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Il deputato Federico Conte nella giunta per le autorizzazioni a procedere

di Redazione

«Ieri, durante la seduta di Aula a Montecitorio, il Presidente della Camera ha annunciato di avermi chiamato a far parte della Giunta per le autorizzazioni. È per me un onore e ringrazio della considerazione, anche in ragione del ruolo tecnico, e non legislativo, dell’organismo. La Giunta per le autorizzazioni, com’è noto, è l’organo incaricato di valutare le richieste della magistratura quando questa intenda procedere all’arresto o alle altre limitazioni della libertà personale di un deputato. La sua è una funzione di garanzia e tutela di prerogative costituzionali; potrò così portare oltre al mio ruolo politico anche la mia formazione giuridica». Così su Facebook il parlamentare Leu Federico Conte. Si tratta di organi collegiali permanenti previsti dal regolamento di entrambe le camere, investiti non di funzioni legislative o di controllo politico bensì di compiti legati al corretto funzionamento delle camere stesse e all’autonomia del Parlamento rispetto agli altri poteri dello Stato. Attualmente vi sono tre giunte in ciascuna camera e tra queste appunto, la giunta per le autorizzazioni, formata da 21 deputati scelti dal presidente della Camera. Dal 1993, in seguito alla riforma dell’art. 68 della Costituzione, la magistratura non deve più chiedere l’autorizzazione a procedere da parte della Camera per svolgere indagini su un deputato, ma soltanto laddove debba procedere al suo arresto o ad altre limitazioni della libertà personale. In tali casi la giunta valuta le richieste del giudice e riferisce all’assemblea. Altro compito della giunta per le autorizzazioni è quello di esaminare le questioni relative alla insindacabilità delle opinioni espresse e dei voti dati dai deputati  e alla concessione della autorizzazione richiesta dall’art. 96 della Costituzione per sottoporre a procedimento penale i ministri per reati commessi nell’esercizio delle loro funzioni, sempre che i ministri siano deputati. Se infatti “il ministro non è parlamentare o è senatore, la competenza spetta al Senato”. A deliberare sulle proposte della giunta è poi l’assemblea.

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Cilento senza alta velocità, Tajani: «E’ una vergogna»

di Luigi Martino

«Dobbiamo mettere insieme tutti i fondi europei non utilizzati al Sud, gestirli unitariamente, per avere un pacchetto finanziario di circa 11 miliardi di euro, e aggiungere soldi che possono arrivare dalla Cassa depositi e prestiti, dalla Banca europea degli investimenti, o da casse private e dalle banche, per arrivare a un fondo di circa 20 miliardi che possa avere un ‘effetto leva’ per infrastrutture interregionali, e non per la strada o lo svincolo sotto casa dell’assessore o del sindaco». Così il Presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, stamani a Potenza, intervenendo nel corso di un incontro. «Parlo di opere infrastrutturali – ha proseguito Tajani – che permettono al Sud di essere competitivo: è una vergogna che l’alta velocità si fermi a Salerno, o che intere aree del Mezzogiorno siano irraggiungibili fisicamente».

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