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Cilento, maltempo: agricoltori in ginocchio. Chiesto stato calamità

di Luigi Martino

La pioggia incessante degli ultimi giorni ha compromesso all’80% il raccolto di pesche, pere, nettarine e albicocche in pieno campo nella zona Sud della Piana del Sele verso Eboli, a causa dei frutti resi marci dalla troppa acqua o danneggiati dalle grandinate. Le bizze del clima portano paradossalmente – lì dove i frutti delle drupacee non sono danneggiati – ad andare oltre il punto di maturazione adatto ad un raccolto proficuo e ciò a causa del maltempo che non permette a uomini e mezzi di avvicinarsi agli impianti allagati. Lo rende noto Confagricoltura Salerno, che vede in queste ore i propri tecnici alle prese con una prima conta dei danni anche alle colture ortive in pieno campo: pomodori, spinaci, spinacino, ortaggi primaverili. Va un po’ meglio per le colture protette, sia sotto rete antigrandine che in serra laddove la produzione è salvaguardata. «Chiediamo a Regione Campania di attivare gli idonei strumenti di accertamento dei danni finalizzati alla predisposizione delle istruttorie, propedeutiche ad una richiesta di declaratoria distato di calamità naturale al Governo per gli eventi atmosferici eccezionali di questa seconda metà di maggio – afferma il presidente di Confagricoltura, che sottolinea – ci troviamo difronte a piogge da mese di novembre, ma con le attività e icicli colturali tipici di questa stagione».

Problemi anche alle fragole che a causa del maltempo stentano a maturare anche sotto serra e subiscono forti attacchi fungini, causati dalla elevatissima umidità. Senza contare poi che tutto questo si ripercuote fortemente anche sulla manodopera agricola che perdurando il maltempo non viene chiamata a lavorare e così si perde giornate di salario. Pessima la situazione degli impianti frutticoli posti a ridosso di corsi d’acqua: stanno soffrendo fortemente di asfissia radicale a causa della troppa acqua. In questo caso, il danno di queste piogge incessanti sarà da valutarsi anche nel medio periodo e dopo che i terreni si saranno asciugati.

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Imprese, export agroalimentare: provincia Salerno +6%

di Luigi Martino

Ancora un segno positivo per l’export agroalimentare della Campania. Lo comunica la Coldiretti regionale sulla base dei dati Istat consolidati del IV trimestre 2018, che comprende il periodo natalizio. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente – spiega Coldiretti Campania – si registra una crescita complessiva dell’esportazione di cibo nel mondo del 3,6%, pari a circa 30 milioni di euro in più. Un dato positivo per un settore che consolida il suo valore economico e simbolico. L’export agroalimentare della Campania vale oltre 3 miliardi di euro all’anno. Analizzando le singole province spicca il dato del Sannio, che tocca quasi il raddoppio delle esportazioni con un +96,2%. Pur restando la provincia con il valore piu’ basso dell’export, il territorio beneventano si avvicina nell’ultimo trimestre dello scorso anno ad un fatturato di 25 milioni di euro, che fanno ben sperare per il 2019. La parte del leone è ancora una volta appannaggio della provincia di Salerno, che segna un tondo 6% di incremento dell’export ed un valore complessivo che tocca quasi i 400 milioni di euro nel trimestre, circa la meta’ del valore regionale. Caserta e Napoli si mantengono stabili, mentre l’unico dato negativo riguarda l’Irpinia. La provincia di Avellino rallenta del 5,7% le sue esportazioni, con una riduzione del fatturato di oltre 6 milioni di euro nel IV trimestre, pur superando i 400 milioni di euro annui.

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Scoperto ordigno anglosassone, scatta piano emergenza

di Luigi Martino

Si è svolta stamani, presso la Prefettura di Salerno, una riunione di coordinamento finalizzata a pianificare le attività connesse alla bonifica di un ordigno residuato bellico, di provenienza anglosassone, rinvenuto all’interno di un fondo agricolo nel comune di Battipaglia. Dai primi approfondimenti è emerso che l’ordigno presenta un innesco-spoletta particolare di tipo a scoppio ritardato, che non ne consente il trasferimento ad altra sede, pertanto le operazioni di bonifica si svolgeranno necessariamente sul posto. Poiché nel raggio di evacuazione ricadono numerosi servizi ed infrastrutture, compreso l’ospedale “Santa Maria della Speranza” di Battipaglia, alla riunione sono stati invitati tutti i gestori delle infrastrutture – Anas Autostrada A2 del Mediterraneo Anas Compartimento Viabilità per la Campania, Trenitalia, R.F.I. – dei servizi e sottoservizi – Asis Reti ed Impianti, Salerno Energia Distribuzione, Enel Distribuzione, Telecom Italia – nonché i rappresentanti dell’ASL di Salerno, della Direzione Sanitaria dell’Ospedale di Battipaglia e del Dipartimento Emergenze di Nocera, ai quali è stato richiesto di fornire nel più breve tempo possibile le informazioni necessarie per definire il piano di evacuazione comunale e il dispositivo di protezione civile da attuarsi nella circostanza. Presenti all’incontro anche i rappresentanti del 21° Reggimento Genio Guastatori di Caserta, la S.O.R.U. della Regione Campania, il comune di Battipaglia, Forze di Polizia, Polizia Ferroviaria, Polizia Stradale, Coa di Sala Consilina, Vigili del Fuoco, Genio Civile, Croce Rossa e 118. In attesa delle attività di bonifica, è stata già emessa un’ordinanza sindacale a tutela della pubblica e privata incolumità per regolamentare l’accesso al fondo agricolo ed è stata disposta una vigilanza dell’area interessata a cura delle Forze di Polizia statali e della Polizia Municipale. Nel corso della riunione, sono state esaminate tutte le problematiche connesse alle operazioni di bonifica, che saranno ulteriormente approfondite in occasione di tavoli “ristretti” nei prossimi giorni.

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Cilento, spaccio e furti: 15 indagati. Operazione all’alba

di Luigi Martino

Dalle prime ore della mattina i carabinieri del comando provinciale di Salerno, coadiuvati da caserme e compagnie dislocate su tutto il territorio nazionale, hanno fatto scattare un’operazione antidroga e contro i furti in abitazione. Le volanti sono entrate a sirene spiegate nei centri abitati di AgropoliCapaccio Paestum e Roccadaspide. Ma il blitz ha interessato anche i centri di Finale Emilia in provincia di Modena, Grado in provincia di Gorizia e Scurelle in provincia di Trento. Insieme alle automobili e alle camionette dei carabinieri, è entrato in azione anche il settimo nucleo elicotteri di Pontecagnano e il nucleo cinofili di Sarno. La procura di Salerno ha firmato richieste nei confronti di 15 indagati ritenuti responsabili, a vario titolo, di furti aggravati in abitazione e di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti in concorso. Nella stessa operazione i militari hanno notificato altre due misure cautelari nei confronti di due persone di Capaccio Paestum. Su di loro, ora, vige il divieto di dimora nel comune ai piedi dei templi.

Le indagini sono partite nel febbraio 2017 dagli inquirenti della compagnia di Agropoli sui territori di Capaccio, Paestum e Torchiara. In quell’occasione hanno individuato diversi soggetti che compravano cocaina, hashish e marijuana, e poi rivendevano la droga nel salernitano ma soprattutto nei comuni della Piana del Sele e del Cilento. Le indagini hanno consentito di documentare gli spostamenti e il modus operandi utilizzato per smerciare la polvere bianca e le altre sostanze. I carabinieri hanno anche documentato vari episodi di furti in abitazioni estive, attività commerciali e luoghi di culto.

Nel corso delle perquisizioni eseguite questa mattina, gli inquirenti hanno sequestrato anche marijuana e hashish. Questi sequestri, logicamente, vanno ad aggiungersi a quelli effettuati nel corso delle indagini con fermi e controlli.

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Una metropolitana leggera per collegare i comuni della Piana del Sele

di Luigi Martino

«Questo è il primo passo per annodare la Piana del Sele in uno snodo di interessi di area vasta. Credo che la regione sosterrà economicamente l’intero intervento di area vasta. Sono sempre convinto che la cooperazione fra i territori è il futuro per continuare a garantire i servizi ai cittadini». Così il sindaco di Bellizzi, Mimmo Volpe, a margine dell’incontro avuto oggi con i colleghi di Battipaglia e Eboli e con il presidente della commissione regionale Trasporti e Infrastrutture Luca Cascone. Oggetto del tavolo «La Piana del Sele quale baricentro della mobilità a sud di Salerno» e lo sviluppo del sistema dei trasporti in conseguenza del prolungamento della metropolitana di Salerno fino alla Piana del Sele. Un intervento, questo, necessario anche in vista dello sviluppo del sistema aeroportuale regionale, grazie al prolungamento del collegamento ferroviario Arechi-Aeroporto, e di quello turistico.

«Per il completamento del servizio locale della metropolitana leggera di Salerno – spiega una nota dei sindaci -, manca l’ultimo tronco, la tratta compresa tra Pontecagnano aeroporto e i comuni della Piana, Bellizzi, Battipaglia e Eboli; il proseguimento e completamento della linea leggera di metropolitana fino a questi comuni costituisce un’opera di particolare importanza, un anello fondamentale nel sistema integrato dei trasporti locale-regionale, unitamente all’ampliamento in corso dell’aeroporto di Pontecagnano-Salerno. Vista la necessità degli abitanti della Piana del Sele e del Sud della Provincia, la necessità di tanti giovani studenti e lavoratori di avere maggiori possibilità per raggiungere il capoluogo di Provincia e l’infrastruttura aeroportuale, andremo ad una riorganizzazione del sistema della mobilita’ su ferro mediante la destinazione della linea della metropolitana di Salerno fino a sud, passando dall’aeroporto di Pontecagnano fino alla Piana del Sele con fermate a Bellizzi, Battipaglia e Eboli».

«Questa opera – spiegano i primi cittadini di Battipaglia, Bellizzi ed Eboli – diminuirà notevolmente il traffico cittadino e extraurbano, con notevoli ricadute ottimali sull’ambiente e sui tempi di percorrenza, potenziando il bacino di utenza verso l’aeroporto. Da qui la richiesta di estendere il provvedimento fino ai nostri Comuni».

L’appello è rivolto alla Regione Campania e al governatore De Luca per ampliare il servizio che non può non coinvolgere una realtà così importante della provincia di Salerno come la Piana del Sele, pianificando la prossima programmazione comunitaria con le fermate a sud, coinvolgendo Bellizzi, Battipaglia ed Eboli. Questo patto tra sindaci sarà tramutato in atto deliberativo congiunto dei tre comuni richiedendo ufficialmente il servizio di Metropolitana leggera.

«Dall’incontro di questa mattina, è emerso certamente che c’è la volontà da parte dei sindaci e della Regione Campania, con il presidente della commissione regionale di potenziare la mobilita’ della Piana del Sele. Eboli – dichiara il sindaco Massimo Cariello – è stata indicata come il punto di arrivo della metropolitana. La nostra città rappresenta la porta d’ingresso per la Lucania, anche in considerazione del fatto che i lavori sono già partiti e che saranno ultimati nel giro di due anni, da parte delle ferrovie dello stato. Sara’ potenziato tutto il tratto ferroviario da Eboli fino in Basilicata. Inoltre ci saranno ben tre binari. Infine altro risultato molto importante è che la stazione cambierà volto, avremo maggiori servizi e la riqualificazione delle aree esterne».

Per Cecilia Francese, primo cittadino di Battipaglia, nell’incontro di oggi «si è discusso di metropolitana, di freccia rossa e di quanto sia possibile fare in termini di area vasta, crescita del territorio e mobilità. Ringrazio il presidente Cascone che ci ha rassicurato rispetto al da farsi. Questo patto stretto stamattina tra noi sindaci sarà presto tramutato in atto deliberativo congiunto per richiedere ufficialmente il servizio di metropolitana Leggera. La riqualificazione del territorio in termini di mobilità è un servizio reso agli studenti, ai lavoratori e all’intera comunità. Pensiamo ad andare avanti con atti concreti per il futuro dei nostri territori».

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Schiavitù piana del Sele, Confagricoltura: «Reati gravissimi»

di Luigi Martino

Confagricoltura Salerno prende una chiara e netta posizione a favore delle indagini condotte dalla Direzione distrettuale antimafia di Salerno che dalla settimana scorsa coordina le operazioni del comando provinciale dei carabinieri in ordine a fatti gravissimi: associazione per delinquere finalizzata alla riduzione in schiavitù, all’esercizio del caporalato e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, oltre all’elusione delle norme in materia di regolarizzazione al lavoro di braccianti agricoli, e che vede sotto indagine 40 persone tra imprenditori e professionisti del settore. «Se accertati dalla magistratura, si tratta di reati gravissimi soprattutto alla luce di quanto stabilito dalla dibattuta normativa 199/2016 di contrasto al fenomeno del caporalato – afferma Antonio Costantino, presidente di Confagricoltura Salerno -. Come organizzazione professionale che rappresenta i datori di lavoro in agricoltura, di fronte a questo tipo di fenomeni possiamo solo augurarci che la giustizia faccia il suo corso e se qualcuno ha sbagliato è giusto che paghi». «Riteniamo che quella del caporalato e dello sfruttamento della manodopera sia una pratica odiosa e da biasimare perché, oltre ai risvolti umani della questione – sottolinea il presidente di Confagricoltura Salerno – produce distorsioni in termini di corretta concorrenza tra le imprese». E’ fondamentale per Confagricoltura che le imprese agricole serie ed oneste che operano nel rispetto pieno delle regole, si sentano tutelate e protette da queste iniziative della magistratura e delle forze dell’ordine. «Ben vengano, quindi, tutte queste azioni che hanno lo scopo di far emergere il sommerso e l’illegalità, fenomeni questi che danneggiano tutti coloro che operano alla luce del sole con onestà ed enormi sacrifici – conclude Costantino.

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Si lancia dal quarto piano dell’ospedale: paziente perde la vita

di Luigi Martino

Un uomo di 70 anni è morto, questa mattina, dopo essere lanciato dal quarto piano dell’ospedale di Eboli. A perdere la vita è un paziente ricoverato nel reparto di Medicina del presidio ospedaliero per un tumore in fase terminale. L’uomo ha urtato prima violentemente il cofano di un’automobile nera e poi si è schiantato al suolo, e l’intervento dei sanitari è stato inutile. Sono in corso accertamenti e indagini da parte dei carabinieri della locale compagnia per stabilire l’esatta dinamica dei fatti. Secondo una prima ricostruzione eseguita dagli inquirenti, sembrerebbe un suicidio.

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Lega: «Sfruttamento immigrati piana del Sele quadro sconcertante»

di Luigi Martino

«Il quadro che emerge dalle indagini della Procura di Salerno, sullo sfruttamento e il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina nel salernitano, è sconcertante. La violazione delle regole del Decreto sui flussi, da parte di un esponente apicale del Partito Democratico di Eboli, indica una chiara responsabilità politica». Così Gianluca Cantalamessa, coordinatore della Lega in Campania, a proposito dell’inchiesta della procura di Salerno sul favoreggiamento dell’Immigrazione clandestina e che vede coinvolto il capogruppo del partito Democratico nel comune di Eboli. «L’area, a forte vocazione agricola – prosegue – dovrebbe essere un volano per l’intera regione e invece, è ostaggio di individui senza scrupoli che danneggiano l’intera popolazione, residente e non, a discapito di una politica fatta di accoglienza, regole e integrazione. Siamo garantisti e ci auguriamo quindi che vengano smentite le ipotesi, altrimenti, ci troveremmo davanti all’ennesima occasione mancata per tutti i campani a firma PD, forza di governo prima e guida della Regione poi».

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«Migranti ridotti come schiavi per coltivare la piana del Sele»

di Luigi Martino

Contrastare la tratta di manodopera nei luoghi di lavoro istituendo, tra l’altro, un collocamento pubblico in agricoltura e utilizzando al meglio i fondi europei. Sono alcune delle proposte che la Cgil Salerno, insieme con Flai Cgil, lancia per il contrasto al caporalato e che inserisce in un dossier-denuncia. Quello presentato stamani a Salerno, a distanza di quattro anni dalla prima volta, è un documento che in parte ricalca scenari emersi da una inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Salerno su lavoratori marocchini nella Piana del Sele che ieri ha portato a 27 arresti. «Rispetto ai dati riportati nel 2015, cambia, seppur di poco, solo l’importo della paga corrisposta ai lavoratori nei campi, che aumenta di qualche euro, sfiorando i 25 euro al giorno», spiega il segretario Flai Cgil Salerno, Giovanna Basile. Dalle sette pagine del dossier, emerge come la forza lavoro impiegata in agricoltura nella Piana del Sele sia costituita per l’80% da braccianti di origine straniera. La figura del caporale, negli anni, è andata mutando in quanto, oltre alla intermediazione di manodopera, al sottosalario, al lavoro nero e al controllo dei ritmi di lavoro, gestisce, ora, anche gli ingressi nel Paese, divenendo, così, un punto cardine della tratta di esseri umani.

Si fa, poi, espresso riferimento ai caporali di origine marocchina che «si avvolgono del decreto flussi riservato a lavoratori stagionali» e rappresentano «l’anello di congiunzione tra i migranti che aspirano all’ingresso e le aziende agricole». Per ogni immigrato che arriva in Italia, «il costo della tangente si aggira intorno ai 7-10mila euro». Questo dato trova riscontro nell’impianto accusatorio dei pm salernitani che hanno scoperto come per far sì che gli immigrati riuscissero ad ottenere l’inserimento dei loro nominativi nelle domande Unilav fossero disposti a pagare dai 5 ai 12mila euro ad un’organizzazione criminale transnazionale con base nel Salernitano. Tra le proposte del sindacato, inoltre, anche l’attivazione del collocamento e del trasporto pubblico in agricoltura, in collaborazione con Comuni e aziende agricole, l’istituzione di un comitato provinciale contro il caporalato, «semmai da inserire nei centri per l’impiego». Per il segretario generale della Cgil Salerno, Arturo Sessa, «occorre mettere in campo una sinergia tra istituzioni, imprenditori, associazioni datoriali e organizzazioni sindacali». Inoltre, le sigle sindacali chiedono di avviare una valutazione della possibilità di utilizzare i fondi europei, che ammonterebbero a circa 25 milioni di euro, mettendo in campo progetti condivisi che abbiano l’obiettivo comune di stanare caporali e aziende colluse. Infine, è stata ribadita l’idea di creare «un marchio etico e di qualità per i prodotti agroalimentari della Piana del Sele» coinvolgendo le «aziende sane del settore affinchè si mettano in gioco per ridare legalità al settore».

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Maltempo, allerta meteo in Cilento: le previsioni

di Luigi Martino

La protezione civile della Regione Campania ha emanato un avviso di criticità meteo per piogge e temporali con criticita’ idrogeologica Gialla sulla fascia costiera e, in particolare, per le zone 1,3,5,6,8. (Zona 1: Piana campana, Napoli, Isole, Area Vesuviana; Zona 3: Penisola sorrentino-amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini; Zona 5: Tusciano e Alto Sele; Zona 6: Piana Sele e Alto Cilento; Zona 8: Basso Cilento). A partire dalla mezzanotte e per l’intera giornata di domani si prevedono in queste aree Precipitazioni sparse, localmente anche a carattere di moderato rovescio o temporale con possibili raffiche di vento nel corso dei temporali. Tale scenario potrebbe determinare fenomeni di dissesto idrogeologico localizzato come «Ruscellamenti superficiali con possibili fenomeni di trasporto di materiale; Allagamenti di locali interrati e di quelli a pian terreno; Scorrimento superficiale delle acque nelle sedi stradali e possibili fenomeni di rigurgito dei sistemi di smaltimento delle acque meteoriche con tracimazione e coinvolgimento delle aree urbane depresse; Innalzamento dei livelli idrometrici dei corsi d’acqua, con inondazioni delle aree limitrofe, anche per effetto di criticità locali (tombature, restringimenti)». Si raccomanda alle autorità competenti di porre in essere tutte le misure atte a prevenire e contrastare i fenomeni attesi, anche in linea con i piani comunali di protezione civile. Si raccomanda altresì di monitorare le strutture esposte alle sollecitazioni del vento.

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Maltempo, piana del Sele in ginocchio: danni per milioni

di Luigi Martino

Un uliveto allagato
Si concentra nelle campagne un terzo dei danni provocati dal maltempo in Italia con raffiche di vento, nubifragi, esondazioni, trombe d’aria e grandinate che hanno colpito pesantemente l’agricoltura e le foreste con un conto di circa un miliardo di euro tra ulivi secolari sradicati, boschi decimati, coltivazioni distrutte, semine perdute, campi allagati, muri crollati, serre abbattute, stalle ed edifici rurali scoperchiati e animali morti o dispersi, ma anche problemi alla viabilità provocati da frane e smottamenti. E` quanto emerge dal primo bilancio della Coldiretti che ha convocato la task force sull’emergenza maltempo in occasione dell’Assemblea elettiva della maggiore organizzazione degli agricoltori in Europa. L’ondata di maltempo ha colpito tutto il territorio regionale della Campania. I problemi maggiori sono stati causati soprattutto dalle forti raffiche di vento che – sottolinea la Coldiretti – hanno fatto registrare danni diffusi alle coperture delle serre, in particolar modo nella Piana del Sele in provincia di Salerno, dove risultano colpiti con diversa intensità circa tremila ettari di serre. Le raffiche di Scirocco hanno causato in molti casi la caduta prematura di frutti di stagione, soprattutto cachi, kiwi e mele. Anche le olive ancora non raccolte sono state scrollate giù dagli alberi. La furia del vento in alcuni casi ha sradicato alberi da frutto. E’ ancora allerta su tutto il territorio. Le sedi della Protezione Civile restano in guardia. I sindaci hanno emanato lo stato di allerta. I fiumi sono sotto controllo. Il mare – per fortuna – non si è alzato.

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