• Home
  • parco nazionale del cilento

Tag: parco nazionale del cilento

Il centro storico di Alfano è una meravigliosa scoperta

di Luigi Martino

Di origine medievale, è documentato per la prima volta nel 1309, Alfano è un piccolo centro del Cilento popolato da un migliaio di abitanti. Qualcosa in più e non in meno. Dopo essere stato feudo dei Sanseverino e in seguito proprietà del demanio regio, nel 1588 Alfano fu acquistata da Paolo Brancaccio. Dal 1619 il feudo passò ai Bernalla che lo possedettero quasi ininterrottamente fino al XVIII secolo. Poi la svolta: dal 1811 al 1860 ha fatto parte del circondario di Laurito, appartenente al Distretto di Vallo del Regno delle Due Sicilie, e dal 1860 al 1927, durante il Regno d’Italia ha fatto parte del mandamento di Laurito, appartenente al Circondario di Vallo della Lucania. Oggi è un piccolo borgo arroccato lungo le propaggini meridionali del monte Gelbison. Piccolo ma ricco di storia e di sorprese belle. C’è chi ama scoprirlo in un freddo mattino d’inverno, quando l’alba sa’ di brina e la neve colora la cornice di questo quadro fiabesco. C’è chi invece, come noi, si fa accompagnare per mano tra le stradine di questo scrigno magico, con l’aiuto di Fabiana Gerardo, una studentessa che possiede un dono fantastico: sa’ raccontare storie attraverso immagini bellissime. Ci ha regalato questa galleria. A dire il vero ce ne ha regalate anche altre, che pubblicheremo a breve. Intanto vi conviene godervi questa e, perchè no, vi converrebbe, ancor di più, raggiungere Alfano e scoprire l’essenza che l’avvolge.

©Riproduzione riservata



Cilento, sboccia il simbolo del Parco: ecco la primula in tutto il suo splendore

di Luigi Martino

Si apre e da’ il benvenuto alla primavera. E’ la Primula Palinuri, simbolo del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni che oggi è stata fotografata da Andrea Sorrentino a Scario, lungo le pendici della Costa della Masseta, area marina protetta.

©Riproduzione riservata



Carciofo Bianco, nasce la rete dei produttori

di Marianna Vallone

Favorire la produzione e promuoverne il consumo, sostenere lo sviluppo agricolo dell’area ed entrare direttamente in contatto con i consumatori finali. Sono questi, in breve, gli obiettivi della Rete dei Produttori del Carciofo Bianco del Tanagro, nata il 7 maggio 2018, che ha già ottenuto il Marchio di qualità del Parco Nazionale del Cilento, del Vallo di Diano e degli Alburni.

Undici i soci, ognuno titolare di un’azienda agricola nel comune di Auletta per un totale di 50 ettari. Un gruppo di amici che – negli anni – sono cresciuti attorno al carciofo bianco in quanto simbolo di riscatto per un territorio fortemente vocato all’agricoltura, ma in cui questa coltivazione si è salvata grazie a qualche piccolo orto familiare.

Un carciofo fuori dal comune: di colore verde chiaro, senza spine, molto tenero e a tendenza dolce. Un dono che arriva chissà da dove e che ha trovato in 4 piccoli comuni della Valle del Tanagro il suo clima ideale. La realizzazione di una Rete di Produttori e di un marchio comune rappresenta il risultato finale di un percorso di valorizzazione e sostegno del carciofo bianco iniziato ben 10 anni fa.

L’impegno per la stagione alle porte, che partirà da metà aprile e raggiungerà metà maggio, sarà uscire per la prima volta con prodotto fresco e trasformato sotto un unico marchio. Spesso la difficoltà dei prodotti di nicchia sta nell’impossibilità di mettere in connessione produttori e consumatori, rendendo – di fatto – introvabile gli stessi.

Ecco che da ora in poi la Rete dei Produttori del Carciofo Bianco del Tanagro sarà facilmente rintracciabile sia attraverso un numero attivo che lancerà offerte e prenderà ordini tramite WhatsApp  al numero 375.5672597 che attraverso un sito web. Quest’ultimo – all’indirizzo www.carciofobiancodeltanagro.shop – fungerà sia da shop on-line che da canale informativo ufficiale. I soci, impegnati in un’agricoltura etica ed attenta all’ecosistema, si impegneranno in prima persona a dare notizie sul proprio prodotto e ad accogliere in campo chi lo desiderasse.

Ecco chi sono: Donatina Addesso, Vincenza D’Elia, Giuseppe Lupo, Nicola Perretta, Vincenzo Perretta, Luigi Scaffa, Marianna De Paola, Marco Natiello, Domenico Cupo, Nicolangelo Caggiano, Azienda Agricola Scherzi di Grano.

©Riproduzione riservata



Entra nel vivo il progetto di educazione ambientale del Parco ‘Acqua sì ma plastic free’

di Marianna Vallone

Dopo la presentazione del progetto “Acqua sì ma plastic free’, svoltasi il 5 dicembre, presso il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, alla presenza dei ministri del Miur Marco Bussetti e dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, Sergio Costa, durante la quale si è tenuta la sottoscrizione del protocollo d’intesa tra Regione Campania, Consac gestioni idriche spa, Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni e Legambiente Campania, mirante al corretto utilizzo dell’acqua potabile ed alla riduzione del consumo di plastica, il programma entra nel vivo.

Il programma ‘Acqua sì…ma Plastic Free’ ha finalità civico – educative, partendo dal basso e promuovendo nei più giovani il corretto utilizzo dell’acqua potabile, limitando la circolazione di plastica e di prodotti monouso. Saranno coinvolti attivamente 13.000 alunni delle scuole dell’infanzia e primarie del Cilento e Vallo di Diano, a cui, nell’ambito di attività e percorsi didattici specifici, saranno distribuite altrettante borracce in alluminio riutilizzabili.

Con questa azione informativa, volta alla educazione e sensibilizzazione di un’ampia fascia della popolazione, si stima, un abbattimento di 9,5 milioni di pezzi di plastica in tutto, risparmiati all’ambiente in un solo anno, nel territorio del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.

Questa mattina, presso la sede del Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni, è prevista una conferenza stampa congiunta Parco – Consac – Legambiente Campania, per il lancio della campagna di sensibilizzazione sul nostro territorio. Saranno distribuite le borracce ai dipendenti degli enti partners che, pur avendo già formalmente deliberato in tal senso proclamandosi “Plastic Free”, mirano a dare “il buon esempio” con azioni quotidiane.

La giornata prosegue con ulteriori incontri nelle scuole del Cilento.

In mattinata, presso la scuola primaria di Velina dell’I.C. di Casal Velino, i Presidenti di Legambiente, Michele Buonomo, del Consac, Gennaro Maione, del Parco NCVDA, Tommaso Pellegrino, il Sindaco di Castelnuovo Cilento, Eros La Maida, alla presenza della Dirigente Prof.ssa Maria Masella, dello staff di progetto e del corpo docenti consegneranno le borracce ai bambini per sensibilizzarli alla riduzione dell’uso della plastica.

Nel pomeriggio, presso la Direzione Didattica “A. Moro”, alla presenza del Dirigente Scolastico Prof. Nicola Iavarone, i soggetti promotori dell’iniziativa presenteranno al collegio dei docenti questo importante quanto ambizioso progetto di educazione ambientale, che ha ricevuto il patrocinio ed il sostegno del Ministero dell’Ambiente e della Regione Campania.

Per ulteriori informazioni relative al progetto è possibile visitare la pagina https://www.acquasimaplasticfree.it/

©Riproduzione riservata



Pugno duro del Parco del Cilento: contributi solo a eventi senza plastica

di Marianna Vallone

Tommaso Pellegrino, presidente del Parco
Patrocini e contributi solo agli eventi “plastic free”. Una decisione del Parco che segna un nuovo percorso anche per eventi e manifestazioni. L’ultimo consiglio direttivo del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni ha segnato un cambio di passo importante per la concessione di finanziamenti e di patrocini da parte dell’Ente. Con una modifica al regolamento, il Parco nazionale finanzierà e concederà il proprio patrocinio e i contributi soltanto per le iniziative che si dichiareranno ‘Plastic Free’. «In coerenza con il percorso intrapreso finora abbiamo deliberato di non concedere il nostro patrocinio a chi non rispetta l’ambiente – lo dichiara il Presidente del Pncvda, Tommaso Pellegrino -. È abitudine frequente l’utilizzo di materiale di plastica per la somministrazione di alimenti e bevande durante eventi e manifestazioni ricadenti nell’area di competenza dell’Ente. Dobbiamo rendere concreto il concetto di Parco “plastic free” ovunque sia visibile il nostro marchio. Da questo momento il cambio di rotta è attivo e chi richiederà il patrocinio o i contributi dovrà attenersi a questa buona pratica eliminando la plastica dai propri eventi». L’Ente, dunque, chiederà una sottoscrizione autocertificata in cui si dichiara che l’evento in questione è “Plastic Free” con controlli a campione per verificare la veridicità di quanto dichiarato. Per i trasgressori ci sarà il decadimento del finanziamento o del patrocinio concesso. Il provvedimento va nella direzione di contribuire a tutelare lo straordinario patrimonio ambientale di cui è ricco il Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni.

©Riproduzione riservata



Ambiente, 50mila alunni coinvolti in campagna sensibilizzazione

di Luigi Martino

Con 800 istituti scolastici e quasi 55mila alunni coinvolti in tutta Italia, è stata un successo la campagna nazionale di sensibilizzazione ambientale realizzata nel corso del 2018 dal Corpo delle capitanerie di porto – Guardia Costiera. Presentando i risultati nella sede del ministero dell’Ambiente, il comandante generale del Corpo, Giovanni Pettorino, ha spiegato: «La tutela dell’ambiente marino è uno dei compiti principali che la Guardia Costiera svolge alle dirette dipendenze del ministero dell’Ambiente e questa campagna è stata estremamente importante perchè ha coinvolto oltre 50mila alunni e impegnato 1900 militari del Corpo che hanno svolto più di 700 conferenze in oltre 800 istituti scolastici. Si tratta di un passo importantissimo perchè portare la cultura del mare nelle giovani generazioni e’ un aiuto che diamo a noi tutti per un futuro migliore, per far sì che ci sia un ambiente non inquinato, necessario per vivere meglio. E’ una campagna estremamente importante che ci auguriamo possa diventare un appuntamento consolidato».

Alla presentazione hanno partecipato anche i ministri dell’Ambiente, Sergio Costa, e dell’Istruzione, Marco Bussetti. «Con questa campagna – ha sottolineato Costa – il personale della Guardia Costiera ha profuso uno straordinario impegno nell’educazione ambientale, comunicando alle nuove generazioni l’importanza di quanto sia necessario prendersi cura oggi di quella risorsa preziosa che è l’ambiente. Il nostro obiettivo rimane quello di rafforzare l’educazione ambientale nelle scuole, come abbiamo iniziato a fare grazie a un Protocollo siglato con il Miur. I risultati raggiunti dalla campagna 2018 – ha concluso il ministro – sono stati estremamente positivi e nel 2019 andremo oltre, ripetendo quanto fatto l’anno scorso, ma con il progetto ‘plastic free’ che sarà il principale oggetto degli incontri per salvaguardare il mare».

Bussetti ha da parte sua osservato: «Attraverso azioni come questa sviluppiamo nei nostri ragazzi competenze di cittadinanza attiva utili per il loro presente e il loro futuro. Con questa campagna i ragazzi si sono potuti interrogare su questioni come il rispetto e la tutela dell’ambiente e della biodiversità, hanno potuto analizzare nel dettaglio gli effetti dell’inquinamento e acquisire allo stesso tempo comportamenti virtuosi. E, aspetto non secondario, hanno potuto conoscere professioni legate al mare. Magari qualcuno di loro si sarà appassionato e avrà deciso di farne il mestiere del proprio futuro. Credo, quindi, che dobbiamo essere molto soddisfatti del nostro impegno perchè ha prodotto risultati significativi». Con la campagna, gli studenti hanno avuto l’opportunità di visitare le aree marine protette, le sedi degli enti gestori e delle Autorità marittime. Nel corso della presentazione si è anche svolta la premiazione dei vincitori del concorso ‘Ausiliario Guardia Costiera’, che quest’anno e’ stato vinto dagli istituti comprensivi ‘Posatora Piano Archi’ di Ancona e ‘S. Satta-Spano-De Amicis’ di Cagliari e dal liceo scientifico ‘Francesco Severi’ di Castellammare di Stabia. I ragazzi premiati, oltre a ricevere una borraccia di alluminio per essere ‘plastic free’ nelle loro scuole, partiranno in primavera per un viaggio d’istruzione in alcuni parchi e aree marine protette: Cinque Terre, Arcipelago de La Maddalena, Cilento Vallo di Diano e Alburni. Al concorso, che prevedeva la realizzazione di un elaborato sull’approfondimento nel proprio territorio di uno dei tre temi principali trattati (tutela dell’ambiente marino-costiero, fonti di inquinamento marino e buone pratiche, aree marine protette come strumento di tutela ambientale), hanno partecipato oltre 90 scuole, per un totale di circa 1700 alunni.

©Riproduzione riservata



Difensore civico diffida il Parco: «I cittadini non hanno possibilità di partecipare»

di Marianna Vallone

«I cittadini del Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni non hanno nessuno strumento per far sentire la loro voce, formulare proposte, presentare istanze ecc. in una parola sentire l’ente come un’istituzione vicina ai loro problemi. Il Presidente del Parco ha 30 giorni di tempo per comunicare quali siano stati gli adempimenti statutari in merito alla partecipazione dei cittadini». E’ quanto richiesto nella diffida inviata dal Difensore Civico della Regione Campania l’avvocato Giuseppe Fortunato in seguito ad una istanza firmata da ‘Cittadini Attivi Provincia di Salerno’ residenti in diversi comuni dell’area Parco e dell’intera provincia. «In assenza saremo costretti a rivolgerci agli organi di Governo per chiedere urgentissimi interventi che potrebbero portare alla sostituzione degli Organi dell’Ente incapaci di assicurare, e garantire, la partecipazione dei cittadini», aggiunge il difensore Fortunato. Il gruppo “Cittadini Attivi Provincia di Salerno” parla di un’istituzione patrimonio dell’Unesco che nei suoi confini comprende 80 comuni ed 8 comunità montane, con «una gestione avulsa dai reali bisogni del territorio, che vede sempre più i residenti orientati a considerare l’Ente – che dovrebbe essere un agente di tutela e sviluppo – come un soggetto ostile. Nega i più elementari strumenti di partecipazione volti a permettere ai cittadini di attivare iniziative di consultazione, valutazione di proposte e soluzioni, in forma individuale o associata», si legge nella diffida.

©Riproduzione riservata



Parco del Cilento plastic free, sì all’acqua potabile ma meno consumo di plastica

di Marianna Vallone

Il protocollo d’intesa tra Regione CampaniaConsac gestioni idriche spa, Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni e Legambiente Campania, sarà sottoscritto mercoledì 5 dicembre alle 11.00 presso la sede del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, alla presenza dei ministri del MIUR, Marco Bussetti, e dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Sergio Costa. Il progetto del protocollo è “ACQUA SI’…MA PLASTIC FREE!”, che punta al corretto utilizzo dell’acqua potabile ed alla riduzione del consumo di plastica.

Alla giornata prenderanno parte anche le rappresentanze di alcune scuole del territorio a sud della provincia di Salerno a cui l’iniziativa è rivolta. Consac gestioni idriche spa, il Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni e Legambiente Campania intendono, infatti, promuovere per l’anno scolastico in corso e per le prossime annualità, questo importante quanto ambizioso progetto di educazione ambientale, che ha ricevuto il patrocinio ed il sostegno del Ministero dell’Ambiente e della Regione Campania.

Saranno coinvolti attivamente 13.000 alunni delle scuole dell’infanzia e primarie, a cui, nell’ambito di attività e percorsi didattici specifici, saranno distribuite altrettante borracce in alluminio riutilizzabili.

Si tratta di un’azione informativa massiccia e capillare, volta alla educazione e sensibilizzazione di un’ampia fascia della popolazione, che, si stima, porterà ad un abbattimento di 9,5 milioni di pezzi di plastica in tutto (se si considerano anche i tappi), risparmiati all’ambiente in un solo anno, nel territorio del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.

Alle fasi iniziali del progetto, seguirà, a cura dei soggetti partner dell’iniziativa, la graduale installazione di erogatori di acqua potabile nelle scuole.

Inoltre, all’interno delle scuole partecipanti verranno effettuati dei prelievi di acqua dai rubinetti ed i campioni saranno analizzati in laboratorio, in modo da “certificare” ulteriormente la qualità dell’acqua potabile distribuita ai bambini. La valutazione di impatto prevede il monitoraggio degli output e dei risultati ottenuti, attraverso una mappatura, con redazione di un dossier, per misurare l’eventuale riduzione della percentuale di rifiuti di plastica, prodotti nelle scuole del territorio rispetto ai dati di partenza.

Il progetto, che  prevede inoltre l’attuazione della delibera del consiglio direttivo del Parco  “Un Parco libero dalla Plastica” e che sviluppa un’importante sinergia con altre istituzioni del Territorio come il Consac e la Regione Campania, con il coinvolgimento del mondo associativo, come Legambiente, e del mondo della Scuola,  si pone l’obiettivo di stimolare la diffusione di una cultura ambientale, presso un target di riferimento “fertile e privilegiato”, i bambini, per promuovere stili di vita sostenibili, in nome della tutela dell’ambiente e di tutte le risorse che esso ci offre, acqua compresa. Per disegnare un nuovo paradigma dell’ambiente occorre necessariamente partire dal basso, mediante la promozione di processi culturali che vadano verso un «pensare diverso», basato sul modello di economia circolare europeo, indice di civiltà e sviluppo.

©Riproduzione riservata



A Castellabate l’albero di Natale arriva dal mare

di Marianna Vallone

Un albero di Natale amico del mare, creato con reti da pesca e conchiglie. E’ stato realizzato a San Marco di Castellabate ed è stato posizionato sul porto turistico. Il merito è di uno dei marinai pionieri di Castellabate, il capitano Sciarpetella (Franco di Biasi) a cui è venuta l’originale idea, coinvolgendo altri pescatori di Castellabate, associazioni e tanti bambini. Per la prima volta è stato realizzato l’albero del mare, utilizzando, come materiale decorativo, vecchie reti, galleggianti e conchiglie. Domenica scorsa sul porto i bimbi si sono divertiti ad addobbarlo con tante conchiglie personalizzate col loro nome. A sostenere l’iniziativa è stata il consigliere comunale Assunta Niglio che ha curato l’iniziativa, inserita nel Calendario Eventi Natale 2018 del Comune di Castellabate. «Con pazienza e lavoro certosino presso i capannoni della Nautica San Marco, tra una calata e l’altra, ha preso forma una vera e propria opera d’arte dedicata al mare – come l’ha definita Assunta Niglio, consigliere delegato alla pesca e all’Area Marina Protetta del Comune di Castellabate. Si ringraziano Sciarpetella, Rosalba, Khallil, Antonio Carpinelli, Giovanni di Luccia, Raffaele Guariglia e Nautica San Marco, Luigi Ciardi e quanti hanno collaborato». Le splendide foto sono di Marco Coppola.

©Riproduzione riservata



Parco nazionale del Cilento: venti anni di Patrimonio Unesco

di Marianna Vallone

Venti anni di Patrimonio Unesco per i siti del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Era il 1998 quando a Kyoto, l’Unesco iscrisse nuovi siti nella lista dei Patrimoni dell’Umanità. Tra questi, insieme ad altre meraviglie d’Italia, c’era il Parco nazionale del Cilento con i siti archeologici di Paestum, Velia e la Certosa di Padula. Per l’Unesco si tratta di un paesaggio culturale di straordinario valore con testimonianze di insediamenti risalenti a 250.000 anni fa. Abitato ininterrottamente, prima dagli agricoltori del Neolitico e dalle comunità dell’Età del Bronzo e del Ferro, successivamente da Etruschi, colonizzatori greci, Lucani, Romani. Il Parco Nazionale dal 1997 è un’area Riserva della Biosfera Mab dell’Unesco. La stessa zona è stata Iscritta nella rete dei Geoparchi Unesco nel 2010, grazie alla bellezza delle numerosissime grotte create dalla natura carsica del terreno, sia nell’entroterra che sulla costa. Paestum, l’antica città greca di Poiseidonia, sorta alla fine del VII secolo a.C. e dedicata a Poseidone, fu fondata dai coloni di Sibari, provenienti dalla città sulla costa ionica della Calabria non dal mare ma per le vie ancestrali che attraversavano i crinali delle montagne. Velia, in greco Elea, nacque nel 540 a.C., quando una spedizione di coloni focesi giunse sulla costa tirrenica della Lucania e sviluppò una città su un promontorio affacciato sul mare. Elea vide il fiorire di una scuola filosofica presocratica: la scuola eleatica. Parmenide ne fu il fondatore e Zenone fu il suo illustre discepolo. Entrambi sono considerati tra i maggiori filosofi greci, padri delle radici della razionalità occidentale. La Certosa di San Lorenzo a Padula, nell’altopiano di Vallo di Diano, è il più vasto complesso monastico dell’Italia Meridionale nonché uno dei più interessanti in Europa per magnificenza architettonica e copiosità di tesori artistici. Per ricordare quella storica data del 3 dicembre 1998 è stata organizzata una giornata celebrativa alla Fondazione Alario a Marina di Ascea. Interverranno per i saluti Pietro D’angiolillo, sindaco di Ascea, Marcello D’Aiuto, presidente Fondazione Alario, Tommaso Pellegrino, presidente del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, Michele Strianese, presidente della Provincia di Salerno, Francesco Palumbo, sindaco di Capaccio Paestum, Agostino Casillo, presidente del Parco nazionale del Vesuvio. Ad introdurre i lavori ci saranno i promotori istituzionali della candidatura nel 1997, e quindi l’allora presidente della Provincia, Alfonso Andria, il primo cittadino di quegli anni a Capaccio, Pasquale Marino, l’allora commissario EPT Antonio Pagano, i redattori dei dossier di candidatura Pietro Laureano, Carla Mauraro, Pino Anzani e Domenico Nicoletti. Tante le testimonianze di soprintendenti, sindaci, enti e associazioni. Modereranno il direttore del Parco Romano Gregorio e Aniello Aloia, respondabile dell’Ufficio Unesco ente Parco. Interviene Corrado Matera, assessore al Turismo della Regione Campania e conclude Lucia Borgonzoni, sottosegretario Mibac con delega ai siti Unesco. L’appuntamento si terrà lunedì 3 dicembre alle ore 9:30 a Marina di Ascea presso la Fondazione Alario. 

©Riproduzione riservata



La Rai racconta il Cilento, sito patrimonio mondiale Unesco

di Luigi Martino

Cos’è un paesaggio culturale? E quali sono i paesaggi culturali considerati Patrimonio dell’Umanità? Rai Cultura propone un viaggio tra i paesaggi vitivinicoli del Piemonte, i Sacri Monti di Lombardia e Piemonte, le Cinque Terre, la Val d’Orcia, il Cilento, nel documentario in onda, in prima visione, lunedì alle 21.10 su Rai Storia. Il concetto di cultural landscape è stato inserito negli anni ’90 dall’Unesco nelle linee guida operative per l’attuazione della Convenzione. Ha introdotto una nuova fondamentale dimensione nella nozione di patrimonio. Il paesaggio culturale rappresenta, infatti, l’interazione tra l’ambiente e l’uomo; è la risultante del rapporto tra l’elemento naturale e le forze sociali ed economiche. I paesaggi culturali mostrano l’evoluzione della società umana nel tempo, con l’influenza dell’ambiente naturale circostante, sia con i suoi limiti che con le proprie opportunità. Con l’inclusione di luoghi come il Parco Nazionale di Tongariro, in Nuova Zelanda o le Terrazze di riso delle Cordigliere nelle Filippine, l’Unesco si è mossa nella direzione del superamento della concezione prettamente monumentale del patrimonio, accentuando l’attenzione alla relazione tra il patrimonio e il contesto sociale, religioso e spirituale associato. Questa puntata sarà un viaggio fra i meravigliosi paesaggi culturali italiani riconosciuti dall’Unesco, e già celebrati nei secoli dai pittori e dagli intellettuali europei. Luoghi suggestivi e unici come la Val d’Orcia, le Cinque Terre o il Parco nazionale del Cilento.
Rai Storia è in onda sul canale 54 del digitale terrestre, sul canale 23 di Tivùsat, sul canale 805 di Sky e in diretta streaming su http://www.raiplay.it/dirette/raistoria
 

©Riproduzione riservata



Cascata dei Capelli di Venere, ora tutto il mondo la vuole vedere

di Marianna Vallone

La cascata dei Capelli di Venere
La meraviglia della natura in un lavoro di secoli, durante i quali l’acqua scava la roccia, trasforma il territorio, si insinua nella vegetazione per poi dare luogo a spettacoli unici: uno scroscio potente che dimostra come l’ambiente sappia ancora proteggersi. E’ questo che fa dei Capelli di Venere una delle cascate più suggestive del Cilento: si crea dalle acque del Rio Bussentino, un affluente del fiume Bussento, quest’ultimo segue un incredibile percorso sotterraneo fino a risorgere nelle grotte di Morigerati. Siamo nel cuore verde del Parco nazionale del Cilento, in un’area sotto il patrimonio mondiale dell’Unesco. Così verde da togliere il fiato: per arrivarci basta raggiungere Casaletto Spartano, borgo dell’entroterra del golfo di Policastro e fermarsi in una piazzola che ospita una fontana d’acqua, ad un chilometro dal centro abitato. Tra scale e passerelle di legno si arriva alle cascate, nascoste tra gli alberi, che prendono il nome dalla rigogliosa crescita della pianta Capelvenere. Intensi i riflessi dorati in alcuni momenti della giornata, quando il sole colpisce coi suoi raggi l’acqua. Gli abitanti la considerano quasi un luogo sacro, che negli anni si è trasformato in un’attrazione turistica che affascina migliaia di visitatori ogni anno. Rimanere senza parole è la prima sensazione che provano in molti la prima volta che la vedono apparire tra la vegetazione, che pian piano si aprire agli occhi del turista svelando questo gioco di luce tra l’acqua e l’intensa vegetazione. In prossimità del corso d’acqua si trova anche un vecchio mulino ben conservato e un vecchio rudere denominato “Sorgitore”, che consente la deviazione delle acque provenienti dalla sorgente che ha origine presso la località Melette, in modo che una parte delle acque alimentino il mulino e la restante parte vada a finire nel fiume. Le cascate danno vita a piscine naturali, in cui l’acqua raggiunge una temperatura di circa 6-8 gradi anche nella giornate più calde. La passeggiata non può concludersi senza un passaggio lungo il fiume per godersi tanta meraviglia, cullati dal suono dell’acqua che scorre. Sfoglia la gallery:
©Foto Luigi Martino – http://martinoluigi9.wixsite.com/luigimartino

©Riproduzione riservata



L’harem delle lucertole del Bussento: «Mai viste così tante»

di Marianna Vallone

«Mai viste tante lucertole come in questa forra scavata nella roccia dal fiume Bussento». Francesco Petretti, biologo e naturalista, tra gli autori di Geo, programma in onda ogni giorno da lunedì a venerdì su Rai3, racconta le piccole creature del Bussento, nell’Oasi Wwf di Morigerati, in un servizio andato in onda ieri pomeriggio, per la regia di Francesca Catarci. Tra le lucertole regnano comportamenti nuziali del tutto inaspettati: per esempio ogni maschio ha un harem.  Guarda il video: L’harem delle lucertole

©Riproduzione riservata



Arpac troppo lontana per Cilento, Pellegrino: «Serve sede distaccata»

di Luigi Martino

Tommaso Pellegrino, presidente del Parco

Tutelare un territorio di oltre 181mila ettari facendo affidamento su un presidio dipartimentale lontano 85 km può risultare difficile «soprattutto nel periodo estivo e nelle zone costiere» quando il Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni è invaso da turisti in ogni sua parte e la mobilità va in affanno. Ecco perché il Consiglio direttivo dell’ente Parco si è rivolto alla Regione Campania e alla Direzione generale dell’Arpac (Agenzia regionale per la protezione ambientale in Campania) presentando una richiesta precisa: istituire «una sezione distaccata dell’Arpac di Salerno nel territorio del Parco nazionale».

La richiesta è contenuta in una lettera firmata dal presidente e dal direttore del Parco nazionale, Tommaso Pellegrino e Romano Gregorio, e indirizzata alla direzione generale dell’Arpac, con sede a Napoli, e al Dipartimento provinciale dell’Arpac di Salerno. Presidente e direttore ricordano che «la perimetrazione del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni ricade interamente nella parte sud della provincia di Salerno e comprende, in tutto o in parte, i territori di 6 Comunità montane e 80 Comuni, e le 2 aree marine protette di Santa Maria di Castellabate e di Costa degli Infreschi e della Masseta».

«Le aree interne, costiere e marine – spiegano Pellegrino e Gregorio – sono contraddistinte da aspetti assolutamente variegati, spesso di elevata valenza ambientale e di indiscutibile attrattiva per i flussi turistici. Nondimeno, in alcuni casi e in particolari aree sono anche importanti le pressioni di origine antropica, con i relativi potenziali impatti negativi sull’ambiente che da esse ne derivano». Da qui «l’esigenza di avere un controllo più diretto e immediato mediante una presenza concreta, si direbbe fisica, delle istituzioni deputate a tale controllo».

Troppi evidentemente i chilometri che separano la sede dell’ente e il territorio del Parco da Salerno, capoluogo della provincia più vasta della Campania, ecco perché «la presenza diretta di un presidio Arpac nel territorio del Parco, attesa la distanza con la sede dipartimentale di Salerno, potrebbe contribuire a velocizzare i tempi di intervento, migliorando l’erogazione delle prestazioni in materia di tutela ambientale, nonché potenziare e ottimizzare l’attività di contrasto dei reati ambientali», soprattutto nel periodo estivo «quando, le vie di collegamento risultano particolarmente congestionate».

©Riproduzione riservata



Ferriera di Morigerati, una frana rivela uno scrigno d’archeologia industriale

di Marianna Vallone

Gli inglesi le proteggono come preziose reliquie, in Italia, le antiche ferriere rischiano di scomparire per sempre, sotto le erbacce o la speculazione edilizia. Una storia simile per decenni ha segnato il destino di quella di Morigerati, uno dei rari e preziosi impianti ben conservato nei corso dei secoli di tutto il meridione d’Italia. Incantevole, piena di fascino romantico, la costruzione su due corpi era completamente coperta dalla terra. Uno smottamento della montagna l’aveva nascosta fino quasi a farne perdere la memoria. I fori nella vegetazione iniziarono farsi spazio anche se molti sapevano che lì esisteva un antico opificio. Nessuno immaginava, però, che sotto la fitta macchia mediterranea c’era un prezioso scrigno d’arte. I primi scavi avvenuti nel primo decennio del Duemila hanno svelato con sorpresa che le parti murarie erano ancora integre, per cui si è provveduto a ripulire la zona e gli interni delle strutture. Alcuni monconi degli impianti hanno resistito negli anni; grazie a questi è stato possibile risalire alla tipologia e alle dimensioni dei macchinari esistenti. Due corpi: uno superiore, di cui rimanevano in piedi un muro perimetrale e due colonne; ed uno, un po’ più a valle, che sicuramente ospitava le macchine per la lavorazione del ferro mosse da una ruota verticale ad acqua. Complessi industriali di epoca borbonica erano localizzati tra Morigerati, Sanza e Casaletto Spartano. Quella di Carmine Perazzo da Torraca, a Valle della Corte, a due chilometri dal centro abitato di Morigerati e in prossimità di un affluente del Bussento, è stata realizzata attorno alla metà del XIX secolo, attiva dal 1837, ed era utilizzata per trasformare e lavorare i materiali ferrosi: un grande esempio di archeologia industriale, con oltre 450 metri quadrati di superficie. La ferriera è disposta su due corpi di fabbrica, nei pressi un canale artificiale prendeva l’acqua del fiume per traghettarlo verso il corpo anteriore della struttura; mentre il secondo corpo, quello a monte, fungeva da deposito per carbone e per l’alloggio dei lavoranti. Un’opera di grande valore alla quale hanno lavorato dal 2006 un’equipe complessa formata da archeologi industriali e tecnici. Oggi la ferriera ospita anche le opere e i progetti di Ugo Marano, in un museo di arte all’aperto inaugurato nel 2016. L’artista scomparso nel 2011 aveva un legame profondo con il Cilento. Una delle sue opere simboliche più significative, il Tavolo del Paradiso e realizzato nel 1999, hanno trovato casa nell’area della Ferriera: un tavolo di ferro a forma di croce greca, con un bicchiere e un piatto in ogni posto, intorno al quale Marano auspica che si possano sedere tutti i sindaci del Cilento. Informazioni e contatti per visitare la Ferriera: www.morigeratipaeseambiente.it  Sfoglia la gallery:

©Riproduzione riservata



© Giornale del Cilento - Gerenza

Iscrizione al Tribunale Vallo della Lucania n.580/2009 del 04.09.2019