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Musica jazz tra i templi di Paestum, con l’Ensemble del maestro Sandro Deidda

di Marianna Vallone

Penultimo appuntamento al Parco Archeologico di Paestum con le aperture serali, un ciclo di appuntamenti straordinari sotto le stelle, promosso dalla Regione Campania con il supporto di Scabec, Società campana beni culturali, che guida i visitatori in suggestivi incontri sotto il manto delle stelle sulla traccia dei miti e delle costellazioni.

Da venerdì 30 agosto a domenica 1 settembre risuonano le note dell’Ensemble jazz diretto dal Maestro Sandro Deidda. L’idea è quella di raccontare il Sud, da millenni filtro di tutte le Civiltà del Mediterraneo, con i suoi ritmi febbrili, i rituali eternamente sospesi tra fede e magia, e la scena musicale che, grazie a personaggi come Pino Daniele, vero e proprio “paladino” della fusion, negli ultimi decenni, è riuscita a incontrare, o addirittura fondersi, con musiche generatesi in altre realtà metropolitane, come il blues, il funky, il soul, fondendo consapevolmente culture e linguaggi differenti, da Oriente a Occidente, fino a rappresentare la quintessenza della cultura latina. L’orchestra rivisiterà in chiave jazz una serie di successi da Bennato a Carosone, da D’Angiò a Mattone. Chiude il ciclo di incontri l’ensemble di percussion i diretta dal Maestro Paolo Cimmino live ai templi dal 5 all’8 settembre.


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Enigma Paestum, si scava nella Casa dei Sacerdoti

di Luigi Martino

Sono partiti gli scavi in uno degli edifici più enigmatici dell’area archeologica di Paestum: si tratta della ‘Casa dei Sacerdoti’, una struttura d iincerta funzione, situata davanti al tempio di Nettuno. Anche in questo caso ci sarà la possibilità di visitare il cantiere: ogni giorno, dal lunedì al venerdì, tra le 11,30 e le 12, il personale specializzato del Parco aggiornerà i visitatori sulle indagini in corso. Fin dal momento della sua scoperta, l’edificio ha destato grande interesse da parte degli archeologi, proprio per la sua posizione privilegiata rispetto al grande tempio greco a cui doveva collegarsi in relazione ai rituali che si svolgevano nel santuario meridionale. Gli studiosi, forse condizionati dalla più moderna relazione tra luogo sacro e casa canonica, hanno ipotizzato si trattasse di un ambiente privato, un’abitazione destinata al ‘personale’ dei santuari, in primis sacerdotesse esacerdoti. Con lo scavo, il Parco Archeologico di Paestum si pone l’obiettivo di far chiarezza sulla funzione dell’edificio e, più in generale, sul contesto sacro in cui esso è ubicato. «La storia di questo edificio þ lunga e complessa – dice il direttore Gabriel Zuchtriegel -. La sua ubicazione, centrale rispetto al santuario meridionale, stimola la nostra attenzione, tanto da inserire lo scavo nel più ampio programma di ricerche archeologiche nella città di Poseidonia-Paestum. Analogamente a quanto stiamo facendo negli isolati abitativi greci per ricostruire la vita quotidiana dell’antica polis magno-greca, con lo scavo vogliamo colmare una grande lacuna nelle nostre conoscenze sull’area sacra e sui rituali che si svolgevano all’ombra dei templi».

Lo scavo appena iniziato è stato in parte reso possibile grazie ad una raccolta fondi, organizzata da Barbara Guerra e Albert Sapere, ideatori e curatori del Congresso Internazionale di cucina d’autore LSDM, che lo scorso mese di luglio hanno organizzato una cena a Paestum con tre chef di fama internazionale. «Il Parco ha raggiunto degli ottimi risultati in termini di fundraising – continua Zuchtriegel – in 3 anni sono stati raccolti 300.000 euro tra donazioni e sponsorizzazioni. Queste somme sono state impiegate per importanti attività a sostegno della tutela e valorizzazione del museo e dell’area archeologica di Paestum, come restauri e borse di studio per ricercatori. Lo scavo della “Casa dei Sacerdoti” è uno dei tanti esempi positivi che dimostra il fruttuoso successo della collaborazione tra pubblico e privato».

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Paestum al chiaro di luna, visite al Parco di notte con lanterne

di Luigi Martino

Salerno si illumina, Paestum spegne le luci “Paestum al chiaro di luna” è la proposta del Parco Archeologico di Paestum e della Fondazione “Giambattista Vico” di Vatolla per le festività natalizie: dal 21 al 31 dicembre 2018, all’imbrunire, visite al Santuario Meridionale. Se nelle più grandi città abbondano luminarie e addobbi, a Paestum si spengono le luci e si passeggia tra i templi illuminati dalla luce naturale notturna e dalle fiammelle di piccole lanterne portate in mano dai visitatori. “La proposta di un’esperienza di visita al chiaro di luna restituisce la sacralità di un luogo magico come Paestum – dichiara Tiziana Maffei, presidente ICOM Italia – La scelta di non illuminare i templi dall’interno può apparire oggi controtendenza, ma in realtà rivela coraggio e coerenza non solo dal punto di vista ambientale. In quest’Italia schiacciata dall’inquinamento luminoso, purtroppo, la sapienza del passato nell’utilizzare la luce naturale a sostegno della sintassi architettonica, è stata letteralmente sopraffatta dal desiderio di vivere in ore notturne i luoghi della cultura. Dovremo cogliere l’iniziativa del Parco Archeologico di Paestum per aprire una riflessione sul ruolo della luce quale dispositivo museografico territoriale nella messa in scena notturna di architetture e paesaggi culturali”. Oltre alle visite nell’area archeologica, sarà possibile ammirare nel museo il quadro “Paestum al chiaro di luna”, dipinto da Antonio Coppola negli anni 1880/90, e concesso dalla fondazione Vico. «E’ con fierezza che la Fondazione “G. Vico” collabora con il Parco Archeologico di Paestum per la realizzazione di questa iniziativa – afferma il presidente Vincenzo Pepe – essa è un importante esempio di sinergia tra gli enti pubblici e gli altri soggetti “minori” impegnati sul territorio. Collaborare con il grande attrattore del Parco del Cilento è fondamentale per chi quotidianamente si occupa della promozione e valorizzazione del territorio cilentano. L’intento è utilizzare la fama di Paestum come volano per la conoscenza delle altre realtà locali che meritano altrettanta visibilità, proprio come i quadri del Grand Tour esposti nel museo Acropolis di Agropoli». Oltre allo scenario naturale, la visita sarà resa ancora più suggestiva dalle lanterne che i visitatori ritireranno presso l’ingresso di “Porta principale”, di fronte al tempio di Nettuno. «Il tentativo dell’esposizione – afferma il direttore Gabriel Zuchtriegel – è quello di rievocare il fascino del sito sotto il cielo notturno in un periodo in cui i monumenti ancora non si illuminavano con impianti a luce elettrica. Negli ultimi decenni è divenuto sempre più difficile rivivere tale esperienza, perciò abbiamo deciso di spegnere l’illuminazione esterna dei templi del santuario meridionale per permettere la visita “al chiaro di luna”, con la sola illuminazione di lanterne». Info: Paestum al chiaro di luna, visite all’imbrunire al santuario meridionale. Inaugurazione 21 dicembre 2018, alle ore 17:00. Tutti i giorni, all’imbrunire, dal 21 al 31 dicembre 2018, appuntamento al museo. Iniziativa inclusa nel biglietto di ingresso al Parco, nel biglietto annuale Paestum Mia e nella card Adotta un blocco. Apri la locandina dell’evento:

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Via alla XXI edizione Borsa Mediterranea turismo archeologico

di Luigi Martino

La grafica dell’edizione 2018

Tutto pronto per la ventunesima edizione della Borsa mediterranea del turismo archeologico, che si svolgerà a Paestum da giovedì 15 a domenica 18 novembre. La location per il salone espositivo, il programma conferenze e il workshop Enit e Aidit sarà il Centro espositivo del Savoy Hotel, a soli 2 km dal Parco Archeologico, dal Museo e dalla Basilica, dove avranno luogo le altre sezioni (ArcheoExperience, ArcheoLavoro, la Mostra ArcheoVirtual, le visite guidate). Istituzioni, enti, paesi esteri, Regioni, organizzazioni di categoria, associazioni professionali e culturali. Aziende e consorzi turistici saranno presenti nel salone espositivo, per vivere da protagonisti quattro giorni.

La Bmta, promossa e sostenuta da Regione Campania, Città di Capaccio Paestum, Parco Archeologico di Paestum, ideata e organizzata dalla Leader srl con la direzione di Ugo Picarelli, si conferma un evento originale nel suo genere: luogo di approfondimento e divulgazione di temi dedicati al turismo culturale e al patrimonio; occasione di incontro per gli addetti ai lavori, gli operatori turistici e culturali, i viaggiatori, gli appassionati; un format di successo testimoniato dalle prestigiose collaborazioni di organismi internazionali quali Unesco e Unwto oltre che da 12.000 visitatori, 100 espositori di cui 20 Paesi esteri, circa 60 tra conferenze e incontri, 300 relatori, 120 operatori dell’offerta, 100 giornalisti accreditati.

Si celebrerà il 20° anniversario dell’iscrizione nella Lista del Patrimonio mondiale dell’Umanità dell’Unesco dell’area archeologica di Paestum e di Troia. Protagonisti, inoltre, saranno le Grotte di Chauvet e Lascaux a rappresentare il grande successo della Preistoria in Francia e il sito di Angkor. Nell’ambito del dialogo interculturale, sarà presentata ufficialmente l’Associazione internazionale ‘Amici di Palmira’ e Paestum salderà il suo legame con la città siriana attraverso un gemellaggio.

ArcheoVirtual, Mostra e Workshop internazionali dedicati alle tecnologie multimediali, interattive e virtuali in collaborazione con Cnr Itabc-Istituto per le tecnologie applicate ai beni culturali, presenterà lo stato dell’arte del digitale nei musei e nei parchi archeologici.

Numerose le sezioni speciali: ArcheoExperience Laboratori e Rievocazioni nella più grande rassegna di Archeologia sperimentale in Italia; ArcheoIncontri conferenze stampa e presentazioni di progetti culturali e di sviluppo territoriale; ArcheoLavoro orientamento post diploma e post laurea con la presentazione dell’offerta formativa, a cura delle Università presenti nel Salone, e delle figure professionali; ArcheoStartUp in cui si presentano nuove imprese culturali e progetti innovativi nel turismo culturale e nella valorizzazione dei beni archeologici; Incontri con i protagonisti nei quali il grande pubblico interviene con importanti archeologi e i noti divulgatori della Tv; Premio ‘Antonella Fiammenghi’ per la migliore tesi di laurea sul turismo archeologico; Premio ‘Paestum Archeologia’ assegnato da sempre a coloro che contribuiscono alla valorizzazione del patrimonio culturale; visite guidate ed educational per giornalisti e visitatori.

Una foto dell’edizione 2016 della Btma di Paestum

Ancora, l’International Archaeological Discovery AwardKhaled al-Asaad‘ – il Premio intitolato a Khaled al-Asaad, direttore dell’area archeologica e del Museo di Palmira dal 1963 al 2003, che ha pagato con la vita la difesa del patrimonio culturale – premierà, nella sua 4a edizione, la scoperta archeologica dell’anno. E’ l’unico riconoscimento a livello mondiale dedicato al mondo dell’archeologia e in particolare ai suoi protagonisti, gli archeologi, che con sacrificio, dedizione, competenza e ricerca scientifica affrontano quotidianamente il loro compito nella doppia veste di studiosi del passato e di professionisti a servizio del territorio.

La Borsa mediterranea del turismo archeologico e Archeo, la prima testata archeologica italiana, infatti, hanno inteso dare il giusto tributo alle scoperte archeologiche attraverso un Premio annuale assegnato in collaborazione con le testate internazionali, tradizionali media partner della Borsa: Antike Welt (Germania), as. Archäologie der Schweiz (Svizzera), Current Archaeology (Regno Unito), Dossiers d’Archéologie (Francia). Nella 1a edizione (2015) il Premio è stato assegnato a Katerina Peristeri per la Tomba di Amphipolis (Grecia); la 2a edizione (2016) all’Inrap-Institut National de Recherches Archéologiques Préventives (Francia), nella persona del presidente Dominique Garcia, per la scoperta della Tomba celtica di Lavau; nel 2017 a Peter Pfälzner, direttore della missione archeologica che ha scoperto la città dell’Età del Bronzo presso il villaggio di Bassetki nel Nord dell’Iraq.

Le cinque scoperte del 2017 candidate alla vittoria erano: Egitto, il ginnasio ellenistico ad Al Fayoum; Francia, la ‘piccola Pompei francese’ di Vienne; Iraq, il più antico porto di una città sumerica ad Abu Tbeirah; Italia, la Domus del Centurione dagli scavi della metro C a Roma; Tunisia, la città romana sommersa nel golfo di Hammamet. Vincitrice è risultata la ‘piccola Pompei francese’ di Vienne (sulle sponde del Rodano, a circa 30 km a Sud di Lione), una città romana di circa 7.000 mq abitata dal I secolo d.C., con ville di lusso arredate con mosaici, statue monumentali e uffici pubblici, esistita per tre secoli e distrutta da una serie di incendi improvvisi.

Il Premio sarà consegnato a Benjamin Clément, il ricercatore associato presso il Laboratorio ArAr Archéologie et Archéométrie dell’Università di Lione, che guida i lavori, venerdì 16 novembre, alla presenza di Omar, archeologo e figlio di Khaled al-Asaad. Per l’archeologo Clément si tratta «senza dubbio del ritrovamento di un sito romano più importante degli ultimi 40 o 50 anni». Lo ‘Special Award’, il Premio alla scoperta con il maggior consenso sulla pagina Facebook della Bmta, è assegnato al più antico porto di una città sumerica, rinvenuto ad Abu Tbeirah in Iraq da parte della missione archeologica italo-irachena, diretta da Franco D’Agostino e Licia Romano dell’Università ‘Sapienza’ di Roma.

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