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Piano Vetrale ospita il concerto di pianoforte del maestro Federico Mauro Marcucci

di Marianna Vallone

Lunedì 30 dicembre a Piano Vetrale si svolgerà il concerto di pianoforte del maestro Federico Mauro Marcucci. Nella splendida cornice della cappella di Sant’Antonio, e nel paese dei murales, Piano Vetrale frazione di Orria, il pianista  Federico Mauro Marcucci  diplomatosi con lode presso il Conservatorio di Santa Cecilia in Roma, attualmente frequenta il corso di Alto Perfezionamento in Pianoforte per Musica da Camera. Ha tenuto diversi concerti pianistici in Italia e all’estero e ha partecipato a vari concorsi pianistici internazionali. Parallelamente all’attività pianistica si è diplomato con lode in Canto presso il Pontificio Istituto di Musica Sacra con cui partecipa regolarmente alle attività concertistiche dei cori polifoniche di Canto gregoriano.  Il progetto musicale della serata si collega perfettamente con la vocazione culturale scelta dalla amministrazione comunale di Orria, guidata dal sindaco, Mauro Inverso. L’evento è inserito nel cartellone del POC 2019 “La valorizzazione della Millenaria Fiera della Croce di Stio” progetto turistico e di eventi al quale partecipano i di Campora, Gioi, Perito,  Orria,  Stio e Valle Dell’Angelo, ed p finanziato dalla Regione Campania con la direzione artistica del M° Lillo De Marco.  Il progetto  si pone l’obiettivo di intercettare flussi turistici attraverso la realizzazione di eventi artistici e culturali capaci di veicolare le peculiarità, le bellezze e le unicità di un territorio raro ed affascinante ,attraverso la fusione di itinerari, accoglienza diffusa, enogastronomia, possa rievocare le forme artistiche e gli aspetti tipici e caratterizzanti dei luoghi che hanno subito l’influenza del crocevia che nei secoli ha rappresentato la Fiera Della Croce. Gli eventi del Poc prevedono, oltre al concerto, la realizzazione di nuovi murales che verranno inaugurati il 10 aprile 2020 ad opera dell’artista Lavinio Sceral.  La serata continuerà con un dibattito “Pittura e Musica – visioni classiche in prospettiva moderna” coordinato dal consigliere comunale Carmelo Infante con interventi di artisti, storici e amministratori del territorio su arte sacra, musica e street art che, sulla scia delle ultime tendenze verso la creazione del distretto culturale “Cilento Antico”,  cercherà di porre in evidenza come l’arte possa rappresentare non solo un eccezionale veicolo culturale ma anche un potente attrattore in grado di generare processi di sviluppo sostenibile per tutto il territorio. 

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La tela di Gesù risorto sull’edicola del Santo Sepolcro a Gerusalemme è di De Matteis

di Marianna Vallone

Da una piccola casa del Piano del Cilento, oggi Piano Vetrale, dove nacque nel 1662, a Gerusalemme, il passo non è breve, né alla portata di tutti, ma è quello che solo il più illustre pittore cilentano di tutti i tempi, Paolo De Matteis, è riuscito a fare. Un artista dimenticato per molti anni e rilegato tra i “pittori mediocri” dall’allora biografo dei pittori più influente, De Dominici, che però poi gli dedicò un intero capitolo delle sue “Vite dei pittori, degli scultori e degli architetti”. Contemporaneo di Francesco Solimena, e tra i migliori allievi di Luca Giordano, nei primi anni del ‘700 svolse la propria attività artistica in Francia, dove fu considerato «un eminente pittore di questo paese e che ora è il migliore d’Italia». Solo più tardi, nel 1958, è stato reinserito dalla critica contemporanea nella dimensione artistica che meritava, un successo riconosciuto in tutta Europa.

Ma è in uno dei luoghi simbolo della Cristianità che diventa protagonista. La cronaca dei fatti risale al 2014, quando la notizia balzò su tutti i giornali, come la più straordinaria scoperta relativa alle opere del pittore Paolo De Matteis: “La Resurrezione di Cristo”, un dipinto databile alla fine del ‘600, trovato nel luogo più sacro alla Cristianità, in una Edicola posta davanti al Santo Sepolcro di Gerusalemme, all’interno della Basilica della Resurrezione. Il tratto inequivocabile fu confermato dalla firma venuta alla luce solo dopo tre mesi di restauro della tela, eseguito a Parigi presso l’Atelier di Serge Tiers tra la fine del 2013 e l’inizio del 2014, per volere del gallerista francese e specialista d’arte, Maurizio Canesso, che si era recato in viaggio a Gerusalemme per far restaurare alcune opere in Terra Santa con Nicola Spinosa, direttore del Museo di Capodimonte.

(Fonte foto www.custodia.org)

Qui notò più da vicino il quadro che domina l’edicola, un olio su tela di un metro e mezzo, che era lì, come testimoniano gli archivi, già prima del 1808, data dell’incendio che devastò parte della Basilica della Resurrezione. L’opera nel tempo era stata completamente annerita dal fumo dei ceri votivi e delle lampade ad olio, dalla polvere e dall’umidità. Col permesso delle Comunità greco-ortodossa, armena e dei francescani, la tela è stata ripulita dalle incrostazioni e dall’annerimento che alla fine del 2014 ha portato alla incredibile scoperta. Il dipinto venne riportato nel suo degno posto, dove era stato collocato alla fine del Seicento, forse per volere di un benefattore napoletano, un religioso dell’ordine dei frati minori.

Oggi la tela è tornata sul fronte dell’Edicola del Santo Sepolcro di Gerusalemme, protetta da una lastra di vetro speciale che le permette di respirare senza prendere polvere. Ed è tra le più viste al mondo.

A segnalarla alla redazione è stato Antonio, un amico corrispondente del giornaledelcilento.it. «E’ un orgoglio, una cosa straordinaria per noi cilentani», ci scrive allegandoci la foto. 

Scopriamo con Don Gianni Citro, appassionato d’arte ed esperto conoscitore del De Matteis, che il pittore aveva dipinto un’altra Resurrezione di Cristo, nella quale compaiono altri personaggi, la tomba con la pietra divelta e i soldati scaraventati a terra. «Il quadro di Gerusalemme infatti è identico ad un altro, è una derivazione del più noto. E’ il rifacimento nella parte superiore, ad indicare il Cristo che, libero dalla pietra tombale, sale verso il cielo». 

Il Cristo si presenta avvolto da una luce delicata e calda, che si libra al di sopra del sepolcro, nel momento più emozionante e suggestivo della cultura cristiana. Un tema, quello della Resurrezione di Cristo – il volo impareggiabile verso l’infinito, la vittoria del risorto sulla morte – che è stato centrale nei capolavori di artisti come Giotto, Piero Della Francesca, Tiziano, Raffaello ed altri in Europa. «Il quadro – ha aggiunto don Gianni – è una testimonianza del passaggio del De Matteis dal Barocco al Roccocò e si presenta con una pittura più luminosa, arcadica e dolce nei tratti, che ha mantenuto un ottimo stato di conservazione, sebbene quasi completamente coperta dal fumo». 

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Orria, inchiesta su presunti rifiuti interrati. Inverso: «Niente percolato»

di Marco Santangelo

Prosegue l’inchiesta sui presunti rifiuti interrati in un terreno tra il Comune di Orria e la frazione di Piano Vetrale. Le immagini esclusive girate all’interno dell’ex Mattatoio dalle telecamere del giornale del Cilento, hanno sollevato non pochi dubbi in paese. Logicamente l’area interessata è stata sottoposta a sequestro dai carabinieri del Noe di Salerno. Dalle riprese si può notare come siano stati effettuati dei primi scavi per la successiva analisi del terreno. Una grande quantità di rifiuti è stata ritrovata sul posto, in un luogo che per anni è stato utilizzato come un sito di stoccaggio completamente «abusivo» e in cui le presunte «attività illecite di abbandono proseguivano inosservate». Stiamo parlando di materiale di ogni genere: ferro, vetro, vernici, elettrodomestici, attrezzatura da ufficio, materiale edile ed elettronico e molto altro ancora. Tre sono le persone che risultato indagate dalla procura. Si tratta del legale rappresentante di una locale impresa operante nel settore edilizio, dei un tecnico comunale e un operatore ecologico. Dovranno rispondere di attività di gestione di rifiuti illecita e non autorizzata. A confermare la tesi degli inquirenti, è il fatto che l’area di trasbordo dei rifiuti, scarico e carico, si trova in tutt’altro posto. Ovvero in un punto adiacente alla strada tra il Comune di Orria e la frazione di Casino Lebano. Un territorio in possesso della chiesa a cui il Comune paga l’affitto. A parlare adesso è il sindaco di Orria, Mauro Inverso, pronto a fare chiarezza su alcuni dettagli della vicenda e ad assicurare che, qualsiasi sia la portata del «disatro ambientale», l’amministrazione sarà pronta a rispondere apportando al più presto una risoluzione definitiva. Inverso tende a precisare il fatto che «non sia stato rinvenuto del percolato» e che questo caso «non debba essere paragonato a quanto accaduto nell’inchiesta Terra dei Fuochi», evitando, almeno per il momento, allarmismi di ogni genere. Il primo cittadino afferma che lui e la propria giunta erano all’oscuro di quanto accadeva nell’area ex Mattatoio. «Nel merito – ribatte il primo cittadino di Orria – segnalo che l’area è stata utilizzata, presumibilmente, quale sito di stoccaggio dalle passate amministrazioni, non da quella in carica. L’attuale amministrazione ha invece provveduto ad avviare tutte le procedure previste dalla normativa di settore (caratterizzazione), al fine di approfondire alcune segnalazioni pervenute». Proprio per «far fronte a questo problema» e per «evitare che in futuro possa ripetersi una situazione del genere», Inverso ha spiegato che «sono state attivate delle procedure di collaborazione con le forze dell’ordine». Il tutto avverrebbe tramite un piano di video sorveglianza. INTERVISTA FRANCO ORTOLANI «Abbiamo messo in bilancio una somma di 10 mila euro – spiega il sindaco – per attivare la video sorveglianza in collaborazione con il corpo dei carabinieri forestale di Stio per avere ulteriori telecamere e fare in modo che questo fenomeno che per lungo tempo ha caratterizzato i nostri territori venga annientato». Infine Inverso conclude rassicurando la popolazione di aver attivato tutti i procedimenti tecnici per l’affidamento a ditte specializzate per la rimozione di abbandono di ingombranti lungo le strade del nostro territorio.

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Orria, inchiesta su presunti rifiuti interrati. Ortolani: «Problema esiste»

di Marco Santangelo

Il chiacchiericcio si fa sempre più fitto. Notizie frammentate trovano riscontro nelle immagini esclusive girate dalle telecamere del Giornale del Cilento mentre in paese c’è chi preferisce «non dire nulla sulla questione». A Orria, piccolo centro del Cilento, sono arrivati i carabinieri del nucleo operativo ecologico di Salerno. Sono stati condotti lì da una denuncia, o forse più, che li ha portati a scoprire un sito di stoccaggio di rifiuti speciali, pericolosi e non, non propriamente lecito. 

I responsabili sono finiti nei guai e sono scattati i sigilli per l’area in questione. Sembrerebbe, infatti, che una notevole quantità di rifiuti sia stata interrata a diversi metri di profondità nel sottosuolo, in una zona conosciuta dalla gente del posto come ‘Ex mattatoio’. I numerosi reclami, accompagnati da una denuncia sottoscritta dai cittadini stessi, ha così portato a galla una scoperta che fa rumore. 

I carabinieri hanno ritrovato materiale di ogni genere: ferro, vetro, vernici, elettrodomestici, attrezzatura da ufficio, materiale edile ed elettronico e molto altro ancora. Tre sono le persone finite sul taccuino degli inquirenti. Si tratta del legale rappresentante di una locale impresa operante nel settore edilizio e altri due. Dovranno rispondere di attività di gestione di rifiuti non autorizzata. Ma non è finita qui: i militari hanno sottoposto a sequestro non solo l’area ma anche il camion adibito alla raccolta dei rifiuti. 

La notizia più sconvolgente riguarderebbe il fatto che nella stessa area è presente uno dei serbatoi principali di acqua potabile del paese, acqua che viene utilizzata per essere bevuta ma anche per l’irrigazione. Come se non bastasse, a pochi chilometri sono presenti numerosi campi coltivati da privati. 

Abbiamo raggiunto telefonicamente Franco Ortolani, geologo nonchè professore dell’Università Federico II di Napoli e membro della commissione Ambiente di Palazzo Madama. Ortolani ha chiarito alcuni aspetti spiegando come «le inflitrazioni d’acqua potrebbero trascinare con sé i vari agenti inquinanti rilasciati dai materiali depositati/interrati compromettendo quindi le coltivazioni». Per quanto riguarda il serbatoio dell’acqua, Ortolani afferma che «potrebbero esserci delle serie complicazioni qualora il serbatoio si trovasse sotto la superficie del suolo». «Il problema esiste – ha chiosato Ortolani – esiste!». 

L’inchiesta del Giornale del Cilento va avanti. Come vanno avanti le indagini della procura e dei carabinieri. Nell’area sottoposta a sequestro sono state praticate delle buche dagli inquirenti, probabilmente per tirare via del materiale che verrà poi sottoposto ad analisi. Nel caso si aspettano i risultati che potrebbero fungere da risposta alle molteplici domande prive, al momento, di spiegazione certa.

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Orria, inchiesta presunti rifiuti interrati | Puntata 1

di Marco Santangelo

I carabinieri hanno ritrovato materiale di ogni genere: ferro, vetro, vernici, elettrodomestici, attrezzatura da ufficio, materiale edile ed elettronico e molto altro ancora. Leggi l’articolo completo 

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Piano Vetrale, alla scoperta del borgo dei murales

di Marianna Vallone

Piano Vetrale è un piccolo borgo di collina cilentano, frazione di Orria, conosciuto come il Paese dei Murales, che dagli inizi degli anni ’80, ha messo a disposizione i muri esterni delle proprie case agli artisti interessati ad affrescarli. Nel Cilento è l’unico caso di paese dipinto, insieme ad Ottati. Oggi è diventato un museo a cielo aperto con oltre cento murales, grazie negli anni al lavoro e alle attività della proloco con la manifestazione Il pennello d’oro, una iniziativa nata per omaggiare Paolo De Matteis pittore della scuola napoletana del Seicento che dipinse grandi capolavori in tutta Europa. Sfoglia la gallery:
Foto ©Marianna Vallone  

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