutti continuavano ad invocarlo».

 

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Giornata internazionale della disabilità, tutti entrano gratis agli scavi di Paestum

di Marianna Vallone

Il 3 dicembre 2019 è la Giornata Internazionale delle persone con disabilità e il museo e l’area archeologica di Paestum riservano l’ingresso gratuito per tutti. L’iniziativa rientra nella campagna di comunicazione ministeriale #iovadoalmuseo che permette a ogni istituto dotato di autonomia speciale, come Paestum, di scegliere alcune giornate a ingresso gratuito in base alle proprie peculiarità territoriali e di amministrazione.

«Al Parco Archeologico di Paestum il 3 dicembre è sempre stata una giornata speciale – dichiara il direttore, Gabriel Zuchtriegel – Con l’ingresso gratuito abbiamo voluto affermare la nostra totale adesione alla “Giornata Internazionale delle persone con disabilità” e ai suoi principi volti a promuovere i diritti e il benessere dei disabili. In questi anni il Parco ha messo in campo importanti iniziative per ampliare l’accessibilità e l’inclusione, affermando così il rispetto per l’identità e l’unicità di ciascuna persona. Siamo partiti dal rendere accessibile il Tempio c.d. Basilica e oggi organizziamo percorsi speciali nei depositi del museo tutti i pomeriggi. Abbiamo un’app per la fruizione dell’area archeologica totalmente gratuita, anche nella lingua dei segni. Grazie ai lavori finanziati dal PON, amplieremo la fruibilità dell’area archeologica e del museo nell’ottica di un’inclusione totale».

L’iniziativa è sostenuta dal MiBACT con manifestazioni ed eventi a favore della cultura e dell’accoglienza al patrimonio, con lo slogan “Un giorno all’anno tutto l’anno”.

In programma per la stessa giornata del 3 dicembre, a Paestum si terrà un convegno sui temi della disabilità e dell’inclusione, durante il quale si presenteranno le buone prassi messe in campo in questi anni, tra cui “Un tuffo nel blu”: un percorso di fruizione museale dedicato a bambini e ragazzi con disturbi del neurosviluppo e realizzato in collaborazione con l’associazione Cilento4all.

Saranno presenti, oltre al direttore del Parco Archeologico Gabriel Zuchtriegel, il sindaco del Comune di Capaccio Paestum Franco Alfieri con l’Assessore alla Pubblica Istruzione Maria Rosaria Pacariello, le Dirigenti degli Istituti Comprensivi di Capaccio Capoluogo e Capaccio Paestum, Silvana Pepe e Enrica Paolino che porteranno anche una rappresentanza di studenti, Paolo Sarra dell’Associazione di genitori “Autismo Fuori dal Silenzio”, Raffaele Bencardino, referente del Progetto C.i.r.e.n.e.u.s. e Giovanni Minucci, presidente di Cilento4all.

Hanno aderito alla manifestazione anche Vito Bardascino, referente del progetto “Il Forno di Vincenzo”, Enzo Mazza e Leopoldo Catena referenti del progetto “Kayak for all”, organizzazioni territoriali che in rete con Cilento4all realizzano attività inclusive sul territorio.

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Torna a Paestum la magia del festival delle mongolfiere

di Marianna Vallone

Tutto pronto a Paestum per l’undicesima edizione del Festival Internazionale delle Mongolfiere, che avrà luogo dal 28 settembre al 6 ottobre 2019. Si tratta di una manifestazione dedicata al volo in aerostato, organizzata ed ideata da Michele Torlo, presidente dell’associazione Vivere Paestum, in uno scenario reso straordinario dalla vicinanza dei templi al di sopra dei quali si vola, con una vista mozzafiato. Per questo la manifestazione si è attestata tra i cinque festival internazionali della mongolfiera più suggestivi del mondo.

Il Festival, con aerostati provenienti dall’Italia e da numerosi paesi esteri, nelle passate edizioni ha fatto registrare oltre 30mila presenze, ospitando personaggi illustri del settore e campioni nazionali e internazionali, desiderosi di essere in prima fila in questo importante raduno. L’evento, che punta ad andare oltre la stagionalità, avrà una “coda” invernale fatta di eventi collegati al Festival ancora top secret. Nel villaggio del Festival, dove si effettuano sia il volo libero che il volo vincolato, sono organizzati anche spazi per l’animazione dei bambini, esibizione di artisti di strada, laboratori didattici indirizzati alle scuole, aree espositive dei prodotti e dell’artigianato locale, giornate dedicate alla scoperta del territorio.

«Questo evento aggiunge valore ad un territorio già caratterizzato da bellezze straordinarie di carattere archeologico e paesaggistico. Il Comune è al fianco dell’associazione Vivere Paestum che da anni porta avanti la manifestazione, tassello importante per puntare con decisione alla destagionalizzazione di un territorio che guarda ad un turismo che va anche oltre le attrattive tipiche dell’estate. Il Poc Campania 2014-2020 che il Comune si è aggiudicato è solo il primo passo dell’impegno dell’amministrazione per la valorizzazione e la promozione del territorio, impegno che ci vedrà ancora al fianco di Vivere Paestum anche nelle prossime edizioni del Festival», ha dichiarato il sindaco Franco Alfieri.

Una dichiarazione condivisa dal consigliere delegato del sindaco al Turismo Antonio Scariati: «La parola d’ordine è destagionalizzare ed offrire eventi di qualità: il Festival delle Mongolfiere risponde ad entrambe le esigenze e lo sosterremo di qui in avanti». Torlo ha espresso grande soddisfazione per il sostegno ottenuto dall’amministrazione comunale, anche in vista di una crescita esponenziale della manifestazione: «Fino ad oggi il Festival è andato avanti sulle sole forze di Vivere Paestum, sapere che da oggi in poi l’evento proseguirà insieme all’amministrazione comunale mi riempie di gioia».

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I Foja a Paestum per un concerto in spiaggia al tramonto

di Marianna Vallone

La straordinaria bellezza del sole che tramonta a mare e, in controluce, scagliati contro l’orizzonte, i musicisti protagonisti di un suggestivo concerto al calar del sole sulla playa del Dum Dum Republic. A due anni dal live che è rimasto impresso nell’immaginario collettivo dei #DumDumLovers, torna ad esplodere per il “SunSet Fest” il suono travolgente dei Foja nella repubblica indipendente del Cilento, sabato 31 agosto alle ore 18, a pochi giorni dalla partenza per il tour italo-canadese.

Ad alzare il ritmo del SunSet Fest interverranno, già dalle ore 15, il collettivo PuBaLa Selectors e la Cumbia Tropical di Tommy Cobre,direttamente dalla Colombia: dj, programmatore e attivista di numerosi gruppi e progetti della cultura del bass system e dei suoni afroamericani. Per anni ha attraversato tutti i tipi di club e festival facendo conoscere i suoni dei Caraibi, dalla salsa del suo nativo Cali alla cumbia colombiana, attraversando dancehall e il basso tropicale. Preview di un lungo week end di musica, che si chiuderà domenica 1 settembre con una doppia straordinaria performance con, in consolle, due incredibili artisti dello scratching: il mix innovator e producer TY e Dj Delta.

Musica di pancia e di cuore, alla ricerca del suono. Una trama collettiva, quella che si realizza al Dum Dum, fatta di vibrazioni positive e di idee, che si colora di nuove connotazioni, immersi in uno spazio di libertà e di allegria dove respirare felicità e sentirsi naufraghi. Niente filtri nè sovrastrutture: solo la musica che trascina gli animi.

Foja suoneranno dal vivo e in anteprima –  in una sorta di rodaggio – la nuova scaletta pensata per i due intensi mesi di live che il gruppo, guidato dal frontman Dario Sansone, affronterà tra settembre ed ottobre 2019, in Italia e in Canada.

In scaletta brani che faranno da show per gli oltre venti concerti previsti tra settembre ed ottobre, tra i quali non mancheranno quelli ri-scritti e pensati per il mercato internazionale: tracce che gettano un nuovo ponte culturale che parte da Napoli e che, ad oggi, è arrivato in Francia con il featuring di Pauline Croze, in USA con il featuring dei Black Noyze, in Spagna con il featuring de La Pegatina e non ultimo in Canada con il featuring di Shaun Ferguson con il quale i Foja hanno ri-elaborato in lingua franco-napoletana il brano “Tutt ‘e Duje”, estratto dall’album ‘O treno che va”.

I Foja, quindi, ritornano a collaborare con l’artista canadese Shaun Ferguson con il quale si erano esibiti dal vivo in occasione di un secret concert il quattordici febbraio scorso, giorno di San Valentino. Infatti il raffinato singer-songwriter  e virtuoso del violoncello suonato come una chitarra-basso; durante il suo soggiorno napoletano ha registrato con i Foja il brano ri-intitolato per l’occasione “Ensemble (Tutt ‘e Duje)”.

Un continuo incontro con culture e linguaggi diversi come fondamento della propria ricerca artistica, come evidenzia Dario Sansone:“Dopo aver girato l’Europa  in lungo e largo, ed esserci affacciati negli States, è il momento di attraversare per un intero mese il Canada, un paese che si sta dimostrando attento alla cultura musicale e in prima linea per quel che riguarda lo scambio artistico. Fare ricerca e tessere la rete di collaborazioni internazionali, puntando a fondere la cultura napoletana con quella di altri popoli con in comune la forza della passione; è l’obiettivo artistico del combo partenopeo che è sempre più convinto che attraverso lo scambio è possibile trovare nuovi stimoli; come attuare un processo di internazionalizzazione dell’attuale sound prodotto a Napoli, città sempre più esplosiva e crocevia di razze e tradizioni”.

I Foja faranno da traino al sabato notte cult del Dum Dum Republic, ispirato agli eccentrici anni ’80, con in consolle mister Salvo Amenta, dj simbolo del format   “Forever Young”,  che riuscirà a trasportare la platea nei mitici anni ’80. Un legame fortissimo quello di Salvo con il Dum Dum, fin dalla sua fondazione. Un dj capace di instaurare un feeling unico con il pubblico e che vive ogni festa come una sfida, nuova ed avvincente, sempre a braccio, senza strutture musicali predefinite, nel tentativo di instaurare un dialogo più profondo con il pubblico, che travalica le parole, muovendosi attraverso i sensi e la percezione sonora.

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Cilento, abbandonano rifiuti in strada: ‘cafoni’ presi dalle telecamere

di Redazione

A seguito di una riunione operativa tenutasi nei giorni addietro, convocata dal responsabile dell’area I del Comune di Capaccio Paestum, Antonio Rinaldi, a cui hanno preso parte il comandante della Polizia Municipale, Antonio Rubini; il funzionario della Sarim, Vincenzo Carusi; il responsabile del servizio Ambiente ed Ecologia, geom. Antonio Russo, e il presidente della società in house Paistom, Gerardo De Rosa, al fine di dare attuazione alle specifiche direttive impartite dal commissario straordinario Maria Rosa Falasca, si è proceduto ad attivare mirati servizi di repressione degli illeciti amministrativi in materia di rifiuti, atti a contrastarne l’abbandono sul territorio comunale nonché, reprimere i comportamenti irregolari in materia di raccolta differenziata posti in essere da parte dei privati ed operatori economici. È stato attivato pertanto un duplice servizio che vede impegnati agenti della polizia municipale, personale dipendente della Sarim, personale della Paistom, supportati dall’ufficio ambiente ed ecologia, così distinti: 1) servizio di repressione del fenomeno dell’abbandono dei rifiuti sul territorio comunale: – unità impiegate: 3 agenti di polizia municipale in abiti simulati; – attrezzatura utilizzata per l’accertamento delle violazioni: telecamere intelligenti (tlc); – 15 violazioni accertate e documentate; – sanzione amministrativa: ordinanza sindacale n. 244 del 06/11/2013 = € 150 alla prima violazione; € 300 alla seconda violazione nel biennio: € 500 dalla terza violazione; 2) servizio di repressione dei comportamenti irregolari in materia di raccolta differenziata: – unità impiegate: personale Sarim già addetto al servizio di raccolta affiancato da 2 agenti di polizia municipale; – modalità di accertamento delle violazioni: durante la fase della raccolta porta a porta; – 10 violazioni accertate e documentate; – sanzione amministrativa: ordinanza sindacale n. 244 del 06/11/2013 = € 150 alla prima violazione; € 300 alla seconda violazione nel biennio: € 500 dalla terza violazione. Il servizio continuerà per tutta l’estate e sarà intensificato soprattutto durante i fine settimana.

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Cilento, aveva divieto avvicinamento moglie: arrestato per stalking

di Redazione

I carabinieri della compagnia di Agropoli, diretta dal capitano Francesco Manna, lo scorso 16 maggio, a Capaccio Paestum, hanno dato esecuzione alla sostituzione della misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa con quella degli arresti domiciliari emessa dal tribunale di Salerno nei confronti di un 50enne, domiciliato a Capaccio Paestum e già sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa. Il provvedimento restrittivo scaturisce dalle risultanze investigative poste in essere dai militari della stazione carabinieri di Capaccio Scalo, a seguito delle reiterate condotte persecutorie poste in essere dal prevenuto ai danni della ex moglie. Il destinatario della misura cautelare, dopo le formalità di rito, è stato condotto presso la propria abitazione in regime degli arresti domiciliari.

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Migranti, Engel: dal Cilento a Milano. Ora si candida per gestire Cpr

di Luigi Martino

Sono otto, fra societa’ e cooperative, le realta’ che si sono candidate a prendere in mano la gestione del Cpr di via Corelli 28, il nuovo centro di permanenza per il rimpatrio di Milano che dopo i lavori ristrutturazione e ritardi dovrebbe aprire i battenti a giugno 2019. Lo rende noto la prefettura di Milano, pubblicando sul proprio sito l’elenco delle offerte rifiutate (nessuna) e ammesse (tutte) alla gara d’appalto i cui termini scadevano alle 12 del 14 marzo scorso. Per la struttura da 140 posti sita nella periferia est del capoluogo lombardo, dove gli stranieri irregolari potranno essere trattenuti fino a sei mesi, sono otto le offerte pervenute in corso Monforte. Non si conoscono ancora i dettagli ma la base d’asta da cui si partiva era 32,15 euro al giorno di diaria per ogni migrante trattenuto nel centro. Una cifra comprensiva del kit di primo ingresso (come cuscini e lenzuola) e in qualche caso scheda telefonica da cinque euro, rilasciati una tantum. Chi c’e’ e chi manca. I nomi delle societa’ che hanno partecipato alla gara arrivano da tutta Italia e anche dall’estero e sono stati negli ultimi mesi o anni spesso al centro polemiche anche con la politica. C’e’ la societa’ cooperativa sociale Albatros 1973 di Caltanisetta; il colosso veneto Nova Facility da 200 dipendenti di Gian Lorenzo Marinese, fratello del presidente di Confindustria di Venezia e Rovigo, Vincenzo Marinese, che pochi mesi fa rilasciava interviste alla stampa del nord est sui tagli ai famosi 35 euro per migrante. C’e’ la cooperativa piemontese Versoprobo che meno di due mesi fa e’ finita dentro un caso sollevato dal giornale dei vescovi Avvenire perche’ si e’ vista tagliare le linee di credito dalla propria banca, adducendo tra le motivazioni proprio il fatto che questa opera in un “settore merceologico non gradito alla Policy” dell’istituto di credito. La Ospita srl e’ una societa’ di Grosseto che lavora e ha lavorato nei centri per migranti della Tuscia, fra Toscana, Umbria e Lazio; il quinto candidato e’ la Cooperativa Stella, con sedi in Piemonte ed Emilia-Romagna specializzata in servizi socio-assistenziali (comunita’ psichiatriche, comunita’ per minori), servizi infermieristici a 360 gradi inclusi quelli di pulizia e ristorazione sanitaria ma che non sembra fino a oggi essersi occupata specificatamente di migranti, ne’ nei centri di accoglienza ne’ in quelli di espulsione. Vi e’ inoltre la Ccm di Salerno (Communication Centre Multilingue) che invece risulta da anni inserita nelle graduatorie finali dei progetti finanziati con fondi europei Asilo e Integrazione (Fami) 2014-2020, dove risulta essere stata considerata dal Ministero dell’Interno “ammessa ma non idonea” al finanziamento per quel tipo specifico di avviso pubblico. C’e’ anche la “chiacchierata” societa’ svizzera Ors, che per anni ha gestito i centri di accoglienza in Austria prima che Vienna decidesse di riformare il proprio sistema per farlo rientrare nell’alveo della mano pubblica e governativa. L’ultima candidata ammessa dalla prefettura di Milano alla gara per il Cpr di via Corelli e’ la Engel Italia di Salerno, una srl da 48 dipendenti e 1,6 milioni di euro di valore di produzione nel 2017, che si occupa anche di assistenza sociale e gestione di centri di accoglienza per migranti, come recita la descrizione delle proprie principali attivita’ nel registro delle imprese, ma negli atti costitutivi della societa’ salernitana vengono descritte attivita’ fra le piu’ disparate: dalle costruzioni (ristrutturazioni, interventi architettonici, difesa e sistemazione idraulica, impianti per le depurazioni) al turismo, passando dall’attivita’ di import-export di prodotti alimentari e non, per arrivare infine alla gestione di case di riposo per anziani, case famiglie per minori, Sprar e Cara (centri di accoglienza per richiedenti asilo). La storia che si consumò in Cilento Tra le vicende che hanno coinvolto in questi anni la Engel Italia vi sono la gestione del Cpr di Potenza e l’aspra polemica con l’ex parlamentare del Partito democratico Khalid Chaouki sulla gestione di un centro Sprar sito presso l’Hotel Engel, in via Afrodite a Paestum. L’ex onorevole dem si reco’ in visita al centro il 17 dicembre 2014, per poi scrivere un’interrogazione parlamentare al ministro dell’epoca, Angelino Alfano, chiedendo spiegazioni per le condizioni della struttura denunciate dai 35 ospiti quasi tutti afgani. Scrive Chaouki nella sua interrogazione parlamentare sottoscritta da altri 43 parlamentari che “ha incontrato gli ospiti del centro, e, parlando con alcuni di loro, ha appreso che uno dei responsabili una volta avrebbe addirittura sparato in aria davanti a loro per intimorirli, tanto da preoccuparli in merito alla loro stessa sicurezza; sempre i medesimi ospiti hanno dichiarato che non riceverebbero regolarmente il pocket money a cui hanno diritto; inoltre gli ospiti stranieri hanno fatto presente a chi scrive le condizioni in cui versa il centro Sprar in cui sono stati sistemati: precarieta’ degli ambienti e della pulizia sarebbe purtroppo la norma, e, citando testualmente «non ci sta aiutando. Non ci da’ niente, ne’ vestiti ne’ cibo’; inoltre gli ospiti affermano di aver gia’ segnalato la situazione in prefettura l’11 novembre, come testimonierebbe una lettera timbrata dalla prefettura di Salerno”. L’allora ministro Alfano non ha mai risposto al deputato e in seguito alla pubblicazione sui giornali della denuncia di Khalid Chaouki i vertici di Engel Italia hanno sostenuto di averlo querelato per diffamazione. Contatto da Redattore sociale Chaouki ha dichiarato di non aver mai ricevuto alcuna querela.

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Depositi Paestum aperti sempre. Zuchtriegel: «Ricetta contro bolle culturali mostre»

di Luigi Martino

Mentre il numero delle mostre realizzate in Italia supera quota 10 mila all’anno, il Parco Archeologico di Paestum investe nella valorizzazione delle proprie collezioni – anche quelle conservate in deposito. Gli stessi depositi diventano un’esperienza culturale dal momento che il direttore Gabriel Zuchtriegel ha deciso di renderli accessibili così come sono, cioè come luoghi dove si svolge il lavoro dietro le quinte del museo: ricerche, restauri, conservazione. I depositi del Museo Archeologico Nazionale di Paestum, che si possono visitare ogni pomeriggio escluso il lunedì, non sono per nulla musealizzati, ma accolgono lo stesso i visitatori: «Credo che il fascino sia proprio quello – spiega il direttore – di poter vedere uno spazio lavorativo autentico, con tanto di polvere, cassette con ossa e frammenti, e a volte persino archeologi e restauratori al lavoro». Alla base, come fa sapere Zuchtriegel, c’è però un ragionamento più profondo che ha spinto l’amministrazione a puntare sull’ampliamento dell’offerta museale con i depositi anziché sullo strumento consueto delle mostre. «Le mostre sono come dei mutui, sono cultura che vive di prestiti, letteralmente e metaforicamente. I prestiti, però, li fa chi ritiene di non avere sufficienti risorse proprie. Dietro c’è l’aspettativa di un recupero, di una crescita, la quale, per essere mantenuta, ha bisogno di altre mostre, altri prestiti. Il visitatore o la visitatrice che vedono una grandiosa mostra in un museo, quando tornano vorranno vederne una altrettanto grandiosa. Le mostre sono le bolle finanziarie della cultura, e quando scoppiano spesso non resta nulla. Paestum invece, come tanti altri musei italiani, ha un patrimonio enorme di oggetti da mostrare e di storie da raccontare, al di là delle mostre. Per questo abbiamo deciso di fare dei depositi una parte stabile della visita di tutti i giorni: quello che vedete lì dentro è un pezzo autentico della storia di Paestum e degli scavi che da cento anni si svolgono qui». Del resto l’importanza dei musei come espressioni locali di un territorio, piuttosto che come grandi collezioni e ‘mostrifici’, fu intuita già nel lontano 1927 da D.H. Lawrence che, a proposito del museo di Tarquinia – un altro museo di sito come quello di Paestum – osservava: «Se solo lo si volesse capire e non strappare le cose dai loro posti. I musei comunque sono sbagliati. Ma se proprio devono esserci musei, che almeno siano piccoli e, soprattutto, locali». «Il percorso di visita ai depositi del Museo di Paestum, che Archeostorie ha collaborato a ideare – dichiara Cinzia Dal Maso – è un’immersione nella vita vera del museo. Il visitatore entra realmente in contatto con il duro lavoro quotidiano che mantiene in vita la macchina museale, ne percepisce gioie e fatiche. Gli assistenti alla vigilanza, poi, che guidano il visitatore e che noi di Archeostorie abbiamo formato, sono un valore aggiunto; la loro curiosità e il loro entusiasmo sono veramente contagiosi». Intanto il successo del cambiamento di rotta del Parco Archeologico è testimoniato dai numerosi commenti che i visitatori hanno lasciato, “abbiamo apprezzato moltissimo la possibilità di vedere materiali non esposti che ci hanno fatto capire e amare di più anche il resto dell’esposizione museale”; inoltre “la visita ai depositi è uno spettacolo spettacolare” e “l’iniziativa di aprire i sotterranei per le visite è un’idea che tutti musei dovrebbero copiare”. A rendere particolarmente orgogliosa la direzione del Parco Archeologico sono due aspetti: «I visitatori vengono accompagnati dai nostri assistenti alla fruizione, noti impropriamente anche come ‘custodi’, che così hanno dimostrato che possono fare molto di più rispetto alla mera vigilanza, grazie a una forte motivazione e a una formazione costante e completa per la crescita professionale di tutti. Un secondo punto importante è l’inclusione: non solo i depositi sono percorribili anche in sedia a rotelle, ma, insieme all’associazione Cilento4all e all’Università ‘Parthenope’ di Napoli, abbiamo anche implementato un progetto dal titolo ‘Un tuffo nel blu’ che si rivolge a ragazze e ragazzi con autismo. Nei depositi entrano veramente tutti, è finito il periodo in cui accedevano solo gli addetti ai lavori, anche perché non abbiamo nulla da nascondere». La locandina:

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Tv coreana in Cilento per raccontare le proprietà della melagrana

di Luigi Martino

«Sono stati due giorni intensi, durante i quali ,con molto piacere, abbiamo accompagnato Kim e il suo regista alla scoperta del nostro territorio ponendo l’attenzione al melograno di Paestum». A raccontare la visita di un’importante emittente coreana che oltre alla bellezza del parco archeologico, ha voluto approfondire in un documentario la conoscenza del melograno, è stato il presidente dell’associazione ‘Il melograno di Paestum’ Gerardo Siano. «Contattati dal coordinatore del canale Tv Chosun, infatti, abbiamo dato vita ad una serie di riprese e interviste sulla storia, sul mito, sul simbolismo, sul culto e sulla coltivazione di questa pianta straordinaria. A tale riguardo, nell’intervista mi hanno chiesto, in qualità di medico, i benefici del melograno sulla salute delle donne in menopausa e in età avanzata. Ho avuto modo di mettere in evidenza, tra le tante proprietà benefiche, la spiccata azione anti-invecchiamento ed energizzante della melagrana grazie all’alto contenuti di antiossidanti, di vitamine, fibre e sali minerali». «Un ringraziamento particolare va a tutti coloro che hanno contribuito e partecipato alla realizzazione del documentario e gli attori che hanno collaborato per le interviste e tutti i produttori locali. La nostra associazione, che annovera tra i suoi soci e collaboratori agronomi, ricercatori, medici, agricoltori, ristoratori, artisti dell’arte figurativa, Università, Centri di Ricerca e tanti altri esperti di turismo, opera ormai da qualche anno e continua regolarmente la sua attività con l’obiettivo di valorizzare il melograno di Paestum e il nostro territorio» chiosa Siano.

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Abitare in Magna Grecia, a Paestum convegno su forme abitare età classica

di Redazione

Al museo archeologico di Paestum si torna a discutere di abitati e architetture domestiche nelle colonie greche d’Occidente con il convegno “Abitare in Magna Grecia”; l’appuntamento è giovedì 9 maggio 2019, a Napoli, nella sala conferenza di Palazzo Corigliano e venerdì 10 maggio 2019, nella sala cella del museo di Paestum.

Il convegno si configura come il secondo capitolo di un progetto di studio comune al Parco Archeologico di Paestum e al Dipartimento di Asia, Africa e Mediterraneo dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, già iniziato nel 2018 con la prima edizione dedicata al periodo arcaico. Quest’anno si discuterà dell’epoca classica ovvero dell’architettura e delle forme dell’abitare in Italia meridionale fra il V e IV secolo a.C. A fare il punto sulle attuali conoscenze in questo campo saranno studiosi italiani e stranieri che illustreranno i risultati delle ricerche condotte negli ultimi anni nelle colonie greche di Cuma, Crotone, Velia, Locri Epizefiri, Caulonia, Poseidonia e nei territori ad esse pertinenti; la discussione coinvolgerà anche i centri indigeni di Tricarico, Caselle in Pittari, Moio della Civitella e Pompei per offrire una casistica di studio più completa e, quindi, un’argomentazione del problema più critica.

L’obiettivo è, infatti, quello di stimolare un dibattito metodologico e teorico di ampio respiro sul legame tra tecniche costruttive per l’edilizia privata, architettura domestica e interazioni socio-culturali tra siti coloniali e contesti indigeni.

Il convegno è aperto a studiosi, studenti e a chiunque fosse interessato a conoscere come si viveva in Magna Grecia in epoca classica, quando oramai quasi tutte le colonie greche erano state fondate, presentandosi ben strutturate sotto il profilo politico, economico e sociale, e avevano intrapreso relazioni complesse di scambi reciproci con le popolazioni locali.

La locandina dell’evento:

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Pasqua e Pasquetta tra i Templi di Paestum

di Luigi Martino

Domenica di Pasqua 21 aprile e lunedì di Pasquetta 22 aprile 2019, il Museo e l’area archeologica di Paestum saranno regolarmente aperti dalle ore 8:30 alle ore 19:30 (emissione ultimo biglietto ore 18:50). Approfittate di questi giorni di festa per visitare Paestum e per trattenervi fino al primo maggio! Anche per la festività della Liberazione del 25 aprile e per la Festa del Lavoro del primo maggio il sito sarà regolarmente aperto rispettando i normali orari.

Ecco il programma delle iniziative di Pasqua e Pasquetta:

Domenica 21 aprile

ore 11:30 e 16:30 #FamilyLabPaestum: un viaggio per tutta la famiglia alla scoperta dell’antica storia della città di Paestum!

L’iniziativa dura 1 ora durante la quale i partecipanti saranno guidati lungo un itinerario a tema a cui seguirà un laboratorio dove adulti, bambini e ragazzi potranno liberare la propria creatività realizzando disegni e sculture. Ogni data avrà un tema diverso; l’appuntamento di questa domenica vedrà protagonista IL TUFFATORE, il personaggio raffigurato sulla famosa tomba conservata nel Museo.

Costo del laboratorio: € 3,00 che si aggiunge al costo del biglietto d’ingresso al museo e all’area archeologica di Paestum, al biglietto annuale Paestum Mia e alla card Adotta un blocco. Chi ha meno di 18 anni e chi è in possesso dell’abbonamento Paestum Mia pagherà solo il laboratorio.

Partecipanti: massimo 20 per turno; prenotazione obbligatoria alle mail pae.didattica@beniculturali.it o info@lenuvole.it oppure telefonando al numero 0812395653 attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 9:00 alle 17:00. Appuntamenti ogni prima e terza domenica del mese e ogni giovedì.

ore 15:00, 16:00, 17:00 e 18:00 “Il Museo dietro le quinte” – Visite ai depositi

Il museo si è arricchito di un nuovo percorso di visita che, in forma stabile, è entrato a far parte dell’offerta culturale del Parco. Con le visite ai depositi, il visitatore prende parte a un’esperienza davvero unica: il racconto di una tomba lucana e del suo corredo saranno l’occasione per comprendere cosa si nasconde dietro un “bel vaso” esposto in una vetrina del museo. Un dietro le quinte fatto di persone, professionalità, scelte ed emozioni, viaggi in giro per il mondo, recuperi da parte delle forze dell’ordine e molto altro ancora. L’appuntamento è al museo, ogni pomeriggio!

Info: tutti i pomeriggi, tranne il lunedì, alle 15:00, 16:00, 17:00 e 18:00, visite in italiano, inglese, tedesco, francese e spagnolo. Costo del biglietto € 1 da aggiungere al biglietto di ingresso al Parco, al biglietto annuale Paestum Mia e alla card Adotta un Blocco. I bambini fino a 6 anni non pagano.

Su prenotazione, possibilità di visita anche la mattina (e-mail: pae.fruizione@beniculturali.it).

Lunedì 22 aprile

ore 11:00 e 17:00 Paestum per tutti – Architetture senza barriere: visite guidate in italiano e in inglese al tempio di Nettuno e alla Basilica. Gli assistenti alla fruizione, accoglienza e vigilanza del Parco Archeologico di Paestum guideranno i visitatori, attraverso un percorso senza barriere architettoniche, nell’area del Santuario Meridionale. Si accederà all’interno dei templi meglio conservati al mondo e si avrà la possibilità di ammirare la città antica e il paesaggio circostante da una prospettiva molto più suggestiva. Grazie al percorso senza barriere si potrà accedere anche dentro alla cd. Basilica, il tempio più antico di Paestum. L’appuntamento è alle ore 11.00 e 17.00, tutti i lunedì ed ogni seconda domenica del mese, presso la biglietteria di Porta Principale, nei pressi del Tempio di Nettuno. La prenotazione è consigliata e può essere effettuata al numero +39 0828811023 o alla mail pae.fruizione@beniculturali.it. L’iniziativa è inclusa nel biglietto di ingresso al Parco, nel biglietto annuale Paestum Mia e nella card Adotta un blocco.

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Chiede carta circolazione auto rubata: 49enne arrestato

di Luigi Martino

Un uomo di 49 anni, di Capaccio, è stato arrestato dalla polizia stradale negli uffici di Potenza della motorizzazione, dove era arrivato per chiedere il rilascio di una carta di circolazione per un’automobile risultata rubata. E’ accusato di possesso di documenti d’identificazione falsi. L’uomo – che ha precedenti penali per reati contro il patrimonio e la fede pubblica – ha esibito documenti che contenevano delle “incongruenze” che hanno indotto l’impiegato a chiedere l’intervento della squadra di polizia giudiziaria della Polizia stradale del capoluogo lucano. Durante gli accertamenti, gli agenti hanno trovato addosso all’uomo anche una carta d’identità valida per l’espatrio con la sua foto ma “compilata con altri dati anagrafici”. Sono stati sequestrati anche documenti relativi alla richiesta di immatricolazione di un’altra auto “per la quale erano stati presentati documenti di circolazione tedeschi risultati rubati in bianco e falsamente compilati”.

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Giornata su autismo e musei a Paestum. Parco cresce: +15% nel primo trimestre

di Luigi Martino

Templi di Paestum

Numeri, ma non solo: il parco archeologico cresce. Aumentano, oltre ai visitatori che nei primi tre mesi del 2019 hanno fatto un balzo del +15% in avanti, anche le forme di fruizione inclusiva nella città magno-greca meglio conservata. Il 2 aprile, giornata mondiale sulla Consapevolezza dell’Autismo, un convegno nel Museo Archeologico Nazionale ha fatto il punto sulla fruizione del sito da parte di persone affette da disturbi dello spettro autistico. Come ha evidenziato il direttore del Parco Archeologico di Paestum, Gabriel Zuchtriegel, si è voluto creare un’occasione per «parlare non delle persone interessate, ma con loro. Spesso le persone non soffrono tanto dell’autismo, quanto dell’intolleranza e incomprensione da parte degli altri. Noi come Museo nel nostro piccolo vogliamo contribuire ad abbattere le barriere di questa mancata inclusione, perché crediamo che la diversità possa essere un arricchimento per tutti, premesso che il contesto sia tale da consentirlo».

Tra i relatori del convegno Alfonso Andria, membro del Consiglio di Amministrazione del Parco Archeologico; Vincenzo Inverso, Consigliere del Parco Nazionale del Cilento; Enrico Deuringer dell’Ufficio Stampa Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee. Sono intervenuti inoltre Paolo Maietta del Centro Europeo per l’autismo di Cicerale; Paolo Sarra dell’Associazione “Autismo fuori dal silenzio” di Eboli; Mariajosè Luongo e Marco Vasile dell’Ufficio Fruizione che hanno raccontato le esperienze vissute da tutto il gruppo di lavoro sui progetti relativi all’accessibilità messi in campo dal Parco Archeologico di Paestum. Hanno concluso i lavori Luisa Varriale dell’Università degli Studi di Napoli “Parthenope” e Giovanni Minucci, rappresentante dell’Associazione Cilento4all che, nell’ambito del progetto “Un Tuffo del Blu” dedicato a bambini e ragazzi speciali, ma in generale a tutti, si occupano anche della formazione del personale del Parco impegnato nelle attività didattiche. Nel corso della giornata sono stati esposti al pubblico alcuni lavori realizzati dagli alunni dell’IIS “Basilio Focaccia” di Salerno durante i laboratori dei linguaggi espressivo-creativo.

Intanto, il parco archeologico di Paestum cresce anche in termini di flussi. Tra gli effetti positivi che hanno contribuito ad un ulteriore ampliamento della fruizione, aumentata del 42% negli ultimi tre anni, si annovera l’iniziativa #iovadoalmuseo voluta del Ministro Bonisoli che prevede un aumento delle gratuità. «Anche l’abbattimento di barriere economiche contribuisce all’accessibilità – rammenta il direttore – Siamo felici che Paestum si pone sempre di più come un punto di riferimento non solo storico-archeologico, ma anche socio-culturale in un territorio che ha tutte le caratteristiche per uno sviluppo virtuoso».

Templi di Paestum di blu per l’occasione

Info sugli ingressi omaggio Le prime domeniche del mese da ottobre a marzo e tutti i giovedì pomeriggio ingresso gratuito dalle ore 18:00 alle 19:30, ultimo ingresso ore 18:50. Ogni primo e terzo giovedì del mese, aperitivi al museo con SlowFood Cilento. Costo dell’iniziativa € 5,00, da pagare in biglietteria dopo aver ritirato il biglietto gratuito di ingresso al museo e all’area archeologica. L’ingresso è gratuito per chi non partecipa all’aperitivo. L’ingrediente di questo giovedì, 4 aprile è il carciofo di Paestum, protagonista delle tavole primaverili, preparato dallo chef stellato Christian Torsiello dell’osteria Arbustico in un intrigante Lollipop al carciofo accompagnato dalla birra artigianale Fruma.

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Paestum e Velia, mai state così vicine: parte la rassegna ‘Aletheia’

di Redazione

Una due giorni ad Ascea per rivivere la storia e per la ricerca, attraverso la storia del pensiero filosofico classico, di se stessi, delle radici, dell’origine greca della Campania. Il 5 e 6 aprile, infatti, nella città di Parmenide, si terrà la rassegna Aletheia. L’evento, di alto spessore culturale, sarà inaugurato giovedì a Capaccio-Paestum per proseguire venerdì e sabato ad Ascea. Il progetto promosso dal comune di Ascea, guidato dal sindaco Pietro D’Angiolillo, vede il patrocinio della Regione Campania, ed è realizzato in collaborazione con il Polo Museale della Campania, l’Ente Parco del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, il Parco Archeologico di Elea Velia, l’Università degli Studi di Salerno.

La rassegna attraverso incontri, teatro, musica e danza intende divulgare e valorizzare la “grecità” del territorio cilentano cercando anche di approfondire ulteriormente la conoscenza della storia oltre che del pensiero filosofico. Significative le location prescelte: Ascea, l’antica Elea-Velia, e Paestum, presso il Parco Archeologico. Quasi a voler “avvicinare” due realtà archeologiche di rilevanza internazionale. L’uomo è da sempre alla ricerca di se stesso, quindi della verità. Qualcuno la cerca dentro se stesso, altri fuori e lontano da se stessi. In questo percorso, notevole impulso diedero alla storia del pensiero universale i filosofi, fra cui Parmenide e gli altri membri della scuola eleatica (Senofane, Zenone e Melisso). E non solo. I siti greci della Campania sono prova di un’indagine, di una ricerca, di un’inchiesta intorno alla verità e alla conoscenza.

I luoghi teatro degli eventi saranno ripresi da una troupe televisiva e trasmessi il 6 aprile nel corso della trasmissione di Rai1 “Unomattina”.

“E’ un altro passo avanti -afferma il sindaco di Ascea Pietro D’Angiolillo- per valorizzare il sito archeologico di Elea-Velia, per farlo conoscere al grande pubblico televisivo e per promuovere la nostra storia, le nostre origini, la nostra cultura, il nostro paesaggio. L’economia dei nostri territori -prosegue il sindaco- si regge sostanzialmente sul turismo, per cui ben vengano manifestazioni di rilevanza nazionale, capaci di promuovere i nostri territori e di avvicinare i siti archeologici di Elea-Velia e Capaccio-Paestum”. Programma  L’inaugurazione si terrà giovedì pomeriggio presso il Parco Archeologico di Paestum con un incontro di presentazione alla presenza tra gli altri anche dell’assessore regionale al turismo Corrado Matera, oltre che del direttore Gabriel Zuchtriegel.

Ascea – 5 Aprile 2019, ore 16:00

Saluti affidati a:

  • Pietro D’Angiolillo, sindaco di Ascea
  • Tommaso Pellegrino, presidente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni Presso la sede della Fondazione Alario, nella Sala Francesco Alario, nel pomeriggio del 5 il professore Franco Ferrari e altri studiosi, presenteranno la prima delle due conferenze che si terranno ad Ascea dal titolo “La via filosofica all’immortalità: Platone e Aristotele”.

Nelle due serate di Ascea, il 5 e 6 Aprile, a conclusione dei lavori, presso l’adiacente Cine-Teatro-Auditorium ‘Parmenide’, si terranno spettacoli serali. I due incontri serali di Ascea di musica, danza e teatro saranno affidati a professionisti di caratura nazionale.

Ascea – 5 aprile, ore 19:30

  • Evento denominato ‘Ò Xoros’

Lo spettacolo rivisiterà, tentandone una sintesi di sonorità e suggestioni, di interpretare la ricerca della verità con le musiche dei popoli del Mediterraneo, in chiave contemporanea attraverso l’utilizzo di nuovi e vecchi generi musicali. A cura della Riverside Music School di Roma.

Ascea – 6 aprile, ore 15:00

Presso la Sala Francesco Alario nel pomeriggio del 6 Aprile il professore Franco Ferrari ed altri studiosi, presenteranno la seconda delle due conferenze di Ascea dal titolo: “La verità del mito tra tragedia e filosofia”. È prevista la partecipazione della dott.ssa Giovanna Scarano, Direttore del Parco archeologico di Elea-Velia.

A conclusione dei lavori seguirà un momento musicale

Ore 17.30

  • Riccardo Ascani con Roberto Ippoliti in ‘Oceani’

Ore 19:00

  • Concept musicale del secondo momento (prima serata)

All’inizio dello spettacolo, l’attore Francesco Puccio reciterà in lingua greca e in traduzione italiana i frammenti del poema di Parmenide “Sulla natura”.

  • Paesaggi e Ritratti
  • Musica Danza Immagini dell’Europa

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Cilento, spaccio e furti: 15 indagati. Operazione all’alba

di Luigi Martino

Dalle prime ore della mattina i carabinieri del comando provinciale di Salerno, coadiuvati da caserme e compagnie dislocate su tutto il territorio nazionale, hanno fatto scattare un’operazione antidroga e contro i furti in abitazione. Le volanti sono entrate a sirene spiegate nei centri abitati di AgropoliCapaccio Paestum e Roccadaspide. Ma il blitz ha interessato anche i centri di Finale Emilia in provincia di Modena, Grado in provincia di Gorizia e Scurelle in provincia di Trento. Insieme alle automobili e alle camionette dei carabinieri, è entrato in azione anche il settimo nucleo elicotteri di Pontecagnano e il nucleo cinofili di Sarno. La procura di Salerno ha firmato richieste nei confronti di 15 indagati ritenuti responsabili, a vario titolo, di furti aggravati in abitazione e di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti in concorso. Nella stessa operazione i militari hanno notificato altre due misure cautelari nei confronti di due persone di Capaccio Paestum. Su di loro, ora, vige il divieto di dimora nel comune ai piedi dei templi.

Le indagini sono partite nel febbraio 2017 dagli inquirenti della compagnia di Agropoli sui territori di Capaccio, Paestum e Torchiara. In quell’occasione hanno individuato diversi soggetti che compravano cocaina, hashish e marijuana, e poi rivendevano la droga nel salernitano ma soprattutto nei comuni della Piana del Sele e del Cilento. Le indagini hanno consentito di documentare gli spostamenti e il modus operandi utilizzato per smerciare la polvere bianca e le altre sostanze. I carabinieri hanno anche documentato vari episodi di furti in abitazioni estive, attività commerciali e luoghi di culto.

Nel corso delle perquisizioni eseguite questa mattina, gli inquirenti hanno sequestrato anche marijuana e hashish. Questi sequestri, logicamente, vanno ad aggiungersi a quelli effettuati nel corso delle indagini con fermi e controlli.

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Una metropolitana leggera per collegare i comuni della Piana del Sele

di Luigi Martino

«Questo è il primo passo per annodare la Piana del Sele in uno snodo di interessi di area vasta. Credo che la regione sosterrà economicamente l’intero intervento di area vasta. Sono sempre convinto che la cooperazione fra i territori è il futuro per continuare a garantire i servizi ai cittadini». Così il sindaco di Bellizzi, Mimmo Volpe, a margine dell’incontro avuto oggi con i colleghi di Battipaglia e Eboli e con il presidente della commissione regionale Trasporti e Infrastrutture Luca Cascone. Oggetto del tavolo «La Piana del Sele quale baricentro della mobilità a sud di Salerno» e lo sviluppo del sistema dei trasporti in conseguenza del prolungamento della metropolitana di Salerno fino alla Piana del Sele. Un intervento, questo, necessario anche in vista dello sviluppo del sistema aeroportuale regionale, grazie al prolungamento del collegamento ferroviario Arechi-Aeroporto, e di quello turistico.

«Per il completamento del servizio locale della metropolitana leggera di Salerno – spiega una nota dei sindaci -, manca l’ultimo tronco, la tratta compresa tra Pontecagnano aeroporto e i comuni della Piana, Bellizzi, Battipaglia e Eboli; il proseguimento e completamento della linea leggera di metropolitana fino a questi comuni costituisce un’opera di particolare importanza, un anello fondamentale nel sistema integrato dei trasporti locale-regionale, unitamente all’ampliamento in corso dell’aeroporto di Pontecagnano-Salerno. Vista la necessità degli abitanti della Piana del Sele e del Sud della Provincia, la necessità di tanti giovani studenti e lavoratori di avere maggiori possibilità per raggiungere il capoluogo di Provincia e l’infrastruttura aeroportuale, andremo ad una riorganizzazione del sistema della mobilita’ su ferro mediante la destinazione della linea della metropolitana di Salerno fino a sud, passando dall’aeroporto di Pontecagnano fino alla Piana del Sele con fermate a Bellizzi, Battipaglia e Eboli».

«Questa opera – spiegano i primi cittadini di Battipaglia, Bellizzi ed Eboli – diminuirà notevolmente il traffico cittadino e extraurbano, con notevoli ricadute ottimali sull’ambiente e sui tempi di percorrenza, potenziando il bacino di utenza verso l’aeroporto. Da qui la richiesta di estendere il provvedimento fino ai nostri Comuni».

L’appello è rivolto alla Regione Campania e al governatore De Luca per ampliare il servizio che non può non coinvolgere una realtà così importante della provincia di Salerno come la Piana del Sele, pianificando la prossima programmazione comunitaria con le fermate a sud, coinvolgendo Bellizzi, Battipaglia ed Eboli. Questo patto tra sindaci sarà tramutato in atto deliberativo congiunto dei tre comuni richiedendo ufficialmente il servizio di Metropolitana leggera.

«Dall’incontro di questa mattina, è emerso certamente che c’è la volontà da parte dei sindaci e della Regione Campania, con il presidente della commissione regionale di potenziare la mobilita’ della Piana del Sele. Eboli – dichiara il sindaco Massimo Cariello – è stata indicata come il punto di arrivo della metropolitana. La nostra città rappresenta la porta d’ingresso per la Lucania, anche in considerazione del fatto che i lavori sono già partiti e che saranno ultimati nel giro di due anni, da parte delle ferrovie dello stato. Sara’ potenziato tutto il tratto ferroviario da Eboli fino in Basilicata. Inoltre ci saranno ben tre binari. Infine altro risultato molto importante è che la stazione cambierà volto, avremo maggiori servizi e la riqualificazione delle aree esterne».

Per Cecilia Francese, primo cittadino di Battipaglia, nell’incontro di oggi «si è discusso di metropolitana, di freccia rossa e di quanto sia possibile fare in termini di area vasta, crescita del territorio e mobilità. Ringrazio il presidente Cascone che ci ha rassicurato rispetto al da farsi. Questo patto stretto stamattina tra noi sindaci sarà presto tramutato in atto deliberativo congiunto per richiedere ufficialmente il servizio di metropolitana Leggera. La riqualificazione del territorio in termini di mobilità è un servizio reso agli studenti, ai lavoratori e all’intera comunità. Pensiamo ad andare avanti con atti concreti per il futuro dei nostri territori».

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Lega: «Sfruttamento immigrati piana del Sele quadro sconcertante»

di Luigi Martino

«Il quadro che emerge dalle indagini della Procura di Salerno, sullo sfruttamento e il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina nel salernitano, è sconcertante. La violazione delle regole del Decreto sui flussi, da parte di un esponente apicale del Partito Democratico di Eboli, indica una chiara responsabilità politica». Così Gianluca Cantalamessa, coordinatore della Lega in Campania, a proposito dell’inchiesta della procura di Salerno sul favoreggiamento dell’Immigrazione clandestina e che vede coinvolto il capogruppo del partito Democratico nel comune di Eboli. «L’area, a forte vocazione agricola – prosegue – dovrebbe essere un volano per l’intera regione e invece, è ostaggio di individui senza scrupoli che danneggiano l’intera popolazione, residente e non, a discapito di una politica fatta di accoglienza, regole e integrazione. Siamo garantisti e ci auguriamo quindi che vengano smentite le ipotesi, altrimenti, ci troveremmo davanti all’ennesima occasione mancata per tutti i campani a firma PD, forza di governo prima e guida della Regione poi».

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Franco Alfieri annuncia la candidatura a sindaco di Capaccio-Paestum

di Luigi Martino

Con una lettera aperta alla comunità locale Franco Alfieri annuncia di aver accettato la candidatura a sindaco di Capaccio Paestum. Di seguito, il testo della lettera. Annuncio ufficialmente la mia candidatura a sindaco di Capaccio Paestum. La notizia era nell’aria da qualche settimana. Da parte mia c’è stata però la necessità di riflettere, con attenzione e serenità, sulla proposta d’impegno diretto che mi è stata avanzata da tanti amici. So bene quanto i Cittadini di Capaccio Paestum desiderino una nuova stagione di cambiamento e di sviluppo: a questo progetto sono oggi pronto a contribuire con la capacità amministrativa che tutti, senza distinguo, mi riconoscono. Ho ricoperto diversi ruoli istituzionali, ma, soprattutto in tempi di difficoltà economica, il Sindaco diviene punto di riferimento imprescindibile per tante persone e tante famiglie. Deve perciò essere in grado di svolgere i propri compiti con determinazione ed efficienza. Quella di ‘sindaco capace’ è un’etichetta che molti tendono ad auto-attribuirsi, anche di fronte ad esperienze non proprio esaltanti. Nel mio caso, invece, possono parlare i fatti: frutto di un percorso fatto di competenza, concretezza e vicinanza ai Cittadini. Oggi mi si chiede di impegnarmi in un nuovo progetto amministrativo, in un Comune che è il cuore storico, identitario e produttivo di una terra che conosco alla perfezione. Davanti a me vedo un territorio comunale ricco di persone che lavorano duramente, fervido di energie imprenditoriali, caratterizzato dalla straordinaria ricchezza di risorse storiche e culturali. Toccherà a noi tutti trasformare questo patrimonio in quell’esperienza amministrativa d’eccellenza che la Comunità di Capaccio Paestum attende da decenni. E state pur certi che, uniti, ce la faremo. Guiderò una compagine ampia, composta esclusivamente da liste civiche, che vedranno in campo tanti giovani, tanti imprenditori, tanti esponenti delle associazioni. Insieme presenteremo alla Comunità un programma elettorale chiaro e snello, con dieci punti da realizzare in un periodo di tempo certo e breve. Per i prossimi giorni la mia priorità sarà però quella di moltiplicare gli appuntamenti sul territorio. Le richieste d’incontro sono già numerose; posso però assicurarvi che cercherò di rispondere positivamente a ogni invito. Ci aspetta un grande lavoro ed è perciò necessario che impariamo a conoscerci sempre meglio. Non mi resta che ribadire che sto per lanciarmi in questa nuova avventura elettorale, che pure non avevo in nessun modo cercato, con tutto l’entusiasmo e con tutta la determinazione di cui sono capace. Se vorrete concedermi la Vostra fiducia, per i prossimi cinque anni sarò al servizio della Comunità di Capaccio Paestum. Lavorando con passione per dare forza alle Vostre energie.

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Enigma Paestum, si scava nella Casa dei Sacerdoti

di Luigi Martino

Sono partiti gli scavi in uno degli edifici più enigmatici dell’area archeologica di Paestum: si tratta della ‘Casa dei Sacerdoti’, una struttura d iincerta funzione, situata davanti al tempio di Nettuno. Anche in questo caso ci sarà la possibilità di visitare il cantiere: ogni giorno, dal lunedì al venerdì, tra le 11,30 e le 12, il personale specializzato del Parco aggiornerà i visitatori sulle indagini in corso. Fin dal momento della sua scoperta, l’edificio ha destato grande interesse da parte degli archeologi, proprio per la sua posizione privilegiata rispetto al grande tempio greco a cui doveva collegarsi in relazione ai rituali che si svolgevano nel santuario meridionale. Gli studiosi, forse condizionati dalla più moderna relazione tra luogo sacro e casa canonica, hanno ipotizzato si trattasse di un ambiente privato, un’abitazione destinata al ‘personale’ dei santuari, in primis sacerdotesse esacerdoti. Con lo scavo, il Parco Archeologico di Paestum si pone l’obiettivo di far chiarezza sulla funzione dell’edificio e, più in generale, sul contesto sacro in cui esso è ubicato. «La storia di questo edificio þ lunga e complessa – dice il direttore Gabriel Zuchtriegel -. La sua ubicazione, centrale rispetto al santuario meridionale, stimola la nostra attenzione, tanto da inserire lo scavo nel più ampio programma di ricerche archeologiche nella città di Poseidonia-Paestum. Analogamente a quanto stiamo facendo negli isolati abitativi greci per ricostruire la vita quotidiana dell’antica polis magno-greca, con lo scavo vogliamo colmare una grande lacuna nelle nostre conoscenze sull’area sacra e sui rituali che si svolgevano all’ombra dei templi».

Lo scavo appena iniziato è stato in parte reso possibile grazie ad una raccolta fondi, organizzata da Barbara Guerra e Albert Sapere, ideatori e curatori del Congresso Internazionale di cucina d’autore LSDM, che lo scorso mese di luglio hanno organizzato una cena a Paestum con tre chef di fama internazionale. «Il Parco ha raggiunto degli ottimi risultati in termini di fundraising – continua Zuchtriegel – in 3 anni sono stati raccolti 300.000 euro tra donazioni e sponsorizzazioni. Queste somme sono state impiegate per importanti attività a sostegno della tutela e valorizzazione del museo e dell’area archeologica di Paestum, come restauri e borse di studio per ricercatori. Lo scavo della “Casa dei Sacerdoti” è uno dei tanti esempi positivi che dimostra il fruttuoso successo della collaborazione tra pubblico e privato».

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«Migranti ridotti come schiavi per coltivare la piana del Sele»

di Luigi Martino

Contrastare la tratta di manodopera nei luoghi di lavoro istituendo, tra l’altro, un collocamento pubblico in agricoltura e utilizzando al meglio i fondi europei. Sono alcune delle proposte che la Cgil Salerno, insieme con Flai Cgil, lancia per il contrasto al caporalato e che inserisce in un dossier-denuncia. Quello presentato stamani a Salerno, a distanza di quattro anni dalla prima volta, è un documento che in parte ricalca scenari emersi da una inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Salerno su lavoratori marocchini nella Piana del Sele che ieri ha portato a 27 arresti. «Rispetto ai dati riportati nel 2015, cambia, seppur di poco, solo l’importo della paga corrisposta ai lavoratori nei campi, che aumenta di qualche euro, sfiorando i 25 euro al giorno», spiega il segretario Flai Cgil Salerno, Giovanna Basile. Dalle sette pagine del dossier, emerge come la forza lavoro impiegata in agricoltura nella Piana del Sele sia costituita per l’80% da braccianti di origine straniera. La figura del caporale, negli anni, è andata mutando in quanto, oltre alla intermediazione di manodopera, al sottosalario, al lavoro nero e al controllo dei ritmi di lavoro, gestisce, ora, anche gli ingressi nel Paese, divenendo, così, un punto cardine della tratta di esseri umani.

Si fa, poi, espresso riferimento ai caporali di origine marocchina che «si avvolgono del decreto flussi riservato a lavoratori stagionali» e rappresentano «l’anello di congiunzione tra i migranti che aspirano all’ingresso e le aziende agricole». Per ogni immigrato che arriva in Italia, «il costo della tangente si aggira intorno ai 7-10mila euro». Questo dato trova riscontro nell’impianto accusatorio dei pm salernitani che hanno scoperto come per far sì che gli immigrati riuscissero ad ottenere l’inserimento dei loro nominativi nelle domande Unilav fossero disposti a pagare dai 5 ai 12mila euro ad un’organizzazione criminale transnazionale con base nel Salernitano. Tra le proposte del sindacato, inoltre, anche l’attivazione del collocamento e del trasporto pubblico in agricoltura, in collaborazione con Comuni e aziende agricole, l’istituzione di un comitato provinciale contro il caporalato, «semmai da inserire nei centri per l’impiego». Per il segretario generale della Cgil Salerno, Arturo Sessa, «occorre mettere in campo una sinergia tra istituzioni, imprenditori, associazioni datoriali e organizzazioni sindacali». Inoltre, le sigle sindacali chiedono di avviare una valutazione della possibilità di utilizzare i fondi europei, che ammonterebbero a circa 25 milioni di euro, mettendo in campo progetti condivisi che abbiano l’obiettivo comune di stanare caporali e aziende colluse. Infine, è stata ribadita l’idea di creare «un marchio etico e di qualità per i prodotti agroalimentari della Piana del Sele» coinvolgendo le «aziende sane del settore affinchè si mettano in gioco per ridare legalità al settore».

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Il progetto a Paestum: ricostruire una casa greca del 500 a.C.

di Marianna Vallone

Che i famosi templi di Paestum in antico stessero in mezzo a una città fiorente, non è facile da spiegare ai tanti visitatori che oggi vengono da tutto il mondo a vedere il sito magno-greco meglio preservato: perché, mentre i templi sono meravigliosamente conservati, le case di chi li costruì sono ridotte a tratti di muretti di difficile lettura. La risposta elaborata dal Parco Archeologico di Paestum insieme all’Istituto Universitario “L’Orientale” e alla Federico II di Napoli è di ricostruire una casa greca del V sec. a.C. con le tecniche e i materiali dell’epoca. Un progetto di “archeologia sperimentale” dunque, come sono molto diffusi nell’ambito dell’archeologia preistorica e medievale, ma pressoché totalmente assenti nell’archeologica classica della Magna Grecia.

«Non si tratta solo di un modo per far capire ai visitatori cosa significava vivere in una colonia greca di V sec. a.C. – afferma il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel – è anche un percorso di ricerca, che ci darà delle risposte a molti interrogativi, per esempio quante risorse erano necessarie per costruire una casa e per manutenerla a quei tempi. Il progetto sarà un’integrazione significativa dell’offerta di visita ma anche della ricerca sull’antica Magna Grecia. Per realizzarlo, abbiamo bisogno della partecipazione di cittadini e associazioni che siano coinvolte attivamente in questo percorso».

Per discutere del progetto e per coinvolgere la cittadinanza, il Parco Archeologico ha organizzato un workshop pubblico che si terrà il 15 febbraio nel Museo Archeologico Nazionale di Paestum. Tra gli ospiti il prof. Marco Valenti dell’Università di Siena e il prof. Giuliano Volpe dell’Ateneo barese, due esperti del Medioevo con importanti esperienze nell’ambito dell’archeologia sperimentale.

«La collaborazione fra il Parco Archeologico di Paestum e l’Università “L’Orientale” continua con questa importante iniziativa, finalizzata a rendere più chiaro ai visitatori il modo di vivere in una colonia magno-greca – afferma il professore Fabrizio Pesando – La scoperta e lo scavo della casa arcaica detta di Mnastor, oggetto della ricerca dell’Orientale, potrà infatti fornire importanti informazioni sulla struttura e sulla funzione delle stanze di un’abitazione di VI secolo a. C., rappresentando un punto di riferimento per il progetto di ricostruzione che si andrà a discutere nel corso del workshop».

Con il progetto, che si elaborerà proprio nel corso del workshop, si porrà in essere un metodo di lavoro rigoroso, dove il risultato finale non sarà solo il manufatto in sé, ma anche l’insieme delle conoscenze che si ricaveranno durante tutto il lavoro di ricerca.

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Furti nelle auto a Paestum, vittima il direttore Zuchtriegel

di Marianna Vallone

E’ amareggiato Gabriel Zuchtriegel, il direttore del Parco archeologico di Paestum, vittima nei giorni scorsi di un furto tra la stazione ferroviaria e Porta Sirena a Paestum, dove aveva parcheggiato la sua auto, ritrovata il giorno dopo con i vetri in frantumi. I malviventi hanno cercato di rubare gli oggetti all’interno, senza grandi risultati perché nell’auto non c’era nulla di valore. «Questa volta è toccata a noi, vetro della macchina rotto, è accaduto tra la stazione di Paestum e Porta Sirena. Niente di che, ma che diranno i turisti che subiscono episodi del genere e si portano via questo ricordo del sito?», spiega il direttore che ha condiviso quanto accaduto sui social network. A chi ha consigliato telecamere di videosorveglianza ha risposto: «Anche noi del Parco abbiamo in passato già interpellato prefettura e Comune. Non so però se le videocamere sarebbero risolutive. A Matera qualcuno mi ha rubato la bici, ripreso dalla videocamera dei vicini di casa. Solo che con il capello che portava non si faceva riconoscere e dunque le riprese non sono servite a nulla», ha concluso Zuchtriegel.

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Paestum conquista la Cina: mostra itinerante fino al 2020

di Luigi Martino

Si è appena inaugurata, presso l’Hebei Museum, la prima mostra monografica dedicata a Paestum fuori dall’Europa; l’esposizione durerà fino al mese di luglio 2020 e sarà ospitata anche nei musei di Ningxia, Jilin, Panlongcheng e Nanshan. «La mostra è partita con un grande successo – dichiara la direttrice del museo cinese Luo Xiangjun -. Siamo grati al Parco Archeologico di Paestum per la collaborazione che permette al pubblico cinese di conoscere meglio la cultura del Mediterraneo antico. Speriamo che la collaborazione continui nell’ambito di uno scambio culturale reciproco tra i due popoli, quello italiano e quello cinese». La mostra itinerante espone 135 opere pestane tra cui la statua di Hera in marmo proveniente dal Santuario dedicato alla dea presso la foce del fiume Sele e le sue riproduzioni in terracotta, alcune lastre dipinte che rappresentano testimonianze archeologiche uniche in tutto il contesto del Mediterraneo antico, dei corredi delle necropoli urbane fino alle produzioni vascolari più note, tra cui spicca il ceramografo pestano Assteas. «La sensibilità che ha dimostrato il Museo Provinciale di Hebei nell’ospitare questa mostra su Paestum come città del Mediterraneo, è notevole – sostiene il direttore Gabriel Zuchtriegel -. Devo dire che in questo i colleghi cinesi si sono dimostrati più sensibili di molti musei europei che continuano a raccontare la Magna Grecia come un mondo periferico e marginale, laddove rappresenta una delle radici della cultura e del pensiero occidentale». I lavori di allestimento della mostra sono stati seguiti dal personale del Parco Archeologico: i restauratori Franco Calceglia e Raffaele Cantiello e l’archeologo Francesco Scelza hanno lavorato fianco a fianco con i professionisti dell’Hebei Museum per realizzare un’esposizione che esalti il fascino della cultura di Paestum, anche con la riproduzione della Tomba del Tuffatore. E Paestum sbarca in Cina anche sui canali social. Allo scopo di promuovere la mostra e far conoscere le bellezze della città magnogreca con i tre templi dorici meglio conservati al mondo, è stato creato un profilo Weibo del Parco, il social più diffuso sul territorio cinese. Potete visitarlo al seguente link: https://weibo.com/u/6931382972.

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Tenta suicidio lanciandosi sui binari: 45enne salvato dai pendolari

di Luigi Martino

Un uomo di 45 anni ha tentato di togliersi la vita a Capaccio Paestum, cercando di buttarsi sotto un treno. La tragedia è stata evitata grazie all’intervento di alcuni pendolari, in stazione, che hanno salvato l’uomo, bloccandolo. A quanto si apprende, sembra che l’uomo avesse alcuni problemi familiari e stesse affrontando una delusione amorosa.

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Calo del turismo nel Cilento, Paestum regge. Zuchtriegel: la politica intervenga

di Marianna Vallone

Sono state 426mila le persone che hanno visitato il sito di Paestum nel 2018. In un anno tutt’altro che roseo per il turismo nel Cilento, con un calo di oltre il 30% delle presenze in estate, il Parco Archeologico mantiene il livello del record storico raggiunto nel 2017. In lieve flessione gli ingressi, soprattutto quelli gratuiti (-3,4%), mentre salgono gli incassi (+1%). Un dato sorprendente dal momento che il settore turistico del territorio cilentano ha dato segnali preoccupanti nel 2018, come evidenziato dalla Confesercenti Salerno e dall’osservatorio turistico dell’Abbac (Associazione bed & breakfast e affitta camere della Campania).

«E’ un grande risultato sullo sfondo della crisi turistica che il Cilento sta vivendo – commenta il direttore del Parco Archeologico, Gabriel Zuchtriegel, nominato nel 2015 – Ora però la politica deve reagire: chiediamo un piano concreto per infrastrutture, decoro e promozione della Piana del Sele e del Cilento, Alburni e Vallo di Diano. A Salerno le grandi navi non arrivano più, perché il porto non è attrezzato; le strade sono intasate e maltenute, i treni carenti, stazioni e centri abitati privi di servizi turistici essenziali e di qualità. Per non parlare di abusi edilizi, discariche abusive e prostituzione stradale. Così il territorio viene tagliato fuori».

Da quando al Parco Archeologico è stata conferita l’autonomia gestionale e finanziaria nel 2015, i flussi sono incrementati del 42%, arrivando da 300mila nel 2015 a più di 420mila. «Ma più della quantità, conta la qualità – aggiunge Zuchtriegel – Le persone che oggi vengono a Paestum fanno un’esperienza diversa rispetto a qualche anno fa. Stiamo lavorando sulla qualità della tutela e della fruizione inclusiva e stiamo facendo nuovi scavi, inoltre offriamo visite ai depositi e laboratori per famiglie su base giornaliera. Tutto questo è un risultato tangibile di un lavoro di squadra, e per questo ringrazio tutti i collaboratori e amici a nome della direzione e del Consiglio di Amministrazione».

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Cilento, cenone di fine anno: 300 kg di pesce sequestrato

di Luigi Martino

Si sta per concludere la vasta operazione della guardia costiera di Agropoli lungo la filiera ittica voluta per le festività natalizie dal mnistro delle Politiche Agricole Alimentari Forestale e del Turismo, Gian Marco Centinaio, coordinata a livello regionale dalla direzione marittima della Campania, quale centro di controllo operativo locale. Complessivamente, i comandi del circondario marittimo di Agropoli, sotto la direzione del tenente di vascello Giulio Cimmino, nel mese di dicembre sino ad oggi hanno effettuato 110 controlli in mare ed a terra, irrogando 9 sanzioni amministrative per un ammontare di oltre 17.000 euro; sono stati sequestrati inoltre circa 300 kg di prodotto ittico conservato in precarie condizioni igienico sanitarie e privo di ogni documentazione che ne accertasse la provenienza e/o la tipologia di lavorazione, oltre a diverse attrezzature da pesca vietate o utilizzate in aree non consentite, tra cui una rete da posta di circa 500 metri utilizzata fraudolentemente da pescatori sportivi lungo il litorale di Capaccio Paestum.

Nell’entroterra è stata effettuata una capillare attività ispettiva presso grossisti, pescherie, venditori ambulanti e ristoranti, coinvolgendo anche i veterinari della locale Asl per gli aspetti prettamente igienico sanitari. Nell’assicurare che l’attività di vigilanza lungo tutta la filiera del pescato continuerà anche nei prossimi giorni, al fine di garantire il rispetto delle norme in materia di rintracciabilità del prodotto ittico ed il corretto esercizio delle attività di pesca, nei riflessi della salvaguardia della salute pubblica e della tutela delle risorse biologiche, la guardia costiera di Agropoli raccomanda di acquistare prodotti ittici dei quali sia sempre possibile conoscere la provenienza.

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A Paestum arriva il biglietto dinamico, varia i prezzi a seconda della stagione

di Marianna Vallone

Il Parco Archeologico di Paestum dal 1 gennaio del 2019, sarà il primo sito statale nel meridione a introdurre un biglietto “dinamico”. In concreto, questo vuol dire che da dicembre a febbraio, periodo di bassa affluenza, si pagherà la metà, mentre nei mesi di alta stagione il biglietto sarà aumentato. Il suggerimento arriva dai docenti del master in Management dei Beni Culturali della Bocconi che collaborano da tempo con il sito magno-greco e che hanno analizzato il caso degli Uffizi. «Ormai tutti siamo abituati ad avere a che fare con il prezzo dinamico quando si tratta di acquistare un prodotto online, un biglietto aereo o di prenotare una stanza in hotel – spiega Andrea Rurale della Bocconi – Allo stesso modo i biglietti di ingresso nei musei possono aumentare o diminuire a seconda di cosa c’è da vedere o della stagione dell’anno».

L’obiettivo, nelle parole del direttore del Parco Archeologico, Gabriel Zuchtriegel, è di rinforzare la presenza e la partecipazione dei residenti e rendere il sito sempre più un centro culturale e sociale del territorio. «Nella stessa ottica abbiamo anche fissato le giornate di ingresso gratuito. Tutti i giovedì dalle 18.00 si potrà entrare gratuitamente nell’area archeologica e nel museo».

Per compiere la quadratura del cerchio, anche il nuovo biglietto annuale, istituito tre anni fa nell’ambito della gestione autonoma del sito di Paestum, è stato adottato alle nuove esigenze. Il costo, come annuncia il direttore, sarà “simbolico”. «Un euro in più rispetto al biglietto normale – dice Zuchtriegel – questo vuol dire: con un euro simbolico in più il nostro biglietto diventa annuale». L’analisi dei flussi ha evidenziato che al sito di Paestum, ubicato in una zona rurale, pochi visitatori tornano più di una volta all’anno. Con il nuovo biglietto annuale la direzione del Parco spera dunque di aumentare sia gli ingressi sia le vendite dell’abbonamento annuale, che precedentemente costava € 25,00 mentre adesso arriverà a € 13,00.

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Capodanno, parco archeologico Paestum aperto grazie a privati

di Luigi Martino

Apertura straordinaria del parco archeologico di Paestum il prossimo primo gennaio. Dalle 10 alle 16 il sito sarà fruibile grazie al sostegno economico della Pro Loco Silarus Porta del Cilento Paestum, che in passato ha già contribuito a diverse iniziative del parco. Il prezzo del biglietto di ingresso è di 5 euro, ridotto di 2,5 euro. Il grande riscontro da parte del pubblico avuto per le scorse aperture di capodanno ha determinato nella direzione la volontà di rinsaldare la presenza del Parco sul territorio «La Pro Loco Silarus – sottolinea il presidente, Vincenzo Patella – non ha mai fatto mancare il proprio appoggio ai progetti fortemente voluti dalla direzione del parco. Paestum rappresenta il cuore della progettualità della Pro Loco come grande attrattore turistico. Il nostro intento è quello di spalmare su tutto il territorio cilentano, partendo dall’antica città di Poseidonia, il flusso di visitatori, tenuto conto dei grandi numeri raggiunti negli ultimi tre anni di gestione del direttore Gabriel Zuchtriegel».

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Paestum al chiaro di luna, visite al Parco di notte con lanterne

di Luigi Martino

Salerno si illumina, Paestum spegne le luci “Paestum al chiaro di luna” è la proposta del Parco Archeologico di Paestum e della Fondazione “Giambattista Vico” di Vatolla per le festività natalizie: dal 21 al 31 dicembre 2018, all’imbrunire, visite al Santuario Meridionale. Se nelle più grandi città abbondano luminarie e addobbi, a Paestum si spengono le luci e si passeggia tra i templi illuminati dalla luce naturale notturna e dalle fiammelle di piccole lanterne portate in mano dai visitatori. “La proposta di un’esperienza di visita al chiaro di luna restituisce la sacralità di un luogo magico come Paestum – dichiara Tiziana Maffei, presidente ICOM Italia – La scelta di non illuminare i templi dall’interno può apparire oggi controtendenza, ma in realtà rivela coraggio e coerenza non solo dal punto di vista ambientale. In quest’Italia schiacciata dall’inquinamento luminoso, purtroppo, la sapienza del passato nell’utilizzare la luce naturale a sostegno della sintassi architettonica, è stata letteralmente sopraffatta dal desiderio di vivere in ore notturne i luoghi della cultura. Dovremo cogliere l’iniziativa del Parco Archeologico di Paestum per aprire una riflessione sul ruolo della luce quale dispositivo museografico territoriale nella messa in scena notturna di architetture e paesaggi culturali”. Oltre alle visite nell’area archeologica, sarà possibile ammirare nel museo il quadro “Paestum al chiaro di luna”, dipinto da Antonio Coppola negli anni 1880/90, e concesso dalla fondazione Vico. «E’ con fierezza che la Fondazione “G. Vico” collabora con il Parco Archeologico di Paestum per la realizzazione di questa iniziativa – afferma il presidente Vincenzo Pepe – essa è un importante esempio di sinergia tra gli enti pubblici e gli altri soggetti “minori” impegnati sul territorio. Collaborare con il grande attrattore del Parco del Cilento è fondamentale per chi quotidianamente si occupa della promozione e valorizzazione del territorio cilentano. L’intento è utilizzare la fama di Paestum come volano per la conoscenza delle altre realtà locali che meritano altrettanta visibilità, proprio come i quadri del Grand Tour esposti nel museo Acropolis di Agropoli». Oltre allo scenario naturale, la visita sarà resa ancora più suggestiva dalle lanterne che i visitatori ritireranno presso l’ingresso di “Porta principale”, di fronte al tempio di Nettuno. «Il tentativo dell’esposizione – afferma il direttore Gabriel Zuchtriegel – è quello di rievocare il fascino del sito sotto il cielo notturno in un periodo in cui i monumenti ancora non si illuminavano con impianti a luce elettrica. Negli ultimi decenni è divenuto sempre più difficile rivivere tale esperienza, perciò abbiamo deciso di spegnere l’illuminazione esterna dei templi del santuario meridionale per permettere la visita “al chiaro di luna”, con la sola illuminazione di lanterne». Info: Paestum al chiaro di luna, visite all’imbrunire al santuario meridionale. Inaugurazione 21 dicembre 2018, alle ore 17:00. Tutti i giorni, all’imbrunire, dal 21 al 31 dicembre 2018, appuntamento al museo. Iniziativa inclusa nel biglietto di ingresso al Parco, nel biglietto annuale Paestum Mia e nella card Adotta un blocco. Apri la locandina dell’evento:

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Il mito di Paestum rivive con una mostra dell’artista Sergio Vecchio

di Marianna Vallone

«La pittura, come lo sono le altre pratiche creative, è la soglia di un passaggio che ci conduce all’essenza incantata – dichiara il curatore Massimo Bignardi – è la soglia che dà accesso a luoghi che siano soltanto se stessi, e non altri: Paestum lo è stato per Sergio Vecchio».

Al museo di Paestum, il 19 dicembre, alle ore 17:00, presso la Sala Metope, si inaugurerà una mostra retrospettiva che vuole celebrare l’artista “pestano” Sergio Vecchio. “Nel luogo del racconto” resterà in esposizione fino al 27 gennaio 2019.

La natura e la città, è questo il binomio che tiene insieme le opere, in parte inedite, raccolte in questa mostra che Gabriel Zuchtriegel, direttore del Museo Archeologico di Paestum, ha voluto dedicare all’artista, a meno di un anno dalla sua scomparsa.

La pittura di Vecchio, finanche le prove della fine degli anni Settanta intrese di concettualismo, respira il senso di natura e di città che fa unica Paestum: un luogo abitato dagli dèi che, da secoli, lascia affiorare le tracce, i resti, i ruderi dando il volto di quella città che i coloni greci elevarono in onore di Poseidone.

Ricorda il curatore Bignardi «Sergio inquadrava con lo sguardo i tempi del suo racconto tra pagine di realtà e di fantasia, con figure che assumono i contorni di presenze raffigurate dalla narrazione che è propria del suo registro pittorico, del suo modo di introdurre il colore come sollecitazione emotiva, come suggerimento di uno stato d’animo, soccorso dal segno, quest’ultimo piegato a traccia descrittiva, alle volontà dell’occhio, alle capacità che lo strumento della percezione visiva ha di nominare gli oggetti, seguendo l’indice redatto da Mnemosine».

Nelle opere di Vecchio è, dunque, il territorio il vero protagonista. Un territorio che, nella sua contemporaneità, non può prescindere dal richiamo al passato. Il Museo è il luogo ideale per far dialogare, anche fisicamente, la pittura di Vecchio con l’archeologia e i miti di Paestum.

 

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«A Natale regala la cultura»: l’invito del Parco di Paestum è virale

di Luigi Martino

Vivere il sito archeologico meglio conservato della Magna Grecia per un anno intero al prezzo di un biglietto del cinema – è questa la proposta che il Parco Archeologico di Paestum promuove per il periodo natalizio. Il biglietto annuale Paestum MIA, infatti sarà acquistabile a €10 (ridotto €6 per ragazzi dai 18 ai 25 anni) nel periodo dall’8 al 31 dicembre e consente l’accesso al sito e al museo per 365 giorni e la partecipazione a molte iniziative promosse dal Parco Archeologico. In programma, tra l’altro, una mostra dedicata all’opera di Sergio Vecchio, artista “pestano” deceduto a febbraio di quest’anno, che nei suoi lavori si è molto occupato della contemporaneità dell’archeologia e del mito di Paestum. «Il biglietto annuale – fa sapere il direttore Gabriel Zuchtriegel – mi sembra un’ottima idea come regalo di Natale, perché così possiamo donare ai nostri cari un’esperienza singolare e diversa che si può fare solo in questa terra». L’obiettivo che il Parco Archeologico di Paestum persegue con questa iniziativa è soprattutto quello di coinvolgere maggiormente le comunità di riferimento sul territorio. «Vogliamo aprire le porte a un tipo di fruizione quotidiana che può consistere anche in una passeggiata rigenerante o nel rivedere un’opera o un monumento che ci ha colpito sotto un’altra luce o a leggere un libro all’ombra dei templi e così via. Ovviamente sono inclusi anche i laboratori per bambini e adulti che si svolgono ogni giorno, escluso il lunedì, alle ore 11:00 in maniera gratuita per tutti i visitatori». Con questa iniziativa, il Parco Archeologico di Paestum mira ad aumentare l’accessibilità economica del sito per le persone del territorio, anche se il biglietto annuale è acquistabile da tutti. «In questo modo – dice il direttore – vogliamo dare seguito all’auspicio del Ministro Alberto Bonisoli di creare una sempre maggiore accessibilità anche economica per i residenti e di rinforzare il ruolo sociale dei luoghi della cultura, che appartengono a tutti». Costo abbonamento dall’8 al 31 dicembre 2018: € 10, ridotto € 6 (ragazzi dai 18 ai 25 anni), acquistabile presso le biglietterie del Parco e on line sul sito www.paestum.museum Apri la locandina:

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Illecita gestione dei rifiuti, denunciato titolare di un allevamento bufalino a Paestum

di Marianna Vallone

E’ stato denunciato in stato di libertà il titolare di un allevamento bufalino, a Capaccio Paestum, a cui è stata contestata l’illecita gestione dei rifiuti (reflui zootecnici) in fase di deposito, stoccaggio e smaltimento. Nel corso della settimana appena trascorsa, l’Ufficio Ambiente del Comune di Capaccio, in collaborazione con la Polizia Municipale, ha dapprima attivato una serie di appostamenti sul territorio comunale finalizzati ad individuare fenomeni di smaltimento illecito di rifiuti, e poi ha attivato dei controlli specifici a verifica di quanto ipotizzato.

A conclusione dell’attività, la Polizia municipale, in collaborazione con l’ufficio Ambiente, l’ufficio Tecnico e con il supporto del nucleo di vigilanza ambientale volontaria delle Guardie giurate del Wwf di Salerno ha denunciato alla Procura della Repubblica di Salerno il titolare di un allevamento bufalino, in località Cannito di Capaccio Paestum. Durante l’attività ispettiva, inoltre, è stato richiesto l’intervento del personale veterinario dell’Asl competente per territorio, per verificare il rispetto del benessere animale e del rispetto delle condizioni igienico sanitarie.

«Le attività proseguiranno – commenta l’assessore con delega alla Sicurezza Urbana e alla Polizia Municipale,  – al fine di individuare e denunciare i fenomeni di inquinamento ambientale nel territorio comunale. Massima attenzione, dunque, per contrastare questi fenomeni e i controlli si estenderanno anche ad altre attività per verificare il rispetto di tutte le normative in materia ambientale».

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Parco nazionale del Cilento: venti anni di Patrimonio Unesco

di Marianna Vallone

Venti anni di Patrimonio Unesco per i siti del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Era il 1998 quando a Kyoto, l’Unesco iscrisse nuovi siti nella lista dei Patrimoni dell’Umanità. Tra questi, insieme ad altre meraviglie d’Italia, c’era il Parco nazionale del Cilento con i siti archeologici di Paestum, Velia e la Certosa di Padula. Per l’Unesco si tratta di un paesaggio culturale di straordinario valore con testimonianze di insediamenti risalenti a 250.000 anni fa. Abitato ininterrottamente, prima dagli agricoltori del Neolitico e dalle comunità dell’Età del Bronzo e del Ferro, successivamente da Etruschi, colonizzatori greci, Lucani, Romani. Il Parco Nazionale dal 1997 è un’area Riserva della Biosfera Mab dell’Unesco. La stessa zona è stata Iscritta nella rete dei Geoparchi Unesco nel 2010, grazie alla bellezza delle numerosissime grotte create dalla natura carsica del terreno, sia nell’entroterra che sulla costa. Paestum, l’antica città greca di Poiseidonia, sorta alla fine del VII secolo a.C. e dedicata a Poseidone, fu fondata dai coloni di Sibari, provenienti dalla città sulla costa ionica della Calabria non dal mare ma per le vie ancestrali che attraversavano i crinali delle montagne. Velia, in greco Elea, nacque nel 540 a.C., quando una spedizione di coloni focesi giunse sulla costa tirrenica della Lucania e sviluppò una città su un promontorio affacciato sul mare. Elea vide il fiorire di una scuola filosofica presocratica: la scuola eleatica. Parmenide ne fu il fondatore e Zenone fu il suo illustre discepolo. Entrambi sono considerati tra i maggiori filosofi greci, padri delle radici della razionalità occidentale. La Certosa di San Lorenzo a Padula, nell’altopiano di Vallo di Diano, è il più vasto complesso monastico dell’Italia Meridionale nonché uno dei più interessanti in Europa per magnificenza architettonica e copiosità di tesori artistici. Per ricordare quella storica data del 3 dicembre 1998 è stata organizzata una giornata celebrativa alla Fondazione Alario a Marina di Ascea. Interverranno per i saluti Pietro D’angiolillo, sindaco di Ascea, Marcello D’Aiuto, presidente Fondazione Alario, Tommaso Pellegrino, presidente del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, Michele Strianese, presidente della Provincia di Salerno, Francesco Palumbo, sindaco di Capaccio Paestum, Agostino Casillo, presidente del Parco nazionale del Vesuvio. Ad introdurre i lavori ci saranno i promotori istituzionali della candidatura nel 1997, e quindi l’allora presidente della Provincia, Alfonso Andria, il primo cittadino di quegli anni a Capaccio, Pasquale Marino, l’allora commissario EPT Antonio Pagano, i redattori dei dossier di candidatura Pietro Laureano, Carla Mauraro, Pino Anzani e Domenico Nicoletti. Tante le testimonianze di soprintendenti, sindaci, enti e associazioni. Modereranno il direttore del Parco Romano Gregorio e Aniello Aloia, respondabile dell’Ufficio Unesco ente Parco. Interviene Corrado Matera, assessore al Turismo della Regione Campania e conclude Lucia Borgonzoni, sottosegretario Mibac con delega ai siti Unesco. L’appuntamento si terrà lunedì 3 dicembre alle ore 9:30 a Marina di Ascea presso la Fondazione Alario. 

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Zingari, minacce a «guardie» e politici del Cilento: «Vedete che la vita è breve»

di Luigi Martino

«Finitela un poco…marescià vedete che la vita è breve, si muore, cercate di fare il bravo» e «stai attento che non ti va sempre bene, qualche mio parente potrebbe reagire». Queste alcune delle minacce, anche di morte, che sono state rivolte ai carabinieri dai componenti del gruppo rom sgominato oggi nel Cilento, per cercare di alleggerire la pressione delle forze dell’ordine sulle loro attività illecite. Minacce al sindaco di Agropoli per costringerlo a «evitare che alcuni appartamenti di recente confiscati fossero adibiti a finalità pubbliche» e che venissero «indebitamente assegnati ad appartenenti alla comunità posti di lavoro a tempo indeterminato». Anche di questi atti intimidatori si sarebbe resa protagonista la banda: due famiglie rom, i Marotta e i Cesarulo, tenevano sotto scacco Agropoli. La circostanza è stata resa nota nel corso di una conferenza stampa indetta dopo la notifica di 25 misure cautelari (11 in carcere, 7 ai domiciliari e 7 obblighi di dimora) ad altrettante persone ritenute componenti del gruppo criminale rom. L’episodio risale allo scorso luglio quando, come spiegato dal facente funzione di procuratore della Repubblica di Salerno Luca Masini «fu semi-divelta la porta dell’anticamera da un gruppo di persone che capeggiate da uno dei promotori pretendevano di essere immediatamente ricevuti per avere conto di una serie di condotte doverose che il sindaco di Agropoli stava attuando». Intercettazioni, appostamenti, testimonianze: un lavoro durato mesi.

L’allarme del sindaco Nel luglio scorso è proprio il primo cittadino di Agropoli a lanciare l’allarme perchè costretto a ricevere, nel proprio ufficio e senza appuntamento, una ‘delegazioni’ della comunità rom che avrebbero voluto evitare che alcuni immobili confiscati, tra cui una villa su cui pende l’ordine di sgombero ma occupata fino a stamattina, fossero destinati a finalità pubbliche. Il primo cittadino scrive ai carabinieri sottolineando come «la notevole propensione di alcuni esponenti di tale comunità ad assumere comportamenti violenti e sopraffattivi è suscettibile di patenti ripercussioni sull’ordine pubblico e sulla sicurezza in generale». «E’ la prima volta – evidenzia il comandante del Ros, Giancarlo Santagata – che viene contestata a una comunità rom italiana l’aggravante del metodo mafioso».

La guerra alle «guardie» Voleva «fare una guerra ai carabinieri» la banda. Lo ha sottolineato, sempre in conferenza, il pm Antimafia Marco Colamonici. L’obiettivo era cercare di «omettere o alleggerire i controlli del comando carabinieri eseguiti in direzione delle condotte delittuose riconducibili ai componenti del gruppo indagato». «Uno dei principali esponenti del sodalizio – ha spiegato il pm – era riuscito a tenere calmi i giovani del gruppo che, infastiditi da questo attivismo dei carabinieri di Agropoli, avrebbero voluto fare la guerra ai militari». Ma il gruppo avrebbe rivolto minacce anche al coordinatore unico del cantiere di Agropoli della società operante nel settore della raccolta dei rifiuti solidi urbani, al fine «di essere assunti nelle vesti di dipendenti stagionali, di essere adibiti a mansioni ‘gradite’ e di non essere sanzionati per le continue assenze e i costanti inadempimenti commessi nell’esercizio dell’attività lavorativa».

Dove prendevano e dove andavano i soldi Il gruppo criminale costituito dalle due famiglie si autofinanziava commettendo furti in vetture e in gioiellerie, avvalendosi anche del supporto logistico di alcuni parenti a Biella e Vercelli che, dietro ricompensa, offrivano basi operative in quelle zone. I proventi venivano, poi, riciclati attraverso l’utilizzo di una società che faceva confluire, attraverso l’home banking, le somme di denaro. La banda esercitava un controllo che ha fortemente inciso sul tessuto sociale della cittadina di Agropoli. Attraverso attività tecnico-intercettive e l’esecuzione di servizi dinamici di osservazione, integrati dall’acquisizione di informazioni testimoniali, è stato possibile appurare che gli indagati si sarebbero autofinanziati attraverso l’esecuzione di sistematici furti con destrezza compiuti presso gioiellerie presenti su tutto il territorio nazionale, l’esecuzione di furti all’interno di autovetture ed il riciclaggio dei proventi ottenuti, l’illecita introduzione nei circuiti bancari finalizzata all’accredito fraudolento di somme di denaro. «Siamo partiti da un’attività investigativa sui furti – ha spiegato il comandante provinciale Antonino Neosi – ma siamo riusciti a dimostrare che dietro c’era un’attività che andava ben oltre».

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Vino e cambiamenti climatici: l’allarme parte dal Cilento

di Luigi Martino

Sabato 1 dicembre 2018, a partire dalle ore 10.30, al museo di Paestum, si terrà la quarta edizione del Vino del Tuffatore realizzata in collaborazione con il consorzio tutela Vini di Salerno. Un’edizione diversa dalle precedenti, dedicata a un tema di grande attualità «La viticoltura salernitana tra cambiamenti climatici e tutela del paesaggio e della biodiversità».

«L’iniziativa fa valere il nostro motto – Ceci n’est pas un musée, questo non è un museo! – nel senso che esprime l’allargamento della fruizione del patrimonio archeologico su cui puntiamo. La viticoltura come parte integrante della Dieta Mediterranea è uno degli elementi che lega il nostro presente all’epoca della colonizzazione greca, e il fatto che ne parliamo nel museo con la possibilità di degustare vini cilentani e campani mi sembra un ottimo segno del rapporto intenso tra beni culturali e territorio» dichiara il direttore Zuchtriegel.

Un modello previsionale, elaborato da un gruppo di ricercatori, ha stimato i possibili impatti del cambiamento climatico sulla vitivinicoltura. Lo studio evidenzia il fatto che le regioni vinicole più importanti del mondo vedranno sensibilmente diminuire le loro aree coltivabili, un evento che obbligherebbe i viticoltori a piantare nuovi vigneti in ecosistemi precedentemente indisturbati, a latitudini più alte o altitudini più elevate, con specie vegetali e animali diverse.

«Il paesaggio si fa. Il paesaggio è il principale documento della nostra storia. E come la storia è il prodotto di avvenimenti, azioni, luoghi. Ma bastano conservazione e tutela a “fare il paesaggio”? Tutto cambia: il clima, le comunità, la tecnologia, le necessità. Quindi è importante idealizzare e ripensare il paesaggio, valorizzandone l’identità, le specificità e biodiversità» afferma il presidente del consorzio, Luigi Scorziello.

L’incontro si propone come occasione di confronto tra le più importanti realtà della filiera vitivinicola nella provincia di Salerno. Discutere e condividere idee e azioni per lo sviluppo del territorio e delle sue denominazioni di origine; definire ed adottare buone pratiche di intervento per la mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici e per la sostenibilità delle produzioni vitivinicole saranno gli obiettivi della giornata che si concluderà con l’adozione condivisa di un documento di indirizzo strategico per il comparto.

Nel pomeriggio nel Museo sarà possibile degustare i vini di 33 aziende associate al Consorzio di Tutela Vini Vita Salernum Vites che saranno presenti all’evento dalle ore 14.30 alle 20.00 e presenteranno i loro vini a marchio comunitario (Dop Cilento, Dop Castel San Lorenzo, Dop Costa d’Amalfi, Igp Paestum, Igp Colli di Salerno). A seguire, dalle ore 17.00, si terranno due seminari dedicati al vino, a cura del giornalista Luciano Pignataro e dellasommelier Maria Sarnataro, delegata AIS Campania.

L’iniziativa è inclusa nel biglietto d’ingresso al Parco, nell’abbonamento Paestum Mia e nella card Adotta un blocco.

Sito web: pae.promozione@beniculturali.it Tel. 0828811023 www.museopaestum.beniculturali.it

Facebook: Parco Archeologico Paestum Twitter: @paestumparco Instagram: paestumtempli

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La storia di Roccagloriosa rivive con l’attrice Biancarosa Di Ruocco

di Marianna Vallone

L’attrice Biancarosa Di Ruocco

«Fermati, viandante, e apprendi con animo grato le tristissime vicende che ha sofferto questa patria. Un’antichissima tradizione, ruderi e altri monumenti attestano che originariamente il paese era collocato nella zona di San Giacomo e fu completamente distrutto dai crotonesi, prima dell’era volgare. I superstiti si scelsero altro luogo, che Stilicone trovò adatto alla propria difesa e se ne appropriò. Perciò la città, dal nome di questo capitano, fu denominata Stilicona». I visitatori della Borsa Mediterranea del  Turismo archeologico di Paestum, città simbolo dell’Italia antica, sono stati sorpresi e catturati da Roccagloriosa in carne ed ossa.

Nello stand dedicato al comune ha preso vita la storia di Roccagloriosa nelle parole e nella rappresentazione dell’attrice Biancarosa Di Ruocco. L’idea nasce dalla volontà di portare tra la gente le bellezze di uno dei borghi più significativi del Cilento e promuoverlo in   modo originale e sorprendente. Così Roccagloriosa ha aperto le sue porte al pubblico della BTMA per rivivere la storia attraverso la distruzione nel 537 d.C. e quella del 1552, ad opera di Dragut Bassa, fino al 3 agosto 1806 quando «il paese subì ancora l’ultimo e misero destino, quando i francesi, entrando in questa terra con 6.000 fanti, per inaspettata aggressione ad essi opposta da stranieri, diedero il paese in preda alle fiamme».

Dal 15 al 18 novembre, Roccagloriosa ha messo in mostra alla Borsa archeologica di Paestum il suoricco patrimonio culturale, rappresentato dal sito archeologico, un’area ricca di testimonianze storiche, i cui reperti sono conservati nei due musei del paese: l’Antiquarium che custodisce i reperti risalenti al IV e al III sec. a.C., rinvenuti durante le diverse campagne di scavo all’interno dell’abitato e delle necropoli, e il Museo Antonella Fiammenghi nel quale sono conservati gli ori, i reperti più preziosi e suggestivi del sito lucano. L’evento ha visto coinvolti attivamente anche i cittadini del borgo cilentano, infatti le varie associazioni presenti sul territorio comunale sono state parte attiva all’interno dello stand, offrendo un notevole supporto. Lo spiega l’assessore alla Cultura, Anna Maria Felicia Nardo: «La partecipazione alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum ha rappresentato, per Roccagloriosa, una straordinaria occasione di promozione, una vetrina d’eccellenza per il patrimonio, ancora troppo sconosciuto, della nostra comunità. Lo stand, allestito con originalità e attenzione è stato visitato da centinaia e centinaia di persone, che sono rimaste entusiaste ed ammirate dalle nostre bellezze. Importanti, tra l’altro, sono stati i contatti intercorsi con i Gotha dell’Archeologia e del Turismo Culturale, le Istituzioni presenti, quali il Mibac, nonché con gli operatori turistici internazionali. Grande soddisfazione anche per la partecipazione della cittadinanza di Roccagloriosa all’evento». Sfoglia la gallery:
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Dodici mila visitatori e 300 relatori alla Bmta Paestum

di Luigi Martino

L’apertura della Bmta di Paestum
Un eccezionale crocevia di autorità, ricercatori e testimonial di livello internazionale, una straordinaria occasione di diplomazia culturale in cui il dialogo tra Paesi trova sempre più, di anno in anno, una sede privilegiata, un luogo unico di approfondimento e divulgazione per addetti ai lavori, operatori turistici e culturali, viaggiatori e appassionati. Si conferma un evento originale nel suo genere la Borsa mediterranea del turismo archeologico che si chiusa a Paestum. La XXI edizione, promossa e sostenuta da Regione Campania, Città di Capaccio Paestum, Parco archeologico di Paestum, ideata e organizzata dalla Leader srl con la direzione di Ugo Picarelli, ha attirato in quattro giorni – dal 15 al 18 novembre – oltre 12.000 visitatori tra il Centro espositivo del Savoy Hotel, il Parco archeologico, il Museo archeologico nazionale e la Basilica Paleocristiana, location della XXI edizione, oltre che 100 espositori di cui 20 Paesi esteri, circa 60 tra conferenze e incontri, 300 relatori, 120 operatori dell’offerta, 100 giornalisti accreditati. «L’alta qualità degli incontri, le proposte di collaborazioni future, l’immagine rinnovata del Salone espositivo, la cospicua partecipazione agli incontri B2B degli operatori turistici dell’offerta con i buyer esteri selezionati dall’Enit e con i buyer nazionali dell’Aidit di Federturismo, l’apprezzamento degli illustri relatori, l’alto numero di visitatori – ha dichiarato il fondatore e direttore della Borsa Ugo Picarelli – sono solo alcuni degli elementi che ci rendono soddisfatti per aver fatto crescere l’evento anche quest’anno». «La Borsa mediterranea del turismo archeologico, alla sua XXI edizione, si conferma l’unico, autorevole e riconosciuto appuntamento al mondo, per tutti coloro che lavorano nel campo del turismo culturale e dell’archeologia. Nello stesso tempo, resta volano di sviluppo per il territorio di Paestum, sito Unesco, e della regione Campania tutta. Uno dei più importanti obiettivi della Borsa, il confronto sul dialogo interculturale tra i popoli, si è concretizzato quest’anno nel gemellaggio tra i siti di Paestum e Palmira, la città siriana simbolo del patrimonio culturale minacciato dal terrorismo e negli accordi tra il Colosseo e il sito cambogiano di Angkor, che porteranno a un successivo gemellaggio», ha proseguito. «Inoltre, la presenza di ministri, ambasciatori, vertici dell’Unesco – ha sottolineato Ugo Picarelli – ha sancito le celebrazioni dei due ventennali: quelli dell’iscrizione nella lista del patrimonio dell’Umanità di Paestum e Troia. E ancora le ultime scoperte sulla spianata di Gerusalemme. Gli assessori alla Cultura e al Turismo della Regione Siciliana, Sebastiano Tusa e Sandro Pappalardo, hanno più volte sottolineato l’importanza di partecipare alla Borsa, per le opportunità che da alla loro Regione grazie al confronto sulla promozione delle destinazioni e sulla valorizzazione dei beni culturali. Concludo ringraziando la Regione Campania e il Comune di Capaccio Paestum per il sostegno che hanno ritenuto di riservare alla XXI edizione».
Il Salone della Bmta
Sono state 60 tra conferenze e incontri, con ben 300 relatori, che hanno offerto una ricchissima e ampia panoramica su più fronti, dagli ArcheoIncontri (la sezione dedicata alle conferenze stampa e alla presentazione di progetti, iniziative culturali, editoriali e multimediali), ad ArcheoLavoro (l’orientamento post diploma e post laurea con presentazione dell’offerta formativa a cura delle Università presenti nel Salone, la presentazione delle figure professionali e gli Incontri con i protagonisti dedicati a Scuole e Università, oltre alle Masterclass riservate ai diplomati a cura di Universitas Mercatorum), passando per ArcheoStartUp (in collaborazione con Re-Generation (Y)outh, con la presentazione delle nuove imprese culturali e progetti innovativi nelle attività archeologiche). Negli Incontri con i protagonisti, dedicati ai siti archeologici del mondo, il grande pubblico ha potuto ascoltare le relazioni di importanti archeologi e direttori di prestigiosi siti e musei. Grazie all’altissima attenzione della Borsa verso il dialogo interculturale quale valore universale delle identità e del Patrimonio culturale, condensata negli hashtag #pernondimenticare il Museo del Bardo, 18 marzo 2015, e #unite4heritage for Palmyra, Paestum ha potuto raccogliere anche quest’anno toccanti testimonianze: Moncef Ben Moussa, direttore del Museo del Bardo di Tunisi all’epoca dell’attentato del marzo 2015 (attuale direttore per lo Sviluppo dei Musei), Mouhamed Al Khaddour, presidente della Federazione delle Camere del turismo della Siria, l’archeologo Paolo Matthiae, Mohamad Saleh, ultimo direttore per il Turismo di Palmira, Omar Asaad, il figlio di Khaled al-Asaad, l’archeologo di Palmira che ha pagato con la vita la difesa del patrimonio culturale, cui è intitolato il Premio alle scoperte archeologiche più significative, andato quest’anno all’archeologo Benjamin Clèment per la ‘piccola Pompei francese’ di Vienne. Dal forte carattere internazionale la cerimonia di gemellaggio tra le città di Paestum e Palmira e la celebrazione del 20° anniversario dell’iscrizione nella Lista del Patrimonio mondiale dell’Umanità dell’Unesco dell’area archeologica di Paestum, alla presenza di Mounir Bouchenaki, consigliere speciale del direttore generale Unesco, e Irina Bokova, già direttore generale Unesco, cui è stato conferito il Premio Paestum Archeologia ‘Mario Napoli’ per il suo impegno alla valorizzazione del patrimonio culturale, alla promozione del turismo archeologico e al dialogo interculturale.

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Alunni liceo Vallo della Lucania a Btma Paestum, Iannuzzelli: «Ulteriore riconoscimento»

di Luigi Martino

Gli alunni alla Btma di Paestum
Gli alunni del liceo scientifico di Vallo della Lucania Leonardo da Vinci hanno preso parte alla prima giornata della Borsa Mediterranea del turismo Archeologico di Paestum, aprendo i lavori del convegno “Buone pratiche di orientamento e alternanza scuola lavoro per la promozione del turismo culturale” organizzato dall’U.s.r. Campania, alla presenza del direttore generale dell’U.s.r. Campania, LuisaFranzese; dell’assessore regionale allo Sviluppo e tromozione del Turismo, Corrado Matera; e del direttore del Parco archeologico di Paestum, Gabriel Zucktriegel. La manifestazione ha visto la partecipazione di nove scuole provenienti da tutta la regione, selezionate per la qualità dei percorsi di alternanza scuola-lavoro e di orientamento attivati sulle tematiche del territorio e dei beni culturali. Il dirigente scolastico, Antonio Iannuzzelli, evidenzia come «questo evento sia stato un ulteriore riconoscimento per il lavoro svolto dal corpo docente e dagli studenti del liceo scientifico di Vallo della Lucania che è da sempre un punto di riferimento culturale per tutto il territorio cilentano. Inoltre, ringrazia i responsabili dei parchi archeologici di Paestum e Velia e KibsLab-Fondazione Alario, che hanno reso possibile realizzazione dei progetti “Misuriamoci con i templi” e Scuola Viva Artigiano digitale: creare, immaginare innovare, presentati al convegno.  Due lavori altamente innovativi sulla digitalizzazione del patrimonio culturale di Paestum e Velia».

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Via alla XXI edizione Borsa Mediterranea turismo archeologico

di Luigi Martino

La grafica dell’edizione 2018

Tutto pronto per la ventunesima edizione della Borsa mediterranea del turismo archeologico, che si svolgerà a Paestum da giovedì 15 a domenica 18 novembre. La location per il salone espositivo, il programma conferenze e il workshop Enit e Aidit sarà il Centro espositivo del Savoy Hotel, a soli 2 km dal Parco Archeologico, dal Museo e dalla Basilica, dove avranno luogo le altre sezioni (ArcheoExperience, ArcheoLavoro, la Mostra ArcheoVirtual, le visite guidate). Istituzioni, enti, paesi esteri, Regioni, organizzazioni di categoria, associazioni professionali e culturali. Aziende e consorzi turistici saranno presenti nel salone espositivo, per vivere da protagonisti quattro giorni.

La Bmta, promossa e sostenuta da Regione Campania, Città di Capaccio Paestum, Parco Archeologico di Paestum, ideata e organizzata dalla Leader srl con la direzione di Ugo Picarelli, si conferma un evento originale nel suo genere: luogo di approfondimento e divulgazione di temi dedicati al turismo culturale e al patrimonio; occasione di incontro per gli addetti ai lavori, gli operatori turistici e culturali, i viaggiatori, gli appassionati; un format di successo testimoniato dalle prestigiose collaborazioni di organismi internazionali quali Unesco e Unwto oltre che da 12.000 visitatori, 100 espositori di cui 20 Paesi esteri, circa 60 tra conferenze e incontri, 300 relatori, 120 operatori dell’offerta, 100 giornalisti accreditati.

Si celebrerà il 20° anniversario dell’iscrizione nella Lista del Patrimonio mondiale dell’Umanità dell’Unesco dell’area archeologica di Paestum e di Troia. Protagonisti, inoltre, saranno le Grotte di Chauvet e Lascaux a rappresentare il grande successo della Preistoria in Francia e il sito di Angkor. Nell’ambito del dialogo interculturale, sarà presentata ufficialmente l’Associazione internazionale ‘Amici di Palmira’ e Paestum salderà il suo legame con la città siriana attraverso un gemellaggio.

ArcheoVirtual, Mostra e Workshop internazionali dedicati alle tecnologie multimediali, interattive e virtuali in collaborazione con Cnr Itabc-Istituto per le tecnologie applicate ai beni culturali, presenterà lo stato dell’arte del digitale nei musei e nei parchi archeologici.

Numerose le sezioni speciali: ArcheoExperience Laboratori e Rievocazioni nella più grande rassegna di Archeologia sperimentale in Italia; ArcheoIncontri conferenze stampa e presentazioni di progetti culturali e di sviluppo territoriale; ArcheoLavoro orientamento post diploma e post laurea con la presentazione dell’offerta formativa, a cura delle Università presenti nel Salone, e delle figure professionali; ArcheoStartUp in cui si presentano nuove imprese culturali e progetti innovativi nel turismo culturale e nella valorizzazione dei beni archeologici; Incontri con i protagonisti nei quali il grande pubblico interviene con importanti archeologi e i noti divulgatori della Tv; Premio ‘Antonella Fiammenghi’ per la migliore tesi di laurea sul turismo archeologico; Premio ‘Paestum Archeologia’ assegnato da sempre a coloro che contribuiscono alla valorizzazione del patrimonio culturale; visite guidate ed educational per giornalisti e visitatori.

Una foto dell’edizione 2016 della Btma di Paestum

Ancora, l’International Archaeological Discovery AwardKhaled al-Asaad‘ – il Premio intitolato a Khaled al-Asaad, direttore dell’area archeologica e del Museo di Palmira dal 1963 al 2003, che ha pagato con la vita la difesa del patrimonio culturale – premierà, nella sua 4a edizione, la scoperta archeologica dell’anno. E’ l’unico riconoscimento a livello mondiale dedicato al mondo dell’archeologia e in particolare ai suoi protagonisti, gli archeologi, che con sacrificio, dedizione, competenza e ricerca scientifica affrontano quotidianamente il loro compito nella doppia veste di studiosi del passato e di professionisti a servizio del territorio.

La Borsa mediterranea del turismo archeologico e Archeo, la prima testata archeologica italiana, infatti, hanno inteso dare il giusto tributo alle scoperte archeologiche attraverso un Premio annuale assegnato in collaborazione con le testate internazionali, tradizionali media partner della Borsa: Antike Welt (Germania), as. Archäologie der Schweiz (Svizzera), Current Archaeology (Regno Unito), Dossiers d’Archéologie (Francia). Nella 1a edizione (2015) il Premio è stato assegnato a Katerina Peristeri per la Tomba di Amphipolis (Grecia); la 2a edizione (2016) all’Inrap-Institut National de Recherches Archéologiques Préventives (Francia), nella persona del presidente Dominique Garcia, per la scoperta della Tomba celtica di Lavau; nel 2017 a Peter Pfälzner, direttore della missione archeologica che ha scoperto la città dell’Età del Bronzo presso il villaggio di Bassetki nel Nord dell’Iraq.

Le cinque scoperte del 2017 candidate alla vittoria erano: Egitto, il ginnasio ellenistico ad Al Fayoum; Francia, la ‘piccola Pompei francese’ di Vienne; Iraq, il più antico porto di una città sumerica ad Abu Tbeirah; Italia, la Domus del Centurione dagli scavi della metro C a Roma; Tunisia, la città romana sommersa nel golfo di Hammamet. Vincitrice è risultata la ‘piccola Pompei francese’ di Vienne (sulle sponde del Rodano, a circa 30 km a Sud di Lione), una città romana di circa 7.000 mq abitata dal I secolo d.C., con ville di lusso arredate con mosaici, statue monumentali e uffici pubblici, esistita per tre secoli e distrutta da una serie di incendi improvvisi.

Il Premio sarà consegnato a Benjamin Clément, il ricercatore associato presso il Laboratorio ArAr Archéologie et Archéométrie dell’Università di Lione, che guida i lavori, venerdì 16 novembre, alla presenza di Omar, archeologo e figlio di Khaled al-Asaad. Per l’archeologo Clément si tratta «senza dubbio del ritrovamento di un sito romano più importante degli ultimi 40 o 50 anni». Lo ‘Special Award’, il Premio alla scoperta con il maggior consenso sulla pagina Facebook della Bmta, è assegnato al più antico porto di una città sumerica, rinvenuto ad Abu Tbeirah in Iraq da parte della missione archeologica italo-irachena, diretta da Franco D’Agostino e Licia Romano dell’Università ‘Sapienza’ di Roma.

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Nossiter a Paestum per il suo ultimo film: «Mi commuovo»

di Luigi Martino

Nossiter tra i Templi di Paestum
Il Parco Archeologico di Paestum è il set del nuovo film di Jonathan Nossiter dal titolo ‘Last Words’ con Nick Nolte e Charlotte Rampling, Stellan Skarsgard e Alba Rohrwacher. Un cast di tutto rispetto. La trama La pellicola sarà basata su un romanzo di Santiago Amigorena, ambientato nell’anno 2086 in uno scenario post-apocalittico in cui gli ultimi uomini, sopravvissuti alle catastrofi ambientali, si rifugiano all’ombra di antichi templi per ritornare alla bellezza di un mondo che è ormai distrutto dalla plastica, dall’inquinamento, dalle guerre e da altri disastri. La dichiarazione «Ringraziare non è la parola giusta – dichiara il regista Nossiter –. Da parte mia, degli attori, di Nick Nolte, di tutti gli artigiani impiegati nelle riprese c’è un riconoscimento profondo e commosso per l’opportunità unica che ci è stata data. Paestum, sito unico al mondo, ci commuove; qui, come in nessun altro posto, c’è la testimonianza tangibile della cultura classica che sopravvive alle barbarie umane». La parte del racconto ambientata a Paestum sarà girata nelle prossime settimane, fino al 4 dicembre, e l’uscita del film, prodotto da Stemal Entertainment e Rai Cinema, è prevista nel 2019.

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Le Trabe, Marco Rispo è il nuovo chef

di Luigi Martino

Marco Rispo, chef
Dopo anni di esperienze in giro per l’Italia e all’estero, Marco Rispo torna a casa e punta tutto sulla Campania, la sua terra d’origine. Sceglie Le Trabe, rinomato ristorante una Stella Michelin del Cilento, a Paestum, dei fratelli Antonio e Raffaele Chiacchiero, per canalizzare tutte le sue energie e dedicarsi a un progetto che porti la sua firma dall’antipasto al dolce. Marco Rispo svelerà le sue novità in vista della riapertura del ristorante la sera del 14 novembre. «L’esperienza al Piccolo Lago – dichiara Marco Rispo – a Verbania (due Stelle Michelin) al fianco di Marco Sacco, demiurgo nella preparazione dei pesci di lago, mi ha arricchito enormemente, ma ho sentito forte dentro di me una voglia di ritornare alle origini e guidare un progetto in cui far convergere tutte le esperienze accumulate in questi ultimi anni. Studio, gavetta in giro per l’Europa, sempre al fianco di veri Maestri della cucina, mi hanno fortemente segnato. Adesso sento il bisogno di ritornare nella mia terra, che per me non ha rivali in termini di varietà di materie prime e di tradizione, mettere a frutto le mie esperienze e concentrarmi sulla creazione di piatti che m’identifichino e nel contempo rispettino le radici e il contesto in cui nascono, la Campania».
Le Trabe, Paestum
Dopo vent’anni di esperienze acquisite al fianco di ‘stelle’ del firmamento gastronomico come Ernesto Iaccarino, del Don Alfonso, due stelle Michelin, da Zaranda a Madrid due stelle Michelin al fianco di Fernando Arellano, oppure con il maestro Lino Scarallo, chef patron di Palazzo Petrucci (una stella Michelin), e infine con Marco Sacco, al Piccolo Lago (due stelle Michelin), Marco Rispo sogna un ritorno a casa, alle origini della cucina mediterranea e ai suoi dogmi, a una cucina impreziosita dalle sue esperienze in giro per il mondo, creativa ma fortemente identitaria.

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Maltempo, piana del Sele in ginocchio: danni per milioni

di Luigi Martino

Un uliveto allagato
Si concentra nelle campagne un terzo dei danni provocati dal maltempo in Italia con raffiche di vento, nubifragi, esondazioni, trombe d’aria e grandinate che hanno colpito pesantemente l’agricoltura e le foreste con un conto di circa un miliardo di euro tra ulivi secolari sradicati, boschi decimati, coltivazioni distrutte, semine perdute, campi allagati, muri crollati, serre abbattute, stalle ed edifici rurali scoperchiati e animali morti o dispersi, ma anche problemi alla viabilità provocati da frane e smottamenti. E` quanto emerge dal primo bilancio della Coldiretti che ha convocato la task force sull’emergenza maltempo in occasione dell’Assemblea elettiva della maggiore organizzazione degli agricoltori in Europa. L’ondata di maltempo ha colpito tutto il territorio regionale della Campania. I problemi maggiori sono stati causati soprattutto dalle forti raffiche di vento che – sottolinea la Coldiretti – hanno fatto registrare danni diffusi alle coperture delle serre, in particolar modo nella Piana del Sele in provincia di Salerno, dove risultano colpiti con diversa intensità circa tremila ettari di serre. Le raffiche di Scirocco hanno causato in molti casi la caduta prematura di frutti di stagione, soprattutto cachi, kiwi e mele. Anche le olive ancora non raccolte sono state scrollate giù dagli alberi. La furia del vento in alcuni casi ha sradicato alberi da frutto. E’ ancora allerta su tutto il territorio. Le sedi della Protezione Civile restano in guardia. I sindaci hanno emanato lo stato di allerta. I fiumi sono sotto controllo. Il mare – per fortuna – non si è alzato.

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