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‘Dieta Mediterranea’, il tour prosegue in libreria e nelle radio

di Redazione

Showcooking con ricette della dieta mediterranea e canzoni classiche napoletane per promuovere nelle piazze d’Italia uno stile di vita longevo, sano e felice: questa l’idea originaria del progetto “Dieta Mediterranea in Tour” ideato dall’associazione Apaie.

La Dieta Mediterranea è patrimonio culturale immateriale dell’umanità secondo l’Unesco e modello di vita sostenibile dai numerosi effetti benefici per la salute; modello di vita, life style appunto e non solo questione di alimentazione ma di “clima” sociale e culturale. Secondo recenti ricerche scientifiche coltivare le tradizioni allunga la vita e la musica classica napoletana anche per questo è patrimonio “emozionale” dell’umanità non solo locale ma glocale.

Un binomio magico tra due “ricchezze” dal forte valore identitario che vanno tutelate e promosse per riappropriarci di uno stile di vita migliore. Non sono mai stati messe insieme ma sono parte dello stesso humus culturale, compongono il clima di un territorio dando valore l’una all’altra.

Sospeso temporaneamente per l’attivazione delle misure di sicurezza legate alla pandemia, il tour riprende nelle librerie con l’uscita di “Terra, aspettami! Il felice ritorno al futuro” il nuovo libro di Daniela Pastore e Tonino Scala, Gutenberg Edizioni.

Sinossi Una moderna storia ecologista che ha per protagonista una famiglia di Milano che decide di cambiare vita e di trasferirsi in Cilento. La pandemia gli ha insegnato che la vita frenetica della metropoli non è vita. Bisogna ritornare al passato per avere futuro. La casa paterna e la comunità che avevano lasciato per garantirsi un futuro roseo diventano la loro nuova ancora di salvezza per ricominciare a vivere. Il Cilento, terra fertile ed accogliente, patria della Dieta Mediterranea e Patrimonio dell’Umanità è il posto giusto dove far crescere Mary, adolescente tutta iphone e skate, alla quale i genitori vogliono trasmettere dei nuovi valori. Imparerà che nei paesi esistono ancora le relazioni umane forti e vere, le bellezze naturali e paesaggistiche che riempiono il cuore, la cucina sana e di tradizione, la lentezza che ti porta ad apprezzare le piccole cose. Durante il viaggio in suv, papà Aniello ingegnere informatico che sogna di ritornare a lavorare la terra e mamma Claudia insegnante decisa a condurre una vita ecosostenibile cercano di spiegare alla loro figlia i vantaggi di questa scelta. Ma a Mary sembra tutto molto fumoso, come la nebbia di Milano, finché una volta arrivati si accorgerà di quanto avessero ragione i suoi genitori. All’inizio vedeva solo alberi, poi si accorse delle radici, di quelle “rareche” d’ulivo che simbolicamente rappresentano il nostro radicamento nella terra d’origine che ci sa accogliere, ci restituisce il nostro passato, di cui abbiamo bisogno per costruire il nostro futuro.

La prefazione è del presidente dell’Ente Parco del Cilento e Vallo di Diano, Tommaso Pellegrino che ha accolto con entusiasmo l’uscita di questo libro dedicato al Cilento, terra che ha tanto da raccontare. Ma che sa anche ascoltare. Terra, aspettami è una invocazione che arriva direttamente al cuore. 

Il libro lo si trova in libreria ma anche in “Fm” dove Dieta Mediterranea in Tour prosegue con i suoi protagonisti e gli artisti della musica e dei fornelli, come se si fosse in piazza. Il primo appuntamento sarà su Radio Castelluccio giovedì 10 dicembre alle 19, con gli autori del libro e la cantachef Angelica Sepe nota per le sue apparizioni in RAI alla “Prova del Cuoco ed a “Detto Fatto”. Sarà questa prima tappa “social-radiofonica” un’occasione per scoprire le tradizioni di due perle cilentane, Pollica e Piaggine insieme ai rispettivi sindaci Stefano Pisani e Guglielmo Vairo. In onda anche il giornalista del Mattino Alfonso Sarno, mentre a condurre la tappa virtuale del tour la giornalista Rossella Pisaturo con Luca Iovine, aziendalista e divulgatore.

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Covid, comune di Pollica vicino alla popolazione: attiva assistenza

di Redazione

di Antonio Vuolo

Anche il comune di Pollica si attiva per fornire assistenza alla popolazione, soprattutto per i più anziani, a seguito dell’istituzione della zona rossa in Campania. Il comune retto da Stefano Pisani, attraverso il Centro Operativo Comunale di Protezione Civile, ha avviato un servizio di supporto attivo ai cittadini con l’obiettivo di limitare al minimo, soprattutto per le persone anziane e più cagionevoli, le attività lontano dalla propria abitazione. Per le richieste di supporto basta telefonare o inviare un messaggio a Carla Ripoli al numero 3496516097 che coordina per il COC le attività di supporto.

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Pioppi, al via “Aperitivo Mediterraneo” nel nome di Ancel Keys

di Marianna Vallone

Coniugare cibo e territorio è sempre un’arma vincente, soprattutto se ci si trova nel Cilento, terra di straordinaria bellezza, ricca di testimonianze storiche e archeologiche e culla della famosa dieta mediterranea. Uno stile di vita riconosciuto dall’Unesco patrimonio immateriale dell’umanità che trova origine in una piccola perla della costa cilentana, Pioppi, ribattezzata capitale mondiale della dieta mediterranea. Ad essa e al suo teorizzatore Ancel Keys è dedicato un museo istituito presso il seicentesco Palazzo Vinciprova che ospita, anche, il Museo Vivo del Mare. Per questo, ben si presta ad ospitare “Aperitivo Mediterraneo”, il primo di un ciclo di eventi itineranti che vedrà protagonisti i prodotti di eccellenza della dieta mediterranea. «L’obiettivo – spiega la Tenuta Chirico di Ascea, promotore dell’iniziativa – è promuovere e recuperare le tradizioni del territorio e i sapori di una volta, da trasmettere soprattutto alle nuove generazioni”.La serata, con inizio alle ore 19:00, sarà aperta da Valerio Calabrese, direttore del Museo Vivente della Die­ta mediterranea e del Mare. Nell’ottica di fare rete, tante le aziende cilentane che faranno degustare i propri prodotti genuini. Seguirà l’esibizione in acoustic live del gruppo “In The Loop”.

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Quattro comuni insieme per il primo itinerario Slow d’Italia, c’è Pollica

di Redazione

Turismo di massa, alta stagione, visite mordi e fuggi a paesaggi e luoghi d’arte: niente di tutto questo connoterà il nascente quadrilatero del turismo slow italiano, che vede ai vertici il pittoresco borgo collinare di Asolo (Treviso), la capitale del Chianti fiorentino Greve in Chianti (Firenze), la città della Rupe Orvieto (Terni) e la piccola polis Pollica nel Cilento. Si tratta di un progetto pilota di CittaSlow International, una sperimentazione a livello internazionale nata in seno all’annuale assemblea CittaSlow Italia (che riunisce 84 città italiane; sono 240 nel mondo) che, in un’ottica di turismo sostenibile, si concretizza in un itinerario inedito, il primo in Italia, limitato nei numeri e nello spazio per rispettare i luoghi e le comunità, che guarda all’ambiente e alla cultura come possibilità per lo sviluppo dei territori locali, puntando alla rivalorizzazione dei borghi, allo sviluppo sostenibile e alla residenzialità. L’idea ha iniziato a delinearsi nel 2016, muovendo dall’esigenza di differenziare il turismo nelle piccole città privilegiando i periodi meno affollati (‘fuori stagione’), puntando sulla dimensione internazionale (per questo è stato posto come requisito fondamentale la vicinanza di un aeroporto). Gli spostamenti avverranno in pullman e ogni città proporrà una propria guida specializzata, con il compito di far conoscere anche l’artigianato e le piccole produzioni locali. Il pacchetto, ideato e promosso dai quattro Comuni, prevede una permanenza di 20 giorni, quattro per ciascuna località: l’arrivo è previsto a Venezia, città dalla quale raggiungere Asolo e proseguire poi per Greve in Chianti, Orvieto e Pollica, con partenza infine da Napoli (sono stati privilegiati due grandi aeroporti per favorire il turismo internazionale).

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Omicidio Vassallo, Iene indagano su vigilessa e il generale Pisani: «Forse la svolta»

di Marianna Vallone

Alcune confidenze, arrivate da una fonte che la redazione delle Iene lascia nell’anonimato, portano l’inchiesta di Giulio Golia e Francesca Di Stefano sull’omicidio di Angelo Vassallo, dalla famiglia Pisani, ovvero quella del generale e fondatore di Ros, Domenico Pisani, di sua figlia Ausonia Pisani e del genero, Sante Fragalà. C’è un ruolo del generale e della sua famiglia nel caso della morte del sindaco di Pollica?

La fonte fa alle Iene una rivelazione clamorosa che li spinge ad approfondire il possibile ruolo di una figura molto importante, l’ex generale dei carabinieri, originario di Pollica, con Angelo Vassallo. Il militare tornava spesso nel Cilento, a Pollica, e sembra che i rapporti tra lui e il sindaco Vassallo non fossero esattamente idilliaci. Secondo quanto rivela la fonte dietro a queste tensioni ci sarebbe stata la richiesta di Pisani di concedere ai fratelli Esposito una concessione balneare, rifiutata però da Angelo. Il lido in questione avrebbe dovuto essere gestito dalla figlia del generale, Ausonia. Lei, vigilessa ad Albano Laziale, è stata coinvolta l’anno successivo alla morte del sindaco, esattamente 8 mesi dopo l’assassinio di Vassallo, in un famoso caso di cronaca, coinvolta in un caso di spaccio di droga, sfociato in una sparatoria in cui morirono due persone. Per questa storia è stata condannata a 16 anni. Una condanna di 26 anni sta invece scontando Sante Fragalà, all’epoca compagno ed oggi marito, perché sarebbe stato lui, secondo la verità giudiziaria, a sparare materialmente alle due vittime.

Cosa c’entra con l’omicidio Vassallo? A collegarli è un dettaglio, cioè la pistola posseduta da Ausonia ma originariamente proprietà del generale: l’arma era simile a quella che avrebbe ucciso il sindaco di Pollica. La perizia svolta sulla pistola, però, avrebbe escluso che si tratti della stessa arma. Ma ci sarebbe anche un’altra pistola calibro 9×21: sembra infatti che Ausonia Pisani quel giorno avesse con sé un’altra arma, dello stesso modello ma con la matricola abrasa. Quella pistola fu però trovata nascosta in casa sua solo due anni dopo, nel 2013. 

Le armi sono l’altro capitolo ancora da verificare. Perché una calibro 9×21, come quella di proprietà della vigilessa, è stata usata nel delitto di Angelo Vassallo avvenuto prima delle 23 sulla strada che da Pollica conduce ad Acciaroli, dove lui abitava.

Qui il servizio completo delle Iene

C’è un’altra terribile coincidenza. Sembra che nei giorni della morte del sindaco i telefoni di Ausonia Pisani e Sante Fragalà si fossero agganciati alla cella della zona di Pollica. E il compagno della figlia del generale, secondo gli investigatori, sarebbe stato uno dei capi del Clan Fragalà, presunta associazione mafiosa attiva sul litorale di Roma. 

Dopo la condanna per quel doppio omicidio Sante Fragalà è diventato un collaboratore di giustizia e ha contribuito a far arrestare quasi tutti i componenti della sua famiglia. Che esista un possibile collegamento tra questa vicenda e l’omicidio di Angelo Vassallo non è possibile stabilirlo ma le Iene nel loro quarto capitolo dell’inchiesta sono stati a Roma a casa del generale Pisani. A parlare è stata principalmente la moglie, la quale ha negato qualsiasi tipo di colpa e di collegamento con l’omicidio Vassallo e ha detto a Giulio Golia che furono i fratelli Esposito a chiedere di essere raccomandati a Vassallo per le concessioni dello stabilimento balneare. Un particolare che però i due fratelli salernitani ed imprenditori negano categoricamente: «Non avevamo alcun bisogno di raccomandazioni perché avevamo un buon rapporto con Angelo – dicono alle Iene – ma soprattutto non eravamo noi a voler realizzare lo stabilimento balneare, bensì proprio il generale Pisani che ci aveva invitati, in qualità di pubbliche relazioni, a portare gente a Pollica quando lui otteneva le concessioni».

«E’ possibile che Fragalà avesse commesso questo omicidio? I loro telefoni erano agganciati a Pollica». Chiede Golia alla moglie di Pisani ma lei nega.

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Omicidio Vassallo, Dario: «All’Antimafia ho fatto i nomi di chi l’ha ucciso»

di Marianna Vallone

Intervistato da Repubblica, Dario Vassallo dice: «Ho detto tutto alla commissione Antimafia. Durante l’audizione dei giorni scorsi ho fatto i nomi di quelli che, secondo me, sono i responsabili dell’omicidio». Il fratello del Sindaco Pescatore, Angelo Vassallo, ucciso ad Acciaroli  il 5 settembre 2010 con nove colpi di pistola cerca la verità da nove lunghi anni sull’omicidio di suo fratello Angelo, il sindaco di Pollica.

Un’inchiesta delle Iene, di Giulio Golia e Francesca di Stefano, ha riacceso i riflettori sul caso. Il programma Mediaset nella prima puntata ha raccontato tutto quello che sembra non tornare nella ricostruzione di quella notte e tutti i dubbi ancora da sciogliere intorno all’omicidio. Nella seconda parte i giornalisti si sono concentrati sul numero curiosamente alto di carabinieri a vario titolo coinvolti nella vicenda. Nella terza parte l’attenzione è puntata tutta sul giro di droga nella frazione di Acciaroli di cui Angelo Vassallo si era lamentato più volte. Alla locale caserma dei carabinieri aveva chiesto duri interventi per arginare lo spaccio di sostanze stupefacenti.

Dario Vassallo a Repubblica dice: «Secondo me siamo molto vicini alla verità. In questi ultimi giorni ho appreso, anche grazie alla trasmissione Le Iene, dettagli che non conoscevo. – ha detto – Continuo a pensare che la vera svolta debba essere cercata qui, ad Acciaroli, dove ci sono tre o quattro personaggi che presto avranno un nome e un cognome».

Attualmente l’unico indagato è l’ex sottufficiale Lazzaro Cioffi, ora sotto processo perché accusato di alcune complicità con il boss della droga del Parco Verde di Caivano. Secondo la Procura di Salerno, che coordina l’inchiesta condotta dai carabinieri, il movente più accreditato sarebbe proprio la guerra che il sindaco aveva dichiarato allo spaccio di droga.

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Cilento, spunta una lontra sul porto: il video è virale

di Redazione

Al porto di Acciaroli, in Cilento, questo esemplare di lontra europea è ormai di casa. «Sebbene la specie trovi il suo habitat ideale lungo i fiumi e i laghi, il mammifero ha trovato nella straodinaria salubrità delle acque cilentane il suo rifugio ideale, come testimoniano gli abitanti della zona», spiega il sindaco di Pollica Stefano Pisani a Repubblica. «Si tratta di un avvistamento raro – afferma Valerio Calabrese di Legambiente Campania, direttore Museo del Mare di Pioppi, sempre al quotidiano Repubblica – La presenza di questo straordinario animale conferma uno stato dell’acqua di grande valore ecologico, attestato più volte dai riconoscimenti di Legambiente con le 5 Vele e la presenza del Museo del mare, dove è stato appena inaugurato un centro dedicato alla salvaguadia delle tartarughe marine».
video di Davide Vassallo
 

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Inaugurata in Cilento la casa delle tartarughe marine

di Luigi Martino

Oggi è la giornata mondiale delle tartarughe. Una speciale giornata che l’American Tortoise Rescue ha inaugurato nel 2000 per promuovere la conservazione di tutte le specie di tartarughe in tutto il mondo e contribuire a difenderle dai pericoli che minacciano la loro sopravvivenza. Quale miglior modo, allora, di celebrare questa giornata, se non inaugurando il Marine Turtle Center, una nuova struttura TartaLife a Pioppi di Pollica, nel cuore del Cilento, dove svolgere attività d’informazione e sensibilizzazione nei confronti di pescatori, operatori del turismo, turisti e popolazione locale, accogliere animali in difficoltà da trasferire in modo adeguato nei centri di recupero, organizzare attività di monitoraggio delle spiagge e il controllo delle possibili nidificazioni.

Grazie al progetto europeo TartaLife per la riduzione della mortalità delle tartarughe marine durante le attività di pesca professionale, all’interno del Museo Vivo del Mare situato nel Parco del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, è stato allestito un apposito spazio con vasche di stabulazione dove ricoverare temporaneamente esemplari di tartaruga catturati accidentalmente o rinvenuti in difficoltà in mare, in attesa del trasferimento, nel minor tempo possibile e con le dovute attenzioni, nei Centri specializzati per le cure in vista della loro successiva liberazione.

All’inaugurazione del Marine Turtle Center hanno partecipato molti ospiti tra i quali:

  • Stefano Di Marco (responsabile Progetti Speciali di Legambiente)
  • Valerio Calabrese (responsabile Museo Vivo del Mare)
  • Stefano Pisani (Sindaco di Pollica)
  • Tommaso Pellegrino (Presidente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni)
  • Antonio Briscione (Presidente Parco Regionale Riserva Foce Sele Tanagro)
  • Raffaele Esposito (Presidente Regionale FIBA)
  • Vittorio Rambaldo (Pescatore)
  • Orlando Paciello (Presidente Ordine Medici Veterinari di Salerno)
  • Michele Buonomo (Segreteria Legambiente Campania)
  • Antonio Nicoletti (Responsabile Aree protette e biodiversità di Legambiente)

«Siamo molto contenti di inaugurare oggi questa struttura che potrà svolgere le sue attività anche grazie alle donazioni ottenute con la campagna di adozione simbolica delle tartarughe marine Tartalove, su un tratto di costa abitualmente frequentato dalle tartarughe Caretta caretta – ha dichiarato il responsabile Aree protette di Legambiente Antonio Nicoletti -. Analogamente a quanto sta avvenendo in altre località, la struttura può essere anche promotrice della campagna di sensibilizzazione nei confronti dei gestori di stabilimenti balneari per individuare i ‘lidi amici delle tartarughe’. Una iniziativa che ha avuto molto successo in Toscana con numerosi lidi che hanno deciso di adottare le nostre linee guida per spiagge a misura di nido, e che oggi lanciamo qui con la speciale e preziosa adesione della Federazione Italiana Imprese Balneari (FIBA) che ha scelto di firmare un protocollo d’intesa ad hoc per diffondere tra i suoi associati questa campagna».

La cerimonia che si è tenuta stamane a Pioppi (Foto A. Vuolo)

«Abbiamo condiviso questo progetto con grande convinzione consci dell’importanza del tema della ecosostenibilità; gli operatori balneari della FIBA sono molto attenti ai temi della sostenibilità balneare italiana; preservare il mare, le spiagge e le zone limitrofe è fondamentale – ha dichiarato Maurizio Rustignoli, Presidente FIBA Confesercenti -. Con convinzione portiamo avanti una collaborazione che abbiamo da tempo con Legambiente; abbiamo da subito sposato questo nuovo progetto in quanto riteniamo essere una scelta di civiltà. Un plauso speciale, per l’attenzione dimostrata su questo progetto, voglio farlo al collega Raffaele Esposito, Presidente della Fiba Campania nonché coordinatore di una commissione della FIBA specializzata sulle tematiche ambientali».

«È un passo importante per la nostra azione di sensibilizzazione e informazioni ai cittadini e agli operatori circa un approccio nuovo e responsabile nei confronti del mare – ha aggiunto il responsabile del Museo Vivo del Mare Valerio Calabrese -. Il nostro museo ospita circa 15.000 visitatori all’anno, di cui per la metà scolaresche. Le tartarughe marine sono uno straordinario veicolo di narrazione per coinvolgere i cittadini sulla salvaguardia degli ecosistemi marini»

Nel complesso, sono oltre130 mila le tartarughe marine della specie Caretta caretta che ogni anno, nel Mediterraneo, rimangono vittima dicatture accidentali da parte dei pescatori professionisti. Circa 70 mila abboccano agli ami utilizzati per la pesca al pescespada, oltre 40 mila restano intrappolate nelle reti a strascico e circa 23 mila nelle reti da posta, per un totale di 133.000 catture accidentali con oltre 40 mila casi di decesso. Considerando nel calcolo anche tutti i pescherecci comunitari e le migliaia di piccole imbarcazioni che dai Paesi africani si affacciano sul Mediterraneo, si arriva più verosimilmente a una stima di 200 mila catture e proporzionalmente a circa 70 mila decessi.

Ma non è solo la pesca a minacciare questa specie. I rifiuti in plastica infatti sono i materiali più frequentemente rinvenuti nell’organismo delle tartarughe ricoverate nei nostri centri. La plastica erosa dall’acqua e dagli agenti atmosferici si frammenta ma non sparisce mai completamente. Le tartarughe, come i pesci e gli uccelli marini, rimangono intrappolate nelle fibre più resistenti oppure ingeriscono i frammenti con conseguenze terribili, dal blocco dell’apparato gastrointestinale all’impossibilità di immergersi o di nutrirsi normalmente.

Le tartarughe marine hanno bisogno di noi. Per questo è importante aprire e sostenere i centri di recupero diffusi sulle coste italiane e sensibilizzare tutti coloro che amano ed hanno a che fare con il mare, a partire dagli operatori balneari. Il protocollo firmato oggi a Pollica dalla FIBA ci consentirà, infatti, di ampliare significativamente il numero degli arenili ‘amici delle tartarughe’ che verranno insigniti, dopo l’adozione delle linee guida per la gestione sostenibile delle spiagge per la nidificazione, della bandiera azzurra di Tartalove.

L’adesione al protocollo impegna, infatti, gli imprenditori a promuovere iniziative di formazione per gli addetti alla pulizia degli arenili per il riconoscimento delle tracce di tartaruga marina e le regole da adottare in caso di presenza di nidi o di piccoli; a diffondere le informazioni corrette ai turisti sui comportamenti più idonei da adottare per non danneggiare nidi e non spaventare o confondere con luci o rumori eccessivi gli esemplari in cerca di un luogo appartato; a distribuire materiale informativo sulle tartarughe marine oltre che a predisporre progetti locali, nazionali e comunitari per la tutela delle tartarughe marine.

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Dario Vassallo: «Mi hanno minacciato di morte»

di Luigi Martino

Minacce di morte all’indirizzo di Dario Vassallo, fratello di Angelo, il sindaco-pescatore di Pollica ucciso a colpi di pistola il 5 settembre del 2010 da mano ancora ignota. Dario, sabato scorso, si è recato negli uffici della caserma dei carabinieri di Roma ‘La Storta’ per denunciare un uomo cilentano per presunte minacce di morte. A rivelarlo è proprio lui, presidente della fondazione ‘Angelo Vassallo sindaco pescatore‘, attraverso il profilo Facebook personale: «Avverto gli altri seguaci di chi non ha visto, non ha sentito e non ha parlato, di non avere frette, di non spingere, c’è posto anche per voi. Tranquilli». Poi Dario si rivolge ai suoi contatti web rivelando un particolare sull’autore delle minacce: «Cari amici state tranquilli che il nostro cammino, tutti insieme, continua senza sosta e quando la politica arriva a minacciarti di morte, significa che non è più politica ma camorra».

L’attacco sui social «Vassallo ma vai a fanculo. A me di Angelo Vassallo non me ne frega un cazzo. Se l’hanno ammazzato un motivo c’era. Alfieri tutta la vita». E’ questo il contenuto di un messaggio pubblicato sui social da G.L. e indirizzato a Dario Vassallo. Un elemento da non sottovalutare. La diatriba che si consuma a distanza tra Dario Vassallo e Franco Alfieri, l’ex sindaco di Agropoli in corsa per le Comunali di Capaccio Paestum, potrebbe essere alla base delle presunte minacce. Minacce che, è bene sottolinearlo, sarebbero state rivolte a Dario da una persona non nota a chi scrive. Dario, infatti, non ha rivelato ancora alcun nome. O, perlomeno, non l’ha fatto con la stampa ma ai carabinieri sì.

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Rinviato processo «carabiniere infedele», sarebbe coinvolto in omicidio Vassallo

di Redazione

Colpo di scena nel corso della la prima udienza dibattimentale, dinanzi al tribunale di Napoli Nord, a carico di Lazzaro Cioffi, 57 anni, carabiniere originario di Casagiove finito in cella per corruzione e spaccio di droga con l’aggravante del metodo mafioso.Il brigadiere, secondo indagini della Procura di Salerno, sarebbe coinvolto nell’omicidio del sindaco di Pollica Angelo Vassallo con un’altra persona in via di identificazione. Il processo, ora, dovrà essere assegnato ad un’altra sezione pertanto è slittato alla prossima settimana perché uno dei giudici del collegio si è dovuto astenere per una parentela con pubblico ministero che ha effettuato le indagini. Secondo l’accusa della procura della Dda di Napoli, Cioffi avrebbe informato esponenti del clan Ciccarelli di indagini riservate e su imminenti perquisizioni da farsi al ras del Parco Verde di Caivano Pasquale Fucito. I fatti contestati a Cioffi risalgono a quando il 57enne era in forza al nucleo investigativo dei carabinieri di Castello di Cisterna, ruolo che ha ricoperto fino al giorno dell’arresto scattato il 19 aprile del 2018.  Il brigadiere, secondo indagini della Procura di Salerno, sarebbe coinvolto nell’omicidio del sindaco di Pollica Angelo Vassallo con un’altra persona in via di identificazione.

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Arresti in Cilento per appalto, sindaco Pollica: «Onestà ha vinto»

di Luigi Martino

«E’ la vittoria della cultura dell’onestà e della difesa della cosa pubblica». Così il sindaco di Pollica, Stefano Pisani, commenta il tentativo di corruzione denunciato dal responsabile dell’Ufficio tecnico della cittadina cilentana ad opera di un imprenditore locale per «addomesticare» alcune gare d’appalto per la realizzazione della rete fognaria. Denuncia che ha portato all’emissione di quattro provvedimenti di custodia cautelare nei confronti di un imprenditore e di tre funzionari pubblici. «Viviamo un momento storico – prosegue – in cui l’aumento di episodi relativi al fenomeno corruttivo è sotto gli occhi di tutti. In un momento del genere è motivo di grande orgoglio constatare che funzionari del Comune che rappresento si assumano in prima persona rischi potenziali pur di camminare a schiena dritta e difendere la cosa pubblica. E’ la dimostrazione che la cultura dell’onestà non scende a compromessi e non ha paura di niente».

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Turisti giapponesi prenotano la metropolitana su gomma del Cilento

di Luigi Martino

«Siamo lieti di annunciarvi che con l’apertura delle vendite della Metropolitana su gomma del Cilento innumerevoli turisti campani, del centro-nord  Italia, e stranieri hanno prenotato il proprio posto sulla  tratta da Napoli Aeroporto e Stazione per il Cilento». Lo rende noto alla stampa Alessandro Infante, titolare di Cilento Bus Infante Viaggi. Le nuove linee Cilento Bus in partenza da tutto il Cilento per Salerno e Napoli dal 1 giugno al 15 settembre hanno attirato nuovi flussi turistici. Un servizio innovativo, di qualità, unica alternativa efficiente rispetto al treno e ai bus pubblici, quasi sempre senza aria condizionata e stracolmi. «Dai nostri terminali è balzato subito sotto i nostri occhi la prenotazione che alcuni turisti giapponesi hanno effettuato dalla parte del globo oltre oceano – continua soddisfatto l’imprenditore -. La prenotazione effettuata è relativa all’acquisto di biglietti Napoli aeroporto – Acciaroli». Chissà se Alessandro Infante immaginava un riscontro così forte mentre disegnava e ideava la Metropolitana su gomma del Cilento. «Un obiettivo raggiunto che ci dà la forza di migliorare, il Cilento è un territorio d’interesse comunitario ma che deve necessariamente migliorare la sua visibilità – continua Infante -. Molto probabilmente la prenotazione è giunta a seguito di attività turistiche promesse o indette dal Comune di Pollica e dalla classe imprenditoriale locale» conclude. Attraverso la rete e la filiera turistica tra il comparto pubblico e privato, il Cilento è divenuta una delle località di maggiore interesse a livello mondiale.

Il biglietto acquistato dal turista giapponese:

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Bollani, De Andrè e Vanoni a Viviamo Cilento

di Luigi Martino

Musica d’autore, passeggiate tra storia e cultura, degustazioni, giochi all’aria aperta per bambini e ragazzi. ViviamoCilento è lo slow festival che dal 26 al 28 aprile, grazie alla sensibilità e all’impegno del sindaco Stefano Pisani, si svolgerà nella terra che dal 1998 l’Unesco ha dichiarato Patrimonio mondiale dell’Umanità. ViviamoCilento è un festival giunto alla settima edizione, che si propone l’ambizioso obiettivo di far riscoprire una terra magica, quella di Pollica- Acciaroli, attraverso il connubio tra le sue radici identitarie e la visione di una contemporaneità capace di fare della cultura il motore per rilanciare il territorio. Un viaggio sensoriale dove vista, udito, palato e olfatto si sposeranno alla perfezione per dare vita a un week end indimenticabile. La musica Tre grandi stelle del panorama italiano saranno protagoniste di altrettante serate all’Arena del Mare di Acciaroli. Due aperitivi al tramonto, in riva al mare, tra salsedine e luci, in una location d’eccezione (De Andrè e Bollani) e una serata storica con la signora della musica italiana Ornella Vanoni. Venerdì 26 aprile (ore 19) ad aprire la tre giorni, sarà Cristiano De Andrè. A 20 anni dalla scomparsa di Faber, Cristiano De André presenta il tour “Storia di un Impiegato” ispirato al famoso concept album. Un disco che è la storia di una ribellione, sognata, tentata, fallita e, infine, paradossalmente riuscita, in cui Fabrizio De André, attraverso il linguaggio e la musica, riesce a rendere concreti gli ideali che hanno infiammato un periodo storico particolarissimo della storia italiana. Sabato 27 aprile (ore 21) sarà la volta di Ornella Vanoni, che accompagnerà il pubblico in un viaggio attraverso la sua carriera artistica, iniziata al Piccolo di Milano negli anni ’60, in cui presenterà i brani storici della mala, di Brecht e i successi che l’hanno fatta amare dalle platee italiane e non solo. Domenica 28 aprile (ore 19) l’Arena del Mare di Acciaroli ospiterà Stefano Bollani in “Piano solo”. Più che un tradizionale concerto al pianoforte, è un omaggio all’arte dell’improvvisazione. Nel momento in cui Stefano Bollani sale sul palco per il suo one man show, tutto può accadere. Lo spettatore è trascinato in un’avventura ogni sera diversa, passando da Bach ai Beatles, da Stravinskij ai ritmi brasiliani, con improvvise incursioni nel pop o nel repertorio italiano degli anni Quaranta.  

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Dario Vassallo e il suo nuovo libro: «Giglio marino ci accompagnerà in nuova avventura»

di Luigi Martino

«Ieri notte, dopo nove anni, ho finito di scrivere il mio nuovo libro. Lo pubblicheremo come Fondazione Angelo Vassallo, rimanendo volutamente lontano dalle case editrici. Ci vorranno almeno altri 30 giorni per la presentazione. Grazie a tutti voi che ci avete dato la forza e, non solo fisica. Il Giglio Marino ci accompagnerà in questa nuova avventura». Lo rende noto Dario Vassallo, fratello di Angelo, il sindaco pescatore di Pollica ucciso la notte del 5 settembre 2010 da mani ancora ignote alla legge. E’ proprio questo uno dei motivi principali che spinge Dario a scrivere, è smanioso di verità, di nomi, di giustizia. Tanti, forse troppi, i punti interrogativi che ruotano attorno a quello che è stato presto denominato come il ‘caso Vassallo’. Aspettiamo dunque di conoscere la data di presentazione del nuovo libro. Il ‘Sindaco Pescatore’, invece, è il libro scritto qualche anno fa da Nello Governato con la prefazione di Riccardo Iacona

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Le nonnine del Cilento diventano guide d’eccezione per una scolaresca di Torino

di Luigi Martino

Accade nel Cilento. Nel cuore di questa terra. Accade all’improvviso, senza aver organizzato nulla. Ieri, mercoledì 20 marzo, quando mancano poche ore alla primavera, tre scolaresche hanno deciso di visitare PollicaAcciaroli e Pioppi, culle della dieta Mediterranea. Gli alunni, di Torino, Solofra e Casalvelino, hanno visitato il museo vivente della Dieta Mediterranea e, alcuni di loro, avevano il compito di raccontare, sul giornalino della scuola, un luogo bello del territorio che avevano appena visitato. Eccole che sono entrate in gioco Giovannina e Maria, due nonnine del paese tanto amato da Ancel Keys. Via i ‘mantesini’ e velocemente hanno indossato i panni di guide d’eccezione. Hanno rubato letteralmente la scena a Valerio Calabrese, direttore del museo, che racconta con tanto piacere la storia attraverso i propri canali social: «Questo è un museo vivente. Questa è la dieta mediterranea. Questo è il Cilento».

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Omicidio Vassallo, spunta scooter. Angelo colpito da 9 colpi e non da 7

di Luigi Martino

«A distanza di 8 anni e cinque mesi, altri dubbi si incrociano con quelli precedenti e di colpo svanisce la fiducia nei confronti della Procura di Salerno e di altri uomini delle istituzioni. Percorreremo altre strade, legali e istituzionali, perchè nulla può essere lasciato al caso». Sono le parole di Dario Vassallo, fratello del ‘sindaco pescatore’ di Pollica, Angelo Vassallo, assassinato nel settembre del 2010 e i cui responsabili non sono ancora stati individuati. La rabbia di Dario, presidente della “Fondazione Angelo Vassallo”, è esplosa in seguito alla visione di alcuni atti ufficiali: «Avevamo fatto richiesta formale di visionare la relazione balistica e l’autopsia tramite il nostro legale, l’avvocato Antonio Ingroia. – spiega – Abbiamo scoperto, dopo quasi nove anni, una serie di elementi che nessuno ci aveva mai raccontato».

Dario Vassallo elenca le novità apprese dalla lettura degli atti. «Si legge che ad uccidere mio fratello sono stati nove colpi su nove. Per anni invece ci hanno ‘raccontato’ che su nove colpi esplosi dall’assassino o dagli assassini, solo sette avevano raggiunto il corpo di mio fratello. Gli stessi media per anni hanno riportato questa notizia e rileggendo decine e decine di articoli, quasi tutti evidenziano che Angelo fu colpito da 7 colpi di pistola. Abbiamo trovato solo due articoli dove l’unico a parlare di nove colpi era stato il vicecapo della polizia Francesco Cirillo. Perchè questa notizia non è mai stata rettificata dagli organi competenti?». «La relazione balistica – prosegue Dario Vassallo – dice anche chiaramente che “le lesioni obiettivate indicano chiaramente che si tratta di una o più armi caricate con cartucce a proiettile unico”. Perchè non ci hanno mai detto che le armi da fuoco potevano essere più di una? Inoltre, nella relazione si legge anche che l’aggressore “durante l’esplosione dei colpi si sarebbe trovato, in piedi o seduto sul sellino di un motorino, in posizione ‘sopraelevata’ rispetto alla vittima”. Perchè non ci hanno mai raccontato della possibile presenza di un motorino?». Il corpo di Angelo Vassallo, crivellato di colpi, venne ritrovato all’interno della propria auto, a poche decine dimetri dalla sua abitazione, il 5 settembre del 2010. I suoi assassini non hanno ancora un nome.

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Vassallo, fratello sindaco ucciso: «Almeno 3 sanno cosa è successo»

di Luigi Martino

E’ una storia che ha cambiato per sempre il Cilento. L’omicidio di Angelo Vassallo è una cicatrice sul volto pulito della legalità. Ma anche una macchia indelebile sulla giustizia. Giustizia locale, certo, ma anche nazionale. Un sindaco è stato assassinato mentre rientrava a casa. Di notte. Quasi nove anni dopo nessuno conosce il mandante. Nessuno conosce l’esecutore. Non sappiamo se ci sono stati complici. Il piano o il motivo per il quale Angelo è stato crivellato da diversi colpi di pistola. «Conosceva chi ha messo fine alla sua esistenza» hanno da subito affermato gli inquirenti. Sul delitto aleggiano tesi opposte. E accuse. Si punta il dito non solo contro la politica locale o contro qualcuno che sarebbe rimasto zitto. Si guarda con occhio diverso anche gli investigatori, «chi quel giorno doveva tutelare e proteggere il luogo del delitto e le prove». Prove che, sempre secondo parte dell’opinione pubblica, sarebbero state «inquinate». Volontariamente oppure no, questo nessuno lo sa. O meglio, nessuno si pronuncia.

Fatto sta che la famiglia di Angelo non ha mai smesso di lottare. Nonostante gli ostacoli. Nonostante il dolore. Nonostante Pollica avesse perso il suo sindaco-pescatore, colui che dall’ultimo piano del Municipio ha trasformato quel pezzo di Cilento nella splendida località turistica che è oggi. Dario e Massimo, fratelli di Angelo, hanno messo in piedi la Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore. Portano in giro per il mondo il nome di Angelo e raccontano a tutti la sua storia.

Abbiamo raggiunto Dario Vassallo per una intervista.

Dario, il 2019 potrebbe essere l’anno di svolta per le indagini sull’omicidio di Angelo?

Il  2019 potrebbe essere l’anno della svolta e a me sembra che ci sia la volontà investigativa ed istituzionale di chiudere il cerchio attorno a chi ha ucciso Angelo. 

In un primo momento la procura aveva fermato la lente di ingrandimento su personaggi locali, poi su Humberto Damiani e ora sul carabiniere Lazzaro Cioffi. Angelo conosceva queste persone?

Penso che Angelo indirettamente conoscesse queste persone, sicuramente conosceva benissimo le persone del posto che questi personaggi frequentavano e che ancora anche oggi continuano a spacciarsi per “amici di Angelo”. Tempo al tempo.

Possibile che nessuno a Pollica è a conoscenza del mandante, dell’esecutore o di qualche dettaglio che condurrebbe gli inquirenti dritti alla verità?

A Pollica – Acciaroli, ci sono almeno 3 persone che sanno quello che è accaduto quella sera e senza sapere sono diventati complici di un assassinio. Sono cose che ripeto da anni e in ogni angolo di questo Paese.

Cosa ha fatto in questi anni la politica locale. Cioè, in che modo ha contribuito alle indagini? 

La politica locale non ha fatto nulla, anzi negli anni ha fatto solo danni, fare festa il 5 settembre è stato veramente vergognoso e chi giustifica le sagre, la musica, le feste fatte nella stessa sera che ricorre l’uccisione del Sindaco, dello Stato, dovrebbe essere preso a pedate. Nel Cilento ho visto fare convegni in ogni luogo e su ogni cosa, ma mai un convegno sulla Legalità, o sul perché sia stato ucciso il Sindaco. Ripeto la politica locale non ha contribuito in nessun modo alla ricerca della verità, e mi riferisco non solo alla politica Cilentana, ma Campana e soprattutto mi riferisco a quegli uomini dello stesso partito di Angelo che ancora oggi si nascondono dietro ad espressioni del tipo “Faccio cosi perché il partito così vuole”. Ma poi il partito chi è? Ma pure questa storia e questi comportamenti sono conosciuti in tutto il Paese.

Angelo ha lasciato un esempio forte, forse anche difficile da seguire da un certo punto di vista. C’è chi nel Cilento onora la sua figura in qualche modo?

I sindaci del Cilento che percorrono la strada di Angelo, con innumerevoli difficoltà, sono Eros Lamaida, Pino Palmieri, Maurizio Tancredi e il già sindaco di Sapri, Giuseppe Del Medico. Poi ci sono 72 sindaci, 113 assessori, 268 consiglieri comunali e 17 segretari di circolo del Pd, per un totale di 470 firmatari che hanno sottoscritto la petizione per la candidatura di Franco Alfieri, affinché venisse candidato dal Pd nelle passate elezioni politiche, e che di colpo costoro hanno:

– Dimenticato due processi “Strade Fantasma” e processo ” Due Torri bis”.

– Hanno dimenticato le denunce fatte dal sindaco di Pollica inerenti queste strade, denunce tutte protocollate e in nostro possesso, indirizzate all’ex Assessore ai Lavori Pubblici della Provincia di Salerno, Franco Alfieri.

Facciamo prima a dire che hanno percorso un’altra strada che non è quella di Angelo.

Ci spieghi un po’ il suo rapporto con Ingroia?

Il mio rapporto con il dott. Ingroia è nato un po’ di tempo fa e per me è strano condividere un progetto di verità e giustizia con chi è stato al fianco dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Ogni cosa che io e mio fratello Massimo facciamo, è studiata e anche la scelta del Dott. Ingroia, come difensore non è casuale.

La Fondazione intitolata ad Angelo gira l’Italia per onorare la sua memoria e tramandare i suoi «insegnamenti». Cosa dicono di Angelo quando lei oltrepassa i limiti della Campania?

Fuori dalla Campania hanno capito subito la grandezza di Angelo, non a caso nel 2012 a Finale Ligure hanno intitolato il porto ad Angelo, senza parlare dell’Emilia Romagna, dove sindaci e amministratori del Pd hanno intitolato strade, giardini, parchi a nostro fratello. La sala consiliare del Comune di Sant’ Agata Bolognese, comune prestigioso, lì dove si costruisce la Lamborghini, porta il nome di Angelo. Dico sempre, ed è la verità, che senza questi amministratori, senza l’Emilia Romagna, adesso non saremmo qui a raccontare di Angelo. Non dimentichiamo che Alain Foure, direttore degli studi Politici dell’Università di Grenoble, il 15 settembre 2010 scrisse un articolo dedicato ad Angelo, su Le Monde, dal titolo ” Il Profeta assassinato”.

Cosa manca, adesso, al Cilento, a questa terra, adesso?

A questa terra manca tutto ciò che è l’essenza della politica. La politica è agire e vivere per gli altri, dove gli altri, siamo noi, la gente, il popolo senza distinzione di appartenenza politica, di casta o di religione. Nel Cilento, ma quasi in tutto il Sud, la politica è intesa come “gestione familiare”. Bisognerebbe creare una nuova classe politica e questo avverrà nel giro di 10 anni, perché il populismo di cui tutti parlano è nato dalla politica fatta negli ultimi 10 anni. Una politica che ha piegato la libertà delle coscienze, ha contorto la coscienza politica di milioni di italiani, creando sofferenza e seminando odio. Dopo il populismo si aprirà una nuova fase, non solo per il Cilento ma per l’Italia intera.

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Moda targata Cilento, al via progetto Cruise Collection

di Luigi Martino

Moda targata Cilento. E’ il progetto Cruise Collection 2019 per Marina di Acciaroli, che vedrà protagonisti i giovani fashion designer dell’Accademia delle Belle Arti di Napoli in collaborazione con l’azienda di alta moda Kolchagov Barba, che veste star internazionali del calibro di Kylie Minogue. Al centro del progetto, la realizzazione della linea di abbigliamento Marina di Acciaroli, Moda Mare, per raccontare la patria della dieta mediterranea attraverso le creazioni della scuola di fashion designer dell’accademia napoletana sotto la supervisione di Svetoslav Kolchagov e Emilio Barba, tra i guru dell’alta moda internazionale.

«Il progetto si articola in due fasi – spiega Stefano Pisani, sindaco di Pollica e ideatore dell’iniziativa. – La prima prevede la creazione di una linea di moda, ispirata alle bellezze del nostro Comune e in particolare al porto turistico, che verrà presentata ad Acciaroli nel mese di giugno. La seconda fase prevede la nascita di una startup tra i giovani designer dell’accademia da impegnare costantemente nei prossimi anni nell’azione di valorizzazione del marchio Marina di Acciaroli, attraverso la progettazione e la realizzazione di capi di abbigliamento da commercializzare in un punto vendita appositamente allestito sul porto di Acciaroli. Vogliamo che questo progetto rappresenti un volano economico, ma anche culturale e sociale, in grado di rendere la terra dei vivere bene anche pollo di riferimento, dell’elaborazione alla fruizione, per gli amanti della moda e del design». Il progetto Cruise Collection 2019 per Marina di Acciaroli sarà presentato domani, 11 gennaio, presso l’Accademia delle Belle Arti di Napoli.

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La migliore dieta al mondo è quella Mediterranea

di Luigi Martino

La dieta Mediterranea si è classificata come migliore dieta al mondo del 2019 davanti alla dash e alla flexariana. Così la Coldiretti sulla base del best diet ranking 2019 elaborato dal media statunitense U.S. News & World Report, noto a livello globale per la redazione di classifiche e consigli per i consumatori. La dieta Mediterranea ha vinto la sfida tra 41 diverse alternative con un punteggio di 4,2 su 5 grazie agli effetti positivi sulla longevità e ai benefici per la salute, tra cui perdita e controllo del peso, salute del cuore e del sistema nervoso, prevenzione del cancro e delle malattie croniche, prevenzione e controllo del diabete. Il primato generale della dieta Mediterranea è stato ottenuto grazie al primo posto in ben cinque specifiche categorie: prevenzione e cura del diabete, mangiare sano, benefici per il cuore, componenti a base vegetale e facilità a seguirla. A contendere la vittoria della dieta mediterranea sul podio sono state quella dash contro l’ipertensione che si classifica al posto d’onore e la flexariana, un modo flessibile di alimentarsi. Al quarto posto la dieta mind che previene e riduce il declino cognitivo e la storica dieta ipocalorica weight watchers.

Si tratta di un ulteriore riconoscimento per la dieta mediterranea che è un tesoro del Made in Italy che ha consentito all’Italia di conquistare con ben il 7% della popolazione, il primato della quota più alta di ultraottantenni in Europa davanti a Grecia e Spagna, ma anche una speranza di vita che è tra le più alte a livello mondiale ed è pari a 80,6 per gli uomini e a 85 per le donne. Un ruolo importante per la salute che è stato riconosciuto anche con l’iscrizione della dieta Mediterranea nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco il 16 novembre 2010.

L’apprezzamento mondiale per la dieta Mediterranea fondata principalmente su pane, pasta, frutta, verdura, carne, olio extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari si deve agli studi dello scienziato americano Ancel Keys che per primo ne ha evidenziato gli effetti benefici dopo aver vissuto per oltre 40 anni ad Acciaroli, nel cuore del Cilento. «Il nuovo riconoscimento rappresenta anche una risposta ai bollini allarmistici fondati sui componenti nutrizionali che alcuni Paesi, dalla Gran Bretagna al Cile, stanno applicando su diversi alimenti della dieta mediterranea sulla base dei contenuti in grassi, zuccheri o sale, Un marchio infamante che favorisce i prodotti artificiali e colpisce già oggi ingiustamente le confezioni di extravergine Made in Italy, il prodotto simbolo della dieta mediterranea» spiega la Coldiretti.

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Fondazione Angelo Vassallo lancia petizione: «Il giglio marino diventi specie protetta»

di Marianna Vallone

Con una petizione su Chance.org la Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore chiede alla Regione Campania che il Pancratium Maritimum sia riconosciuto come specie protetta. Il giglio marino, come è comunemente chiamato, in Italia è presente lungo tutte le coste occidentali ed adriatiche, isole maggiori e minori comprese, escluse le coste più settentrionali di Friuli Venezia Giulia.

Una pianta bulbosa ancora diffusa sulle dune sabbiose della Campania, con una significativa presenza sul litorale Domitio, nel golfo di Salerno e nel Cilento, assai minacciata per lo sfruttamento delle coste a scopi balneari. E’ una specie, però, fondamentale per il mantenimento della biodiversità, perché oltre ad essere indicatrice dello stato di conservazione del delicato ecosistema dunale, concorre alla tutela della fascia sabbiosa e contrasta il fenomeno dell′erosione della spiaggia emersa.

«Il riconoscimento come specie protetta, – spiega la Fondazione – già ufficializzato in diverse aree del nostro Paese (Lazio, Calabria, Basilicata, Molise), sarebbe un forte segnale del cambiamento di un territorio che passa anche attraverso l’attenzione a queste piccole cose, che poi così piccole non sono, in quanto è dimostrato scientificamente che il giglio marino ha numerose funzioni, prima tra tutte un’azione anti erosione dei litorali sabbiosi».

Per la Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore, il Giglio Marino da riconoscere come specie protetta ha un enorme valore identitario, perché nel tempo grazie al lavoro e alla caparbietà di Angelo Vassallo è diventato identificativo del luogo in cui il Sindaco Pescatore ha vissuto e operato per il bene comune, e poi culturale perché dal 5 settembre 2010 è diventato, nell’immaginario collettivo da un capo all’altro del nostro Paese (e non solo), l’emblema che racchiude e porta con sé la storia di un uomo e il coraggio delle sue scelte.

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Adotta un orto, un ulivo o una vigna della Dieta Mediterranea

di Luigi Martino

‘Gli orti della Dieta Mediterranea’ è un progetto che sarà presentato oggi, sabato 29 dicembre, nelle sale del palazzo Vinciprova a Pioppi, nel comune di Pollica. Il borgo marino culla della Dieta Mediterranea, amministrato fino a qualche anno fa da Angelo Vassallo, sindaco-pescatore ucciso da mani ancora ignote, ospiterà l’evento. Si parte alle 17.30 con la presentazione del progetto con i produttori e gli ambasciatori della DietaMed. A seguire Showcooking, degustazioni e musica dal vivo.

Si riparte domani, 30 dicembre, con la visita al workshop al Museo e agli orti della DietaMed. Al termine ci sarà un aperitivo con il contadino. Il progetto è promosso dal Comune di Pollica con il patrocinio del Museo della dieta Mediterranea, diretto da Valerio Calabrese, di Legambiente e della Comunità Europea.

Apri la locandina dell’evento:

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Pollica, ‘Viculi e viculieddi’: ecco la mappa del gusto

di Luigi Martino

La piazza di Pollica
Tutto pronto per Viculi e Viculieddi, l’evento organizzato dal Comune di Pollica, in collaborazione con la Pro Loco e l’associazione Viculi e Viculieddi, per celebrare i giorni del solstizio come simbolo di rinascita dell’uomo e della natura. I giorni del 28, 29 e 30 dicembre saranno, infatti, l’occasione per riscoprire la serena bellezza di Pollica in una magia di luci, colori e sapori della tradizione. Attraverso tre “quadri” pensati per l’evento – “l’Inverno” nella piazza centrale, “Il Solstizio” e “La vita che rinasce” in due dei vicoli più suggestivi del borgo – si potranno riscoprire i sapori di un tempo, le arti e i saperi della quotidianità pollichese passata e presente. Con l’idea di rendere omaggio alla notte più lunga dell’anno, suggestivamente simbolo dell’inizio di una nuova vita, i visitatori potranno dedicarsi alla degustazione di squisiti “piatti d’inverno”, pietanze tipiche della cucina contadina alla base della Dieta Mediterranea patrimonio Unesco, godendo dei momenti teatrali e musicali a cura della compagnia Mansarda Teatro dell’Orco diretta da Roberta Sandias. La mappa del gusto e la locandina dell’evento:

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Acciaroli, Vassallo pianta 500 gigli di mare: «Seminiamo la bellezza»

di Luigi Martino

Il sole tramonta sulla spiaggia di Acciaroli. Sono quasi le 17 di un venerdì pomeriggio che precede il Natale. Questo lembo di litorale stretto nella morsa dei ricordi di Angelo Vassallo, conserva sempre un po’ di ogni cosa. E libera emozioni, quadri capaci di far riflettere senza aprir bocca. Nel museo della bellezza inaspettata, ti puoi imbattere in scene così. Due persone, due amici, due testimoni dell’operato del sindaco-pescatore, sono accovacciata mentre il sole si tuffa in mare. Lo sfondo è incanto. Il gesto è molto nobile: stanno inserendo nella sabbia 500 semi di Pacratium marittimum, più comunemente conosciuto come giglio di mare (o marino). Dario Vassallo è in compagnia di Angelo, un amico. Porta lo stesso nome del fratello e la somiglianza non è solo in queste lettere. Dario e Angelo seminano bellezza. Ridanno vita ad un’oasi troppo spesso calpestata e distrutta. In quei fiori bianchi, che spunteranno prima della prossima estate, c’è il sorriso di Angelo, ucciso da colpi di pistola in un agguato del settembre di 8 anni fa. Il giglio è un po’ come lui, forte, che sa’ difendersi dal freddo e dagli attacchi esterni. Ma che nulla può farci contro i vili e i malviventi. Il fiore di questa pianta è una meraviglia della natura, bianco e con una forma dei petali che ricorda le bellissime orchidee. Si tratta di un fiore ermafrodita con impollinazione entomofila produce una capsula contenente molti semi di colore nero. Il vero seme è situato all’interno di una massa sugherosa e leggerissima, che permette il galleggiamento del seme come avesse un salvagente. Le onde delle mareggiate che raggiungono le dune raccolgono i semi dispersi tutt’intorno dalla pianta e li disseminano, grazie alle correnti, in altri punti della costa, anche lontanissimi, favorendo la disseminazione in nuovi territori. E queste onde, a volte, si trasformano in mani sapienti. Come quello di Dario e del suo amico che hanno custodito i semi per tutto l’inverno e ora li hanno restituiti alla sabbia. Prima di andare via, ad operazione conclusa, un giro tra il canneto e i gigli per rimuovere immondizia di ogni genere. Poi dritti verso casa.

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Viculi e viculieddi, a Pollica la magia del Natale abbraccia la tradizione

di Luigi Martino

Nel fitto cartellone natalizio 2018 trova di nuovo spazio l’atteso “Viculi e Viculieddi”, l’evento organizzato dal Comune di Pollica, in collaborazione con la Pro Loco e l’Associazione Viculi e Viculieddi, per celebrare i giorni del solstizio come simbolo di rinascita dell’uomo e della natura.

L’edizione invernale prende il via il 28 Dicembre: i giorni del 28, 29 e 30 dicembre saranno, infatti, l’occasione per riscoprire la serena bellezza di Pollica in una magia di luci, colori e sapori della tradizione. Attraverso tre “quadri” pensati per l’evento – “l’Inverno” nella piazza centrale, “Il Solstizio” e “La vita che rinasce” in due dei vicoli più suggestivi del borgo – si potranno riscoprire i sapori di un tempo, le arti e i saperi della quotidianità pollichese passata e presente.

Con l’idea di rendere omaggio alla notte più lunga dell’anno, suggestivamente simbolo dell’inizio di una nuova vita, i visitatori potranno dedicarsi alla degustazione di squisiti “piatti d’inverno”, pietanze tipiche della cucina contadina alla base della Dieta Mediterraneapatrimonio Unesco, godendo dei momenti teatrali a cura della compagnia Mansarda Teatro dell’Orco diretta da Roberta Sandias.

«Il solstizio come inizio di nuove fioriture, come evento naturale avvolto da miti e leggende” – dichiara il sindaco di Pollica Stefano Pisani – è, per la settima edizione consecutiva, l’occasione per festeggiare il presente restando legati alle proprie radici, l’ appuntamento giusto per dedicarsi alla convivialità tipicamente cilentana anche durante le feste di NataleImperdibile».

Apri la locandina dell’evento:

Info: https://www.facebook.com/comunedipollica http://www.pollica.gov.it

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RaiNews24 ad Acciaroli, dove i pescatori puliscono il mare dalla plastica

di Luigi Martino

Le telecamere di RaiNews24 hanno fatto visita al borgo di pescatori di Acciaroli, in Cilento, noto per essere stato governato da Angelo Vassallo, il sindaco-pescatore ucciso in un agguato di sospetta matrice mafiosa il 5 settembre del 2010. Da quel giorno sono cambiate tante cose a Pollica, il capoluogo che abbraccia tante frazioni, tra cui Acciaroli, e altrettante storie. Tre le più belle c’è sicuramente quella promossa dalla Fondazione Angelo Vassallo sindaco-pescatore, presieduta dal fratello di Angelo, Dario, che da 8 anni si batte per conoscere la verità sul delitto che ha macchiato per sempre questo lembo di sud incontaminato. Dario è anche promotore del progetto ‘Pulizia dei fondali marini’. Un progetto che parte da lontano e parte proprio da qui, da Acciaroli. I pescatori, infatti, da anni, portano a terra tutti i rifiuti che catturano nelle reti da pesca. Ecco il servizio che Andrea Bettini ha girato per RaiNews24. GUARDA IL VIDEO

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Ingroia indaga su omicidio Vassallo e i ladri gli rubano le pendrive

di Luigi Martino

Ladri all’opera. Che non hanno lasciato impronte, anzi, una sola, ‘guantata’.. Dei veri ‘professionisti’, non si sa se del mestiere o se di altri ‘uffici’. Certo è che ad Antonio Ingroia hanno portato via alcune pendrive contenenti atti processuali del periodo in cui era magistrato e di quelli attuali da avvocato. Ma ci sono anche suoi appunti e considerazioni su inchieste delicate. A dare la notizia è l’edizione odierna del Fatto Quotidiano che, in un articolo firmato da Giuseppe Lo Bianco, sottolinea alcune peculiarità di questo furto. Nella notte tra martedì e mercoledì scorso, dopo che Ingroia aveva lasciato Roma alle due del pomeriggio per una trasferta di lavoro in Sicilia (di due giorni) assieme alla moglie, i ladri sono entrati da una terrazza condominiale sul tetto. Non hanno forzato nulla, hanno unicamente segato le grate divisorie dell’appartamento all’ultimo piano. Una volta entrati hanno messo a soqquadro la casa del legale di alcuni familiari di vittime di mafia come Attilio Manca e Angelo Vassallo per poi portare via la preziosa refurtiva. Proprio in merito all’omicidio del sindaco pescatore, qualche giorno fa l’ex pm aveva rilasciato un’intervista spiegando che nel suo ruolo di avvocato di parte civile nell’inchiesta bis sull’assassinio Vassallo sarebbe andato fino in fondo per cercare la verità.
Dario Vassallo
Ed è proprio Dario Vassallo, fratello del sindaco-pescatore e presidente della Fondazione omonima, che appresa la notizia dichiara: «Un giorno di alcuni anni fa, a Milano incontrai Rita Borsellino e le raccontai le mie, e nostre coincidenze avvenute dopo l’uccisione di Angelo. Lei mi guardò con i suoi occhi azzurri ed esclamò: “Dario, non chiamarle coincidenze, si chiama mafia”». Nessun riferimento preciso, ma il fratello del sindaco assassinato in Cilento il 5 settembre 2010 da mani ancora ignote, non le manda di certo a dire. Come fa il nipote, Antonio, figlio di Angelo, al quotidiano Il Mattino di Salerno: «Ho la certezza – dice – di persone che sulla morte di mio padre non hanno mai detto la verità, e continuano a mentire. Bisognerebbe capire perché. La verità è che tantissima gente arriva in chiesa nel giorno dell’anniversario della morte di mio padre, e molti versano lacrime di coccodrillo, magari sono le stesse persone che davanti agli inquirenti hanno nascosto la verità». Antonio e Dario non hanno mai mollato. Lottano da più di 8 anni. E lo fanno per Angelo, custode di un modello di amministrare quell’angolo di Sud forse andato sepolto insieme a lui. Ed ora il fatto Ingroia, a meno di una settimana fa al processo calabrese “’Ndrangheta stragista”. Durante le audizioni dell’ex ambasciatore Francesco Fulci e del Generale dell’Arma, Giampaolo Ganzer, Antonio Ingroia (legale di parte civile dei familiari dei carabinieri FavaGarofalo uccisi negli attentati), Ingroia aveva affrontato i tanti misteri che ruotano attorno ai ruoli ambigui del Sisde e del Sismi nelle stragi del ‘92 e del ‘93 arrivando a lambire il campo minato della mancata individuazione di Giulivo Conti, un ex appartenente a Gladio, nonché accompagnatore fidato del maresciallo del Sismi Vincenzo Li Causi, ufficialmente ucciso nel ‘93 in uno strano agguato da miliziani somali mentre era in Somalia con Conti. Tornano quindi le trame nere a riaccendere i riflettori sulla trattativa tra Stato e mafia di cui la recente sentenza della Corte di Assise di Palermo ha sancito la veridicità di una sua effettiva esistenza. Trame politico-criminali che attraverso l’inchiesta condotta dal pm calabrese Giuseppe Lombardo, si collegano ad ulteriori fatti e circostanze. E’ del tutto evidente che il prezioso lavoro di investigazione di Antonio Ingroia in tutti questi anni spaventa maggiormente quegli ambienti “ibridi” – che sono corresponsabili assieme a mafia e ‘Ndrangheta di stragi e delitti eccellenti – piuttosto che le mere organizzazioni criminali. Ed è altrettanto evidente che in questo momento lo stesso Ingroia è particolarmente vulnerabile da quando gli è stata revocata la scorta. Sono solo coincidenze? A non voler fare una spicciola dietrologia è proprio Ingroia che si limita ad una asettica considerazione: “Non dico che sono tutti fatti collegati tra loro, ma rassegno questi fatti, insieme alla considerazione che chi ha agito lo ha fatto da professionista, scegliendo attentamente sia il momento per intervenire, sia gli strumenti utili al superamento degli ostacoli per entrare nel mio appartamento”. E cioè solamente quattro giorni dopo la revoca della protezione che gli era rimasta: una“vigilanza dinamica a orari convenuti”, giustificata dalla fine del suo mandato di amministratore pubblico della società Sicilia & Servizi e dalla mancata elezione alle Politiche. Poco importa a questo Stato che l’impegno da avvocato di Antonio Ingroia prosegua su questioni delicatissime di cui si era già occupato da magistrato. L’appello al “governo del cambiamento” di ripristinargli subito la scorta – al momento – è letteralmente caduto nel vuoto. Da un ministro dell’Interno come Salvini – noto per i suoi proclami antimafia fini a se stessi – c’è ben poco da aspettarsi. La condanna nei confronti di Ingroia che preoccupa particolarmente va oltre la sentenza di morte decretata da Cosa Nostra nei confronti di tutti i suoi nemici – che non ha alcuna scadenza temporale, ma che attende solamente il migliore momento per poter essere eseguita –, riguarda prevalentemente l’ignavia di uno Stato che attende sulla riva del fiume che passi il cadavere per poter poi recitare il mea culpa a favore di telecamera. La speranza che le indagini su questo strano furto facciano luce su quali siano quelle “manine” che hanno violato la casa di Ingroia e su ordine di chi, è decisamente ridotta. In un Paese di misteri come l’Italia, la storia recente è satura di furti ad opera di apparati di Stato. Al di là della piena solidarietà ad Antonio Ingroia, resta l’obbligo morale, per quella che si definisce società civile, di continuare a sostenere il lavoro di uomini come lui pretendendo che lo Stato faccia la sua parte: ripristinandogli immediatamente la scorta.

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Teatro, Ettore Bassi racconta la storia di Angelo Vassallo

di Luigi Martino

Sassano rivive la storia di Angelo Vassallo. Il sindaco-pescatore di Pollica, ucciso da mani ignote il 5 settembre 2010, è stato interpretato al cine teatro Totò di Sassano dall’attore Ettore Bassi. «Ci ha trasmesso forti ed intense emozioni» ha scritto su Facebook Tommaso Pellegrino, presidente del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni nonchè sindaco di Sassano. Sfoglia la gallery:

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Pulizia dei fondali marini: l’ultimo regalo di Angelo

di Luigi Martino

RaiNews24 porta le sue telecamere a Pollica, nel Cilento. Dal porto di Acciaroli la troupe salpa insieme a Dario Vassallo, presidente della Fondazione che porta il nome del fratello Angelo, il sindaco-pescatore ucciso il 5 settembre 2010 da mani ancora ignote. Dario ha raccontato ai giornalisti della Rai il progetto ‘Pulizia dei fondali marini’, una delle tante bellissime eredità lasciate da Angelo. Sfoglia la gallery:
Foto V. La Greca
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Giuseppe, 93 anni di dieta Mediterranea: il segreto per vivere a lungo

di Luigi Martino

Giuseppe Romano e Luigi Martino (Foto G. Pellegrino)

Palle d’acqua di mare al posto degli occhi. Voce greve e l’area di chi conosce questo posto meglio di chiunque altro. Mi ha preso, mi ha fatto entrare nella sua bottega senza nemmeno sapere chi fossi. E mi ha accompagnato nel suo mondo. Queste porte le ha aperte per la prima volta 52 anni fa, dopo che per un lungo periodo ha seguito il papà, un’artista cilentano. Dipingeva insieme le chiese. Giuseppe Romano ora ha 93 anni. Profilo del viso che parla, dolce, squillante, vivo. Sicuramente molto più giovane di tanti giovani. E’ uno di quei nonnini longevi del Cilento cresciuto con l’odore della salsedine sempre sotto il naso e con il sogno quotidiano di afferrare una fetta di pane con olio e pomodoro.

E’ tra quelle persone che io amo definire «un’enciclopedia che cammina». Ho avuto fortuna ad incontrarlo. Lo ammetto. Però alla fortuna ci devi andare incontro, la devi un po’ cercare. E sono due giorni che questa fortuna la cercavo qui, su uno dei meravigliosi tetti del Cilento, della vita. Pollica è la patria della dieta Mediterranea e la culla che ospita il Municipio da dove Angelo Vassallo, il sindaco-pescatore ucciso nel 2010 a pochi chilometri dalla bottega di Peppe, aveva guidato la rivoluzione civile che ha trasformato questa fetta di paradiso nel gioiello che è oggi.

Video di Giuseppe Pellegrino Intervista di Luigi Martino

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